AMALIA
Io, un -fondant-.
NINÌ
Io, una rosa.
-(Eseguono.)-
ROSSANA
Quanto a me, non voglio rubarti un bel niente!
CLAUDINE
Prends garde per la coda di paglia, Rossana! Et à bon entendeur, salut!
ROSSANA
-(piano)- Sciocca!
ALBERTINA
-(offrendo alle altre, con in mano la scatola)- Vi servite anche voi?
AMALIA
-(servendosi)- Quel che si lascia è perso.
NINÌ
Lo sai che non fumo.
ROSSANA
Io fumo le mie. -(Cava dalla sua borsa un portasigarette e un
portafiammiferi, l'uno e l'altro d'oro, cercando di mostrarli.)-
-(Ricomincia il cicaleccio della maldicenza. -- AMALIA, ROSSANA,
ALBERTINA accendono le sigarette, fumano.)-
ROSSANA
Tre ore davanti allo specchio, anche oggi! Non par vero!
ALBERTINA
Ci giurerei che non è neppure in pena per quel disgraziato che si batte
per lei.
AMALIA
Come vuoi che sia in pena se iersera lei stessa gli montò la testa
contro il marchesino?
NINÌ
Che cattiva!
ROSSANA
-(con ostentato disgusto, ad Amalia)- Ne sei sicura?!
AMALIA
Ero lì.
LE ALTRE
-(circondandola, assediandola)- Racconta... Racconta...
SCENA TERZA.
CLAUDINE
-(in un'acconciatura eccessivamente alla moda, il volto pitturato e
patinato come una maiolica -- entra, dandosi l'aria di essere
agitatissima)- Abbiate pacienzia!... Sto così disturbata, sto così
buleversata che per vestirmi ci è voluta 'a mano de Dio!
ALBERTINA
Lo dicevamo, pocanzi: «quella povera Claudine sarà sui carboni ardenti».
CLAUDINE
Albertina mia, aggio passato 'o guaio!
AMALIA
Il guaio, veramente, è più suo che tuo.
ROSSANA
Soprattutto se le busca!...
NINÌ
-(con sincera trepidazione e con sincera stupidità)- Ma non si poteva
evitare questo inconveniente del duello?
-(Siedono. -- CLAUDINE e ROSSANA, vicine, in atteggiamenti importanti, si
squadrano a vicenda, esaminando ciascuna la toletta dell'altra.)-
AMALIA
-(con saccenteria)- E no! Non si poteva.
CLAUDINE
C'est idiot!
AMALIA
Quando è in gioco la gelosia, non c'è modo di tentare un accomodamento.
Quel buon Enrico ha il difetto di essere geloso!
CLAUDINE
È nu brutto difetto che sul'a Napoli si trova!
ALBERTINA
Si troverà anche a Parigi, probabilmente.
CLAUDINE
Tu scherzi! On n'a jamais vu un homme jaloux à Paris!
ROSSANA
Però, dicono che tu fai di tutto per stuzzicare la gelosia di Enrico.
CLAUDINE
Gesù! Cheste so' cose 'e pazze!
ROSSANA
Lo dicono.
CLAUDINE
Ces sales mufles de napolitains!
ROSSANA
Del resto, sarebbe una precauzione. Il miglior mezzo per trattenere un
uomo è quello d'ingelosirlo.
CLAUDINE
-(accendendosi a un tratto e levandosi rabbiosa ed energica)- Je te prie
de croire, ma chère Rossana, che a me non mi abbisognasse affatto di
trattenere Enrico, par ce que je suis sûre qu'il m'adore et qu'il n'y a
pas de femmes au monde qui pourraient me l'arracher!
ROSSANA
-(inalberandosi alla sua volta, anche lei si alza tutta accesa)- Oh
oh!... Oh oh!... Parigina di Marsiglia, fanne a meno di scaldarti tanto
con me! E se sul serio credi che io te lo voglia rubare, mi fai pietà,
sai.
CLAUDINE
Je te connais comme ma poche, ma ti ripeto che non aggio paura, io! Je
m'enfiche comme de l'an quarante!
