MADDALENA Sì, sì, ora ti faccio sentire. -(Cava dal petto una lettera e, senza guardarla, finge di leggere, improvvisandone il contenuto.)- -(Petruccio, coricato com'è, non la vede.)- «Cara Maddalena, tu e Petruccio dovete avere un poco di pazienza e dovete pensare che io sto qui per il vostro bene. Ti prego di dire a Petruccio che quando verrò a Genova faremo tante tante cose belle, e lui sarà contento di andare alla scuola e d'imparare come fanno tutti i ragazzi buoni come lui che tengono compagnia alla mamma e che ne sono la consolazione.» -(Ha qualche lagrima negli occhi)- «Ti prego di dirgli pure che quando giungerò io, a te e a lui non mancherà più nulla, e cesseranno tutte le pene, e la sera Petruccio andrà a letto tranquillo tranquillo, e poi farà dei bei sogni, proprio come se fosse un ometto grande, e il giorno dopo racconterà alla mamma tutto quello che ha sognato.» Hai sentito? -(-PETRUCCIO -si è addormentato di un sonno di languore.)- MADDALENA -(fra sè:)- Dorme. -(Gli solleva il capo, glie lo adagia su un cuscino del divano. Si toglie lo scialle e ne copre il bambino.)- SCENA II. MADDALENA, PETRUCCIO, MICHELE. MICHELE -(di dentro)- Maddalena! MADDALENA Oh! MICHELE Apri, Maddalena, sono io. MADDALENA -(va all'uscio di scala, tira il lucchetto, ed apre.)- MICHELE -(entrando ansioso)- È arrivato Antonio? MADDALENA No. -(Lo guarda entrare, interrogandolo con gli occhi.)- MICHELE -(si avanza affranto, silenzioso, e siede. -- Pausa.)- MADDALENA La lettera che ricevemmo ieri, del resto, non precisava nè l'ora nè il giorno. MICHELE Nelle sue parole a me parve di capire che stesse per tornare. E poi ribatteva sul chiodo della urgente partenza per l'America. MADDALENA E diceva giusto. MICHELE Diceva giusto, ma partire senza un poco di danaro sarebbe un'imprudenza grossa, specialmente per noi che non siamo gente fortunata. Questa è anche la sua idea. E, dunque, se parlava proprio di partenza, significa che sapeva di poter venire a una buona conclusione da un momento all'altro. Non ho voluto fartene accorgere, ma io come io lo aspettavo fin da stamane. Ci contavo, ecco. Mi sono sbagliato, e, maledetto il diavolo!, ho lasciato passare le ore senza provvedere a niente. MADDALENA Tanto, che c'era da fare? MICHELE Avrei potuto portare qualche altra cosa all'Agenzia. MADDALENA Ci è appena per dormire, papà Michele. MICHELE No. Ci è anche un po' di biancheria e un soprabito, che egli appunto mi consegnò affinchè, all'occorrenza, se ne cavasse qualche soldo. Ma era roba sua, intendi? M'è mancato il coraggio.... E l'ho tenuto da parte con la speranza di metterla in salvo. MADDALENA Però, quando siete uscito, che già calava il sole, vi ho visto più nero del solito. Non ci credevate più che egli arriverebbe in giornata? MICHELE Ci credevo e non ci credevo. Mi ricordavo che nella penultima lettera mi raccomandò di non stare a guardare l'orario della ferrovia, perchè -- diceva lui -- «è molto probabile che se vengo col danaro in tasca dovrò immediatamente recarmi in varii posti e non mi sarà possibile di correre difilato a casa.» E io non ho guardato l'orario, e a una cert'ora mi son detto: se non giunge, come si fa? -(Pausa.)- Eravamo digiuni da circa quarantotto ore, e mi rodevo dentro, non per me che sono carne dura, ma per quello lì... -(indicando Petruccio)-, per quella povera anima innocente, e per te, per te, che sei anche incinta.... Mi sono aggirato per le strade piene di folla, facendomi condurre dalle gambe, andando su e giù a caso, come un cane senza padrone. Come si fa? -- ripetevo fra me: -- Come si fa? Era tardi. Era notte. Le agenzie stavano chiuse. Bussare alla porta delle persone di cui eravamo già debitori non potevo. E allora.... Oh!... -(Si covre il viso con la mano.)