Maternità (Dramma in quattro atti) Roberto Bracco ROBERTO BRACCO TEATRO VOLUME QUINTO =MATERNITÀ= -- IL FRUTTO ACERBO 3ª EDIZIONE RIVEDUTA. REMO SANDRON -- Editore Libraio della Real Casa MILANO-PALERMO-NAPOLI PROPRIETÀ LETTERARIA -I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i paesi, non esclusi i Regni di Svezia e di Norvegia.- È assolutamente proibito di rappresentare questi lavori senza il consenso scritto dell'Autore -(Art. 14 del Testo Unico 17 Settembre 1882)-. Published in Palermo, 10th. June. Privilege of Copyright in the United States reserved under the Act approved March 3rd. 1905, by Roberto Bracco and Remo Sandron. OFF. TIP. Sandron -- 41 -- I -- 310113. MATERNITÀ -Dramma in quattro atti.- Rappresentato per la prima volta dalla Compagnia TINA DI LORENZO -- FLAVIO ANDÒ al teatro -Manzoni- di -Milano- nel -febbraio- del -1903-. PERSONAGGI: LA MARCHESA CLAUDIA DI MONTEFRANCO IL MARCHESE ALFREDO DI MONTEFRANCO MAURIZIO DORINI IL DUCA DI VIGENA ROSALIA TERESA SUOR FILOMENA OLGHINA FILIPPO DECIO, -domestico- di MAURIZIO DORINI UN SERVO del MARCHESE DI MONTEFRANCO TRE BIMBI A Napoli, e presso Napoli. ATTO PRIMO. -Un salotto da celibe in casa di MAURIZIO DORINI. -- Una porta in fondo. Una porta laterale. -- Una finestra. -- Alla porta in fondo, una pesante portiera a guisa di cortina.- SCENA I. OLGHINA, DECIO, -la voce di- MAURIZIO. OLGHINA -(entra dalla porta laterale con in capo il cappello, infilando le maniche dell'abito. Apre la finestra. Respira giocondamente.)- Ah! Che bella giornata! -(Tocca il bottone del campanello elettrico.)- -La voce di- MAURIZIO Non fare complimenti, Olghina. Comanda quello che vuoi. OLGHINA Non faccio complimenti, grazie! DECIO -(entra dal fondo e si avvicina a lei.)- Caffè nero? Caffè e latte? Cioccolata? Tè? Burro? Confettura? OLGHINA -(timida)- Del caffè e latte e del burro. DECIO -(esce.)- OLGHINA -(siede presso un tavolino e aspetta.)- -La voce di- MAURIZIO Olghina, hai dimenticato i guanti. OLGHINA Portameli tu, se hai fatto il tuo bagno. Mi manderesti via senza salutarmi? -La voce di- MAURIZIO No, cara. Mi vesto e vengo. DECIO -(ritorna. Porta e mette sul tavolino un vassoio con tutto l'occorrente.)- Faccio io? OLGHINA Fate voi. DECIO -(servendo)- Basta zucchero? OLGHINA Basta. DECIO Basta latte? OLGHINA Basta. DECIO Basta caffè? OLGHINA Basta. DECIO -(indicando)- Basta pane e burro? OLGHINA Sì, basta. DECIO Tutto a discrezione. Questi sono gli ordini che ho ricevuti. OLGHINA -(cerimoniosa)- Troppa cortesia!..... -(Chiamando)- Maurizio! -La voce di- MAURIZIO Amore mio! OLGHINA E tu, non pigli niente? -La voce di- MAURIZIO A quest'ora, mai. Sarebbe come un veleno per il mio stomaco. DECIO -(sottovoce)- Fa colazione ogni giorno alle dodici precise. E alle dodici meno un minuto beve un bicchierino di aperitivo. Questa è la regola. Ah, lui è un orologio! Vi ci troverete benissimo. Tutto sta a capire le sue abitudini. Io mi ci trovo bene, perchè le ho capite. È vero che una cosa è fare il domestico e un'altra è fare... quello che fate voi. Ma siamo pagati tutti e due, e, se non lo accontentiamo... OLGHINA Io spero di accontentarlo. È così buono! DECIO -(confidenzialmente)- E poi le tratta ottimamente le donne. Nessuna si è mai lamentata. OLGHINA Ne cambia spesso? DECIO No. OLGHINA Si vede che è molto delicato. DECIO Le tratta, vi dico, come se fossero sua moglie. OLGHINA Difatti. Stanotte mi è parso proprio che avevo un marito. Ho potuto dormire tranquillamente. DECIO E quando ci si dorme sopra.... tutto va bene. -La voce di- MAURIZIO Decio! Decio! Prepara i manubri. DECIO -(da un angolo della camera, prende i manubri, li porta nel mezzo e li spolvera.)