Parla!
ALFREDO
Questo figlio non potrà nascere!
MAURIZIO
Che dici?
ALFREDO
Per un fatale contrasto della natura, il concepimento medesimo che
Claudia invocò ha rivelato, nell'organismo di lei, il mal di cuore, a
cui deve cedere la sua ambizione materna!
MAURIZIO
-(al massimo dell'ansia, incalzando)- Ma che dici?!
ALFREDO
Dico che se ella non vi rinunziasse, il suo male si aggraverebbe
inesorabilmente per ucciderla e che in questi casi non c'è neppure da
scegliere tra la vita della madre e la vita del figlio. O sottrarre alla
catastrofe quella di lei, o perderle tutt'e due. E quindi la scienza
vuole che s'affretti il sagrificio del figlio per salvare la madre!
MAURIZIO
-(con uno scatto violentissimo)- Tu menti!
ALFREDO
-(levandosi)- Maurizio! -(Breve pausa. Indi, con dolorosa malinconia)-
Io non so con esattezza quale sentimento faccia velo al tuo senno e ti
spinga ad abusare della mia posizione.... Non mi riescirebbe difficile
trovare nei tuoi eccessi la conferma... di molte cose. A che servirebbe?
Io non spero di rifarmi una forza morale. Discendo per la mia china
senza neppur tentare di retrocedere, e non mi resta che aggrapparmi a
qualche cespuglio per rendere la discesa meno rapida e meno rovinosa. Ma
non ho mentito. Potrei dartene subito le prove, perchè posseggo,
sigillata, la dichiarazione precisa e solenne del dottor Berner, che
soltanto a Claudia spetta di leggere. Non avrei che a violarne il
sigillo. Non voglio farlo! Dandomi del mentitore, mi hai attribuito, in
sostanza, il tentativo di giungere indirettamente a un delitto enorme.
Io t'impongo... io ti supplico di non credermene capace.
MAURIZIO
-(annientato, attonito, può appena pronunziare qualche parola)- Ho avuto
torto.... Te ne chiedo perdono.
-(Pausa.)-
ALFREDO
Concludiamo. Un'ora assai triste suonerà tra breve per Claudia. Sarà
necessario dapprima disporne l'animo nel modo più prudente, e poi
assisterla, confortarla, arrecare qualche sollievo al suo dolore
immenso....
MAURIZIO
-(assalito dal terrore)- No, non posso, non posso!...
ALFREDO
-(sovraeccitato dalla tragedia imminente)- E vorresti che la notizia le
giungesse all'improvviso, come una coltellata all'oscuro?
MAURIZIO
No!...
ALFREDO
Vorresti ch'ella fosse abbandonata alla sua disperazione e alla rudezza
scientifica del dottor Berner?
MAURIZIO
No!
ALFREDO
O ch'ella continuasse ad alimentare la sua illusione, affinchè, nel
momento dell'urgenza, il martirio le fosse inflitto più terribile e più
raccapricciante?
MAURIZIO
No! No!
ALFREDO
E allora perchè rifiuti?
MAURIZIO
Perchè non avrei il coraggio di veder soffrire quella donna come nessuna
donna ha mai sofferto.
ALFREDO
E avresti la fredda crudeltà di lasciar crescere di ora in ora le
proporzioni del supplizio sicuro?
MAURIZIO
Tu mi soffochi.
ALFREDO
-(energicamente)- Io esigo che tu faccia quello che oramai cercherei di
fare anch'io se sapessi di essere la causa prima di questa catastrofe.
MAURIZIO
Ma dunque veramente m'accusi? Ancora m'accusi?
ALFREDO
-(offuscato, sconvolto)- Io non ti accuso. Io non ti giudico. Io non
distinguo e non comprendo nulla. Io mi accorgo solamente che per la
prima volta in vita mia il mio cinismo m'abbandona[1].
[1] NOTA PER GLI ATTORI -- Dalla battuta: «-No! non posso-» fino
a questo punto, il dialogo dev'essere affrettatissimo, febbrile.
-(Giungono la voce di CLAUDIA, che grida scherzosamente, e gli urletti
dei bambini di ROSALIA, che le fanno il chiasso intorno.)-
SCENA VI.
CLAUDIA, ROSALIA, MAURIZIO, ALFREDO.
-La voce di- CLAUDIA
Corriamo, corriamo!... Chi mi vuol bene, appresso mi viene!
