passo verso Riccardo, per togliergli di mano le carte)-.
RICC. -(quasi istupidito, afferra le carte e le salva)- Ah, no!
PRINC. Lo voglio!... Qui comando io! -(continuando, con grande
commozione)- Sotto le rovine della Società... resterà travolta la mia
fortuna... non l'onore della mia famiglia!
RICC. -(pallido, fremente, ma risoluto)- Eccellenza... l'onore della sua
famiglia... vale il mio!... E queste carte non usciranno dalle mie
mani... finchè io non le avrò poste al sicuro dalle accuse di chi ha...
rubato qui!... -(stringe le carte tra le mani, con moto convulsivo, e fa
per uscire)-.
TUTTI. -(balzando in piedi, furiosamente)- Non lo lasciate uscire!... È
troppo!... Ladri noi?!... Ma il ladro, è lui!... Fermatelo!!... -(alcuni
trattengono Riccardo: altri, sempre minacciosi, sulla porta, si
preparano a sbarrargli la via. -- Grande chiasso e confusione. --
Quadro!)-.
PRINC. -(ergendosi della persona, alto, solenne)- Silenzio!...
Lasciatelo uscire!... -(movimento e meraviglia in tutti)- Lo voglio!...
-(a Riccardo)- Signore, domani.... lei mi darà quelle carte!
RICC. -(vincendosi a stento)- Sì... se lei assumerà... con atto
formale.... la piena responsabilità dell'azienda!
PRINC. -(solenne, c. s.)- Quest'atto... lo avrà!... -(vinto dalla
commozione, si avvia verso la comune, sostenuto da Tommaso e da
Ottavi)-.
-(Gustavo, Fabrizio e gli altri lo seguono, gesticolando,
parlando animatamente, e gettando sguardi d'odio e di sprezzo
sopra Riccardo; che, ritto in piedi, pallido, fremente, ride
convulsivamente, con grande sarcasmo)-. -- -(Quadro)-.
-(Cala la tela)-.
FINE DELL'ATTO TERZO.
-ATTO QUARTO-
=Gabinetto-salotto= nell'appartamento privato del Principe. --
Scrivania con sopra libri, carte ecc. -- Mobili artistici,
quadri alle pareti, vasi di porcellana ecc. -- Porta nel fondo,
e porta laterale.
SCENA I.
-=Principe= e =Tommaso=; indi =Esther=.-
PRINC. -(è seduto sopra una poltrona vicino a una tavola ingombra di
libri, di carte e di giornali: ha l'aspetto d'uomo abbattuto,
sofferente: è molto agitato)- Che infamia!
TOMM. -(dall'altra parte della tavola, con un giornale in mano,
interrompendo la lettura)- Basta, Eccellenza!... Mi permetta di non
leggere più... -(fa per gettare il giornale)-.
PRINC. -(nervoso, convulso)- No!... continua... Voglio sentir tutto!
TOMM. Perchè tormentarsi così?!
PRINC. Leggi... leggi!... Lo voglio!
TOMM. -(rassegnato, leggendo)- «La condotta della Duchessa spiega tutta
la catastrofe. Sono inutili i commenti!»
PRINC. Oh, sì... inutili!... -(dà un altro giornale a Tommaso)- E
questo?!... Cosa dice?!... Guarda lì... è segnato in rosso!
TOMM. -(leggendo)- «Oramai si fa piena luce sulla famosa Società per il
quartiere Lanfranchi.... Tra il Direttore e una dama aristocratica,
della quale tutti conoscono il nome, correvano delle relazioni che non
erano solamente d'interessi.... Di qui, la restituzione del milione di
lire, cagione prima della catastrofe.»
PRINC. -(interrompendo, fremente, imperioso)- Va' innanzi... va'
innanzi!
TOMM. -(continuando)- «Ciò spiega la sollecitudine avuta dal Principe
nell'addossarsi tutte le passività, e nel far ripartire per l'America
l'Ingegnere... Si spera così di soffocare lo scandolo; ma non sarà
facile!»
PRINC. -(con dolore, affranto)- Pur troppo!... Oh, questo colpo è il più
terribile!... Ma, dunque, tutti conoscevano le relazioni di Silvia con
l'Ingegnere!... Anche tu?!
TOMM. Le ho sospettate... ma non avrei mai creduto....
PRINC. E perchè non hai parlato?!
TOMM. Per non darle un dolore!