- OLGHINA A che servono? DECIO Fa la ginnastica per riscaldarsi. SCENA II. MAURIZIO, OLGHINA -e- DECIO. MAURIZIO -(entra dalla porta laterale fregandosi le mani. Cava di tasca un paio di guanti e li porge a Olghina.)- I tuoi guanti. OLGHINA Come sei gentile! MAURIZIO Chi è che ha aperto quella finestra? OLGHINA Io. MAURIZIO -(rabbrividendo)- No, bambina! Non lo fare più. Dopo il bagno freddo, una finestra spalancata è la morte. Chiudi, Decio! Chiudi. DECIO -(esegue).- OLGHINA Scusami. Non sapevo. MAURIZIO -(cominciando le sue esercitazioni con i manubri)- Mi permetti, eh? OLGHINA -(bevendo l'ultimo sorso)- Ti prego. MAURIZIO Ho dei brividi addosso e bisogna che affretti la reazione, altrimenti mi busco un malanno. Già, è così: se non dormo le mie otto ore di sèguito, resto sconcertato. Sbarazza, Decio. DECIO -(a Olghina)- Basta zucchero? Basta caffè? Basta latte? Basta pane e burro? OLGHINA Non desidero altro. Sbarazzate. DECIO -(esegue.)- MAURIZIO -(a Decio che sta per uscire)- Ehi! Alle dodici... DECIO Colazione. MAURIZIO Alle dodici meno un minuto... DECIO Aperitivo. -(Via dal fondo.)- -(Un silenzio.)- MAURIZIO -(è tutto intento alle esercitazioni ginnastiche.)- OLGHINA Ne hai per un pezzo? MAURIZIO Ancora un poco. Ma tu parla pure. OLGHINA Volevo domandarti... MAURIZIO Domanda, cara. OLGHINA Sei stato contento di me? MAURIZIO Diamine! Sono io che ti ho scelta. Sono io che ti ho pregata. OLGHINA Temevo che... MAURIZIO Ma no. OLGHINA Hai detto di non aver dormito abbastanza. MAURIZIO Su questo, ci accomoderemo. OLGHINA Certo. MAURIZIO La cosa che m'impensierisce un pochino è un'altra. OLGHINA Dimmela subito. MAURIZIO Noi non ci vediamo che tre volte la settimana... OLGHINA L'hai voluto tu. MAURIZIO E così dev'essere. Per chi tocca la quarantina... la salute prima di tutto. OLGHINA E dunque? MAURIZIO Ma quando tu non sei occupata con me, probabilmente... non starai in ozio. OLGHINA Sei geloso? MAURIZIO Neanche per sogno. Senonchè, io vorrei sapere chi è... il mio collega. Con certe cose, non si scherza. OLGHINA Quando avrò la proposta di qualche altro, te ne informerò. E se egli non ti garba, non ne farò niente. MAURIZIO Questo significa essere una ragazza a modo. OLGHINA Ma se è di tuo gusto, io concludo. MAURIZIO Perfettamente! OLGHINA Però... pensavo... MAURIZIO Tu pensavi? È un bel fenomeno! OLGHINA Mettiamo che sarete in due. MAURIZIO Mettiamo che saremo in due. OLGHINA Potrà darsi il caso che io.... MAURIZIO Che tu?... OLGHINA -(con reticenza)- Lo dicono tutti che somiglio a mia madre quando era giovane! MAURIZIO Brava! OLGHINA Mia madre, alla mia età,... cominciò a far figliuoli. MAURIZIO -(lasciando d'un colpo i manubri, che cascano rumorosamente)- Eh?! OLGHINA Se ne faccio uno io, chi sarà il padre? MAURIZIO Nessuno! OLGHINA Come -nessuno-?! MAURIZIO Ma che idee malinconiche adesso ti passano per la mente? Mi sentivo meglio, ed ecco che il sangue mi è affluito alla testa. Avrò l'emicrania tutta la giornata. OLGHINA No, non temere. Io non sarei una di quelle che, col pretesto dei bimbi, si aggrappano agli uomini e diventano un empiastro. Non te ne darei mai dei fastidi. -(Pausa.)