324,-328-. L'ultimo di questi viaggiatori, dotto ed esatto Danese, ha
dato una pianta d'Amida, che illustra le operazioni dell'assedio.
[535] Diarbekir, ch'è chiamata Amid, o Kara-amid nelle pubbliche
scritture de' Turchi, contiene sopra 16000 case, ed è la residenza d'un
Bassà di tre code. L'epiteto di -Kara- nasce dall'oscurità della pietra,
che compone le forti ed antiche mura d'Amida.
[536] Le operazioni dell'assedio d'Amida sono minutamente descritte da
Ammiano (XIX. 1-9) ch'ebbe un'onorevole parte nella difesa, e con fatica
si salvò quando la città fu assaltata da' Persiani.
[537] Di queste quattro nazioni gli Albanesi troppo bene sono conosciuti
per aver bisogno d'alcuna descrizione. I Segestani abitavano un'ampia e
piana regione, che sempre conserva il loro nome al Sud di Korasan, ed a
Ponente dell'Indostan (vedi Georg. -Nubiens. p.- 133 e d'Herbelot -Bibl.
Orient. p.- 797). Non ostante la vantata vittoria di Bahram (vol. I.
-p.- 410) i Segestani più d'ottant'anni dopo compariscono alleati di
Persia come un'indipendente nazione. Non ci è nota la situazione de'
Verti e de' Chioniti; ma sono inclinato a collocare (almeno i secondi)
verso i confini dell'India e della Scizia. Vedi Ammiano XVI. 9.
[538] Ammiano ha indicato la cronologia di quest'anno con tre segni, che
non sono perfettamente coerenti tra loro, o colla serie dell'istoria. 1.
Il grano era maturo, quando Sapore invase la Mesopotamia; -cum jam
stipula flavente turgerent-: circostanza, che nella latitudine d'Aleppo
naturalmente porterebbe al mese d'Aprile o di Maggio. Vedi Harmer
-Osservaz. sulla Scrittur. Vol. I. p. 41-. Shaw -Viagg. p. 355 ediz. 4-.
Secondariamente s'impedirono i progressi di Sapore dall'inondazione
dell'Eufrate che generalmente accade ne' mesi di Luglio e d'Agosto.
Plin. -His. Nat. V. 21-. -Viag. di Pietro della Valle Tom. I p. 696, 3-.
Quando Sapore dopo un assedio di settantatre giorni ebbe preso Amida,
l'autunno era molto avanzato, -autumno praecipiti, haedorumque improbo
sidere exorto-. Per conciliare queste apparenti contraddizioni, conviene
ammettere qualche ritardo nel Re di Persia, qualche inesattezza
nell'istorico, e qualche disordine nelle stagioni.
[539] Ammiano dà notizia di questi assedj XX. 6, 7.
[540] Quanto all'identità di Virta e di Tecrit, vedi Danville -Geogr.
anc. Tom. II. p. 201-, e quanto all'assedio fatto di quel castello da
Timur-Bec a Tamerlano, vedi Cherefeddin -l. III. c. 33-. Il biografo
Persiano esagera il merito e la difficoltà di quest'impresa, che liberò
le carovane di Bagdad da una formidabile banda di ladri.
[541] Ammiano (XVIII. 5, 6. XIX. 3. XX. 2) rappresenta il merito e la
disgrazia d'Ursicino con quella fedel diligenza, che un soldato deve al
suo generale. Vi si può sospettare qualche parzialità, ma tutto il
racconto è coerente e probabile.
[542] Ammiano XX. 11. -Omisso vano incepto hiematurus Antiochiae rediit
in Syriam aerumnosam, perpessus et ulcerum, sed et atrocia diuque
deflenda-. In tal modo ha restaurato Giacomo Gronovio un oscuro passo: e
crede che questa sola correzione meritasse una nuova edizione del suo
Autore, il senso del quale si può adesso oscuramente capire. Io
aspettava qualche maggior luce dalle recenti fatiche del dotto Ernesti
(-Lips. 1773-).
