[834] Zosim. lib. I, p. 32, 33. [835] Egli assediò la città con 400 galere, 150000 pedoni, e con numerosa cavalleria. Vedi Plutarco in Lucul. Appian. in Mitrid. Cicerone -pro lege Manilia- c. 8. [836] Strabone l. XII p. 573. [837] Pocock, descrizione dell'Oriente, l. II c. 23 24. [838] Zosimo, l. I, p. 33. [839] Sincello riferisce una storia non intelligibile del principe -Odenato- il quale disfece i Goti, e fu ucciso dal principe -Odenato-. [840] Viaggi di Chardin, Tom. I p. 45. Egli fece vela coi Turchi da Costantinopoli a Caffa. [841] Sincello, p. 382, parla di questa spedizione, come intrapresa dagli Eruli. [842] Strabone, L. XV, p. 495. [843] Plinio, Stor. Nat. III. [844] Stor. Aug. p. 181. Vittore, cap. 33. Orosio, VII. 42. Zosimo, L. I, p. 35. Zonara, l. XII, 635. Sincello, p. 382. Non si possono senza qualche attenzione spiegare o conciliare i loro imperfetti racconti. Possiamo tuttavia rinvenire alcune tracce della parzialità di Dexippo nella relazione delle sue proprie imprese, e di quelle dei suoi concittadini. [845] Sincello p. 382. Questo funesto corpo di Eruli fu per gran tempo fedele e rinomato. [846] Claudio, che comandava sul Danubio, pensò giustamente ed operò con coraggio. Il suo collega fu geloso della di lui fama. Stor. Aug. p. 181. [847] Giornandes c. 20. [848] Zosimo ed i Greci, (come l'autore del -Tilopatride-) danno il nome di Sciti a quelli che Giornandes e gli Scrittori latini costantemente rappresentano come Goti. [849] Stor. Aug. p. 178, Giornandes c. 20. [850] Strabone l. XIV, p, 640. Vitruvio l. I c. 36, prefazione, e L. VII. Tacito Annal. III, 61. Plinio Stor. Nat. XXXVI, 14. [851] La lunghezza di S. Pietro di Roma è di 840 palmi romani; questo palmo è di 8 pollici e 3 linee. Vedi le Miscellanee di Greave vol. I p. 233 sopra il piede romano. [852] La politica de' Romani gl'impegnava a restringere i limiti dell'asilo, che differenti privilegi avevano successivamente estesi sino a due stadj intorno al tempio. Strabone l. XIV, p. 641. Tacito Ann. III, 60 ec. [853] Non offerivano essi alcun sacrifizio agli Dei della Grecia. Vedi Lettere di San Gregorio Taumaturgo. [854] Zonara l. XII, p. 635. Un simile aneddoto conveniva perfettamente al gusto di Montaigne. Ne fa uso nel suo saggio sopra il pedantismo l. I c. 24. [855] Mosè di Corene, l. II, cap. 71 73 74. Zonara l. XII. p. 628. La relazione autentica dell'autore armeno rettifica il confuso racconto del greco Storico. Costui parla dei fanciulli di Tiridate, il quale allora era fanciullo egli stesso. [856] Stor. Aug. p. 191. Macriano era nemico dei Cristiani, quindi essi gli dieder l'accusa di magìa. [857] Zosimo l. I p. 33. [858] Stor. Aug. p. 174. [859] Vittore in -Caesarib.- Eutropio 9. 7. [860] Zosimo l. I p. 33. Zonara l. XII p. 630. Pietro Patricio -Excerpta legationum-. p. 29. [861] Stor. Aug. p. 185. Il regno dei Ciriadi è posto in questa collezione prima della morte di Valeriano; ma alla cronologia dubbiosa di uno Scrittore poco esatto, io ho preferito una probabile serie di avvenimenti. [862] La testimonianza decisiva di Ammiano Marcellino (23. 5) esclude sotto il governo di Gallieno il sacco di Antiochia, che qualche altro Autore pone alcun tempo avanti. [863] Zosimo l. I p. 35. [864] Giovanni Malala tom. 1 pag. 391. Egli trasfigura questo probabile accidente con qualche circostanza favolosa. [865] Zonara l. XII p. 630. I corpi di quelli, i quali erano stati trucidati, servirono a riempire profonde valli. Le truppe dei prigionieri erano condotte all'acqua come tante bestie, e un gran numero di questi sventurati moriva per mancanza di nutrimento. [866] Zosimo, l. I p. 25, assicura che Sapore sarebbe restato padrone dell'Asia, se non avesse preferito il bottino alle conquiste. [867] Pietro Patricio -Excerpta legat.