Parla! ALFREDO Questo figlio non potrà nascere! MAURIZIO Che dici? ALFREDO Per un fatale contrasto della natura, il concepimento medesimo che Claudia invocò ha rivelato, nell'organismo di lei, il mal di cuore, a cui deve cedere la sua ambizione materna! MAURIZIO -(al massimo dell'ansia, incalzando)- Ma che dici?! ALFREDO Dico che se ella non vi rinunziasse, il suo male si aggraverebbe inesorabilmente per ucciderla e che in questi casi non c'è neppure da scegliere tra la vita della madre e la vita del figlio. O sottrarre alla catastrofe quella di lei, o perderle tutt'e due. E quindi la scienza vuole che s'affretti il sagrificio del figlio per salvare la madre! MAURIZIO -(con uno scatto violentissimo)- Tu menti! ALFREDO -(levandosi)- Maurizio! -(Breve pausa. Indi, con dolorosa malinconia)- Io non so con esattezza quale sentimento faccia velo al tuo senno e ti spinga ad abusare della mia posizione.... Non mi riescirebbe difficile trovare nei tuoi eccessi la conferma... di molte cose. A che servirebbe? Io non spero di rifarmi una forza morale. Discendo per la mia china senza neppur tentare di retrocedere, e non mi resta che aggrapparmi a qualche cespuglio per rendere la discesa meno rapida e meno rovinosa. Ma non ho mentito. Potrei dartene subito le prove, perchè posseggo, sigillata, la dichiarazione precisa e solenne del dottor Berner, che soltanto a Claudia spetta di leggere. Non avrei che a violarne il sigillo. Non voglio farlo! Dandomi del mentitore, mi hai attribuito, in sostanza, il tentativo di giungere indirettamente a un delitto enorme. Io t'impongo... io ti supplico di non credermene capace. MAURIZIO -(annientato, attonito, può appena pronunziare qualche parola)- Ho avuto torto.... Te ne chiedo perdono. -(Pausa.)- ALFREDO Concludiamo. Un'ora assai triste suonerà tra breve per Claudia. Sarà necessario dapprima disporne l'animo nel modo più prudente, e poi assisterla, confortarla, arrecare qualche sollievo al suo dolore immenso.... MAURIZIO -(assalito dal terrore)- No, non posso, non posso!... ALFREDO -(sovraeccitato dalla tragedia imminente)- E vorresti che la notizia le giungesse all'improvviso, come una coltellata all'oscuro? MAURIZIO No!... ALFREDO Vorresti ch'ella fosse abbandonata alla sua disperazione e alla rudezza scientifica del dottor Berner? MAURIZIO No! ALFREDO O ch'ella continuasse ad alimentare la sua illusione, affinchè, nel momento dell'urgenza, il martirio le fosse inflitto più terribile e più raccapricciante? MAURIZIO No! No! ALFREDO E allora perchè rifiuti? MAURIZIO Perchè non avrei il coraggio di veder soffrire quella donna come nessuna donna ha mai sofferto. ALFREDO E avresti la fredda crudeltà di lasciar crescere di ora in ora le proporzioni del supplizio sicuro? MAURIZIO Tu mi soffochi. ALFREDO -(energicamente)- Io esigo che tu faccia quello che oramai cercherei di fare anch'io se sapessi di essere la causa prima di questa catastrofe. MAURIZIO Ma dunque veramente m'accusi? Ancora m'accusi? ALFREDO -(offuscato, sconvolto)- Io non ti accuso. Io non ti giudico. Io non distinguo e non comprendo nulla. Io mi accorgo solamente che per la prima volta in vita mia il mio cinismo m'abbandona[1]. [1] NOTA PER GLI ATTORI -- Dalla battuta: «-No! non posso-» fino a questo punto, il dialogo dev'essere affrettatissimo, febbrile. -(Giungono la voce di CLAUDIA, che grida scherzosamente, e gli urletti dei bambini di ROSALIA, che le fanno il chiasso intorno.)- SCENA VI. CLAUDIA, ROSALIA, MAURIZIO, ALFREDO. -La voce di- CLAUDIA Corriamo, corriamo!... Chi mi vuol bene, appresso mi viene! -(Risponde lo schiamazzo dei bimbi.)