- MAURIZIO -(preoccupato)- Non è questione di fastidi. -(Mettendo a posto i manubri)- Ciò che hai detto, bambina mia, è più serio che tu non creda, perchè, in sostanza, se quel caso si desse, non ci sarebbe nemmeno da seguire... l'impulso della propria coscienza! La paternità è un fatto così elastico, così indeterminabile!... Come diavolo si potrebbe appurare la verità? OLGHINA Appunto. Hai ragione tu... Nessuno sarebbe il padre. MAURIZIO Senti: visto che ci sono di queste probabilità, lasciamo andare. Meglio non vederci più. OLGHINA Sei cattivo! MAURIZIO Se fossi cattivo, farei il comodo mio! Invece, no. Io mi conosco. Con un tale pensiero nella testa, io non vivrei più in pace. Ne piglierei una malattia. Senza dire poi che diventerei... inabile a qualunque pratica galante! No no! Non ci dobbiamo più vedere. OLGHINA Io mi ci sono affezionata a te. MAURIZIO Di già?! OLGHINA Stiamo insieme da undici ore. MAURIZIO Hai l'affetto galoppante! OLGHINA E non voglio finirla. Tu mi tratti bene. Mi tratti come una signora.... come una moglie... Sei contento di me.... E piuttosto che finirla, preferisco di non prendere nessun altro. MAURIZIO Io ti ringrazio del gentile pensiero, ma con questo non si rimedia che in parte. OLGHINA Al resto provvedo io. MAURIZIO -(con bontà)- A che cosa vuoi provvedere, tu? OLGHINA -(dopo un istante di riflessione, con un po' di tristezza, decide)- Allora... te lo prometto: cercherò... di non fare come mia madre. MAURIZIO Ora sì che possiamo intenderci. Sei veramente una ragazza garbata. Qui, qui, un bacetto, e a rivederci. OLGHINA -(gli dà un bacio.)- A domani sera? MAURIZIO A domani sera, carina. OLGHINA -(esce dal fondo.)- MAURIZIO -(toccandosi le tempie)- Ahi, ahi, ahi! L'emicrania!... Un poco di riposo mi gioverà. -(Si stende sopra il canapè.)- SCENA III. MAURIZIO, DECIO, DONNA CLAUDIA. DECIO -(entra lemme lemme con la sua aria stupida.)- MAURIZIO Non disturbarmi, Decio. Ho l'emicrania. Finchè non viene il marchese di Montefranco, lasciami riposare. DECIO Non posso. Di là, ce n'è un'altra. MAURIZIO Ce n'è un'altra!? DECIO Un'altra donna. Per un punto non si sono incontrate tutte e due! MAURIZIO E chi è? DECIO Non ha voluto dire il suo nome. Io intendevo di rimandarla, perchè sapevo che.... essendoci stata quella lì... non c'era più speranza... di niente. Ma ha insistito. MAURIZIO Che aspetto ha? DECIO Buono. MAURIZIO Che vuol dire -buono-? DECIO Belloccia... elegante... MAURIZIO Una -cocotte-? DECIO -(filosoficamente)- Chi lo sa! Le -cocottes- dalle signore io non le ho mai saputo distinguere. MAURIZIO Giacchè ti sei preso l'incarico di annunziarla, la devo ricevere per forza. Falla passare. DECIO -(via.)- MAURIZIO -(tra sè)- Santo cielo! Chi è che viene a seccarmi a quest'ora? CLAUDIA -(entra dal fondo.)- MAURIZIO -(scatta in piedi in un sussulto di meraviglia-.) Voi, marchesa! CLAUDIA Vi sembra strano che io vi faccia una visita? MAURIZIO -(confuso)- Non lo nego... Mi sembra stranissimo... Io non ho mai sperato d'avere questo onore... E poi... alle undici del mattino... Non so... Non intendo... E vi chiedo perdono, marchesa... della mia... delle mie... dei miei... CLAUDIA Dei -vostri-?... MAURIZIO No:... del mio imbarazzo, ecco. Accomodatevi, vi prego. Accomodatevi... Io sono mortificato di dovervi ricevere in questo disordine, in questo piccolo salotto... Se l'avessi saputo... CLAUDIA