AMALIA
-(sempre con la sua intonazione di sapienza)- Sta' in guardia, Claudine!
Tu t'illudi troppo sulla costanza di quell'uomo. Non adorava forse anche
me? Eppure, all'improvviso, mi piantò.
CLAUDINE
Uh, Sant'Anna mia! Vai a scavare nu muorto de quindici anni fa!
AMALIA
-(scatta in piedi, molto offesa, molto irritata, rintuzzandola)- Che
importa l'epoca?!... Io ti dico che egli mi dette tali prove d'amore...
che tu saresti contenta, magari, di sognartele!
CLAUDINE
Tiens, tiens, tiens, tiens!
AMALIA
E, per tua norma, se avessi saputo approfittare del momento buono, egli
mi avrebbe perfino sposata!
CLAUDINE
-(con una esplosione plebea, schiamazzando)- Neh, tu a chi vuo' rompere
le stivali?... Enrico si avrebbe sposata na canzonettista?! C'est à se
tordre! Chillo non si mariterebbe nemmeno con me, che non mi sono mai
ribbassata al cafè-concerto e aggio fatta sempre la signora!
AMALIA
Accidente, che signora!
CLAUDINE
-(continuando con sguaiataggine piazzaiola)- Tu hai stata il suo debutto
nelle sciantose e di chesto ti puoi avvantare. Ma nu capriccio
qualunque, nì più nì meno di cento altri capricci di cafè-concerto che
gli dava alla pelle.
ALBERTINA
-(ribellandosi e levandosi, vivacissima)- Capriccio! Capriccio!... Che
significa capriccio?!... Io sono nel caffè-concerto, e l'anno passato
fui la sua amante come ora sei tu.
CLAUDINE
-(trivialmente, piantandosi le mani nei fianchi)- Overo?!... E per
quanto tiempo?
ALBERTINA
Per più di un mese!
CLAUDINE
Per più di un mese, chillo fece la navetta tra te e Ninì.
NINÌ
-(alzandosi furiosa)- Che c'entro io?
ALBERTINA
-(a Ninì, spalancando gli occhi)- Come? come? come?!...
AMALIA
-(a Ninì, investendola con una specie di giubilo chiassone)- Anche tu,
dunque, ci sei passata?!
ROSSANA
-(a Ninì, canzonandola)- Senza il permesso di mammà?
NINÌ
-(eccitandosi infantilmente)- È una falsità! È una menzogna! È
un'infamia di Claudine!... Io sono una ragazza onesta!
CLAUDINE
A che ora, Ninì, sei onesta?
-(Gran risata delle altre.)-
NINÌ
A tutte le ore, perchè non faccio la canzonettista per diventare una
-cocotte-!
CLAUDINE
Aggio capito: la fai per addiventare Adelina Patti!
-(La risata si rinnova più clamorosa.)-
NINÌ
-(scoppiando a piangere)- Siete tutte maligne! Siete una peggio
dell'altra! Malvage! Perverse!
CLAUDINE
-(accostandosele con un'affettuosità di persona superiore)- Voyons,
voyons, Ninì! C'est idiot!
NINÌ
-(piangendo)- Non c'è stato mai niente tra me e il signor Enrico. Mai,
mai! E mai niente ci sarà!
CLAUDINE
Eh bien, va: je le regrette pour toi, ma petite, perchè ti attesto...
che ne vale la pena! Facimmo na bella pace, mo... -(l'abbraccia, la
bacia)- e nun ne parlammo cchiù!
AMALIA
E con me?
ALBERTINA
E con me?
ROSSANA
E con me?
CLAUDINE
-(in un tono e in un atteggiamento di scherzosa autorevole indulgenza)-
Mais quoi, donc!... Tra di noi?!... Ci rompiamo le corna, ma stammo
sempre in pace... per solidarietà!
SCENA QUARTA.
-(Si bussa lievemente alla porta in fondo.)-
AMALIA
-(a Claudine)- Bada che bussano.
CLAUDINE
Entrez. Entrez.
-(La porta si apre. Comparisce NANETTA. È molto invecchiata: più
invecchiata di quanto per gli stessi anni trascorsi ella dovrebb'essere.
