Solo vincere e regnare vagheggiai con voluttà: eran le speranze care della mia ingenuità. Non fui mai corteggiatore delle donne. Sai perchè? Non mai vidi lo splendore che rifulger vedo in te! -Clea- Solo vivere d’oblio vagheggiai con voluttà. Dissi al povero cor mio: fuggi il mondo, fuggi, va. Dell’amore io diffidai.... Ne ignoravo le virtù, chè nessun mi parlò mai come adesso parli tu. -Arunto- -(con passione)- Io, guardandoti gli occhioni, vedo aprire un usciolino: il mio amore, ginocchioni, vuole entrarci, ma... prestino. -Clea- -(con dolcezza)- Entri pure questo amore: l’usciolin s’apre per lui. Entri e resti finchè muore.... Non son più quella che fui! -Clea e Arunto- -(abbracciandosi)- Di rinascere mi pare, ma... non come nacqui un dì. Io rinasco per amare come nasce il colibrì. Esso al nido sa portare miele e amore: zuì zuì zuì.... Di rinascere mi pare, ma... non come nacqui un dì. -Le Fanciulle- -(intanto, continuano a contemplare il ritratto e a rileggere la lettera.)- «Io vi scrivo, damigella, per offrirvi la mia mano. So che siete tanto bella, ch’io son ricco è noto; ma.... se un pochino non m’invita il cuor vostro, tutto è vano, chè non bastano alla vita di due sposi oro e beltà.» -(Ognuna da sè, con ostentata ingenuità)- Offrire la mano? Che mai vorrà dire? O Dio! Com’è strano!... Mi par d’arrossire! -Clea e Arunto- -(l’una accanto all’altro, in estasi)- Mi sento l’anima da un’anima ghermire, ed ecco stringonsi insiem come due spire. A un filo magico, ch’è un raggio dell’Eliso, legate, volano del cielo nel sorriso. -Fleno- -(che sporge la testa dal finestrino, senza essere veduto, borbotta:)- Cos’è cotesto affare?! Si sono intesi già? Si tratta... di volare! A vele gonfie ei va. Ed io, che, senza vela, più navigar non so, qui reggo la candela.... Un bell’ufficio fo! -Le Fanciulle- -(affollandosi e facendo ressa intorno ad Arunto lo interrogano in tono lamentevole.)- O cavaliere amabile, voi di lusinghe e speme venite apportatore. Or diteci, di grazia, quello che più ci preme: -(mostrando il ritratto)- dov’è questo signore? Noi ne vediam l’immagine...! L’immagine è gentile; ma l’-uom- chi ce lo dà? Noi ne leggiam la lettera, che è scritta in bello stile; ma il resto... dove sta? -Arunto- -(tra sè, maliziosamente)- Che fretta, caspita! Ho ben capito: lo voglion subito questo marito. Che sian confuse a me non pare.... Le disilluse si dan da fare. Il gran proposito è già sfumato, pensando al giovine innamorato. Son d’una pasta queste figliole! A lor non basta... di restar sole! -(Rivolgendosi alle Fanciulle per tranquillarle)- Rassicuratevi, fanciulle mie. Altro che storie e fantasie!.... Se l’impazienza frenate un po’ dandomi udienza, vi spiegherò. -(Se le chiama attorno, e mentre esse sono tutte intente a udirlo, egli spiega l’enigma:)- Di queste immagini ogni fanciulla può far degli «uomini» o... non far nulla. Sono ritratti d’uomini veri, un poco matti sì, ma sinceri. Sposano ed amano sinceramente, ognun dicendovi quello che sente. Ma se per poco voi diffidate, vi spegne il foco.... Ahimè! badate. -Le Fanciulle- -(si mostrano vivamente emozionate e parlano tra loro con molto fervore.)