-(Risponde lo schiamazzo dei bimbi.)-
-(ALFREDO e MAURIZIO si guardano l'un l'altro negli occhi, quasi
interrogandosi a vicenda, e hanno lo stesso brivido.)-
CLAUDIA
-(attraversa il pergolato, facendo le viste di correre, seguìta a poca
distanza dai bambini vocianti, inebriati dal giuoco.)- Corriamo!
Corriamo!
-La voce di- ROSALIA
-(in gran lontananza)- Attenti per il pozzo, ragazzi, attenti per il
pozzo!
-La voce di- CLAUDIA
Di che avete paura, Rosalia? Il parapetto è alto....
-La voce di- ROSALIA
Ma saltano come i grilli questi diavoloni.
-La voce di- CLAUDIA
Hopplà, hopplà....
-La voce di- ROSALIA
Non ve li toglierete più d'attorno, signora bella!
ALFREDO
-(paurosamente a Maurizio)- Mi ha visto?
MAURIZIO
No... non credo.
ALFREDO
-(in fretta prende il cappello, avviandosi verso la porta a sinistra.)-
MAURIZIO
Non fuggire così! Se ella ti scorgesse....
ALFREDO
Non mi scorgerà.
MAURIZIO
La serva glielo dirà che qualcuno è stato qui.
ALFREDO
Dovrai dirglielo anche tu che ci sono stato.
MAURIZIO
Appunto per questo la tua fuga è inutile.
ALFREDO
Lasciami andare....
CLAUDIA
Hopplà, hopplà!... Siamo arrivati. -(Entra tutta agitata, tenendo in
mano un ramo fronzuto, rossa in viso, ansimante, i capelli in disordine,
le pupille risplendenti; e, nel vedere il marito, lo apostrofa con
festosa ironia:)- Oh oh! Quale apparizione!... -(Senza fermarsi, tutta
affaccendata, apre la credenza.)-
ALFREDO
-(si ferma.)-
-La voce di- ROSALIA
Luigino! Totò! Nanuccia!... Subito qua!
CLAUDIA
No, no, un momento.
-(I bimbi sono comparsi sotto il pergolato e son rimasti aggruppati,
mezzo nascosti nel verde.)-
CLAUDIA
La signora bella vuol dare le cose buone ai diavoloni. -(Prendendo dalla
credenza una- bomboniera, -parla a Maurizio)- Sono ancora i vostri
bonbons: quelli dell'altro jeri. Devono essere igienici!
-(MAURIZIO ed ALFREDO la contemplano con profondo strazio.)-
CLAUDIA
-(torna all'aperto, si accosta ai bambini e distribuisce i- bonbons) Due
a te, due a te, due a te, e uno -- uno solo -- per il fratellino malato.
-(Li bacia e li sospinge dolcemente.)- A rivederci, a rivederci,
diavoloni cari.
-(I bambini spariscono.)-
-La voce di- ROSALIA
-(lontanissima)- Qua, Nanuccia! Qua, Luigino!
CLAUDIA
-(rientrando, a Maurizio)- Voi direte che mi agito troppo. Ma siete un
ignorante. Il moto è indicatissimo. -(Ad Alfredo)- E così, caro
marchese, a quale evento devo l'onore di questa visita? -(Porgendogli la
scatola scoverchiata)- Volete?
ALFREDO
-(fa appena un gesto di diniego.)-
CLAUDIA
Io, sì. -(Mette in bocca un bonbon)- A voi, Maurizio: servitevi, se è la
vostra ora per gli zuccherini, e riponete.
MAURIZIO
-(studiandosi di parer disinvolto)- Vi servo. -(Esegue.)-
CLAUDIA
-(ad Alfredo, sempre con gaiezza di sovreccitazione)- Del resto, proprio
in questi giorni io pensavo di offrirvi... un abboccamento. C'è più d'un
dettaglio importante su cui sarebbe tempo d'intenderci meglio. E se voi
mi avete prevenuta, io ve ne sono veramente grata. Intanto seggo...
perchè non ne posso più. -(Il suo volto ha i segni d'uno spasimo
passeggero. Si abbandona sopra una sedia. -- Breve pausa.)- Sedete anche
voi, vi prego. -(Ripigliando il tono allegro, nonostante la respirazione
asmatica)- Parleremo come due vecchi amici. A condizione però che
smettiate quell'aria truce, che non vi sta bene. Capisco che dobbiate
adottarla per l'occhio del mondo; ma qui non c'è che Maurizio, e
Maurizio... è di famiglia. Cominciate voi? o comincio io?