- -(ALFREDO e MAURIZIO si guardano l'un l'altro negli occhi, quasi interrogandosi a vicenda, e hanno lo stesso brivido.)- CLAUDIA -(attraversa il pergolato, facendo le viste di correre, seguìta a poca distanza dai bambini vocianti, inebriati dal giuoco.)- Corriamo! Corriamo! -La voce di- ROSALIA -(in gran lontananza)- Attenti per il pozzo, ragazzi, attenti per il pozzo! -La voce di- CLAUDIA Di che avete paura, Rosalia? Il parapetto è alto.... -La voce di- ROSALIA Ma saltano come i grilli questi diavoloni. -La voce di- CLAUDIA Hopplà, hopplà.... -La voce di- ROSALIA Non ve li toglierete più d'attorno, signora bella! ALFREDO -(paurosamente a Maurizio)- Mi ha visto? MAURIZIO No... non credo. ALFREDO -(in fretta prende il cappello, avviandosi verso la porta a sinistra.)- MAURIZIO Non fuggire così! Se ella ti scorgesse.... ALFREDO Non mi scorgerà. MAURIZIO La serva glielo dirà che qualcuno è stato qui. ALFREDO Dovrai dirglielo anche tu che ci sono stato. MAURIZIO Appunto per questo la tua fuga è inutile. ALFREDO Lasciami andare.... CLAUDIA Hopplà, hopplà!... Siamo arrivati. -(Entra tutta agitata, tenendo in mano un ramo fronzuto, rossa in viso, ansimante, i capelli in disordine, le pupille risplendenti; e, nel vedere il marito, lo apostrofa con festosa ironia:)- Oh oh! Quale apparizione!... -(Senza fermarsi, tutta affaccendata, apre la credenza.)- ALFREDO -(si ferma.)- -La voce di- ROSALIA Luigino! Totò! Nanuccia!... Subito qua! CLAUDIA No, no, un momento. -(I bimbi sono comparsi sotto il pergolato e son rimasti aggruppati, mezzo nascosti nel verde.)- CLAUDIA La signora bella vuol dare le cose buone ai diavoloni. -(Prendendo dalla credenza una- bomboniera, -parla a Maurizio)- Sono ancora i vostri bonbons: quelli dell'altro jeri. Devono essere igienici! -(MAURIZIO ed ALFREDO la contemplano con profondo strazio.)- CLAUDIA -(torna all'aperto, si accosta ai bambini e distribuisce i- bonbons) Due a te, due a te, due a te, e uno -- uno solo -- per il fratellino malato. -(Li bacia e li sospinge dolcemente.)- A rivederci, a rivederci, diavoloni cari. -(I bambini spariscono.)- -La voce di- ROSALIA -(lontanissima)- Qua, Nanuccia! Qua, Luigino! CLAUDIA -(rientrando, a Maurizio)- Voi direte che mi agito troppo. Ma siete un ignorante. Il moto è indicatissimo. -(Ad Alfredo)- E così, caro marchese, a quale evento devo l'onore di questa visita? -(Porgendogli la scatola scoverchiata)- Volete? ALFREDO -(fa appena un gesto di diniego.)- CLAUDIA Io, sì. -(Mette in bocca un bonbon)- A voi, Maurizio: servitevi, se è la vostra ora per gli zuccherini, e riponete. MAURIZIO -(studiandosi di parer disinvolto)- Vi servo. -(Esegue.)- CLAUDIA -(ad Alfredo, sempre con gaiezza di sovreccitazione)- Del resto, proprio in questi giorni io pensavo di offrirvi... un abboccamento. C'è più d'un dettaglio importante su cui sarebbe tempo d'intenderci meglio. E se voi mi avete prevenuta, io ve ne sono veramente grata. Intanto seggo... perchè non ne posso più. -(Il suo volto ha i segni d'uno spasimo passeggero. Si abbandona sopra una sedia. -- Breve pausa.)