dell'antica legge. »-Collegium, si nullo speciali privilegio subnixum sit, haereditatem capere non posse dubium non est.-» Fra Paolo (c. 4.) crede che questi regolamenti dopo il regno di Valeriano fossero molto trascurati. [577] -Hist. August.- p. 131. Il fondo era stato pubblico, ed allora si disputava fra la società de' Cristiani e quella de' macellai. [578] -Constit. Apostol.- II 35. [579] Ciprian. -de Laps.- p. 89. -Epist.- 65. L'accusa vien confermata da' canoni 19 e 20 del Concilio Eliberino. [580] Vedi le Apologie di Giustino e di Tertulliano. [581] La dovizia e la liberalità dei Romani verso i lor più distanti fratelli si celebra con gratitudine da Dionisio di Corinto presso Eusebio (l. IV. c. 23.) [582] Vedi Luciano -in Peregrin.- Giuliano (-Epi.- 49) sembra mortificato, perchè la carità de' Cristiani sostentava non solo i lor propri poveri, ma anche i Pagani. [583] Tale almeno fu la lodevole condotta di molti missionari moderni, posti nelle medesime circostanze. Si espongono annualmente più di tremila bambini di fresco nati nelle strade di Pechino. Vedi -Le Comte Memoir. sur la Chine-, e le -Recherches sur les Chinois et les Egyptiens- (Tom. I. p. 61.) [584] I Montanisti ed i Novaziani, che ostinatamente, e col massimo rigore sostenevano quest'opinione, si trovarono alfine essi medesimi posti nel numero degli Eretici scomunicati. Vedi il dotto, ed abbondante Mosemio -sect.- II e III. [585] Dionisio appresso Eusebio IV. 23. Ciprian. -de Lapsis- [586] Cristianesimo primitivo di Cavo Part. III. c. 5. Gli ammiratori dell'Antichità compiangono il disuso delle pubbliche penitenze. [587] Vedasi, appresso Dupin (-Biblioth. Ecclesiast.-, Tom. II. p. 304-313), una breve ma ragionata esposizione de' canoni di que' Concilj, che furon convocati ne' primi momenti di tranquillità dopo la persecuzione di Diocleziano. Questa si era sentita con severità molto minore in Ispagna, che in Galazia: differenza, per cui si può in qualche modo render ragione del contrasto fra i regolamenti di quelle Province. [588] Ciprian. -Epist.- 69. [589] Le arti, i costumi, ed i vizi de' Sacerdoti della Dea Siria sono molto capricciosamente descritti da Apuleio nell'ottavo libro delle sue Metamorfosi. [590] L'uffizio di Asiarca era di questa specie, e se ne trova frequente menzione in Aristide, nelle inscrizioni ec. Era esso annuale ed elettivo. Non potevan desiderar tale onore, che i più vani fra' Cittadini, nè sopportarne la spesa, che i più doviziosi. Vedi ap. -Patres Apostol.- Tom. II. p. 200, con quanta indifferenza l'Asiarca Filippo si condusse nel martirio di Policarpo. V'erano in simil guisa i Bitiniarchi, i Liciarchi ec. [591] I moderni critici non sono disposti a credere quel che i Padri quasi concordemente asseriscono, che S. Matteo componesse un Evangelio Ebraico, di cui ci sia restata solamente la traduzione Greca. Ma sembra pericoloso rigettare la loro testimonianza. [592] Sotto il regno di Nerone, e di Domiziano, e nelle Città d'Alessandria, d'Antiochia, di Roma e d'Efeso. Vedi Mill. -Prolegom. ad nov. Testam.- e la bella, ed estesa collezione del Dottor Lardner vol. XV. [593] Gli Alogi (-Epifan. de Haeres.