-- Bene, disse essa, rendendo al giovine ufficiale il coltello, questo è un bello e buono acciaio... Felton, voi siete un amico fedele. Felton riprese l'arma e la posò sulla tavola, come era stato convenuto fra lui e la sua prigioniera. Milady lo seguì con gli occhi, e fece un gesto di soddisfazione. -- Ora, disse essa, ascoltatemi. La raccomandazione era inutile, il giovine ufficiale stava in piedi davanti a lei, aspettando le sue parole per divorarle. -- Felton, disse milady con una solennità piena di malinconia, Felton se vostra sorella, la figlia di vostro padre vi dicesse: «Giovine ancora, assai bella per disgrazia, mi si fece cadere con un laccio; io resistei: mi si moltiplicarono intorno le imboscate, le violenze; io resistei: si bestemmiò la religione che io servo, il Dio che adoro, perchè chiamai in mio soccorso questo Dio e questa religione; io ho resistito: allora mi furono prodigati gli oltraggi, e, siccome non potevano perdere l'anima mia, hanno voluto diffamare per sempre il mio corpo; finalmente...» Milady si fermò, e un amaro sorriso passò sopra le di lei labra. -- Ma infine, disse Felton, che vi hanno fatto? -- «Una sera finalmente fu risoluto di paralizzare questa resistenza che non si poteva vincere; una sera fu mischiato nella mia acqua un possente narcotico; appena ebbi terminata la mia cena, che mi sentii a poco a poco cadere in uno sconosciuto torpore. Quantunque fossi senza diffidenza, un vago timore mi prese, e cercai di lottare contro il sonno. Mi alzai, volli correre alla finestra, chiamare soccorso, ma le gambe si rifiutarono di portarmivi. Mi sembrava che il soffitto si abbassasse e mi schiacciasse sotto il suo peso; stendeva le braccia, cercava di parlare, non potei mandare che suoni inarticolati; un torpore irresistibile si impadroniva di me; mi appoggiai ad un divano, sentendo di essere vicina a cadere: ma ben presto questo appoggio fu insufficiente per le deboli braccia, e caddi sopra un ginocchio, poi sopra entrambi; volli pregare, ma la mia lingua era agghiacciata.... caddi sul pavimento in preda ad un sonno che rassomigliava alla morte. «Io non ho conservata alcuna rimembranza di tutto il tempo che durò questo sonno; la sola cosa che mi ricordo è che mi risvegliai trasportata in una camera rotonda, il di cui mobilio era sontuoso, e nella quale la luce non penetrava che da una apertura praticata nel soffitto. Del resto non appariva nessuna porta che desse accesso a questo ambiente: si sarebbe detta una sontuosa prigione. «Passò lungo tempo prima che potessi rendermi conto del luogo ove mi ritrovava e di tutti i particolari che racconto. Il mio spirito sembrava lottare invano per iscuotere le pesanti tenebre di questo sonno, dal quale io non poteva strapparmi; aveva delle vaghe percezioni di uno spazio percorso, di un rotolio di carrozza, ma tutto ciò era così cupo, e così confuso nel mio pensiero, che questi avvenimenti sembravano appartenere a tutt'altra vita che alla mia, ma però ammalgamata alla mia da un fantastico accoppiamento. «Per qualche tempo, lo stato nel quale mi ritrovava mi sembrò così strano, che mi parve di sognare. A poco a poco mi si presentò la realtà piena di terrore: non era più nella casa che io abitava; per quanto poteva giudicare dalla luce del sole, il giorno era già passato di due terzi; ed il giorno innanzi era già sera avanzata quando mi addormentai; il mio sonno era dunque durato circa vent'ore. Che cosa era dunque accaduto durante questo lungo sonno? «Mi alzai vacillante. Tutti i miei movimenti, lenti e intorpiditi, attestavano che l'influenza del narcotico non si era ancora del tutto dissipata. Del resto, questa camera era ammobiliata per ricevere una donna, e la civetta più consumata non poteva avere nessun desiderio che non fosse stato soddisfatto in un volgere d'occhi intorno a questa camera. «Certamente non era io la prima detenuta che fosse stata racchiusa in questa splendida prigione, ma voi lo capirete. Felton, più la prigione era bella, e più io aveva di che spaventarmi. «Sì, era una prigione, perchè tentai invano di uscirne; esplorai tutti i muri per giungere a scoprire una porta, dappertutto i muri rispondevano con un suono cupo e sordo. «Feci circa venti volte il giro di quella camera, cercando un'uscita qualunque; non ve ne erano. Caddi spossata dalla fatica e dallo spavento sopra un sofà. «Frattanto la notte veniva a grandi passi, e colla notte si aumentavano i miei terrori. Io non sapeva se doveva rimanere ove mi ritrovava, mi sembrava di essere circondata da sconosciuti pericoli, nei quali stava per cadere ad ogni passo. Quantunque non avessi mangiato niente dal giorno innanzi, il mio spavento mi impediva di sentire fame. «Nessun rumore dall'esterno, che mi permettesse di misurare il tempo, giungeva fino a me; io presumeva soltanto che potessero essere sette ad otto ore di sera, perchè eravamo nel mese di ottobre e faceva notte intera. «Ad un tratto il cigolìo di una porta che girava sopra i suoi gangheri mi fece rabbrividire; un globbo di fuoco che apparve dall'alto dall'invetriata dell'apertura del soffitto, gettando una viva luce nella camera, mi fece accorta con ispavento che un uomo stava in piedi nel mezzo della camera, a pochi passi da me. «Una tavola preparata per due apparecchiata con un abbondante cena, era sorta come per incanto nel mezzo dell'appartamento. «Quest'uomo