- p. 29. [868] -Syrorum agrestium manu.- Sesto Rufo c. 23. Secondo Rufo, Vittore, Stor. Aug. p. 192 e più iscrizioni, Odenato era un cittadino di Palmira. [869] Egli era in tanta considerazione presso le Tribù erranti, che Procopio (-De bello Pers.- l. II c. 5.) e Giovanni Malala (tom. 1 p. 391) lo chiamarono Principe dei Saraceni. [870] Pietro Patricio. [871] Gli autori Cristiani insultano alle miserie di Valeriano, i Pagani le compiangono. Il Sig. Tillemont ha raccolte con diligenza le loro diverse testimonianze tom. 3 p. 739 ec. La Storia orientale, prima di Maometto, è sì poco conosciuta, che i moderni Persiani ignorano interamente la vittoria di Sapore, avvenimento così glorioso per la loro nazione. Vedi la Biblioteca Orientale. [872] Una di queste lettere è di Artavasde Re di Armenia. Siccome l'Armenia era una provincia di Persia, quindi non hanno mai avuta esistenza il Re, il Regno, e la lettera. [873] Vedi la sua vita nella Storia Augusta. [874] Esiste ancora un bellissimo epitalamio composto da Gallieno pel matrimonio di sua nipote. -Ite ait, o Juvenes, pariter sudate medullis- -Omnibus, inter vos: non murmura vestra columbae,- -Brachia non hederae, non vincant oscula conchae.- [875] Era sul punto di regalare a Plotino una città rovinata della Campania per tentare di realizzare colà la repubblica di Platone. Vedasi la vita di Plotino, scritta da Porfirio, nella Biblioteca Greca di Fabrizio l. IV. [876] Una medaglia, che ha l'impronta della testa di Gallieno, ha sommamente imbarazzati gli antiquarj colle parole della leggenda -Gallienae Augustae-, e con quelle che si vedono nel rovescio -Ubique pax-. Il sig. Spanhemio suppone che questa medaglia fosse coniata da qualche nemico di Gallieno, e ch'era un'amara satira della condotta effeminata di questo Principe. Ma siccome l'uso dell'ironìa sembra indegno della gravità della moneta romana, perciò il Sig. di Vallemont da un passo di Trebellio Pollione (Stor. Aug.) ha dedotto una spiegazione ingegnosa e naturale. Galliena era prima cugina dell'Imperatore. Avendo liberato l'Affrica dall'usurpatore Celso, ella meritossi il titolo di -Augusta-. Sopra una medaglia esistente nella raccolta del gabinetto del Re di Francia, si legge una simile iscrizione di -Faustina Augusta- intorno alla testa di Marc'Aurelio. Quanto all'-Ubique Pax-, si spiega facilmente colla vanità di Gallieno il quale forse avrà colto l'occasione di qualche momentanea calma. Vedi -Nouvelles de la Republique des lettres- Gennaio 1700 pag. 21-34. [877] Questo singolare carattere ci è stato, a quanto penso, trasmesso con fedele pittura. Breve e travaglioso fu il regno del suo successore immediato; e gli storici che scrissero avanti la elevazione della famiglia di Costantino non avevano il più lontano interesse a travisare il carattere di Gallieno. [878] Pollione mostra la più minuta premura di compirne il numero. [879] Il luogo del suo regno è alquanto dubbioso; ma vi era un tiranno nel Ponto, e ci è nota la sede di tutti gli altri. [880] Tillemont (tom. III, p. 1163) li riferisce alquanto diversamente. [881] Vedi la parlata di Mario nella Stor. Aug. p. 197. L'accidentale somiglianza de' nomi fu la sola circostanza, che potè tentare Pollione ad imitare Sallustio. [882] -Vos o Pompilius sanguis!