- 51.) contrastavano l'autenticità dell'Apocalisse, perchè la Chiesa di Tiatira non era per anche fondata. Epifanio, che accorda il fatto, si libera dalla difficoltà col supporre ingegnosamente, che S. Giovanni scrivesse con spirito di profezia. Vedi Abauzit -Discours sur l'Apocalypse-. [594] L'epistole d'Ignazio e di Dionisio (-ap. Euseb.- IV. 23), indicano molte Chiese in Asia ed in Grecia. Quella d'Atene par che fosse una delle meno floride. [595] Luciano in -Alexan.- c. 25. Bisogna però, che il Cristianesimo fosse molto inegualmente sparso pel Ponto; mentre alla metà del terzo secolo non si trovavan più che 17 credenti nell'estesa diocesi di Neocesarea. Vedi Tillemont (-Memoir. Ecclesiast.- Tom. IV. p. 675) che cita Basilio, e Gregorio Nisseno, i quali erano pure nativi di Cappadocia. [596] Secondo gli Antichi, Gesù Cristo patì sotto il Consolato de' due Gemini l'anno 29 dell'Era nostra presente. Plinio fu mandato in Bitinia (secondo il Pagi) nell'anno 110. [597] Plin. -Epist.- X. 97. [598] Chrysostom. -Oper.- Tom. VII. p. 658-810. -Edit. Savil- [599] Gio. Malela, Tom. II. p. 144. Egli tira la medesima conseguenza rispetto alla popolazione d'Antiochia. [600] Chrysostom. (Tom. I. p. 144.) Io son debitore di questi passi, ma non della mia illazione, all'erudito Dott. Lardner. Credibilità dell'istoria Evangelica vol. XII. p. 370. [601] Basnage (-Hist. des Juifs- l. II. c. 20, 21, 22, 23) ha esaminato con la più critica esattezza il curioso trattato di Filone, che descrive i Terapeuti. Provando ch'esso fu composto fin dal tempo d'Augusto, Basnage ha dimostrato a dispetto d'Eusebio (1. II. c. 17) e di una folla di moderni Cattolici, che i Terapeuti non erano, nè Cristiani nè monaci. Riman sempre verisimile, che essi cangiassero il nome, conservassero le loro usanze adottando alcuni nuovi articoli di fede, ed appoco appoco divenissero i padri degli Ascetici Egizj. [602] Vedi una lettera d'Adriano nell'Istoria Augusta p. 245. [603] Quanto alla successione de' Vescovi d'Alessandria si consulti l'Istoria di Renaudot, p. 24 ec. Questo curioso fatto ci è stato conservato dal Patriarca Eutichio (-Annal.- Tom. I. p. 334 -vers. Pocock-) e la sua sola testimonianza risguardante la propria Chiesa sarebbe una risposta sufficiente a tutte le obbiezioni, che il Vescovo Pearson ha fatte nelle Vindicie Ignaziane. [604] Ammian. Marcellin. XXII. 16. [605] Origen. contr. Celsum l. I. p. 40. [606] -Ingens multitudo- è l'espressione di Tacito XV. 44. [607] T. Liv. XXXIX. 13, 15, 16, 17. Fu eccessivo l'orrore e la costernazion del Senato alla scoperta de Baccanalisti, la depravazione de' quali è descritta, e forse anche esagerata da Livio. [608] Euseb. l. VI. c. 43. Il Traduttore Latino (di Valois) ha stimato proprio di ridurre il numero de' Preti a quarantaquattro. [609] Questa proporzione de' Preti e de' poveri col resto del popolo, fu per la prima volta fissata dal Burnet (Viaggi in Ital. p. 168) e confermata da Moyle (vol. II. p. 151). Nessuno de' due avea cognizione del passo di Grisostomo, che riduce la lor congettura quasi ad un fatto. [610] -Serius trans alpes, religione Dei suscepta.- Sulpic. Sever. l. II. Questi furono i celebri martiri di Lione. Vedi Euseb. V. I. Tillemont -Mem. Eccles.