- MADDALENA Papà Michele, voi soffrite! MICHELE Avrei voluto che questa mano fosse andata in frantumi, come quella che non ho più, tra le ruote di una macchina, piuttosto che stenderla per chiedere l'elemosina; eppure... alla cantonata di un vicoletto oscuro, nascondendomi come un ladro, -(animandosi nel martirio del ricordo)- vergognosamente l'ho stesa! MADDALENA -(per fargli abbassare la voce)- Sst!, che Petruccio non senta! MICHELE -(sommessamente)- E coloro che mi passavano davanti, mi prendevano per un impostore, e, guardandomi di sbieco, quasi impauriti affrettavano il passo... si allontanavano... sparivano. -(Pausa.)- Ho tentato non so quante volte. Sempre inutilmente. Poi, a un tratto, non ho più potuto.... E ho preso la via di casa.... Il sangue mi affluiva alla faccia. Arrossivo. Mi pareva d'aver commessa l'azione più vile che l'uomo possa commettere. E il peggio era che, dopo d'averla commessa, venivo qui senza portarvi neanche un pezzo di pane. Che sofferenze! E che avvilimento! MADDALENA -(annichilita, piegando la fronte, siede.)- E tutto questo, papà Michele, per causa mia. MICHELE Ma che! MADDALENA Se il giorno in cui andai a rifugiarmi nella casa e nel cuore di Antonio, avessi invece saputo morire insieme con mio figlio o accondiscendere a un qualunque basso mercato, quanto meno vi peserebbe, ora, la vostra miseria e come sarebbero più lievi i tormenti vostri e di quel disgraziato! MICHELE Non pensare a queste cose, Maddalena. Se egli te le leggesse negli occhi, ne impazzirebbe. PETRUCCIO -(quasi in dormiveglia)- È venuto papà? MADDALENA No, non ancora, Petruccio; ma il nonno dice che verrà tra breve. PETRUCCIO Dov'è il nonno? MICHELE Sono qua. PETRUCCIO E tu che mi hai portato? MADDALENA -(andandogli dappresso)- Che poteva portarti il povero nonno? È andato a spasso che era già sera. Le botteghe non sono aperte che di giorno. Vuoi che mamma tua ti metta a letto? PETRUCCIO -(tuttora disteso e assonnato)- E tu sarai sempre vicino a me? MADDALENA Sempre vicino a te la mamma tua, si capisce! PETRUCCIO E mi terrai le mani strette strette? MADDALENA Sì, amore mio. PETRUCCIO -(supplichevole)- No... restiamo qua. È meglio. MADDALENA A dormire così, Petruccio, ti fa male.... Andiamo, amore mio. PETRUCCIO No... no.... -(Richiude gli occhi.)- MICHELE Perchè non vuole? MADDALENA Non è che non voglia; ma è debolino. Appena svegliato, si riaddormenta. Ecco, dorme un'altra volta. MICHELE Mettilo a letto piano piano. MADDALENA Questo voglio fare. -(Con mano lieve, gli sbottona un po' gli abiti, gli toglie le scarpette.)- MICHELE Anch'io ho bisogno di stendermi. Sono tanto stanco! Ho addosso un sonno di piombo. -(Sgranchisce il braccio, sbadigliando.)- MADDALENA Un po' di riposo vi farà bene. MICHELE E tu? MADDALENA Per me, sarà difficile. Avessi almeno la risorsa della stanchezza! Tenterò. -(Delicatamente, prende in braccio il bambino.)- MICHELE -(si stende sul divano.)- PETRUCCIO (quasi dormendo, sentendosi portar via) No... no.... MADDALENA È mamma tua, è mamma tua.... -(Smorza il lume, e, con il bambino attaccato al collo, cautamente si avvia a sinistra.)- PETRUCCIO No... no.... MADDALENA È mamma tua, amore mio, è mamma tua.... -(Esce.)- SCENA III. ANTONIO, MICHELE, -poi- MADDALENA. ANTONIO -(apre con una sua chiave l'uscio di fondo, entra pallidissimo, stranamente circospetto. Il suo corpo ha il tremito dei brividi. Depone a terra una valigetta. Accende un fiammifero e con esso il lume a olio. Guarda intorno. Mormora:)- Oh, il babbo qui. -(Va verso di lui, come per svegliarlo. Poi, si trattiene. Presso il tavolino, siede. Cava da una tasca interna della giacca molto danaro in biglietti. Li conta. E torna a metterli in tasca. Si alza, si accosta a Michele e chiama sottovoce:)- Babbo, babbo! MICHELE -(sussultando, si drizza d'un sùbito.)