telegrammi.
--Tutti e tre insieme sono arrivati?
--Sissignore... Le ricevute le ho firmate io.
Varedo li aperse a caso. Lesse nei primo: -Sincere condoglianze-. E
nel secondo: -Mi associo al vostro lutto-.
Diede una sbirciatina al nome dei mittenti, si strinse nelle spalle, e
con impazienza febbrile ruppe la busta del terzo dispaccio.
Ah, quest'era di San Giustino, e la fisonomia del nostro onorevole,
leggendolo, s'illuminava di soddisfazione e d'orgoglio.
Fatti due giri per la stanza, Alberto Varedo si fermò davanti a
Bardelli:--Scriva. -Deputato San Giustino--Roma.--Accetto. Parto in
giornata--Sarò a Roma domani--Varedo.- Questo lo spedirà primo, per
urgenza.... E ora che non ci sono più dubbi sul mio ingresso al
Ministero, ora che mi si offre non un semplice sottosegretariato, ma
un portafoglio, quello d'agricoltura, industria e commercio, le
rinnovo la domanda di ieri: Vuol venire alla capitale come mio
segretario particolare con lo stipendio, per ora, di tremila lire? Sì
o no?
Bardelli raccolse tutto il suo coraggio, e con voce abbastanza ferma
rispose:--Grazie, professore, ci ho riflettuto... Ma proprio non ho
attitudini per la politica.
--Un segretario particolare non ha bisogno di averne. Basta che sappia
eseguire.
--Sarà, ma sento di non esser nato per quell'ambiente.
--Vuol rifletterci ancora? Vuol consultare la sua famiglia e farmi
conoscer la sua decisione a Roma per sabato o domenica al più tardi?
Ormai Bardelli non pensava ad altro che a togliersi perfino la
possibilità della ritirata.
--Io la ringrazio di nuovo dal fondo del cuore, ma è inutile. Sarei un
pesce fuor d'acqua.
Alberto s'arricciò con le dita le punte dei baffi e disse in tuono
gelato:--Come crede.... A ogni modo, mi fa oggi quelle commissioni.
--Vado e torno col danaro--rispose Bardelli che non vedeva l'ora di
troncare il colloquio.
--Preghi l'ingegnere Aldini di passar da me--gli gridò dietro Varedo.
E prese a rileggere il telegramma di San Giustino il cui tenore lo
consolava del rifiuto dianzi subìto.
-Tutto va a gonfie vele. Avrei distribuito i portafogli così.- (E qui
seguiva la lista). -Manca il titolare per l'agricoltura e commercio
non essendoci potuti accordare con Modica per ragioni che esporrovvi a
voce. Anche in nome dei colleghi offrovi con calda preghiera
d'accettazione, anzichè il sottosegretariato interni, il portafoglio
disponibile. Se aderite, il Ministero è fatto, salvo approvazione di
Sua Maestà di cui non dubitasi. Telegrafate per urgenza e affrettate
vostra venuta Roma.-
Gustavo Aldini si fermò sulla soglia.
--Avanti!--disse Varedo.
--Chiedevi di me?
--Sì, per due ragioni.... In primo luogo t'annunzio che m'è offerto e
ho accettato il portafoglio di agricoltura, industria e commercio.
--Ah, non si tratta più d'un sottosegretariato ma d'un ministero?
--Già la sera della mia partenza da Roma San Giustino aveva lasciato
balenare la possibilità dell'offerta.
Questo non era vero; era vero piuttosto che si ricorreva a Varedo
soltanto dopo rotte le trattative con Modica; ma ognuno dà ai fatti
che lo guardano l'interpretazione che meglio gli conviene.
--Dunque sei Eccellenza?--ripigliò Aldini inchinandosi.--Mi
congratulo, signor Ministro d'agricoltura, industria e commercio.
--Alcuni lo reputano un Ministero secondario--(Varedo dimenticava che
fra questi -alcuni- c'era anche lui)--ma hanno torto... Del resto
l'importanza d'un Ministero deriva dal titolare... Cavour ha
cominciato di là...
