battute che seguono)-.
RICC. -(a Silvia)- Il signor Duca è qui?
SIL. -(indicando Maurizio)- Sì.... Non lo conosce?
RICC. Non ancora!... Prima che il Duca si recasse a Parigi... non ebbi
occasione di trovarmi con lui... e ignoravo che fosse già ritornato.
SIL. Da ieri... -(chiamando)- Maurizio!... -(Maurizio si stacca dal
bambino, e si avanza. -- Silvia gli presenta Riccardo)- L'Ingegnere
Riccardo Salvetti....
MAUR. -(con cortesia, dandogli la mano)- Sono molto lieto di conoscere
personalmente il Direttore della nostra Società.... Mio padre... e mio
fratello... m'han fatto i migliori elogi di lei.... Io, a dire il vero,
non m'intendo affatto di costruzioni... anzi... credo che certe cose
bisogni lasciarle fare a chi c'è nato... ma ho sempre avuto un debole
per l'arte... specialmente per l'architettura.... Ebbene, ho veduto
qualche cosa sua... e... davvero... m'è parsa di ottimo gusto....
GUST. -(a Riccardo)- Per bacco!... Complimenti, mio caro!... Un elogio
simile da parte del Presidente della Società artistica....
MAUR. -(ridendo)- Perchè compro qualche quadro...
GUST. Bello però.... che il Principe padre.... naturalmente... confina
in soffitta... perchè non deturpi la «Galleria» de' nostri avi!...
-(ridono)-
PRINC. -(entrando e andando verso Riccardo. -- Maurizio saluta Riccardo,
e s'allontana)-. Caro Ingegnere.... Ebbene, che nuove?
RICC. Eccellenti, signor Principe....
PRINC. Davvero!?... Sentiamo... sentiamo!
RICC. Ho parlato alla persona che lei sa... e pare proprio che la Banca
Nazionale... finalmente... ci accorderà un credito di due milioni....
PRINC. Proprio!?
RICC. Io spero di concludere la cosa domattina.
PRINC. Oh, ma questa è una grande notizia!... Hanno udito, signori?...
-(tutti s'avvicinano)-. La Banca viene finalmente in nostro ajuto...
-(movimento di soddisfazione in tutti, ed esclamazioni in concerto)-
Ora, la costruzione del Quartiere è assicurata.... -(approvazioni
generali)-.
RICC. Non del tutto.... Restano ancora molte difficoltà da superare.
FABR. -(con calore, incoraggiato dalle approvazioni di Gustavo,
dell'Ottavi e del Sereni)-. La discesa vertiginosa de' valori
immobiliari era inevitabile e necessaria.... Eravamo saliti troppo...
dando a' terreni... e alle case un valore fittizio.... Ora, ritorna
l'equilibrio.... Non è possibile discendere di più!... La rovina de'
primi costruttori imprudenti... salva gli altri più avveduti.
RICC. Giova sperarlo... ma non è certo!
FABR. Oh, l'avvenire è per noi!... Lasci che il Quartiere Lanfranchi sia
finito... e... poi... vedrà.
PRINC. -(esaltandosi a mano a mano)- Finito!?.... Vivrò io abbastanza
per vederlo? Mi pare un sogno!... Da principio non volevo saperne...
e... poi... mi ci sono appassionato fino all'esaltazione!... Vado tutti
i giorni a girare per i cantieri.... Quando li vedo deserti... mi prende
una stretta al cuore... come se fossi colpito da una sventura
domestica!... Che pena il vedere quelle fabbriche interrotte... quegli
istrumenti di lavoro inerti!... Ma che gioja quando il cantiere è
popolato da centinaja di lavoratori!... Quel lavorìo continuo mi
elettrizza!... Lo spettacolo di tutta quell'attività umana... di tanta
forza e di tante energie associate insieme per costruire una nuova
Città... mi fa l'effetto d'un'ondata di sangue nuovo che entra nelle mie
vene... e mi ringiovanisce.... -(esaltato)- Il quartiere Lanfranchi!...
Ingegnere, me lo faccia vedere popolato... e io morrò contento!
OTT. Che entusiasmo!
SER. Che fede!
GUST. Che vigore!... E si dice vecchio!
RICC. Farò tutto il possibile.... ma le mie sole forze non bastano!
FABR. E non siamo tutti con lei?!
OTT. Certamente!
FABR. La nostra opera, Ingegnere....
OTT. La mia influenza....
GUST. E il mio concorso....
FABR. Non le mancheranno mai!
PRINC. -(e tutti gli altri)- Ci conti!... ci conti!... -(si uniscono a
Riccardo, insieme con Gabriella e Maurizio -- ritirandosi nel fondo e
continuano a parlare. -- Scena tra Silvia ed Elena. -- Il Principe sta con
loro; ma, poi, osservando Silvia ed Elena, si accorge dell'alterco tra
le due donne, e s'avvicina per interromperlo)-.
ELENA. -(a Silvia)- Fabrizio trionfa!... Tutti si esaltano alle sue
idee... a' suoi disegni... e tu... già così fiera avversaria...
taci!?... Saresti forse... convertita alle sue idee?
SIL. No!
ELENA. E, allora, perchè non lo combatti?... Tu sola puoi ancora guarire
mio Zio dalla sua follia... e io ti consiglio a non perder tempo... e a
tentare tutti i mezzi... per farlo rinsavire!...