L'avreste fatto ingrandire? MAURIZIO Sì!... cioè... forse... Scusatemi, marchesa, io sono emozionato! CLAUDIA Ma non c'è di che. Calmatevi. Prendete fiato. MAURIZIO Non vi è accaduto nulla di grave? CLAUDIA Nulla, nulla. Non vedete che sono sorridente? MAURIZIO Lo vedo. Siete molto sorridente. E allora... io non mi spiego la vostra... preziosa... inaspettata... inverosimile presenza in casa mia. Certo, io sono un vostro antico e devoto servo, sono l'amico più intimo di vostro marito, ma sono anche... CLAUDIA Uno scapolo. MAURIZIO Uno scapolo. È la verità. CLAUDIA E una signora che alle undici del mattino bussa alla porta di uno scapolo è una signora... Aiutatemi a dire... MAURIZIO Dite, dite voi. CLAUDIA È una signora... piuttosto bizzarra. MAURIZIO E piuttosto imprudente, mi permetterei di aggiungere. CLAUDIA Aggiungete senza cerimonie. MAURIZIO Imprudente, intendiamoci, dal punto di vista delle convenienze sociali. La marchesa di Montefranco è tale donna da costringere al rispetto i più audaci; e io sono tale uomo da rispettare... CLAUDIA ... anche le signore che vengono a vedervi alle undici del mattino? MAURIZIO Marchesa... una donna come voi è rispettabile a tutte le ore! CLAUDIA Resta a sapere se a tutte le ore è rispettoso un uomo come voi. MAURIZIO Certamente. CLAUDIA Mi fa piacere di apprenderlo. E poichè avete di me e di voi questa magnifica opinione, io ne profitto e vi chiedo un po' di ospitalità. -(Siede.)- MAURIZIO -(sempre più confuso)- Voi, marchesa di Montefranco, chiedete ospitalità a questo misero mortale? CLAUDIA Vorreste... indorare la pillola della paura. MAURIZIO Io non indoro niente. CLAUDIA Ma che avete paura si vede ad occhio nudo. MAURIZIO Tutt'altro! Soltanto, io supplico la vostra cortesia di non tacermi più oltre il motivo per cui vi degnate di chiedermi ospitalità. CLAUDIA Se io fossi nei vostri panni, la concederei sùbito e illimitatamente. -(Con grazia umoristica)- È vero che voi siete rispettoso e io sono rispettabile; ma la rispettabilità d'una donna non è che un pallone di carta. Un vento lo dirige di là, un altro lo dirige di qua... Poi, a un tratto, si brucia in aria o si sgonfia e... cade dove meno lo credete. MAURIZIO -(sudando freddo e impappinandosi)- Marchesa!... CLAUDIA Dio buono, non vi turbate di nuovo. Vi pare forse che la caduta sia imminente? MAURIZIO Marchesa!... CLAUDIA Parola d'onore, se tutti i mariti avessero degli amici intimi come voi, le povere mogli mi farebbero pietà! Ma rassicuratevi. Il pallone di carta è ancora gonfio. È ancora su. Non sono qui per offrirvi la mia mano... sinistra. MAURIZIO Ne ho la profonda convinzione. CLAUDIA Io sono qui, a quest'ora, esclusivamente perchè so che a quest'ora, di solito, ci viene mio marito. MAURIZIO E appunto perciò mi par di essere sui carboni ardenti. È indiscutibile che se egli vi trova in casa mia, sarà un fatto orribile! Io non saprò come regolarmi, non saprò come salvarvi.... CLAUDIA Siete d'una inesperienza commovente! Quando verrà lui, io mi nasconderò. Si capisce. MAURIZIO Vi nasconderete?! CLAUDIA E ascolterò, dalla prima all'ultima parola, la vostra conversazione. MAURIZIO -(cominciando a raccapezzarsi)- Ah!... Questo è il vostro progetto? CLAUDIA Voi siete il confidente di mio marito. Egli è con voi come con un fratello. Vi racconta tutto. Vi fa i suoi sfoghi. Vi rivela quel che pensa, quel che sente, quel che