T'ha visto nascere e non c'è ragione che ti veda crescere. Per te, se è necessario, mi faccio ammazzare, e questo lo dico seriamente, ma la mia vecchietta è roba mia. BRIGIDA -(ad Antonio:)- Sono venuta a vedere la macchina. ANTONIO -(affettuoso)- Cara la mia Brigidona! Giovanotti, avanti! Fate gli onori di casa alla signorina. Il futuro marito lo trattengo io. SANTINI -(offrendo il braccio a Brigida)- Donna Brigida.... MAGLIUOLO -(dandogli uno spintone)- A me, a me! -(Si mette a braccetto di Brigida, e tutt'e due si avviano verso il fondo.)- ANTONIO Oh, che bella coppia! GLI ALTRI -(ridendo bonariamente, gridano:)- Gli sposini! Gli sposini -(e li seguono, circondandoli, e spingendoli)- Evviva gli sposi! MAGLIUOLO Eh! Che ci fate cadere! GLI ALTRI Evviva gli sposi! MAGLIUOLO C'è la scala! Ci fate cadere! -(Tutti, meno Antonio, escono, discendendo la scala.)- SCENA V. ANTONIO, -poi- MADDALENA. ANTONIO -(guardandoli con compiacenza)- O ragazzi, c'è pericolo che vi rompiate il collo come dei ragazzi veri? E, fra poco, al lavoro, eh? -(Resta ad ascoltare il gaio baccano che si allontana.)- -- Donna Brigida! -- Gli sposini!... -- Macchina nuova e sposi vecchi!... ANTONIO -(con intimo godimento, ride)- Ah! ah! ah! MADDALENA -(entra dalla porta a destra, timidamente. Ma non osa aprir bocca.)- ANTONIO -(si frega, contento, le palme, chiude l'uscio del pianerottolo, e, voltandosi, ha una violenta e lieta sorpresa.)- Chi vedo? -(Corre a lei e le stringe ambo le mani.)- MADDALENA Non ti dispiace ch'io sia venuta a trovarti? Dimmelo sùbito. Non ti dispiace? ANTONIO Tutt'altro! Non te ne accorgi, invece, che io ne provo una contentezza grande? MADDALENA Veramente? ANTONIO Veramente. MADDALENA Oh, come ti ringrazio! Da tanti giorni, io avevo risoluto di venire. E poi, non so, non ne ho avuto l'audacia.... E, un momento fa, presso la tua porta, io ho tremato, ho tremato, e volevo tornare indietro.... ANTONIO Avresti avuto torto. MADDALENA Sì, credo anch'io che avrei avuto torto. ANTONIO Siedi, siedi, dimmi tante cose!... -(Seggono)- Oh! piccola mia, come mi sembra strano rivederti vicino a me dopo quattro anni! Lasciamiti guardare bene. Sei pallida, molto pallida, ma più bellina di prima! MADDALENA -(con un lieve cenno di protesta)- Oh! ANTONIO -(continuando)- E quegli occhioni sono diventati più profondi. Ma, dunque, dimmi, dimmi, questa è una visita buona, non è vero? E giacchè ne avesti il pensiero, perchè hai indugiato? Perchè non ci volevi più venire? MADDALENA Temevo di darti noia. Temevo che tu ti fossi scordato di me completamente.... ANTONIO Come puoi aver temuto ciò? Questo significa che, a traverso il tempo, mi hai disistimato. MADDALENA No. ANTONIO Il dimenticarti sarebbe stato orribile! MADDALENA Non t'avevo cercato, non t'avevo scritto, in quattro anni, non t'avevo più fatto pervenire notizie mie.... Non era quindi nè difficile nè orribile il dimenticarmi, e non era nè difficile nè orribile il pensare di me... tutto quel che si può pensare d'una donna che non s'è mai vantata di essere perfetta. ANTONIO Povera piccola! Perchè avresti dovuto essere perfetta proprio tu? E perchè avrei dovuto essere io, proprio