Compendio di psicologia
Wilhelm Wundt
Translator: Luigi Agliardi
T
Traduzione sulla terza edizione tedesca
DEL
Dr LUIGI AGLIARDI
Assistente volontario nella sezione di psicologia sperimentale
dell’Istituto fisiologico di Torino
TORINO
CARLO CLAUSEN
Libraio delle LL. MM. il Re e la Regina
1900
PROPRIETÀ LETTERARIA
Torino -- Stabilimento Tipografico VINCENZO BONA.
PREFAZIONE DEL TRADUTTORE
Degli intenti di questo compendio, che ho la fortuna di presentare
nella traduzione italiana, parla a sufficienza la prefazione
dell’autore. Mi limito pertanto a dire qualche cosa della mia
traduzione. Ad essa mi accinsi incoraggiato dal Dr FEDERICO KIESOW,
e la compii colla sua collaborazione. Questo valente cultore della
scienza psicologica fu per me l’ideale dei collaboratori; conoscitore
egualmente profondo della lingua, dell’argomento e del pensiero
dell’autore -- di cui fu allievo ed assistente -- mi fu largo di consigli
durante il lavoro e da ultimo rilesse tutte le bozze di stampa. Mi è
quindi grata l’occasione di poter qui al Dr Kiesow, all’amico e maestro
mio, pubblicamente esprimere la mia riconoscenza per l’aiuto prezioso.
Traducendo restai fedele il più che fosse possibile al testo; conservai
qualche volta anche il giro del periodare tedesco, parendomi che
soverchie trasposizioni potessero alterare l’ordine genetico del
pensiero. Incontrai le difficoltà maggiori nella terminologia, non
essendo ancora presso di noi ben fissata la terminologia psicologica.
Mi attenni per quanto mi fu possibile alla terminologia già in uso,
traendo qualche vantaggio dalle opere del Sergi, del Faggi, del
Villa e di altri. A schiarimento di alcuni vocaboli insoliti credetti
opportune alcune brevi note. Aggiunsi anche un glossario, nel quale
sono in ordine alfabetico disposti i termini tedeschi -- per le parole
composte tenendo a base la fondamentale -- e di contro i corrispondenti
termini italiani. Tale glossario feci per desiderio dell’Autore, che si
compiacque rivederlo ed approvarlo.
Se questo libro avrà in Italia una seconda edizione -- in Germania è in
meno di tre anni giunto già alla 3ª -- in essa farò tesoro di quelle
osservazioni che gli studiosi mi faranno e delle quali fin d’ora li
ringrazio.
Torino, ottobre 1899.
L. A.
PREFAZIONE DELL’AUTORE
(alla prima edizione)
Questo libro è nato dal desiderio di porre nelle mani dei miei uditori
una breve guida, che serva a completare le lezioni sulla psicologia.
Ma nel tempo stesso altro scopo di questa mia opera è stato quello
di tracciare in un disegno schematico i risultati e le teorie più
importanti della psicologia contemporanea a vantaggio di un più
largo cerchio di lettori, di quegli studiosi ai quali la psicologia
offre un interesse e per sè stessa e per le sue applicazioni. Questo
doppio intento portò naturalmente che nel dar notizia dei singoli
fatti mi limitassi alle cose di massima importanza e ad esempi al
massimo grado chiari e semplici e che rinunciassi interamente a
quell’evidenza, che nelle lezioni si raggiunge col sussidio della
dimostrazione e dell’esperimento. Se io ho posto a base di questa
esposizione quelle teorie, che nella lunga trattazione dell’argomento
credo aver riconosciuto come le buone, mi pare che ciò non richieda
alcuna speciale giustificazione. Non ho però tralasciato di indicare
i principali indirizzi che differiscono da quello qui trattato, e
l’ho fatto in una breve esposizione generale dei caratteri dei vari
indirizzi (Introduzione, § 2), come pure con accenni nei casi singoli.
