NANETTA -(a lui)- Ne hanno piacere. Lasciami dire. -(E, sempre più presa dal bizzarro nervosismo, si rivolge alle cinque donne che quasi la circondano)- Sì, tra me e lui, accadde qualche cosa che gli assicurò la più completa libertà del suo cuore, la più completa libertà della sua giovinezza! Egli ha potuto disporne, infatti, con la gioia di chi dispone d'un patrimonio inesauribile, ha potuto vivere libero, agile, con l'animo pronto ogni giorno a riamare; ha potuto... promettere sinceramente a loro tutte un po' d'amore e darne, forse, a qualcuna di loro, un po' più di un poco. -(Eccitandosi intimamente d'una ebbrezza amara)- Dianzi, io mi sentivo avvilita. Questo piccolo consesso di galanteria, in attesa del guerriero disputato, si divertiva di me, timida intrusa dal viso avvizzito, che era venuta ugualmente ad attenderlo, senza averne il diritto. Ma se loro avessero indovinato le vecchie vicende della vecchia cugina, mi avrebbero invece accolta con simpatia, perchè avrebbero compreso di dover essere grate -(in un tono umilissimo)- precisamente a me... di quel tanto d'amore promesso o già offerto da lui. Non è così, Enrico?... Dillo tu. Attestalo tu alla tua amante e alle tue amiche che ora mi stanno ad ascoltare attonite. Aiuta la povera zitellona a soddisfare la sua vanità innocua... LE CINQUE DONNE -(sono lì veramente attonite, guardandola, senza più sorridere.)- ENRICO -(ha sopportato, con inquietudine, la bisbetica loquela di Nanetta, e, stretto tra la deferenza che le deve e l'imbarazzo che ella gli procura, si confonde, s'impappina)- È così, è così... Ogni tua parola corrisponde... a una verità! Tu fosti per me... NANETTA -(interrompendo con squisito umorismo)- No... Lascia andare. Quel che io fui per te, ti dispenso di dirlo, perchè temo che tu non lo ricordi con precisione. E, del resto, io non desidero altro. -(Scherzosamente)- Mi hai riabilitata al cospetto delle mie graziose tormentatrici, e quindi posso restituirti, tardi ma in tempo, alle tue occupazioni. Hai ancora tanti baci da distribuire... ENRICO -(rianimandosi di schietta cordialità)- Consentirai, almeno, che faccia io una visita a te, oggi stesso. NANETTA Figùrati! Ne sarei felicissima, ma io riparto immediatamente. ENRICO Hai una fretta inverosimile! NANETTA È il mio regime, oramai. Mi metto in treno o in automobile e corro e corro e corro!... Non so perchè, mi sembra che a furia di correre io riesca ad abbreviare le ore, ad abbreviare i giorni, ad abbreviare gli anni... Non puoi immaginare come sono lunghi gli anni per chi non ha più nulla da fare! ENRICO -(ansioso)- Ma, dunque, quando ci rivedremo, Nanetta? NANETTA -(con falsa disinvoltura)- Probabilmente, mai più. Se càpito in America, per esempio, addio Europa! Ma, in compenso, durante i miei viaggi, ti manderò spesso...... delle cartoline illustrate con un saluto affettuoso. -(Affaticandosi in un brio eccessivo di cui s'intravvede il fondo desolato)- Sei contento? ENRICO -(con una mesta ironia)- Oh, contentissimo! NANETTA E tu me ne manderai altrettante. Senonchè... ENRICO Senonchè? NANETTA In una di esse, a tua scelta, ci metterai... -(S'interrompe.)- ENRICO Ci metterò tutto quello che vuoi. NANETTA ... «Un bacio per Nanetta». -(Indi, vivacissima)- E sì, per bacco! Prima di morire voglio averlo anch'io un bacio d'un uomo, almeno in iscritto. ENRICO -(trasalisce d'un sùbito e le fissa in volto uno sguardo che vale cento sguardi insieme.)- NANETTA Cos'è? Hai l'aria di meravigliarti?... -(E, con un forte balzo del pensiero)- Ah, già!... È giusto! È giusto!... Hai ragione... Che smemorata che sono! Che smemorata!... -(La piglia un piccolo riso convulso, mentre gli occhi le si riempiono di lagrime.)- ENRICO -(ansioso, incapace di raccapezzarsi)- E di che ridi, adesso? ROSSANA -(pianissimo alle altre)- Ma è un riso che somiglia al pianto! NANETTA Vuoi proprio saperlo di che rido?!... ENRICO Sì. -(Un breve indugio.)