E con questa igiene voi siete sicuro... delle estasi purissime?! -D’Alma- -(sorridendo con tristezza)- Comprendo! A voi sembra che la facilità con cui io mi lascio andare a queste conversazioni intime -(con disgusto)- sia, per lo meno, un avanzo del materialismo comune. Ebbene, io vi mostrerò che so e posso trionfarne. -(Con energia)- Da solo a sola con voi, Anna, io non mi troverò... mai più! -Anna- -(con latente stupefazione)- Me lo promettete?... -D’Alma- -(con gravità)- Ve lo prometto! -Anna- -(con lieve trasparenza comica)- Siete immenso!... -D’Alma- Grazie! -Anna- Non c’è di che. -(Un silenzio.)- -D’Alma- Ed ora, -(alzandosi)- se non m’inganno, ci siamo detto tutto! -Anna- E sfido io! Che altro ci potremmo dire?! -D’Alma- Arrivederci... -Anna- Arrivederci... -D’Alma- Ma... -(fa un gesto complicatissimo e solenne ricordante la risoluzione presa.)- -Anna- -(imitando caricatamente il gesto di lui)- Oh,... siamo intesi!... -D’Alma- -(assorto, si allontana. Presso la porta, si trova a faccia a faccia con Salvetti: ne ha un soprassalto di fastidio, ed esce fuggendo.)- SCENA IV. ANNA, SALVETTI. -Salvetti- Sono di troppo? -Anna- Ma che «di troppo»! Non vedete che se ne va? -Salvetti- -(restando sulla soglia)- Io ritengo di essere di troppo appunto quando non c’è nessun altro. -Anna- Quando non c’è nessun altro dovreste piuttosto ritenere di non essere... sufficiente. Avanti, avanti! -(Mettendosi con cura il cappellino)- Io aspetto ansiosamente questi cavalli e questi cavalieri. Ben presto vi lascerò. Non abbiate soggezione di me. Sdraiatevi in una seggiola a bracciuoli, leggete i vostri giornali, fate il vostro chilo comodamente... -Salvetti- Per obbedirvi.... -(Siede in una poltrona presso il tavolino e sceglie qualche giornale.)- -Anna- Del resto, la vostra colazione, è durata pochino. -(Dopo aver messo il cappellino incomincerà ad infilare i guanti.)- -Salvetti- Come il vostro colloquio con Giuliano. -Anna- Preciso. -Salvetti- -(con gli occhi sul giornale)- Una bistecca e un po’ di frutta: ecco la mia colazione. -Anna- Un po’ di frutta, senza la bistecca: ecco il mio colloquio. Mi do anch’io all’erba!... -Salvetti- Lo avete... bocciato? -Anna- Chi? -Salvetti- Giuliano. -Anna- Non l’ho neppure esaminato. -Salvetti- Sicchè, è soppresso. -Anna- Perchè sopprimerlo? È un gentile giovane. -Salvetti- Certo. -Anna- Alquanto... vaporoso. -(Fa lo stesso gesto complicato che ha fatto dianzi.)- -Salvetti- Spiritualista e vegetariano. -Anna- -(sincera)- Quel che c’è di più moderno, sapete. -Salvetti- E chi lo nega? Molto moderno, e quindi niente affatto... esigente. -Anna- Ah, questo sì! -Salvetti- Compiango lui e compiango anche voi. -Anna- Credete che per una donna sia così penoso l’essere saggia? -Salvetti- Credo solamente che sia meno penoso il non esserlo. -Anna- -(dopo una pausa)- Dottore... -Salvetti- -(leggendo)- Marchesa? -Anna- Disturbo? -Salvetti- Anzi. -Anna- -(avvicinandosi con amichevole dimestichezza)- In confidenza,... secondo voi, chi è che potrebbe farmi oltrepassare i confini della saggezza? -Salvetti- -(subito)- Chiunque. -Anna- -(offesa)- Come?! -Salvetti- Lasciatemi finire. Chiunque... sapesse -chiedere-... nel momento propizio. -Anna- -(allontanandosi stizzita)- Eccoci