Per correggere l'impressione della frase superba, Alberto
soggiunse:---Si parva licet componere magnis.-
E con apparente bonarietà rivolse allo zio una interrogazione
delicata:--Sii sincero, non hai fede in me?
--T'ho sempre creduto un uomo di molto ingegno e di molta
dottrina--rispose Gustavo.--Ma non so se, data l'indole de' tuoi
studi, il portafoglio dell'agricoltura e del commercio sia il più
adatto.... Hai la competenza tecnica?
--Oh!--ribattè Varedo.--Quella s'acquista.
E, tagliando corto, mutò argomento.
--L'altra cosa di cui volevo informarti è questa. Avrai certo inteso
più volte da tua nipote ch'io non rendo giustizia a Bardelli, che
scordo le sue grandi benemerenze verso di noi, che non lo appoggio,
che non lo aiuto.... Sì, sì, è una delle accuse che mi fa mia
moglie... Ebbene; io ho proposto ieri, e ho riproposto or ora a quel
giovinotto di venir meco a Roma in qualità di mio segretario
particolare con uno stipendio di tre mila lire l'anno... Puoi
immaginarti ch'è un impiego a cui non mancheranno gli aspiranti, e non
avrò che l'imbarazzo della scelta... Il signorino ha rifiutato in modo
assoluto, reciso.
--E che ragioni adduce?
--Dice che non è nato per la politica... Ma è un pretesto... La
ragione vera la ho capita io... e sono stato anche troppo tempo a
capirla, e fino a ieri m'illudevo che Bardelli mi fosse devoto,
affezionato come per lo addietro... La ragione vera, eccola. Nel
dissidio sorto fra me e Diana, Bardelli ha preso partito per mia
moglie. Ai suoi occhi come agli occhi di Diana io sono un reprobo, e
la sua coscienza gli vieta di accettare una posizione che lo
metterebbe in contatto diretto con me... Di ciò non mi curo; mi basta
che tu sia in grado di testimoniare che io ho fatto per quel signore
ciò che dipendeva da me.
--A Diana dispiacerà senza dubbio che Bardelli perda l'occasione
propizia... E s'egli ha agito così per motivi a cui tu alludi, ella
stessa potrebbe...
--Intercedere forse?--protestò fieramente Varedo.--Ci vorrebbe anche
questa!... No, no, è una faccenda liquidata... Il posto sarà coperto
domani da qualcheduno meno superbo e meno scontroso del professorino
Bardelli.
--Oh!--replicò l'ingegnere.--Figuriamoci! In Italia i sollecitatori
d'impieghi sono legione. Quello ch'è difficile trovare da per tutto è
un uomo che per uno scrupolo morale, sia pure ingiustificato,
sacrifica il proprio interesse.
--Tu lo approvi?
--Lo considero una rarità della specie... Posso anche disapprovarlo;
non posso a meno di stimarlo.
--Oh per questo--esclamò Varedo alquanto piccato del linguaggio di
Gustavo Aldini--accomodati pure... E se ti fa piacere lo stimerò anche
io, ma cesserò d'occuparmi di lui.
Poco dopo Alberto e Gustavo si separarono freddamente. Ogni minuto che
passava li divideva di più, dava maggior risalto alle differenze dei
loro caratteri, ravvivava la vecchia antipatia, i vecchi rancori...
Restando ancora insieme, avrebbero finito col trovarsi uno di fronte
all'altro in aperta ostilità, come circa tre anni addietro, in quella
calda sera di luglio, sulla terrazza del Lido.
Varedo prese il primo treno diretto per Roma. Aldini tornò all'albergo
ov'era disceso venendo a Torino, e ove s'era sempre tenuto una camera
benchè nelle ultime notti della malattia di Bebè egli dormisse in casa
di sua nipote.
--Mi prepari il conto--egli ordinò al direttore dell'albergo.--Parto
stasera.
--Per Modane alle 23.25?--chiese il direttore che credeva esser questa
la sua direzione.
--Glielo saprò dire più tardi.
E, cedendo al suo gran bisogno di quiete e di solitudine, Aldini salì
nella stanza, vi si chiuse a chiave, e s'accinse a fare le sue
valigie.