desidera, quel che vuole, quel che gli passa pel capo anche fugacemente, quel che per la pigrizia della sua coscienza non rivelerebbe forse neppure a sè stesso; ed io, nascondendomi dietro un uscio di casa vostra quando egli è qui, apprenderò tutto ciò che non potrei apprendere altrimenti. Nè più, nè meno. Che ve ne pare? MAURIZIO Un agguato! CLAUDIA Un po' di fotografia istantanea che una moglie applica al cervello di suo marito. Il congegno è nuovo, semplice, carino, e di successo sicuro. MAURIZIO Ci vorrebbe poco a guastarlo, per altro. CLAUDIA Lo so. Basterebbe che avvertiste in tempo il vostro amico, dicendogli: «Attento che tua moglie è qui; è dietro quell'uscio, ti ascolta...» Ma voi non glielo direte. MAURIZIO Io glielo dirò! CLAUDIA E avrete poi il modo di provare positivamente che la mia venuta in casa vostra non sia stata un'imprudenza di amante? La vostra denunzia parrebbe un espediente trovato con soverchia furberia per iscansare l'eventuale pericolo della scoperta; e ogni sforzo per dimostrargli la verità parrebbe, viceversa, artificio e menzogna. Voi compromettereste me, io comprometterei voi, e tutt'e due comprometteremmo lui. E vi avverto che ci metterei tutta la mia buona volontà a compromettervi per vendicarmi della vostra denunzia. MAURIZIO Sicchè? CLAUDIA O passare per il mio amante senza esserlo e subire tutte le conseguenze della compromissione, o rassegnarvi, almeno per una volta, a essere più amico mio che di mio marito. MAURIZIO O la borsa o la vita?! CLAUDIA Precisamente. MAURIZIO Ma passare per il vostro amante... senza nemmeno esserlo, sarebbe d'una gravità eccezionale! CLAUDIA Pettegolezzi, responsabilità, duelli, processi! E, per giunta, una figura alquanto odiosa al cospetto della società... MAURIZIO Alquanto ridicola al cospetto mio! CLAUDIA Scegliete. MAURIZIO Sarò il vostro complice, marchesa! CLAUDIA E farete una buona azione. MAURIZIO -(tentando ancora di cavarsi d'impaccio)- Credo, nondimeno, che la mia complicità non approderà a niente. La vostra fantasia di moglie diffidente immagina chi sa quali conversazioni sovversive fra me e lui. Sì, di tanto in tanto, è possibile che egli mi faccia delle confidenze, che mi chieda o mi dia dei consigli, che mi apra l'animo suo; ma dai nostri colloqui non vengono mai fuori rivelazioni o indizi di cui voi, che avete molto spirito e poche rosee illusioni, vi potreste meravigliare o dolere. D'altronde, stamane egli potrebbe parlarmi di cavalli, di automobili, dei sospetti che desta al -baccarat- la vena di Mario Gorlini; potrebbe parlarmi, non so, di tutto, fuorchè di ciò che v'interessa, fuorchè di ciò che è oggetto dei vostri dubbi: e in tal caso io avrei tradito l'amicizia senza neanche la soddisfazione d'avervi reso un servigio. Via, marchesa, rinunziate. CLAUDIA Mio carissimo amico di mio marito, se i miei calcoli non sono sbagliati, egli, stamane, non vi parlerà nè di cavalli, nè di automobili, nè di -baccarat-. Vedrete. L'uomo più scaltro è sempre un po' un fantoccio nelle mani d'una donna, sia pur essa la più ingenua. Io non sono ingenua, e mio marito non è scaltro. È convinto di esserlo, ma non lo è. Confondere lo scetticismo con la scaltrezza è un errore. Io ho dato la corda al mio fantoccio, e, per oggi, egli non vi parlerà di cose futili. Del resto, gliel'ho data senza nessuna maligna premeditazione. Ho compiuto, anzi, un mio dovere, annunziandogli