alle solite insolenze! -Salvetti- -«Pulsate, et aperietur vobis»- scrisse uno che se ne intendeva. -Anna- Non capisco di latino! -Salvetti- Sono io qui apposta per tradurvelo. «Picchiate e vi sarà aperto». La condizione del «momento propizio» non c’è nel testo; ma... oh Dio!... si legge tra le linee. -(Alzandosi)- E io vi dimostrerò che... -Anna- -(interrompendolo esasperata)- Basta! Basta! Basta! Non mi irritate di più. Coi vostri quarant’anni suonati, dovreste giudicarmi meno superficialmente. Le condizioni speciali della mia vita non possono escludere, è vero, la probabilità, vicina o lontana, d’una dedizione; ma da questo a quello che dite voi, ci corre! ci corre! -Salvetti- Io dico lo stesso in sostanza, perchè tutte le donne, quando stanno per cadere, credono in buonissima fede di trovarsi nelle -condizioni speciali- che non solo giustificano ma esigono la caduta. E penso io forse che esse abbiano torto? Oibò! Io non faccio che applicare a voi una legge naturale, comune a tutta la femminilità militante: -- «non sono veramente sagge che le donne a cui non si chiede niente». -Anna- -(scattando)- Badate, però, che possono essere sagge, malgrado loro, anche quelle a cui si chiede troppo! -Salvetti- Io vi auguro che s’indovini sempre la misura giusta della richiesta. -Anna- Ed io auguro a voi che s’indovini sempre la misura giusta del rifiuto! -(Presa dalla rabbia)- Siete un impertinente!... Siete disgustevole!... Siete insopportabile! Siete mostruoso! -(Batte a terra i piedi d’una seggiola, e poi vi siede. -- Una lagrimuccia spunta nei suoi occhi.)- -Salvetti- -(sorridendo sotto i baffi)- Calmatevi, via, ve ne prego, calmatevi...: tanto più che -(guardando alla finestra)- sta per arrivare il conte... in un magnifico costume di occasione. -Anna- Io ho bisogno di graffiare qualcuno! -Salvetti- Profittate di me, marchesa, perchè, col conte, non c’è da cavarsi di questi capricci. Quello lì è troppo ben fatto: si guarda e non si tocca! SCENA V. DIONIGI, ANNA, -e- SALVETTI. -Dionigi- -(in un pretto costume di sportsman, entrando elegante e brioso)- Marchesa, le cavalcature sono pronte. -Anna- -(bisbetica)- Finalmente! Di chi vi siete occupato, sinora? Della vostra -toilette-? Credevo che non veniste più. Non mi direte, spero, che il fare aspettare una signora sia -«molto chic!»- -Dionigi- -(confuso)- Marchesa... -Anna- Il vostro braccio, subito! -Anna- -(senza badare a Dionigi e senza metterglisi al braccio, si rivolge al dottore, seccamente:)- È deciso dunque che non ci venite? -Salvetti- Ne sono dolente, ma è proprio deciso. -Anna- È permesso di saperne almeno la ragione? -Salvetti- È una ragione... pedestre: non so andare a cavallo. -Anna- Imparerete. -Salvetti- Troppo tardi! -Anna- Cascherete. -Salvetti- Ah!... Troppo presto! -Anna- -(a Dionigi)- Conte, il vostro braccio... -Dionigi- Sono qui a offrirvelo, marchesa... -Anna- -(mettendoglisi a braccetto con violenza e quasi trascinandolo via)- Diventate scortese anche voi! -Dionigi- Io?! -Anna- Mi dareste una smentita?! -Dionigi- No! -Anna- Una smentita a me? A me?! -Dionigi- Ho detto di no, ho detto di no. -(Escono.)