SIL. -(sospettosa, cercando indovinare il pensiero di Elena)- A quale
scopo mi dici tutto questo?!
ELENA. Per salvare quello che non è ancora perduto!
SIL. -(con ironia)- A favore di chi?
ELENA. -(turbata, e simulando schiettezza)- Di te.... di tuo figlio!...
Fabrizio spinge il Principe alla rovina... e chi ne subirà le
conseguenze, sarete voi due!... Pensaci!... Io lo dico per tuo bene....
SIL. -(c. s.)- Ti sta tanto a cuore il nostro avvenire?
ELENA. -(c. s.)- Ma... certo!
SIL. Ebbene, rassicurati... Non c'è nulla da temere!... Io ho dieci mila
scudi di rendita... e mio figlio, oltre questi, troverà sempre qualche
briciola della sostanza di Maurizio....
ELENA. Ma Maurizio stesso....
SIL. -(sempre più eccitata)- Non corre pericolo, lo sai!... Il Principe
è padrone di gettar via le rendite... ma non può toccare il capitale...
e questo è così ingente, che, anche pagando i debiti del padre, rimarrà
sempre a... tuo cugino... quanto basta per fare molti viaggi a Parigi...
Solo dovrà attendere... e costringere a pazientare... ha troppa furia di
spendere 5000 lire l'anno!
ELENA. -(risentita)- Cosa vuoi dire? Non ti capisco!
SIL. -(c. s.)- Proprio?!
ELENA. -(alzando la voce)- No!... non voglio comprenderti!... Se ho
parlato, è stato solo nel tuo interesse!
SIL. -(con riso sarcastico)- È perchè ti duole... che mio suocero getti
in pazze imprese quel danaro che Maurizio impiegherebbe così bene?!
ELENA. -(scattando)- Silvia!
PRINC. -(interrompendole, piano, con vivacità)- Silenzio!... Vi
osservano!... -(breve azione. -- Elena e Silvia si frenano sotto lo
sguardo severo del Principe. -- Elena s'allontana, e s'avvicina al
gruppo, nel fondo)-.
PRINC. -(con dolcezza, a Silvia)- Silvia, frénati... te ne prego!... Non
facciamo scandali!
SIL. -(piano)- È lei!... Viene qui a provocarmi!
PRINC. -(c. s.)- Non rispondere!
SIL. E dovrò subire....
PRINC. No, no!... Penserò io a imporle rispetto... ma è mia nipote!...
Forse tu l'accusi a torto... e suo marito è là... -(accennando Gustavo)-
Una tua parola... uno sgarbo... potrebbe essere la scintilla.... Pensa
alle conseguenze... e sii prudente... per me... te ne prego! -(sono
interrotti da Gustavo)-.
GUST. -(a Silvia)- Cugina, andate al Costanzi sta sera?
SIL. No!
GUST. Allora, se non ne avete già disposto, dovreste cedere il vostro
palco alla signora Ottaviani!
SIL. -(alzandosi, e andando verso Gabriella)- Con tutto il piacere.
GABR. -(lieta)- Davvero?
SIL. Perchè no?... Sta sera... e tutte le volte che lo desideri.
GABR. Sei troppo buona... ma proprio non posso giovarmi della tua
cortesia... Mio marito non ama molto il teatro... e, poi, dice di essere
stanco....
PRINC. -(all'Ottav.)- Oh, Commendatore... non è permesso rifiutare un
piccolo svago a una signora gentile come la sua!
OTT. Cosa vuole?!... Domattina ho due commissioni... e devo ancora
studiare le proposte del Ministro....
PRINC. Le studieremo insieme al Costanzi... vengo anch'io... Durante
gl'intermezzi terremo compagnia alla signora... e... mentre cantano,
passeggeremo ne' corridoj, dicendo male del Governo.... A lei, come
deputato ministeriale, ciò deve far piacere.
OTT. -(ridendo)- Moltissimo!
PRINC. Allora, non l'annojerà!...
OTT. Dunque, è stabilito!... Anche lei passa all'estrema sinistra?
PRINC. No!... Resto nel mio partito...
SER. Quale?!
PRINC. Quello de' malcontenti... che comprende tutti i settori della
camera!... -(tutti ridono, e prendono congedo da Silvia che accompagna
Gabriella sino fuori della Galleria. -- Maurizio, dopo aver salutato
Gabriella, entra a sinistra; poi, esce subito col «paletot» il cappello
in testa e il bastone. -- Gli altri escono dalla Galleria. -- Silvia
rientra e ferma Maurizio)-.
SIL. Fermatevi!... Ho da parlarvi.
MAUR. -(contrariato)- Che cosa dovete dirmi?
SIL. -(con collera sorda)- Non voglio... intendete bene... non voglio...
che Elena venga più qui!
MAUR. Ah, è per questo?!... Ditelo a lei... o a mio padre.... Lui invita
i parenti.... -(per andarsene)-.
SIL. -(con forza)- Lo dico a voi!... L'inverno scorso ho tollerata la
sua presenza... perchè così voleva il Principe... e perchè la vostra
relazione, nota a pochi, m'offendeva... ma non m'aveva ancora esposta al
ridicolo!... Oggi, dopo lo scandalo del vostro viaggio con lei a
Londra... e a Parigi... non lo sopporterò più!
MAUR. -(ironico)- Davvero?!
SIL. No!... E se voi volete evitarle delle pubblicità disgustose... le
chiuderete voi stesso le porte del palazzo....