PRINC. Hai fatto male!... Un mese fa avrei troncato tutto, senza
scandolo... mentre oggi... lo vedi!... col pretesto della rovina
finanziaria della Società... si stampano di queste infamie!
TOMM. Ma se lei vuole, può imporre il silenzio... con delle brave
condanne!
PRINC. De' processi!?... Sarebbe peggio!... E che fa ora la Duchessa?
TOMM. -(fingendo)- Non so!... Esther, forse, potrebbe dirglielo.
PRINC. Chiamala!... -(Tommaso s'affaccia alla porta di destra, e dà un
ordine)-. Spero che non vorrà restar qui... e affrontare lo scandolo!
TOMM. Sarebbe un'imprudenza... anzi... un'audacia!
PRINC. -(vivace)- Che io non le permetterò!
ESTH. -(entrando)- Sua Eccellenza mi vuole?
PRINC. Sì... vieni!... -(con aria di rimprovero)- Anche tu sapevi?!...
-(con ira)- E, forse, sei stata sua complice?!
ESTH. -(con islancio)- Che dice mai, Eccellenza?!... Le giuro... che
ignoravo tutto!
PRINC. -(tranquillandosi)- Davvero?!
ESTH. Sulla mia vita!
TOMM. -(insinuante)- Può crederle... Esther è incapace di mentire.
ESTH. -(con simulata ingenuità)- Io mi sono sempre occupata
esclusivamente del Signorino.
PRINC. Che ora va in collegio.
ESTH. -(con finto dolore)- Lo so!... La signora Duchessa me lo ha
detto!... E mi ha anche licenziata!
PRINC. E ciò ti addolora?
ESTH. Sono sola... resto sulla strada!
PRINC. Provvederò io anche a te!... E, ora, dimmi: che fa la Duchessa?
ESTH. È chiusa nel suo appartamento con la cameriera.... Credo prepari
le valigie per partire.
PRINC. Per dove?
ESTH. Non so!... Forse, per villa Santi... Ho visto che ha spedito de'
lunghi dispacci a sua zia!
PRINC. -(vivace)- Prima che parta voglio vederla!... Diglielo!
TOMM. Eccellenza... perchè questo colloquio?
PRINC. Lo voglio!
TOMM. -(insinuante)- Sarà un nuovo tormento!
PRINC. -(imperioso, a Esther)- Hai capito?... Voglio vederla!
ESTH. -(inchinandosi)- Ubbidisco! -(via)-.
TOMM. -(insistendo)- Creda, Eccellenza... fa male a procurarsi questo
nuovo dolore... nello stato di abbattimento in cui si trova!
PRINC. -(con riso ironico)- Hai paura che non resista a tante scosse?!
TOMM. Oh Dio!, Eccellenza!... C'è di che abbattere la fibra più
vigorosa!... -(insinuante)- Se almeno avesse lasciato ad altri la cura
di liquidare la Società!... Ma vuol far tutto lei!
PRINC. -(vivace)- È impegnato il mio onore!
TOMM. Sta bene... ma... quando lei ha risoluto il da fare... per
l'esecuzione, può affidarsi a qualche persona pratica d'affari, che
abbia la mente fredda.... Lei è troppo... sempre gran signore!... Non
vede i tranelli che le tendono gli affaristi... e, con l'intenzione di
far bene, si esporrà a nuove perdite!
PRINC. Non credo!... E, poi, lasciami provare!... Il mio nome... la mia
condizione... servono ancora a facilitare certe trattative.... Ci sono
molti che s'interessano per me... ho fondate speranze di ajuto.
TOMM. Oh, Eccellenza... non s'illuda!... Quando si tratta di
promettere... tutti son pronti... ma prima di sborsare de' capitali!
PRINC. Eppure, io ho ancora fede... Ottavi lavora attivamente... e se si
può concludere un grosso prestito....
TOMM. Altrimenti?!
PRINC. Farò quello che hai detto tu!... Venderemo i quadri... i cavalli:
affitteremo....
TOMM. E lei vorrebbe presedere a una simile liquidazione!?
PRINC. -(vivace)- Ah, io no... mai!... Se vi sarò forzato, darò ampia
procura al più fidato, e al più devoto de' miei!
TOMM. -(agitato)- A chi?
PRINC. -(sorridendo)- A te!
TOMM. -(fingendo grande maraviglia)- A me, Eccellenza?!