- Tale è l'apostrofe di Orazio ai Pisoni. Vedi Art. Poet. v. 292 con le note di Dacier e di Sanadori. [883] Tacit. Annal. XV 48. Stor. I 15. Nel primo di questi passi ci possiamo arrischiare a mutare la voce -paterna- in -materna-. In ogni generazione da Augusto ad Alessandro Severo, uno o più Pisoni compariscono tra i Consoli. Un Pisone fu da Augusto creduto degno del trono (Tacit. Annal, I. 13.). Un altro fu il capo di una formidabile congiura contro Nerone; ed un terzo fu adottato, e dichiarato Cesare da Galba. [884] Stor. Aug. p. 195. Il Senato, in un momento di entusiasmo, sembra che si compromettesse dell'approvazione di Gallieno. [885] Storia Aug. p. 196. [886] L'associazione del coraggioso Palmireno fu l'atto il più popolare di tutto il regno di Gallieno. Stor. Aug. p. 180. [887] Gallieno aveva conferito i titoli di Cesare e di Augusto al suo figliuolo Salonino, trucidato in Colonia dall'usurpatore Postumo. Un secondo figliuolo di Gallieno successe nel nome e nel grado di suo fratello maggiore. Valeriano, fratello di Gallieno, fu ancor esso associato all'Impero. Diversi altri fratelli, sorelle e nipoti dell'Imperatore formavano una numerosissima Reale famiglia. Vedi Tillemont, tom. III, e il Sig. di Brequiguy nelle Memorie dell'Accademia tom. XXXII, p. 262. [888] Stor. Aug. p. 188. [889] Regiliano aveva alcune bande di -Roxolani- al suo servizio. Postumo aveva un corpo di Franchi. Gli ultimi l'introdussero nella Spagna, forse in qualità di ausiliarj. [890] La Storia Augusta; p. 177, la chiama -servile bellum-. Vedi Diod. Siculo l. XXXIV. [891] Plin. Stor. Nat. V 10. [892] Diod. Sicul. l. XVII. p. 590 edit. Wesseling. [893] Vedi una curiosissima lettera di Adriano nella Stor. Aug. p. 245. [894] Simile alla sacrilega uccisione di un gatto sacro. Vedi Diod. Sicul. l, I. [895] Stor. Aug. 195. «Una lunga e terribile sedizione ebbe il suo principio da una disputa tra un soldato ed un paesano per un pajo di scarpe.» [896] Dionisio presso Eusebio. Stor. Eccles. vol. VII p. 21. Ammiano XXII 16. [897] Scaligero -animadver. ad Euseb. Chron.- p. 258. Tre dissertazioni del Sig. Bonamy nello Mem. dell'Accadem. tom. IX. [898] Strabone l. XII. p. 569. [899] Stor. Aug. p. 197. [900] Vedi Cell. Geogr. Antica tom. II p. 137 intorno ai confini dell'Isauria. [901] Stor. Aug. p. 177. [902] Stor. Aug. p. 177. Zosimo l. I. p. 24. Zonara, l. XII p. 623. Euseb. Chronicon. Vittore in Epitom. Vittore in -Caesarib.- Eutropio IX 5. Orosio VII 21. [903] Euseb. Stor. Eccles. VII 21. Il fatto è preso dalle Lettere di Dionisio, che nel tempo di quelle turbolenze era Vescovo di Alessandria. [904] In un gran numero di Parrocchie si trovarono 11000 persone tra i quattordici e i diciott'anni; 5365, tra i quaranta e settanta. Vedi Buffon, Stor. Nat. tom. II pag. 590. FINE DEL VOLUME PRIMO. INDICE DEI CAPITOLI E DELLE MATERIE CHE SI CONTENGONO NEL PRIMO VOLUME CAPITOLO I. -Estensione e forza militare dell'Impero, nel secolo degli Antonini.- A. D. Introduzione -pag.- 1 Moderazione di Augusto 2 Imitato da' suoi successori4 La conquista della Britannia fu la prima eccezione 4 Seconda eccezione. Conquista della Dacia 7 Conquiste di Traiano nell'Oriente9 Restituite da Adriano suo successore 10 Parallelo di Adriano ed Antonino Pio 11 Sistema pacifico di Adriano e dei due Antonini 12 Stabilimenti militari degl'Imperatori Romani13 Disciplina 15 Esercizj16 Le legioni sotto gl'Imperatori 18 Armi 19 Cavalleria 21 Truppe ausiliarie22 Artiglieria23 Accampamenti 24 Marce25 Numero e disposizione delle legioni25 Marineria 27 Quadro delle Province dell'Impero Romano 29 Spagna 29 Gallia 30 Britannia 31 Italia 32 Il Danubio e la frontiera Illirica 33 La Rezia33 Il Norico e la Pannonia34 La Dalmazia34 La Mesia e la Dacia 35 La Tracia, la Macedonia e la Grecia35 Asia Minore36 Siria, Fenicia e Palestina37 Affrica 38 Mediterraneo e sue Isole 40 Idea generale dell'Impero Romano40 CAPITOLO II. -Unione ed interna prosperità del Romano Impero nel secolo degli Antonini.