- Oh! Finalmente, finalmente! ANTONIO Non ti eccitare babbo, e, se Maddalena dorme, parla piano. MICHELE Insomma, che notizie? ANTONIO -(dissimulando la sua emozione)- Buone. MICHELE -(animandosi di speranze)- Salviati ha accondisceso? ANTONIO Ha accondisceso. MICHELE -(con un moto di giubilo)- Possibile?! ANTONIO Se te lo dico io! MICHELE Ha finito col riconoscere i tuoi diritti? ANTONIO Quali? MICHELE I tuoi diritti di inventore, almeno, non li ha riconosciuti? ANTONIO E non era forse egli divenuto già legalmente proprietario del mio brevetto? MICHELE E allora che è? ANTONIO Un dono, una largizione.... MICHELE Ma, lui, si è compromesso? ANTONIO Ho qui il danaro. MICHELE E non sei pazzo di contentezza?! ANTONIO Sì, ma.... MICHELE Eh!, capisco. I tuoi poveri nervi.... ANTONIO Li ho dovuti mettere sotto una macina, babbo, i miei nervi. MICHELE Immagino. ANTONIO No, non puoi immaginarlo. MICHELE Ma adesso devi tranquillarti, devi rimetterti in salute. ANTONIO Io sto bene. Non lo vedi che sto bene? MICHELE E quanto ti ha dato? ANTONIO Abbastanza. Ci sarà da respirare. Siedi. Appunto di ciò dobbiamo parlare tra noi due. MICHELE E non vuoi dar sùbito questa consolazione a Maddalena? Sono sicuro che non dorme. È sui carboni ardenti quella poveretta. ANTONIO -(vorrebbe indugiare.)- MICHELE -(senza badargli, chiama festosamente:)- Maddalena, Maddalena, è arrivato Antonio! MADDALENA -(entra di corsa, slanciandosi ad abbracciare Antonio)- Oh, Antonio! ANTONIO Or ora sono arrivato, sai. MICHELE Ed è carico di danaro. MADDALENA Davvero?! ANTONIO Sì, sì, davvero. MADDALENA E come hai fatto? Dimmi, come hai fatto? È un prodigio! ANTONIO Addirittura?! MADDALENA Se non mi dici come hai fatto, io crederò di sognare. ANTONIO Evvia! È poi così strano che io non sia più un pezzente? Ti pare una enormezza, eh? Ti pare ingiusto? Pare ingiusto anche a te? MADDALENA -(mortificata)- Quando partisti non avevi quasi alcuna speranza, buono mio. Perchè adesso mi rimproveri ch'io mi meravigli? ANTONIO No, no, non ti rimprovero.... -(Affettuosissimo)- Sarei disgustevole se rimproverassi proprio te, povera piccola. Ma non interrogarmi troppo, te ne prego. Ho dovuto costringere il mio temperamento a umiliazioni di cui mi dà fastidio perfino il ricordo. MADDALENA Va là: ti conosco, non sei uomo da inginocchiarti dinanzi a nessuno. Tu esageri. Ti allucini. Hai chiesto una parte di quello che ti spettava e l'hai avuta. Questo è tutto. MICHELE E non ci può essere altro. ANTONIO -(inquieto, vibrante)- Ma finitela, finitela con le supposizioni. Non vi accorgete che mi seccano, che m'irritano, che mi sconvolgono? Il solo fatto importante è che, per ora, ci sarà da vivere. Verso di voi, io ho adempiuto al mio dovere. -(Rude)- Il resto non vi riguarda. Convincetevi di questo, e badate che è necessario di non dimenticarlo. -(Breve pausa)- Il bimbo come sta? MADDALENA L'ho messo a letto. Dormiva già in piedi. ANTONIO A stomaco vuoto, non ne dubito. Sveglialo e dàgli da cena. -(Cava dalle tasche qualche involto e qualche pane.)- E prendi un boccone anche tu: fammi questo piacere. MADDALENA Ma sì, sì, volentieri. ANTONIO Va, mia buona Maddalena.... Io devo stare un po' col babbo.... Poi ti chiamerò. MADDALENA Non hai nulla contro di me? ANTONIO Contro di te? -(Stringendole ambo le mani)- Io ti adoro. MADDALENA -(esce.)