[543] Da Giuliano medesimo posson rilevarsi le devastazioni de' Germani
e le angustie della Gallia. -Orat. ad S. P. Q. Athen; p. 277-. Ammiano
XV. 21. Liban. -Orat. X-. Zosimo -l. III. p. 140-. Sozomeno -l. III. c.
1-.
[544] Ammiano XVI. 8. Sembra che tal nome derivi da' Toxandri di Plinio,
e s'incontra molto frequentemente nelle istorie del medio evo. Toxandria
era un paese di boschi e di paludi, che si estendeva dalle vicinanze di
Tongres fino all'unione del Vahal col Reno. Vedi Vales, -Notit. Galliar.
p. 558-.
[545] Il paradosso del P. Daniel, che i Franchi ebbero alcuno
stabilimento permanente da questa parte del Reno avanti a' tempi di
Clodoveo, è confutato con molta erudizione e buon senso dal Biet, che ha
dimostrato con una serie di prove il loro possesso non interrotto di
Toxandria per cento trent'anni avanti l'avvenimento al trono di
Clodoveo. La dissertazione del Biet fu coronata dall'accademia di
Soissons l'anno 1736 e pare che giustamente si preferisse al discorso
del suo più celebre competitore l'Abate Le Boeuf, antiquario, il cui
nome era felicemente espressivo de' suoi talenti.
[546] La vita privata di Giuliano nella Gallia e la severa disciplina,
che si propose di seguitare, vengono esposte da Ammiano (XVI. 5) che si
protesta di lodare, e da Giuliano medesimo, che affetta di mettere in
ridicolo (-Misopog. p. 540-) una condotta, che in un Principe della casa
di Costantino doveva eccitar con ragione la sorpresa del mondo.
[547] -Aderat Latine quoque disserenti sufficiens serma-. Ammiano XVI.
5. Ma Giuliano, educato nelle scuole della Grecia, risguardò sempre il
linguaggio de' Romani, come un dialetto straniero e popolare, ch'egli
usava solo nelle necessarie occasioni.
[548] Non sappiamo qual fosse l'attuale uffizio di questo eccellente
ministro, che poi Giuliano creò Prefetto della Gallia. Sallustio fu
presto richiamato dalla gelosia dell'Imperatore; e si può tuttavia
leggere un sensibile ma pedantesco discorso (-p. 218-352-) in cui
Giuliano deplora la perdita di sì pregevole amico, al quale si confessa
debitore della sua riputazione. Vedi La Bleterie -Pref. a la vie de
Jovien-. -p. 20-.
[549] Ammiano (XVI. 2, 3) sembra molto più soddisfatto dell'esito di
questa prima campagna che Giuliano medesimo, il quale molto ingenuamente
confessa, ch'egli niente fece di conseguenza, e che fuggì avanti il
nemico.
[550] Ammiano XVI. 7. Libanio parla piuttosto con vantaggio de' militari
talenti di Marcello (-Orat. p. 273-) e Giuliano fa conoscere, che non si
sarebbe così facilmente richiamato, qualora non avesse dato altri motivi
di dispiacere alla Corte v. 278.
[551] -Severus, non discors, non arrogans, sed longa militiae
frugalitate compertus, et eum recta, praeeuntem secuturus, ut ductorem
morigerus miles-. Ammiano XVI. 11. Zosimo -l. III. p. 140-.
[552] Intorno al disegno e alla mancanza di cooperazione fra Giuliano e
Barbazio, vedi Ammiano XVI. 11 e Libanio -Orat. X. p. 273-.
[553] Ammiano XVI. 12 descrive colla sua gonfia eloquenza la figura ed
il carattere di Cnodomar: -Audax et fidens ingenti robore lacertorum,
ubi ardor praelii sperabatur immanis, equo spumante, sublimior erectus
in jaculum formidandae vastitatis, armorumque nitore conspicuus; antea
strenuus et miles, et utilis praeter ceteros ductor... Decentium
Caesarem superavit aequo marte congressus-.
[554] Dopo la battaglia, Giuliano tentò di restituire il vigore
dell'antica disciplina con esporre questi fuggitivi, vestiti da donne,
alla derisione di tutto il campo. Nella seguente campagna quelle truppe
nobilmente rivendicarono il loro onore. Zosimo -l. III. p. 142-.
