interno dei sensi del tempo si differenzia per essere in prima linea caratterizzato non dagli elementi sensibili, ma dai -sentimentali-. Poichè ogni elemento sentimentale varia continuamente in causa delle mutevoli condizioni della vita psichica, il punto visivo interno acquista quella proprietà di mutabilità continua, che noi indichiamo come il -continuo scorrere del tempo-. Con questo scorrere si intende appunto la proprietà, per cui nessun istante è eguale all’altro e così pure nessuno può ritornare il medesimo (Cfr. sopra pag. 116, 2-a-). A questo fatto si connette pure la natura unidimensionale del tempo, la quale consiste in ciò, che nelle rappresentazioni di tempo il punto visivo interno si trova in un flusso continuo, nel quale non può mai ritornare un punto identico. Infine il fatto che l’ordine, in questa unica dimensione, proviene sempre da quel variabile punto visivo, nel quale il soggetto rappresenta sè a sè stesso, dà ragione della proprietà delle rappresentazioni di tempo, per la quale i suoi elementi, oltre al loro ordine reciproco, possiedono un rapporto fisso al soggetto percipiente (pag. 116, 2). 13. Se noi cerchiamo di renderci conto dei sussidi di questa reciproca disposizione, che immediatamente collega tra loro le parti di una rappresentazione e della loro orientazione al soggetto, questi sussidi, che noi, ad analogia dei segni locali, vogliamo chiamare i -segni temporali-, manifestamente debbono anche qui consistere solo in alcuni elementi collegati alla rappresentazione, i quali isolatamente considerati non posseggono proprietà temporali, ma le acquistano dalla loro combinazione. Dalle particolari condizioni dello sviluppo delle rappresentazioni temporali sin dal principio siamo indotti a ritenere, che i segni temporali siano per una parte essenziale -elementi sentimentali-. Infatti, nel decorso di una qualsiasi serie ritmica ogni impressione è immediatamente caratterizzata dal concomitante sentimento d’attesa, mentre la sensazione agisce solo in quanto suscita quel sentimento; come distintamente si riconosce, quando avviene una improvvisa interruzione di una serie ritmica. Fra le sensazioni del resto, solo -le sensazioni tattili interne- sono le parti, che non mancano mai in ogni rappresentazione di tempo: nelle rappresentazioni tattili esse costituiscono i sostrati immediati; nelle rappresentazioni dell’udito e in quelle pure rivestite della forma temporale sono sempre date come fenomeni soggettivi concomitanti. Quindi noi possiamo considerare i sentimenti d’attesa come i -segni temporali qualitativi-, e quelle sensazioni tattili come i -segni temporali intensivi- di una rappresentazione di tempo. Questa si dovrà pertanto ritenere come un prodotto di fusione dei due segni temporali fra loro stessi e colle sensazioni oggettive, ordinate nella forma temporale. Così anche qui le sensazioni tattili interne, graduate secondo intensità, costituiscono una misura omogenea per la disposizione delle impressioni oggettive, qualitativamente caratterizzate dai sentimenti concomitanti. 13-a-. Dacchè alle sensazioni tattili interne spettano funzioni analoghe nell’ordine delle rappresentazioni così di tempo come di spazio, quella relazione reciproca delle due forme d’intuizione, che trova la sua espressione nella rappresentazione -geometrica- del tempo per mezzo della retta, è resa più accettabile da questa concordanza di sostrati sensibili. Pure tra il complesso sistema dei segni temporali e i sistemi di segni locali rimane sempre l’essenziale differenza, che quello ha il suo fondamento principale non in proprietà qualitative della sensazione, che siano legate a determinati organi esterni di senso, ma in -sentimenti- che possono presentarsi per le più diverse sensazioni in modo pienamente conforme, perchè essi per sè non dipendono dal contenuto oggettivo delle sensazioni, ma dal loro soggettivo modo di collegarsi. Per altra parte le assai variabili condizioni di svolgimento di questi sentimenti spiegano l’incertezza assai maggiore delle nostre rappresentazioni di tempo di fronte a quelle di spazio. Di più l’influenza del decorso sentimentale diventa qui specialmente notevole, perchè l’esattezza della stima soggettiva del tempo dipende in prima linea dalla durata delle estensioni di tempo. Il confronto che noi facciamo di estensioni di tempo, ad es., di intervalli di battute che si seguono, è in eguali condizioni favorevole al massimo grado per quelle grandezze, che più si prestano anche alla partizione ritmica e che pel senso dell’udito si aggirano intorno al valore di 0,2″ (7). Si osserva facilmente che qui l’esattezza della percezione è determinata dall’opportuno alternarsi dei sentimenti di attesa e soddisfazione; fatto, che permette di riconoscere con grande sicurezza, se una nuova impressione interrompa il sentimento d’attesa in un’intensità minore che prima, o se essa s’imbatta in una maggiore tensione del sentimento stesso. In un troppo lento succedersi delle impressioni i sentimenti d’attesa predominano oltre misura; in un succedersi molto affrettato si notano all’opposto quasi soltanto i sentimenti di sorpresa, i quali accompagnano ogni impressione, ma raggiungono sempre solo un’intensità mediocre a causa dell’intensità poco rilevante dei sentimenti di tensione che li precedono. Da ciò si spiega che le impressioni rapidamente svolgentisi sono assolutamente le meno favorevoli per l’osservazione degli elementi soggettivi delle rappresentazioni di tempo. 13-b-. Naturalmente dinanzi al problema della origine psicologica delle rappresentazioni di tempo è sorta la stessa contrapposizione di teorie -nativistiche- e -genetiche-, che noi abbiamo incontrato nello studio delle rappresentazioni di spazio (pag. 92, 12-a-). Ma in questo caso il nativismo non ha portato ad una teoria propriamente detta, esso suole limitarsi alla generale opinione, che il tempo sia una “forma d’intuizione innata„ senza tentare di render conto dell’influenza degli elementi realmente dimostrabili e delle condizioni necessarie delle rappresentazioni di tempo. Le teorie genetiche della vecchia psicologia, ad es., quella di Herbart, cercano derivare l’intuizione di tempo esclusivamente dagli elementi della rappresentazione. Ma in tal modo si va soltanto in costruzioni speculative, nelle quali non si tien conto delle condizioni date dall’esperienza. § 12. -- I sentimenti composti. 1. Nello svolgimento delle rappresentazioni di tempo viene chiaramente alla luce, che la separazione delle parti rappresentative e sentimentali nell’esperienza immediata è solo un prodotto della nostra astrazione. Nelle rappresentazioni di tempo questa astrazione si dimostra inattuabile, perchè in esse certi sentimenti prendono una parte essenziale al sorgere delle rappresentazioni. Così anche le rappresentazioni di tempo, solo se si tien presente il prodotto finale del processo, cioè l’ordine di certe sensazioni nel rapporto loro e nel rapporto al soggetto, possono essere dette -rappresentazioni-; ma considerate nella loro propria composizione, esse sono prodotti complessi di sensazioni e sentimenti. Per questa ragione esse prendono una opportuna posizione di transizione tra le rappresentazioni e quelle formazioni psichiche che si compongono di elementi sentimentali e che noi indicheremo col nome specifico di -moti d’animo-. Questi sono specialmente simili alle rappresentazioni di tempo per ciò, che nell’esame del loro svolgimento non è affatto possibile l’astratta separazione degli elementi sentimentali dai sensibili; infatti nello sviluppo di tutte le specie di moti d’animo le sensazioni e le rappresentazioni entrano come fattori determinanti, così come i sentimenti hanno parte essenziale al componimento delle rappresentazioni di tempo. 2. Fra tutti i moti d’animo -le combinazioni intensive di sentimenti- o i -sentimenti composti- prendono un posto di precedenza, perchè in essi le proprietà caratteristiche di una singola formazione sono prodotti di uno stato momentaneo; così che la descrizione del sentimento presuppone soltanto l’esatto apprendimento di questo stato momentaneo, ma non una comprensione di più processi decorrenti nel tempo, e gli uni provenienti dagli altri. Sotto questo aspetto i sentimenti composti stanno alle emozioni, che consistono in un decorso di sentimenti e ai processi di volere, così come le rappresentazioni intensive alle estensive. Le varietà psichiche intensive in largo senso inchiudono pertanto, oltre alle composizioni di rappresentazioni intensive, anche i sentimenti composti, e le varietà estensive abbracciano come speciali forme di ordini -temporali-, oltre alle rappresentazioni di tempo, anche le emozioni e i processi di volere. 