- Sedete anche voi, vi prego. -(Ripigliando il tono allegro, nonostante la respirazione asmatica)- Parleremo come due vecchi amici. A condizione però che smettiate quell'aria truce, che non vi sta bene. Capisco che dobbiate adottarla per l'occhio del mondo; ma qui non c'è che Maurizio, e Maurizio... è di famiglia. Cominciate voi? o comincio io? ALFREDO -(senza sedere -- mendicando le parole)- No, Claudia.... Io, che sono per voi un estraneo e che tale mi sento di essere, non ho nulla a dirvi. CLAUDIA E la vostra visita? ALFREDO Convengo d'aver commesso un errore venendo qui. CLAUDIA Eppure, una ragione l'avrete avuta per venire. ALFREDO Sì.... CLAUDIA Quale? ALFREDO -(smarrendosi)-... Cercavo di lui... di Maurizio.... CLAUDIA Non potevate vederlo in città? Maurizio non abita mica in questa casa. ALFREDO Ed è perciò che ho confessato d'aver commesso un errore. CLAUDIA Per altro, se venivate precisamente qui per trovar Maurizio, sapevate bene di non trovarlo solo. ALFREDO È vero. CLAUDIA Sicchè avevate stabilito di parlargli dinanzi a me. ALFREDO Forse.... CLAUDIA Il vostro -forse- non ha senso comune. Non avete che a rispondere o francamente -sì- o francamente -no-. ALFREDO Ebbene, sì, dinanzi a voi volevo parlargli.... CLAUDIA Dunque,... si... trattava di me. ALFREDO -(sempre più imbarazzato)- Si trattava anche di voi.... CLAUDIA Ed avete già esaurito l'argomento? MAURIZIO -(intervenendo con uno sforzo)- Sì, signora Claudia, abbiamo terminato. CLAUDIA Spero che mi farete sapere di che cosa vi siete occupati. MAURIZIO Lo saprete.... CLAUDIA Io voglio saperlo subito. MAURIZIO Subito, non è possibile. CLAUDIA Ma che aspettate? MAURIZIO Prima di prendere una decisione, dobbiamo riflettere, dobbiamo ponderare.... CLAUDIA Voi due state per prendere una decisione che mi riguarda, una decisione della cui importanza non dubito, visto che essa ha già fatto tacere i vostri rancori e vi ha riuniti in una solidarietà così bizzarra, e io dovrei ancora ignorare quel che mi preparate? -(Si leva. Guarda l'uno e l'altro, cercando d'intuire, di capire, d'indovinare.)- -(ALFREDO e MAURIZIO, pallidissimi, immobili, vorrebbero sottrarsi all'intuito di lei, e non sanno.)- -(Un silenzio.)- CLAUDIA -(con profonda trepidazione)- Voi mi nascondete... una sventura? -(Pausa.) (Si trasforma in viso e con una mano nei capelli pare che voglia premere il cervello per fermarne il pensiero vertiginoso.)- Ma di quale sventura vi affaticate a ritardare l'annunzio? Di quale sventura io vi sembro la vittima se fuori della mia persona, fuori della vita che è tutta chiusa nella -mia- vita, nessuna sventura può essere veramente mia? -(Un altro silenzio.)- Voi tacete come due colpevoli... come due responsabili!... E allora... è una infamia quella che mi riserbate!... ALFREDO No, Claudia! CLAUDIA È un'infamia, sì, sì, è un'infamia di cui l'autore principale sei certamente tu, giacchè tu sei il mio nemico! ALFREDO Non lo sono più, non saprei esserlo più. CLAUDIA -(con gli occhi fiammanti di odio)- Tu, tu, la causa d'ogni male, la minaccia d'ogni bassezza! ALFREDO Ah, Claudia! Con la ferocia del vostro sdegno voi mi strappate dal cuore quel poco di bontà che mi pareva ci fosse entrata, non so come, non so perchè, in un quarto d'ora vissuto in questa casa. Sarebbe stato molto meglio che me ne fossi allontanato prima che voi arrivaste.... E non ci resterò più oltre per non esasperarvi maggiormente e per conservare, se non altro, intatto, il ricordo di qualche cosa che m'è passata stranamente per l'anima facendomi soffrire... e facendomi del bene! -(Prende il cappello per uscire.)- CLAUDIA No, tu non mi lascerai sotto l'incubo di mille dubbi atroci!... -(Gli si aggrappa addosso, trattenendolo)- Dimmi tutto, dimmi tutto, te lo chiedo in grazia, dimmi tutto! ALFREDO -(si ferma.)- CLAUDIA -(se ne distacca.)- MAURIZIO -(fa qualche passo verso di lui.)