PRINC. Chi altri troverei più intelligente.... più pratico?!
TOMM. Oh, molti!... ma nessuno più devoto!
PRINC. Per questo sarai il prescelto!
TOMM. E vostra Eccellenza resterà a Roma?
PRINC. No!... Me ne anderò a Ginevra... all'eremitaggio.
TOMM. Ma non solo!?
PRINC. Con chi?!
TOMM. -(piano, insinuante)- Potrebbe far venire con sè Esther... per
governare la casa!
PRINC. -(con suprema indifferenza)- Lei... o altri!... Quando tutto
fosse finito... che cosa m'importerebbe più di vivere?
TOMM. -(vivace, con sollecitudine)- Oh, non si sconforti così!
PRINC. -(scotendosi)- Hai ragione!... -(con forza)- Ma sei tu che mi fai
dubitare di tutto!... Lasciami ancora sperare!... -(si alza, e passeggia
agitato per la stanza; mentre Tommaso, con giuoco di fisonomia,
manifesta l'interna soddisfazione d'aver trascinato il Principe a
quell'ordine di idee)-.
SCENA II.
-=Gustavo= e =detti=; indi =Ottavi=.-
GUST. -(entrando, con calore al Principe)- Oh, caro zio!... Elena è
angosciata, fremente, per questo scandolo... Verrà lei stessa a
dirglielo.... Io, poi, ne sono furioso.
PRINC. -(freddo)- Grazie... grazie!... ma, con tutta la tua ira, non hai
saputo nemmeno rendermi il servigio che ti ho chiesto!
GUST. Co' giornali?!... L'ho tentato; e i più autorevoli di Roma hanno
avuto il maggiore riserbo... ma che colpa ho io se, oltre i giornalisti
conosciuti, c'è qui una nidiata di corrispondenti anonimi, che appestano
la provincia co' pettegolezzi della capitale?!... Non bisognava lasciar
partire Riccardo!... Doveva restar qui lui... a liquidare la Società...
e a rispondere di tutto!
PRINC. E farvi processare per truffa!
GUST. Eh, via!... Una volta che aveva restituito i documenti, era
disarmato!
PRINC. Li ha restituiti, in cambio della promessa da me fattagli di
assumere tutta la responsabilità legale della gestione!... E tu, ora, mi
fai una colpa di avervi salvati?!
TOMM. -(vedendolo giungere)- Il commendator Ottavi.
PRINC. -(andandogli incontro, con ansietà)- Ebbene?!
OTT. Ottime notizie!... Il Ministro s'interessa vivamente a lei.... Il
suo tratto nobilissimo ha prodotto la miglior impressione.... Si farà di
tutto per ajutarla!
PRINC. -(con sincera commozione)- Grazie!
OTT. Ma ho ancora di meglio... Ho trovato una persona pronta a sborsare
il danaro... per coprire le passività di un'indole... sì... un po'
delicata... che potrebbero darle noja!
PRINC. -(con speranza)- Davvero?!
GUST. -(incredulo, diffidente)- Possibile?!
OTT. Sì... sì!... Farebbe un mutuo a lunga scadenza... anche per una
somma vistosa!
GUST. Ma vorrà delle garanzie....
OTT. Oh, queste sì!
PRINC. e Gust. -(insieme)- Quali?!
OTT. Un'ipoteca su' beni.
GUST. -(con crescente diffidenza)- Ah!
PRINC. -(con rammarico)- Non posso darla!
OTT. E perchè?
PRINC. Non sono miei!... Io godo solo l'usofrutto!
OTT. Come?!... Il palazzo... le ville....
PRINC. Il palazzo... le ville... le grandi tenute... l'intiero
patrimonio... appartengono a Maurizio.
OTT. E i poderi delle Marche?
PRINC. A lui, e a Fabrizio... Io non ho nulla!
OTT. Oh, ma tutto questo non rende impossibile l'affare!... I suoi figli
acconsentiranno certamente.
GUST. Ne dubito!
PRINC. Maurizio è stato sempre contrario a' miei progetti!
OTT. Ma oggi è tutt'altra cosa!... È questione di parola data.... di
dignità... di onore!... E il Duca, che è un perfetto gentiluomo, lo
capirà meglio d'ogni altro.
PRINC. Lo crede lei?!