- SCENA IV. MICHELE -e- ANTONIO ANTONIO -(si avvicina all'uscio a destra e, guardingo, lo chiude. Indi, andando verso Michele)- Babbo, queste sono poco più di quarantotto mila lire. -(Gliele porge.)- MICHELE Perbacco! -(Le mette sulla scrivania e le guarda.)- ANTONIO Dici che è troppo? MICHELE Che c'entra? Io gioisco. Io sento aprirmi il cuore, ecco! ANTONIO Credevo che.... MICHELE Ma non fantasticare così! Che diavolo! Mi sembri pazzo, mi sembri. -(Presso la scrivania, siedono tutti e due, l'uno di faccia all'altro.)- ANTONIO Erano cinquantamila.... Io sono giunto da parecchie ore, e ho sbrigate molte faccende.... Ho pagato tutti i nostri debitucci.... MICHELE Temevi che i creditori scappassero? ANTONIO E no. C'era della buona gente che in questi ultimi mesi ci ha fatto credito, e non bisognava trascurarla. MICHELE E sta bene. ANTONIO Sicchè, seicentoventi se ne sono andate. Altre quattrocento le ritengo io.... MICHELE O perchè mi racconti queste cose?... ANTONIO Lasciami dire.... Altre quattrocento le ritengo io... perchè mi potranno servire. E col resto ho preso i biglietti per te, per Maddalena e per Petruccio. MICHELE Che biglietti? ANTONIO Questi. -(Mettendoli insieme col danaro)- Domani mattina, voi vi imbarcherete sul -Washington-.... MICHELE Domani mattina?!... Così?! A rotta di collo?! ANTONIO E non te l'ho avvertito da un pezzo, non te l'ho anche scritto, che il giorno in cui si possedesse un po' di quattrini si partirebbe immediatamente per l'America? MICHELE Ma come! Senza neanche prender fiato? ANTONIO Che fiato vuoi prendere? Giacchè avete quanto vi occorre per poter poggiare il piede su un'altra terra, per poter esperimentare, a bene o a male, un'altra aria, un altro mondo, per poter vedere una gente diversa, con virtù e con difetti diversi dai nostri, e, forse, chi sa, meno imperfetta di noi, o magari più imperfetta, ma più giovane, più florida, più sicura, con le spalle volte al passato e gli occhi fissi all'avvenire, che scopo c'è di stare a perdere qui il tempo e la salute? Che scopo? Che ragione? Che vantaggio? MICHELE Io non so niente. Tu mi fai girare la testa. E poi, che è? Tu parli di me, parli di Maddalena, di Petruccio.... E di te, non parli! Non parli di te? ANTONIO Io non potrò venire con voi. MICHELE No?! ANTONIO .... Per ora, s'intende. MICHELE Ah, per ora? ANTONIO .... Ma io vi raggiungerò. MICHELE E non sarebbe meglio aspettarti? ANTONIO Non sarebbe meglio, perchè non so con precisione quando i miei affari mi permetteranno di partire. MICHELE Quali affari? ANTONIO Oh Dio, non posso avere ancora degli affari? MICHELE Sì, puoi averli, ma, disgraziatamente, non li hai. ANTONIO Tu t'inganni, babbo. MICHELE E allora quali sono? Si può sapere quali sono? ANTONIO -(eccitandosi)- Ma, santodio!, tu mi fai un interrogatorio da giudice istruttore. MICHELE E tu mi parli come ad un estraneo, ed è la prima volta che mi tratti così... e ciò mi fa male, mi fa male assai! -(Un silenzio.)- ANTONIO -(commosso, sollevandogli la testa, quasi carezzandolo)- No, babbo, no.... Non mi son mai sentito legato a te come in questo momento, e di te non ho avuto mai tanto bisogno quanto ne avrò da questo momento in poi. MICHELE Se fosse vero! ANTONIO Vedrai che è vero, vecchio mio, e perciò tu devi farmi la grazia di riunire tutte le tue forze, tu devi ringiovanire per essere pronto al tuo nuovo esperimento. MICHELE Sta' tranquillo. Questo braccio che mi resta è robusto come dieci braccia insieme, e la mia mente di ignorante è ancora giovine come la terra non coltivata. Tu sei mio figlio, e sei anche il mio maestro. Su, insegnami quello che ho da fare. Ti prometto che sarai contento di me. ANTONIO Quello che hai da fare è difficile ed è grande. Io affido a te Petruccio e