io, il tuo giudice severo? Ti ho amato. Questo sì. Eppure, quale soccorso t'ha dato il mio amore nell'inizio della tua vita per fare di te una creatura perfetta? MADDALENA Mi hai amato così bene, così lealmente! ANTONIO Ma ti ho compromessa in ciò che il mondo chiama ancora l'-onore- di una donna, in ciò che ancora le serve ad ottenere il rispetto e il necessario aiuto altrui. Ti ho compromessa, Maddalena, in ciò che ancora costituisce, per la mancanza di ogni altra forza, la sua unica risorsa, il suo unico diritto. MADDALENA -(quasi con un grido generoso di alterigia e di dolcezza)- Lo volli io, Antonio! Lo volli io! ANTONIO Ah, no! Non tu lo volesti, e ti proibisco di pensarlo. Tu m'amavi come io t'amavo, e non sapemmo mentire, e non c'era niente in noi che c'inducesse alla menzogna. Questo è tutto, Maddalena; e io vorrei poterne essere orgoglioso senza il dubbio che la nostra sincerità ti abbia nociuto. Ma i tuoi sguardi sono velati di dolore.... Io t'ho fatto del male.... MADDALENA -(vorrebbe dire di no.)- ANTONIO Non lo negare; io te ne ho fatto molto, io ti ho messa per un cammino pieno di pericoli.... MADDALENA -(temendo un equivoco, scatta)- Ma non sono stata che tua! Tua, tua, solamente tua! Di questo non dubiti?.... Di' Antonio: non ne dubiti? ANTONIO -(con slancio fiducioso)- No, non ne dubito. Non ne dubito perchè tu me lo dici e io ti credo ora come t'ho creduto sempre, come tu hai sempre creduto in me. Nessuna finzione, nessuna falsità tra noi. E, intanto, a che serve essere in due a non mentire? Tu hai potuto serbare un dolce ricordo del passato, tu sei riescita a non guastarlo, a non profanarlo, a non distruggerlo, tu non hai più amato, non hai potuto più amare, e io ti credo, ti credo; ma di tutto questo non potrebbe essere soddisfatta che la mia vanità. Quel che riguarda te è ben altra cosa. Sei tu vissuta lietamente? Rispondimi. O non ti si è chiesto conto, con insistenza, del tuo onore, quasi che tutta quanta l'umanità precisamente del -tuo onore- avesse avuto bisogno? E hanno avuto fede nella tua onestà? E si sono contentati di ciò che potevi offrire? E ti hanno permesso di lavorare? Ti hanno permesso di vivere?... Lo vedi! Tu taci.... Non te l'hanno permesso. MADDALENA -(quasi lagrimando)- No, non me l'hanno permesso. Io sono venuta da te, perchè tu sei la sola persona che mi possa difendere e soccorrere. Io mi sento smarrita nella folla peggio che in un deserto. Io non so dove vado. Non so quale avvenire mi aspetti. Non so niente, non so niente.... E se non si trattasse che di me, io non mi dorrei di affidarmi al caso e andrei avanti, avanti, avanti, così, come una pazza, come una cieca; ma io... non sono sola, Antonio. ANTONIO Non sei sola?! MADDALENA Ed ecco quello che ignori, ecco quello che, per non turbare la tua pace, desideravo che tu continuassi ad ignorare. ANTONIO -(trasalendo)- Ma, dunque, quando mi lasciasti.... MADDALENA Non mi sgridare, Antonio, non mi sgridare.... ANTONIO ... Quando mi lasciasti eri madre?! MADDALENA Sì, ero madre! ANTONIO Oh, Maddalena! -(In una effusione d'infinita tenerezza e di rimprovero, impetuosamente la stringe al petto. Un momento di silenzio -- in cui restano avvinti.)