OTT. Ne sono convinto!... Faccia appello al suo cuore... alla sua
fierezza... e, trattandosi di salvare il prestigio della Casa,
acconsentirà certo.... Ne sono così persuaso che, se lei me lo permette,
assumerei l'incarico di persuaderlo!
PRINC. -(con gioja)- Davvero?!... Lei farebbe questo?!
OTT. Perchè no.... se me lo consente?
PRINC. Ma con gioja!... Lei mi risparmia un dialogo penoso.... e, forse,
un'umiliazione.
OTT. Allora vado subito.
GUST. Vengo anch'io.
PRINC. -(trattenendolo)- Tu no!... Guasteresti la cosa.
GUST. -(protestando)- Oh, perchè!?... Io ajuterò il Commendatore.... Ho
una certa infarinatura negli affari... e so come va preso Maurizio...
-(con intenzione)- Il mio intervento non sarà inutile!... -(a Ottavi)-
Che ne dite, Commendatore?
OTT. -(freddo, imbarazzato)- Certo.... non potrà far male.
GUST. -(trascinando con se Ottavi)- Andiamo dunque... -(via)-.
PRINC. -(a Tommaso)- Che te ne pare?!
TOMM. Non ho fiducia!... Il signor Duca è contrario... e il Marchese
farà di tutto per fargli dire di no!
PRINC. Con quale interesse?!
TOMM. Quello che ha lui... e un'altra persona... che il Duca sia sempre
molto ricco!... -(azione del Principe. -- Vedendo giungere Silvia)- La
signora Duchessa.
PRINC. Lasciami con lei! -(Tommaso s'inchina, ed esce)-.
SCENA III.
-=Silvia= e il =Principe=.-
PRINC. -(con ira, a stento repressa)- Disgraziata!... quale scandolo!
SIL. -(abbattuta, affranta, rimane silenziosa, immobile)-.
PRINC. -(c. s.)- Come avete potuto dimenticare così la vostra dignità...
il vostro nome?... -(pausa)- Rispondete!
SIL. Lo amavo!
PRINC. E osate anche invocare questo amore in vostra difesa?
SIL. No!
PRINC. E, allora, quale scusa alla vostra colpa?
SIL. Nessuna!... Anzi, non provo che un rimorso... quello di non averlo
seguito!
PRINC. Come?!... come?!
SIL. Sì!... Al momento di lasciar Roma... dove, tra corrotti e
corruttori, non aveva trovato che offese, ingiustizie, dolori, per
tornarsene a New-York, in mezzo a della gente che aveva imparato a
stimarlo e ad amarlo.... egli mi propose di seguirlo.... Là era certo di
trovar lavoro degno di lui... e, col lavoro, la ricchezza e la
gloria!... Mi prometteva così un'esistenza di pace... di amore!... E io
ero determinata a seguirlo!... Sentivo che là... con lui... era la
vita!... Eppure, non ne ebbi il coraggio!.... Egli supplicò...
pianse.... ma invano!... Non ho potuto... non ho avuto coraggio!...
-(dopo una breve pausa)- Non si è nate e cresciute impunemente in questo
ambiente di debolezze e di viltà... che si chiamano etichetta,
convenienze sociali!... L'energia non è che il risultato di tutta la
nostra natura!... Non si può essere energici, risoluti, una volta sola
nella vita... O si è sempre, o non si è mai!... Forse, io ero nata
forte... ma, nell'ambiente in cui crebbi, la mia indole s'è
paralizzata!... Qualche cosa di guasto, di corrotto, s'infiltra sempre
nel nostro sangue.... non foss'altro, la tenacia con la quale difendiamo
la nostra viltà!... Sì!... io sono stata vile.... vile.... e l'ho
perduto!
PRINC. -(maravigliato)- Ed è questo il solo sentimento che domina la
vostra anima?!
SIL. Il solo!
PRINC. E non sentite nessun ribrezzo?!
SIL. No!
PRINC. Nemmeno il rimorso di avere spezzato ogni vincolo con la gente
onesta?
SIL. La gente onesta?!... Quale?!
PRINC. Neanche il sarcasmo... il disprezzo del mondo!?