I pochi resti della sua graziosa bellezza sopravvivono sperduti nelle
tristi avarìe. I bei capelli abbondanti sono brizzolati, pressochè
grigi. Le armoniche linee del corpo snello e flessuoso si sono deformate
nell'arida rigidità. Le guance, non soccorse da verun artificio, sono
scolorate e un po' flosce, e fanno già una piega agli angoli della
piccola bocca. Le labbra vizze smorzano la lucentezza perlacea dei
denti. E anche i grandi occhi, tra la crudeltà delle prime rughe,
sembrano due grandi fiori quasi appassiti. Alle tempie, alla fronte, le
si stende come un'ombra gelida. Veste un abito da viaggio, di austera
signorilità.)-
NANETTA
-(ritraendosi immediatamente per andarsene)- Oh, scusino... Credevo
che...
CLAUDINE
Ma di chi cercate?
NANETTA
-(sostando)- ... Cerco del signor Enrico Carmineti. Il portiere
dell'hôtel non ha creduto opportuno di farmi annunziare e mi ha mandata
qui, al numero ventotto... Sarà stato uno sbaglio.
CLAUDINE
Mais non, mais non, mais non. -(Sforzandosi di parlare il suo migliore
italiano)- Questo è l'appartamento del signor Carmineti; ma lui è
sortito da il mattino.
NANETTA
E potrei, almeno,... avere qualche notizia?
CLAUDINE
Del duello, forse?
NANETTA
Appunto.
-(Tutte la guardano attentamente.)-
CLAUDINE
Abbisogna che lui sarà ritornato.
NANETTA
-(con dubbioso ritegno)- Sicchè,... dovrei... dovrei tentare più tardi?
CLAUDINE
Ce n'est pas la mer à boire! Del resto, -(con prosopopea da gran
signora)- si lei non vulete andare e venire, lei putete attendere qua.
NANETTA
-(incerta tra la ritrosa timidità e l'ansia di sapere)- Temo...
d'incomodare...
CLAUDINE
Pas le moins du monde! -(Con un gesto d'invito)- Favorischi!
Favorischi!...
NANETTA
-(si avanza un po', esitando.)-
ROSSANA
-(a Claudine, passandole vicino, alle spalle)- Sarà la madre.
CLAUDINE
-(a Nanetta, insistendo)- Ma favorischi!
NANETTA
-(avanzandosi di più)- Allora, profitterò... perchè mi preme di essere
informata al più presto possibile.
CLAUDINE
E, prego: con chi aggio l'onore di parlare?
NANETTA
Io sono... una cugina del signor Carmineti.
CLAUDINE
Una cucina? -(Incredula, guardandola da capo a piedi)- Lui non mi ha mai
detto di avere una cucina.
NANETTA
... Non gli sarà parso interessante per lei.
CLAUDINE
-(con una punta d'umorismo)- Voyons! Il vous a fait du tort! Sedete,
sedete. -(Affrettandosi a indicarle il divano)- Una cucina di Enrico,
toujours la bienvenue!
NANETTA
-(senza decidersi a sedere)- Troppo buona!...
CLAUDINE
-(rivolgendosi alle altre con uno zelo e con un sussiego di padrona di
casa)- E sedete tutte, per carità! Non mi fate i cannelieri!
AMALIA
Ma certo che sediamo!
-(Gran movimento di sedie e scambi di occhiate.)-
CLAUDINE
-(accostando una sedia a Rossana)- Questa per te.
ROSSANA
-(di sfuggita, senza curarsi di abbassare la voce quanto dovrebbe)- Non
è sua madre: è una sua ex amante.
CLAUDINE
-(subito, assentendo)- C'est évident!
ROSSANA
Ci divertiremo.
NANETTA
-(coglie le parole e ne ha una scossa brusca. Non sa in che modo
regolarsi. Resta lì, presa come in una trappola.)-
CLAUDINE
-(voltandosi a lei)- Ancora all'in piedi? Lei vi mettete forse appaura
di sedere?