MAUR. Non lo sperate!
SIL. -(con minaccia)- Lo vedremo!
MAUR. Delle minacce?!
SIL. Perchè no?!... -(dopo pausa)- Una volta che, nel gentiluomo, tutto
è spento... e nessun sentimento più vi scuote... vi parlerò di danaro!
MAUR. Cosa volete dire?!
SIL. Da oltre un anno... avete incassato un milione di lire per la
espropriazione delle case che costituiscono la mia dote... Dov'è quel
danaro?!...
MAUR. Nelle mani di mio padre....
SIL. -(fredda)- Bene!... Me lo farete restituire.... Non voglio che il
frutto della mia dote... serva a pagare le -toilettes- di Elena!
MAUR. -(alza il bastone per percuoterla)- Disgraziata!...
SIL. -(che dal primo movimento di Maurizio, prevede dove sarebbe giunto,
con moto rapidissimo, suona il campanello sulla tavola, che si dovrà
udire dal pubblico)-.
SCENA ULTIMA.
-=Ambrogio= comparisce dal fondo; poi =Esther= e =detti=.-
SIL. -(piano a Maurizio, indicando i domestici)- Battetemi... in
presenza de' vostri servi!
MAUR. -(combattuto, si frena a stento)-.
SIL. -(forte, ad Ambrogio)- Chiamatemi Esther... La carrozza del
Duca.... -(Ambrogio via. -- Dopo un momento, comparisce Esther dalla
destra. -- Silvia continua con tono indifferente e aria canzonatoria)-.
Intanto, buona notte... e... se andate al Circolo... giocate poco!...
MAUR. -(fremente, vorrebbe parlare; poi, rattenendosi, esce)-.
SIL. -(affranta dalla commozione, si getta sopra una poltrona)- Vile!...
vile!... sempre vile!
-(Cala la tela)-
FINE DELL'ATTO PRIMO
-ATTO SECONDO-
SCENA I.
-=Ambrogio=, =Emma=, =Vittorio=.-
AMB. Vengano innanzi.... Vado ad avvisare il Principe... Lo attendano
qui... -(via)-.
EMMA. -(guardando attorno)-. Lasciami vedere!.... Che mobili!... Che
lusso!... Dio, come devono esser ricchi e felici... quelli che stanno in
questi palazzi!
VITT. Per ricchi sì... quanto al -felici-... meno di noi!
EMMA. E dire che a noi basterebbe il valore della roba che c'è in una di
queste sale per metter su casa... cinquanta volte!... E non sono
felici... dici tu!?... Bah!... scherzi!... Se io avessi un palazzo
simile... sarei la donna più felice del mondo!
VITT. -(gajo)-. Anche senza di me?!
EMMA. No... no!... -(con affetto, scherzosa)-. Non sei anche tu un...
bel mobile?!... Se tu fossi ricco, però... ti amerei ugualmente!...
VITT. Ah, sei di buona bocca!
EMMA. E questo Principe com'è?
VITT. Lo vedrai!
EMMA. Sono curiosa!... È grande... è piccolo... è vecchio, eh?!
VITT. Vecchio, sì... e con aria venerabile, mentre ne ha fatte... e ne
fa ancora peggio di Bertoldo!
EMMA. Possibile!?
VITT. Ma... già... è il loro modo di vivere!... Capirai... con tanti
danari... abituati da secoli a veder tutti curvar la schiena dinanzi a
loro... essi credono di valere qualche cosa di più... molto di più... di
tutti gli altri uomini!... Le coscienze son fatte per loro... le donne
son fatte per loro!
EMMA. Una volta... ma adesso!?
VITT. Eh, anche adesso!... Una volta le prendevano con la forza...
adesso le comprano!... Si sta tanto bene quando si è ricchi!... Si può
esser tanto felici!... Non lo dicevi anche tu poco fa!?... E la donna...
si sa bene....
EMMA. Per me, son di quelle che si contentano di poco!... Oh, ma questo
poco almeno... ci vuole!
VITT. Per questo mi son determinato... benchè a malincuore... a condurti
qui!... Cosa vuoi?!... Il Principe m'ha detto due giorni fa: «È vero che
prendi moglie?» -- Sì. -- «Bene: conducimi la tua fidanzata uno di questi
giorni... voglio far qualche cosa per voi... e... se vedrò che hai avuto
buon gusto... cercherò di farmi onore nel regalo di nozze.»
EMMA. E che male c'è in tutto questo?!
VITT. Oh, niente!... E, poi, si usa così in casa di questi grandi
signori... e una volta che, per metter su casa, bisogna aver
quattrini... e, per aver quattrini, bisogna dipender da loro... niente
di male se si può ottenere tutto questo... -onestamente-!... E...
siccome... dal più al meno... in queste case... gl'impiegati che hanno
moglie, vanno su... per via... delle vie... così capirai...
EMMA. Saranno calunnie!
VITT. A me basterebbe che fossero... per me!... Ah, ecco il Principe!
SCENA II.
-Il =Principe=, e detti.-
PRINC. -(entrando, a Vittorio)-. È questa la tua fidanzata?
VITT. Sì, Eccellenza!
PRINC. -(fissando Emma)-. Hai proprio buon gusto, briccone!... Un vero
bottoncino di rosa!... -(A Emma)- E da quando siete fidanzati?
EMMA. -(con un sospiro)-. Da due anni, Eccellenza!