SIL. Oh, il mondo!?... Vi chiederò ancora: quale?!... forse, quello che
m'ha fatta così?... -(con calore crescente, e fremendo)- Sì!... quando
sono entrata, senza amore, in questa casa, ero ancora buona!... Benchè
poco illusa sulla felicità che potevo attendermi, ero disposta ad amare
mio marito... o, almeno, a essere per lui un'amica sincera!... Senza
grandi ideali... oramai le fanciulle del nostro mondo non ne hanno
più!... ma con quella fierezza, che, spesso, è virtù... Altera, superba
di rappresentare una bella parte... risoluta a prenderla sul serio... e
a essere la dama irriprensibile.... rispettata da tutti!... Cosa ho
trovato qui?!... -(dopo un'altra breve pausa)- Mio marito non interruppe
neanche per poche settimane le sue tresche con donne da teatro, note a
tutta Roma!... Sino da' primi mesi, io non potevo andare a uno
spettacolo, senza il pericolo che, dal palcoscenico, mi dardeggiasse lo
sguardo di una cantante... o di una ballerina... protetta dal Duca!...
Me ne lagnai con lei... e lei stesso... che è il padre!... rispose alle
mie rimostranze ridendo: -- Una donna come me, non deve nemmeno
accorgersi di simili rivali!... -(con ironia convulsa)- Quelle donne,
che i nostri mariti pagano... non contano... no... nella loro vita!...
Non sono delle amanti... ma degli oggetti di lusso... imposti dalla
condizione sociale... come il tiro a quattro per le corse... e la grande
livrea per i lacchè!... Oh, se il Duca avesse -un'amica- del nostro
mondo... allora... sì... ci sarebbe offesa... e io avrei ragione di
dolermi! -- Così... così, mi ha parlato lei!... E perchè l'offesa ci
fosse, Maurizio scelse l'-amica- tra le nostre dame.... Sì, una
-parente-... Elena!... E quando io chiesi che le fosse almeno vietata la
porta di questo palazzo... mi si rispose con un rifiuto... per evitare
lo scandolo!... E, ora, con questi esempj... con queste provocazioni...
lei si maraviglia della mia condotta... del mio linguaggio?!
PRINC. Mi maraviglia e mi addolora... perchè vi credeva migliore delle
altre... e speravo che la fierezza della vostra anima, e l'orgoglio del
nome che portate... vi servissero di difesa contro tutte le
seduzioni!... E perchè... sapendoti buona... e avendoti vista
soffrire... avevo fede che non avresti mai fatto piangere gli altri!...
Lo scandolo d'oggi, vedi, m'avvilisce... più di ogni altra sciagura!...
Oh, perchè non hai trovato in te stessa la forza di restare onesta!
SIL. E perchè non mi fu mai parlato così prima d'ora?!
PRINC. -(protestando)- Ma non ti ho io trattata sempre come mia
figlia?!... Che cosa potevo fare di più?!
SIL. Amarmi... difendermi!... -(dopo una breve pausa)- Lei mi ha dato
l'appartamento più bello del suo palazzo... non la parte migliore del
suo cuore... che è rimasto a Elena!
PRINC. Non è vero!
SIL. -(continuando)- Ho avuto tutti i bagliori del grado e della
ricchezza, non un affetto!
PRINC. E tuo figlio?!
SIL. -(scossa)- Mio figlio!?... Sì!... Ebbene... lo amo!... -(cupa)- Ma
è il figlio di Maurizio... sicchè non mi spaventa neppure il pensiero
che egli, un giorno, saprà quello che ha fatto sua madre!... -(dopo una
breve pausa)- Se dovesse crescere in un altro -ambiente-, dove c'è
qualche cosa di vivo... di potente, rabbrividirei al pensarci!... Ma
educato da suo padre... -(con ironia amara)- dalle facili vittorie che
sorridono sempre agli eredi delle grandi fortune... imparerà ben presto
a disprezzare tutte le donne... e non sarà molto maravigliato se sua
madre....
PRINC. -(con grande vivacità, interrompendola)- Non dirlo... sarebbe
orribile!
SIL. -(con sincerità)- E voglia Dio che non avvenga! -(con crescente
commozione)- Ma se egli, mal vostro grado, crescerà buono... mi
comprenderà... e mi perdonerà!... E dovesse anche disprezzarmi....
ebbene, soffrirei rassegnata il suo disprezzo, per il supremo conforto
di sapere così che non rassomiglia a suo padre!
PRINC. E ora che cosa contate di fare?!
SIL. Parto questa sera!... Mi ritirerò in campagna con mia zia... -(con
accento commosso)- Non mi vedrà più! -(fa per andarsene)-.