Maddalena e il bimbo che nascerà fra pochi mesi: e tu dovrai aspettare gli eventi con serenità e renderne a loro più lieve l'urto col tuo coraggio e con la tua saggezza. MICHELE -(spalancando gli occhi)- Antonio?! ANTONIO Sentimi bene. Con Maddalena, tu parlerai o tacerai o mentirai secondo che ti parrà più utile alla salute del suo corpo e del suo spirito il mentire, il parlare o il tacere. Tu le impedirai di lavorare se lassù, come da noi, il lavoro della donna non è circondato dalle maggiori garantie di rispetto e d'indipendenza, e glielo impedirai se le sue funzioni e la sua tenerezza di madre ne dovessero soffrire. Mi intendi? Tu cercherai, inoltre, di educare i miei figli come hai educato me, valutandone l'intelligenza e interpretandone gli istinti. Se, con me, la prova è fallita, non monta! E quando essi avranno una coscienza, quando avranno una chiara percezione della vita, tu racconterai la mia storia -tutta intera- e dirai loro, senza restrizioni, la verità. M'intendi tu, babbo? MICHELE -(che ha udito quasi trasognato, è preso da un tremito di paura)- Ma... dunque... noi ci separiamo per sempre? ANTONIO -(sùbito, ma visibilmente non sincero)- Per sempre, no. MICHELE E allora, perchè tutto questo? ANTONIO Perchè non c'è nulla che non possa accadere. MICHELE Non sei sicuro che ci raggiungerai tra breve? ANTONIO Tra breve, non so. MICHELE E quanto tempo ritarderai? ANTONIO Non so, non so. MICHELE Ma che cosa mi nascondi? ANTONIO Babbo, io ti ho supplicato di essere sereno e coraggioso; e se vuoi aiutarmi veramente, è indispensabile che tu non indaghi di più. MICHELE E mi raccomandi di dire la verità ai tuoi figli? ANTONIO La saprai, non dubitare. MICHELE Troppo tardi, forse. ANTONIO Sempre in tempo per loro! MICHELE Io penso a te in questo momento, io penso alla vita tua. ANTONIO -(con uno scatto)- L'amo anch'io la mia vita, purtroppo, e sarei desolato di rinunziare a questo beneficio immenso! MICHELE Ma tu corri qualche grave pericolo!? ANTONIO Taci per carità, che Maddalena non comprenda i tuoi dubbî.... Io non corro nessun pericolo vero.... Credimi. Quello che m'impedisce di venire con voi non è, in fondo, che un altro dovere urgente, un dovere sacro che non posso fare a meno di compiere. Io spero più che non dica. Acquiètati, babbo, acquiètati, aspetta ed abbi fede. Noi dovremo separarci questa sera stessa, fra pochi minuti, perchè mi tarda di ritornare a Napoli, e non voglio perdere il treno della mezzanotte. Custodisci questo denaro e conserva anche questa lettera indirizzata al mio amico Luciano Fiorentini -(glie la dà)-, che è da dieci anni a New-York e che saprà mettervi a posto. MICHELE -(esegue.)- ANTONIO -(continuando)- Superfluo aggiungere che nè a te nè a me è consentito di rivelare quello che ci sta nell'animo. Dobbiamo badare sopra tutto a Maddalena. Se ella avesse dei sospetti sinistri, non partirebbe più, nè mi lascerebbe partire, e le conseguenze sarebbero disastrose per tutti. Hai capito bene? MICHELE -(col capo, fa cenno di sì.)- ANTONIO Sicchè, cerca tu di padroneggiarti e di stare in gambe, chè al resto ci penso io. MICHELE -(alzandosi con uno sforzo, gravemente)- Ti obbedisco. ANTONIO -(Gli va vicino e se lo stringe fra le braccia come per ribadire il patto.)