PRINC. -(ridendo)-. Da due anni!... Per bacco!... È un bel pezzo!
EMMA. Che vuole, Eccellenza!... Aspettavamo sempre... per isposarci...
che Vittorio ottenesse quel benedetto posto nell'Azienda delle
Costruzioni....
PRINC. E... ora... lo ha avuto?
EMMA. Ora... sì... benchè....
PRINC. Benchè... che cosa?
EMMA. A dire la verità, mi vergogno... ma se ho osato venire a
disturbarla... è stato... anzi tutto per riverirla... sì... ma anche
per... un gran favore....
PRINC. Coraggio... coraggio... di' su!...
EMMA. Ecco, vede... gli avevano promesso 120 lire il mese... e in
vece....
PRINC. In vece!?
EMMA. Sono appena 90!?... Capirà....
PRINC. Sicuro che con 90 lire!...
EMMA. Se ella, Eccellenza, potesse fargli un piccolo aumento....
PRINC. Io non posso nulla... proprio nulla nella Società.... Anzi, mi
guardo bene dal metter lingua, quando si tratta del -personale-....
Però, voglio fare qualche cosa... quello che posso.... Se, per esempio,
vi dessi l'alloggio qui, in palazzo?... Ci sono tante stanze libere!...
Tu potresti intenderti con la guardarobiera per aver lavoro.... -(A
Vittorio)- Che ne dici?
VITT. Grazie, Eccellenza!... ma, pur troppo... io desidererei che Emma,
quando sarà mia moglie, continuasse a lavorare sì... perchè le mie 90
lire non bastano... ma a lavorare in casa!... Sa bene... fa la sarta...
e ha una clientela....
EMMA. E... poi... lasciare la mamma sola....
PRINC. -(con intonazione un po' asciutta)-. Va bene... va bene... non ne
parliamo più! -(A Emma)- Ti farò io da compare alle nozze!... Sei
contenta?
EMMA. -(con gioja)-. Oh, Eccellenza!
VITT. Principe.... sarebbe un onore troppo grande per noi!... Ci farebbe
troppi invidiosi!... Sa bene, la gente!...
PRINC. La gente... la gente!... Oh, conosco bene quello stupido
proverbio: «Compare d'anello....»
VITT. Oh, non per questo, no!
PRINC. E tu lasciala dire la gente.... allora!... In somma, farò quel
che potrò per esservi utile.... Addio, carina! -(facendo una carezza a
Emma)-. Un vero bottone di rosa!... -(A Vittorio)- Hai proprio avuto
buon gusto, briccone! -(li congeda con la mano)-.
VITT. -(piano, Emma, andando via)-. Anche la carezza!
EMMA. -(piano, a Vittorio)- Dovevo fargli uno sgarbo!?... E il regalo,
allora?! -(via, con Vittorio, dalla Galleria)-.
SCENA III.
-=Maurizio=, dalla sinistra; e il =Principe=.-
MAUR. -(entrando, molto serio)-. È solo?
PRINC. Sì!... Perchè?
MAUR. Devo parlarle di cosa molto grave!
PRINC. -(con tono scherzoso)- Oh, che aria solenne!... -(dopo una
pausa)- Si tratta di danaro?
MAUR. Sì.
PRINC. -(dopo un'altra pausa)- Il momento non è buono... ma se hai degli
impegni serj!... Sentiamo, che somma ti occorre?
MAUR. Un milione di franchi!
PRINC. -(dando un balzo)- Un milione!?... Per che farne?!
MAUR. -(serio, e freddamente)- Voglio restituire a Silvia la sua dote!
PRINC. -(maravigliato)- La dote... a tua moglie?!
MAUR. Silvia non vuole che sia investita nelle operazioni della nostra
Società....
PRINC. -(di cattivo umore)-. Ci ha pensato troppo tardi!... Quando
ritirai quel danaro, mi diede licenza di impiegarlo nel modo che avrei
creduto migliore!
MAUR. E, ora, ha cambiato idea... e non è dignitoso per noi
contrastarglielo!... Nelle relazioni in cui ci troviamo con lei.... mi
pare umiliante che ella possa accusarci d'aver abusato di un danaro che
le appartiene....
PRINC. -(con vivacità)-. Ha torto!... Saprò persuaderla io stesso che il
suo capitale è garantito... e al sicuro da ogni minaccia!...
MAUR. -(freddo, incisivo)-. Non si tratta di persuadere... ma di
restituire!...
PRINC. -(con impazienza)-. Come?!... Tu dimentichi che siamo costretti a
contrarre degli altri debiti per non far cessare i lavori?!
MAUR. La Banca vi ha aperto un credito!
PRINC. -(c. s.)-. Ma non certo per rimborsare la dote di tua moglie!
MAUR. Se è necessario....
PRINC. -(con grande vivacità)-. Ma è una cosa assurda, mio caro!...
-(vedendo giungere Fabrizio)-. Domandalo a tuo fratello!
SCENA IV.
-=Fabrizio=, e =detti=.-
FABR. -(entrando sospettoso)-. Che c'è?
PRINC. -(con buon umore, lieto d'aver un ajuto)-. Silvia reclama il suo
danaro per investirlo... a modo suo... e Maurizio è di parere che si
rimborsi sua moglie, prendendo un milione alla Banca....
FABR. -(con moto subitaneo)-. È pazzo!
MAUR. -(offeso)-. Perchè?!