Queste osservazioni valgono a dimostrare il posto, che questo libro
viene a prendere tra le mie anteriori opere di psicologia. Infatti
poichè i “Grundzüge der physiologisichen Psychologie„ cercano di far
servire alla psicologia i mezzi di ricerca della scienza naturale
e specialmente della fisiologia e di esporre criticamente secondo i
risultati principali il metodo sperimentale della psicologia, quale
si è costituito in questi ultimi decenni, questo intento faceva di
necessità passare in seconda linea i punti di vista psicologici più
generali. La seconda edizione rifatta delle “-Vorlesungen über die
Menschen und Thierseele-„ -- la prima è oggi da lungo tempo invecchiata
-- si propone di dare notizia in modo più popolare della natura e
dello scopo della psicologia sperimentale per poi trattare, dal punto
di vista di questa psicologia, quelle questioni psicologiche che
sono anche di un significato filosofico più generale. Se pertanto
nei -Grundzüge-, ecc., il punto di vista della trattazione è stato
determinato principalmente dalle relazioni della psicologia alla
fisiologia e nelle -Vorlesungen- da questioni d’interesse filosofico,
questo -Compendio- mira a presentare la psicologia nella sua propria
connessione e in quell’ordine sistematico che è dato, a mio avviso,
dalla natura stessa dell’argomento, pur sempre restando entro i limiti
di ciò che v’è di più importante ed essenziale. Io spero dunque che
questo libro non abbia a riuscire un complemento affatto inutile anco
per quei lettori che già conoscono le altre mie opere psicologiche,
come pure la trattazione della “logica della psicologia„ nella mia
logica delle scienze dello spirito (-Logik-, 2ª ed., II, 2).
Avendo nei -Grundzüge- dato notizie sulla letteratura di ogni
argomento, credo di poterle qui omettere. Il lettore che vuole
conoscere a fondo una singola questione, potrà ricorrere a quell’opera
più completa. Per quanto riguarda la letteratura apparsa dopo la
quarta edizione dei -Grundzüge- (1893), il lettore facilmente si
orienterà dando una scorsa agli ultimi volumi dei periodici dedicati
alla psicologia: ai “Philosophische Studien„, alla “Zeitschrift
für Psychologie und Physiologie der Sinnesorgane„, al “American
Journal of Psychology„ e alla “Psychological Review„, dei quali i
tre ultimi contengono anche notizie bibliografiche. In questi ultimi
tempi ai periodici citati è venuto ad aggiungersi quello edito da
Kraepelin “Psychologische Arbeiten„ che si occupa specialmente della
caratterologia generale e della psicologia pratica.
Leipzig, gennaio 1896.
W. WUNDT.
INDICE
INTRODUZIONE
§ 1. Còmpito della psicologia-pag.- 1
1. Vecchie definizioni. -- 2. La psicologia come scienza
dell’esperienza immediata. -- 3. Suo rapporto alle scienze
dello spirito e alla scienza naturale.
§ 2. Gl’indirizzi generali della psicologia 5
1. Psicologia metafisica: sistemi spiritualistici e
materialistici, dualistici e monistici. -- 2. Psicologia
empirica: le due ragioni alla distinzione dei suoi indirizzi.
-- 3. La psicologia del senso interno. -- 4. La psicologia
come scienza dell’esperienza immediata. -- 5. Psicologia
descrittiva: psicologia delle facoltà. -- 6. Indirizzi
esplicativi: psicologia intellettualistica e volontaristica.
-- 7. Indirizzi intellettualistici: teoria logica e
psicologia dell’associazione. -- 8. Falsa sostanzializzazione
intellettualistica delle rappresentazioni. -- 9. Psicologia
volontaristica. -- 10. Principi direttivi dell’esposizione
successiva.
§ 3. Metodi della psicologia 15
1. Rapporto generale tra esperimento ed osservazione. -- 2.
Applicazioni loro alla psicologia: importanza specifica dei
metodi sperimentali per la psicologia. -- 3. L’osservazione
pura nella psicologia. Analisi dei prodotti dello spirito:
psicologia sociale.
§ 4. Linee generali dell’argomento 19
1. Còmpito analitico-sintetico della psicologia. Gli
elementi psichici. -- 2. I singoli còmpiti sintetici in ordine
ascendente: formazioni, connessioni e sviluppi psichici. -- 3.
Le leggi del processo psichico e la sua causalità.