- ALFREDO -(a Claudia, con dolcezza e gravità)- C'è una sventura che vi aspetta: non un'infamia. Anche questa sventura, è vero, ha in certo modo un responsabile, perchè tale è colui che vi ha resa madre; e la misteriosa indipendenza della maternità nasconde nella vostra coscienza il suo nome. Se il responsabile sono io, maleditemi! -(Commosso)- Ma se realmente non cade su me la funesta responsabilità, Claudia,... odiatemi un poco meno! Il documento, che affido a Maurizio, vi dirà, a suo tempo, che avete avuto torto di aggredirmi così. -(Cava in fretta di tasca una busta sigillata e la porge subito a Maurizio.)- MAURIZIO -(va per impadronirsene, gridando:)- Alfredo! CLAUDIA -(afferra il documento con un rapido atto felino)- Mio! ALFREDO -(esce rapidamente.)- CLAUDIA -(in piedi, tremando come se il suo corpo fosse squassato dal vento, lacera la busta, apre la carta e legge. A ogni parola, il suo volto diventa più terreo, più contratto, più stecchito, e le sue pupille si dilatano.)- MAURIZIO -(nel terrore e nella paura d'una crisi ferale, vigila le alterazioni spaventose di lei.)- -(Quando ELLA ha letto l'ultima parola, le sue pupille restano spalancate in una fissità vitrea. La sua persona, ritta, irrigidita, barcolla. -- MAURIZIO corre a sostenerla, la trascina a una sedia, dove, ella, inerte, si lascia adagiare.)- -(Sipario.)- ATTO QUARTO. -La stessa scena. -- È notte. -- Sulla credenza un lume acceso. -- La porta che dà sul pergolato è aperta.- SCENA I. ROSALIA, SUOR FILOMENA -e- CLAUDIA ROSALIA -(È sola. S'inginocchia, e prega.)- Madonna di Roccaromita, Madonna santa e pietosa, Regina di pietà per tutte le mamme sante che soffrono, per tutte le mamme che portano nel cuore la bontà e nelle viscere il frutto che Dio ha destinato e il dolore che Dio ha comandato; Madonna nostra benedetta dal Signore, benedetta in cielo e in terra, benedetta dalle mamme poverelle che hanno partorito sopra letti di paglia e dalle ricche d'ogni bene che hanno partorito sopra letti di penne e di seta, benedetta da quelle che hanno vista la morte con gli occhi, benedetta da quelle che hanno visto nascere il figlio in mezzo alle rose; Madonna santa e pietosa, Regina di pietà e di soccorso, soccorretela voi questa signora bella, proteggetela voi questa signora buona, benignatevi di darle la salute per lei e per l'angelo suo, e, se Dio non vuole così..., benignatevi di darle la forza di soffrire! -(Resta inginocchiata, in silenzio.)- SUOR FILOMENA -(sulla soglia della porta a destra. Sommessamente)- Rosalia.... ROSALIA -(levandosi)- Eh? SUOR FILOMENA È rinvenuta. Ha chiesto da bere. ROSALIA Come Gesù sulla croce, Suor Filomena? SUOR FILOMENA Presto, dell'acqua, per favore. ROSALIA Vi servo. SUOR FILOMENA -(sparisce)- ROSALIA -(prende un bicchiere e il lume, si accosta al pozzo, e, dalla secchia che è sul parapetto, versa l'acqua nel bicchiere. Ritorna. Rimette il lume sulla credenza. Va alla porta a destra e, sottovoce, chiama:)- Suor Filomena! SUOR FILOMENA -(rientra.)- ROSALIA -(dandole il bicchiere colmo)- Se poteste metterla a letto.... SUOR FILOMENA Lo so. Ma non vuole. -(Via.)- ROSALIA -(resta presso la porta in ascolto.)- -La voce di- CLAUDIA -(piena di paura)- Non ancora! Non ancora! Aspettate! -La voce di- SUOR FILOMENA Tranquillatevi. Sono io, sono io: Suor Filomena. -La voce di- CLAUDIA I miei carnefici! -La voce di- SUOR FILOMENA No, no! -La voce di- CLAUDIA Sono di là! -La voce di- SUOR FILOMENA No, signora Claudia.... -(Un silenzio.)- ROSALIA -(vedendo venire Claudia, si scosta e si rincantuccia in un angolo oscuro come per nascondersi, guardando attenta e ansiosa.)