3. I sentimenti composti sono quindi stati intensivi di carattere unitario, nei quali si possono percepire nello stesso tempo singole parti sentimentali più semplici. In un qualsiasi sentimento di tal natura noi possiamo distinguere -componenti sentimentali- e una -risultante sentimentale-. Come componenti sentimentali ultimi si hanno sempre sentimenti sensoriali semplici; però alcuni di questi possono formare una risultante parziale, la quale poi entra come un componente composto nell’intero sentimento. Ogni sentimento composto si può così scomporre: 1) in un -sentimento totale-, risultante dalla connessione di tutte le sue parti; 2) nei singoli -sentimenti parziali-, che costituiscono i componenti di questo sentimento totale e che di nuovo si possono scindere in sentimenti parziali di diverso ordine, a seconda che essi constano di semplici sentimenti sensoriali (sentimenti parziali di primo ordine), o sono già essi stessi sentimenti totali (sentimenti parziali di secondo e superiore ordine). Dove sono sentimenti parziali di ordine superiore possono aver luogo combinazioni plurilaterali o -intrecci- degli elementi, imperocchè il sentimento parziale di ordine inferiore può contemporaneamente entrare in sentimenti parziali di ordine superiore. Per tali intrecci la contestura del sentimento totale può farsi oltremodo complessa; e nel medesimo tempo il sentimento stesso, malgrado l’invariata natura dei suoi elementi, può acquistare un carattere variabile, a seconda che prevale l’uno o l’altro dei possibili intrecci dei sentimenti parziali. 3-a-. Così, per es., all’accordo musicale di tre note -do mi sol- corrisponde un sentimento totale dell’armonia, di cui elementi ultimi, come sentimenti parziali di primo ordine, sono i sentimenti sonori corrispondenti ai singoli suoni -do mi sol-. Fra questi e il risultante sentimento totale stanno come sentimenti parziali di secondo ordine, i tre sentimenti armonici corrispondenti agli accordi di due suoni -do mi, mi sol, do sol-, e a seconda che uno di essi prevalga o tutti insieme si presentino con quasi eguale intensità, anche il carattere del sentimento totale ha in questo caso una quadruplice colorazione diversa. La prevalenza di qualche complesso sentimento parziale può avere la sua ragione ora nella maggiore intensità delle sue parti, ora in sentimenti anteriori; se si va, ad es., da -do mi bemolle sol- a -do mi sol-, è reso più forte il fattore parziale -do mi-; se invece si va da -do mi la- a -do mi sol-, è reso più intenso il fattore -do sol-. Similmente anche una pluralità d’impressioni cromatiche, a seconda che prevale questa o quella composizione parziale, può avere effetti diversi: qui però a causa dell’ordine estensivo delle impressioni, l’affinità spaziale esercita un’azione in senso opposto alla variazione della composizione, mentre l’influenza della forma spaziale con tutte le condizioni che l’accompagnano, si aggiunge ancora come fattore essenziale di complicazione. 4. Se la struttura dei sentimenti composti è in tal guisa generalmente complessa al massimo grado, pur essa offre una serie di gradi di sviluppo, perchè i sentimenti complessi provenienti dai sensi del tatto, dell’olfatto e del gusto sono di una natura assai più semplice che quelli collegati colle rappresentazioni dell’udito e della vista. Quel sentimento totale che è connesso alle sensazioni tattili esterne e interne, suole specificamente essere designato come -sentimento generale-, perchè lo si considera come quel sentimento totale nel quale trova la sua espressione lo stato complesso del nostro benessere o malessere fisico. Da questo punto di veduta i due sensi chimici inferiori, l’-olfatto- e il -gusto-, devono, egualmente, essere assegnati al sostrato sensibile del sentimento generale. Infatti i sentimenti parziali, che da essi hanno origine, si collegano in composti sentimentali indissolubili, con quelli provenienti dal tatto. Possono, è ben vero, nel singolo caso i sentimenti legati ora all’uno ora all’altro dominio di senso avere parte così predominante da far scomparire affatto gli altri sentimenti. Ma pur sempre, in tutto questo variare della base sensibile, permane la proprietà del sentimento generale di essere l’immediata espressione del nostro benessere o malessere fisico, e però fra tutti i sentimenti composti esso è il più affine ai sentimenti sensoriali semplici. I sensi della vista e dell’udito invece partecipano solo eccezionalmente, specialmente per insolita intensità di impressioni, al sostrato sensibile del sentimento generale. 4-a-. Il sentimento generale è quella forma sentimentale composta, nella quale si è prima notata la composizione di sentimenti parziali, ma nello stesso tempo si è totalmente disconosciuta la psicologica regolarità di questa composizione e inoltre, nella maniera che è in uso in fisiologia, non si è distinto il sentimento dal suo fondamento sensibile. E però il sentimento generale è definito ora come la “coscienza del nostro stato sensibile„ ora come “la somma o il -caos- indistinto delle sensazioni„ che ci è portato da tutte le parti del nostro corpo. Infatti il sentimento generale risulta da una moltitudine di sentimenti parziali; esso però non è la semplice somma di questi sentimenti, ma un sentimento totale organico risultante da quelli. Esso è pure certamente un sentimento totale dalla struttura più semplice possibile, essendo composto di sentimenti parziali di primo ordine, cioè di singoli sentimenti sensoriali, senza che questi di solito entrino in speciali combinazioni di sentimenti parziali di secondo e di più alto ordine. Però per lo più nel prodotto risultante predomina un solo sentimento parziale, e questo avviene specialmente quando una sensazione locale molto forte è accompagnata da un sentimento di dolore. Però anche sensazioni più deboli possono colla loro preponderanza relativa determinare il tono sentimentale prevalente: e questo avviene con speciale frequenza per le sensazioni di olfatto e di gusto o per certe altre legate alla funzione regolare degli organi, ad es., per le sensazioni tattili interne accompagnanti i movimenti del camminare. Del resto spesso questa preponderanza relativa di una singola sensazione può essere così debole che il sentimento dominante non può essere scoperto che dall’attenzione sul proprio stato soggettivo. In questo caso la direzione dell’attenzione ha la facoltà di far prevalere un qualsiasi sentimento parziale. 5. Dal sentimento generale ha origine quella distinzione di sentimenti contrari di -piacere- e -dispiacere-, la quale da esso fu trasportata non solo ai singoli sentimenti semplici di cui si compone, ma a tutti i sentimenti. In quanto il sentimento generale è un sentimento totale, al quale corrisponde il benessere o malessere fisico del soggetto, le espressioni piacere e dispiacere sono infatti pienamente adatte a indicarci i contrari, tra i quali esso, indugiando non di rado per un tempo più o meno lungo in una zona di indifferenza, può oscillare. Così pure queste espressioni possono essere riferite ai singoli componenti in misura della loro partecipazione a quell’effetto complessivo. Ma non si è affatto autorizzati a usare queste designazioni per tutti gli altri sentimenti od a fare della loro applicabilità un criterio per il concetto del sentimento. Anche pel sentimento generale la contrapposizione di piacere e dispiacere può essere mantenuta solo nel senso, che queste parole rappresentino due classi, le quali racchiudano una quantità di sentimenti qualitativamente vari. Questa varietà già risulta dalla grandissima variazione nella composizione dei singoli sentimenti totali indicati col nome complessivo di sentimento generale (v. sopra pag. 67 e segg.). 