- SCENA VI. SALVETTI -solo, poi- ANNA, DIONIGI, ALBENGA, D’ALMA, RIVOLI. -Salvetti- -(segue con lo sguardo, sempre un po’ sorridendo, Anna e Dionigi. Siede di nuovo presso il tavolino, borbottando:)- Alla vedetta, dottore, alla vedetta!.. -(Riflette un poco. Riprende il giornale.)- -(Giunge di lontano un brusio. Sono le voci confuse di Rivoli, Albenga, D’Alma, Dionigi. Poi si distinguono alcune parole loro e i lamenti di Anna.)- -(Di dentro:)- -Dionigi- Incredibile! Incredibile! -D’Alma- Ma non così, vi prego, non così! -Rivoli- Andiamo adagio, santi numi! -Albenga- Voi, Rivoli, non potete!... Lasciatela tutta a noi... -Anna- -(dolorosamente)- Ahi ahi ahi ahi ahi! -Salvetti- -(tra sè)- Ma che cos’è? Questi sono lamenti della marchesa! -(Corre verso la porta comune e si ferma spaventato)- Oh, diavolo! -(Entrano Rivoli, Albenga, Dionigi, D’Alma, trasportando Annna, che ha gli occhi socchiusi e agita un po’ le braccia stringendo in una mano la frusta.)- -Salvetti- Qui, qui, su questa poltrona.... -Rivoli- -(che sostiene il maggior peso)- Io non ne posso più! -Dionigi- Assolutamente incredibile! -(Adagiano Anna sopra una poltrona. -- Agitazione generale.)- -Rivoli- -(mettendosi una mano sulla schiena e lasciandosi cadere su una sedia)- Sono morto! -D’Alma- Un po’ d’acqua!... Ella sviene! -Albenga- Meglio un po’ d’aceto!... -Dionigi- -(cavando di tasca una boccettina)- Questa è una bottiglia di -smelling salts-. Eccellente! -Anna- -(lamentandosi)- No... non voglio nulla... non voglio nulla... Ahi ahi ahi ahi ahi! -Salvetti- -(con urgenza)- Ma si può sapere sì o no che è accaduto? -Albenga- Pare che -Lady Florence- le abbia tirato un calcio degno di un mulo. -Salvetti- È orribile! -Dionigi- Ed è stranissimo!... -Anna- -(tenendo sollevato un piedino)- Ahi ahi ahi ahi! -Salvetti- Marchesa... marchesa... Dove siete stata colpita? -Anna- -(lamentosamente)- Giù... giù... -Salvetti- Al piede, eh?... Dite, marchesa: al piede? -Anna- -(con un fil di voce)- No... non precisamente al piede... -Salvetti- -(sconcertatissimo)- Non precisamente al piede?! -Gli altri- -(sconcertatissimi)- Non precisamente al piede?!! -Salvetti- E come si fa?! -Anna- Ahi ahi ahi ahi! Che spasimo! -Salvetti- Del resto, ella soffre, e io debbo compiere il mio dovere! -D’Alma- Mi meraviglio di voi! -Dionigi- Non sarebbe di buon gusto, dottore! -Albenga- Sarebbe una mancanza di riguardo! -Salvetti- Ma voi siete matti! I medici non hanno occhi! -Rivoli- Questo è vero! -Anna- Dottore, pregateli voi di allontanarsi... -Salvetti- Avete udito? A ogni minuto che passa il suo stato si aggrava!... Via! Via tutti! Ve lo chiedo in grazia! Ve lo comando! -Gli altri- -(mormorando, si allontanano mal volentieri e vanno nella stanza attigua, in fondo.)- SCENA VII. SALVETTI, ANNA. -Salvetti- -(vivamente preoccupato, chiude la porta e torna ad Anna, premuroso.)- -Anna- -(a un tratto, salta in piedi graziosamente.)- -Salvetti- -(trasecolato)- Eh?! -Anna- Sss.... Silenzio. -(Parleranno tutt’e due a voce molto bassa.)