- CLAUDIA -(in una vestaglia bianca, coi capelli sparsi sulle spalle, si avanza rapidamente. Poi, non vedendo nessuno, si ferma rassicurata. È disfatta. Gli occhi, dentro le orbite infossate, hanno una lucentezza fredda.)- SUOR FILOMENA -(la segue a distanza, vigile e serena.)- CLAUDIA -(a Suor Filomena, con una specie di dolce rancore)- Voi mi seguite sempre, Suor Filomena!... Sempre! SUOR FILOMENA -(con un gesto di umiltà devota, si scusa.)- CLAUDIA È questa la consegna? SUOR FILOMENA -(ha un altro gesto umilmente affermativo.)- CLAUDIA -(dopo una pausa)- Non c'è il signor Maurizio? SUOR FILOMENA No, è andato via. CLAUDIA Da quanto tempo? SUOR FILOMENA Da circa cinque ore. CLAUDIA Così lungamente sono stata priva di sensi? SUOR FILOMENA -(attenuando)- Eravate come assopita. CLAUDIA E dove è andato il signor Maurizio? SUOR FILOMENA In città. CLAUDIA Nel cuore della notte? SUOR FILOMENA Teresina gli ha potuto far trovare giù, in paese, una carrozza con due buoni cavalli. E con la stessa carrozza egli sarà di ritorno, non più tardi dell'alba. CLAUDIA Ve l'ha detto? SUOR FILOMENA Ne era sicuro. CLAUDIA Perchè così presto se tutto era stato fissato per mezzogiorno? SUOR FILOMENA In verità, il signor Maurizio s'è un po' impensierito della crisi; e allora ha deciso di.... CLAUDIA Di anticipare il martirio. SUOR FILOMENA No.... Di condurre subito qualche dottore.... CLAUDIA Ho inteso: il dottor Berner con i suoi assistenti! -(Un silenzio.)- Che ora è? SUOR FILOMENA Sarà poco più delle quattro. CLAUDIA Quanto ci vuole per l'alba? SUOR FILOMENA -(reticente)- Una mezz'ora, credo. CLAUDIA Mezz'ora! -(Riflette. Poi, di scatto)- Non entreranno all'improvviso, Suor Filomena? SUOR FILOMENA Certamente no. La porta di strada è ben chiusa. Il signor Maurizio dovrà picchiare. ROSALIA -(timida)- Picchierà tre volte, come al solito. Mi ha avvertito apposta di non aprire se non sento i tre colpi alla porta. CLAUDIA -(che non l'aveva vista)- Perchè sei qui anche tu? ROSALIA È il signor Maurizio che m'ha fatto chiamare. Ha voluto che Teresina se ne andasse a casa. La poveretta cascava dal sonno. CLAUDIA Non voglio tanti guardiani! Va via! -(Quasi con asprezza)- Tu hai i tuoi figli che ti aspettano. ROSALIA Dormono tutti, signora bella. CLAUDIA -(più dolcemente)- Non dài più latte al piccino? ROSALIA Sì, ma lui dorme come gli altri, adesso. È così tranquillo! CLAUDIA -(di nuovo con asprezza)- Va via! ROSALIA -(rassegnata, obbediente, fa qualche passo verso il fondo. Indi, si volta. Ha gli sguardi imploranti.)- CLAUDIA Vieni qua.... ROSALIA -(le si avvicina, con le lacrime agli occhi)- Signora bella! CLAUDIA -(prendendole le mani)- Grazie, mia Rosalia! Lo so che vorresti aiutarmi. Ma che puoi fare tu per me? Che puoi fare? ROSALIA Voi non volete che io resti qui, e non ci resterò. Passo un momento per casa mia e poi andrò a pregare in chiesa. E sarà meglio. La chiesa dev'essere già aperta, perchè si apre ogni giorno un'ora prima dell'alba. Io ci entrerò ginocchioni, signora bella, e bacerò la polvere della terra e la bagnerò di lacrime finchè avrò occhi per piangere, e alla nostra Madonna dirò ancora con le parole e con l'anima tutto quello che saprò dire, come se fosse per me stessa e per i figli miei! CLAUDIA -(impressionata, affettuosamente confidenziale)- E che speri tu? ROSALIA È lei che ha salvata la vita di tante mamme! CLAUDIA La mia, pur troppo, non corre più nessun pericolo, Rosalia! ROSALIA È lei che ha salvata la vita di tanti figli! CLAUDIA Quando erano già nati! ROSALIA È lei che farà per voi il più grande miracolo suo! CLAUDIA -(esaltandosi ad un tratto pazzamente)- Ah sì.... Il più grande! Il più grande! Lo spero anch'io. Lo spero perchè lo voglio. È vero, è vero, Rosalia! È vero!... Tu puoi aiutarmi. Tu sola, tu sola puoi! Va, va a pregare per me.... Va a pregare per me! -(La sospinge verso il fondo. -- L'abbraccia e la bacia.)