6. E appunto a causa di questa composizione si danno sentimenti generali, i quali non possono assolutamente essere designati come sentimenti di piacere, oppure di dispiacere, perchè essi constano di una serie di sentimenti di piacere e di dispiacere, nella quale, a seconda dei casi, può predominare ora l’uno ora l’altro. E poichè la particolarità di sentimenti di tal natura riposa sulla connessione di opposti sentimenti parziali, essi possono venir chiamati -sentimenti di contrasto-. Una forma semplice di un tal sentimento di contrasto fra i sentimenti generali è il -sentimento del solletico- il quale si compone di un sentimento di piacere, accompagnante deboli sensazioni tattili esterne e da sentimenti legati alle sensazioni muscolari, che sorgono dai moti convulsi riflessi, suscitati dagli stimoli tattili. In quanto questi moti convulsi riflessi si diffondono più o meno largamente, e spesso anche, irradiandosi nel diaframma, portano arresti di respiro, il sentimento risultante può straordinariamente variare nei singoli casi per intensità, ampiezza e composizione. 7. I sentimenti composti che appartengono al dominio dei sensi dell’udito e della vista, solitamente sono indicati anche come -sentimenti estetici elementari-, espressione questa che in sè e per sè abbraccia tutti i sentimenti che sono legati a rappresentazioni composte, e però essi stessi sono composti. Alla classe di questi sentimenti, così chiamati in base al concetto di αἴσθησις nel più largo senso, appartengono più specialmente quelli che si presentano come elementi di azioni estetiche nello stretto senso della parola. Il concetto di elementare in questi sentimenti non si riferisce ai sentimenti stessi, i quali non sono assolutamente semplici, ma esso deve solo esprimere un contrapposto relativo ai sentimenti estetici di gran lunga più composti e di grado superiore. I sentimenti percettivi o sentimenti estetici elementari dei sensi dell’udito e della vista ci possono servire come modelli di tutti gli ulteriori sentimenti composti che sorgono nel corso dei processi intellettuali, cioè dei sentimenti logici, dei morali e degli estetici di più alta natura. Infatti nella loro generale struttura psicologica tali forme sentimentali più complesse corrispondono perfettamente ai più semplici sentimenti percettivi: solo che quelli si collegano ancora con sentimenti ed emozioni che sorgono dalla complessiva connessione dei processi psichici. Mentre i contrari, entro i quali si muovono i sentimenti generali, appartengono prevalentemente a quelle qualità dei sentimenti che noi indichiamo colle espressioni di piacere e dispiacere, pei sentimenti estetici elementari si possono usare i termini contrari di -gradevole- e -disgradevole-, i quali vanno nelle stesse direzioni sentimentali, ma più oggettivi nel loro significato, esprimono non il benessere o il malessere del soggetto, bensì il rapporto degli oggetti al soggetto percipiente. Qui, ancora più che per il piacere ed il dispiacere, è manifesto che questi contrari designano non singoli sentimenti, ma indicano solo le direzioni generali, secondo le quali si possono ordinare i sentimenti infinitamente vari per ogni singolo caso e particolari per ogni rappresentazione individuale. Inoltre nei singoli sentimenti sussistono ma in più mutevole maniera anche le altre direzioni del sentimento (pag. 66), i sentimenti di eccitamento e di calma, di tensione e di sollievo. 8. Non tenendo conto delle direzioni principali or ricordate e che si adattano a tutte le singole forme, noi possiamo ordinare tutti i sentimenti percettivi secondo i rapporti degli elementi di rappresentazione, rapporti di massima importanza per le loro qualità, in due classi, che diremo dei sentimenti -intensivi- e degli -estensivi-. Fra i sentimenti -intensivi- comprendiamo quelli che nascono dai rapporti in cui stanno le proprietà qualitative degli elementi sensibili di una rappresentazione; fra gli -estensivi-, quelli che hanno origine dall’ordine spaziale e temporale degli elementi. Le espressioni “intensivo„ e “estensivo„ devono pertanto qui essere riferite non alla natura del sentimento stesso, la quale in realtà è sempre intensiva, ma alle sue -condizioni di origine-. Quindi i sentimenti intensivi ed estensivi non sono solamente i fenomeni soggettivi che accompagnano le corrispondenti rappresentazioni, ma poichè ogni rappresentazione da un lato suole constare di elementi qualitativamente diversi, dall’altro viene a disporsi in un ordine estensivo qualsiasi d’impressioni, una medesima rappresentazione può essere contemporaneamente il sostrato di sentimenti intensivi ed estensivi. Così un oggetto che sia costituito di parti diversamente colorate, percepito colla vista, può suscitare un sentimento intensivo per il rapporto reciproco dei colori e uno estensivo per la sua forma. Una successione di suoni è legata a un sentimento intensivo che corrisponde al rapporto qualitativo dei suoni e ad uno estensivo che proviene dalla successione nel tempo ritmica o aritmica. Perciò sentimenti intensivi ed estensivi sono generalmente legati al tempo stesso tanto alle rappresentazioni dell’udito quanto a quelle della vista; naturalmente in certe condizioni una di queste forme può scomparire di fronte all’altra. Così, udendo per un momento un accordo, si percepisce solo un sentimento intensivo; all’opposto, udendo una serie ritmica di impressioni sonore indifferenti, appare in notevole grado solo un sentimento estensivo. Per l’analisi psicologica è senza dubbio opportuno il fissare le condizioni nelle quali una certa forma sentimentale può sorgere, essendo esclusa al massimo grado ogni altra. 9. Fra i sentimenti intensivi che in tal guisa si possono osservare, quelli che sono collegati a -combinazioni di colori-, seguono questa regola: una combinazione di -due- colori col massimo della differenza qualitativa riesce anche gradevole al massimo grado. Ma ogni singola combinazione di colori ha insieme uno specifico carattere sentimentale, il quale si compone dei sentimenti parziali dei singoli colori e del sentimento totale, che sorge, come risultante da quelli. Inoltre anche qui, come già pei sentimenti semplici di colore, l’effetto è complicato da associazioni accidentali e dai sentimenti complessi che da queste provengono (v. pag. 61). Per le combinazioni di più di due colori non si sono fatte ancora sufficienti ricerche. I sentimenti delle -combinazioni di suoni- costituiscono una varietà straordinariamente ricca e precisamente quel dominio sentimentale, nel quale preferibilmente si esplica quella formazione, già sopra (pag. 130) esposta nello linee generali, di sentimenti parziali di diverso ordine coi loro intrecci varianti a seconda di condizioni speciali. L’esame dei singoli sentimenti, nascenti in tal guisa, è còmpito dell’estetica psicologica della musica. 10. I sentimenti -estensivi- possono essere ancora distinti in spaziali e temporali, dei quali i primi, -i sentimenti di forma-, spettano prevalentemente alla vista; i secondi, -i sentimenti ritmici-, specialmente all’udito, ed ambedue poi, nell’ inizio dello sviluppo, al tatto. Il -sentimento ottico di forma- si manifesta innanzi tutto nel preferire forme regolari alle irregolari, e poi, quando sia dato di scegliere tra diverse forme regolari, nel preferire quelle organate secondo leggi -semplici-. Tra queste sono fra tutte preferite le due seguenti, quella della simmetria col rapporto 1:1 e quella, della sezione aurea col rapporto x + 1 : x = x : 1 (il tutto sta alla parte maggiore, come questa alla minore). Il fatto, che nella scelta tra queste due leggi la simmetria ha generalmente la preferenza nella divisione orizzontale delle forme, la sezione aurea nella verticale, è verosimilmente un portato delle associazioni, specialmente delle associazioni colle forme organiche, ad es., colle umane. La preferenza, che si dà alla regolarità e a certe leggi più semplici, non può essere interpretata altrimenti ohe ammettendo essere la misura di ogni singola dimensione collegata a una sensazione tattile interna dell’occhio e a un concomitante sentimento sensoriale, il quale come sentimento parziale entri nel tutto di un sentimento ottico di forma; in questo caso il sentimento totale dell’ordine regolare, il quale sorge alla visione dell’intera forma, è poi modificato dal rapporto reciproco, tanto delle diverse sensazioni, quanto dei sentimenti parziali. Associazioni e sentimenti a queste connessi possono anche qui aggiungersi come parti secondarie, ma pur sempre fondentisi col sentimento totale. Il -sentimento ritmico- è affatto dipendente dallo condizioni formulate nello studio delle rappresentazioni di tempo. I sentimenti parziali sono qui rappresentati da quei sentimenti di attesa o in tensione o soddisfatta, che nel loro regolare avvicendarsi costituiscono la rappresentazione ritmica di tempo. Il modo della connessione dei sentimenti parziali e specialmente la preponderanza di alcuni di essi nel sentimento totale formantesi, ancora in più alto grado che il momentaneo carattere di un sentimento intensivo, son dipendenti dal rapporto, nel quale i sentimenti immediatamente presenti si trovano di fronte ai precedenti. Questo si manifesta specialmente nella grande influenza, che ogni mutamento del ritmo esercita sul sentimento ritmico. E per essere così generalmente collegati a un certo periodo di tempo, i sentimenti ritmici rappresentano il punto di passaggio più prossimo alle emozioni. Se un’emozione può anche svilupparsi da ogni sentimento composto, la condizione però per il sorger di un sentimento non è per nessun altro sentimento così come per questo, anche una condizione necessaria per il sorgere di un certo grado di emozione, che in questo caso suole essere moderato solo dalla regolare serie dei sentimenti (v. § 13; 1, 7). 