[555] Giuliano stesso (-ad S. P. Q. Athen. p. 279-) parla della
battaglia di Strasburgo colla modestia d'uno che conosce il proprio
merito, ἐμαχεσάμην ουκ ἀκλεως ἰσως καὶ εις υμας ἀφίκετο ἠ τοιαυτη μάχη:
-pugnammo non senza gloria: forse in voi ridondava il merito di tal
pugna-. Zosimo lo paragona colla vittoria d'Alessandro sopra Dario;
noi però non sappiamo vedervi alcuno di que' colpi di genio militare,
che chiamano l'attenzione de' secoli sulla condotta e sul successo
d'una giornata.
[556] Ammiano XVI. 12. Libanio ne aggiunge duemila al numero degli
uccisi (-Orat. X. p. 274-). Ma queste piccole differenze spariscono a
fronte de' 60000 Barbari, che Zosimo ha sagrificato alla gloria del suo
Eroe (-l. III. p. 131-). Si potrebbe attribuir questo numero stravagante
alla negligenza de' copisti, se il credulo o parziale istorico non
avesse fatto crescere l'esercito di 35000 Alemanni in una innumerabil
moltitudine di Barbari, πληθος αππρον βαρβαρώ. Non è nostra
colpa se tale scoperta c'inspira in simili casi un'opportuna diffidenza.
[557] Ammiano XVI. 12. Libanio -Orat. X. p. 276-.
[558] Libanio (-Orat. III. p. 137-) fa una pittura molto vivace de'
costumi de' Franchi.
[559] Ammiano XVII. 2. Libanio -Orat. X. p. 278-. L'oratore Greco, per
aver mal inteso un passo di Giuliano, s'è indotto a rappresentare i
Franchi in numero di mille, e poichè il suo capo era sempre pieno della
guerra del Peloponeso, li paragona a' Lacedemoni, che furono assediati e
presi nell'Isola di Sfacteria.
[560] Giuliano -ad S. P. Q. Athen. p. 280-. Libanio -Orat. X. p. 274-.
Secondo l'espressione di Libanio, l'Imperatore δωρα ωνομαζε,
(-li chiamò doni-) che La Bleterie (-Vie de Julien. p. 118-) interpreta
come un'onesta confessione, e Valesio (-ad Ammiano XVII. 2-) come una
bassa evasione della verità. Dom. Bouquet (-Hist. de France Tom. I. p.
733-) sostituendovi l'altra parola ενομισε (-stabilì-) vorrebbe
togliere tutte due le difficoltà e lo spirito di questo passo.
[561] Ammiano -XVII. 8-. Zosimo -l. III. p. 146-150- la sua narrazione
viene oscurata da un miscuglio di favole; e Giuliano (-ad S. P. Q.
Athen. p. 280-) così s'esprime, ἐμαχεσάμην ουκ ἀκλεῶς. ἰσως καὶ εις
υμας ἀφίκετο ἠ τοιαυτη μάχη -Ricevemmo una parte della nazione de'
Salj, e scacciammo i Camavj.- Questa differenza di trattamento conferma
l'opinione che a' Salj Franchi fosse permesso di ritenere i loro
stabilimenti in Toxandria.
[562] Quest'interessante storia, ch'è stata compendiata da Zosimo, si
riferisce da Eunapio (-in Excerpt. Legat. p. 15, 16, 17-) con tutte le
amplificazioni della Rettorica Greca; ma il silenzio di Libanio, di
Ammiano e di Giuliano medesimo ne rende molto sospetta la verità.
[563] Libanio, amico di Giuliano, chiaramente ci fa sapere (-Orat. IV.
p. 178-) che il suo Eroe avea composta l'istoria delle sue campagne
Galliche. Ma Zosimo (-l. III. p. 140-) sembra, che derivasse la sua
notizia solo dalle orazioni (logoi) e dalle Epistole di
Giuliano. Il discorso, indirizzato agli Ateniesi, contiene un esatto,
quantunque generale racconto della guerra contro i Germani.