ALFREDO
-(senza sedere -- mendicando le parole)- No, Claudia.... Io, che sono per
voi un estraneo e che tale mi sento di essere, non ho nulla a dirvi.
CLAUDIA
E la vostra visita?
ALFREDO
Convengo d'aver commesso un errore venendo qui.
CLAUDIA
Eppure, una ragione l'avrete avuta per venire.
ALFREDO
Sì....
CLAUDIA
Quale?
ALFREDO
-(smarrendosi)-... Cercavo di lui... di Maurizio....
CLAUDIA
Non potevate vederlo in città? Maurizio non abita mica in questa casa.
ALFREDO
Ed è perciò che ho confessato d'aver commesso un errore.
CLAUDIA
Per altro, se venivate precisamente qui per trovar Maurizio, sapevate
bene di non trovarlo solo.
ALFREDO
È vero.
CLAUDIA
Sicchè avevate stabilito di parlargli dinanzi a me.
ALFREDO
Forse....
CLAUDIA
Il vostro -forse- non ha senso comune. Non avete che a rispondere o
francamente -sì- o francamente -no-.
ALFREDO
Ebbene, sì, dinanzi a voi volevo parlargli....
CLAUDIA
Dunque,... si... trattava di me.
ALFREDO
-(sempre più imbarazzato)- Si trattava anche di voi....
CLAUDIA
Ed avete già esaurito l'argomento?
MAURIZIO
-(intervenendo con uno sforzo)- Sì, signora Claudia, abbiamo terminato.
CLAUDIA
Spero che mi farete sapere di che cosa vi siete occupati.
MAURIZIO
Lo saprete....
CLAUDIA
Io voglio saperlo subito.
MAURIZIO
Subito, non è possibile.
CLAUDIA
Ma che aspettate?
MAURIZIO
Prima di prendere una decisione, dobbiamo riflettere, dobbiamo
ponderare....
CLAUDIA
Voi due state per prendere una decisione che mi riguarda, una decisione
della cui importanza non dubito, visto che essa ha già fatto tacere i
vostri rancori e vi ha riuniti in una solidarietà così bizzarra, e io
dovrei ancora ignorare quel che mi preparate? -(Si leva. Guarda l'uno e
l'altro, cercando d'intuire, di capire, d'indovinare.)-
-(ALFREDO e MAURIZIO, pallidissimi, immobili, vorrebbero sottrarsi
all'intuito di lei, e non sanno.)-
-(Un silenzio.)-
CLAUDIA
-(con profonda trepidazione)- Voi mi nascondete... una sventura?
-(Pausa.) (Si trasforma in viso e con una mano nei capelli pare che
voglia premere il cervello per fermarne il pensiero vertiginoso.)- Ma di
quale sventura vi affaticate a ritardare l'annunzio? Di quale sventura
io vi sembro la vittima se fuori della mia persona, fuori della vita che
è tutta chiusa nella -mia- vita, nessuna sventura può essere veramente
mia? -(Un altro silenzio.)- Voi tacete come due colpevoli... come due
responsabili!... E allora... è una infamia quella che mi riserbate!...
ALFREDO
No, Claudia!
CLAUDIA
È un'infamia, sì, sì, è un'infamia di cui l'autore principale sei
certamente tu, giacchè tu sei il mio nemico!
ALFREDO
Non lo sono più, non saprei esserlo più.
CLAUDIA
-(con gli occhi fiammanti di odio)- Tu, tu, la causa d'ogni male, la
minaccia d'ogni bassezza!
ALFREDO
Ah, Claudia! Con la ferocia del vostro sdegno voi mi strappate dal cuore
quel poco di bontà che mi pareva ci fosse entrata, non so come, non so
perchè, in un quarto d'ora vissuto in questa casa. Sarebbe stato molto
meglio che me ne fossi allontanato prima che voi arrivaste.... E non ci
resterò più oltre per non esasperarvi maggiormente e per conservare, se
non altro, intatto, il ricordo di qualche cosa che m'è passata
stranamente per l'anima facendomi soffrire... e facendomi del bene!
-(Prende il cappello per uscire.)-
CLAUDIA
No, tu non mi lascerai sotto l'incubo di mille dubbi atroci!... -(Gli si
aggrappa addosso, trattenendolo)- Dimmi tutto, dimmi tutto, te lo chiedo
in grazia, dimmi tutto!