11. A causa dell’immensa varietà dei sentimenti composti, che è collegata a una varietà egualmente grande di loro condizioni, non si può naturalmente pensare a una teoria psicologica, che tutti li abbracci, a una teoria di natura unitaria, quale ci fu possibile, ad es., per le rappresentazioni di spazio e di tempo. Pure in essi si manifestano alcune proprietà comuni, per le quali essi si ordinano sotto certi generali punti di veduta psicologici. Sono precisamente -due- questi fattori, dei quali si compone ogni effetto sentimentale di tal natura: primo il rapporto dei sentimenti parziali fra loro e secondo la loro riunione in un unico sentimento totale. Il primo di questi fattori si esplica più fortemente nei sentimenti intensivi, il secondo nei sentimenti estensivi; di fatto però ambedue non solo sono sempre collegati, ma anche si determinano reciprocamente. Così una figura, la quale ci riesce ancora gradevole, può essere tanto più complessa, quanto più i rapporti delle sue parti si ordinano secondo certe regole; e questo vale anche per il ritmo. D’altro lato anche la riunione delle parti in un tutto favorisce la manifestazione delle singole parti costituenti il sentimento. In tutte queste relazioni le composizioni sentimentali mostrano la massima somiglianza colle composizioni intensive di rappresentazioni, mentre l’ordine esteso delle impressioni, specialmente quello spaziale, rende possibile molto prima una coesistenza relativamente indipendente di più rappresentazioni. 12. Questa proprietà, della connessione stretta e intensiva di tutte le parti di un sentimento, anche per quei sentimenti, i cui fondamenti rappresentativi sono ordinati estensivamente, nello spazio o nel tempo, si connette con un principio, che è valido per tutti i sentimenti e anche per i moti d’animo, di cui abbiamo a parlare in seguito, e che noi vogliamo designare come -il principio dell’unità dello stato sentimentale-. Questo principio sta in ciò, che in un dato momento è possibile sempre -un solo- sentimento totale, oppure, con altra espressione, che tutti i sentimenti parziali presenti in un dato momento si riuniscono finalmente sempre in un unico sentimento totale. Questo principio dell’unità dello stato sentimentale sta però evidentemente in connessione col rapporto generale tra rappresentazione e sentimento, per il quale nella rappresentazione trova la sua espressione un contenuto immediato della esperienza, secondo le qualità ad esso attribuite senza riguardo al soggetto, nel sentimento invece si esplica il rapporto che sempre un tale contenuto dell’esperienza ha nel tempo stesso col soggetto. § 13. -- Le emozioni. 1. Il sentimento è, in conformità al carattere generale del processo psichico, uno stato non durevole. Nell’analisi psicologica di un sentimento composto noi dobbiamo sempre pensare fissato un momentaneo stato d’animo. E poichè questo tanto più facilmente si raggiunge, quanto più decorrono graduali e continui i processi psichici, si è accolta la denominazione di -sentimenti- principalmente per processi svolgentisi con relativa lentezza, come pure per quelli che, quali ad es., i sentimenti ritmici, nel loro regolare decorso nel tempo, non sorpassano mai una certa misura media dell’intensità. Quando invece una serie di sentimenti svolgentesi nel tempo si riunisce in un decorso connesso, il quale di fronte ai processi antecedenti e seguenti si specifica come un tutto unito, avente in generale sul soggetto un’azione più intensa che un sentimento singolo, allora noi chiamiamo tale decorso di sentimenti un’-emozione-. Questa espressione già di per sè indica che non si è in presenza di specifici contenuti soggettivi dell’esperienza, i quali distinguono l’emozione dal sentimento, ma piuttosto di nuovi effetti prodotti dall’emozione in seguito alla speciale composizione di certi contenuti sentimentali. Quindi anche tra sentimento ed emozione non si deve tracciare alcun deciso confine. Ogni sentimento più intensivo passa in un’emozione e può da questa sciogliersi solo mediante un’astrazione più o meno volontaria. Ma in quei sentimenti, che sin dall’inizio sono legati a un determinato decorso nel tempo, nei sentimenti -ritmici-, una siffatta astrazione è propriamente impossibile. Il sentimento ritmico per vero si distingue ancora tutt’al più per la minore intensità di quell’effetto complessivo sul soggetto, al quale l’“emozione„ deve il suo nome[21]. Però anche questa differenza è fluttuante, e tosto che i sentimenti prodotti da impressioni ritmiche si sono fatti più vivaci, come suole specialmente avvenire, quando il ritmo si collega con un contenuto sensibile, suscitante fortemente il sentimento, i sentimenti ritmici diventano realmente emozioni. Perciò i sentimenti ritmici, così nella musica come nella poesia, costituiscono un importante sussidio per rappresentare emozioni e per suscitarle nello ascoltatore. 2. La lingua ha indicato le diverse emozioni con nomi, che proprio come le designazioni dei sentimenti, non indicano processi individuali, ma classi, in ciascuna delle quali si può comprendere una quantità di singole emozioni secondo certi caratteri comuni. Emozioni, come la gioia, la speranza, la cura, il cordoglio, l’ira, ecc., non soltanto sono in ogni singolo caso, nel quale si presentino, accompagnate da speciali contenuti rappresentativi, ma anche i loro contenuti sentimentali e persino il loro modo di decorso possono volta a volta variamente mutare. Quanto più un processo psichico è composto, si presenta di natura tanto più particolare nel singolo caso, e però un’emozione individuale si ripete in forma identica ancor più difficilmente che un sentimento individuale. Le designazioni generali delle emozioni hanno quindi tutt’al più questo significato: di abbracciare certe -forme tipiche di decorso aventi affini contenuti sentimentali-. 3. Non ogni connesso decorso di sentimenti è detto emozione e può, come tale, essere assunto sotto una di quelle forme tipiche, fissate dalla lingua. Anche l’emozione possiede piuttosto il carattere di un tutto unico, che si differenzia dal sentimento composto per due particolarità: presenta un determinato decorso nel tempo ed ha un più intenso e successivo effetto sulla connessione dei processi psichici. La prima di queste particolarità ha la sua ragione in ciò, che l’emozione di fronte al singolo sentimento è un processo di un grado più elevato, perchè sempre in sè racchiude una successione di più sentimenti; la seconda è strettamente collegata alla prima, e si fonda sull’aumento di effetto, che un sommarsi dei sentimenti porta sempre con sè. Per questi caratteri l’emozione presenta, malgrado la varietà delle sue forme, una certa regolarità di decorso. Essa comincia sempre con un -sentimento iniziale- più o meno intenso, il quale colla sua qualità e direzione dinota anche la natura dell’emozione e ha la sua origine o in una rappresentazione suscitata da uno stimolo esterno (eccitamento emotivo esterno), o in un processo psichico, proveniente da condizioni associative o appercettive (eccitamento emotivo interno). Poi segue un -decorso rappresentativo-, accompagnato da sentimenti corrispondenti, il quale e per la qualità dei sentimenti e per la rapidità del processo offre nelle singole emozioni differenze caratteristiche. Infine l’emozione si chiude con un -sentimento finale-, che rimane dopo il passaggio di quel decorso in uno stato d’animo più calmo, e in questo sentimento finale l’emozione declina, a meno che essa passi nel sentimento iniziale di un nuovo stato emotivo. E questo avviene specialmente nelle emozioni, che presentano un tipo di decorso intermittente (v. sotto 13). 