[564] Vedi Ammiano -XVII. 1, 10. XVIII, 2- e Zosimo -l. III. p. 144-.
Giuliano -ad S. P. Q. Athen. p. 280-.
[565] Ammiano -XVIII. 2-. Libanio -Orat. X. p. 279, 280-. Di questi
sette posti, quattro sono presentemente città di qualche conseguenza,
cioè Bingen, Andernac, Bonn, e Nuyss: gli altri tre, vale a dire
-Tricesinae, Quadriburgium-, e -Castra Herculis-, o Eraclea non
sussistono più; ma v'è motivo di credere, che nel luogo, dov'era
-Quadriburgum-, gli Olandesi abbian costruito il Forte di Schenk; nome
che tanto offendeva la fastidiosa delicatezza di Boileau. Vedi D'Anville
-Not. de l'anc. Gaule p. 183-. Boileau -Ep. p. IV-. e -le Note-.
[566] Noi possiam credere a Giuliano medesimo (-Orat. ad S. P. Q. Athen.
p. 280-) che dà una particolar notizia del fatto. Zosimo v'aggiugne 200
vascelli di più, -l. III. p. 145-. Se vogliam computare le seicento navi
di grano di Giuliano a sette sole tonnellate l'una, eran capaci di
estrarne 120000 sacca (Vedi Arbuthnot -Pes. e Misur. p. 237-). Il paese,
che poteva soffrire sì grand'estrazione, doveva esser già pervenuto ad
un ottimo stato d'agricoltura.
[567] Le truppe una volta proruppero in un ammutinamento, avanti al
secondo passaggio del Reno. Ammiano -XXII. 9-.
[568] Ammiano -XVI. 5. XVIII. 1-. Mammertino in -Paneg. Vet. XI. 4-.
[569] Ammiano -XVII. 3-. Giulian. -Epist. XV. edit. Spanhem.- Tal
condotta giustifica almeno l'encomio di Mammertino: -Ita illi anni
spatia divisa sunt, ut aut Barbaros domitet, aut civibus jura restituat;
perpetuum professus aut contra hostem, aut contra vitia certamen.-
[570] Libanio -Orat. Parent. in Imp. Julian. I. c. 38; in Fabr. Bibl.
Graec. Tom. VII. p. 263, 264-.
[571] Vedi Giuliano -in Misopogon. p. 340, 341-. Lo stato antico di
Parigi è illustrato da Enrico Valesio (-ad Ammiano XX. 40-), dal suo
fratello Adriano Valesio e dal Danville (nelle -respettive loro Notizie
dell'antica Gallia-), dall'Abbate di Longuerue (-Descript. de la Franc.
T. I. p. 12, 13-) e dal Bonamy (-Mem. dell'Accad. delle Inscriz. Tom.
XV. p. 656, 691-).
[572] Την Φιλην Λευκετιαν (Giuliano -in Misopog. p. 340-).
-Leucetia-, o -Lutetia- era l'antico nome della città, che secondo il
costume del quarto secolo prese il nome territoriale di Parigi.
[573] Giuliano -in Misopogon. p. 359, 360-.
FINE DEL VOLUME TERZO.