I. -- Gli elementi psichici.
§ 5. Forme principali e proprietà generali degli elementi
psichici 22
1. Gli elementi psichici si ottengono per mezzo
dell’astrazione. -- 2. Due specie di elementi psichici:
sensazioni e sentimenti. -- 3. Natura elementare e proprietà
specifica dei processi psichici non s’identificano. --
4. Proprietà comune degli elementi psichici: qualità e
intensità. -- 5. Sistemi di qualità uniformi e varii, uni- e
pluridimensionali. -- 6. Caratteri per cui si differenziano le
sensazioni e i sentimenti. -- 6-a-. Contributo alla storia dei
concetti di sensazione e di sentimento.
§ 6. Le sensazioni pure30
1. Concetto della sensazione pura. -- 2. Origine delle
sensazioni. Gli stimoli sensibili. -- 3. Sostrati fisiologici
dei sistemi di sensazioni. Sensi meccanici e chimici. -- 4.
La così detta legge dell’energia specifica. -- 5. La legge del
parallelismo tra le differenze di sensazioni e le differenze
fisiologiche di stimolazione.
-A-. Le sensazioni del senso generale 36
6. Concetto del senso generale e suoi sistemi di sensazioni.
-- 7. Proprietà e diversità delle diverse parti dell’organo
generale di senso. -- 8. I quattro sistemi qualitativi del
senso generale.
-B-. Le sensazioni di suono 39
9. Sensazioni semplici di rumore. -- 10. Sensazioni di tono.
-- 11. Il sistema delle sensazioni di tono.
-C-. Le sensazioni di olfatto e di gusto 41
12. Sensazioni di olfatto. -- 12-a-. Le classi degli odori.
Neutralizzazione reciproca degli stimoli odorifici. -- 13.
Sensazioni di gusto. Le quattro qualità principali. -- 13-a-.
Mescolanza ed eliminazione degli stimoli saporifici.
-D-. Le sensazioni di luce43
14. Le sensazioni acromatiche. -- 15. Le sensazioni
cromatiche. -- 16. Saturazione dei colori. -- 17. Chiarore
dei colori. -- 18. Relazioni tra le sensazioni di chiarore
cromatiche e acromatiche. -- 19. Sistema tridimensionale delle
sensazioni di luce. -- 20. Le quattro sensazioni principali. --
21. Relazioni tra sensazioni e stimoli nel senso della vista.
-- 22. Colori complementari e mescolanza di colori. -- 23. I
tre colori fondamentali. -- 24. La stimolazione fotochimica
della retina. -- 25. Persistenza della stimolazione. -- 26.
Contrasti di luce e di colori. -- 26-a-. Teorie fisiologiche.
§ 7. I sentimenti semplici59
1. Caratteri generali dei sentimenti semplici. -- 2.
Sentimento sensoriale (tono sentimentale della sensazione).
-- 3. Relazioni tra la variazione nella sensazione e nel
sentimento. -- 4. Influenza di modificazioni qualitative della
sensazione sulla mutazione del sentimento. -- 5. Influenza
dell’intensità della sensazione sui sentimenti. -- 6. Varietà
dei sentimenti semplici. -- 7. Le tre direzioni principali del
sentimento. -- 8. Esempi delle singole forme. -- 9. Connessione
delle tre direzioni di sentimento col corso dei processi
psichici. -- 10. Fenomeni fisiologici concomitanti del
sentimento. -- 11. Rapporto speciale al movimento del polso.
-- 11-a-. Schema fisiologico degli effetti del polso.
II. -- Le formazioni psichiche.
§ 8. Concetto e divisione delle formazioni psichiche 73
1. Definizione della “formazione psichica„. -- 2. Composizione
delle formazioni psichiche. -- 3. Loro divisione.
§ 9. Le rappresentazioni intensive 75
1. Proprietà generali delle rappresentazioni intensive. La
fusione. -- 2. Sguardo alle fusioni intensive nei singoli
dominii di senso. -- 3. Rappresentazioni intensive dell’udito:
il suono isolato. -- 4. Condizione per la completa fusione
sonora. -- 5. L’accordo. -- 6. I toni di differenza. -- 7. Il
rumore. -- 7-a-. Teorie sull’analisi del suono e sulla fusione
dei toni.