- -- Da queste immagini possono uscire proprio degli uomini?! -- C’è da impazzire! -- Sono ritratti d’uomini veri?! -- Vedrem dai fatti se son sinceri. -- Sposano ed amano sinceramente?! -- Fidare e credere non è prudente. -- Ma se per poco noi diffidiamo, si spegne il foco.... -- No! no! Badiamo! -Arunto- -(continuando a spiegare l’enigma.)- Di queste immagini mi son munito, chè dentro ascondono un bel marito. Se dunque amate intensamente, voi conquistate l’uomo latente. Tutti i miracoli può far l’amore, che è già un fenomeno superiore. Ogni ritratto diventerà un uomo adatto.... che sposerà. -Fleno- -(tra sè)- Ma che fa? Le piglia in giro? È un burlone, o è un fakiro? -Le Fanciulle- -(raggianti, ma ancora un po’ dubbiose, restano mute, perplesse.)- -Arunto- Ebben, su, che risolvete? Siete, alfine, innamorate? -Le Fanciulle- -(pudibonde)- Cavaliere, via, tacete! Perchè ci mortificate? -Arunto- -(in tono canzonatorio)- Dite di no? -Le Fanciulle- -(abbassano gli occhi e non rispondono.)- -(Pausa.)- -Arunto- -(piegando le braccia)- Aspetterò. -(Pausa.)- Dite di sì? -Le Fanciulle- -(irrefrenabilmente prorompono)- Sì, sì, sì, sì!... -Arunto- Ah! finalmente! Ed ora attente, attente a me. -(Raccoglie dalle loro mani i ritratti e, con la solennità d’un ispirato, li lascia cadere a uno a uno dietro la siepe. Quindi, con gravità e mistero, che stuzzica sempre più la curiosità non disinteressata delle ragazze, aspetta il risultato del suo audace incantesimo, dicendo:)- Uno!... due!... tre! -(Al «tre», dietro la siepe compariscono, scattando su come fantocci da una scatola, tanti giovanotti, belli e luminosamente vestiti, quanti ritratti Arunto ha seminati; ed egli, con un gesto trionfale, esclama:)- Chiedeste uomini? Eccoli qua! -Le Fanciulle- -(pazze di gioia, corrono ognuna presso il rispettivo fidanzato.)- Oh, l’ineffabile felicità!... -I Giovanotti- -(amorosamente, parlano, ognuno alla propria sposina.)- Io ti ho scritto, damigella, per offrirti la mia mano. Lo sapevo che sei bella; ch’io son ricco è noto; ma,... -Le Fanciulle- È il mio core che t’invita. T’ho chiamato da lontano.... Già di te m’ero invaghita. Dove? Quando? Chi lo sa! -Arunto- -(alle Fanciulle)- Sicchè voi ritornate a Zano con me? -Le Fanciulle- -(vociferando)- Ritorniamo! Ritorniamo! -Arunto- Io metto ai vostri piedi la mia riconoscenza. Ora che la mia impresa è riuscita posso dirvene la ragione e posso dirvi quanto vi debbo. -Fleno- -(che, senza esser visto, non ha mai cessato di far capolino dal buco del suo tugurio, sporge ora un poco più il capo per meglio udire, e mormora:)- Finalmente capirò anch’io qualche cosa. -Arunto- -(alle Fanciulle)- Quando voi, disilluse, fuggiste da Zano, quel popolo aveva discacciato dal trono il re Fleno... e aveva fatto benissimo! -Fleno- -(offeso, tra sè:)- Oh! questo poi! -Arunto- Un pessimo arnese, senza carattere, senza energia, senza intelligenza... -Le Fanciulle- È vero! È vero! -Fleno- -(tra sè:)- Cortesissime! -Arunto- Ebbene, io mi presentai candidato al trono. Promisi mari e monti, e spesi