4. L’accrescimento degli effetti, che si osserva nel decorso dell’emozione, si riferisce non solo al contenuto psichico dei sentimenti, che la compongono, ma anche ai fenomeni -fisici-, che l’accompagnano. Nei sentimenti isolati questi fenomeni si limitano alle assai piccole alterazioni dell’innervazione del cuore e del respiro, le quali si possono dimostrare solo mediante esatti metodi grafici (pag. 70). Ma nell’emozione ciò avviene in modo essenzialmente diverso. Qui non solo pel sommarsi e l’avvicendarsi dei successivi stimoli sentimentali aumentano gli effetti sul cuore, sui vasi sanguigni e sulla respirazione, ma all’influenza emotiva sono tratti a partecipare in modo visibile -gli organi esterni di movimento-, poichè entrano in campo dapprima i movimenti dei muscoli della bocca (movimenti mimici), poi quelli delle braccia e di tutto il corpo (movimenti pantomimici), e a questi nelle emozioni più forti possono anche aggiungersi diffuse alterazioni d’innervazione, come tremito muscolare, convulsivi scuotimenti del diaframma, e dei muscoli del viso, abbassamento della tonicità muscolare, quasi fosse prodotto da paralisi. A causa del loro valore sintomatico per le emozioni, tutti questi movimenti sono designati come -movimenti espressivi-. Di solito essi sorgono affatto involontariamente, o come effetti di natura riflessa delle eccitazioni emotive, o nella forma di azioni impulsive balzanti dalle parti sentimentali dell’emozione. Ma essi poi anche per volontario aumento o diminuzione o anche per intenzionata produzione dei movimenti possono venir variati nelle più diverse maniere, così che nei movimenti espressivi può entrare in azione tutta la scala delle reazioni esterne di moto, della quale parleremo trattando delle azioni esterne del volere (§ 14). Ma poichè queste diverse forme di movimento possono nel carattere esteriore perfettamente eguagliarsi e inoltre secondo la loro natura psichica possono spesso senza decisi limiti passare le une nelle altre, all’osservatore oggettivo è di solito impossibile il distinguerle. 5. Rispetto al loro carattere sintomatico i movimenti espressivi delle emozioni possono essere distinti in -tre- classi: 1) -Sintomi puramente intensivi-: essi sono le forme espressive di emozioni piuttosto forti, e consistono pei gradi mediocri in movimenti esagerati, per emozioni molto violente in subitaneo arresto o paralizzazione del movimento; 2) -Qualitative estrinsecazioni sentimentali-: esse consistono in movimenti mimici, fra i quali occupano il primo posto i movimenti dei muscoli della bocca, simili ai riflessi, che tengono dietro ad impressioni saporifiche di dolce, acido e amaro. L’espressione del sapore dolce corrisponde alle emozioni di piacere, quella dell’amaro e dell’acido alle emozioni di dispiacere, mentre le particolari modificazioni del sentimento, come la eccitazione e la depressione, la tensione e il sollievo sono espresse dalla tensione dei muscoli della bocca. 3) -Estrinsecazioni rappresentative-: generalmente consistono in movimenti -pantomimici-, coi quali o si indicano gli oggetti dell’emozione (gesti indicanti), o si designano gli oggetti ed i processi ad essi legati, dalla forma del movimento (gesti descriventi). Manifestamente queste tre forme d’espressione corrispondono esattamente agli elementi psichici dell’emozione e alle loro proprietà fondamentali: la prima all’intensità, la seconda alla qualità dei sentimenti, e la terza al contenuto rappresentativo. Conseguentemente anche un solo concreto movimento espressivo può in sè riunire tutte tre le forme espressive. La terza forma, quella delle estrinsecazioni rappresentative, a causa delle sue relazioni genetiche col -linguaggio-, è di una speciale importanza psicologica (vedi § 21, 3). 6. I fenomeni concomitanti alle emozioni nel dominio dei movimenti di -polso- e di -respirazione- possono essere di triplice natura. Essi possono consistere: 1) nell’immediato effetto dei sentimenti, dei quali si compongono le emozioni, così, ad es., in un allungamento delle onde del polso e del respiro, se i sentimenti sono di piacere; in un raccorciamento, se sono sentimenti spiacevoli (cfr. pag. 70). Però questo si nota solo nelle emozioni relativamente calme, nelle quali i singoli sentimenti hanno tempo sufficiente a svolgersi. Ma quando vien meno questa condizione, allora appaiono fenomeni, che dipendono non solo dalla qualità dei sentimenti, ma insieme e il più delle volte prevalentemente dall’intensità degli effetti di innervazione prodotti dal sommarsi dei sentimenti. Tali effetti possono poi consistere: 2) in -rinforzata- innervazione, la quale sorge, per una non troppo rapida successione di sentimenti, in seguito ad un -aumento- dell’eccitazione prodotto in questo caso dal sommarsi dei sentimenti; poichè nel cuore l’aumento d’eccitazione colpisce soprattutto i nervi d’arresto, essa si manifesta in pulsazioni fatte più lente e più forti, alle quali per lo più si accompagna un aumento d’innervazione nei muscoli mimici e pantomimici: -emozioni steniche-. Se il decorso dei sentimenti o è molto tumultuario, o dura un tempo insolitamente lungo, in eguale direzione l’effetto dell’emozione è: 3) una -paralizzazione- più o meno diffusa dell’innervazione del cuore e del tono dei muscoli esterni, collegata in certi casi con speciali perturbazioni d’innervazione di singoli gruppi muscolari, principalmente del diaframma e dei muscoli del viso che con quello sono sinergici. Il primo sintomo della paralizzazione dei nervi regolatori del cuore è una grande accelerazione di pulsazioni con accelerazione corrispondente di respiro, mentre contemporaneamente i movimenti del polso e del respiro diventano più deboli e il tono dei muscoli esterni decresce sino a un rilassamento quasi paralitico: -emozioni asteniche-. Un’ultima differenza, che però non può dare luogo a una specie indipendente di effetti fisici delle emozioni, perchè si tratta solo di modificazioni dei fenomeni caratterizzanti le emozioni steniche e asteniche, si fonda finalmente: 4) sulla maggiore o minore -rapidità- colla quale avviene l’aumento o l’inibizione dell’innervazione: -emozioni rapide e lente-. 6-a-. La vecchia psicologia, conseguente alla sua tendenza generale di dare un’interpretazione intellettualistica ai processi psichici, era solita presentare delle riflessioni logiche sulle emozioni come una teoria o quanto meno come una esposizione delle emozioni. Il più bell’esempio di questa maniera è la dottrina che dell’emozioni ci dà lo Spinoza. In questa dottrina le trattazioni psicologiche subivano per lo più l’influenza dei punti di veduta -etici- più di quello che fosse desiderabile nel puro interesse della psicologia. Su ciò si fondava specialmente anche quella distinzione fra emozione e -passione- che nella vecchia psicologia aveva una parte essenziale, intendendosi per la seconda il predominio sul volere di determinati impulsi avente la sua origine in durevoli sentimenti ed in emozioni. Kant mutò il valore di questo concetto ponendo la proprietà dell’emozione nel subitaneo sorgere e quella della passione nella direzione del sentimento fatta abitudine. Tutte queste distinzioni sono in parte di un’importanza puramente pratica e rientrano senz’altro nel dominio dello studio del carattere e dell’etica, e in parte si riferiscono a proprietà che spettano agl’indizi dell’intensità e del decorso dell’emozioni (12 segg). Psicologicamente considerate, le passioni non costituiscono affatto un dominio di processi psichici, che in qualche modo si debba separare dalle emozioni. Di fronte a questa trattazione della vecchia psicologia basantesi soprattutto su motivi di psicologia pratica, nei tempi recenti i movimenti espressivi hanno specialmente richiamato l’attenzione cioè gli speciali fenomeni concomitanti alle emozioni che avvengono nel polso, nella respirazione e nella innervazione dei vasi sanguigni. Ma a questi fenomeni che presi nel loro esatto significato sono certamente importanti, si assegnò un valore completamente falso, perchè furono considerati come sussidi coi quali si possa ricercare la natura psicologica delle emozioni. In base a questa opinione sorse una classificazione delle emozioni fondata esclusivamente sugli indizi fisici, classificazione che doveva convalidare la teoria che le emozioni siano semplici effetti dei moti espressivi e però, ad es., la tristezza consti solo delle sensazioni che accompagnano i movimenti mimici del pianto, e così via. In maniera alquanto più temperata si è cercato di dare ai movimenti espressivi il loro vero valore per le emozioni, considerando la loro presenza come l’indizio generale per la distinzione delle emozioni dai sentimenti. Ma anche questo è tanto meno giustificato, in quanto che simili fenomeni fisici d’espressione già appaiono nei sentimenti, e il fatto, che questi sintomi siano più o meno chiaramente visibili, non può certo costituire un contrassegno. L’essenziale differenza dell’emozione dal sentimento è piuttosto -psicologica- in quanto quello rappresenta un decorso di sentimenti costituenti un tutto unito. I movimenti espressivi sono solo le conseguenze dell’accrescimento che le parti antecedenti di un tale decorso esercitano dal lato fisico sulle seguenti. Da ciò deriva che anche gli indizi sui quali si deve esclusivamente basare la classificazione delle emozioni devono essere -psicologici- (v. sotto 9). 