PRINC. -(combattuto, dopo una breve lotta)-. Addio!
-(Silvia s'avvia per uscire dalla porta di sinistra, quando
s'incontra con Maurizio. -- Si ferma piena di alterezza)-.
SCENA IV.
-=Maurizio= e =detti=.-
MAUR. -(entrando, vede Silvia: si ferma, e dice al Principe)- Non è
solo?!... Ritornerò!... -(fa per andarsene)-.
PRINC. Resta!... -(alludendo a Silvia)- Ogni spiegazione è inutile tra
voi!... Silvia ci lascia... non vi vedrete più!
MAUR. -(al Principe)- E dove porterà costei il disonore del nostro nome?
SIL. In nessun luogo!... Il vostro nome lo lascio con gioja!... Quello
della mia famiglia mi basta!... E se un giorno la legge ve lo
consentirà... create pure un'altra Duchessa Lanfranchi!... Non sarà
migliore di me!
MAUR. -(con violenza)- Disgraziata!... -(le si scaglia contro)-.
PRINC. -(trattenendolo)- Maurizio!... -(Silvia, superba, sprezzante,
scrolla le spalle, e si dirige verso la porta di sinistra. -- Vedendo
venire dalla Galleria Elena e Gustavo, muta strada: passa altiera
davanti a loro; e, con alterigia e disprezzo, li guarda fissi tutti)-.
SCENA V.
-=Elena=, =Principe=, =Tommaso=, =Maurizio=, =Gustavo= e
=Fabrizio=.-
ELENA. -(appena uscita Silvia, si slancia nelle braccia del Principe)-
Caro zio!... È stata proprio una disgrazia che quella donna sia entrata
nella nostra famiglia!
PRINC. -(abbattuto)- Basta... basta!... Non devo a lei sola i miei
dolori!... -(a Maurizio, con ansia)- Ebbene?!... Ottavi ti ha parlato?!
MAUR. Veniamo appunto per questo.
PRINC. -(c. s.)- E così?!
MAUR. Ciò che propone Ottavi è assurdo!
PRINC. -(con crescente commozione)- Come?!
MAUR. Sarebbe la rovina della Casa!
PRINC. Una semplice garanzia?!
MAUR. Dopo garantito... bisogna pagare... e... non potendolo...
anderebbero all'asta il palazzo e le ville.... Sarebbe così distrutto il
patrimonio della famiglia!
PRINC. Oh, quale esagerazione!
MAUR. Il pericolo esiste... ed è mio... anzi nostro dovere... di
scongiurarlo.
PRINC. -(maravigliato)- Facendomi mancare alla parola data?!
MAUR. -(sempre freddo)- Lei non può dar altro che ciò che ha!... Nessuno
le chiederà di più!
PRINC. Ma è impegnato il nostro onore!
MAUR. L'onore di casa Lanfranchi non ha nulla a che fare con
gl'interessi della Società!... Lei ha fatto fin troppo a sacrificare
somme ingenti a beneficio d'ingordi speculatori... e sarebbe un delitto
consentirle nuove pazzie!
PRINC. -(sempre con grande esaltazione)- Dunque, tu rifiuti?!
MAUR. Recisamente!
PRINC. Bada!... Il tuo rifiuto può spingermi agli estremi...
-(minaccioso)- e, con una parola, posso toglierti ogni illusione di
essere, fino da oggi, tu solo il padrone!
MAUR. -(freddissimo, come sempre; e quasi in aria di sfida)- La dica!
PRINC. -(c. s.)- Posso, volendo, vendere tutto ciò che ho comperato da
me... affittare il palazzo... le ville... Posso privarti, fin che vivo,
del lusso e del fasto... che sono il tuo solo orgoglio!
MAUR. -(c. s.)- Lo faccia, se lo crede!... ma sarà tutta -sua-...
esclusivamente -sua-... la responsabilità di questo nuovo scandolo!...
Io non sarò mai complice della rovina di mio figlio... e della mia
Casa... per salvare un'impresa di pazze speculazioni edilizie, che ho
sempre disapprovato!
PRINC. -(fremente d'ira e di commozione, a Fabrizio)- E tu, che hai
promosso queste speculazioni... e sei stato il -cattivo genio- della
Società.., cosa rispondi!?
FABR. -(freddamente)- Come Maurizio!