- -Salvetti- E lo spasimo? -Anna- Niente spasimo! Ho voluto mandare a monte la gita senza far capire che non ne avevo più voglia. -Salvetti- E il calcio di -Lady Florence-? -Anna- L’ho inventato io nel momento in cui nessuno mi guardava. -Salvetti- Eppure, questa gita l’avevate proposta voi. Vi ci sareste divertita! -Anna- Mi annoiavo di divertirmi, ecco. E tutto per colpa vostra. Solamente voi avete l’abilità di mettere i miei nervi in agitazione. -Salvetti- -(dissimulando la compiacenza)- Me ne dispiace molto, e se potessi rimediare... -Anna- Parlate piano, e aiutatemi, almeno, ad accreditare la menzogna. -Salvetti- Va bene, ma io sospetto che quei curiosi stiano a spiare dietro l’uscio.... -Anna- Andate un po’ a guardare dal buco della serratura... -Salvetti- -(sulla punta dei piedi, va in fondo, esclamando a voce alta:)- Oh, povera marchesa! Povera marchesa! -(E guarda dal buco della serratura.)- -Anna- -(frattanto, si lamenta)- Ahi ahi ahi ahi! -Salvetti- Il nemico è lontano. Ma per maggiore precauzione... -(Tira le tendine sull’uscio.)- -Anna- No, no: che fate? -Salvetti- I buchi... sono i traditori della scienza! -(Ritornando a lei)- Ora potete essere sicura che il segreto professionale non escirà da questa camera. -Anna- Di quanto tempo avreste bisogno per compiere il vostro dovere, se veramente io avessi ricevuto il calcio? -Salvetti- Di due o tre ore. -Anna- Che esagerazione! -Salvetti- Facciamo... un’ora e mezzo. -Anna- Ma che dite! Voglio sbrigarmi, io. -Salvetti- Non posso mostrare di essere così frettoloso nell’esercizio delle mie funzioni. -Anna- Dieci minuti, e non più! Per un dottore di vaglia come voi, dovrebbero bastare. -Salvetti- -(rassegnato, con intenzione significativa)- E basteranno! -Anna- -(disinvolta, senza sottintesi e senza preoccupazioni)- Come impiegheremo noi questi dieci minuti? -Salvetti- -(si guarda attorno per un moto istintivo, e poi le si avvicina, tormentandosi i baffi nervosamente)- Come li impiegheremo?... Non sarebbe il caso di cominciare... il tentativo di quella famosa cura, di cui voi, sinora, non mi avete creduto capace? -Anna- -(sorpresa, costernata e severa, indietreggiando un po’)- Che cosa vi salta in mente, dottore? -Salvetti- -(con voce stranamente commossa)- Marchesa, perchè turbarvi così?... Di che temete? -(Le si accosta di più, guardandola tutta)- Di che temete? -Anna- Io non temo di nulla... Ma desidero di chiamare i vostri amici... -Salvetti- Voi non lo farete... Sarebbe un’imprudenza grave. Sarebbe la denunzia della vostra finzione; e questa finzione sarebbe poi per me una -réclame-, che non è certamente ciò che vi sta più a cuore. -Anna- -(presa dal panico)- Sì, ma il vostro contegno... la vostra voce... i vostri sguardi... le vostre parole... Insomma, dottore, o la smettete... o io li chiamo! -Salvetti- È una minaccia legittima, lo so. Ma se io da questa minaccia mi lasciassi disarmare, -(accalorandosi)- voi, mia bella ammalata, di qui a poco mi dareste forse del collegiale, e a chi si è dato del collegiale non c’è più niente da dare... nè di peggio, nè di meglio!... -Anna- -(quasi tremante)- Dottore, non fate lo sciocco, e non insistete... -Salvetti- Io insisto, marchesa, perchè questa è la crisi. È la crisi! I dieci minuti volano... -(Accalorandosi maggiormente)- Voi siete incantevole... Voi siete irresistibile... E io, per non avere scrupoli di coscienza -(si slancia come per afferrarla)-, voglio giuocare tutto per tutto! -Anna- -(furibonda, colpendolo con la frusta)- E avete tutto perduto anche prima di giuocare! -Salvetti- Ahi! -(Si tocca il braccio colpito.)