- Principj del Governo42 Spirito universale di tolleranza43 Del Popolo 43 Dei Filosofi 45 Dei Magistrati47 Nelle Province48 In Roma 48 Dell'Italia51 Le Province53 Colonie e città municipali54 Divisione delle Province Greche e Latine 56 Uso generale delle due lingue59 Schiavi 60 Lor trattamento 60 Liberti 61 Numero degli schiavi63 Popolazione dell'Impero Romano 64 Obbedienza ed unione65 Monumenti Romani 66 Molti di quelli, innalzati a spese de' privati 66 Esempio di Erode Attico68 Quasi tutti i monumenti dei Romani consacrati all'uso pubblico, templi, teatri, acquidotti ec.71 Numero e grandezza dell'Impero 73 Nell'Italia73 Nella Gallia e nella Spagna 73 Nell'Affrica 74 Nell'Asia 74 Vie Romane 76 Poste77 Navigazione78 Progresso dell'agricoltura nelle Province Occidentali dell'Impero 79 Introduzione de' fiori e frutti 79 Vino 80 Olivi80 Lino 81 Prati artificiali81 Fertilità generale 81 Arti di lusso 81 Commercio straniero 82 Oro ed argento84 Felicità generale85 S'indebolisce il coraggio 85 Il talento 86 Degenerazione 88 CAPITOLO III. -Costituzione del Romano Impero nel secolo degli Antonini.- Idea d'una Monarchia89 Situazione di Augusto 89 Riforma del Senato 90 Augusto depone l'usurpato potere91 È forzato a riassumerlo con il titolo d'Imperatore o sia Generale92 Potere dei Generali Romani93 Luogotenenti dell'Imperatore 95 Divisione delle Province tra l'Imperatore, ed il Senato96 Il primo conserva il comando militare e le sue guardie in Roma medesima96 Potenza consolare e tribunizia 97 Prerogative imperiali 99 Magistrati 99 Il Senato 101 Idea generale del sistema imperiale 102 Corte degl'Imperatori 102 Apoteosi 103 I titoli di Augusto e di Cesare105 Carattere e politica di Augusto106 Immagine della libertà popolare107 Tentativi del Senato dopo la morte di Caligola108 Immagine del governo riguardo agli eserciti108 Loro obbedienza 109 Destinazione di un successore 110 Di Tito111 Stirpe dei Cesari e della famiglia Flavia 111 96-98 Adozione e carattere di Traiano112 117 Di Adriano113 Adozione dei due Veri 114 Adozione dei due Antonini115 Carattere e regno di Antonino Pio 116 Di Marc'Aurelio 116 Felicità dei Romani118 Natura precaria della medesima 118 Memoria di Tiberio, di Caligola, di Nerone, di Domiziano 119 Miseria particolare dei Romani sotto i loro tiranni 120 Insensibilità degli Orientali 120 Spirito illuminato dei Romani, e memorie della lor libertà121 L'estensione del loro Impero impediva ogni asilo 123 CAPITOLO IV. -Crudeltà, pazzie ed uccisioni di Commodo. Elezione di Pertinace. Suoi tentativi per riformare lo Stato. È trucidato dai Pretoriani.- Indulgenza di Marc'Aurelio 125 Verso la sua moglie Faustina125 Verso il suo figlio Commodo 127 Avvenimento dell'Imperator Commodo127 Carattere di Commodo 128 Ritorna a Roma 129 183 È ferito da un assassino 130 Odio e crudeltà di Commodo verso il Senato 131 I fratelli Quintilj132 186 Il ministro Perenne132 Ribellione di Materno 133 Il ministro Cleandro 135 Sua avarizia e crudeltà 135 189 Sedizione, e morte di Cleandro 137 Piaceri dissoluti di Commodo138 Commodo fa mostra della sua abilità nell'anfiteatro 141 Combatte da gladiatore142 Sua infamia e stravaganza143 Cospirazione dei domestici 144 192 Morte di Commodo145 Pertinace eletto Imperatore 145 È riconosciuto da' Pretoriani 147 193 E dal Senato 147 Virtù di Pertinace 149 Procura di riformare lo Stato 150 Suoi regolamenti150 Sua popolarità 152 Scontentezza de' Pretoriani 152 Congiura prevenuta 153 193 Pertinace ucciso da' Pretoriani153 CAPITOLO V. -I Pretoriani vendono pubblicamente l'Impero a Didio Giuliano. Clodio Albino nella Britannia, Pescennio Negro nella Siria, e Settimio Severo nella Pannonia si dichiarano contro gli assassini di Pertinace. Guerre civili e vittorie di Severo sopra i suoi tre rivali. Rilassamento della disciplina. Nuove massime di governo.