§ 10. Le rappresentazioni di spazio82
1. Concetto generale delle rappresentazioni intensive.
Caratteri speciali delle rappresentazioni di spazio. -- 2.
Condizioni psicologiche per un’analisi delle rappresentazioni
di spazio. -- 3. Specie delle rappresentazioni di spazio.
-A-. Le rappresentazioni tattili dello spazio 84
4. Localizzazione degli stimoli di tatto. I segni locali
qualitativi. -- 5. Come le rappresentazioni tattili di
spazio nascono nell’uomo non cieco. -- 6. Il senso tattile
nel cieco. -- 7. Teoria delle rappresentazioni di spazio nel
cieco. -- 8. Carattere generale delle fusioni spaziali del
senso tattile. -- 9. Fusione con elementi mnemonici. -- 10.
Le rappresentazioni dei proprii movimenti nel non cieco.
-- 11. Le stesse rappresentazioni nel cieco nato. -- 12. Le
rappresentazioni della posizione e del movimento dell’intero
corpo. -- 12-a-. Teoria sull’origine delle rappresentazioni
tattili dello spazio.
-B-. Le rappresentazioni visive dello spazio93
13. Caratteri generali delle rappresentazioni visive. -- 14.
Loro fattori generali.
-a-. L’orientazione reciproca degli elementi di una
rappresentazione visiva 94
15. Localizzazione nel campo visivo. -- 16. Acutezza di
localizzazione nelle diverse regioni del campo visivo. Vista
diretta ed indiretta. -- 17. I movimenti dell’occhio. -- 18.
Relazione dei movimenti degli occhi alla localizzazione.
-- 19. Illusioni costanti di direzione ed estensione nel
campo visivo dovute alle leggi di movimento dell’occhio.
-- 20. Illusioni variabili di direzione ed estensione
dovute a proprietà generali dei movimenti tattili. --
21. Indipendenza delle grandezze d’estensione nel campo
visivo dalla compattezza degli elementi retinici. -- 22. La
rappresentazione visiva dello spazio è una funzione di due
fattori. Necessità dell’ipotesi di segni locali della retina
e loro dimostrazione empirica. -- 23. Teoria generale della
rappresentazione visiva dello spazio.
-b-. L’orientazione delle rappresentazioni spaziali
rispetto al soggetto percipiente 106
24. Punto d’orientazione nella vista binoculare. Direzione
della linea d’orientazione. -- 25. Rappresentazione della
grandezza della linea d’orientazione. -- 26. Distinzione
di vicino e lontano. -- 27. Apprendimento di punti posti
a diverse distanze. -- 28. Teoria delle rappresentazioni
binoculari dei corpi. -- 29. Condizioni varie per le
rappresentazioni di profondità. Influenza delle linee di
fissazione. -- 30. Le imagini doppie nella vista binoculare e
la localizzazione di distanza.
-c-. Le relazioni tra l’orientazione reciproca
degli elementi e la loro orientazione al
soggetto 111
31. La vista diritta. -- 32. La superficie del campo
visivo. -- 32-a-. I segni locali complessi della profondità
e la paralassi binoculare. -- 33. Lo stereoscopio. -- 34.
Rappresentazione monoculare della profondità. L’influenza
dell’accomodazione. -- 35. Gli elementi della prospettiva.
-- 35-a-. Rivista delle teorie sulla rappresentazione visiva
dello spazio.
§ 11. Le rappresentazioni di tempo115
1. Proprietà generali delle rappresentazioni di tempo. --
2. Carattere dell’ordine temporale rispetto allo spaziale.
-- 2-a-. Le forme delle rappresentazioni di tempo e le loro
denominazioni nel linguaggio.
-A-. Le rappresentazioni tattili di tempo 117
3. Rapporto delle proprietà meccaniche dell’apparato tattile
alle rappresentazioni di tempo. -- 4. I movimenti ritmici di
tatto. -- 5. Le rappresentazioni ritmiche del senso tattile.
-B-. Le rappresentazioni uditorie di tempo 120
6. La natura del senso dell’udito favorevole a tali
rappresentazioni. Ritmi continui e discontinui. -- 7. Analisi
di rappresentazioni ritmiche semplici. Influenza che su di
esse esercita il decorso delle sensazioni. -- 8. Modificazioni
nell’apprendimento del ritmo dovute a varianti condizioni
oggettive. -- 9. Condizioni soggettive delle rappresentazioni
ritmiche di tempo.