era colui che mi perseguitava da più di un anno, che aveva giurato il mio disonore, e che, dalle prime parole che uscirono dalla sua bocca, mi fece comprendre che non mi restava alcuna speranza di essere resa alla libertà. -- Infame mormorò Felton. -- Oh! sì, infame! gridò milady, vedendo l'interesse che il giovane ufficiale, la di cui anima sembrava sospesa alle sue labbra, prendeva a questo racconto; oh! sì, infame! egli credè che fosse bastato il farmi rapire dalla mia casa perchè tutto fosse detto, e non veniva sperando che io avessi accettata la mia onta, poichè la mia onta era consumata, ma veniva ad offrirmi la sua fortuna in compenso del mio amore. «Tutto ciò che il cuore di una donna può contenere di superbo disprezzo, e di parole sdegnose, lo versai su quest'uomo; senza dubbio egli era assuefatto a simili rimproveri, mi ascoltò calmo, sorridente e colle braccia incrociate sul petto; poi, quando credè che io avessi detto tutto, si avanzò per afferrarmi la mano; balzai verso la tavola, presi un coltello, e ne volsi la punta contro il mio petto. « -- Fate un passo di più, gli dissi, ed oltre al mio disonore, voi avrete ancora la mia morte da rimproverarvi. «Senza dubbio nel mio sguardo, nella mia voce, in tutta la mia persona spiccò quella verità di gesto, di attitudine, di accento, che porta la convinzione anche nelle anime le più perverse, poichè si fermò. « -- La vostra morte? mi diss'egli, oh! no, voi siete una troppa graziosa prigioniera perchè io acconsenta a perdervi così. Addio, mia bella, aspetterò per farvi una visita che vi ritroviate in migliori disposizioni. «A queste parole, mandò un fischio; il globo di luce che illuminava la camera risalì, e disparve. Io mi ritrovai di nuovo immersa nelle tenebre. Si riprodusse il rumore di una porta che si apre e si chiude, ed un istante dopo ricomparve il globo fiammeggiante, discese, e mi ritrovai sola. «Questo momento fu spaventoso; se avessi avuto ancora qualche dubbio pel mio infortunio, questi dubbi si sarebbero svaniti in una disperante realtà; io era in potere di un uomo che non solo io detestava, ma che disprezzava; di un uomo che mi aveva già data prova fatale di ciò che poteva osare. -- Ma chi era dunque quest'uomo? domandò Felton. Milady non rispose a questa interrogazione, e continuò in questi termini. -- Io passai la notte sopra di una poltrona, fremendo al più piccolo rumore, perchè circa la mezzanotte la lampada si spense, mi ritrovai nella oscurità; ma la notte trascorse senza alcuna nuova apparizione del mio persecutore; venne il giorno, la tavola era scomparsa; io aveva conservato soltanto il coltello in mano. «Questo coltello era tutta la mia speranza. «Era oppressa dalla fatica, la veglia faceva bruciare i miei occhi, non aveva osato di dormire un solo istante. La luce del giorno mi tranquillizzò; andai a gettarmi sul mio letto, non senza il mio coltello liberatore che nascosi sotto il cuscino. «Quando mi svegliai, una nuova tavola era apparecchiata. «Questa volta a dispetto dei miei terrori, a dispetto delle mie angosce, mi si fece sentire una fame divoratrice; erano quarantotto ore che io non aveva toccato cibo; mangiai nel pane ed alcune frutta, poi, ricordandomi il narcotico misto nell'acqua che aveva bevuta, non accostai la bocca a quella che si ritrovava preparata sulla tavola, ed andai a riempiere il mio bicchiere ad una fontana di marmo scavata nel muro al di sopra della toletta. «Però, ad onta di questa precauzione, non rimasi meno in angoscia per qualche tempo; ma questa volta i miei timori non erano fondati: passai la giornata senza provar nulla di ciò che temeva.. «Ebbi la precauzione di vuotare per metà la bottiglia affinchè non si accorgessero della mia diffidenza. «Venne la sera, ma per quanto fosse profonda l'oscurità, i miei occhi cominciarono ad abituarvisi; vidi in mezzo alle tenebre la tavola sprofondarsi nel pavimento; un quarto d'ora dopo essa ricomparve portando la mia cena, un istante dopo, mercè la solita lampada a globo, la mia camera tornò ad essere illuminata. «Io ero risoluta di non mangiare che cibi nei quali fosse impossibile immischiarvi nessun sonnifero; due uova ed alcune frutta composero il mio pasto, quindi andai ad attignere l'acqua alla mia fontana protettrice e la bevetti. «Alle prime sorsate, mi parve che non avesse più lo stesso gusto di prima; mi prese un rapido sospetto; mi fermai, ma ne aveva già bevuto un mezzo bicchiere. «Gettai il rimanente, ed aspettai col sudore dello spavento sulla fronte. «Senza fallo qualche invisibile testimonio mi aveva veduto prendere l'acqua a questa fontana, ed aveva approfittato della mia stessa confidenza per meglio assicurare la mia perdita, così freddamente risoluta, così crudelmente proseguitata. «Non era ancora trascorsa una mezz'ora, che si riprodussero gli stessi sintomi, soltanto questa volta, che io non aveva bevuto che un mezzo bicchiero d'acqua lottai più lungo tempo, e invece di addormirmi del tutto, caddi in uno stato di sonnolenza, che mi lasciava tutto il sentimento di ciò che accadeva intorno a me, mentre mi toglieva la forza di fuggire. «Mi trascinai verso il mio letto per cercarvi la sola difesa che mi restava, il mio coltello salvatore, ma non potei giungere fino al capezzale, caddi in ginocchio, aggruppata ad una delle colonne da piedi.» Felton impallidì