- Tom. II. p. 316. Secondo i Donatisti, l'asserzione de' quali vien confermata dalla tacita confessione d'Agostino, l'Affrica fu l'ultima fra le Province, che ricevè l'Evangelio (Tillemont -Mem. Eccles.- Tom. I. p. 754.) [611] -Tum primum intra Gallias Martyria visa.- Sulp. Sever. l. II. Rispetto all'Affrica vedi Tertulliano. -ad Scapulam.- c. 3. Si suppone, che i primi fossero i martiri Scillitani (-Acta sincera- Ruinart. p. 34.) Pare che uno degli avversari d'Apuleio fosse Cristiano. -Apolog.- p. 496, 497, -Edit. Delphin.- [612] -Rarae in aliquibus civitatibus Ecclesiae paucorum Christianorum devotione resurgerent.- Acta sincera p. 130. Gregor. di Tours l. I. c. 28. Mosem. p. 207. 449. V'è qualche ragione di credere, che al principio del quarto secolo le vaste Diocesi di Liegi, di Treveri, e di Colonia formassero un sol Vescovato, ch'era stato eretto molto recentemente. Vedi le Memorie di Tillemont Tom. VI. part. I. p. 43, 411. [613] In una dissertazione di Mosemio si fissa la data dell'apologia di Tertulliano all'anno 198. [614] Nel decimoquinto secolo si trovavan poche persone che avessero la disposizione o il coraggio di porre in dubbio, se Giuseppe d'Arimatea fondato avesse il monastero di Glastonbury, e se Dionisio Areopagita preferito avesse la residenza di Parigi a quella d'Atene. [615] Tale stupenda metamorfosi fu fatta nel nono secolo. Vedi Mariana (-Hist. Hispan.- V. 10. 13) che in ogni senso imita Livio, e l'ingenuo scuoprimento fatto della leggenda di S. Giacomo dal Dott. Geddes (-Miscell.- Vol. 4. p. 221.) [616] Giustin. mart. -Dial. cum Tryphone- p. 341. Iren. -adv. haeres.- l. I. c. 10. Tertullian. -adv. Jud.- c. 7. Vedi Mosemio p. 203. [617] Vedi il quarto secolo dell'Istoria Eccles. di Mosemio. Posson trovarsi molte, quantunque assai confuse circostanze relative alla conversion dell'Iberia e dell'Armenia appresso Mosè di Corene l. II. c. 78, 79. [618] Secondo Tertulliano, Cristo e la Fede avevano penetrato nelle parti della Gran-Brettagna, inaccessibili alle armi Romane. Circa un secolo dopo -si dice-, che Ossian figlio di Fingal, nella sua estrema vecchiezza disputasse con un Missionario straniero, e la disputa sussiste ancora in versi, ed in lingua Ersa. Vedasi la Dissertazione sull'antichità de' Poemi d'Ossian di Macpherson p. 10. [619] I Goti, che devastarono l'Asia nel regno di Gallieno, portaron via gran numero di schiavi, alcuni de' quali eran Cristiani, e divennero Missionari. Vedi Tillemont -Memoir. Eccles.- Tom. IV. p. 44. [620] La leggenda d'Abgaro, favolosa com'è, somministra una decisiva prova, che molti anni prima ch'Eusebio scrivesse la sua storia, la massima parte degli abitanti d'Edessa aveva abbracciato il Cristianesimo. I cittadini di Carre, al contrario, loro rivali, restarono attaccati alla causa del Paganesimo fino al sesto secolo. [621] Secondo Bardesane appresso Eusebio (-Praepar. Evang.-) nella Persia trovavansi alcuni Cristiani avanti la fine del secondo secolo. Al tempo di Costantino (Vedi la di lui Epistola a Sapore Vit. l. IV c. 13) formavano essi una florida Chiesa. Si consulti Beausobre -Hist. critique du Manicheisme-. Tom. I. p. 180. e la Biblioteca Orientale dell'Assemani. [622] -Origen. contra Cels. l. VIII. p. 424.- [623] -Minuc. Felix- c. 8 con le note di Wovvero. -Cels. ap. Origen.