ALFREDO
-(si ferma.)-
CLAUDIA
-(se ne distacca.)-
MAURIZIO
-(fa qualche passo verso di lui.)-
ALFREDO
-(a Claudia, con dolcezza e gravità)- C'è una sventura che vi aspetta:
non un'infamia. Anche questa sventura, è vero, ha in certo modo un
responsabile, perchè tale è colui che vi ha resa madre; e la misteriosa
indipendenza della maternità nasconde nella vostra coscienza il suo
nome. Se il responsabile sono io, maleditemi! -(Commosso)- Ma se
realmente non cade su me la funesta responsabilità, Claudia,... odiatemi
un poco meno! Il documento, che affido a Maurizio, vi dirà, a suo tempo,
che avete avuto torto di aggredirmi così. -(Cava in fretta di tasca una
busta sigillata e la porge subito a Maurizio.)-
MAURIZIO
-(va per impadronirsene, gridando:)- Alfredo!
CLAUDIA
-(afferra il documento con un rapido atto felino)- Mio!
ALFREDO
-(esce rapidamente.)-
CLAUDIA
-(in piedi, tremando come se il suo corpo fosse squassato dal vento,
lacera la busta, apre la carta e legge. A ogni parola, il suo volto
diventa più terreo, più contratto, più stecchito, e le sue pupille si
dilatano.)-
MAURIZIO
-(nel terrore e nella paura d'una crisi ferale, vigila le alterazioni
spaventose di lei.)-
-(Quando ELLA ha letto l'ultima parola, le sue pupille restano
spalancate in una fissità vitrea. La sua persona, ritta, irrigidita,
barcolla. -- MAURIZIO corre a sostenerla, la trascina a una sedia, dove,
ella, inerte, si lascia adagiare.)-
-(Sipario.)-
ATTO QUARTO.
-La stessa scena. -- È notte. -- Sulla credenza un lume acceso. -- La porta
che dà sul pergolato è aperta.-
SCENA I.
ROSALIA, SUOR FILOMENA -e- CLAUDIA
ROSALIA
-(È sola. S'inginocchia, e prega.)- Madonna di Roccaromita, Madonna
santa e pietosa, Regina di pietà per tutte le mamme sante che soffrono,
per tutte le mamme che portano nel cuore la bontà e nelle viscere il
frutto che Dio ha destinato e il dolore che Dio ha comandato; Madonna
nostra benedetta dal Signore, benedetta in cielo e in terra, benedetta
dalle mamme poverelle che hanno partorito sopra letti di paglia e dalle
ricche d'ogni bene che hanno partorito sopra letti di penne e di seta,
benedetta da quelle che hanno vista la morte con gli occhi, benedetta da
quelle che hanno visto nascere il figlio in mezzo alle rose; Madonna
santa e pietosa, Regina di pietà e di soccorso, soccorretela voi questa
signora bella, proteggetela voi questa signora buona, benignatevi di
darle la salute per lei e per l'angelo suo, e, se Dio non vuole così...,
benignatevi di darle la forza di soffrire! -(Resta inginocchiata, in
silenzio.)-
SUOR FILOMENA
-(sulla soglia della porta a destra. Sommessamente)- Rosalia....
ROSALIA
-(levandosi)- Eh?
SUOR FILOMENA
È rinvenuta. Ha chiesto da bere.
ROSALIA
Come Gesù sulla croce, Suor Filomena?
SUOR FILOMENA
Presto, dell'acqua, per favore.
ROSALIA
Vi servo.
SUOR FILOMENA
-(sparisce)-
ROSALIA
-(prende un bicchiere e il lume, si accosta al pozzo, e, dalla secchia
che è sul parapetto, versa l'acqua nel bicchiere. Ritorna. Rimette il
lume sulla credenza. Va alla porta a destra e, sottovoce, chiama:)- Suor
Filomena!
SUOR FILOMENA
-(rientra.)-
ROSALIA
-(dandole il bicchiere colmo)- Se poteste metterla a letto....
SUOR FILOMENA
Lo so. Ma non vuole. -(Via.)-
ROSALIA
-(resta presso la porta in ascolto.)-
-La voce di- CLAUDIA
-(piena di paura)- Non ancora! Non ancora! Aspettate!
-La voce di- SUOR FILOMENA
Tranquillatevi. Sono io, sono io: Suor Filomena.
-La voce di- CLAUDIA
I miei carnefici!
-La voce di- SUOR FILOMENA
No, no!
-La voce di- CLAUDIA
Sono di là!