spaventosamente, e un fremito convulso corse per tutte le sue membra. -- E ciò che vi era di spaventoso, continuò milady colla voce alterata, come se essa provasse ancora la stessa angoscia di quel terribile momento, era che in quella volta io aveva la conoscenza del pericolo che mi minacciava; era che la mia anima, se posso dirlo, vegliava sul mio corpo addormentato; era che vedeva, che sentiva, è vero, come se fosse stato in sogno, ma ciò era ancor più spaventoso. «Vidi la lampada che risaliva e mi lasciava a poco a poco nella oscurità. «Quindi intesi il cigolìo ben conosciuto della porta, quantunque quella porta non si fosse aperta che due volte. «Sentii istintivamente che qualcuno si avvicinava a me; si narra che i disgraziati perduti nei deserti dell'America sentono collo stesso istinto l'avvicinarsi del serpente. «Volli fare uno sforzo, tentai di mandare un grido, mi rialzai pure, ma per subito ricadere.» -- Ma ditemi dunque, chi era il vostro persecutore? gridò il giovane ufficiale. Milady vide con un sol colpo d'occhio tutto il soffrire che essa ispirava a Felton calcando sopra ciascun particolare del suo racconto. Quanto più essa gli avesse dilaniato profondamente il cuore, più sicuramente egli la vendicherebbe. Essa continuò adunque questa volta come se non avesse inteso la sua esclamazione, o come se avesse pensato che non era ancor giunto il momento di rispondere. -- Io lo intesi esclamare nello scorgermi: «Questi miserabili puritani! sapeva bene che stancano i loro carnefici, ma non li credeva così forti coi loro seduttori». Felton l'ascoltava senza far intendere altra cosa che una specie di sordo ruggito: soltanto il sudore grondava dalla sua fronte di marmo, e colla sua mano nascosta sotto l'abito, s'internava nel petto le unghie. -- Il primo movimento, ritornando in me, riprese milady, fu di cercare sotto il capezzale il coltello che non avea potuto arrivare a prendere. Se non aveva potuto servire alla difesa, poteva almeno servire alla espiazione. «Ma nel riprendere il mio coltello, Felton, mi venne una terribile idea. Vi ho giurato di dirvi tutto, e vi dirò tutto: vi ho promesso la verità, io la dirò, dovesse essa perdermi.» -- Vi venne l'idea di vendicarvi di questo uomo, non è vero? gridò Felton. -- Ebbene! sì, disse milady; questa idea non è da cristiano, lo so; senza dubbio l'eterno nemico della nostra anima me la soffiava nello spirito, finalmente che vi dirò, Felton? continuò milady col tuono di una donna che si accusa di un delitto, mi venne questa idea, e non mi lasciò più. Forse è quel pensiero omicida di cui oggi sconto la pena. -- Continuate, continuate, disse Felton; ho fretta di vedervi giungere alla vendetta. -- Oh! risolsi che l'avrei compiuta il più presto possibile; non dubitava punto ch'egli sarebbe ritornato la notte vegnente. Nella giornata io non aveva nulla a temere. «Così, quando venne l'ora della colezione, non esitai a mangiare e bere; aveva risoluto di far sembiante di cenare, ma di non prendere niente; doveva dunque col nutrimento della mattina combattere il digiuno della sera. «Nascosi un bicchier d'acqua della colezione, essendo stata la sete quella che mi aveva fatto soffrire di più quando era rimasta quarantott'ore senza nè mangiare nè bere. «La giornata trascorse senza avere altra influenza su me che confermarmi nella presa risoluzione; ebbi soltanto cura che il mio viso non tradisse in alcun modo il pensiero del mio cuore, perchè non dubitava di non essere continuamente spiata; molte volte ancora sentii un sorriso sulle mie labbra, Felton, io non oso ridire a quale idea io sorrideva, voi mi prendereste in orrore.» -- Continuate, continuate, disse Felton, voi vedete che io ascolto, e smanio di giungere alla fine. -- Venne la sera, continuò milady, si compirono gli ordinari avvenimenti; durante l'oscurità, come d'ordinario fu imbandita la mia cena, poi si accese la lampada, e io mi misi a tavola. «Mangiai soltanto alcune frutta, feci sembiante di versare dell'acqua della bottiglia, ma non bevei che quella che aveva conservata nel mio bicchiere; la sostituzione del resto fu fatta con abbastanza di sveltezza perchè i miei spioni, se ne aveva, non concepissero alcun sospetto. «Dopo cena, detti i medesimi segni di torpore della sera innanzi; ma questa volta, come se soccombessi alla fatica, o come mi fossi famigliarizzata col pericolo, feci sembiante di addormirmi. «Questa volta aveva ritrovato il mio coltello, e mentre io fingeva di dormire, la mia mano stringeva convulsivamente la impugnatura. «Scorsero due ore senza che accadesse nulla di nuovo. Questa volta, oh mio Dio! chi me lo avrebbe detto la sera innanzi? cominciai a temere ch'egli non venisse. «Finalmente vidi la lampada alzarsi lentamente e scomparire nel soffitto: la mia camera si riempì di tenebre, ma feci uno sforzo per fendere con lo sguardo l'oscurità. «Per circa dieci minuti non intesi altro rumore che quello dei battiti del mio cuore. «Implorava il cielo perchè egli venisse. «Finalmente intesi il ben conosciuto cigolio della porta che si apriva e si chiudeva; intesi, ad onta della grossezza del tappeto, un passo che faceva scrocchiare il pavimento; vidi; ad onta dell'oscurità, un'ombra che si avvicinava a me.» -- Affrettatevi, affrettatevi! interruppe Felton: non vedete che ciascuna delle vostre parole mi brucia come piombo fuso? -- Allora, continuò