PRINC. -(con iscoppio d'ira)- Ah, siete d'accordo oggi.... e per la
prima volta?!... D'accordo, contro vostro padre!
GUST. -(insinuante)- Ma... hanno ragione!
PRINC. -(con ira)- Tu, taci!
ELENA. -(affettuosamente, insinuante)- Caro zio, parlano nel suo
interesse... nell'interesse della famiglia!
PRINC. -(con nuovo scoppio d'ira)- Non ho più una famiglia, io!... Ho
messo tutto il mio cuore... tutta la mia anima... per crearne una che
servisse di esempio agli altri... e proprio da essa ho i maggiori
dolori!
ELENA. -(c. s.)- No, non parli così!... Lo creda, l'amiamo tutti!
PRINC. -(con forza, svincolandosi da Elena, che gli si è avvicinata come
per abbracciarlo)- Basta... basta!... non ho più nulla da dirvi!...
Andate pure!... So quello che devo fare!... -(Elena vorrebbe insistere:
gli altri fanno un'azione come per parlare)- Andate tutti!...
-(spingendo anche Elena)- Lasciatemi solo!... -(siede, convulso,
abbattuto, sopra una poltrona: -- azione degli altri: -- Elena si mostra
afflitta; Gustavo contrariato; Maurizio e Fabrizio freddi: -- tutti
via)-. -- -(Pausa)-. -- -(Il Principe, scotendosi, a Tommaso)- Hai
sentito!?... E sono i miei figli!!
TOMM. -(insinuante)- E lei esita ancora?!
PRINC. No, non esito più!... Va' subito dal notajo.... Sarai tu -il
liquidatore dell'onore di Casa Lanfranchi-!... Vendi tutto quello che
puoi vendere... affitta palazzi e ville.... cava danaro da tutto per
soddisfare a' miei impegni d'onore!... Provino anche loro la tutela di
un amministratore avaro!... Io anderò lontano... in cerca di oblio...
-(con sarcasmo, convulso)- E, sta' tranquillo... cercherò di vivere
lungamente per punirli del loro egoismo!... -(dopo una pausa)- E poichè
tutto crolla qui... e nobiltà... fierezza... disinteresse... punto di
onore... tradizioni... affetti di famiglia... quanto insomma ha
costituito la forza e l'orgoglio de' nostri avi, sono -=tutte cose
morte=-... fuggirò anch'io, prima di rimanere seppellito sotto le mura
del vecchio palazzo!... Va', va', dal notajo!
-(Azione. -- Il Principe fremente, splendido d'ira, è rivolto
al pubblico. -- Tommaso, a metà scena, guarda a destra,
glorioso e trionfante. -- Dalla porta di destra, s'affaccia
Esther, che sorride a Tommaso, giubilando del comune
trionfo)-.
-(Cala la tela)-
FINE.
-N. B.- -- Dopo le diverse rappresentazioni al -Goldoni- di Venezia,
questa mia commedia fu recitata, con successo lietissimo, al teatro
-Garibaldi- di Padova, dalla Compagnia di =Cesare Rossi=, e ripetuta
alcune sere: al -Filodrammatico- di Trieste, protagonisti =Andrea
Beltramo=, =Clara Della Guardia=, =Alfredo De Sanctis=, dove fu data per
-sei sere- consecutive: allo -Storchi- di Modena, -unica
rappresentazione- in onore di quella eletta attrice che è =Vittorina
Seraffini-Checchi=, protagonisti =Enrico Belli-Blanes= ed =Alfredo
Campioni=: al -Paganini- di Genova, dove fu replicata, col solito
lietissimo successo, alcune sere, protagonisti =Cesare Rossi=, =Teresina
Mariani=, =Carlo Rosaspina=: e al -Bellini- di Palermo, protagonisti
=Italia Vitaliani=, =Giuseppe Bracci=, =Ettore Baccani=. Anche a Palermo
piacque molto e fu ripetuta.
M'incombe l'obbligo di ringraziar qui pubblicamente, come meglio so e
posso, le valorosissime attrici =Italia Vitaliani=, =Clara Della
Guardia=, =Vittorina Seraffini-Checchi=; non che i miei bravi e
carissimi amici =Bracci=, =Beltramo=, =Belli-Blanes=, =De Sanctis=,
=Campioni= e =Baccani=, che, con tanto zelo e con tanta bravura,
assicurarono alla mia -Danza- così lieto e costante successo.
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