-C-. Le condizioni generali delle rappresentazioni
di tempo 124
10. Carattere specifico delle rappresentazioni di tempo. --
11. Il punto visivo interno. -- 12. Il continuo flusso del
tempo e la sua natura unidimensionale. -- 13. Teoria generale
sulle rappresentazioni di tempo. I segni temporali. -- 13-a-.
Rappresentazione geometrica del tempo. -- 13-b-. Teoria
nativistica e genetica.
§ 12. I sentimenti composti 128
1. I moti d’animo in generale. -- 2. Carattere delle
combinazioni intensive di sentimenti. -- 3. Componenti e
risultanti sentimentali: sentimenti parziali e sentimenti
totali. Intrecci degli elementi sentimentali. -- 3-a-.
Esemplificazione mediante gli accordi musicali. -- 4. Il
sentimento generale. -- 4-a-. Le teorie fisiologiche intorno
al sentimento generale sono inammissibili. -- 5. Sentimento
di piacere o di dispiacere. -- 6. Sentimento di contrasto. --
7. I sentimenti estetici elementari: gradevole o sgradevole.
-- 8. Sentimenti intensivi ed estensivi. -- 9. I sentimenti
intensivi: combinazioni di colori e di suoni. -- 10. I
sentimenti estensivi: sentimenti di forma e sentimenti di
ritmo. -- 11. Teoria psicologica dei sentimenti composti. --
12. Principio dell’unità dello stato sentimentale.
§ 13. Le emozioni 137
1. Concetto delle emozioni. -- 2. Denominazioni dello
emozioni. -- 3. Decorso generale delle emozioni. -- 4.
Fenomeni fisici concomitanti: i movimenti espressivi.
-- 5. Classificazione dei movimenti espressivi. -- 6.
Modificazione nei movimenti del polso e del respiro.
Emozioni calme; steniche ed asteniche; rapide e lente.
-- 6-a-. Cenni sulla dottrina intorno alle emozioni. Le
passioni. -- 7. Connessione esistente tra le variazioni e
le proprietà formali delle emozioni. -- 8. Rinforzamento
dell’emozione a causa di fenomeni fisici concomitanti. --
9. Classificazione psicologica delle emozioni. -- 10. Forme
di emozioni rispetto alla qualità sentimentale: emozioni di
piacere e di dispiacere, eccitanti e deprimenti, di tensione
o di sollievo. -- 11. Le designazioni delle emozioni nel
linguaggio. -- 12. Forme delle emozioni rispetto all’intensità
sentimentale: emozioni deboli e forti. -- 13. Forme di
decorso: subitamente irrompenti, crescenti a poco a poco,
intermittenti. -- 13-a-. Importanza prevalente della qualità
sentimentale per la distinzione delle emozioni.
§ 14. I processi di volere 148
1. Relazioni loro alle emozioni. -- 2. Azioni di volere
esterne. -- 3. Relazione ai sentimenti. -- 4. I motivi di
volere. -- 5. Evoluzione del volere. Azioni impulsive. --
6. Azioni volontarie e azioni di scelta. -- 7. Decisione e
risoluzione. I sentimenti d’attività. -- 8. Indebolimento
delle emozioni a causa di processi intellettuali. -- 9.
Sviluppo degli atti di volere interni. -- 10. Evoluzioni
regressive. I processi di volere divenuti processi
meccanici. Caratteri di finalità dei movimenti riflessi.
-- 10-a-. Critica delle teorie sul volere. -- 11. Decorso
nel tempo degli atti di volere. Esperimenti di reazione.
Reazioni complete ed abbreviate. -- 12. Processi di reazioni
composte. -- 13. Reazioni divenute automatiche. -- 13-a-.
Importanza generale degli esperimenti di reazione. Istrumenti
cronometrici.
III. -- La connessione delle formazioni psichiche.
§ 15. Coscienza e attenzione165
1. Concetto della coscienza. -- 2. Condizioni fisiologiche. --
2-a-. Localizzazione delle funzioni psichiche nel cervello.