FABR. -(c. s.)-. Una simile proposta non si discute nemmeno!
MAUR. -(irritato, a Fabrizio)-. Fanne tu una migliore!
FABR. Non ne fo alcuna!... Tua moglie aspetterà.... come gli altri...
che sia fabbricato il Quartiere... Allora le daremo un palazzo....
MAUR. -(con fermezza)-. Essa non vuol saperne delle vostre fabbriche!...
Esige... capisci... il suo danaro... e io ho il dovere di darglielo!
FABR. Tu non le devi niente!... Ha dato a te... e a nostro padre...
regolare procura per amministrare i suoi beni.
MAUR. E, ora, la ritira!
FABR. Sia pure!... ma non può distruggere ciò che è stato fatto... da
chi ne aveva il diritto!
MAUR. Io non vi fo una questione di legalità... ma di delicatezza,
Fabrizio!
FABR. -(con ironia)-. Con tua moglie?!
MAUR. -(risentito)-. Perchè no?!
FABR. -(c. s.)-. Sei troppo buono!
MAUR. -(irritato)-. Cosa vuoi dire?!
FABR. -(c. s.)-. Cento volte buono!
PRINC. -(ammonendo)-. Fabrizio!
-(Fabrizio non gli bada. -- Il Principe, durante le- battute
-seguenti, che devono esser dette rapidamente, cerca di metter
pace tra i due fratelli)-.
FABR. Se Silvia fosse mia moglie... so io come risponderei!... -(con
viva ironia)-. Ma tu... hai adottato il sistema dell'indulgenza, della
debolezza, de' riguardi delicati... e sei logico a venir qui a
proporre... come la cosa più naturale del mondo... di distrarre i
capitali da una grande impresa... per soddisfare a un suo capriccio!
MAUR. -(riscaldandosi)-. Non cedo a nessuna debolezza... nè al desiderio
di soddisfare a' suoi capricci... ma ho la ferma volontà di troncare,
appena sorta, una bassa questione d'interessi.
FABR. -(pronto, ironico)-. Rovinando le nostre imprese!
MAUR. Eppure, un mezzo bisogna trovarlo!... -(al Principe)-. Ciò, spetta
a lei!
FABR. -(a Maurizio)-. Spero che non vorrai insistere... e tormentare
nostro padre... pretendendo da lui l'impossibile!
MAUR. Insisto... e formalmente... perchè sarebbe una cosa troppo
umiliante per me... e anche per lui... -(indicando il Principe)-
confessare che abbiamo avuto bisogno del danaro di Silvia.... Il
contratto nuziale la lascia padrona assoluta di disporre, come crede
meglio, delle sue rendite.... Qualunque sia il tenore degli atti firmati
dopo... noi dobbiamo ridarle intiera quella libertà che essa aveva
allorquando è entrata in questa casa....
FABR. -(riscaldandosi)-. Anche a costo di metterci in gravi imbarazzi?!
MAUR. Anche!
FABR. -(incollerito)-. Davvero!?
MAUR. Sì... perchè lui... -(indicando il Principe)- pensa, come me, che
bisogna, se è necessario, sacrificare ogni cosa a un sentimento di
-dignità personale-, che tu non puoi capire....
FABR. -(sempre più incollerito)-. Io capisco meglio di te... quali
obblighi morali, impongano -certe situazioni-... ma quando si sono
volute!
MAUR. -(interrompendo, minaccioso)-. Fabrizio... Fabrizio!
PRINC. -(con forza)-. Smettete!... È questo il linguaggio di due
gentiluomini... di due fratelli?!
FABR. -(con ira ironica)-. Già... fratelli... ma non uguali!... Maurizio
è Duca... e sarà Principe... e io, nulla!
PRINC. Vuoi de' titoli anche tu?
FABR. -(c. s.)-. No!... li lascio, a chi, un giorno, avrà i milioni!
PRINC. Questi non posso darteli... -(con rammarico sincero)- e non è mia
colpa... se uno de' miei figli è la vittima di una legge troppo tardi
abolita!... -(a Fabrizio)-. Tuo nonno, per continuare la grandezza della
casa, ha voluto unico erede del patrimonio avito il primogenito.
FABR. -(c. s.)-. Lasciando agli altri appena di che vivere!... -(con
dispetto)- Duemila scudi!
MAUR. -(irritato sempre più del rammarico dimostrato dal Principe
ch'egli sia l'unico erede -- con calore)-. Duemila scudi di rendita...
che tu puoi spendere... e spendi... a tuo talento... mentre se io ho
bisogno di mille lire... devo chiederle come un'elemosina!
PRINC. -(irritato, a Maurizio)-. Ti furon mai rifiutate?!... T'è mancato
mai qualche cosa?!... Vorresti forse, fin da ora, anche tutte le
rendite?!... Sono mie... finchè vivo!
MAUR. -(c. s., al Principe)-. E le spenda pure come meglio le piace...
ma da gran signore... da principe... continuando le tradizioni cospicue
della famiglia... non già in speculazioni da capomastro... da
appaltatore... accarezzando illusioni... e coltivando imprese
fantastiche!
PRINC. -(con irritazione)-. Le mie rendite io le spendo come mi pare!...
Ciò non ti riguarda!
MAUR. Sì... perchè, in tanto, lei, non è in grado di restituire a Silvia
la sua dote!
PRINC. -(c. s.)-. A Silvia... ci penso io! -(suona il campanello)-.