- MADDALENA -(con la voce piena di dolcezza)- In quel tempo, ti ricordi?, i tuoi guadagni erano assai scarsi. Tu eri intento a coltivare bene il tuo intelletto, per prepararti a un'attività degna della tua mente elevata. Tuo padre, per secondare il tuo spirito, faceva già dei sagrifizi enormi.... ANTONIO È vero! MADDALENA E dovevo costringerti io a un lavoro soffocante affinchè tu provvedessi alle urgenze d'una nuova famiglia? ANTONIO Mi attribuivi un grande egoismo, Maddalena! MADDALENA No: ero convinta d'essere stata più debole o più innamorata di te, e d'essere tua più che tu non fossi mio. Mi sentivo interamente responsabile io della maternità e m'illudevo che, col tempo, sarei bastata a me stessa e a mio figlio. E, del resto, non avevo forse conseguito il diploma di maestra? Non avevo ottenuto un posto d'insegnante nel paesello dov'era mia zia? Ebbene, tutto ciò mi dette coraggio. Bisognava strapparci il cuore, ma assicurarci la libertà, indispensabile alla lotta della nostra esistenza. Questo ti dissi, e dissi, in fondo, la verità. Erano anche le tue idee. A te parve che io ti amassi meno. Io non tentai di farti ricredere. Ti chiesi perdono, e ci separammo. Uccidevo l'anima mia, ma ti sottraevo all'incubo d'un dovere che non avevi e lasciavo interamente liberi il tuo ingegno e la tua giovinezza. ANTONIO -(fremendo d'impazienza)- E poi? E poi? MADDALENA Le mie illusioni caddero ben presto. La zia mi ricevette malvolentieri. Mi aveva già disprezzata quando io ero venuta a star sola, a Napoli, per istruirmi. E, avvicinandosi i giorni in cui io dovevo dare alla luce il mio bambino, la zia stabilì di nascondermi.... ANTONIO -(con forza)- Tu ti ribellasti. MADDALENA Mi ribellai; ma ella mi mise alla porta, perchè i suoi principii le impedivano di tollerare che nella sua casa rispettata una donna mettesse al mondo un figlio senza avere un marito. Mi rassegnai, e decisi di non mai più accettare neanche le sue elemosine. Come una femmina perduta e pericolosa, fui contemporaneamente licenziata dalla scuola. Nel paesetto, non si parlò che dello scandalo che io avevo dato. E, dopo che il bambino mi nacque, odiata, fuggita da tutti, me ne tornai in città... con poco danaro e con poca salute. ANTONIO -(quasi rude)- E ancora non venivi da me? MADDALENA No, non mi sgridare così! Seppi che ti affaticavi ad attuare un gran progetto di lavoro, e, più tardi, non fui più sicura che tu non ti domandassi se veramente quel piccino fosse tuo. ANTONIO Maledizione alla diffidenza! MADDALENA E, tu capisci, con un figlio da allevare, con un bambino dapprima lattante, poi malaticcio, come potevo io mettere a profitto il mio tempo, la mia mente, o, almeno, le mie braccia? Come potevo, se non altro, cercare, cercare un mezzo di sussistenza e di tranquillità! ANTONIO Era impossibile!... MADDALENA Eppure, qualche cosa tentai, ma sempre provvisoriamente, con poca esperienza di quel che facevo, e quindi tornavo da capo, e poi il bambino mi si riammalava, e poi bussavo ad altre porte, e, fra tante incertezze e fra tanti sforzi, ciò che non mi dava mai tregua era l'insidia... l'insidia d'ogni sorta. Mal vestita, mal ridotta, io mi vedevo insignificante, mi vedevo brutta, e, nondimeno, non c'era uno sguardo d'uomo, giovane o vecchio, povero o ricco, intelligente o sciocco, che non si posasse sulla mia misera persona senza violarne il pudore.... ANTONIO -(la segue con un'attenzione intensa e pietosa. I ricordi di Maddalena si ripercuotono nell'anima di lui, destandovi sensazioni profonde.)