- -Anna- -(chiamando vivissimamente)- Rivoli, Albenga, Dionigi, Giuliano! Venite, venite subito!... Venite tutti! -Salvetti- -(tra sè, mordendosi le dita)- Mi sono sbagliato! SCENA VIII. ANNA, SALVETTI, RIVOLI, ALBENGA, DIONIGI, D’ALMA. -(Essi in fretta irrompono e restano lì, trepidanti allibiti.)- -D’Alma- Anna.... -Albenga- Marchesa. -Dionigi- Marchesa.... -Rivoli- Un altro guaio!?... -Anna- -(appena essi compariscono, nasconde nella comicità la propria concitazione)- Cos’è?! Che avete con quelle facce così bianche?... -Rivoli- Eh!... Abbiamo sentito chiamarci in un certo modo.... Capirete.... Ci siamo allarmati.... -Anna- Allarmati? -(Ride)- Ah ah ah!... Questa è carina! E di che? Perchè? Tenevo a farvi partecipare alla mia lieta meraviglia, alla mia gioia, al mio entusiasmo.... Non mi vedete? -(Mostrandosi ben diritta in piedi)- Cinque minuti fa soffrivo -- ... soffrivo abbastanza, credetemi -- e, adesso, vi garantisco che sono... -completamente guarita-. Oh, l’energia del nostro dottore è stata come l’acqua sul fuoco! Miracolosa!! -Salvetti- -(rodendosi dentro e ostentando modestia)- No, non mi elogiate troppo, marchesa... In fondo poi non si trattava... non si trattava che di una... piccolezza; e sono io... sono io che debbo alla... docilità vostra la fortuna di potere annunziare che tutto... mi è riuscito estremamente facile. -Anna- -(agli altri)- Come è modesto! -Rivoli- -(piano ad Albenga)- Che diamine sarà accaduto qui dentro?! -Anna- E, intanto, amici miei, se me lo permettete, io mi ritiro un poco nelle mie stanze. Ma s’intende che voi non vi moverete di qui. Più tardi, vi offrirò da colazione... Tutta erba!... So io quello che dico! Anche a voi, dottore... Ah no, scusate, mi pare che voi... avete già preso qualche cosa.... -Salvetti- Sì, veramente... io ho preso qualche cosa... -(Si tocca il braccio.)- -Anna- Comunque sia, non vi sottrarrete, spero, alle congratulazioni e ai festeggiamenti che vi spettano. Vorrei essere espansiva io pure, ma non trovo le parole... Gli è che sono un po’ stanca d’emozioni.... Considerate: non capitano ogni giorno il calcio d’un cavallo... e il prodigio di un dottore. Per ora, festeggiatelo voi, amici miei, festeggiatelo bene. Egli se lo merita!... -(Una pausa.)- -(Si avvia verso le sue stanze.)- -Rivoli- -(vedendola camminare)- Difatti... c’è da portarlo in trionfo! Io stento a credere ai miei occhi... Voi non zoppicate nemmeno, marchesa! -Albenga- Ma bravo, bravo, dottore!... Un vero prodigio! -Dionigi- Decisamente, siete molto forte! -Anna- Fortissimo! -Salvetti- -(sorride verde.)- -Anna- -(passando davanti a D’Alma, che sta a contemplarla poco discosto dalla porta, e imitando con grazia burlesca la solita intonazione serafica di lui, lo interroga:)- E voi, Giuliano, non vi congratulate col dottore? -D’Alma- -(malinconicamente sospirando)- Penso con dolore, Anna, che non avrei saputo fare... quello che ha fatto lui! -Anna- Lo credo, io! -(Pausa. Indi, salutando tutti e indugiando in una profonda riverenza esagerata)- A fra poco, signori. -D’Alma, Dionigi, Albenga, Rivoli, Salvetti- -(si trovano in fila, a eguale distanza fra loro, e s’inchinano simultaneamente, dicendo insieme:)- Marchesa! -Rivoli- -(nell’inchinarsi, ha una puntura alla schiena e vi porta su la mano, facendo una smorfia di dolore.)