MAUR. Cosa intende di fare?!
PRINC. Lo vedrai!... -(ad Ambrogio che si presenta dalla Galleria)-.
Pregate la Duchessa di venir qui... -(Ambrogio s'inchina, e rientra a
destra)-.
MAUR. -(agitato, con vivacità)-. Spero che non confesserà a Silvia il
nostro imbarazzo... nè le chiederà di farci delle concessioni!
PRINC. -(di cattivo umore, ma con calma)-. So tutelare da me il decoro
della famiglia... gl'interessi di tutti voi... e non ho bisogno di
maestri!... -(azione di Maurizio e di Fabrizio)- È affar mio!... Di
fronte a tua moglie... -(rivolgendosi a Maurizio)- sono responsabile io
solo... e se non ha più fiducia in me... so io quello che devo fare!...
Del resto, sentirai tu stesso... -(nuova azione di dispetto e
d'inquietudine da parte di Maurizio e di Fabrizio)-. E tu... -(a
Fabrizio)- lasciaci!... La tua presenza... non può far altro che
irritarla maggiormente!... -(Fabrizio dà una scrollatina di spalle ed
esce)-.
SCENA V.
-Silvia, dalla destra, e =detti=.-
SIL. -(fredda, sostenuta, al Principe; senza guardare Maurizio)-. Mi
vuole?
PRINC. -(frenandosi, con dolcezza)-. Sì, vieni!... Ho bisogno di avere
con te una spiegazione.... Maurizio m'ha detto che ci ritiri la tua
fiducia per quello che riguarda l'amministrazione della tua dote... È
vero?!
SIL. Non ne ho forse il diritto?
PRINC. Nessuno te lo contrasta... ma è un atto di sfiducia che offende
lui e me!... Ne hai ben ponderata la gravità?
SIL. Sì.
PRINC. E persisti?
SIL. Persisto.
PRINC. -(inquietandosi)-. Per che ragioni!?... Parla liberamente... non
sei donna da ubbidire a un capriccio... e se hai presa una
risoluzione... che mi addolora... -(azione di protesta da parte di
Silvia, e di dispetto da parte di Maurizio)- sì, che mi addolora... ti
deve aver guidato un motivo molto grave... Quale?!
SIL. Lo chieda a Maurizio!... Lui sa, perchè... contro la mia volontà...
do a lei, che non lo merita, un dispiacere di questa natura!
MAUR. -(imbarazzato)-. Silvia non ha fiducia nelle nostre imprese... e
ha paura di perder tutto!
PRINC. -(rasserenandosi, a Silvia)-. Non è altro che questo?
SIL. -(ironica)-. Poichè lo dice lui!
PRINC. -(c. s.)-. Allora... mia cara... puoi vivere tranquilla!... Sei
garantita da una prima ipoteca... -(sorridendo bonariamente)- e
rispondiamo tutti noi -in solidum- per ogni eventualità!
SIL. -(freddamente)-. E così lei è di parere che le cose... devano
restare come sono?!
PRINC. -(gajo)-. Sicuramente... se non ci sono altre ragioni... -(come
sorpreso da un'idea improvvisa)-. Ah, ho capito!... Tu vorresti avere a
tua disposizione qualche altro biglietto da mille per le tue -toilettes-
d'inverno?!... A questo si può rimediare facilmente... -(gajo,
galante)-. Mandami il conto della tua sarta, e lo pagherò io!
SIL. -(risentita, credendosi offesa)-. Non ho chiesto delle
-toilettes-... ma di rientrare nel libero possesso di quel che è mio!...
E mi maraviglio che si discuta!... Ma... giacchè oggi, in casa
Lanfranchi, anche questo è possibile... e io non voglio discutere con
lei... nè darle de' dispiaceri... mi permetta di troncare questo
colloquio... -(dopo una pausa, con intenzione)- Lo riprenderà... con
Maurizio... il mio avvocato!... -(per andarsene)-.
PRINC. -(trattenendola)-. Non parlarmi così... perchè mi faresti andare
in collera!... Devi trattare con me... con me solo... e non c'è bisogno
d'avvocati!... Ho il dovere di tutelare... anche contro te stessa... il
tuo interesse... e non mi saprei perdonare di cedere a un capriccio...
-(azione di Silvia)- a un puntiglio... o... peggio ancora... a una paura
ingiustificata.... Provami che quanto chiedi è utile e ragionevole, e
farò quel che vorrai!... Prima no!
SCENA VI.
-=Ambrogio= e =detti=.-
AMBR. -(dalla comune, annunziando)-. Il signor ingegnere Salvetti!
PRINC. -(ad Ambrogio)-. Venga... venga!... -(Ambrogio via)-. Giunge a
proposito!
MAUR. -(al Principe)-. Lei vuol far intervenire l'Ingegnere in questa
disputa!?... -(con impeto)-. Ma io non permetterò mai che un estraneo...
sia messo a parte di questioni intime!
PRINC. -(severo, alzando il tono della voce)-. Lo voglio io!... Se non
ti garba, vattene!... Questa è cosa che dobbiamo regolare tra noi!...
-(alludendo a Silvia ed a sè)-. Tu non c'entri più!
MAUR. Ma io non posso tollerare che in mia presenza....
PRINC. -(c. s.)-. Ti ripeto... vattene!... Al -Club- sei aspettato per
il programma delle corse... Occupati di questo... sarà meglio!... Per le
cose serie, basto io solo!