un fiume... di quattrini, ma non conchiusi nulla. Senonchè, il popolo di Zano mi fece sapere ch’esso concederebbe il trono a chi ritrovasse e riconducesse nel regno le Fanciulle disilluse. Accettai il patto, compresi che la disillusione, con la relativa fuga, non poteva avere avuto altra causa che la mancanza di quel prezioso gingillo che si chiama marito; e quindi, provvedutomi di questo articolo in effigie e in epistola, impresi il viaggio e... il resto lo sapete. Ogni miracolo può far l’amore, che è già un fenomeno superiore. L’amore, quando è verace, dà corpo alle ombre, fa d’un ritratto un uomo, fa di un nulla un marito.... -Fleno- -(tra sè:)- ... e di un marito un nulla! -Arunto- E, difatti, sotto la pioggia del vostro amore, i mariti vi sono spuntati dinanzi... come i funghi. In conclusione, io vi condurrò a Zano, avrò il premio, sarò acclamato re, e, per regalo di nozze, offrirò alla mia sposa, una corona... di Regina. -Giovanotti e Fanciulle- Sia gloria ad Arunto, il futuro re di Zano! -Fleno- -(uscendo, modestamente, dal tugurio)- Domando la parola per un fatto personale. -Giovanotti e Fanciulle- Chi è? Chi è?... -Fleno- -(alle Fanciulle)- Non mi riconoscete, eh? Il vostro amico, il vostro vicino, il vostro povero romito.... Signorine mie, avete creduto per tanto tempo alla mia Vecchiezza: ma essa era falsa, come la vostra Disillusione. -Le Fanciulle- E allora, chi eravate? Chi siete? -Fleno- Io ero e sono... Fleno, il re discacciato da Zano. -(Sorpresa generale.)- -Una delle Fanciulle- Sì... ora mi rammento di avervi visto una volta in funzione. Fu il giorno in cui cadeste da cavallo. -Fleno- Oh, non mi parlate di quel cavallo!... Era un asino! -Arunto- ... Mi scuserai se t’ho fatto un po’ di critica.... Vuoi che io rettifichi? -Fleno- Non rettificare, ma permettimi invece di fare appello alla tua coscienza. Prestandoti la mia Vecchiezza, t’ho dato modo di guadagnare un regno e una donna, che vale più del regno. Vuoi essere riconoscente? Tieniti la donna e cedi il regno a me. A quanto ho sentito, chiunque ricondurrà queste fanciulle a Zano avrà in premio il trono rimasto vuoto. Lascia che riconduca io le belle fuggitive in patria. Così il premio sarà mio e riavrò quel che mi fu tolto. -Arunto- -(un po’ titubante)- Ma io ho promesso il regno alla mia fidanzata... È lei che deve decidere. -Clea- -(solennemente)- A me basta il Regno dell’Amore! Ritorni Fleno al suo trono! -Fleno- -(con pari solennità, stringendole la mano)- Signorina,... voi siete un galantuomo! -Arunto- Va, dunque, buon Fleno: mettiti alla testa di queste felici coppie di sposi. Chiudi un occhio per la strada... e va a rifarti re! -Giovanotti e Fanciulle- Sia gloria a Fleno, il futuro re di Zano! -Arunto- Con lo stesso entusiasmo avete acclamato me un minuto fa! -Fleno- La politica, mio caro, è opportunista come il cuore della donna! Ed ora... voglio lasciare a queste contrade un ricordo del falso vecchio romito, la cui falsità è stata utile a tanta gente giovane e forte. Ecco un robusto tronco d’albero eterno -(mostrando ad Arunto un tronco d’albero, che ha alla cima quasi