- -Tableau!- -Sipario.- -Disposizione dei personaggi:- ANNA D’ALMA DIONIGI RIVOLI ALBENGA SALVETTI ATTO SECONDO -Lo stesso salotto. -- È sera. -- Lumi accesi.- SCENA I. ANTONIO, ALBENGA, RIVOLI, SALVETTI, DIONIGI. -(Tutti e cinque in smocking.) (Sopra una consolletta sono cinque cappelli di forme diverse.)- -Albenga- -(è nel mezzo del salotto col suo scartafaccio in mano, guardando in alto come un ispirato e gesticolando. Poi, con solennità, ad Antonio, che comparisce dalla porta comune:)- Recate una bottiglia d’acqua e... un bicchiere con un po’ di zucchero. -Antonio- -(Esce.)- -Albenga- -(ancora riflette e gesticola.)- -Rivoli- -(entrando dalla porta centrale con una stecca da bigliardo in mano, immediatamente si lascia cadere sulla prima seggiola che trova. Indi, ad Albenga:)- È una pantomima? -Albenga- Studiavo... il valore della voce in certe frasi. -Rivoli- Gesticolando come un muto!? -Albenga- Caro mio, la voce... io la penso. In ogni vibrazione vocale c’è un lembo dell’anima!... -Salvetti- -(di dentro)- Giacchè la marchesa è fuori, Albenga, venite a giocare anche voi. -Albenga- -(con alterigia)- Non ho mai giocato al bigliardo, dottore. -Salvetti- -(di dentro)- C’è qui il conte che fa da maestro a tutti. -Albenga- E sia! -(Arrotola lo scartafaccio, lo infila in una tasca, e, uscendo dal fondo, ripete a Rivoli:)- C’è un lembo dell’anima!... È chiaro? -Rivoli- È chiarissimo. -Dionigi- -(di dentro)- E Rivoli dove s’è cacciato? Dov’è, dov’è questo Rivoli? -Salvetti- -(entrando, anche lui con una stecca in mano, e vedendo Rivoli)- Eccolo lì!... Non c’è da illudersi: lo stare in piedi non è più affar vostro! -Rivoli- Vengo, vengo. -(Si alza mal volentieri, e, parlando col dottore a voce bassa, esce dal fondo con lui)- Dottore, scherzo a parte, volevo dirvi: ci credete voi alla cura dell’impiccagione per rinvigorire la spina dorsale?² ² Per rinforzare la spina dorsale si fa la cura della sospensione con la macchina Charcot. -Salvetti- L’impiccagione? -(Col gesto analogo)- Ma sicuro che ci credo!... SCENA II. . . . ? ! 1 2 - - 3 4 - ( ) - ! 5 - ( ) - 6 , , . , 7 . - ( ) - 8 , , . . . ! 9 10 - - 11 12 - ( ) - ? . . . 13 14 - - 15 16 - ( ) - ! 17 18 - - 19 20 - ( ) - ! . . . 21 22 - - 23 24 ! 25 26 - - 27 28 . 29 30 - ( . ) - 31 32 - - 33 34 , - ( ) - , ! 35 36 - - 37 38 ! ? ! 39 40 - - 41 42 . . . 43 44 - - 45 46 . . . 47 48 - - 49 50 . . . - ( 51 . ) - 52 53 - - 54 55 - ( ) - , . . . ! . . . 56 57 - - 58 59 - ( , . , 60 : , . ) - 61 62 63 64 . 65 66 67 , . 68 69 70 - - 71 72 ? 73 74 - - 75 76 « » ! ? 77 78 - - 79 80 - ( ) - 81 . 82 83 - - 84 85 . . . 86 . , ! - ( ) - 87 . 88 . . 89 , , 90 . . . 91 92 - - 93 94 . . . . - ( 95 . ) - 96 97 - - 98 99 , , . - ( 100 . ) - 101 102 - - 103 104 . 105 106 - - 107 108 . 109 110 - - 111 112 - ( ) - : 113 . 114 115 - - 116 117 , : . 118 ! . . . 119 120 - - 121 122 . . . ? 123 124 - - 125 126 ? 127 128 - - 129 130 . 131 132 - - 133 134 . 135 136 - - 137 138 , . 139 140 - - 141 142 ? . 143 144 - - 145 146 . 147 148 - - 149 150 . . . . - ( 151 . ) - 152 153 - - 154 155 . 156 157 - - 158 159 - ( ) - , . 160 161 - - 162 163 ? , . . . . 164 165 - - 166 167 , ! 168 169 - - 170 171 . 