- MADDALENA Antonio mio, l'insidia assumeva tutte le forme, si nascondeva dove meno l'aspettavo. ANTONIO Dovunque, Maddalena, dovunque!... MADDALENA Se chiedevo un consiglio, mi si parava dinanzi una tentazione. Se chiedevo un appoggio.... ANTONIO ... si contava sulla più abietta delle ricompense! MADDALENA Si, un'immensa rete d'infamie per prendere un essere così innocuo e così fragile!... ANTONIO Vigliacchi! MADDALENA E in qualche istante di supremo scoraggiamento -(come se rivelasse un mistero terribile)- io ho provato dei brividi strani, e mi è parso di sentire la seduzione, e ho avuto paura della miseria, ho dubitato della mia resistenza! ANTONIO -(alzandosi con impeto di orgoglio e di potenza)- Ah no, perdio! Hai troppo lottato contro una moltitudine ancora perfida e formidabile. Con me, adesso, con me! Non sei tu che puoi indicarmi quale sia il limite della mia responsabilità. Questa mi è imposta dal mondo che abbiamo trovato. Non c'è nulla che ti garantisca la vita? Devo garantirtela io! E fosse pure minacciata da tutte le valanghe d'ingiustizie e di vigliaccherie che travolgono e schiacciano le esistenze più deboli, io te la custodirò con la mia fede, col mio pensiero, con le mie fatiche, con la mia opera, col mio sangue! MADDALENA Oh, Antonio, tu mi dài tanto tanto bene! -(Comincia a giungere, attutito dall'uscio chiuso, il rumore dell'opificio).- ANTONIO E tu, povera piccola mia, mi porti, in un giorno di festa, il fiore gentile del tuo amore, e nei miei nervi di combattente il racconto dei tuoi spasimi suscita nuove energie. Non più il timor panico di turbare la mia pace e d'intralciarmi la strada. Oramai, la mia strada è larga ed è piena di luce! Non vedi che son qui, nel cuore d'un organismo già vitale, che si sottrae ad ogni prepotenza e che fra breve avrà la consacrazione del trionfo? -(Prendendola per un braccio, menandola verso il fondo, facendole salire i gradini e aprendo l'uscio)- Vieni, vieni, guarda, ascolta. -(Il rumore dell'opificio sale e si espande.)- Non ti sembra che palpiti, che frema, che viva, che ingrandisca?!... MADDALENA -(sporge la testa e guarda estatica.)- ANTONIO Qui dentro non ci sono insidie e non ci sono sfruttatori. Ci sono trecento compagni, d'ogni parte d'Italia, i quali mi seguono, mi circondano, mi si stringono intorno e riconoscono in me la potenzialità di mettere un'anima che è mia e che sarà sempre mia in quest'organismo che sarà sempre di tutti. MADDALENA -(guardando affascinata)- Come è bello! ANTONIO Sì, assai bello, soprattutto per chi lo ha creato dal niente. -(Mostrando)- Comprendimi, Maddalena, comprendimi: non c'è nessun congegno in questa officina, non un motore, non una puleggia, non un chiodo, che non risponda a un concetto esclusivamente mio, che nessun altro aveva mai