INDICE DEI CAPITOLI E DELLE MATERIE CHE SI CONTENGONO NEL TERZO VOLUME
CAPITOLO XVI. -Condotta del Governo Romano verso
i Cristiani, dal Regno di Nerone fino a quello di
Costantino.-
A. D.
Il Cristianesimo perseguitato da gl'Imperatori
di Roma -pag.- 6
Cagioni da cui questi potevano essere mossi 7
Indole ribelle de' Giudei 8
Religione de' Giudei tollerata9
Gli Ebrei riguardati come -nazione-, i
Cristiani come -setta- 11
Il Cristianesimo accusato d'Ateismo e mal
conosciuto dal popolo e dai filosofi12
Le assemblee che si tenean dai Cristiani
riguardate come adunanze di cospiratori16
I costumi de' Cristiani calunniati 18
Imprudenza loro nel modo di difendersi19
I Cristiani confusi dai Gentili coi Gnostici, e
conseguenze che da ciò derivarono20
Incendio di Roma sotto il regno di Nerone25
I Cristiani accusati di esso e terribilmente puniti 27
Passo di Tacito a tale proposito27
Osservazioni sovra questo passo 29
I Cristiani ed i Giudei egualmente oppressi
sotto il regno di Domiziano34
Condanna e morte di Flavio Clemente37
Ignoranza di Plinio su di quanto si aspettò
ai Cristiani39
Legali procedure contr'essi instituite sotto
il regno di Traiano e de' suoi successori 40
Clamori popolari contro i Cristiani41
Ordine di giudicatura che si teneva rispetto
i Cristiani 43
Equità de' Magistrati Romani 46
Numero de' Martiri meno considerabile di quanto
è stato esagerato 48
Osservazioni intorno al martirio di Cipriano
vescovo di Cartagine 49
Primi rischi corsi dal medesimo e sua fuga 50
257 Esilio 51
Condanna53
Morte54
Motivi della condotta tenuta da Cipriano 55
Ardore con cui i primitivi Cristiani agognavano
il martirio 57
A mano a mano illanguidito60
Tre vie per evitarlo61
Avvicendarsi di severità e tolleranza 63
Le dieci persecuzioni 63
Editti in favor de' Cristiani che si attribuiscono
a Tiberio ed a Marco Antonino 64
180 Stato de' Cristiani nel durare de' regni di
Commodo e di Severo 66
211-249 Deteriorato sotto i successori del secondo
di questi due imperatori68
244-249 Regni di Massimino, Filippo e Decio70
253-260 Di Valeriano, Gallieno e loro successori 72
260 Paolo Samosateno e suoi costumi 73
270 Rimosso dalla sede d'Antiochia 75
274 Come Aureliano si prendesse cura di far eseguire
tale sentenza 76
280-303 Pace e prosperità della Chiesa sotto Diocleziano 77
Progresso dello zelo fra i Cristiani e della
superstizione fra i Pagani 79
Alcuni soldati cristiani puniti da Massimiano
e Galerio82
Diocleziano indotto da Galerio ad incominciare
una persecuzione generale contro i Cristiani 84
303 Distruzione della chiesa di Nicomedia 86
303 Primo bando contro i Cristiani 86
Zelo manifestato a tale proposito da un Cristiano
e punizione ch'ei n'ebbe88
Esecuzione che sortì il primo bando91
Distruzione delle chiese 92
Successivi bandi 94
Idea generale della persecuzione95
Stato dei Cristiani nelle Province occidentali,
sotto Costanzo e nel primo periodo del regno
di Costantino 96
Nell'Italia e nell'Affrica, sotto Massimiano e
Severo97
Sotto Massenzio 98
Nell'Illirico e nell'Oriente sotto Galerio e
Massimino 100
Editto di tolleranza pubblicato da Galerio 102
Pace della Chiesa 103
Massimino si prepara a rinnovare la persecuzione 104
Fine delle persecuzioni 106
Su quanto possa credersi intorno ai patimenti
de' Martiri e de' Confessori 106
Numero de' Martiri 109
Conclusione 111
SAGGIO DI CONFUTAZIONE De' due Capi XV e XVI
dell'Istoria di Odoardo Gibbon spettanti all'esame
del Cristianesimo; Compendio di un'opera di
Nicola Spedalieri 115
CAPITOLO XVII. -Fondazione di Costantinopoli.
Sistema politico di Costantino e de' suoi successori.