- ROSALIA -(esce.)- SCENA II. SUOR FILOMENA -e- CLAUDIA. SUOR FILOMENA -(quasi immobile nella sua serenità semplice, osserva tutto e contempla Claudia con intensità indagatrice.)- CLAUDIA -(diritta, con le braccia penzoloni, abbandonate nelle lunghe maniche che le nascondono le mani, si aggira lenta per la camera, guardando intorno come se cercasse qualche cosa. A un punto, si ferma, e, torcendo il collo, fissa gli sguardi sul pozzo, che nella oscurità biancheggia appena, come una tomba. Indi, con dissimulazione, distoglie dal pozzo gli sguardi e si rivolge alla monaca con la voce tremante di palpiti)- Suor Filomena.... SUOR FILOMENA Signora.... CLAUDIA Vorrei riposare. SUOR FILOMENA Vi gioverebbe. CLAUDIA Compiacetevi di prepararmi il letto. SUOR FILOMENA È già preparato. CLAUDIA Allora... vi prego.... Precedetemi.... Aprite le finestre.... Fate entrare dell'aria.... Lì dentro non si poteva respirare.... SUOR FILOMENA -(impallidisce. Ma non un passo, non un gesto.)- CLAUDIA Suor Filomena! Non mi avete udito? SUOR FILOMENA Sì. CLAUDIA Ebbene? SUOR FILOMENA -(con accento mite, ma fermo)- Io non vi lascio sola, signora. CLAUDIA Per un istante.... SUOR FILOMENA Io non vi lascio sola! -(Si accosta a lei amorosamente)- Mettetevi a letto, signora Claudia. CLAUDIA -(cupamente)- No! -(Poi, con dolcezza, come per impietosirla)- Non volete concedermi un poco di libertà? SUOR FILOMENA Non devo. CLAUDIA Siete il mio carceriere? SUOR FILOMENA Sono la vostra infermiera. CLAUDIA Se foste la mia amica!... SUOR FILOMENA Sono la vostra amica, anche. CLAUDIA Non è vero. SUOR FILOMENA Perchè? CLAUDIA Perchè non sapete... non potete sapere! SUOR FILOMENA Io so quanto mi basta per esservi amica. CLAUDIA Non potete sapere! SUOR FILOMENA Io so che lì, nell'ombra, quel pozzo vi attira come un rifugio, come un asilo di salvezza. So che in questo momento un solo pensiero vi possiede e v'invade tutta, ed è il pensiero di sottrarvi al martirio!... CLAUDIA Ma non è concesso a voi di misurare l'immensità di questo martirio! SUOR FILOMENA Nei panni dell'umile suora che vi sta davanti c'è una donna, signora; e sono i suoi dolori di donna, i suoi dolori più profondi e più umani che hanno dato alla povera suora il privilegio di comprendere e soccorrere i dolori altrui. CLAUDIA Voi, dunque, mi comprendete? SUOR FILOMENA Sì. CLAUDIA Mi comprendete e m'impedite di morire?! SUOR FILOMENA Sì. CLAUDIA E quale soccorso mi offrite? SUOR FILOMENA Nessun soccorso. Vi offro soltanto l'esempio di chi, probabilmente, ha ! 1 2 3 4 ! 5 6 7 8 ? 9 10 11 12 , 13 , ' , , 14 ! 15 16 17 18 - ( ' , ) - ? ! 19 20 21 22 , 23 ' 24 . 25 , ' . 26 ' ! 27 28 29 30 - ( ) - ! 31 32 33 34 - ( ) - ! - ( . , ) - 35 36 . . . . 37 . . . . ? 38 . 39 , 40 . 41 . , , 42 , , 43 . 44 . ! , , 45 , . 46 ' . . . . 47 48 49 50 - ( , , ) - 51 . . . . . 52 53 - ( . ) - 54 55 56 57 . ' . 58 ' , 59 , , 60 . . . . 61 62 63 64 - ( ) - , , ! . . . 65 66 67 68 - ( ) - 69 ' , ' ? 70 71 72 73 ! . . . 74 75 76 77 ' 78 ? 79 80 81 82 ! 83 84 85 86 ' , , 87 ' , 88 ? 89 90 91 92 ! ! 93 94 95 96 ? 97 98 99 100 101 . 102 103 104 105 106 ? 107 108 109 110 . 111 112 113 114 - ( ) - 115 ' . 116 117 118 119 ' ? 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