- l. III. p. 138, 142. -Julian. ap. Cyril.-, l. VI. p. 206. -Edit. Spanheim-. [624] -Euseb. Hist. Eccl.- IV. 3. -Hieron. Epist.- 83. [625] Così prettamente si racconta l'istoria ne' Dialoghi di Giustino. Tillemont (-Mem. Eccles.- Tom. II. p. 334) che la riferisce, assicura, che il vecchio era un Angelo sotto quella figura. [626] Euseb. V. 28. Si può sperare, che nessuno, eccettuati gli Eretici, desse giusto motivo alla querela di Celso (-ap. Origen.- l. II. p. 77) che i Cristiani continuamente correggevano ed alteravano i loro Evangeli. [627] Plin. -Epist.- X. 97. -Fuerunt alii similis amentiae cives Romani.... Multi enim omnis aetatis, omnis ordinis, utriusque sexus etiam vocantur in periculum et vocabuntur.- [628] Tertullian. -ad Scapulam-. Eppure tutta la sua rettorica non s'estende a pretendere più che la -decima- parte di Cartagine. [629] Ciprian. -Epist.- 79. [630] Il Dottor Lardner, nel suo primo e secondo volume delle testimonianze Giudaiche e Cristiane, raccoglie ed illustra quelle di Plinio il Giovane, di Tacito, di Galeno, di Marco Antonio e forse d'Epiteto (essendo dubbioso se quel filosofo intende parlar de' Cristiani). Della nuova setta non si fa menzione veruna da Seneca, da Plinio il Vecchio, nè da Plutarco. [631] Se allegata si fosse la famosa Profezia delle settanta settimane ad un filosofo di Roma, non avrebb'egli risposto con le parole di Cicerone «-Quae tandem ista auguratio est, annorum potius quam aut mensium aut dierum?-» -de Divinit.- II 30. Si osservi con qual irreverenza Luciano (-in Alexandro- c. 13,) ed il suo amico Gelso (-ap. Origen. l. VII. p. 327.-) si esprimono rispetto a' Profeti Ebrei. [632] I filosofi, che deridevano le più antiche predizioni delle Sibille, avrebbero facilmente scoperto le falsità degli Ebrei e de' Cristiani, che i Padri hanno citato con tanta pompa, da Giustino Martire fino a Lattanzio. Quando i versi Sibillini ebbero eseguilo l'uffizio loro assegnato, essi, come il sistema dei millenarj, furono quietamente posti in obblio. La Sibilla Cristiana disgraziatamente aveva fissata la rovina di Roma nell'anno 195. II. C. 948. [633] I Padri, che son disposti come in linea di battaglia dal Calmet (Dissertazione sulla Bibbia Tom. III. p. 295-308.) par che voglian cuoprire tutta la terra di oscurità, nel che vengon seguitati dai più fra' moderni. [634] Origen. -ad Matth.- c. 27. e pochi moderni critici, Beza, Le Clerc, Lardner ecc. desiderano di restringerla alla sola Terra della Giudea. [635] Il celebre passo di Flegone ora si è saviamente abbandonato. Quando Tertulliano assicura i Pagani, che si trova fatta menzione di tal prodigio, -in Arcanis-, non già -in archivio vestris- (vedi la sua apolog. c. 21), egli probabilmente intende di parlare de' versi Sibillini, che lo riferiscono esattamente con le stesse parole dell'Evangelio. [636] Seneca -Quaest. nat.- l. I. 15. VI. I. VII. 17. Plinio -Hist. nat.- l. II. [637] -Plin. Hist. nat.- II. 30. [638] -Virgil. Georg.- l. 1. 466. -Tibull.- l. II. -Eleg. V.- v. 75. -Ovid. Metam.- XV. 782. -Lucan.- I. 540. L'ultimo pone questo prodigio avanti la guerra civile. [639] Vedi una pubblica epistola di Marc'Anton. -ap. Josepho Antiq.- XII. 12. -Plutarc. in. Caesar.