l’impronta d’una faccia umana)- il quale continuerà a rappresentare l’esperienza della Vecchiezza e la forza della Gioventù. -(Truccando il tronco da romito, col mantello, con la barba e col bastone)- Chi sa che anch’esso, con questi panni e questa barba, non debba rendere qualche servigio all’umanità! -(Il tronco ha preso l’aspetto del vecchio romito)- Così.... Così! -(Salutando il fantoccio)- Addio, addio, romito! -Tutti- Addio, romito! Addio! -(Grande animazione, saluti, strette di mano, manifestazioni di tenerezza e di allegria.)- -Clea- Addio, compagne d’esilio! -Le Fanciulle- Addio, Clea! -Arunto- Addio, Fleno! Addio, fanciulle! -Arunto e Clea- Noi andiamo a far l’amore! -Le Fanciulle- Noi andiamo a far le mogli! -Arunto e Clea- Non è lo stesso! -Fleno- Io vado a non far niente! -(Si avvia su per un erto sentiero, e, capitanando le coppie degli sposi, le esorta, con gesto di trionfatore, a seguirlo)-. -Tutti- Viva il Re! Viva l’Amore! Viva il Matrimonio! -(L’animazione cresce. -- Arunto e Clea, affascinati, abbracciati, s’incamminano su per un sentiero opposto. -- I vapori dell’atmosfera si vanno diradando... come la pazienza del pubblico.)- -Arunto- -(a Clea)- Vieni, vieni, mia Regina, dove un suddito sarò. È quell’isola divina, che Citera si chiamò. -Clea- -(ad Arunto)- Purchè sia molto vicina, purchè sia piena di te, non voglio esserne Regina: tu devi essere il mio re. -Fleno- -(alle coppie)- Il sentiero è lungo e annoia chi pedestre a Zano va; ma... c’è qualche scorciatoia... che opportuna vi parrà. -Tutti- -(agitando i fazzoletti, s’allontanano, e, scambiandosi saluti romorosamente, anche salutano e risalutano il tronco d’albero, che forse vorrebbe rispondere, ma non può. -- Una bianchissima luce inonda la scena. -- Cala la tela lentamente.)- ---- Nota del Trascrittore Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale): 333 -- aprendo la borsa [porta], tra sè 338 -- venite apportatore [appartatore] 345 -- in effigie e in epistola [espistola] 1 2 : 3 4 . 5 6 7 . ? 8 9 ! 10 11 - - 12 13 14 . 15 : 16 , , . 17 18 . . . . 19 , 20 21 . 22 23 - - 24 25 - ( ) - 26 27 , , 28 : 29 , , 30 , . . . . 31 32 - - 33 34 - ( ) - 35 36 : 37 . 38 . . . . 39 ! 40 41 - - 42 43 - ( ) - 44 45 , 46 . . . . 47 48 . 49 50 51 : . . . . 52 , 53 . . . . 54 55 - - 56 57 - ( , 58 . ) - 59 60 « , , 61 . 62 , 63 ; . . . . 64 65 66 , , 67 68 . » 69 70 - ( , ) - 71 72 ? 73 ? 74 ! ! . . . 75 ! 76 77 - - 78 79 - ( , ) - 80 81 82 , 83 84 . 85 86 , 87 , 88 , 89 . 90 91 - - 92 93 - ( , , : ) - 94 95 ? ! 96 ? 97 . . . ! 98 . 99 100 , , , 101 , 102 . . . . 103 ! 104 105 - - 106 107 - ( 108 . ) - 109 110 , 111 112 . 113 , , 114 : 115 116 - ( ) - 117 118 ? 119 120 . . . ! 121 ; 122 - - ? 123 , 124 ; 125 . . . ? 126 127 - - 128 129 - ( , ) - 130 131 , ! 132 : 133 134 . 135 136 137 . . . . 138 139 . 140 141 142 , 143 144 . 145 146 147 ! 148 . . . 149 ! 150 151 - ( ) - 152 153 , 154 . 155 156 ! . . . . 157 158 159 160 , 161 . 162 163 - ( , , 164 : ) - 165 166 167 168 « » 169 . . . . 170 171 172 , 173 174 , . 175 176 177 , 178 179 . 180 181 182 , 183 . . . . 184 ! . 