-- 3. Connessione simultanea e successiva dei processi di
coscienza. Gradi di coscienza. Come i processi psichici
divengono inconsci. -- 4. Appercezione e attenzione. -- 5.
Gradi di chiarezza dei contenuti di coscienza. -- 6. Capacità
dell’attenzione e della coscienza. -- 6-a-. Metodi per la
ricerca intorno allo stato di coscienza in un dato momento. --
6-b-. Metodo per la ricerca della capacità della coscienza. --
7. Effetto sentimentale dei contenuti di coscienza percepiti.
-- 8. Sentimenti d’appercezione. Appercezione passiva e
attiva. -- 8-a-. Metodi sperimentali. -- 9. Connessione dei
processi di attenzione e di volere. -- 10. I concetti di
soggetto ed oggetto. -- 11. L’auto-coscienza. -- 12. Ulteriore
svolgimento della distinzione di soggetto ed oggetto. --
12-a-. Criterio delle ipotesi dualistiche. -- 13. Passaggio ai
vari processi psichici di combinazione.
§ 16. Le associazioni 181
1. Storia del concetto dell’associazione. -- 2. Le
associazioni così per solito chiamate sono prodotti complessi
di elementari processi associativi. -- 3. Forme principali
degli elementari processi d’associazione.
-A-. Le associazioni simultanee184
4. Forme principali: assimilazione e complicazione.
-a-. Le assimilazioni 185
5. Carattere generale delle assimilazioni. -- 6. Assimilazioni
uditorie. -- 7. Assimilazioni nel campo dei processi intensivi
del sentimento. -- 8. Assimilazioni spaziali del senso
tattile. -- 9. Assimilazioni nelle rappresentazioni visive. --
10. Analisi psicologica dei processi di assimilazione. -- 11.
Differenze tra questi processi. Illusione.
-b-. Le complicazioni 190
12. Carattere delle complicazioni e loro forme principali.
-B-. Le associazioni successive191
13. Connessione loro colle assimilazioni. -- 14. Carattere
generale delle associazioni successive. L’associazione a
serie.
-a-. I processi del riconoscimento e del
conoscimento sensitivo 192
15. Carattere e differenze di questi processi. Ricerche
sperimentali intorno all’influenza delle complicazioni. --
16. Trasformazione dei processi simultanei in successivi. --
17. Differenza tra i processi di riconoscimento e quelli di
conoscimento.
-b-. I processi di memoria 195
18. Loro origine dal processo di riconoscimento. -- 18-a-.
Connessione e significato generale dei processi di memoria.
-- 19. Gradi del processo di memoria. Forme miste tra
il riconoscimento e la memoria. -- 19-a-. La così detta
“Associazione mediata„. -- 20. Ricordi in base a molteplici
riconoscimenti e conoscimenti. -- 21. Elementi dei processi
di memoria. -- 21-a-. La classificazione delle forme
d’associazione composte. -- 22. Natura delle rappresentazioni
di memoria. -- 23. Il concetto della memoria.
§ 17. Le combinazioni appercettive201
1. Caratteri soggettivi delle combinazioni appercettive. --
2. Relazioni loro alle associazioni. -- 3. Divisione generale
delle combinazioni appercettive.
-A-. Le funzioni appercettive semplici (-Relazione
e comparazione-) 203
4. Il processo di relazione. -- 5. Il processo di
comparazione. -- 6. Concordanza e distinzione. -- 7. La
determinazione di grandezza per gli elementi psichici e le
formazioni psichiche. -- 8. Differenza tra le determinazioni
di grandezza fisica e psichica. -- 9. Metodi per la misura
delle grandezze psichiche. -- 10. Soglia dello stimolo e
soglia di differenza. La legge di Weber. -- 10-a-. La legge
di Weber nei suoi particolari, e metodi per dimostrarla. --
11. I fenomeni psicologici del contrasto. Loro connessione
coi fenomeni del contrasto fisiologico nel senso della
vista. -- 12. Altri fenomeni di contrasto. -- 13. Contrasto tra
l’impressione e l’attesa.