-La voce di- SUOR FILOMENA
No, signora Claudia....
-(Un silenzio.)-
ROSALIA
-(vedendo venire Claudia, si scosta e si rincantuccia in un angolo
oscuro come per nascondersi, guardando attenta e ansiosa.)-
CLAUDIA
-(in una vestaglia bianca, coi capelli sparsi sulle spalle, si avanza
rapidamente. Poi, non vedendo nessuno, si ferma rassicurata. È disfatta.
Gli occhi, dentro le orbite infossate, hanno una lucentezza fredda.)-
SUOR FILOMENA
-(la segue a distanza, vigile e serena.)-
CLAUDIA
-(a Suor Filomena, con una specie di dolce rancore)- Voi mi seguite
sempre, Suor Filomena!... Sempre!
SUOR FILOMENA
-(con un gesto di umiltà devota, si scusa.)-
CLAUDIA
È questa la consegna?
SUOR FILOMENA
-(ha un altro gesto umilmente affermativo.)-
CLAUDIA
-(dopo una pausa)- Non c'è il signor Maurizio?
SUOR FILOMENA
No, è andato via.
CLAUDIA
Da quanto tempo?
SUOR FILOMENA
Da circa cinque ore.
CLAUDIA
Così lungamente sono stata priva di sensi?
SUOR FILOMENA
-(attenuando)- Eravate come assopita.
CLAUDIA
E dove è andato il signor Maurizio?
SUOR FILOMENA
In città.
CLAUDIA
Nel cuore della notte?
SUOR FILOMENA
Teresina gli ha potuto far trovare giù, in paese, una carrozza con due
buoni cavalli. E con la stessa carrozza egli sarà di ritorno, non più
tardi dell'alba.
CLAUDIA
Ve l'ha detto?
SUOR FILOMENA
Ne era sicuro.
CLAUDIA
Perchè così presto se tutto era stato fissato per mezzogiorno?
SUOR FILOMENA
In verità, il signor Maurizio s'è un po' impensierito della crisi; e
allora ha deciso di....
CLAUDIA
Di anticipare il martirio.
SUOR FILOMENA
No.... Di condurre subito qualche dottore....
CLAUDIA
Ho inteso: il dottor Berner con i suoi assistenti! -(Un silenzio.)- Che
ora è?
SUOR FILOMENA
Sarà poco più delle quattro.
CLAUDIA
Quanto ci vuole per l'alba?
SUOR FILOMENA
-(reticente)- Una mezz'ora, credo.
CLAUDIA
Mezz'ora! -(Riflette. Poi, di scatto)- Non entreranno all'improvviso,
Suor Filomena?
SUOR FILOMENA
Certamente no. La porta di strada è ben chiusa. Il signor Maurizio dovrà
picchiare.
ROSALIA
-(timida)- Picchierà tre volte, come al solito. Mi ha avvertito apposta
di non aprire se non sento i tre colpi alla porta.
CLAUDIA
-(che non l'aveva vista)- Perchè sei qui anche tu?
ROSALIA
È il signor Maurizio che m'ha fatto chiamare. Ha voluto che Teresina se
ne andasse a casa. La poveretta cascava dal sonno.
CLAUDIA
Non voglio tanti guardiani! Va via! -(Quasi con asprezza)- Tu hai i tuoi
figli che ti aspettano.
ROSALIA
Dormono tutti, signora bella.
CLAUDIA
-(più dolcemente)- Non dài più latte al piccino?
ROSALIA
Sì, ma lui dorme come gli altri, adesso. È così tranquillo!
CLAUDIA
-(di nuovo con asprezza)- Va via!
ROSALIA
-(rassegnata, obbediente, fa qualche passo verso il fondo. Indi, si
volta. Ha gli sguardi imploranti.)-
CLAUDIA
Vieni qua....
ROSALIA
-(le si avvicina, con le lacrime agli occhi)- Signora bella!
CLAUDIA
-(prendendole le mani)- Grazie, mia Rosalia! Lo so che vorresti
aiutarmi. Ma che puoi fare tu per me? Che puoi fare?
ROSALIA
Voi non volete che io resti qui, e non ci resterò. Passo un momento per
casa mia e poi andrò a pregare in chiesa. E sarà meglio. La chiesa
dev'essere già aperta, perchè si apre ogni giorno un'ora prima
dell'alba. Io ci entrerò ginocchioni, signora bella, e bacerò la polvere
della terra e la bagnerò di lacrime finchè avrò occhi per piangere, e
alla nostra Madonna dirò ancora con le parole e con l'anima tutto quello
che saprò dire, come se fosse per me stessa e per i figli miei!