- p. 471. -Appian. Bell. civ.- l. IV. -Dion. Cass.- l. XLV. p. 431. -Jul. Obseq.- c. 128. Questo piccol trattato è un estratto de' prodigi di Livio. FINE DEL VOLUME SECONDO. INDICE DEI CAPITOLI E DELLE MATERIE CHE SI CONTENGONO NEL SECONDO VOLUME CAPITOLO XI. -Regno di Claudio. Disfatta dei Goti. Vittorie, trionfo e morte di Aureliano.- A.D. Aureolo invade l'Italia; è disfatto ed assediato in Milano-pag.-6 268 Morte di Gallieno 7 Carattere, elevazione dell'imperatore Claudio8 Morte di Aureolo 10 Clemenza e giustizia di Claudio 11 Esso intraprende la riforma dell'esercito12 269 I Goti invadono l'impero 13 Angustie e costanza di Claudio 14 Vittoria riportata dal medesimo contro i Goti 14 270 Morte dell'imperatore Claudio, che raccomanda Aureliano per suo successore 16 Tentativo e caduta di Quintilio 17 Origine di Aureliano. Servigi da lui prestati 18 Regno fortunato di Aureliano 19 Severità di disciplina da esso mantenuta 19 Trattato conchiuso coi Goti 21 La Dacia abbandonata ai medesimi22 Guerra Alemannica23 Gli Alemanni invadono l'Italia 24 Vinti finalmente da Aureliano24 271 Cerimonie superstiziose27 Fortificazioni di Roma 28 Aureliano acquista all'Impero la Gallia, la Spagna, la Britannia, l'Egitto, la Siria e l'Asia Minore30 Successione degli usurpatori nella Gallia30 Regno e sconfitta di Tetrico 32 272 Carattere di Zenobia33 Sua beltà e dottrina34 Vendetta ch'ella fa del marito ucciso da Meonio35 Aggiunge ai suoi regni l'Oriente e l'Egitto 36 Spedizione di Aureliano37 Rotta data ai Palmireni nelle giornate di Antiochia e d'Emesa 38 Stato di Palmira 39 Assedio di questa città, operato da Aureliano 41 Resa della medesima e cattività di Zenobia 42 Condotta tenuta dipoi da questa regina43 Ribellione mossa in Egitto da Fermo, e compressa da Aureliano44 274 Trionfo di Aureliano45 Clemenza di esso imperatore per riguardo a Tetrico ed a Zenobia 47 Fastosa pietà dello stesso principe49 Ribellione sedata in Roma 50 Corretta l'alterazione delle monete e osservazioni a tale proposito 51 Atti crudeli esercitati dallo stesso Aureliano 53 Spedizione da esso impresa nell'Oriente 54 275 Sua morte dovuta ad un tradimento 54 CAPITOLO XII. -Condotta dell'esercito e del senato dopo la morte di Aureliano. Regni di Tacito, di Probo, di Caro e dei suoi figli.- 275 Contesa straordinaria fra l'esercito ed il senato intorno la scelta d'un imperatore 57 Pacifico interregno di otto mesi58 Il console aduna il senato58 Carattere del novello imperatore Tacito 59 Autorità del senato rilevata dal predetto imperatore 62 Gioia e confidenza nata ne' senatori 64 276 Tacito viene riconosciuto dall'esercito 64 Alani che invadono l'Asia, rispinti da Tacito 65 Morte di esso 66 Trono usurpato da Floriano, fratello del defunto 67 Morte dell'usurpatore dopo tre mesi68 I discendenti di Tacito e di Floriano rimangono nell'oscurità 68 Carattere, innalzamento dell'imperatore Probo 69 Condotta rispettosa da esso tenuta verso il senato70 277 Vittorie riportate da Probo contro i Barbari72 La Gallia liberata dall'invasione dei Germani 73 Probo porta le armi nella Germania 75 Muraglia fabbricata dal Reno al Danubio 76 Probo incorpora i Barbari fra le milizie Romane78 Ardita impresa de' Franchi80 