NANETTA
Ma no... Seggo... Grazie. -(Siede.)-
ROSSANA
-(ha comunicato immediatamente la sua scoperta ad Amalia, ad Albertina,
a Ninì, che le si trovavano dietro.)-
-(Esse ridacchiano, s'incuriosiscono. Ninì è un po' più riservata.
Prendono posto intorno come per assistere a uno spettacolo.)-
CLAUDINE
-(si è già seduta presso Nanetta e ha taciuto aspettando che le altre
sedessero)- E... prego: il vostro riverito nome?
NANETTA
Nanetta d'Altuna.
CLAUDINE
«Nanetta»?
NANETTA
Già: «Nanetta». Mi hanno sempre chiamata così, e non so pensare di
chiamarmi altrimenti.
-(Le altre quattro donne sono attentissime, di una burlesca
attenzione.)-
CLAUDINE
-(per prolungare l'interrogatorio)- «Signora» o «Signorina»?
NANETTA
-(subendo penosamente lo scherno che intuisce)- Come vuole.
CLAUDINE
Lei avete l'aria di essere una vedova.
NANETTA
Non ho mai avuto un marito vivo: non posso avere un marito morto.
CLAUDINE
-(in un tono di omaggio)- E allora, vi attocca: «signorina».
NANETTA
-(stringendosi nelle spalle)- Benissimo.
AMALIA
-(frena un piccolo scroscio di riso.)-
NANETTA
-(ode e si rassegna, paziente. Poi, a Claudine)- E lei... sarebbe...?
CLAUDINE
Claudine Ranier, s'il vous plaît.
NANETTA
Grande amica -- si vede -- del signor Carmineti...
CLAUDINE
Oh, quelque chose de plus, voyons!
NANETTA
Si, si, capisco.
ROSSANA
Siamo tutte grandi amiche del signor Carmineti, signorina.
-(Ricalcando)- Claudine è la sua amante, ecco: la sua amante di oggi.
CLAUDINE
E di domani, si la signorina permette.
NANETTA
Per conto mio, s'accomodi.
AMALIA
Ne ha avute, eh?, delle amanti quell'ometto lì!
CLAUDINE
Parbleu!
ALBERTINA
Chi sa quante!
AMALIA
Chi sa quali!
ROSSANA
Lei, signorina, non ne ha mai conosciuta nessuna?
-(Sorridono tutte.)-
NANETTA
... Non ne ho avuta l'occasione.
ROSSANA
Forse, vive molto appartata...
CLAUDINE
Molto ritirata...
NANETTA
Ritirata, no. Passo il mio tempo a viaggiare.
ALBERTINA
«Chi viaggia non invecchia»... dice un proverbio.
NANETTA
È un proverbio che non conosco, ma non importa!
ROSSANA
E viaggia sola, la signorina?
NANETTA
-(fingendo di non accorgersi della continua canzonatura)- Sì, ho
l'abitudine di viaggiare sola.
ALBERTINA
-(come se la commiserasse affettuosamente)- O Dio! Sola sola?!
CLAUDINE
C'est assommant!
AMALIA
-(con comica serietà)- Viaggerà per lo meno con un cagnolino, che
diamine!
-(Danno in una breve risata CLAUDINE, ALBERTINA, ROSSANA e anche NINÌ.)-
AMALIA
Ma, scusate: che c'è da ridere?
NANETTA
-(si leva di scatto, livida in volto.)-
CLAUDINE
Qu'est ce qu'il y a, signorina?
NANETTA
No... niente... Pensavo d'andarmene...
TUTTE E CINQUE
-(alzandosi simultaneamente)- Perchè?... Perchè?...
SCENA QUINTA.
ENRICO
-(di dentro, con voce festosissima)- Claudine! Claudine!
-(L'azione che segue sarà molto mossa e molto rapida. Le voci quasi si
confonderanno insieme.)-
CLAUDINE
-(con una ostentazione di gioia istantanea)- Le voilà. C'est lui!
-(Corre verso la porta in fondo.)-
LE ALTRE QUATTRO
-(corrono chiassosamente dietro di lei.)-
AMALIA
È lui, è lui, è lui!
ROSSANA
Il guerriero! Il guerriero!
AMALIA
L'eroe!
ALBERTINA
Finalmente!