MAUR. -(tranquillandosi)-. Faccia come crede... ma, in un modo o
nell'altro... procuri di farmi uscire al più presto da una condizione di
cose... che mi umilia.... -(via dalla Galleria. -- Sulla soglia
s'incontra con Riccardo, che saluta freddamente)-.
SCENA VII.
-=Riccardo=, =Silvia=, =Principe= e =Ambrogio=.-
AMBR. -(introduce Riccardo, ed esce subito)-.
RICC. -(con alcune carte in mano, che mostra al Principe)- Scusi, signor
Principe, se la disturbo... ma prima di concludere con la Banca... avrei
voluto darle tutte quelle spiegazioni....
PRINC. Grazie... tra poco ne parleremo... -(prende le carte: poi, con
una intonazione gaja, disinvolta)-. Ora lei giunge a proposito per far
da giudice, e da paciere... in una grave questione... -(indicando Silvia
con lo sguardo)-.
RICC. -(maravigliato, sorridendo)- Tra lei e... la signora Duchessa?
PRINC. Per l'appunto!... -(sempre fingendo gajezza, e adoperando un tono
canzonatorio)-. Sa che cosa mi diceva?!... Che abbiamo fabbricato
sull'arena... che siamo minacciati da gravi pericoli... da una completa
rovina!
RICC. -(ridendo, e protestando)- Oh... e perchè?!
PRINC. -(c. s.)- Chi lo sa!... Un presentimento... un avviso del
cielo!... -(dopo una pausa, con una intonazione sempre più gaja)-.
Questa febbre della ricostruzione di Roma ha cagionato tante rovine!...
I Ministeri cambiano con tanta rapidità!... Da un giorno all'altro, un
fatto qualunque... impreveduto... può distruggere tutti i calcoli... o
ridurre a zero il valore degl'immobili!
RICC. -(volgendosi verso Silvia)- La signora Duchessa ne teme?!
SIL. -(fa un gesto di negazione indifferente)-.
PRINC. O qualche cosa di simile!
RICC. -(maravigliato)- Non posso crederlo!... -(a Silvia)- Ma è proprio
vero?
SIL. -(freddamente)- Non ha sentito?! -(accennando il Principe)-.
PRINC. -(a Riccardo)- Eh, cosa gliene pare?!
RICC. Sono maravigliato!
PRINC. Anch'io!... Ho cercato di persuaderla che commetterebbe una vera
pazzia.... ma io non sono eloquente... e perciò invoco il suo ajuto!...
Lei è tecnico... e può spiegar meglio di me tutto il congegno: chiarire
i dubbj: dissipare tutte le inquietudini....
RICC. -(sorridendo bonariamente)- Mi par facile!
PRINC. -(a Silvia, con aria vittoriosa)- Lo senti!?... -(a Riccardo)-
Parli schietto, sa!... Senza riguardi!
RICC. La situazione della Casa... oggi che possiamo contare
sull'appoggio della Banca... parmi assodata... Se io possedessi de'
capitali... non esiterei a investirli in azioni nostre!
PRINC. -(trionfante, a Silvia)- Vedi!?
RICC. Assicurata la fine de' lavori in corso, anche nella peggiore
ipotesi, cioè affittando le case a un prezzo vilissimo, tra quattro anni
se ne caverà almeno un milione e mezzo di rendita!
PRINC. Cioè... l'8 per cento!... E tu vorresti!?
SCENA VIII.
-=Ambrogio= e =detti=.-
AMBR. -(dalla galleria, annunziando)- La signora marchesa Elena!
SIL. -(con impeto, scattando)- Non ricevo!
PRINC. -(turbato, pronto)- La ricevo io!... -(Ad Ambrogio)- Pregate la
Marchesa di passare nel mio appartamento... Devo parlarle... -(Ambrogio
via. -- A Silvia, con dolce rimprovero)- Silvia, Silvia!... -(a Riccardo,
indicando Silvia, e tornando a fingere gajezza)- È giornata di nervi,
oggi!... L'abbiamo contrariata troppo!... Procuri lei di persuaderla...
ma senza irritarla!... Io non voglio che sia legata alla nostra
fortuna!... Desidero solo che sappia tutelati i suoi interessi... e che,
stando con noi, ha molto da guadagnare... nulla da perdere!... -(dando
la mano a Riccardo)- Ci vedremo più tardi!... -(via)-.
SCENA IX.
-=Silvia= e =Riccardo=.-
SIL. -(appena via il Principe, dà un sospiro di sollievo; e, smettendo
il contegno freddo, dice con cortesia signorile)- A noi, dunque,
Ingegnere!
RICC. -(insinuante, sorridendo)- Il Principe ha ragione... Permetta che
glielo dica... le sue paure sono ingiustificate.
SIL. -(sorridente, con confidenza)- Non si tratta di paure!... Credo
quanto il Principe che un'impresa diretta da lei deva riuscire... e,
poi, se si dovesse anche fare qualche perdita, non me ne addolorerei
troppo!
RICC. -(maravigliato)- E allora?!
SIL. -(sorridendo)- Allora... qui si tratta di ben altro... e, per
dimostrarle che in lei... in lei -solo-... ho piena fiducia, le dirò
tutto!...-(con scatto di vivacità)- Io -non voglio- che il mio danaro
resti più a lungo nelle mani del Duca... di mio suocero... o di mio
cognato!