-B-. Le funzioni composte d’appercezione (-Sintesi
e analisi-) 210
14. Le rappresentazioni totali. -- 15. Analisi psicologica
dell’“attività fantastica„. -- 16. Psicologia dell’“attività
intellettiva„. -- 17. Carattere psicologico dei concetti. --
18. Fantasia e intelletto come disposizioni individuali. Il
talento.
§ 18. Gli stati psichici 216
1. Condizioni generali per stati anormali. -- 2. Alterazioni
negli elementi. -- 3. Alterazioni nelle formazioni
rappresentative: allucinazioni ed illusioni. -- 4. Anomalie
nei processi del sentimento e del volere. Stato di
depressione e di esaltazione. -- 5. Stati anormali della
coscienza. -- 6. Alterazioni nelle associazioni e nelle
appercezioni. -- 7. Il sogno. -- 8. L’ipnosi. -- 9. Relazioni
tra sogno ed ipnosi. -- 9-a-. Teoria fisiologica del sonno,
del sogno e dell’ipnosi.
IV. -- Gli sviluppi psichici.
§ 19. Le proprietà psichiche degli animali 224
1. Cenni generali sullo sviluppo psichico degli animali. --
2. Rapidità dello sviluppo animale e unilateralità delle
loro funzioni. -- 3. Gl’istinti animali. -- 4. Sviluppo
degl’istinti. -- 5. Rapporto genetico dell’animale all’uomo
dal punto di vista della psicologia. -- 5-a-. Impossibilità
di tracciare un netto limite psicologico. Le teorie degli
istinti.
§ 20. Lo sviluppo psichico del bambino 229
1. Svolgimento delle funzioni di senso. -- 2. Gli elementi
psichici nello sviluppo individuale. -- 3. Origine
delle rappresentazioni di spazio. -- 4. Sviluppo delle
rappresentazioni di tempo. -- 5. Associazioni e combinazioni
appercettive. -- 6. Sviluppo dell’autocoscienza. -- 7. Sviluppo
del volere. -- 8. Sviluppo del linguaggio. -- 9. Attività
fantastica del bambino. Istinto del giuoco. -- 10. Funzioni
intellettive. -- 10-a-. Errori commessi nella psicologia del
bambino.
§ 21. Lo sviluppo delle comunità spirituali240
1. Differenze tra le comunità umane ed animali. -- 2. I
prodotti delle comunità umane.
-A-. Il linguaggio 242
3. Il linguaggio di gesti. -- 4. Evoluzione generale del
linguaggio di suoni. -- 5. Mutazione fonetica e mutazione di
significato. -- 6. Importanza psicologica dell’ordine delle
parole.
-B-. Il mito 245
7. L’appercezione personificante. -- 8. Condizioni generali
per il suo sviluppo. -- 9. Animismo e feticismo. -- 10. Il mito
naturale.
-C-. I costumi 249
11. Norme individuali o sociali dei costumi. Relazioni al
mito e ai generali bisogni della vita. -- 12. Mutazione di
significato dei costumi. Differenziazione in costume, diritto
e moralità.
-D-. Carattere generale degli sviluppi riflettenti
la psicologia sociale251
13. Il condensarsi, l’oscurarsi e lo spostarsi delle
rappresentazioni. Influenza dei processi sentimentali. -- 14.
Coscienza collettiva e volere collettivo. -- 14-a-. Appunti
critici.
V. -- La causalità psichica e le sue leggi.
§ 22. Il concetto dell’anima255
1. Il principio generale della causalità. -- 2. I concetti
della materia, della forza e dell’energia. -- 3. L’anima
come concetto sussidiario della psicologia. -- 4. Il
concetto della sostanzialità dell’anima. -- 5. Il concetto
dell’anima materialistico e spiritualistico. -- 6. Il concetto
dell’attualità dell’anima. -- 7. Evoluzione scientifica del
concetto d’attualità. -- 8. Il problema del rapporto tra corpo
ed anima. -- 9. Il principio del parallelismo psico-fisico. --
10. Necessità di una causalità psichica indipendente.
§ 23. Le leggi psicologiche di relazione263
1. Le tre leggi generali di relazione. -- 2. La legge delle
risultanti psichiche. -- 3. Il principio della sintesi
creatrice. -- 4. Accrescimento dell’energia psichica e
costanza dell’energia fisica. -- 5. La legge delle relazioni
psichiche. -- 6. La legge dei contrasti psichici. -- 7.