Ribellione di Saturnino nell'Oriente 81 Sollevazione di Bonoso e Proculo nella Gallia 82 281 Ingresso trionfale di Probo in Roma83 Paralello tra la severa disciplina voluta da Aureliano e la più mite abbracciata da Probo 84 282 Morte di Probo85 Elezione di Caro e carattere di questo imperatore 86 Autorità del senato perita con Probo 87 Caro batte i Sarmati e marcia in Oriente 88 283 Dà udienza agli ambasciatori Persiani 89 Vittorie e morte straordinaria di Caro90 Carino e Numeriano figli di lui gli succedono 91 284 Vizi e sregolatezze di Carino93 Splendore dei giochi Romani ordinati da Carino 95 Spettacoli di Roma 95 Anfiteatro 97 Numeriano ritorna col suo esercito dalla Persia 101 Morte di Numeriano 102 Elezione di Diocleziano 102 Sconfitta e morte di Carino 104 CAPITOLO XIII. -Regno di Diocleziano e de' suoi tre colleghi, Massimiano, Galerio e Costanzo. Ristabilimento generale dell'ordine e della tranquillità. Guerra Persiana; vittoria e trionfo. Nuova forma di governo. Rinunzia e ritiro di Diocleziano e di Massimiano.- 284 Innalzamento e carattere di Diocleziano 106 Guerra civile da lui estinta sul campo della battaglia. Atti di clemenza esercitati107 Associazione de' due Cesari, Galerio e Costanzo 110 Impero scompartito fra quattro principi. Loro concordia111 Stato dei contadini della Gallia 113 Loro ribellione 114 Ribellione di Carausio nella Britannia 115 Importanza della Britannia 117 Carausio riconosciuto dagl'imperatori sovrano di quella contrada 118 Morte di Carausio 119 286 Costanzo ricupera la Britannia 120 In qual modo le frontiere Britanniche fossero difese 120 Dissensioni dei Barbari 122 Condotta tenuta verso di loro dagl'imperatori 122 Diocleziano imita Probo nel distribuire i Barbari vinti tra i Provinciali123 Guerra d'Affrica e dell'Egitto 124 Condotta tenuta in Egitto da Diocleziano125 Diocleziano sopprime tutti i libri d'Alchimia 127 Novità e progressi di quest'arte 128 Guerra Persiana 129 Tiridate Armeno, e geste di sua gioventù129 Suoi vincoli con Licinio 129 Esso ritoglie l'Armenia ai Persiani 130 Stato in cui trovavasi questo paese 130 Sollevazione del popolo e de' nobili 131 Storia di Mamgo 132 L'Armenia nuovamente occupata dai Persi 133 296 Guerra fra i Persiani ed i Romani 134 Sconfitta sofferta da Galerio 135 Ricevimento che gli fa Diocleziano136 Vittoria riportata dipoi dallo stesso Galerio 136 Condotta tenuta dal vincitore verso la famiglia del debellato Narsete 137 Negoziazioni di pace 138 Discorso tenuto dall'ambasciatore persiano 139 Risposta di Galerio139 Moderazione di Diocleziano 140 Conclusione della pace142 Condizioni della medesima142 L'Arasse assegnato al confine ai due imperi142 Cessione di cinque province di là dal Tigri142 Tiridate tornato al trono d'Armenia 143 Stato dell'Iberia 144 303 Trionfo di Diocleziano e Massimiano 145 Lunga assenza degl'imperatori da Roma146 Loro residenza in Milano 147 Indi in Nicomedia 148 Abbassamento di Roma e del Senato 149 Nuovi corpi di guardie nominati Gioviani ed Erculiani 150 Magistrature civili omesse 150 Dignità e titoli imperiali 151 Diocleziano cinge il diadema ed introduce il cerimoniale persiano153 Nuovo sistema di Governo. Due Augusti e due Cesari 156 Aumento delle tasse156 