milady, allora riunii tutte le mie forze, mi ricordai che il momento della vendetta o piuttosto della giustizia era suonato, mi riguardai come un'altra Giuditta, e teneva il mio coltello in mano, e quando io lo vidi vicino a me, allora, coll'ultimo grido del dolore e della disperazione, lo colpii nel bel mezzo del petto. «Miserabile! egli aveva preveduto tutto, il suo petto era ricoperto da una maglia d'acciaio, il coltello si spuntò. «Ah! ah! gridò egli afferrando il braccio e strappandomi l'arma che mi aveva così mal servito, voi volete prendervela con la mia vita, mia bella puritana; ma questo è qualche cosa più che odio, questa è ingratitudine. Andiamo, andiamo, calmatevi, mia bella fanciulla; avrei creduto che vi foste addolcita. Io non sono di quei tiranni che custodiscono le donne per forza. Voi non mi amate? io ne dubitava colla mia ordinaria fatuità; ne sono convinto. Domani voi sarete libera. «Io non aveva altro desiderio che quello che mi uccidesse. « -- State in guardia, gli dissi, poichè la mia libertà è il vostro disonore. « -- Spiegatevi, mia bella Sibilla.. « -- Sì, poichè appena uscita di qui, dirò tutto: dirò la violenza che avete usata verso di me; dirò la mia prigionia: denunzierò questo palazzo d'infamia! voi siete posto troppo in alto, milord, ma tremate! al di sopra di voi vi è il re! al di sopra del re vi è Dio. «Per quanto il mio persecutore sembrasse padrone di se stesso, lasciò sfuggirsi un movimento di collera. Io non potei vedere l'espressione del suo viso, ma sentii fremere il suo braccio, sul quale io aveva posta la mia mano. « -- Allora voi non uscirete più di qui, disse egli. « -- Bene! bene! gridai; allora il luogo del mio supplizio sarà pure il luogo della mia tomba. Bene! io morirò qui, e voi vedrete se un fantasma che accusa sia ancor più terribile di un vivo che minaccia. « -- Non vi sarà lasciata alcun'arme. « -- Ve ne è una che la disperazione ha messo alla portata di ogni creatura che ha il coraggio di servirsene, io mi lascerò morire di fame. « -- Vediamo, disse il miserabile, la pace non val meglio di una simile guerra? io vi rendo la libertà sull'istante, vi proclamerò la stessa virtù, vi soprannominerò la Lucrezia d'Inghilterra. « -- Ed io dirò che voi ne siete il Sextus, io vi denunzierò a Dio, e se fa d'uopo che, come Lucrezia, io sottoscrivi la mia denunzia col mio sangue, la sottoscriverò. « -- Ah! ah! disse il mio nemico in tuono derisorio, allora è un'altra cosa. In fede mia, in fin dei conti, voi state bene qui, non vi mancherà niente, e se vi lascerete morire di fame, sarà colpa vostra. «A queste parole egli si ritirò, intesi aprirsi e chiudersi la porta, rimasi inabissata, meno ancora, ve lo confesso, dal dolore, che dall'onta di non essere stata vendicata. «Egli mantenne la sua parola; tutta la giornata, tutta la notte dell'indomani passò senza che comparisse; io pure però gli mantenni la mia parola, e non mangiai nè bevvi nulla, ed era, come gli avea detto, risoluta di lasciarmi morire di fame. «Passai il giorno e la notte pregando, poichè sperava che Dio mi avrebbe perdonato il mio suicidio. «La seconda notte la porta si aprì; io era stesa sul pavimento, le forze cominciavano ad abbandonarmi. «Al momento mi sollevai, sorreggendomi sopra una mano. « -- Ebbene! mi disse una voce che suonava in un modo troppo terribile al mio orecchio, perchè non la riconoscessi tosto: ebbene! siamo noi un poco raddolciti, e pagheremo la nostra libertà con una semplice promessa di silenzio? Sentite, io sono un buon principe, aggiunse egli, e quantunque non ami i Puritani, io rendo loro giustizia; egualmente che alle Puritane, quando sono belle. Andiamo, fatemi un piccolo giuramento sulla croce, io non vi domando di più. « -- Sulla croce! gridai rialzandomi, perchè al suono di questa voce aborrita, io aveva ritrovate tutte le mie forze: sulla croce giuro che nessuna promessa, nessuna minaccia, nessuna tortura mi chiuderà mai la bocca. Sulla croce giuro di denunziarvi ovunque come un assassino, un ladrone d'onore, un vile; sulla croce giuro, se mai giungerò ad uscire di qui, di domandare vendetta contro voi a tutto il genere umano. « -- State all'erta, disse la voce con un tuono di minaccia che io non aveva per anche inteso, poichè ho un mezzo supremo, che non impiegherò che agli ultimi estremi, per farvi chiudere la bocca, o almeno per impedire che si creda ad una sola parola di quanto sarete per dire. «Io raccolsi tutte le mie forze per rispondere con uno scoppio di risa. «Egli si accorse che oramai fra di noi si era aperta una guerra a morte. « -- Ascoltate, disse egli, io vi lascio ancora il rimanente di questa notte e tutto il giorno di domani: riflettete. Promettete di tacere, e la ricchezza, gli onori, ed anche la considerazione vi circonderanno; minacciate di parlare, ed io vi condannerò all'infamia. « -- Voi? gridai io, voi! « -- All'infamia perpetua, incancellabile! « -- Voi! ripetei... oh! Felton, ve lo assicuro, io lo credeva insensato. « -- Sì, io, riprese egli. « -- Ah! lasciatemi, gli dissi, uscite, se non volete che io m'infranga la testa contro i muri, e sotto gli occhi vostri. « -- Sta bene! diss'egli, voi lo volete? A dimani sera. « -- A dimani sera, risposi lasciandomi ricadere, e mordendo il tappeto per la rabbia.» Felton si appoggiava ad un mobile, e milady vedeva con gioia che forse