RICC. -(maravigliato)- Come?!
SIL. Hanno abusato della mia inesperienza... per carpirmi una procura...
e fare quel che volevano!
RICC. Oh, possibile!?... Il Principe....
SIL. -(interrompendo)- Un vecchio sognatore... un fanciullo di
sessant'anni... sempre in balia di chi sa solleticare la sua vanità!
RICC. Ma suo cognato?!
SIL. Un egoista, ipocrita... che arricchisce speculando con i danari
degli altri!
RICC. Ma suo marito?!
SIL. -(con sprezzante sorriso)- Un -Yokée-, un -Uster-, un allevatore di
cavalli!
RICC. -(azione)- Oh!
SIL. -(con sfogo d'ira lungamente repressa, e scatto d'ironia)- Lei si
maraviglia di sentirmi parlare in questo modo... -della mia famiglia-?!
RICC. Certo!... Una famiglia così patriarcale!... Persone che le hanno
tanto rispetto!
SIL. Per riguardi sociali.... non per amore!
RICC. Non posso credere!
SIL. Eppure, è così!... Il Principe con me è buono, cortese.... pieno di
sollecitudine.... perchè fo bene gli onori di Casa... e rappresento
-nobilmente-... la mia parte di duchessa Lanfranchi!... Ma non mi
ama!... Dopo sè stesso, egli non ama che una persona sola... -sua
nipote-!
RICC. La marchesa Elena?!
SIL. Appunto!... Fabrizio mi onora di un'antipatia, che è quasi uguale a
quella ch'io provo per lui.
RICC. -(ridendo)- Me ne sono accorto!... Ma il Duca?
SIL. -(vivace, con sprezzo)- Mio marito mi odia... quanto io lo
disprezzo!...-(calma)-. Comprende ora, perchè io voglio obbligarli a
rendermi il mio danaro?!
RICC. Perfettamente!... È un puntiglio, un dispetto....
SIL. Dica pure: una vendetta.... Ciò li contraria, li annoja?!... e io
insisto. -(con calore)- Ho trovato la loro corda sensibile... la farò
vibrare fin che si spezzi! -(lusinghiera)- E lei mi ajuterà!
RICC. -(maravigliato)- Io?!... Come?!
SIL. Dimostrando al Principe che la -Società- può restituirmi il milione
di lire senza pericolo....
RICC. -(c. s.)- Non lo posso!
SIL. -(sempre più lusinghiera)- Perchè no?!... Se è realmente -mio
amico-....
RICC. -(con islancio)- Sono suo amico più di quanto lei creda... ma
tradirei i miei doveri....
SIL. -(c. s.)- -Tradire-!?... la parola è troppo viva!... Lei ha tanto
ingegno... che troverà il modo di far del bene a me... senza danno degli
altri!
RICC. -(ridendo)- Mi par difficile!
SIL. -(sempre più insinuante)- Allora... rifiuta?!... Non vuol essere il
mio difensore?!... Non la commuove il caso di una donna debole, sola,
che fa appello al suo cuore?
RICC. -(con calore)- Molto... se quella donna è lei!
SIL. Dunque?!
RICC. -(lottando tra l'amore e il dovere)- Mi proverò.... tenterò tutti
i mezzi....
SIL. -(con gioja)- Davvero!?
RICC. -(c. s.)- Sì, perchè sarei lietissimo di farla felice!
SIL. -(con amarezza e sincerità)- Felice!?... Non sarò più!.. Oramai, il
cuore è morto!... -(con abbandono; sempre lusinghiera)- Non vede che son
ridotta a cercare delle commozioni, delle gioje, nella soddisfazione di
un puntiglio?... In una vendetta... forse puerile?... -(con grande
confidenza)- Trista cosa, caro ingegnere, viver soltanto per alimentare
de' cattivi sentimenti... e, oggi, io sono cattiva!... Lo sento!...
farei del male... così... senza scopo... per il solo piacere di far
soffrire qualcuno!
RICC. -(protestando)- Oh, non parli così!
SIL. La mia sincerità la spaventa?!
RICC. No; ma vorrei che le sue parole rivelassero minore amarezza....
SIL. Non è possibile!... In questo ambiente falso, corrotto, non ho più
nè ideali, nè gioje, nè speranze!... Da quando vi sono entrata, le
illusioni sono crollate ad una, ad una... e l'-etisia morale- ha ucciso
in me ogni entusiasmo... attutito ogni sentimento buono!... A forza di
comprimere i moti dell'animo, e di compormi una maschera per il mondo,
ho finito col non sentire più nulla!
RICC. -(maravigliato)- E si è rassegnata a questa esistenza?!
SIL. Rassegnata, no; ma non ho mai avuto la forza di ribellarmi!...
Sento che la società, dove sono nata e cresciuta, va in isfacelo.... Ho
l'intuizione che -altra gente- verrà, con nuovi ideali, a prenderne il
posto.... Vorrei esser di quelli!... Mi turba l'idea di essere
incatenata a -de' cadaveri-.... ma mi manca la forza di spezzare una
simile catena!... -(con entusiasmo)- Oh, quanto invidio lei, che ha
respirato a pieni polmoni un'aria ossigenata di verità... di umanità!...
Io, in questa nebbia di menzogne e di vigliaccherie, ho perduto ogni
energia!
RICC. Alla sua età?!... Più nessuna passione?!
SIL. No!
RICC. Nessun sentimento gentile?
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