Rinunzia di Diocleziano 158 Paralello fra Diocleziano e Carlo V 158 304 Lunga malattia di Diocleziano 159 Rinunzia di Massimiano contemporanea a quella di Diocleziano161 Prudenza di Diocleziano 161 305 Si ritira in Salona161 Filosofia di cui diede prove162 Descrizione di Salona e del paese circonvicino164 Palazzo di Diocleziano165 Decadenza dell'arti167 Stato in cui vennero le Lettere168 Nuovi Platonici 169 CAPITOLO XIV. -Turbolenze dopo la rinunzia di Diocleziano. Morte di Costanzo. Innalzamento di Costantino e di Massenzio. Sei Imperatori ad un tempo. Morte di Massimiano e di Galerio. Vittorie di Costantino contro Massenzio e Licinio. Riunione dell'Impero sotto l'autorità di Costantino.- 205-323 Periodo di guerre civili e disordini 171 Carattere di Costanzo e circostanze in cui si trova172 Carattere di Galerio 173 I due Cesari, Severo e Massimino 174 Ambizione di Galerio sconcertata da due rivoluzioni175 Nascita, educazione e fuga di Costantino175 Viene riconosciuto de Galerio, che conferisce a lui il titolo di Cesare, e quello di Augusto a Severo 181 Veri motivi della trasportata sede dell'Impero182 Timori di nuove tasse nati nei Romani183 306 Massenzio dichiarato imperatore in Roma 184 Massimiano riveste la porpora 185 Sconfitta e morte di Severo 186 Galerio invade l'Italia 188 Sua ritirata 189 307 Licinio innalzato alla dignità di Augusto 191 Massimino si arroga titolo eguale 192 308 Sei imperatori 192 Sventure di Massimiano193 310 Sua morte 195 311 Morte di Galerio197 Massimino e Licinio si dividono i dominj di Galerio 198 306-312 Governo di Costantino nella Gallia199 Tirannide di Massenzio nell'Affrica e nell'Italia199 Guerra civile tra Costantino e Massenzio202 Preparamenti di guerra da entrambe le parti203 Costantino passa le Alpi 206 Battaglia di Torino207 Assedio e battaglia di Verona 209 Indolenza e timori di Massenzio211 Vittoria di Costantino dinanzi a Roma213 Ricevimento avuto da Costantino e condotta da lui tenuta 215 313 Si collega con Licinio219 Guerra fra Massimino e Licinio 221 Sconfitta sofferta da Massimino221 Muore di lì a quattro mesi 221 Crudeltà di Licinio222 Sventure dell'imperatrice Valeria e della madre di questa 222 Contesa fra Costantino e Licinio 226 314 Prima guerra civile fra i medesimi227 Giornata di Cibali 227 Battaglia di Mardia229 Trattato di pace230 315-325 Pace generale e leggi di Costantino 231 322 Guerra Gotica235 323 Seconda guerra civile fra Costantino e Licinio236 Giornata d'Adrianopoli239 Assedio di Bisanzio e vittoria navale di Crispo 240 Sommissione e morte di Licinio 243 324 Riunione dell'Impero 244 CAPITOLO XV. -Progresso della Religione Cristiana e sentimenti, costumi, numero e condizione de' primitivi fedeli.- Importanza di tale ricerca 245 Cinque cagioni dell'accrescimento del Cristianesimo 247 I. Intolleranza dei primitivi Cristiani provenuta dalla religione Giudaica 247 Rapidità dei progressi della religione Ebraica247 Più opportuna alla difesa che alla conquista 251 Zelo del Cristianesimo più liberale 253 Ostinazione degli Ebrei convertiti, e ragioni della medesima254 Chiesa Nazarena di Gerusalemme 256 Ebioniti 259 Gnostici 261 Loro Sette, progressi, ed effetti che produssero nel Mondo264 Demonj considerati