185 186 - - 187 188 - ( 189 . ) - 190 191 - - 192 193 ? ! 194 195 - - ! 196 197 - - 198 ? ! 199 200 - - 201 . 202 203 - - 204 ? ! 205 206 - - 207 . 208 209 - - 210 , 211 . . . . 212 213 - - ! ! ! 214 215 - - 216 217 - ( . ) - 218 219 220 , 221 222 . 223 224 225 , 226 227 . 228 229 230 , 231 232 . 233 234 235 236 . . . . 237 . 238 239 - - 240 241 - ( ) - 242 243 ? ? 244 , ? 245 246 - - 247 248 - ( , , , . ) - 249 250 - - 251 252 , , ? 253 , , ? 254 255 - - 256 257 - ( ) - 258 259 , , ! 260 ? 261 262 - - 263 264 - ( ) - 265 266 ? 267 268 - - 269 270 - ( . ) - 271 272 - ( . ) - 273 274 - - 275 276 - ( ) - 277 278 . 279 280 - ( . ) - 281 282 ? 283 284 - - 285 286 - ( ) - 287 288 , , , ! . . . 289 290 - - 291 292 ! ! 293 , 294 . 295 296 - ( , 297 , . , 298 , 299 , 300 , : ) - 301 302 ! . . . ! . . . ! 303 304 - ( « » , , 305 , , , 306 ; , , : ) - 307 308 ? 309 ! 310 311 - - 312 313 - ( , . ) - 314 315 , 316 ! . . . 317 318 - - 319 320 - ( , , . ) - 321 322 , , 323 . 324 ; 325 ; , . . . 326 327 - - 328 329 . 330 . . . . 331 . 332 ? ? ! 333 334 - - 335 336 - ( ) - 337 338 ? 339 340 - - 341 342 - ( ) - 343 344 ! ! 345 346 - - 347 348 . 349 . 350 351 - - 352 353 - ( , , 354 , , 355 : ) - 356 357 . 358 359 - - 360 361 - ( ) - 362 363 , , , 364 . . . ! 365 366 - - 367 368 - ( , : ) - 369 370 ! ! 371 372 - - 373 374 , , , . . . 375 376 - - 377 378 ! ! 379 380 - - 381 382 - ( : ) - 383 384 ! 385 386 - - 387 388 , . , 389 . . . , . , 390 391 . 392 , , , 393 394 ; , 395 , . . . . 396 397 398 , 399 400 . 401 402 , , , , 403 . . . . 404 405 - - 406 407 - ( : ) - 408 409 . . . ! 410 411 - - 412 413 , , , 414 . . . . , , 415 , , , , 416 , . . . . 417 418 - - 419 420 , ! 421 422 - - 423 424 - ( , , ) - 425 426 . 427 428 - - 429 430 ? ? . . . 431 432 - - 433 434 - ( ) - 435 436 , ? , , 437 . . . . , 438 : , . 439 440 - - 441 442 , ? ? 443 444 - - 445 446 . . . , . 447 448 - ( . ) - 449 450 - - 451 452 . . . . 453 . 454 455 - - 456 457 , ! . . . ! 458 459 - - 460 461 . . . . . . . 462 ? 463 464 - - 465 466 , 467 . , 468 , . ? 469 . , 470 471 . . 472 . 473 474 - - 475 476 - ( ) - 477 478 . . . 479 . 480 481 - - 482 483 - ( ) - 484 485 ! ! 486 487 - - 488 489 - ( , ) - 490 491 , . . . ! 492 493 - - 494 495 , , : 496 . . . . ! 497 498 - - 499 500 , ! 501 502 - - 503 504 ! 505 506 - - 507 508 , , ! 509 . . . 510 , . 511 - ( 512 , ) - 513 514 . - ( , , 515 ) - , 516 , ! - ( 517 ) - . . . . ! - ( 518 ) - , , ! 519 520 - - 521 522 , ! ! 523 524 - ( , , , 525 . ) - 526 527 - - 528 529 , ! 530 531 - - 532 533 , ! 534 535 - - 536 537 , ! , ! 538 539 - - 540 541 ! 542 543 - - 544 545 ! 546 547 - - 548 549 ! 550 551 - - 552 553 ! 554 555 - ( , , 556 , , , ) - . 557 558 - - 559 560 ! ! ! 561 562 - ( . - - , , , 563 . - - 564 . . . . ) - 565 566 - - 567 568 - ( ) - 569 570 , , , 571 . 572 , 573 . 574 575 - - 576 577 - ( ) - 578 579 , 580 , 581 : 582 . 583 584 - - 585 586 - ( ) - 587 588 589 ; 590 . . . . . . 591 . 592 593 - - 594 595 - ( , , , 596 , , 597 , . - - 598 . - - . ) - 599 600 601 - - - - 602 603 604 605 606 607 608 609 610 . 611 ( ) : 612 613 - - [ ] , 614 - - [ ] 615 - - [ ] 616