--È vero--egli pensava--è vero... Nel lasciar Venezia io avevo in
animo di proseguire per Parigi e per Londra, e invece sono rimasto qui
ad assistere a questa nuova tragedia, e ho messo in seconda linea gli
affanni miei, e ho quasi dimenticato il fine del mio viaggio... Avrei
ben diritto di ricordarmene oggi, di cercare uno svago a questa cura
assidua che mi rode... Uno svago?... Ma ce ne può essere?... Ma posso
io volere che ce ne sia... dopo tre settimane dacchè -ella- è morta?
Tre settimane! E un mese fa ella era sana, florida e lieta, e guardava
piena di fede al futuro, e affrettava col desiderio il giorno in cui
avrebbe portato il mio nome!... "Sono troppo felice--ella mi diceva
una sera.--Ho paura..." E s'ammalava subito dopo... e l'ho vista
morire... e ho sentito la sua mano irrigidirsi nella mia... ho letto
ne' suoi belli occhi gonfi di lacrime tanto amore e tanta pietà...
Come era buona e gentile! Com'era superiore ai farisei che la
giudicavano!... Com'era pronta a consolare gli afflitti, a soccorrere
i deboli, a sollevare i caduti!... Ah non c'è altra gioia al mondo per
me... non c'è altri per amarmi...
Gustavo Aldini si pentì di questa sentenza assoluta, e mentalmente ne
chiese perdono alla Valeria che gli aveva sempre voluto bene, che ne
aveva voluto molto anche a -lei-, ed era impaziente di potere, in
faccia a tutti, chiamarla sorella.... Povera Valeria!... In mezzo a
quante tristezze le toccava vivere! Prima il colpo di fulmine
dell'Adelaide, poi la lenta agonia della nipotina, e ora la pena
immensa di veder Diana in disaccordo col marito!... Ed egli la
lasciava proprio in questo momento, quand'ella aveva forse più bisogno
del suo aiuto, del suo consiglio, della sua compagnia?... Ma che ci
andava egli a fare a Londra e a Parigi? Che sperava da questa pazza
corsa attraverso l'Europa?
Con una risoluzione subitanea egli suonò il campanello e disse al
cameriere:--Anzichè la linea di Modane prenderò quella di
Milano-Venezia.
Il cameriere s'inchinò:--Alle 19.55. L'omnibus parte dall'albergo alle
19.30.... Il signor ingegnere ha tempo di pranzare a -table d'hôte-.
--Sta bene. Discenderò. Mandate un facchino per le valigie.
E alle 19.55, allorchè il treno si mosse, Gustavo Aldini provò una
sensazione d'inusato benessere. Egli s'avvicinava ai luoghi ove aveva
goduto e sofferto, ove avrebbe potuto esser utile a qualcheduno e
parlar con qualcheduno del suo dolore... ove la tomba recente della
sua donna adorata aspettava nuove ghirlande a sostituir quelle che,
tre settimane addietro, egli vi aveva deposte.
INDICE
Capo I.--Una promessa di matrimonio Pag. 1
» II.--In casa degli sposi » 19
» III.--La famiglia Bardelli» 31
» IV.--Al Lido » 45
»V.--Nel travaglio del parto» 79
» VI.--Nuovi orizzonti » 97
» VII.--Due «maiden-speeches» » 115
»VIII.--Fiasco » 129
» IX.--Eugenio Bardelli si sente una pulce nell'orecchio » 143
»X.--Nella bottega dell'orefice» 161
» XI.--Effusioni epistolari» 179
» XII.--A Roma » 193
»XIII.--Una festa che principia male... » 211
» XIV.--.... e finisce peggio » 227
» XV.--La fuga » 253
» XVI.--Fra i crucci propri e gli altrui» 275
»XVII.--Una scaramuccia coniugale » 289
» XVIII.--Quando le disgrazie cominciano!... » 303
» XIX.--Per un calice » 323
» XX.--Fra due doveri» 339
» XXI.--Un intermezzo glorioso » 361
»XXII.--Da Roma a Torino » 373
» XXIII.--Dinanzi alla piccola morta» 397
»XXIV.--Un ministero fatto e una famiglia disfatta » 417
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