NINÌ
N'era tempo!
NANETTA
-(vorrebbe fuggire. Non sa. Non può. Cerca di nascondersi alla meglio.
Torna a sedere sul divano, rimpicciolendosi affinchè il paravento e le
foglie delle palme impediscano che Enrico la veda.)-
ENRICO
-(sulla soglia -- col braccio destro infilato in una fascia che gli pende
dal collo -- circondato, assalito dalle CINQUE DONNE)- Cielo, quante
donne! -(Il suo aspetto è molto diverso da quello che era. Egli serba
nella fisonomia la dolcezza di una volta, ma ha il portamento del
bell'uomo sicuro di sè stesso. Una bellezza maschia e agile. Una
sapiente eleganza mondana. Uno sguardo lampeggiante e a un tempo
carezzoso. Un paio di baffi un po' spavaldi. Sulla fronte e intorno agli
occhi già qualche segno di una vita molto vissuta.)-
CLAUDINE
-(buttandoglisi addosso, abbracciandolo, arrestandolo sulla soglia)- Mon
cheri, mon cheri!... Je n'en pouvais plus....
ENRICO
Attenta! Non troppo calore, chè il marchesino mi ha tatuato il braccio.
CLAUDINE
Oh, c'est idiot!
-(Tutte sono asserragliate intorno a lui.)-
ROSSANA
Nulla di grave, è vero?
ENRICO
Un'inezia. Una scalfittura.
AMALIA
Vi siete stretta la mano?
ENRICO
Ma sì! Povero marchesino!... Con lui, in fondo, mi sarei potuto anche
risparmiare le furie della mia gelosia.
NANETTA
-(ha un moto di strano trasalimento.)-
CLAUDINE
-(appiccicata a Enrico)- Mais embrasse-moi, donc!
ENRICO
Con tutto il cuore, musino mio adorato. Tè! -(Le dà un grosso bacio
sulla bocca)- Questo, per ora.
AMALIA
Un bacio, però, oggi, ci spetta a tutte, caro guerriero.
ALBERTINA
S'intende.
ROSSANA, ALBERTINA, NINÌ, AMALIA
-(tumultuando)- Un bacio! Un bacio! Un bacio! Un bacio!
ENRICO
Guarda guarda! Perfino Ninì mi chiede un bacio!
NANETTA
-(facendosi animo, si leva per mostrarsi)- E perfino io te lo chiederei
se queste signore non mi pigliassero in giro.
ENRICO
-(con un grido di stupore straordinario)- Nanetta!...
NANETTA
-(quasi umile)- Sì, Nanetta.
ENRICO
-(guardandola vivamente)- Dio mio,... non mi pare una realtà... Non mi
pare possibile.
NANETTA
Da quanto tempo, eh?... Temevo che non mi riconoscessi.
ENRICO
La tua voce è sempre quella...
NANETTA
Sì, forse la voce...
LE CINQUE DONNE
-(fanno corona a una certa distanza, ascoltando, osservando con una
curiosità crescente. Hanno tuttora le labbra atteggiate a canzonatura,
ma è una canzonatura meno audace e un po' dubitosa.)-
ENRICO
-(correggendosi con deferenza gentile)- E neppure di volto ti sei tanto
mutata che io avrei potuto non riconoscerti.
NANETTA
-(con un pallido sorriso)- Sei molto indulgente. Tuttavia, convengo che
parecchie cose e parecchie persone, in questo tempo, sono mutate più di
me. In peggio, o in meglio. Tu, per esempio, sei diventato magnifico!
ENRICO
Niente di meno?
NANETTA
E parecchie, poi, sono sparite addirittura. Quanti morti, n'è vero?, tra
i nostri parenti, tra le nostre conoscenze....
ENRICO
-(sospirando)- Sì, Nanetta, quanti morti!...
NANETTA
-(gli scruta le pupille)- Anche... quel povero signor Corrado, l'anno
passato.... E che misera fine dev'essere stata la sua! -(Interrogando
con gli sguardi)- Solo, come in un deserto, suppongo...
ENRICO
Io ne so poco. Non ero a Napoli, in quei giorni... -(Sorvolando)- Ma,
dunque, com'è, com'è che sei qui, tu?!