sarebbe mancato la forza al giovane uffiziale prima della fine del racconto. CAPITOLO LVII. UN MEZZO DI TRAGEDIA CLASSICA Dopo un momento di silenzio, impiegato da milady a contemplare il giovane che l'ascoltava, essa continuò il suo racconto: « -- Erano quasi tre giorni che io non aveva nè mangiato, nè bevuto, diss'ella, e soffriva atroci torture; qualche volta mi sembrava che alcune nubi mi chiudessero la fronte, che mi velassero gli occhi: era il delirio. «Venne la sera: io era così debole che ad ogni istante sveniva, ed ogni volta che sveniva ringraziava Dio, perchè credeva di morire. «Nel mezzo di uno di questi svenimenti, intesi aprirsi la porta, il terrore mi richiamò alla vita. «Il mio persecutore entrò seguito da un uomo mascherato, egli pure si era mascherato, ma lo riconobbi al suo passo, lo riconobbi alla sua voce, lo riconobbi a quell'aspetto imponente che l'inferno ha dato alla sua persona per disgrazia pell'umanità. « -- Ebbene, mi diss'egli, vi siete voi decisa a farmi il giuramento che vi ho chiesto? « -- Voi lo avete detto, i Puritani non hanno che una parola; la mia, l'avete intesa: essa è di perseguitarvi sulla terra al tribunale degli uomini, in cielo al tribunale di Dio! « -- Voi dunque persistete? « -- E lo giuro innanzi a quel Dio che mi ascolta; io prenderò il mondo tutto intero a testimonio del vostro delitto, e ciò fino a che abbia ritrovato un vendicatore. « -- Voi siete una prostituta, diss'egli con voce tonante, e subirete il supplizio delle prostitute! Infamata davanti agli occhi degli uomini che voi invocherete, cercate di provar prima a questo mondo che non siete nè colpevole, nè pazza. «Quindi volgendosi all'uomo che lo accompagnava: « -- Carnefice, fa il tuo dovere!» -- Oh! il suo nome, il suo nome! gridò di nuovo Felton; il suo nome! ditemelo! -- Allora malgrado le mie grida, malgrado la mia resistenza, perchè cominciai a capire allora che si trattava di qualche cosa peggiore della morte, il carnefice mi afferrò, mi rovesciò per terra, mi strinse colle sue funi, e, soffocata, quasi fuori dei sensi invocando Dio, mandai ad un tratto uno spaventevole grido di dolore e di vergogna, un ferro rovente, un ferro rosso, il marchio del carnefice si era posto sopra una mia spalla. Felton mandò un ruggito. -- Osservate, disse milady alzandosi con una maestà da regina, osservate, Felton, vedete come si è inventato un nuovo martirio per la giovinetta pura, e non pertanto vittima della brutalità di uno scellerato. Imparate a conoscere il cuore degli uomini, e d'ora innanzi fatevi meno facilmente l'istrumento delle loro ingiuste vendette. Milady con un gesto rapido aprì la sua veste, stracciò la fina battista che cuopriva la sua spalla, e arrossendo per una finta collera, e per una ben giuocata vergogna, mostrò al giovane l'impronta incancellabile che disonorava una così bella spalla. -- Ma, gridò Felton, è un giglio quello che io vedo! -- Ed ecco precisamente dove sta l'infamia, rispose milady. Col marchio dell'Inghilterra, sarebbe stato necessario provare qual'era stato il tribunale che mi aveva condannata, ed io avrei fatto un pubblico appello a tutti i tribunali del regno; ma col marchio di Francia... ah! con esso, io sono stata seriamente infamata. Questo era troppo soffrire per Felton. Pallido, immobile, atterrito da questa rivelazione orribile, abbagliato dalla bellezza sovrumana di questa donna che si svelava a lui con una impudenza che ritrovò sublime, finì per cadere in ginocchio innanzi a lei, come cosa santa; il marchio d'infamia disparve, rimase soltanto la beltà. -- Perdono, perdono, disse Felton, oh! perdono! Milady lesse nei suoi occhi: amore, amore! -- Perdono di che? domandò essa. -- Perdono di essermi unito ai vostri persecutori. Milady gli stese la mano. -- Così bella! così giovane! gridò Felton coprendo questa mano di baci. Milady lasciò cadere sopra di lui uno di quegli sguardi che di uno schiavo fanno un re. Felton era puritano, così lasciò la mano di questa donna per baciarle i piedi. Egli già non l'amava più, ma l'adorava. Quando questa crisi fu passata, quando milady sembrò aver ripreso il suo sangue freddo, che non aveva mai perduto: -- Ah! ora non ho più che una sola cosa a chiedervi, ed è il nome del vostro vero carnefice; poichè per me non ne vedo che uno, l'altro era soltanto un istrumento. -- E che, fratello, ho io ancora bisogno di nominartelo? tu non l'hai ancora indovinato? -- Che? riprese Felton, lui!... sempre... sempre lui!.. Che! il vero colpevole?... -- Il vero colpevole, disse milady, è il distruttore dell'Inghilterra, il persecutore dei veri credenti, il vile rapitore dell'onore di tante donne, colui che, per capriccio del suo cuore corrotto, sta per far versare tanto sangue all'Inghilterra, che oggi protegge i protestanti, ma che domani li tradirà. -- Buckingham! è dunque Buckingham! gridò Felton esasperato. Milady nascose il suo viso fra le mani, come se non avesse potuto sopportare la vergogna che le cagionava questo nome. -- Buckingham! il carnefice di questa angelica creatura! gridò Felton. E tu non l'hai fulminato, o giusto cielo! e tu lo hai lasciato nobile, onorato, potente per la nostra perdita comune! -- Dio abbandona quelli che si abbandonano da se stessi, disse milady. -- Ma egli dunque vuole aggravare sul suo capo il gastigo riservato ai maledetti, continuò Felton con una