- NANETTA -(ha cessato di ridere. Gli si accosta un po' di più, come per sottrarsi alquanto all'ascoltazione delle donne. Il suo accento si fa fievole e soave)- Ebbene,... ti prometto che quando, dopo tanto viaggiare, partirò finalmente per l'ultimo viaggio, ti lascerò una lettera lunga lunga lunga:... una lettera dalla quale saprai tutto ciò che vorresti sapere in questo momento. La leggerai, lo so, con molta pena, e poi... dirai due parole che non hai mai pronunziate... -(Le tornano le lagrime agli occhi, e già qualcuna le riga le guance)- Dirai: Povera Nanetta! NINÌ -(intenerita, mormora alle compagne:)- Chi sa perchè! ENRICO -(in uno sbalordimento angoscioso)- Quante stranezze, Nanetta, nella tua esistenza! NANETTA Nessuna!... Te ne convincerai tu stesso, a suo tempo. -(Si rivolge repentinamente alle donne, con un ritorno di vivacità fittizia)- E, questa volta, ho finito davvero, signore mie. Più nulla da rettificare, più nulla da rinvangare, più nulla da promettere. Più nulla di nulla!... Tutto sommato, sono stata noiosa parecchio con le mie malinconiche goffaggini; ma loro, in fondo, son brava gente, e spero... che vorranno perdonarmi. CLAUDINE -(con sincera resipiscenza, quasi con sommissione)- Voyons, donc! C'est idiot!... Ci aspetterebbe a noi di farci pardonare dalla signorina... NANETTA -(dolcemente grata)- Perdoniamoci, dunque, a vicenda, e anche,... perchè no?..., separiamoci con una buona stretta di mano. -(Stende le mani, offrendole)- Significherà bene che la nostra breve conoscenza non lascia in noi nessun cattivo ricordo. -(Le CINQUE DONNE appaiono impacciate, esitanti, umilissime.)- CLAUDINE Certamente. ROSSANA Un cattivo ricordo?!... AMALIA Tutt'altro!... ALBERTINA Tutt'altro!... -(E CIASCUNA, compresa da una singolare emozione, le stringe la mano.)- NANETTA Ecco: così. NINÌ -(non osa e si ritrae un poco.)- NANETTA E lei, no?... NINÌ Anzi! -(Si decide a imitare le compagne. La sua emozione è anche più intensa.)- La ringrazio. NANETTA -(fissandola un istante)- Com'è giovane, lei! Ed è la sola che sembri scontenta... NINÌ -(timorosa, protestando)- No, signorina!... NANETTA Non abbia paura... Ignoro l'arte di leggere il pensiero... -(Poi, a Enrico, in un tono di celia affettuosa:)- E ora, per te, cugino: la più forte stretta di mano di tutta la mia vita! Tu non hai libera che la sinistra... Tanto meglio! Quella del cuore. ENRICO -(gliela dà, e, celiando anche lui tristamente, ripete:)- Quella del cuore. NANETTA -(glie la serra, glie la chiude tra le sue con una infinita tenerezza dolente, con l'anima che è tutta un tremito.)- E bada, Enrico, bada di esser felice, sai! Non mi commettere la mal'azione di non esserlo! ENRICO Cercherò. NANETTA -(gli lascia la mano)- Vado. ENRICO Ma io ti accompagno... Ti accompagno sin giù... NANETTA -(con un accento di energia scherzosa)- Proibizione assoluta di accompagnarmi! Comando io,... come sempre. ENRICO Obbedisco. -(Uno strazio sordo, indeterminabile, lo paralizza, gli torce i nervi, gli preme il cervello. Non più una parola, non più un gesto.)- -(Il silenzio di pochi attimi pare un lungo silenzio.)- NANETTA -(dominandosi, si avvia per uscire.)- LE CINQUE DONNE -(s'inchinano, riguardose.)- NANETTA -(giunta all'uscio, si volta, sforzandosi ancora di sorridere.)- Ti raccomando, eh?... Quella cartolina... ENRICO Sì, Nanetta. NANETTA -(esce.)- LE CINQUE DONNE -(confusamente commosse, restano immobili, guardando la porta.)- ENRICO -(a stento trattiene il pianto.)- SIPARIO. (FINE DEL DRAMMA). Nota del Trascrittore Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. 1 2 - ( ) - . . - ( , 3 , 4 ) - , , 5 , 6 ! , , 7 ' , , , 8 ' ; . . . 9 ' ' , , 10 , ' . - ( ' 11 ) - , . 12 , , , 13 , 14 , . 15 , 16 , - ( 17 ) - . . . 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