172 173 - - 174 175 ? 176 177 - - 178 179 . 180 181 - - 182 183 - ( ) - . . . 184 185 - - 186 187 - ( ) - ? 188 189 - - 190 191 ? 192 193 - - 194 195 . 196 197 - - 198 199 - ( ) - , . . . 200 , ? 201 202 - - 203 204 - ( ) - . 205 206 - - 207 208 - ( ) - ? ! 209 210 - - 211 212 . . . . - - . . . 213 . 214 215 - - 216 217 - ( ) - ! 218 219 - - 220 221 - « , » - . 222 223 - - 224 225 ! 226 227 - - 228 229 . « » . 230 « » ; . . . ! . . . 231 . - ( ) - . . . 232 233 - - 234 235 - ( ) - ! ! ! 236 . , 237 . 238 , , , , ; 239 , ! ! 240 241 - - 242 243 , , 244 , - 245 - . 246 ? ! 247 , : - - « 248 » . 249 250 - - 251 252 - ( ) - , , , , 253 ! 254 255 - - 256 257 . 258 259 - - 260 261 ! 262 - ( ) - ! . . . ! . . . 263 ! ! - ( 264 , . - - . ) - 265 266 - - 267 268 - ( ) - , , , . . . : 269 - ( ) - . . . 270 . 271 272 - - 273 274 ! 275 276 - - 277 278 , , , , 279 . : ! 280 281 282 283 . 284 285 286 , , - - . 287 288 289 - - 290 291 - ( , ) - 292 , . 293 294 - - 295 296 - ( ) - ! , ? 297 - - ? . , , 298 - « ! » - 299 300 - - 301 302 - ( ) - . . . 303 304 - - 305 306 , ! 307 308 - - 309 310 - ( , 311 , : ) - ? 312 313 - - 314 315 , . 316 317 - - 318 319 ? 320 321 - - 322 323 . . . : . 324 325 - - 326 327 . 328 329 - - 330 331 ! 332 333 - - 334 335 . 336 337 - - 338 339 ! . . . ! 340 341 - - 342 343 - ( ) - , . . . 344 345 - - 346 347 , . . . 348 349 - - 350 351 - ( ) - 352 ! 353 354 - - 355 356 ? ! 357 358 - - 359 360 ? ! 361 362 - - 363 364 ! 365 366 - - 367 368 ? ? ! 369 370 - - 371 372 , . 373 374 - ( . ) - 375 376 377 378 . 379 380 381 - , - , , , , . 382 383 384 - - 385 386 - ( , , . 387 , : ) - , , 388 ! . . - ( . . ) - 389 390 - ( . , , 391 , . 392 . ) - 393 394 - ( : ) - 395 396 - - 397 398 ! ! 399 400 - - 401 402 , , ! 403 404 - - 405 406 , ! 407 408 - - 409 410 , , ! . . . . . . 411 412 - - 413 414 - ( ) - ! 415 416 - - 417 418 - ( ) - ? ! - ( 419 ) - , ! 420 421 - ( , , , , , 422 423 . ) - 424 425 - - 426 427 , , . . . . 428 429 - - 430 431 - ( ) - ! 432 433 - - 434 435 ! 436 437 - ( . - - . ) - 438 439 - - 440 441 - ( ) - 442 ! 443 444 - - 445 446 ! . . . ! 447 448 - - 449 450 ! . . . 451 452 - - 453 454 - ( ) - - 455 - . ! 456 457 - - 458 459 - ( ) - . . . . . . . . . 460 ! 461 462 - - 463 464 - ( ) - ? 465 466 - - 467 468 - - . 469 470 - - 471 472 ! 473 474 - - 475 476 ! . . . 477 478 - - 479 480 - ( ) - ! 481 482 - - 483 484 . . . . . . ? 485 486 - - 487 488 - ( ) - . . . . . . 489 490 - - 491 492 , ? . . . , : ? 493 494 - - 495 496 - ( ) - . . . . . . 497 498 - - 499 500 - ( ) - ? ! 501 502 - - 503 504 - ( ) - ? ! ! 505 506 - - 507 508 ? ! 509 510 - - 511 512 ! ! 513 514 - - 515 516 , , ! 517 518 - - 519 520 ! 521 522 - - 523 524 , ! 525 526 - - 527 528 ! 529 530 - - 531 532 ! ! 533 534 - - 535 536 ! 537 538 - - 539 540 , . . . 541 542 - - 543 544 ? ! . . . ! 545 ! ! ! 546 547 - - 548 549 - ( , 550 , . ) - 551 552 553 554 . 555 556 557 , . 558 559 560 - - 561 562 - ( , , . ) - 563 564 - - 565 566 - ( , . ) - 567 568 - - 569 570 - ( ) - ? ! 571 572 - - 573 574 . . . . . 575 576 - ( . ) - 577 578 - - 579 580 ? 581 582 - - 583 584 ! 585 . 586 587 - - 588 589 - - ? 590 591 - - 592 593 . 594 595 - - 596 597 , . ! 598 599 - - 600 601 , . . 602 . 603 604 - - 605 606 - ( ) - , 607 . . . 