7. Per quanto i concomitanti fenomeni fisici siano parte importante delle emozioni, pur essi non stanno in relazione costante colla -qualità psicologica- di quelle. Questo vale specialmente pel polso e pel respiro, ma anche per le espressioni pantomimiche di forti emozioni. Emozioni che hanno un contenuto sentimentale molto diverso, anzi opposto, possono talvolta appartenere alla medesima classe per ciò che riguarda questi concomitanti fenomeni fisici. Così possono, ad es., gioia ed ira essere egualmente emozioni steniche. Una gioia accompagnata da sorpresa può però anche dare l’imagine fisica di un’emozione astenica. Infatti, negli effetti generali d’innervazione che dànno luogo a quella distinzione di emozioni steniche e asteniche, rapide e lente, si specchiano non i contenuti sentimentali, ma solo le proprietà formali dell’intensità e della velocità nel decorso dei sentimenti. Questo appare chiaramente anche da ciò, che differenze dell’innervazione involontaria analoghe a quelle che accompagnano emozioni diverse, possono essere suscitate da una semplice successione di impressioni indifferenti, ad es., dalle battute di un metronomo. Specialmente si osserva che la -respirazione- ha la tendenza di adattarsi alla maggiore o minore rapidità delle battute del metronomo; coll’aumento di questa rapidità i movimenti della respirazione diventano più frequenti e per solito anche certe fasi di respiro coincidono con certe battute. Donde appare chiaramente che anche all’udire un tale ritmo indifferente non restiamo del tutto liberi d’emozioni; colla crescente rapidità delle battute abbiamo dapprima l’impressione di un’emozione calma, poi di una stenica, e infine per una successione rapidissima, di una astenica. Però le emozioni in questa ricerca hanno certamente un puro carattere formale: esse dal lato del contenuto mostrano una grande indeterminatezza, che scompare solo quando ci pensiamo investiti di un’emozione concreta avente eguali proprietà formali. Questo avviene in realtà molto facilmente e su ciò si fonda la grande attitudine delle impressioni ritmiche, così a descrivere come a produrre emozioni. Per produrre un’emozione completa in tutte le sue parti, v’è bisogno ancora solo di un accenno al qualitativo contenuto sentimentale, quale è possibile alla musica mediante il contenuto sonoro delle imagini musicali. 7-a.- Da questo rapporto degli effetti fisici delle emozioni al contenuto psichico delle emozioni stesse deriva anche che i primi non mai possono sostituire l’immediata osservazione psicologica delle emozioni. Essi sono in generale sussidi sintomatici che si prestano a più interpretazioni; se legati all’autoosservazione condotta sperimentalmente essi hanno un grande valore ma per sè soli nessuno. Una volta che sono state compiute le osservazioni sperimentali essi giovano specialmente come mezzi di controllo. Per le emozioni infatti vale in modo del tutto particolare, la circostanza che quell’osservazione dei processi psichici, i quali si presentano per sè stessi nel naturale decorso della vita, rimane assolutamente insufficiente. In primo luogo il caso non offre al psicologo le emozioni in quel momento, nel quale egli le potrebbe scientificamente analizzare; in secondo luogo, specialmente quando si tratta di emozioni più forti fondate su cause reali, noi ci troviamo nelle condizioni meno opportune per poterci esattamente osservare. Molto meglio si raggiunge lo scopo, se -volontariamente- ci poniamo in un certo stato emotivo. Ma non essendo possibile valutare fin dove l’emozione, in tal guisa soggettivamente prodotta, concordi per intensità e maniera di decorso con altra emozione di eguale specie prodotta da cause oggettive, allora la contemporanea mancanza degli effetti fisici, specialmente di quelli ohe più sfuggono all’influsso della volontà, il polso e il respiro, serve come controllo, imperocchè per eguale qualità psicologica delle emozioni noi possiamo a diritto concludere da corrispondenti effetti fisici a una concordanza delle loro proprietà formali. 8. Così nel sorgere naturale come nella produzione artificiale delle emozioni, i concomitanti fenomeni fisici indipendentemente dal loro valore sintomatico, possiedono ancora l’importante proprietà psicologica di -fare più intensa l’emozione-. Essa si fonda su ciò, che l’innervazione eccitante o inibente di determinati domini muscolari è accompagnata da sensazioni tattili interne, alle quali sono associati -sentimenti sensoriali-, e questi si collegano al rimanente contenuto sentimentale delle emozioni, e però queste aumentano d’intensità. Tali sentimenti provengono dal movimento del cuore, dalla respirazione e dall’innervazione dei vasi sanguigni soltanto nel caso di forti emozioni, dove essi possono diventare sempre più intensi; invece nelle emozioni moderate gli stati dell’accresciuta o diminuita tensione muscolare influiscono già sullo stato sentimentale, quindi anche sull’emozione. 9. Per il grande numero dei fattori che si devono prendere in esame nello studio delle emozioni, un’analisi psicologica delle singole forme di esse è impossibile, tanto più che ciascuno dei molti nomi di distinzione indica anche qui solo una -classe-, nella quale è una quantità di forme speciali e in queste ancora innumerevoli casi individuali di una varietà infinita. E però qui è solo possibile dare uno sguardo alle principali -forme fondamentali delle emozioni-. I punti di vista dai quali si deve dare questo sguardo generale devono manifestamente essere -psicologici-, cioè tali che siano desunti dall’immediata proprietà delle emozioni stesse, perchè i fenomeni -fisici- concomitanti hanno dappertutto solo un valore di sintomi e inoltre, come già si è notato, si prestano spesso a più di un’interpretazione. Di tali punti di vista psicologici -tre- possono, in generale, essere posti a base della distinzione delle emozioni: 1º la -qualità- dei sentimenti che entrano a costituire le emozioni; 2º l’-intensità- di questi sentimenti; 3º la -forma del decorso-, che è determinata dalla maniera e dalla rapidità della variazione dei sentimenti. 10. In base alla -qualità dei sentimenti- si possono stabilire tosto alcune forme fondamentali di emozioni che corrispondono alle direzioni fondamentali dei sentimenti già antecedentemente distinte (pag. 66). Quindi sarebbero a distinguersi emozioni piacevoli e spiacevoli, eccitanti e deprimenti, di tensione e di sollievo. Ma conviene notare che le emozioni, a causa della loro costituzione più complessa, ancora più che i sentimenti sono generalmente di forma -mista-. Pertanto, in generale, solo -una- di quelle direzioni del sentimento può indicarsi come -primaria- per una certa emozione; tutti gli altri elementi sentimentali, che appartengono alle altre direzioni, si annettono poi a questa come parti -secondarie-. E questo carattere secondario si dimostra di solito anche in ciò che, a seconda di condizioni diverse, possono sorgere divergenti forme subordinate dell’ emozione primaria. Ad es., la gioia pel suo carattere fondamentale è un’emozione di piacere; essa poi nel suo decorso, per l’aumento dei sentimenti, diventa per lo più anche un’emozione eccitante, ma quando l’intensità dei sentimenti sorpassa la misura, essa diventa deprimente. La pena è un’emozione spiacevole, di natura per lo più deprimente; con una maggiore intensità dei sentimenti può anche essere eccitante, per poi ad un’intensità massima passar di nuovo in una pronunciata depressione. Ancor più decisamente l’ira nel suo carattere predominante è un’emozione spiacevole d’eccitamento, ma ad una maggiore intensità dei sentimenti, passando nella furia, può essa pure diventare deprimente. Mentre la natura eccitante o deprimente ci appare solo come forma secondaria delle emozioni di piacere e dispiacere, vediamo talvolta i sentimenti di tensione o di sollievo essere parte fondamentale o almeno primaria delle emozioni. Così nell’emozione dell’attesa il sentimento di tensione speciale di questo stato è il primario; trasformandosi in emozione si aggiungono facilmente sentimenti spiacevoli di natura, a seconda delle circostanze, deprimente od eccitante. Nelle impressioni o nei movimenti ritmici dall’avvicendarsi dei sentimenti di tensione o di sollievo nascono infine emozioni di piacere, le quali poi, a seconda della natura del ritmo, sono eccitanti o deprimenti, e in questo ultimo caso però si mescolano con sentimenti spiacevoli, oppure, specialmente per la cooperazione di altri elementi sentimentali (ad es., di sentimenti di suono e di armonia), possono del tutto trasformarsi in sentimenti di dispiacere. 