- Proporzione della forza militare col numero del Popolo 155 I Pretoriani 156 Loro istituzione156 Il loro campo157 Loro forza e loro ardire 157 Loro speciosi diritti 158 Mettono l'Impero all'incanto159 193 Giuliano lo compra 160 Giuliano è riconosciuto dal Senato160 Prende possesso del palazzo 161 Il Pubblico malcontento 162 Gli eserciti della Britannia, della Siria, e della Pannonia si dichiarano contro Giuliano162 Clodio Albino nella Britannia 163 Pescennio Negro nella Siria 165 La Pannonia e la Dalmazia166 Settimio Severo 167 193 Dichiarato Imperatore dalle legioni Pannoniche168 Si avanza verso Roma 169 Angustie di Giuliano 169 Sua incertezza 170 È abbandonato da' Pretoriani171 193 Condannato e decapitato per ordine del Senato 172 Disgrazia de' Pretoriani 172 Funerali e apoteosi di Pertinace 173 Successi di Severo contro Negro ed Albino 174 Contro Negro 175 Verso Albino 176 Esito delle guerre civili177 Deciso da una o due battaglie 178 Morti di Negro e di Albino. Conseguenze crudeli delle guerre civili 180 Animosità di Severo contro il Senato 181 Saviezza e giustizia del suo governo 182 Pace e prosperità generale 183 Rilassamento della militar disciplina183 Nuovo stabilimento de' Pretoriani 185 Uffizio del Prefetto dei Pretoriani 186 Nuove massime della prerogativa imperiale 187 CAPITOLO VI. -Morte di Severo. Tirannia di Caligola. Usurpazione di Macrino. Pazzia dì Elagabalo. Virtù di Alessandro Severo. Sfrenata licenza dell'esercito. Stato generale delle finanze romane.- Grandezza e dispiaceri di Severo 189 L'Imperatrice Giulia sua consorte 189 I due loro figli Caracalla e Geta 191 Loro scambievole avversione 191 Tre Imperatori 192 208 Guerra de' Caledonj192 Fingal, ed i suoi eroi193 Parallelo de' Caledonj, e de' Romani 194 Ambizione di Caracalla194 211 Morte di Severo, ed avvenimento de' suoi due figli 195 Gelosia, ed odio dei due Imperatori 196 217 Uccisione di Geta 198 Rimorso e crudeltà di Caracalla200 Morte di Papiniano 201 213 La tirannia di Caracalla si estende per tutto l'Impero203 Rilassamento della disciplina 204 217 Assassinio di Caracalla 205 Imitazione di Alessandro il Macedone 206 217 Elezione e carattere di Macrino207 Il Senato malcontento 208 L'esercito malcontento anch'esso 209 Macrino procura di riformare l'esercito 210 218 Morte dell'Imperatrice Giulia. Educazione, pretensioni, e ribellioni di Elagabalo, chiamato prima Bassiano e Antonino 211 218 Disfatta e morte di Macrino 213 Elagabalo scrive al Senato 214 219 Ritratto di Elagabalo 216 Sua superstizione 216 Sue sfrenate dissolutezze218 Disprezzo che i tiranni di Roma aveano per le leggi della decenza 220 I soldati malcontenti 220 222 Sedizione dei Pretoriani, ed uccisione di Elagabalo 222 Avvenimento di Alessandro Severo 222 Potere della sua madre Mammea 223 Saviezza e moderazione del suo governo 225 Educazione e virtuoso carattere di Alessandro 226 Giornale della sua vita ordinaria 226 222 Felicità generale dei Romani228 Alessandro ricusa il nome di Antonino228 Sedizione dei Pretoriani e uccisione di Ulpiano 230 Pericolo che corse Dione Cassio231 Tumulti delle legioni 232 Fermezza dell'Imperatore 232 Difetti del suo regno e del suo carattere 234 Digressione sulle finanze dell'Impero235 Imposizione del tributo sopra