crescente esaltazione. Vuole dunque che la vendetta umana prevenga la vendetta celeste! -- Gli uomini lo temono, e lo risparmiano. -- Ah! io disse Felton, io non lo temo, e non lo risparmierò... Milady sentì l'anima sua cospergersi di una gioia infernale. -- Ma in qual modo lord de Winter, mio protettore, mio padre, trovasi immischiato in tutto ciò? -- Ascoltate, Felton, riprese milady, perchè a fianco degli uomini vili e dispregevoli vi sono delle nature grandi e generose; io aveva un fidanzato un uomo che io amava, e ch'egli amava me; un cuore come il vostro, Felton, un uomo come voi. Andai da lui, e gli raccontai tutto; egli mi conosceva, e non pose alcun dubbio sulla verità del racconto. Era un gran signore; era un uomo sotto tutti i rapporti uguale a Buckingham. Egli non disse una parola, cinse soltanto la spada, si avviluppò nel suo mantello, e si portò sulla piazza Buckingham. -- Sì, sì capisco, disse Felton, quantunque con simili uomini non sia la spada che si deve adoprare ma il pugnale. -- Buckingham era partito il giorno innanzi, inviato come ambasciatore in Ispagna, dove andò a chiedere la mano della infante pel re Carlo I., che allora non era che principe di Galles. Il mio fidanzato ritornò. -- Ascoltate, mi disse, quell'uomo è partito, ed in conseguenza si è involato pel momento alla mia giusta vendetta; ma frattanto, siamo uniti come dobbiamo esserlo, poi fidatevi a lord de Winter per vendicare il suo onore e quello di sua moglie. -- Lord de Winter! gridò Felton. -- Sì, disse milady, ed ora dovete capire tutto, non è vero? Buckingham rimase assente quasi un anno; otto giorni prima del suo arrivo, lord de Winter morì improvvisamente, lasciandomi sua sola erede. Da qual parte veniva il colpo? Dio solo che sa tutto, lo sa senza dubbio; io non accuso nessuno. -- Oh! quale abisso! quale abisso! gridò Felton. -- Lord de Winter morì senza dir niente a suo fratello. Il segreto terribile doveva esser nascosto a tutti fino a che scoppiasse come un fulmine sul capo del colpevole; il vostro protettore aveva veduto con pena questo matrimonio con suo fratello con una giovinetta senza fortuna. Sentii che non poteva aspettarmi alcun appoggio da un uomo disingannato nelle sue speranze di eredità. Passai in Francia, risolsi di restarvi il rimanente della mia vita; ma tutti i miei beni sono in Inghilterra; chiuse le comunicazioni per la guerra, fui privata di tutto, e mi fu forza di ritornarvi; sono sei giorni che approdai a Portsmouth. -- Ebbene? disse Felton. -- Ebbene, Buckingham seppe senza dubbio il mio ritorno, ne parlò a lord de Winter, di già prevenuto contro di me; gli disse che sua cognata era una prostituta, una donna bollata. La voce nobile e pura di mio marito non era più là per difendermi. Lord de Winter credè tutto ciò che gli fu detto con tanta maggiore facilità, in quanto che ha interesse a crederlo. Egli mi fece arrestare e condurre qui, e mi mise sotto la vostra custodia. Voi sapete il resto: dopo domani sarò bandita, sarò deportata; dopo domani sarò relegata fra le donne infami! Oh! la trama è bene ordita, andate! il complotto è abile, e il mio onore non vi sopravviverà. Voi vedete bene che è necessario che io muoia, Felton; Felton, datemi quel coltello. E a queste parole, come se tutte le sue forze fossero spossate, milady si lasciò cadere debole e languente fra le braccia del giovane uffiziale. -- No, no, disse egli, no, tu vivrai, tu vivrai onorata e pura, tu vivrai per trionfare dei tuoi nemici. Milady lo respinse lentamente con la mano, attirandolo con lo sguardo. -- Oh! la morte! la morte! disse ella velando la sua voce e le sue palpebre, oh! la morte piuttosto che la vergogna. Felton, fratello mio, amico mio, io te ne scongiuro. -- No, gridò Felton, no, tu vivrai e sarai vendicata. -- Felton, io porto disgrazia a tutti quelli che mi si avvicinano. Felton, abbandonatemi; Felton, lasciatemi morire. -- Ebbene! noi moriremo dunque insieme! gridò egli. Diversi colpi rintronarono alla porta. -- Ascolta, diss'ella, noi siamo stati intesi. Essi vengono, è finita per noi, noi siamo perduti. -- No, disse Felton, è la sentinella che mi previene che sta per passare la ronda. -- Allora correte alla porta e aprite voi stesso. Felton obbedì; questa donna era già tutto il suo pensiero, tutta la sua anima. Egli si trovò in faccia un sergente che comandava una pattuglia di sorveglianza. -- Ebbene! che cosa c'è, domandò il giovine tenente. -- Voi mi avete detto di aprire la porta se avessi inteso chiamare soccorso, disse il soldato, ma vi siete soltanto dimenticato di consegnarmi la chiave. Vi ho inteso gridare senza capire ciò che dicevate; volli aprire la porta, essa era chiusa al di dentro, allora ho chiamato il sergente. -- Ed eccomi qua, disse il sergente. Felton, sconvolto, quasi pazzo, rimase senza voce. Milady capì che stava a lei di impadronirsi della situazione; ella corse alla tavola e prese il coltello che vi aveva deposto Felton. -- E con qual dritto volete voi impedirmi di morire? diss'ella. -- Gran Dio! gridò Felton vedendo il coltello luccicare nella di lei mano. In questo momento uno scroscio d'ironico riso si fece sentire nel corridoio. Il barone, attirato dal rumore, in veste da camera, colla sua spada sotto il braccio stava in piedi sulla soglia della porta. -- Ah! ah! diss'egli eccoci all'ultimo atto della tragedia; voi