un fatto molto serio e, per me, anche molto bello! Il suo contegno mi ha paralizzata. Ho sentito il bisogno di conoscere tutto il suo pensiero. Ne ho sentito il diritto. Tra breve, lo conoscerò. E non c'è altro. MAURIZIO Tutto questo, marchesa, è d'una solennità che m'impensierisce, che mi sconvolge. CLAUDIA Io vi assicuro, mio buon Maurizio, che, mentre vi parlo, nessuna donna è più felice di me. MAURIZIO Io parteciperei volentieri alla vostra felicità se mi fosse consentito di non trovarmi qui, vicino a voi. CLAUDIA ( ) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 = = - - 12 13 14 . 15 16 17 18 - - 19 20 - - 21 22 23 24 25 26 27 - 28 , . - 29 30 31 ' - ( . 32 ) - . 33 34 , . . 35 . , 36 . 37 38 . . - - - - - - . 39 40 41 42 43 44 45 - . - 46 47 - - 48 - - - - - - - - . 49 50 51 52 53 : 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 , - - 65 66 67 68 , . 69 70 71 72 73 . 74 75 - . - - . 76 . - - . - - , 77 . - 78 79 80 . 81 82 , , - - . 83 84 85 86 87 - ( , 88 ' . . . ) - ! 89 ! - ( . ) - 90 91 - - 92 93 , . . 94 95 96 97 , ! 98 99 100 101 - ( . ) - ? ? 102 ? ? ? ? 103 104 105 106 - ( ) - . 107 108 109 110 - ( . ) - 111 112 113 114 - ( . ) - 115 116 - - 117 118 , . 119 120 121 122 , . 123 ? 124 125 - - 126 127 , . . 128 129 130 131 - ( . 132 ' . ) - ? 133 134 135 136 . 137 138 139 140 - ( ) - ? 141 142 143 144 . 145 146 147 148 ? 149 150 151 152 . 153 154 155 156 ? 157 158 159 160 . 161 162 163 164 - ( ) - ? 165 166 167 168 , . 169 170 171 172 . . 173 174 175 176 - ( ) - ! . . . . . - ( ) - ! 177 178 - - 179 180 ! 181 182 183 184 , ? 185 186 - - 187 188 ' , . . 189 190 191 192 - ( ) - . 193 . 194 . , ! . 195 . , . 196 ' . . . 197 . , , . . . 198 199 200 201 . ! 202 203 204 205 - ( ) - . 206 . 207 208 209 210 ? 211 212 213 214 . 215 216 217 218 . 219 220 221 222 , , . 223 224 225 226 . . 227 . 228 229 230 231 . . . . . 232 233 - - 234 235 ! ! . 236 237 238 239 - ( , , 240 . ) - 241 242 243 244 ? 245 246 247 248 . 249 250 251 . 252 253 , - - . 254 255 256 257 258 - ( . 259 . ) - . 260 261 262 263 ! 264 265 266 267 ? 268 269 270 271 . 272 273 274 275 - ( ) - , ! . , 276 . , ! . 277 278 279 280 - ( ) . - 281 282 283 284 . . 285 286 287 288 - ( ) - , ? 289 290 291 292 - ( ' ) - . 293 294 295 296 , 297 . , : , 298 . , . 299 300 301 302 - ( ) - ? ? ? 303 ? 304 305 306 307 . . 308 309 310 311 - ( . ) - 312 313 314 315 - ( ) - ! . . . 316 317 318 319 . 320 321 322 323 . . . 324 325 326 327 . - ( . ) - 328 329 - ( . ) - 330 331 332 333 - ( . ) - 334 335 336 337 ? 338 339 340 341 . . 342 343 344 345 . . . 346 347 348 349 , . 350 351 352 353 ? 354 355 356 357 ! . . 358 359 360 361 . . . 362 363 364 365 . 366 367 368 369 . 370 371 372 373 , . 374 375 376 377 . 378 379 380 381 ' ' . 382 383 384 385 . 386 387 388 389 . . . 390 391 392 393 ' . 394 395 396 397 ' . . . . 398 . 399 400 401 402 ? 403 404 405 406 , . . . 407 . 408 409 410 411 ? 412 413 414 415 . , . . . . 416 , . 417 418 419 420 , . 421 , . 422 423 424 425 . 426 427 428 429 , . 430 431 432 433 ! 434 435 436 437 . . . . . . 438 439 440 441 ? ! 442 443 444 445 . 446 447 448 449 . 450 451 452 453 . . . . 454 455 456 457 ? . . . 458 459 460 461 - ( ) - 462 ! 463 464 465 466 ! 467 468 469 470 , , . . . . 471 472 473 474 - ( ' , ) - ? ! 475 476 477 478 , ? 479 480 481 482 ! 483 484 485 486 - - ? ! 487 488 489 490 ? 491 , . 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