escogitato. E appunto stamane, sai, appunto stamane abbiamo inaugurata una macchina singolare, una macchina che potrà quintuplicare la nostra lavorazione. Salutala, Maddalena, salutala col tuo sorriso. Guarda: è quella che nel mezzo della sala signoreggia come una regina. Oh, fra quattro o cinque anni, se la mia stella non m'inganna, noi avremo reintegrato il capitale, avremo battuta la concorrenza, avremo stritolati i nostri avversari! -(Resta intento, con gli occhi rivolti all'officina.)- MADDALENA -(timida)- Sono molti? ANTONIO -(con fede)- No. MADDALENA Sono potenti? ANTONIO -(sempre avendo gli sguardi fissi all'officina -- con una specie di autosuggestione)- No. MADDALENA Sono cattivi? ANTONIO Sì! -(Silenzio. -- Tutti e due guardano. -- Si ode soltanto il rumore solenne.)- SCENA ULTIMA. ANTONIO, MADDALENA, MICHELE, -il- MORO. ANTONIO -(a voce alta per farsi sentire nell'officina)- Che cosa fa il Moro con quella carta in mano? -(Sorpreso)- Ora l'ha gettata a terra! scriveva, o disegnava. -(Energicamente)- Papà Michele, prendi quella carta, prendi quella carta. Egli scappa.... Afferralo! -(Gridando più forte:)- Qui, babbo, qui. E che nessun altro venga quassù! -(Rientra nella stanza.)- -(Il rumore delle macchine cessa come per una sospensione di attesa.)- MADDALENA Chi è il Moro? ANTONIO È un giovanotto imberbe che noi chiamiamo così per la faccia bruna che ha. M'è sempre parso un bravo ragazzo. MADDALENA E che faceva? ANTONIO Lo sapremo. MICHELE -(tenendo per un braccio il Moro, viene dal fondo)- Ecco. IL MORO Lasciatemi, ora. ANTONIO -(a Michele:)- Lascialo. MICHELE -(vedendo Maddalena)- Oh, signorina Maddalena! MADDALENA -(stringendogli la mano)- Sono qui. ANTONIO -(al Moro:)- Perchè volevi fuggire? IL MORO Non so.... Ho avuto paura. ANTONIO Di che? IL MORO Non so.... ANTONIO E che è quella carta? MICHELE -(gliela dà.)- ANTONIO -(guardandola)- Questo è il rendiconto preciso della prova di stamane! -(al Moro:)- Hai notato i più minuti particolari. IL MORO Sono degli appunti.... Mi piace d'imparare. ANTONIO E ne hai anche degli altri?... IL MORO No. ANTONIO Ma i tuoi occhi, che non sanno guardarmi, dicono di sì. IL MORO No. ANTONIO Però, questi appunti si riferiscono a disegni già fatti. Il disegno della nuova macchina è indicato con le lettere M N. Fammi vedere i disegni. IL MORO -(tremando)- Non li ho. ANTONIO Li hai conservati a casa tua. IL MORO No. ANTONIO E a chi li hai dati? -(Un silenzio.)- ANTONIO -(chiaroveggente, penetrante, terribile, accostandosi a lui, parlandogli quasi all'orecchio:)- A chi li hai venduti? -- Non rispondi? -- Non neghi di averli venduti?! IL MORO Erano poche linee sbagliate.... Non se ne poteva avere un'idea chiara. ANTONIO Ma... avevi promesso il resto.... Avevi promesso le rettifiche. Avevi promesso tutto? IL MORO Forse non avrei avuto il coraggio di.... ANTONIO Con chi hai contrattata la vendita infame? -(Pausa.)- -(Con forza)- Non tacere adesso, perchè questo lo voglio sapere! IL MORO -(sempre più tremante e abbassando gli occhi)- Col figlio del signor Salviati. ANTONIO Ah! -(Gli si avventa addosso.)