-(trattenendo l’ira)- A darmi i chiarimenti che desidero.
-Betta-
Si tratterebbe d’un furto commesso in casa nostra. Mi pare che m’hai
scritto così. Ma come? Ma quando? Non capisco. In casa ho rovistato
dappertutto, e non manca assolutamente nulla.
-Il Commissario-
Ah sì? Assolutamente nulla? Il caso è davvero singolare. Un ladro è,
senza dubbio, penetrato in casa nostra poco prima delle dieci e mezzo di
iersera; e quindi, dandosi alla fuga, è cascato dal muro del giardino e
s’è fracassato....
-Betta-
-(ansiosa)- S’è fracassato?...
-Il Commissario-
-(sogghignando)- Quasi niente; ma, in compenso, è stato arrestato!
-Betta-
-(parlando a stento)- Ma era, poi, certamente un ladro?
-Il Commissario-
Non è vero, Oscar Gentiletti? Avete voi confessato d’essere un ladro?
-Oscar-
-(balbettando)- Sì, cavaliere....
-Betta-
-(ha un sorriso di gratitudine.)-
-Il Commissario-
E, intanto, in casa nostra, non manca assolutamente nulla! Anzi, forse,
chi sa, a cercar bene,... ci si troverebbe qualche cosa di più!
-Betta-
È strano!
-Il Commissario-
È stranissimo! Ma udite, udite, moglie mia, quest’altro particolare
anche più strano. Io ho fatto perquisire il ladro.... Ebbene, gli è
stato trovato indosso... -(ringhiando)- il vostro ritratto! -(in fretta,
cava di tasca una fotografia e gliela getta innanzi.)-
-Betta-
-(raccogliendo il ritratto e animandosi d’un subito)- Il ritratto della
nostra serva!!?
-Il Commissario-
-(in un sussulto di rabbia e mortificazione, tra sè)- Maledetto!... mi
sono sbagliato!...
-Betta-
-(riacquistando coraggio)- E c’è perfino una dedica, e che dedica! È
firmata «Teresina», e dice: -(legge:)- «Al mio -amatisime Cucù-».
-Il Commissario-
-(fingendo meraviglia)- -Cucù-!?
-Betta-
-Cucù-!
-Oscar-
-Cucù-!!
-Betta-
Ah! ora comprendo!... -(Con malizia)- Il signore... come si chiama?...
insomma il signor -Cucù-... è un ladro di cuori. Ma è discreto. Si
contenta di rubare quello delle serve.
-Oscar-
-(tra sè, rallegrandosi)- Magnifico!
-Il Commissario-
-(a Betta, fremendo)- Smettete, signora moglie! Il ritratto trovato
indosso a lui è un altro... -(Lo cerca nelle tasche.)-
-Betta-
-(seria)- Prego, signor marito. Se possedeste il ritratto della nostra
serva senza averlo trovato indosso all’amante di lei, l’-amatisime Cucù-
non sarebbe più lui -(indicando Oscar)-, ma, caro Commissario, sareste
voi! A conti fatti, non vi resta che mettere in libertà l’amante. Quanto
a me, provvederò a mettere in libertà... la serva!
SCENA V.
IL COMMISSARIO, OSCAR, BETTA, IL BRIGADIERE, -poi- LA GUARDIA.
-Il Commissario-
-(mordendosi le labbra, suona il campanello. Il brigadiere compare)-
Malomone, liberate il signore!
-Il Brigadiere-
Il ladro?
-Il Commissario-
Ma che ladro!... Purtroppo, egli è innocente!
-Il Brigadiere-
-(avvicinandosi a Oscar e stringendogli la mano)- Le mie
congratulazioni!
-Oscar-
-(piano a Malomone)- Sì, sì, ma sarebbe meglio che pensaste ai casi
vostri quando alle undici della sera state in colloquio amoroso... con
qualche Teresina... presso il giardino del Commissario!
-Il Brigadiere-
-(a bassa voce, in preda a una forte commozione)- Avete detto al signor
Commissario d’avermici visto?!
-Oscar-
Naturalmente. -(Tra sè)- Ora li servo io tutti e due! -(A Malomone)-
Egli aspetta che vi discolpiate.
-Il Brigadiere-
-(con una risoluzione coraggiosa si rivolge al Commissario, gridando.)-
Signor Commissario!...
-Il Commissario-
-(che era assorto, salta dalla sedia.)- Cos’è?!
-Il Brigadiere-
Erano circa le undici quando io... non attraversavo per caso quella via.
-Il Commissario-
-(infastidito)- Non me ne importa niente!
-Il Brigadiere-
Io debbo discolparmi, signor Commissario!
-Il Commissario-
Auff! Discolpatevi, ma... velocemente.
-Il Brigadiere-
Noi due ci parlavamo, è vero; ma essa era dentro, ed io ero fuori!
-Il Commissario-
Essa, chi?
-Il Brigadiere-
Teresina.
-Il Commissario-
-(trasalendo)- Teresina!?
-Il Brigadiere-
-(piantandosi militarmente e portando la mano alla visiera, come se
urgesse il saluto militare.)- Signor commissario..., è la natura che lo
vuole! Io sono giovane... ella è giovane... siamo giovani tutti e due...
Ci vedemmo, ci piacemmo, ci guardammo, ci parlammo, ci amammo.
-Betta-
Oh! questa è carina! Il brigadiere è il rivale di -Cucù-.
-Il Commissario-
-(scoppiando)- Ed è così, Malomone, che la sera vegliate alla sicurezza
della città? Voi mentite al Commissario di polizia, voi testimoniate il
falso, voi disonorate la divisa di brigadiere! La vostra condotta,
Malomone, è scandalosa. -(Suona il campanello. Si avanza la guardia
Fasanisi.)- Fasanisi, mettete agli arresti il brigadiere Malomone.
-La Guardia-
Insieme col ladro?
-Il Commissario-
No! del ladro non so che farmene!
-La Guardia-
-(a Malomone)- Brigadiere Malomone, in nome della legge io vi arresto!
-Il Brigadiere-
-(consegnandogli tragicamente la daga)- Teresina, tutto per te! -(A un
cenno di Fasanisi, va via a passi gravi, col capo chino e le braccia
piegate.)-
-La Guardia-
-(seguendolo maestosamente)- Io accorsi prima di lui....
-Oscar-
-(tutto cerimonioso, va a stringere la mano al Commissario)- Cavaliere,
scusi l’incomodo....
-Il Commissario-
-(inconsciamente cerimonioso anche lui, l’accompagna sino alla porta)-
Oh! si figuri....
-Oscar-
Fortunatissimo d’averla conosciuta....
-Il Commissario-
La fortuna è tutta mia.... Si conservi...
-Oscar-
A rivederla.
-Il Commissario-
A rivederla.
-Oscar-
-(esce.)-
-Betta-
-(si avvicina al Commissario: gli sorride sardonicamente, e, con voce
melliflua, gli dice:)- Quando amate sul serio, caro Commissario, siete
vendicativo coi vostri rivali. Avete punito il brigadiere... della
serva; ma non avete sentito il bisogno di punire il ladro... della
moglie.
-Il Commissario-
-(solenne)- Signora! Vi prego di credere... che la legge non è uguale
per tutti! Cioè no.... Che diavolo mi fate dire!...
-(Sipario.)-
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