i cittadini romani 236 Il tributo abolito 237 Tributi delle Province237 Dell'Asia 238 Dell'Egitto 238 Della Gallia 238 Dell'Affrica 238 La Spagna 239 Dell'isola di Giera239 Somma dell'entrate 240 Tasse imposte da Augusto sui cittadini romani 240 Gabelle241 Imposizione sulle vendite242 Tassa sui legati e sulle eredità 243 Conforme alle leggi ed ai costumi 244 Regolamenti degl'Imperatori 245 Editto di Caracalla246 La cittadinanza data a tutti i Provinciali, per sottometterli alle tasse 247 Diminuzione passeggera del tributo247 Conseguenze dell'universale cittadinanza romana 248 CAPITOLO VII. -Innalzamento al trono, e tirannia di Massimino. Ribellione nell'Affrica e nell'Italia, autorizzata dal Senato. Guerre civili, e sedizioni. Morti violente di Massimino e del suo figlio, di Massimo, e di Balbino, e dei tre Gordiani. Usurpazione, e giuochi secolari di Filippo.- Ridicolo apparente e solidi vantaggi della successione ereditaria249-250 La sua mancanza nell'Impero produce le maggiori calamità250 Nascita e fortuna di Massimino 252 Suoi impieghi ed onori militari253 235 Congiura di Massimino 253 Morte di Alessandro Severo 255 Tirannia di Massimino 256 Oppressione delle Province 258 237 Ribellione in Affrica 259 Carattere ed innalzamento dei due Gordiani 260 Sollecitano la conferma della loro autorità263 Il Senato ratifica l'elezione dei Gordiani 263 Dichiara Massimino pubblico nemico265 Prende il comando di Roma e dell'Italia 265 E si prepara ad una guerra civile 266 237 Disfatta e morte dei due Gordiani 267 Il Senato elegge Massimo e Balbino267 Loro caratteri 269 Tumulto in Roma. Il più giovane Gordiano è dichiarato Cesare270 Massimino si prepara a far la guerra al Senato, ed ai nuovi Imperatori 271 238 Marcia verso l'Italia 272 Assedio di Aquileia273 Condotta di Massimo275 Uccisione di Massimino e del suo figliuolo 275 Suo ritratto 276 Allegrezza dell'Impero Romano 277 Sedizione in Roma 278 I Pretoriani malcontenti 279 238 Uccisione di Massimo e di Balbino 280 Il terzo Gordiano resta solo Imperatore 281 Innocenza e virtù di Gordiano 282 240 Amministrazione di Misiteo 283 242 Guerra persiana 283 244 Assassinamento di Gordiano 285 Sistema di una Repubblica militare285 Regno di Filippo287 248 Giuochi secolari287 Decadenza dell'Impero Romano288 CAPITOLO VIII. -Stato della Persia dopo il ristabilimento della Monarchia per opera di Artaserse.- I Barbari dell'Oriente e del Settentrione 290 Rivoluzioni dell'Asia 291 La Monarchia Persiana ristabilita da Artaserse292 Riforma della religione dei Magi 293 Teologia Persiana; due principj295 Culto religioso 297 Cerimonie e precetti morali 298 Incoraggiamento dell'agricoltura 298 Potere dei Magistrati 300 Spirito di persecuzione 302 Stabilimento dell'autorità reale nelle Province 303 Estensione e popolazione della Persia304 Ricapitolazione della guerra tra i Parti ed i Romani305 165-198 Le città di Seleucia e di Ctesifonte 306 Conquista di Osroene fatta dai Romani308 230 Artaserse pretende le Province dell'Asia, e dichiara la guerra, ai Romani 309 Supposta vittoria di Alessandro Severo 310 Relazione più probabile della guerra 312 240 Carattere e massime di Artaserse 313 Forza militare dei Persiani 314 Debolezza della loro infanteria315 Cavalleria eccellente 315 CAPITOLO IX. -Stato della Germania fino all'invasione dei Barbari al tempo dell'Imperator Decio.