- MADDALENA Antonio! ANTONIO -(liberandolo e retrocedendo)- No, non l'uccido. Non devo ucciderlo. -(Al Moro:)- E non ti denunzio neppure. Tanto, i giudici non capirebbero il valore di ciò che mi rubavi. IL MORO -(umiliandosi)- Lo dirò io stesso. Mi farò condannare.... Io sono un ingrato, un miserabile! Oramai, per me, meglio finirla in carcere! -(Piange.)- MADDALENA -(Si avvicina ad Antonio in atto d'intercessione.)- ANTONIO -(un po' pensoso e pietoso)- No, in carcere non si finisce: si ricomincia. -(Al Moro:)- Ne usciresti esasperato... peggiorato. E se anche ciò non fosse, non troveresti più indulgenza. Saresti irremissibilmente perduto. Perfino i ladri come te, purchè avessero avuto la prudenza di commettere soltanto i furti consentiti dal mondo civile, ti disprezzerebbero. -(Pausa.)- Avevi già avuto il denaro? IL MORO Sì. ANTONIO Vuoi restituirlo? IL MORO Sì. ANTONIO Dammelo. Lo manderò io al signor Salviati. IL MORO -(mette fuori del danaro e lo pone sulla scrivania.)- ANTONIO Sta bene. Ritorna al tuo lavoro. MICHELE -(a Maddalena, -- commosso.)- È un angelo! IL MORO Oh!... -(Piangendo di gratitudine, prende le mani di Antonio per baciargliele.)- ANTONIO -(ritirandole)- No. Questo no. -(Con un gesto severo, ma non crudele, gli impone di uscire indicandogli l'officina.)- IL MORO -(esce.)- ANTONIO -(a Michele:)- Accompagnalo tu, babbo. La tua presenza basterà a rassicurare i compagni. MICHELE -(lo bacia in fronte, e via.)- MADDALENA -(paurosamente)- Oh, Antonio!... ANTONIO Cos'hai, piccola mia? MADDALENA Io temo, io temo tanto! ANTONIO Perchè? MADDALENA Quel signor Salviati... è il tuo nemico? ANTONIO È il mio nemico. MADDALENA Può farti molto male? ANTONIO E non ti sembra che mi guidi e mi sorregga un diritto più forte di ogni male, più grande d'ogni bene?! MADDALENA -(con fede e commozione)- Sì. ANTONIO E va, va, va a prendere nostro figlio.... Questa è la casa tua! È la sua casa! Va, corri, piccola mia, corri, corri.... Io vi aspetto. MADDALENA -(gli si abbandona gettandogli le braccia al collo come una bimba, con gli occhi gonfi di lagrime di gioia.)- ANTONIO -(la tiene e la bacia in un misto di esultanza e di intima dolcezza.)- -(Un silenzio.)- Va.... MADDALENA -(Si allontana, -- esce.)- -(Sipario.)- ATTO SECONDO. -Una camera squallida. -- Un tavolino. Poche seggiole vecchie. Un divano sdrucito. In un angolo, un baule. Niente altro. -- Una porta in fondo. Un'altra alla parete destra. -- È sera. Sul tavolino è acceso un lume a olio.- SCENA I. MADDALENA e PETRUCCIO. -(Sono tutti e due seduti presso il tavolino.)- MADDALENA Aspetta. -(Si alza; va a prendere della carta che è sul baule; torna a sedere, e con un pezzo di quella carta costruisce una piccola barca.)- Guarda com'è bellina, questa! PETRUCCIO Una barca? MADDALENA Già, una barca. PETRUCCIO Un'altra più grande, adesso. MADDALENA Un'altra più grande. -(Comincia a costruirla, piegando la carta.)