dall'Antichità siccome Dei 266 Abborrimento in cui i Cristiani ebbero l'idolatria 268 Esteso anche agli uffizj e pratiche del civil vivere 268 Alle arti 270 Alle pubbliche feste 271 Zelo dei medesimi 272 II. La dottrina dell'immortalità dell'anima272 Opinioni che ne portarono i filosofi 272 I Pagani della Grecia e di Roma275 I Giudei 276 I Cristiani 278 Prossima fine del mondo 279 Dottrina de' Millenarj279 Pronosticato incendio di Roma e del mondo 282 Tanti timori utili ai progressi del Cristianesimo283 III. Forza de' miracoli ne' primi tempi della Chiesa 286 Dubbi mossi sulla loro veracità289 Presente incertezza nel determinare l'epoca de' miracoli 291 Utilità de' primi miracoli 291 IV. Virtù de' primitivi Cristiani 293 Pentimento delle colpe293 Cura che i primi Cristiani ebbero della propria fama 295 Morale de' Padri296 Amor del dilettarsi, e dell'operare insiti nella umana natura 297 Gli antichi Cristiani avversi al piacere ed alla voluttà 298 Opinioni de' medesimi circa la castità ed il matrimonio 299 Loro avversione agli affari della guerra e del governo302 V. Solerzia dei Cristiani, tutta intesa al governo della Chiesa304 Primiera loro libertà ed uguaglianza 306 Istituzione de' Vescovi come presidenti del collegio della Chiesa 307 Concilj Provinciali310 Unione della Chiesa311 Progresso dell'autorità episcopale312 Preminenza delle chiese metropolitane313 Ambizione de' romani pontefici 315 Oblazioni e rendite della Chiesa 317 Distribuzione delle rendite 321 Scomuniche323 Penitenza pubblica 324 Dignità del governo episcopale 326 Recapitolazione delle cinque cagioni 327 Debolezza del politeismo 329 Lo scetticismo del mondo Pagano riuscì favorevole alla nuova religione329 Come pure la pace ed unione dell'impero Romano331 Prospetto istorico de' progressi del Cristianesimo 332 Oriente332 Chiesa d'Antiochia 334 Egitto 336 Roma337 Affrica e province occidentali 339 Paesi posti oltre i limiti dell'imperio romano341 Generale proporzione de' Cristiani ai Pagani 344 Se i primi Cristiani fossero ignoranti e di vil condizione344 Alcune eccezioni rispetto alla dottrina 345 Rispetto alla condizione ed alle ricchezze 346 Sprezzo che ebbero pel Cristianesimo alcuni uomini, per altra parte celebri, del primo e secondo secolo 348 Profezie 349 Miracoli 351 Generale silenzio intorno le tenebre della Passione352 FINE DELL'INDICE. Nota del Trascrittore Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (obblio/obblìo e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Le citazioni in greco sono state trascritte integralmente, senza apportare alcuna correzione per eventuali inesattezze ortografiche o grammaticali. ' . » - , 1 , . - » ( . . ) 2 3 . 4 5 [ ] - . . - . . , 6 ' ' . 7 8 [ ] - . . - . 9 10 [ ] . - . - . . - . - . ' 11 ' . 12 13 [ ] . 14 15 [ ] 16 17 ( . . . . ) 18 19 [ ] - . - ( - . - ) 20 , ' 21 , . 22 23 [ ] , 24 . 25 . - 26 . - , - 27 - ( . . . . ) 28 29 [ ] , , 30 ' , 31 . , 32 - . - . 33 34 [ ] . . . - - 35 36 [ ] . . . . 37 ' . 38 39 [ ] , ( - . . - , . . . 40 - ) , ' ' , 41 ' 42 . 43 , : , 44 . 45 46 [ ] . - . - . 47 48 [ ] , , ' 49 ' 50 . 51 52 [ ] ' , 53 , . 54 . , ' 55 , , . . 56 - . - . . . , ' 57 . 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