CLAUDIA
-(impressionata, affettuosamente confidenziale)- E che speri tu?
ROSALIA
È lei che ha salvata la vita di tante mamme!
CLAUDIA
La mia, pur troppo, non corre più nessun pericolo, Rosalia!
ROSALIA
È lei che ha salvata la vita di tanti figli!
CLAUDIA
Quando erano già nati!
ROSALIA
È lei che farà per voi il più grande miracolo suo!
CLAUDIA
-(esaltandosi ad un tratto pazzamente)- Ah sì.... Il più grande! Il più
grande! Lo spero anch'io. Lo spero perchè lo voglio. È vero, è vero,
Rosalia! È vero!... Tu puoi aiutarmi. Tu sola, tu sola puoi! Va, va a
pregare per me.... Va a pregare per me! -(La sospinge verso il fondo. --
L'abbraccia e la bacia.)-
ROSALIA
-(esce.)-
SCENA II.
SUOR FILOMENA -e- CLAUDIA.
SUOR FILOMENA
-(quasi immobile nella sua serenità semplice, osserva tutto e contempla
Claudia con intensità indagatrice.)-
CLAUDIA
-(diritta, con le braccia penzoloni, abbandonate nelle lunghe maniche
che le nascondono le mani, si aggira lenta per la camera, guardando
intorno come se cercasse qualche cosa. A un punto, si ferma, e, torcendo
il collo, fissa gli sguardi sul pozzo, che nella oscurità biancheggia
appena, come una tomba. Indi, con dissimulazione, distoglie dal pozzo
gli sguardi e si rivolge alla monaca con la voce tremante di palpiti)-
Suor Filomena....
SUOR FILOMENA
Signora....
CLAUDIA
Vorrei riposare.
SUOR FILOMENA
Vi gioverebbe.
CLAUDIA
Compiacetevi di prepararmi il letto.
SUOR FILOMENA
È già preparato.
CLAUDIA
Allora... vi prego.... Precedetemi.... Aprite le finestre.... Fate
entrare dell'aria.... Lì dentro non si poteva respirare....
SUOR FILOMENA
-(impallidisce. Ma non un passo, non un gesto.)-
CLAUDIA
Suor Filomena! Non mi avete udito?
SUOR FILOMENA
Sì.
CLAUDIA
Ebbene?
SUOR FILOMENA
-(con accento mite, ma fermo)- Io non vi lascio sola, signora.
CLAUDIA
Per un istante....
SUOR FILOMENA
Io non vi lascio sola! -(Si accosta a lei amorosamente)- Mettetevi a
letto, signora Claudia.
CLAUDIA
-(cupamente)- No! -(Poi, con dolcezza, come per impietosirla)- Non
volete concedermi un poco di libertà?
SUOR FILOMENA
Non devo.
CLAUDIA
Siete il mio carceriere?
SUOR FILOMENA
Sono la vostra infermiera.
CLAUDIA
Se foste la mia amica!...
SUOR FILOMENA
Sono la vostra amica, anche.
CLAUDIA
Non è vero.
SUOR FILOMENA
Perchè?
CLAUDIA
Perchè non sapete... non potete sapere!
SUOR FILOMENA
Io so quanto mi basta per esservi amica.
CLAUDIA
Non potete sapere!
SUOR FILOMENA
Io so che lì, nell'ombra, quel pozzo vi attira come un rifugio, come un
asilo di salvezza. So che in questo momento un solo pensiero vi possiede
e v'invade tutta, ed è il pensiero di sottrarvi al martirio!...
CLAUDIA
Ma non è concesso a voi di misurare l'immensità di questo martirio!
SUOR FILOMENA
Nei panni dell'umile suora che vi sta davanti c'è una donna, signora; e
sono i suoi dolori di donna, i suoi dolori più profondi e più umani che
hanno dato alla povera suora il privilegio di comprendere e soccorrere i
dolori altrui.
CLAUDIA
Voi, dunque, mi comprendete?
SUOR FILOMENA
Sì.
CLAUDIA
Mi comprendete e m'impedite di morire?!
SUOR FILOMENA
Sì.
CLAUDIA
E quale soccorso mi offrite?
SUOR FILOMENA
Nessun soccorso. Vi offro soltanto l'esempio di chi, probabilmente, ha
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