- PETRUCCIO Un bastimento col vapore. MADDALENA Eh, col vapore, non si può fare di carta. PETRUCCIO Quello quando venimmo per mare, ti ricordi?... MADDALENA Si, mi ricordo: quando venimmo da Napoli a Genova.... PETRUCCIO ... era col vapore. MADDALENA Sì, quello lì era col vapore. PETRUCCIO Perchè? MADDALENA Perchè doveva camminare in fretta. PETRUCCIO Come sulla ferrovia? MADDALENA La ferrovia, tu non l'hai vista mai. PETRUCCIO Ma la so, chè me l'ha detta il nonno quando papà è partito. MADDALENA E dov'è andato, papà, dov'è andato? PETRUCCIO A Napoli è andato, chè a Napoli c'è la sua officina. MADDALENA -(carezzandolo)- No, angelo caro, l'officina non c'è più. PETRUCCIO Perchè non c'è più? MADDALENA -(tristemente)- Eh! Perchè così è! Vedi che bastimento! C'è anche il fumaiolo. -(Glielo mostra.)- PETRUCCIO Allora, lo hai saputo fare col vapore. MADDALENA E no. Ci vorrebbero le macchine. PETRUCCIO Papà le sa fare. MADDALENA Lui, sì. PETRUCCIO E perchè non è tornato, oggi? MADDALENA Forse tornerà stasera. Anzi... -(per chetarlo)- certamente tornerà. PETRUCCIO E porterà anche il pranzo? MADDALENA S'intende. -(Scrolla il capo. Indi, poggiando i gomiti sulla tavola, stringe la fronte fra le mani, presa dallo sconforto e dalla pena che le desta il suo bimbo.)- -(Un silenzio.)- PETRUCCIO Sei malata? MADDALENA -(scotendosi e dissimulando)- No, no, non temere, mamma tua sta benissimo. PETRUCCIO Hai fame tu pure? MADDALENA Nemmeno. -(Un silenzio.)- PETRUCCIO Vogliamo stare un poco vicini vicini? Vicini vicini sul divano, come piace a te? MADDALENA Sì, amore mio. -(Lo abbraccia e lo bacia.)- PETRUCCIO -(la tira per la veste sino al divano. Ella vi si rincantuccia. Egli le si mette sulle ginocchia, le si aggrappa al collo, premendole il ventre e il petto, piegando la testa sulla spalla di lei, e sospira.)- MADDALENA Angelo caro, mamma tua soffre un tantino così. Senti. Sai come devi fare? Stendi le gambine sul divano e poggia la testa sulle ginocchia di mamma tua. Anche così staremo vicini. PETRUCCIO -(mettendosi come ha detto lei)- E noi, quando andiamo un'altra volta a Napoli, insieme col babbo? MADDALENA A Napoli, no, non dobbiamo più andarci. Abbiamo avuto dei dispiaceri, laggiù. PETRUCCIO E papà perchè ci è andato? MADDALENA Ci è andato per fare del bene a Petruccio, per fare del bene a mamma tua.... PETRUCCIO -(interrompendola)- Te l'ha scritto? MADDALENA Sicuro che me l'ha scritto. PETRUCCIO Voglio sentire come t'ha scritto. 1 ' ' . , 2 , , , 3 . 4 5 6 7 - ( : ) - . 8 9 10 11 - ( ) - ! , ! 12 . . 13 14 15 16 - ( ) - . . . . 17 18 19 20 - ( ) - , ! - ( 21 , ' . ) - 22 23 24 25 , ! 26 27 28 29 - ( , : ) - ! - ( 30 , , ) - ! 31 32 33 34 ! ! 35 36 37 38 ! 39 40 41 42 ' ! ! 43 44 - ( , , , . ) - 45 46 47 . 48 49 , - - . 50 51 52 53 54 - ( ) - , ' 55 ? , , , ? 56 - ( . ) - 57 58 - - ! 59 60 - - ! . . . 61 62 - - ! . . . 63 64 65 66 - ( , ) - ! ! ! 67 68 69 70 - ( , . . ) - 71 72 73 74 - ( , , , ' , , 75 , . ) - ? - ( 76 . ) - 77 78 79 80 ' ? . 81 ? 82 83 84 85 ' ! , , 86 ? 87 88 89 90 ? 91 92 93 94 . 95 96 97 98 , ! , . 99 , , ' . . . . , , 100 , , , . . . . 101 102 103 104 . 105 106 107 108 , ' . 109 110 111 112 , , ! . . . - ( ) - ! , 113 ! 114 . , , ! 115 116 117 118 - ( ) - ! 119 120 121 122 - ( ) - . , 123 , , , , ? 124 , ? 125 ? 126 127 128 129 . 130 . . . . 131 132 133 134 ? , , 135 . 136 137 138 139 . 140 141 142 143 ! 144 145 146 147 ' , ' , , ' 148 . . . . 149 , 150 . . . 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