11. Nelle designazioni create dal linguaggio per le emozioni è stato sopratutto considerato questo lato -qualitativo- dei sentimenti e in questo ancora il carattere di piacere e dispiacere dei sentimenti, onde le emozioni sono composte. E però i concetti fissati dal linguaggio possono essere ordinati in -tre- classi: 1º designazioni di emozioni -soggettive-, distinguibili principalmente in base allo stato d’animo, come gioia e pena, e come sottospecie della pena, sulle quali pur esercitano un’influenza, come concomitanti, le altre direzioni dei sentimenti, ora la deprimente, ora quella di tensione o di sollievo: mestizia, cordoglio, affanno e terrore; 2º designazioni di emozioni -oggettive- riferentisi a un oggetto esterno, come contentezza e scontentezza, e come sottospecie di quest’ultima, che riuniscono in sè, come sopra, diverse direzioni: fastidio, svogliatezza, ira, furia; 3º designazioni di emozioni -oggettive-, che si riferiscono ad avvenimenti esterni, i quali si aspettano nel -futuro-, come speranza e timore, e come modificazioni di quest’ultima, angoscia e cura. Esse sono composizioni di emozioni di tensione con sentimenti di piacere e dispiacere, e in mutabile guisa anche con una direzione sentimentale eccitante o deprimente. Come si vede il linguaggio ha foggiato per le emozioni di dispiacere una varietà di nomi di gran lunga maggiore che per quelle di piacere. Infatti l’osservazione rende probabile, che le emozioni di dispiacere presentino una maggiore differenza nelle forme tipiche di decorso e che però la loro varietà sia veramente maggiore. 12. In base all’-intensità- dei sentimenti, noi possiamo distinguere le emozioni in -forti- e -deboli-. Questi concetti, desunti dalle proprietà psichiche dei sentimenti, non si identificano con quelli delle emozioni steniche ed asteniche fondate sui concomitanti fenomeni fisici, ma il rapporto di quelle categorie psicologiche a queste psicofisiche è da un lato dipendente dalla qualità, dall’altro dal grado d’intensità dei sentimenti. Quindi le emozioni di piaceri deboli o mediocremente forti sono steniche, quelle invece di dispiacere diventano, se durano abbastanza a lungo, asteniche, anche quando sono di debole intensità, come cordoglio e cura. Infine le più forti emozioni, come terrore, angoscia, furia e anche una smodata allegrezza, sono sempre asteniche. E perciò la distinzione dell’intensità psichica delle emozioni è d’importanza secondaria, tanto più che emozioni per altra parte affini non solo possono presentarsi con diversa intensità, ma possono anche variare d’intensità in un medesimo decorso. Ma essendo questo variare delle emozioni, a causa del suesposto principio (pag. 143) del rinforzamento dell’emozione, determinato per una parte essenziale dai sentimenti sensoriali che sorgono in seguito ai concomitanti fenomeni fisici, si fa manifesto che in questo caso la contrapposizione, in origine fisiologica, di stenico e astenico esercita spesso anche sulla natura psicologica dell’emozione una più decisiva influenza che la primaria intensità psichica dell’emozione stessa. 13. Più importante è il -terzo- carattere per cui si differenziano le emozioni, la -forma del decorso-: secondo questa noi possiamo distinguere: 1) emozioni -irrompenti, improvvise-, come sorpresa, sbalordimento, delusione, terrore, furia; esse molto rapidamente s’innalzano a un massimo, poi a poco a poco decrescono e ripassano nello stato di calma; 2) emozioni -gradatamente crescenti-, come cura, dubbio, cordoglio, tristezza, attesa, e in molti casi anche gioia, ira, angoscia; esse aumentano a poco a poco al loro massimo e di nuovo egualmente a poco a poco declinano. Una modificazione delle emozioni gradatamente crescenti costituisce infine: 3) le emozioni -intermittenti-, nelle quali più fasi crescenti e decrescenti si seguono le une alle altre. A queste appartengono le emozioni di maggiore durata. Così sorgono specialmente, a guisa di parossismi, gioia, ira, tristezza, ma anche le altre diversissime emozioni crescenti gradatamente, e in tali casi è spesso possibile distinguere anche uno stadio d’intensità crescente e uno d’intensità decrescente degli accessi emotivi. Invece le emozioni irrompenti d’un tratto presentano raramente il decorso intermittente. Questo avviene forse solo quando l’emozione può svolgersi anche come una di quelle crescenti a poco a poco. Tali emozioni di una forma di decorso molto vario sono, ad es., gioia ed ira. Esse possono talora d’un tratto irrompere, e allora per lo più l’ira diventa tosto furore; ma esse possono anche crescere o decrescere a poco a poco, e allora per lo più seguono anche il tipo intermittente. Riguardo ai concomitanti fenomeni psicofisici l’emozioni irrompenti d’un tratto sono di solito asteniche, quelle sorgenti a poco a poco possono essere ora steniche ed ora asteniche. 13-a-. La forma di decorso, per quanto possa essere nei singoli casi caratteristica, non è un criterio fisso per la classificazione psicologica delle emozioni, come non lo è neppure l’intensità dei sentimenti. Piuttosto questa classificazione può evidentemente soltanto essere fondata sulla -qualità- del contenuto sentimentale, mentre intensità e forma di decorso possono servir di norme per le suddivisioni. Dato il modo in cui queste condizioni si connettono in parte fra loro, in parte coi concomitanti fenomeni fisici, e mediante questi di nuovo anche con secondari sentimenti sensoriali, le emozioni si mostrano come processi psichici al massimo grado composti, i quali perciò variano straordinariamente nel caso singolo. Una classificazione in qualche modo esauriente, dovrebbe suddividere emozioni così multiformi come gioia, ira, timore e cura, nelle loro forme secondarie, in parte secondo i loro diversi tipi di decorso, in parte secondo l’intensità dei sentimenti che le compongono, in parte finalmente secondo la forma, dipendente da questi due fattori, dei loro concomitanti fenomeni fisici. Si potrebbe in tal modo distinguere, ad es., per l’ira una forma sentimentale debole, una forte e una alternantesi; una forma di decorso subitanea, una a poco a poco sorgente, e una intermittente; infine una forma di estrinsecazione stenica, una astenica e una mista. Ma per la spiegazione psicologica di tali fatti, più che di queste divisioni, importa il rendersi conto in ciascun caso della connessione causale delle singole forme di fenomeni. Per questo riguardo si deve per ogni emozione partire da -due- fattori: 1) dalla qualità e intensità dei sentimenti che la compongono e 2) dalla rapidità del succedersi di questi sentimenti. Dal primo di questi fattori risulta il carattere generale dell’emozione, dal secondo in parte la sua intensità, ma specialmente la forma del decorso; da ambedue poi dipendono i concomitanti fenomeni fisici e, a causa dei sentimenti sensoriali a quelli connessi, anche i rinforzamenti psicofisici dell’emozione (pag. 143). Appunto a causa di questi ultimi, i fenomeni fisici concomitanti si possono per solito designare come -psicofisici-. Ma le espressioni “psicologico„ e “psicofisico„ qui, riferendosi solo alla sintomatologia delle emozioni, non rappresentano alcuna contrapposizione assoluta. Piuttosto noi intendiamo per fenomeni psicologici dell’emozione quelli che non si spiegano mediante sintomi fisici immediatamente percettibili, siano pure tali che si possano dimostrare col mezzo di esatti strumenti (ad es. nella forma delle alterazioni di polso e di respiro); fenomeni psicofisici diciamo invece quelli che senz’altro si dànno a riconoscere come bilaterali. § 14. -- I processi di volere. 