Disciplina militare, Corte e finanze.-
324 Disegno d'una nuova Capitale234
Situazione di Bisanzio236
Descrizione di Costantinopoli 236
Bosforo237
Porto 239
Propontide240
Ellesponto241
Fondazione della città243
Estensione248
Progressi di questa grand'opera250
Edifizi250
Popolazione 256
Privilegi 259
330-334 Dedicazione di Costantinopoli 262
Forma di governo264
Gerarchie dello Stato 266
Tre gradi d'onore 266
Consoli267
Patrizi271
Prefetti del Pretorio 274
Prefetti di Roma e di Costantinopoli 277
Proconsoli e viceprefetti280
Governatori delle province 281
Professione della legge 285
Ufficiali militari 288
Distinzione delle truppe 291
Riduzione delle legioni 293
Difficoltà delle leve 295
Aumento de' Barbari ausiliari 297
Sette ministri del Palazzo 299
Ciamberlano 299
Maestro degli uffizi 301
Questore 304
Tesoriere pubblico 305
Tesoriere privato 306
Conti de' domestici308
Agenti o ministri delatori 308
Uso della tortura 310
Finanze312
Tributo generale o Indizione313
Tasse in forma di capitazione 317
Capitazione sul commercio e l'industria 323
Liberi donativi 325
Conclusione 327
CAPITOLO XVIII. -Carattere di Costantino. Guerra
Gotica. Morte di Costantino. Divisione dell'Impero
fra tre suoi figli. Guerra di Persia. Tragiche morti
di Costantino il Giovane e di Costante. Usurpazione
di Magnenzio. Guerra civile. Vittoria di Costanzo.-
Carattere di Costantino 328
Sue virtù 329
Suoi vizi 331
Sua famiglia 333
Virtù di Crispo 335
324-325 Gelosia di Costantino 337
326 Disgrazia e morte di Crispo 340
Figli e nipoti di Costantino344
Loro educazione 345
Costumi de' Sarmati347
Loro stabilimento vicino al Danubio 349
331 Guerra Gotica351
332 Sconfitta sofferta dai Goti 352
334 Espulsione de' Sarmati354
335 Ambascerie venute a Costantino dall'Etiopia,
dalla Persia e dall'India 356
337 Morte e funerali di Costantino 356
Fazioni della Corte357
Uccisione de' principi359
Divisione dell'Impero 361
310 Sapore re di Persia362
Stato della Mesopotamia e dell'Armenia 364
342 Cristianesimo propagatosi nell'Armenia 365
337-360 Guerra Persiana 366
338-350 Assedio di Nisibi 369
Guerra tra i figli di Costantino 372
Morte di Costante 374
Magnenzio e Vetranione assumono la porpora 376
Costanzo nega d'entrare in negoziati con
Magnenzio e Vetranione 378
Vetranione spogliato della porpora si ritira
in Prusa379
Guerra di Costanze contro Magnenzio 382
341 Battaglia di Mursa 385
351 Conquista dell'Italia 388
CAPITOLO XIX. -Costanzo solo Imperatore. Elevazione
e morte di Gallo. Pericolo ed innalzamento di Giuliano.
Guerre coi Sarmati e co' Persi. Vittorie di Giuliano
nella Gallia.-
Potenza degli eunuchi 394
Educazione di Gallo e di Giuliano 397
351 Gallo dichiarato Cesare 398
Credulità ed imprudenza di Gallo 399
354 Uccisione de' ministri imperiali 402
Pericolosa situazione di Gallo 404
Sua disgrazia e morte 405
Pericolo e liberazione di Giuliano407
Suo esilio in Atene409
Viene richiamato a Milano412
355 Dichiarato Cesare 413
Fine infelice di Silvano 416
Nuovo obelisco 419
357-359 Guerra contro i Quadi ed i Sarmati421
358 Negoziazione di Persia425
359 Sapore invade la Mesopotamia428
Assedio d'Amida 430
360 Di Singara433
Condotta de' Romani435
Invasione della Gallia fatta dai Germani437
Condotta di Giuliano 439
356 Prima campagna da lui fatta nella Gallia441
357 Seconda443
Battaglia di Strasburgo 445
358 Vittoria di Giuliano 447
357-359 Tre spedizioni di Giuliano al di là del Reno 452
Città della Gallia restaurate 454
Amministrazione civile di Giuliano456
Descrizione di Parigi 458
FINE DELL'INDICE.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
senza annotazione minimi errori tipografici. Le citazioni in greco
sono state trascritte integralmente, senza apportare alcuna
correzione per eventuali inesattezze ortografiche o grammaticali.
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