NANETTA
Mi credevi in un eremitaggio? Mi credevi seppellita viva?
ENRICO
No, ma da quando mi sono stabilito a Napoli, non ci sei stata mai.
NANETTA
Ci sono venuta ieri...
ENRICO
E hai voluto vedermi?!
LE CINQUE DONNE
-(sentendosi estranee, sono estremamente imbarazzate, e, piano piano, si
allontanano un po' verso il fondo, raggruppandosi, scambiandosi qualche
breve parola, qualche cenno e non cessando mai di essere intente ad
ascoltare e ad osservare con la espressione di chi ascolta e osserva
cose di cui non abbia nessuna cognizione.)-
-(Il dialogo fra ENRICO e NANETTA procede serrato e animatissimo.)-
NANETTA
In ispirito ti ho sempre veduto.
ENRICO
In ispirito, era comodo. Il certo è che mi hai eliminato con una
costanza incredibile! Non un saluto, non un segno qualunque in una
qualche occasione lieta o luttuosa!
NANETTA
Intanto, oggi, me la sono giocata la mia costanza.
ENRICO
Appunto questo mi fa cascare dalle nuvole!
NANETTA
Eppure, niente di più spiegabile caro il mio cugino. Stamane, per caso,
ho appreso che ti saresti battuto, e mi è parso bene di accorrere. È
semplice come -bonjour-..., direbbe Claudine Ranier.
ENRICO
-(un po' a disagio per avere udito questo nome pronunziato da lei)- Sei
accorsa per il duello?... Ora sì che intendo! Come sei stata buona!...
NANETTA
Ma debbo dichiararti che soltanto la paura mi ha indotta a essere buona.
Ho concepito, non so perchè, l'eventualità d'un risultato grave, e
allora mi son detto: potrò essergli utile, ci vado.
ENRICO
In altri termini, sei intervenuta... come Croce Rossa?
NANETTA
Ecco: come Croce Rossa. E giacchè, fortunatamente, hai avuto un duello
elegante, un duellino settecento, con la sola conseguenza di una
scalfittura che il profumo di queste belle donnine basterà a guarire, la
Croce Rossa non deve fare altro che congratularsi col prode combattente
e ritirarsi in buon ordine.
ENRICO
-(con involontaria freddezza)- Io vorrei poterti trattenere, ma
comprenderai che....
CLAUDINE
-(pronta a intervenire, con una falsa intonazione di premurosa
deferenza)- A ton aise, Enrico! Tu puoi trattenere la tua cucina finchè
ti pare e ti piace. Non ti devi genare.
NANETTA
-(a Enrico, cogliendo la palla al balzo graziosamente)- Ti avverto che
Claudine Ranier mi dà... della -cugina-, ma crede che io sia stata una
delle tue amanti. Te la denunzio!
CLAUDINE
-(colpita, fa per parlare.)-
ENRICO
-(con un violento impeto di protesta austera- -- -a Nanetta)- Una delle
mie amanti, tu!?
NANETTA
Tutte loro lo credono. Si sono, anzi, compiaciute di farmelo capire.
ENRICO
-(rivolgendosi alle donne)- Ah, no, perdio! No! Questa scempiaggine mi
disgusta e m'indigna!
LE CINQUE DONNE
-(appaiono un po' sconcertate, smarrite.)-
AMALIA
In fin dei conti, che ci sarebbe stato di male?
ROSSANA
Sono cose che accadono specialmente tra cugini.
CLAUDINE
Chez nous, c'est tout ce qu'il y a de plus naturel!
NANETTA
-(nervosa, con una certa esaltazione apparentemente ridanciana)- Anche
chez nous; ma, tra me e lui, -- nel tempo dei tempi -- accadde tutto
all'inverso...
ENRICO
-(sulle spine, interrompendo d'urgenza)- No, Nanetta!... Che ti salta in
mente?
ROSSANA
Parli, parli, signorina!
AMALIA
Ma sì, parli!
CLAUDINE
Cela m'intéresse beaucoup. -(A Enrico)- Perchè ci metti la mussaruola?
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