lo vedete Felton, il dramma ha seguìto tutte le fasi che io aveva indicate, ma siate tranquillo, il sangue non colerà. Milady capì che ella era perduta se non dava tosto a Felton una pruova immediata e terribile del suo coraggio. -- V'ingannate milord, diss'ella, il sangue scorrerà, e possa questo ricadere sopra quelli che lo fanno scorrere. Felton gettò un grido e si precipitò verso di lei; ma era troppo tardi, milady si era colpita. Ma il coltello aveva fortunatamente incontrato (noi dovremmo dire destramente) la stecca di ferro che in quell'epoca difendeva come una corazza il petto delle donne; esso vi era strisciato sopra, stracciando la veste, ed era penetrato a fior di pelle fra la carne e le coste. La veste di milady rimase però tosto macchiata di sangue. Milady era caduta rovescioni e sembrava svenuta. Felton strappò il coltello. -- Vedete, milord, disse egli, con aria tetra, ecco una donna che stava sotto la mia custodia e che si è uccisa. -- State tranquillo, Felton, disse lord de Winter, ella non è morta, i demonii non muoiono così facilmente; state tranquillo e andate ad aspettarmi nella mia camera: -- Ma, milord... -- Andate, io ve l'ordino. A questa ingiunzione del suo superiore, Felton obbedì, ma nell'uscire nascose il coltello sul suo petto. In quanto a lord de Winter egli si contentò chiamare la donna che serviva milady, e quand'essa fu venuta, dopo averle raccomandata la prigioniera sempre svenuta, la lasciò sola con lei. Però siccome poteva darsi, ad onta dei suoi sospetti, che la ferita potesse essere grave, inviò sull'istante medesimo un uomo a cavallo per cercare un medico. CAPITOLO LVIII. EVASIONE Come lo aveva pensato lord de Winter, la ferita di milady non era pericolosa; così come si trovò sola con la donna che il barone aveva fatta chiamare e che si disponeva a spogliarla, riaprì gli occhi. Però bisognava rappresentare la parte della debolezza e del dolore, ciò non era cosa difficile per una commediante come milady. Così la povera servente fu compiutamente ingannata dalla sua prigioniera, che, ad onta delle sue istanze, essa si ostinò a vegliare tutta la notte. Ma la presenza di questa donna non impediva a milady di pensare. Non vi era più alcun dubbio, Felton era convinto, Felton era suo. Un angelo se fosse apparso al giovane per accusare milady, nella disposizione d'animo in cui egli si ritrovava, lo avrebbe certamente preso per un inviato del demonio. Milady sorrideva a questo pensiero poichè Felton era oramai la sua sola speranza, il suo solo mezzo di salute. Ma lord de Winter poteva averlo preso in sospetto; Felton ora poteva essere esso stesso sorvegliato. Verso le quattro ore del mattino, giunse il medico; ma dal momento in cui milady si era colpita, la ferita si era di già chiusa. Il medico non potè dunque misurarne la direzione, nè la profondità; riconobbe soltanto dal polso della malata che il caso non era grave. La mattina milady sotto il pretesto che non aveva dormito nella notte e che aveva bisogno di riposo, rimandò la donna che vegliava vicino a lei. Essa aveva una speranza, ed era che Felton venisse all'ora della colezione, ma Felton non venne. I suoi timori eransi forse realizzati? Felton preso in sospetto dal barone, le sarebbe forse mancato nel momento decisivo? Essa non aveva più che un giorno. Lord de Winter le aveva annunziato il suo imbarco pel 23, e si era già alla mattina del 22. Ciò nonostante essa aspettava ancora pazientemente l'ora del pranzo. Quantunque ella non avesse mangiato la mattina, il pranzo fu portato nell'ora solita: milady vide allora con spavento che l'uniforme dei soldati che la guardavano era cambiato. Allora si azzardò di domandare ciò che fosse accaduto di Felton. Le fu risposto che Felton era montato a cavallo un'ora innanzi e che era partito. S'informò se il barone era sempre al castello; il soldato rispose di sì, e che aveva l'ordine di prevenirlo se la prigioniera desiderasse parlargli. Milady rispose che si trovava troppo debole pel momento, e che il solo suo desiderio era di rimaner sola. Il soldato uscì lasciando il pranzo apparecchiato. Felton era stato allontanato, i soldati di marina erano stati cambiati; dunque si diffidava di Felton. Quest'era l'ultimo colpo portato alla prigioniera. Rimasta sola ella si alzò: quel letto in cui si teneva per prudenza e perchè fosse creduta gravemente ferita la bruciava come un braciere ardente. Essa gettò uno sguardo sulla porta; il barone aveva fatto inchiodare un asse nel finestrino; egli temeva senza dubbio che mercè quest'apertura essa giungesse ancora, con qualche diabolico mezzo, a sedurre le guardie. Milady sorrise di gioia; dunque poteva abbandonarsi ai suoi trasporti senza essere osservata: Ella percorse le camere colla esaltazione di una pazza furiosa o di una tigre racchiusa nella gabbia di ferro. Certamente se le fosse rimasto il coltello, avrebbe pensato, non già ad uccidere se stessa, ma questa volta ad uccidere il barone. A sei ore lord de Winter entrò, ed era armato fino ai denti. Quest'uomo, nel quale fino allora milady non aveva veduto che un gentiluomo elegante e civile, era divenuto un ammirabile carceriere. Sembrava preveder tutto, prevenire tutto. Un solo sguardo vibrato sopra milady lo fece accorto di ciò che passava nella di lei anima. -- Sia diss'egli, ma per oggi non potrete uccidermi, voi siete senz'armi, e