608 609 - - 610 611 , , , . 612 613 - - 614 615 , 616 . . . . 617 618 - - 619 620 . . . 621 622 - - 623 624 - ( , , : ) - , 625 ! ! - ( . ) - 626 627 - - 628 629 - ( , ) - ! 630 631 - - 632 633 . . . . - ( 634 . ) - 635 636 - - 637 638 , : ? 639 640 - - 641 642 . . . ! - ( ) - 643 644 . 645 646 - - 647 648 , 649 ? 650 651 - - 652 653 . 654 655 - - 656 657 ! 658 659 - - 660 661 . . . . 662 663 - - 664 665 ! , . 666 667 - - 668 669 670 . 671 672 - - 673 674 , ! , 675 . 676 677 - - 678 679 - ( , ) - ! 680 681 - - 682 683 - ( , ) - 684 ? 685 686 - - 687 688 - ( , , 689 ) - ? . . . 690 . . . , 691 , , ? 692 693 - - 694 695 - ( , , ) - 696 , ? 697 698 - - 699 700 - ( ) - , ? . . . 701 ? - ( , ) - ? 702 703 - - 704 705 . . . . . . 706 707 - - 708 709 . . . . 710 ; 711 - - , . 712 713 - - 714 715 - ( ) - , . . . . . . 716 . . . . . . , , . . . 717 ! 718 719 - - 720 721 , . 722 , - ( ) - , , 723 , 724 . . . , ! . . . 725 726 - - 727 728 - ( ) - , , . . . 729 730 - - 731 732 , , . ! 733 . . . - ( ) - . . . 734 . . . , 735 - ( ) - , ! 736 737 - - 738 739 - ( , ) - 740 ! 741 742 - - 743 744 ! - ( . ) - 745 746 - - 747 748 - ( ) - , , , ! , 749 ! . . . ! 750 751 - - 752 753 - ( , ) - ! 754 755 756 757 . 758 759 760 , , , , , . 761 762 763 - ( , . ) - 764 765 - - 766 767 . . . . 768 769 - - 770 771 . 772 773 - - 774 775 . . . . 776 777 - - 778 779 ! ? . . . 780 781 - - 782 783 - ( , 784 ) - ? ! ? . . . 785 786 - - 787 788 ! . . . . . . . . . . . 789 . . . . 790 791 - - 792 793 ? - ( ) - ! . . . ! ? ? 794 , , 795 . . . . ? - ( ) - 796 - - . . . , - - , 797 , . . . - - . , 798 ! ! ! 799 800 - - 801 802 - ( ) - , , 803 . . . . . . 804 . . . ; . . . . . . 805 . . . 806 . 807 808 - - 809 810 - ( ) - ! 811 812 - - 813 814 - ( ) - ? ! 815 816 - - 817 818 , , , , 819 . . , 820 . . . ! . . . ! 821 , . . . , , . . . 822 . . . . 823 824 - - 825 826 , . . . . . . - ( . ) - 827 828 - - 829 830 , , , 831 . , 832 . . . . . . . 833 : . . . 834 . , , , 835 . ! . . . - ( . ) - - ( 836 . ) - 837 838 - - 839 840 - ( ) - . . . ! 841 . . . , ! 842 843 - - 844 845 , , ! . . . ! 846 847 - - 848 849 , ! 850 851 - - 852 853 ! 854 855 - - 856 857 - ( . ) - 858 859 - - 860 861 - ( , 862 , 863 , : ) - , , ? 864 865 - - 866 867 - ( ) - , , 868 . . . ! 869 870 - - 871 872 , ! - ( . , 873 ) - , . 874 875 - , , , , - 876 877 - ( , , 878 , : ) - 879 880 ! 881 882 - - 883 884 - ( , , 885 . ) - 886 887 - ! - 888 889 890 - . - 891 892 893 - : - 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 - . - - . - - . - 904 905 906 907 . 908 909 910 , , , , . 911 912 913 - ( . ) ( 914 . ) - 915 916 - - 917 918 - ( , 919 . , , , 920 : ) - . . . 921 . 922 923 - - 924 925 - ( . ) - 926 927 - - 928 929 - ( . ) - 930 931 - - 932 933 - ( , 934 . , 935 : ) - ? 936 937 - - 938 939 . . . . 940 941 - - 942 943 ! ? 944 945 - - 946 947 , . . . . 948 ! . . . 949 950 - - 951 952 - ( ) - , , 953 . 954 955 - - 956 957 - ( ) - , . 958 959 - - 960 961 - ( ) - . 962 963 - - 964 965 ! - ( , , , 966 , : ) - ! . . . ? 967 968 - - 969 970 . 971 972 - - 973 974 - ( ) - ? , ? 975 976 - - 977 978 - ( , , ) - 979 ! . . . : ! 980 981 - - 982 983 , . - ( , , 984 , ) - , , : 985 986 ? 987 988 989 . 990 991 - - 992 993 ? - ( ) - ! . . . 994 995 996 997 . 998 999 1000