- Tu mi giuri che domani mattina partirete? MICHELE -(con poca voce, mettendosi la mano sul petto)- Te lo giuro! ANTONIO -(cambiando tono e quasi gridando, chiama:)- Maddalena! Maddalena! SCENA V. ANTONIO, MICHELE, MADDALENA. MADDALENA -(entrando)- Eh, che congiura! ANTONIO -(tentando di sembrare quasi allegro, si frega le mani)- Be', si fa quel che si può contro i birboni e contro il diavolo! E con un po' di congiura, i nuvoloni si son dileguati, lui, il vecchio -(accennando a Michele)- è ancora «sotto il peso di cupi pensieri». -(Ridendo)- Ah! ah! ah! ah! Poveraccio! In dieci minuti gli ho dovuto parlare di cento e una cosa. Ma, per fortuna, tutto è stato messo a posto. -(a Michele:)- No? MICHELE Certo. ANTONIO E adesso, a te, piccola mia, e poche chiacchiere. Si va via! Si parte senza pensarci su due volte. MADDALENA -(lietamente)- Si parte davvero per l'America? ANTONIO Per l'America, sissignora! MADDALENA Che gioia! ANTONIO Sei contenta? Oh, meno male! MADDALENA E partiamo proprio sùbito? ANTONIO Tu, non più tardi di domani. Parti col babbo e col bimbo.... Cioè, che dico?... coi bimbi, perchè, ohè, oramai, sono in due. -(Ridendo)- Ah! ah! ah! MICHELE -(s'è tratto indietro per nascondere le sue sofferenze.)- ANTONIO -(con gli occhi e con un gesto furtivo lo esorta a non tradirsi.)- MADDALENA -(ad Antonio:)- E tu? E tu? ANTONIO Ho spiegato al babbo le ragioni per cui io debbo trattenermi ancora un mesetto in Italia, girovagando peggio d'un commesso viaggiatore. A te le spiegherò più diffusamente per lettera, e ti prego, piccola mia, di non obbligarmi, stasera, a ripetizioni inutili. Ho già tanto parlato che se non crepo come una cicala è un miracolo! MADDALENA -(timida)- Io non ti domando più niente; ma almeno si potrebbe.... ANTONIO -(interrompendola subitamente)- Cosa? Cosa si potrebbe? Si potrebbe lasciar fare a quest'uomo di genio, come mi chiamava papà Michele fin da quando ero lungo appena un metro, e si potrebbe anche compiere due nobilissime azioni: cambiare la biancheria in quella valigetta e permettermi, intanto, una visitina al mio primogenito, che se ne sta a letto, così come se niente fosse. MADDALENA Per la biancheria, c'è tempo. ANTONIO Non te l'ho detto che se manco la corsa di mezzanotte, comprometto un affare coi fiocchi? MADDALENA -(turbata, abbassando gli occhi)- Questo non me lo avevi detto. ANTONIO E che vuoi? I quattrini mi dànno alla testa!... -(Guardando Maddalena)- E adesso mi fai il muso, mi fai? MADDALENA Non potevo immaginare che tu fossi venuto a casa tua per pochi minuti soltanto. ANTONIO Ih, il gran guaio!... Come se fosse la prima volta! E poi, tu ne sei persuasa che ci troviamo in un momento eccezionale.... -(Animandosi falsamente)- Su, su, Maddalena! Senza malinconia e senza musi! Guarda come sono arzillo io. MADDALENA -(ha qualche lagrima.)- ANTONIO No, non così, -(carezzandole la fronte)- non così, bambina che sei! Con quei lucciconi, fai impappinare anche me.... E, allora, che si conclude? -(Le asciuga gli occhi.)- Ti secca di non stare un po' con me prima di partire? D'accordo. Ma l'avvenire non lo conti per nulla? Noi ci rifaremo! -(Spasimando dentro e continuando a sovraeccitarsi in un'esagerata gaiezza)- E saranno pazzie, Maddalena! Cose dell'altro mondo!... Cose d'America, insomma!... Tu ed io, per esempio, metteremo su una fabbrica di figliuoli... come non se ne sono visti mai. Con la civiltà, si riesce a tutto!... MICHELE 1 2 , , . - ( , 3 , , . ) - 4 - ( , ' , . ) - « , 5 6 . 7 , 8 ' 9 . » - ( 10 ) - « 11 , , 12 , , 13 , , 14 . » 15 ? 16 17 - ( - - . ) - 18 19 20 21 - ( : ) - . - ( , 22 . . ) - 23 24 25 . 26 27 , , . 28 29 30 31 32 - ( ) - ! 33 34 35 36 ! 37 38 39 40 , , . 41 42 43 44 - ( ' , , . ) - 45 46 47 48 - ( ) - ? 49 50 51 52 . - ( , . ) - 53 54 55 56 - ( , , . - - . ) - 57 58 59 60 , , ' 61 . 62 63 64 65 . 66 ' . 67 68 69 70 . 71 72 73 74 , 75 ' , 76 . . , , 77 , 78 ' . , 79 . , . 80 , , ! , 81 . 82 83 84 85 , ' ? 86 87 88 89 ' . 90 91 92 93 , . 94 95 96 97 . ' , 98 , ' , . 99 , ? ' . . . . 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