1. Poichè ogni emozione presenta una forma di decorso sentimentale in sè connessa di natura unitaria, l’-esito- dell’emozione può essere doppio: o esso dà luogo al solito decorso sentimentale, variante e relativamente libero da emozioni; tali moti d’animo, che si svolgono senza un risultato finale, costituiscono le emozioni propriamente dette, come esse sono state fissate in base alle indagini del § 13; o il processo passa in un’-improvvisa- mutazione del contenuto rappresentativo e sentimentale, la quale istantaneamente pone fine all’emozione. Diciamo -atti di volere- queste mutazioni dello stato rappresentativo e sentimentale, che, pur preparate da un’emozione, a questa improvvisamente dànno fine. L’emozione stessa unitamente a questo effetto ultimo da essa proveniente, è un -processo di volere-. Il processo volitivo si riattacca, come processo di più alto grado, all’emozione, alla stessa guisa che questa al sentimento; ma di questo processo l’atto volitivo designa solo una determinata parte, che è senza dubbio caratteristica per la distinzione dalla emozione. Lo svolgimento dei processi volitivi dalle emozioni è preparato da quelle emozioni, nelle quali sorgono esteriori movimenti pantomimici (pag. 140); questi generalmente appartengono allo stadio finale del processo e per lo più affrettano lo scioglimento della emozione; così in modo speciale nell’ira, ma anche nella gioia e nel cordoglio, ecc. Mancano però ancora le variazioni nel decorso rappresentativo, le quali nel volere costituiscono le cause immediate dell’istantaneo cessare dello 1 , - - . 2 3 , 4 , 5 - - . 6 , 7 ( . . , 8 - - ) . 9 , , 10 , 11 . , 12 , 13 , , 14 , 15 , , 16 ( . , ) . 17 18 . 19 , 20 , 21 , , , 22 - - , 23 , 24 , 25 . 26 , 27 - 28 - . , 29 30 , 31 ; , 32 . 33 , - - , 34 : 35 ; 36 37 . 38 - - , 39 - - 40 . 41 42 , . 43 , , 44 , 45 . 46 47 - - . 48 49 , , 50 - - 51 , 52 . 53 54 , 55 , 56 , 57 - - 58 , 59 , 60 . 61 62 63 . 64 , 65 66 . 67 , . , 68 , 69 , 70 71 , ( ) . 72 73 ; , 74 , 75 , 76 . 77 78 ; 79 , 80 , 81 82 . 83 84 85 . 86 87 - - . 88 89 - - - - , 90 91 ( . , - - ) . 92 , 93 , « 94 95 96 . , 97 . , , 98 . 99 , 100 . 101 102 103 104 105 . - - . 106 107 108 . 109 , 110 111 . 112 , 113 . 114 , 115 , 116 , 117 - - ; , 118 . 119 120 121 122 - - . 123 , 124 125 ; 126 , 127 128 . 129 130 . - - 131 - - , 132 133 ; 134 , 135 , 136 . 137 , 138 , 139 . 140 , , 141 , 142 - - , , 143 . 144 145 . 146 , 147 . 148 - - 149 - - . 150 ; 151 , 152 . 153 154 : ) - 155 - , ; ) 156 - - , 157 158 , 159 ( ) , 160 ( 161 ) . 162 - - 163 , 164 165 . 166 ; 167 , , 168 , 169 . 170 171 - - . , . , - 172 - , 173 , , 174 - 175 - . 176 , 177 - , , - , 178 179 , 180 . 181 182 , 183 ; , . , - - 184 - - , - - ; 185 - - - - , 186 - - . 187 , 188 , : 189 , 190 , 191 192 , 193 . 194 195 . 196 , 197 , 198 , 199 . 200 201 202 , - 203 - , 204 205 . 206 , - - - - , , , 207 . 208 , , 209 , . 210 , , 211 212 . , 213 , 214 215 , 216 . 217 , 218 , 219 . 220 221 - - . 222 , 223 , 224 225 , , 226 . 227 « 228 « - - 229 . 230 231 ; 232 , . 233 234 , 235 , , 236 237 . 238 , 239 240 . 241 242 : 243 244 , 245 . , 246 . 247 248 249 . 250 . 251 252 . 253 - - - - , 254 , 255 . , 256 , 257 258 , , 259 , . 260 261 . 262 263 264 . 265 266 , , 267 . 268 269 270 ( . . . ) . 271 272 . 273 , 274 , , 275 , , 276 , . 277 278 , - 279 - . 280 - - 281 , 282 , 283 , . 284 , 285 , , , 286 287 , . 288 289 . 290 , 291 - - , 292 293 , . 294 , 295 , 296 . 297 298 , , 299 300 . 301 302 303 304 305 , , 306 . 307 308 : 309 310 . 311 312 , , 313 314 , 315 - - 316 - - , , 317 , 318 , 319 . , , 320 , 321 , 322 323 . 324 325 ( . ) , 326 , . 327 328 . 329 , 330 331 , 332 , , - - 333 - - . - - 334 335 ; - - , 336 . 337 « « 338 , 339 , - - . 340 341 342 343 , 344 , 345 , 346 347 . 348 , , 349 350 . 351 352 353 . 354 355 ; 356 . , 357 , ; , 358 , 359 . 360 361 , 362 . 363 364 . , 365 - - , 366 : - - 367 . 368 , 369 370 , , . 371 , , 372 373 ( . . ) . 374 . 375 376 - - 377 , 378 , ( . 379 ) , 380 . 381 , , 382 . 383 384 . - - 385 , , - - , 386 ; , - - , 387 , , , 388 . 389 390 - - 391 , , 392 , 393 - - . 394 , : , 395 + : = : ( 396 , ) . , 397 398 , , 399 , 400 , . , . , 401 , 402 403 404 , 405 ; 406 , 407 , 408 , , 409 . 410 , 411 . 412 413 - - 414 . 415 416 , 417 . 418 419 , 420 , 421 , 422 . 423 , 424 . 425 , 426 . 427 , 428 , 429 , 430 431 ( . ; , ) . 432 433 . , 434 , 435 , 436 , , , 437 . , . 438 , 439 . 440 - - , 441 : 442 . 443 , 444 ; 445 , . 446 , , 447 , 448 ; . 449 450 . 451 452 , 453 , , 454 455 . 456 457 . , 458 , , 459 , 460 , , 461 , 462 , - 463 - . , 464 - - , , 465 , 466 467 . 468 469 , 470 , 471 , 472 473 . 474 475 476 477 478 . - - . 479 480 481 . , 482 , . 483 484 . , 485 , 486 - - 487 , , 488 . , , , 489 . 490 491 , 492 , 493 , 494 - - . 495 496 497 , 498 , 499 500 . 501 . 502 503 . , 504 , 505 - - , . 506 507 , 508 « [ ] . 509 , 510 , , 511 , 512 , . 513 , , 514 515 . 516 517 . , 518 , , 519 , 520 . , 521 , , , , , . , 522 , , 523 , 524 525 . , 526 , 527 528 . 529 : 530 - 531 - . 532 533 . , 534 , , 535 . 536 , 537 : 538 539 . , 540 541 , 542 ; , 543 , 544 . 545 546 , 547 , . 548 - - , 549 550 ( 551 ) , , 552 ( ) . 553 - - , , 554 555 . 556 - - , 557 , 558 , 559 . 560 , 561 ( . ) . 562 563 . , 564 , 565 , , - - , 566 . 567 , 568 569 ( . ) . . 570 571 , 572 , 573 - - , 574 ( ) , 575 ( ) , 576 577 , , 578 , , 579 , . 580 581 , 582 - - . 583 , 584 , 585 . 586 587 , 588 589 , 590 ( ) . 591 592 593 , 594 . 595 596 . 597 - - : ) - 598 - : , 599 , 600 ; 601 ) - - : 602 , 603 , , 604 , . 605 , 606 , 607 , , 608 609 . ) - - : 610 - - , 611 ( ) , 612 , 613 ( ) . 614 615 : , 616 , . 617 618 . , 619 , 620 - - , ( , 621 ) . 622 623 . 624 - - - - . 625 : ) , 626 , , . , 627 , ; 628 , ( . . ) . 629 , 630 . 631 , , 632 , 633 634 . : ) 635 - - , , 636 , - - 637 ; 638 , 639 , 640 641 : - - . 642 , , 643 : ) - - 644 , 645 646 , 647 . 648 649 650 , 651 652 : - - . 653 , 654 , 655 , 656 : ) - - 657 : - - . 658 659 - - . , 660 661 , 662 663 . 664 . 665 666 - - 667 . 668 - - 669 , 670 671 . 672 673 674 . 675 676 , 677 678 ( ) . , 679 680 , . 681 682 , 683 684 685 , 686 . 687 , 688 , 689 . 690 691 , 692 693 , . , 694 695 , . 696 697 , 698 . 699 , 700 , , 701 , 702 . 703 - - 704 . 705 706 707 . 708 709 - - ( . ) . 710 711 . 712 , 713 - - . 714 , 715 . , 716 , 717 . , 718 . , . 719 720 . , 721 , 722 , , 723 724 . , 725 726 , 727 , . , . 728 - - 729 ; 730 731 732 . 733 734 ; 735 , , 736 , . 737 : 738 , 739 740 . 741 , 742 . 743 , 744 , 745 . 746 747 - . - 748 749 750 . 751 ; 752 753 . 754 . 755 , 756 , 757 758 , . 759 , 760 ; , 761 762 , 763 . 764 , - - . 765 , 766 , 767 768 , , 769 770 , , , 771 772 773 . 774 775 . 776 , 777 , 778 - - . , 779 780 , 781 - - , 782 , . 783 , 784 785 , ; 786 787 , 788 . 789 790 . 791 , 792 , 793 - - , 794 795 . 796 - - . 797 798 - - , 799 , 800 - - 801 , , 802 . 803 804 - - , , 805 : - - 806 ; - - 807 ; - - , 808 . 809 810 . - - 811 812 ( . ) . 813 , 814 , . 815 , , 816 - - . , 817 , - - 818 - - ; 819 , , 820 - - . 821 , , 822 . 823 . , 824 ; , , 825 , 826 , . 827 , ; 828 , 829 . 830 831 , 832 , , . 833 834 , 835 836 . 837 ; 838 , 839 , . 840 841 , , 842 , , 843 , , 844 ( . , 845 ) , 846 . 847 848 . 849 - - 850 , 851 . 852 - - : 853 - - , , 854 , , 855 , , 856 , , : 857 , , ; 858 - - , 859 , , 860 , , : , , , 861 ; - - , 862 , - - , 863 , , . 864 865 , 866 . 867 868 869 . 870 , 871 872 . 873 874 . - - , 875 - - - - . , 876 , 877 878 , 879 , 880 . 881 , 882 , , , 883 , . 884 , , , , 885 . 886 , 887 , 888 . 889 , 890 ( . ) , 891 892 , 893 , , 894 895 896 . 897 898 . - - 899 , - - : 900 : ) - , - , , 901 , , , ; 902 , 903 ; ) - - , 904 , , , , , 905 , , ; 906 . 907 : ) 908 - - , 909 . 910 . , , 911 , , , 912 , 913 914 . 915 . 916 917 . , 918 . , . , 919 ; 920 , 921 . 922 , 923 . 924 925 - - . , 926 , 927 , 928 . 929 - - 930 , 931 . 932 , 933 , 934 , 935 , 936 . 937 , 938 , , , 939 , , 940 , 941 , 942 , . 943 , . , 944 , ; 945 , , ; 946 , 947 . , 948 , 949 . 950 - - : ) 951 ) 952 . 953 , 954 , 955 ; 956 , , 957 ( . ) . 958 , 959 - - . 960 « « , 961 , 962 . 963 964 , 965 ( . 966 ) ; 967 968 . 969 970 971 972 973 . - - . 974 975 976 . 977 , - - 978 : , 979 ; , 980 , 981 , 982 ; - - 983 , 984 . - - 985 , , , 986 . 987 , - - . 988 989 , , 990 , ; 991 , 992 . 993 994 , ( . 995 ) ; 996 ; 997 , , . 998 , 999 1000