d'altronde io sono in guardia. Voi avevate incominciato a pervertire il mio povero Felton; egli subiva di già la vostra infernale influenza, ma io ho voluto salvarlo, e voi non lo vedrete più. Tutto è finito: riunite le cose vostre; domani partirete. Aveva fissato d'imbarcarvi il 24, ma ho riflettuto che più la cosa sarebbe stata vicina, e più sarebbe stata sicura: Domani a mezzogiorno avrò l'ordine del vostro esilio, firmato da Buckingham. Se voi direte una sola parola a chiunque siasi, prima che siate salita sulla nave, il mio sergente vi farà saltar le cervella; egli già ne ha l'ordine. Se sulla nave direte una parola a chiunque siasi, prima che il capitano ve n'abbia dato il permesso, egli vi farà gettare in mare; ciò è di già convenuto fra noi. A rivedervi; ecco quanto per oggi ho a dirvi; domani vi rivedrò per dirvi addio. Dette queste parole, il barone uscì. Milady aveva ascoltata tutta questa tirata col sorriso dello sdegno sulle labbra, ma colla rabbia nel cuore. Fu servita la cena: milady sentì che aveva bisogno di forze; ella non sapeva ciò che poteva accadere nel corso di quella notte che si avvicinava minacciosa, poichè grossi nuvoloni si ravvolgevano in cielo, e continui lampi annunziavano un uragano. L'uragano scoppiò verso le dieci ore della sera; milady provava una specie di consolazione nel vedere la natura armonizzarsi col disordine del suo cuore. Il fulmine rimbombava per l'aria come la collera nel suo pensiero; le sembrava che la bufèra passando scarmigliasse la sua fronte come gli alberi di cui curvava i rami, e svelleva le frondi; essa urlava come l'uragano, e la sua voce si perdeva nella gran voce della natura, che pure sembrava gemere e disperarsi. Di tratto in tratto ella guardava un anello che portava al suo dito. Sotto la pietra di questo anello vi stava un veleno sottile e violento; questa era l'ultima sua risorsa. Ad un trattò intese battere ad un vetro, e al chiarore di un lampo, vide il viso di un uomo comparire dietro le sbarre. Essa corse alla finestra e l'aprì. -- Felton! gridò ella, io sono salva! -- Sì, disse Felton, ma silenzio! mi necessita il tempo per segare le sbarre della vostra inferriata; guardate soltanto di non essere osservata dal finestrino della porta. -- Oh! questa è una pruova che il cielo è per noi, Felton, riprese milady, hanno chiuso il finestrino con un asse. -- Sta bene! Dio li ha resi insensati, disse Felton. -- Ma che cosa debbo fare io? domandò milady. -- Niente; richiudete soltanto la finestra, andate a riposarvi e stendetevi sul letto vestita; quando avrò finito, batterò ai vetri. Ma potrete voi seguirmi? -- Oh! sì. -- La vostra ferita?... -- Mi fa soffrire, ma non m'impedisce di camminare. -- Tenetevi dunque pronta al primo segnale. Milady richiuse la finestra spense il lume, e andò, come gli era stato raccomandato da Felton, a stendersi sul letto. Tra il fragore dell'uragano, ella sentiva lo stridore della lima sulle sbarre, ed al chiarore di ciaschedun lampo vedeva l'ombra di Felton dietro i vetri. Essa passò un'ora senza respirare, anelante, col sudore sulla fronte, ed il cuore stretto da spaventevole angoscia, ad ogni piccolo movimento che sentiva nel corridoio. Vi sono delle ore lunghe quanto un anno. In capo ad un'ora Felton battè di nuovo. Milady balzò dal suo letto e andò ad aprire; erano state tolte due sbarre e presentavano un'apertura sufficiente per passarvi un uomo. -- Siete voi pronta? domandò Felton. -- Sì; debbo io portar meco qualche cosa? -- Dell'oro, se ne avete. -- Fortunatamente mi hanno lasciato tutto quello che io aveva. -- Tanto meglio, perchè ho impiegato tutto il mio a noleggiare il naviglio. -- Prendete, disse milady mettendo nelle mani di Felton un sacco pieno d'oro. Felton prese il sacco e lo gettò ai piedi del muro. -- Ora, diss'egli volete venire? -- Eccomi. Milady montò sopra una sedia e passò tutto il suo tronco fuori della finestra; essa vide allora il giovane ufficiale sospeso al disopra dell'abisso da una scala di corde. Per la prima volta un movimento di terrore le ricordò che era donna. Il vuoto la spaventò. -- Io lo aveva dubitato, disse Felton. -- Non è niente, disse milady, io discenderò cogli occhi chiusi. -- Avete confidenza in me? disse Felton. -- Voi me lo domandate? -- Ravvicinate le vostre due mani, incrociatele. Sta bene. Felton le legò i due polsi con un fazzoletto, e, al disopra del fazzoletto con una corda. - - , , , 1 . . . , . 2 3 ' , 4 . 5 6 , . 7 8 - - , , . 9 10 , 11 , . 12 13 - - , , 14 , : « 15 , , ; 16 : , ; 17 : , , 18 ; 19 : , , 20 ' , 21 ; . . . » 22 23 , . 24 25 - - , , ? 26 27 - - « 28 ; 29 ; , 30 . 31 , , 32 . , , , 33 . 34 ; , 35 , ; 36 ; , 37 : 38 , , 39 ; , . . . . 40 . 41 42 « 43 ; 44 , , 45 46 . 47 : . 48 49 « 50 . 51 52 , ; 53 , , 54 , , 55 ' , 56 . 57 58 « , 59 , . 60 : ; 61 , 62 ; 63 ; ' . 64 ? 65 66 « . , , 67 ' 68 . , 69 , 70 ' 71 . 72 73 « 74 , . , 75 , . 76 77 « , , ; 78 , 79 . 80 81 « , ' 82 ; . 83 . 84 85 « , 86 . , 87 , 88 . 89 , . 90 91 « ' , , 92 ; 93 , 94 . 95 96 « 97 ; ' 98 ' ' , 99 , 100 , . 101 102 « , 103 ' . 104 105 « ' , 106 , , 107 , 108 . 109 110 - - . 111 112 - - ! , ! , ' 113 , , 114 ; ! , ! 115 , 116 , , 117 . 118 119 « 120 , , ' ; 121 , , 122 ; , 123 , ; , 124 , . 125 126 « - - , , , 127 . 128 129 « , , 130 , , , 131 , . 132 133 « - - ? 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