- Estensione della Germania317 Clima 318 Suoi effetti sopra i naturali del paese 320 Origine dei Germani321 Favole e congetture322 I Germani non conoscevano l'uso delle lettere 324 Ignoranti nelle arti e nell'agricoltura 325 Non conoscevano l'uso dei metalli 327 Loro indolenza 328 Loro amore per le bevande spiritose 330 Stato della popolazione 331 Libertà dei Germani332 Assemblee del Popolo 334 Autorità dei Principi e dei Magistrati 335 Più assoluti sui beni che sulle persone dei Germani336 Obbligazioni volontarie 336 Castità dei Germani338 Sue probabili cagioni 339 Religione 341 Suoi effetti nella pace 342 Nella guerra 343 I Bardi344 Cagioni, che impedirono i progressi de' Germani 345 Mancanza d'armi 345 Mancanza di disciplina346 Dissensioni civili della Germania 348 Fomentate dalla politica romana349 Unione passeggera contro Marco Antonino 350 Divisione delle Tribù dei Germani 351 Loro numero 352 CAPITOLO X. -Gl'Imperatori Decio, Gallo, Emiliano, Valeriano, e Gallieno. Irruzione generale dei Barbari. I trenta tiranni.- 248-268 Natura del soggetto353 L'Imperatore Filippo 354 249 Servigi, ribellione e vittoria dell'Imperatore Decio354 250 Marcia contro i Goti 356 Origine dei Goti dalla Scandinavia356 Religione dei Goti 358 Istituzioni e morte di Odino359 Bella, ma incerta, ipotesi riguardo ad Odino 360 Emigrazione dei Goti dalla Scandinavia nella Prussia 360 Dalla Prussia nell'Ucrania 362 La nazione dei Goti si aumenta nel marciare363 Descrizione dell'Ucrania 365 I Goti invadono le Province Romane365 250 Eventi diversi della Guerra Gotica367 251 Decio ristabilisce la carica di Censore nella persona di Valeriano368 Disegno impraticabile e senza effetto370 Disfatta e morte di Decio e di suo figlio 371 251-252 Elezione di Gallo 373 I Goti si ritirano 374 Gallo compra la pace pagando un annuo tributo 374 Disgusto popolare 375 253 Vittoria e ribellione di Emiliano 375 253 Gallo abbandonato ed ucciso 376 253 Valeriano vendica la morte di Gallo, ed è riconosciuto Imperatore377 Carattere di Valeriano378 253 Sventure generali dei regni di Valeriano e Gallieno 379 Irruzioni dei Barbari 379 Origine e confederazione dei Franchi 379 Invadono la Gallia 381 Devastano la Spagna382 Un corpo misto di Svevi prende il nome di Alemanni384 Invadono la Gallia, e l'Italia 385 Il Senato ed il Popolo li rispingono da Roma 385 Gallieno esclude i Senatori dal servizio militare385 Gallieno fa alleanza cogli Alemanni 386 Invasione dei Goti 387 I Goti conquistano il Bosforo 388 Prima spedizione navale dei Goti 390 I Goti assediano e prendono Trebisonda 391 Seconda spedizione dei Goti 392 Ritirata dei Goti 393 Terza spedizione navale dei Goti 394 Passano il Bosforo e l'Ellesponto 395 Devastano la Grecia, e minacciano l'Italia 396 Loro divisioni e loro ritirata 396 Rovina del Tempio di Efeso 398 Condotta dei Goti in Atene 399 I Persiani conquistano l'Armenia 400 Valeriano marcia in Oriente 401 260 È sconfitto e fatto prigioniero da Sapore Re di Persia 401 Sapore scorre la Siria, la Cilicia e la Cappadocia 403 Ardire e successi di Odenato contro Sapore 405 Trattamento fatto a Valeriano 406 Carattere ed amministrazione di Gallieno407 Il reale lor numero non era più di diciannove 410 Carattere e merito de' tiranni 410 Oscurità della loro nascita 411 Causa della loro ribellione 412 Loro morti violente413 Fatali conseguenze di queste usurpazioni414 Disordini della Sicilia 416 Tumulti di Alessandria417 Ribellione degl'Isaurici 418 Fame e peste 419 Diminuzione della specie umana 420 FINE DELL'INDICE Nota del Trascrittore Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (follia/follìa, trincere/trinciere e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Le citazioni in greco sono state trascritte integralmente, senza apportare alcuna correzione per eventuali inesattezze ortografiche o grammaticali. 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