Rapporto della legge dei contrasti alle due leggi precedenti.
§ 24. Le leggi psicologiche d’evoluzione267
1. Le tre leggi generali d’evoluzione. -- 2. La legge
dell’accrescimento spirituale. -- 3. La legge dell’eterogenesi
dei fini. -- 4. La legge dell’evoluzione per contrari.
Glossario 270
Indice delle materie per ordine alfabetico 277
INTRODUZIONE
§ 1. -- Còmpito della psicologia.
1. Due sono le definizioni della psicologia, che predominano nella
storia di questa scienza. Secondo l’una, la psicologia è “la scienza
dell’anima„: i processi psichici sono considerati come fenomeni dai
quali si debba conchiudere all’esistenza di una sostanza metafisica,
l’anima. Secondo l’altra definizione, la psicologia è “la scienza
dell’esperienza interna„, e però i processi psichici fanno parte di
uno speciale ordine di esperienza, il quale si distingue senz’altro per
ciò, che i suoi oggetti spettano all’“introspezione„ o, come anche si
dice in contrapposto alla cognizione ottenuta mediante i sensi esterni,
spettano al senso interno.
Nè l’una nè l’altra di queste definizioni risponde allo stato presente
della scienza. La prima, la definizione metafisica, corrisponde
a uno stato, il quale per la psicologia è durato più a lungo
che per gli altri campi del sapere. Ma anche la psicologia lo ha
finalmente superato, da quando essa si è sviluppata in una disciplina
empirica, che lavora con metodi propri, e dacchè le “scienze dello
spirito„[1] sono riconosciute costituire un grande campo scientifico
in contrapposto alle scienze della natura, il quale vuole a sua
base generale una psicologia autonoma, indipendente da ogni teoria
metafisica.
La seconda definizione, l’empirica, la quale vede nella psicologia
una “scienza-dell’esperienza interna„, è insufficiente, perchè può far
nascere l’equivoco, che la psicologia abbia ad occuparsi d’oggetti, i
quali siano generalmente diversi da quelli della così detta esperienza
esterna. Ora è certo che si danno contenuti dell’esperienza, i quali
cadono solo sotto la ricerca psicologica, sì che non hanno riscontro
cogli oggetti e processi di quella esperienza, di cui tratta la
scienza della natura: tali sono i nostri sentimenti, l’emozioni, le
risoluzioni del volere. D’altra parte non v’è alcuno speciale fenomeno
naturale, il quale sotto un diverso punto di veduta, non possa essere
anche oggetto della ricerca psicologica. Una pietra, una pianta, un
suono, un raggio di luce, sono, come fenomeni naturali, oggetti della
mineralogia, della botanica, della fisica, ecc. Ma in quanto questi
fenomeni naturali destano in noi -rappresentazioni-, sono insieme
oggetti della psicologia, la quale cerca dare ragione così della
formazione di queste rappresentazioni e del rapporto loro con altre
rappresentazioni, come dei processi che non si riferiscono ad oggetti
esterni, cioè dei sentimenti e dei movimenti del volere. Un “senso
interno„, il quale, come organo della conoscenza psichica, possa
essere contrapposto ai sensi esterni come organi della conoscenza
della natura, non esiste affatto. Coll’aiuto dei sensi esterni
sorgono tanto le rappresentazioni, delle quali la psicologia cerca
indagare la proprietà, quanto quelle, dalle quali parte lo studio
della natura; e le eccitazioni soggettive che rimangono estranee
alla cognizione naturale delle cose, cioè i sentimenti, l’emozioni e
gli atti volitivi, non sono a noi date per mezzo di speciali organi
percettivi, ma si collegano in noi immediatamente e inseparabilmente
colle rappresentazioni che si riferiscono ad oggetti esterni.
2. Da quanto si è detto, risulta che le espressioni: esperienza
interna ed esterna, non indicano due cose diverse, ma solo due -punti
di vista diversi-, dei quali noi usiamo nella cognizione e nella
trattazione scientifica dell’esperienza in sè unica. Questi punti di
vista diversi hanno la loro origine nello scindersi immediato di ogni
esperienza -in due fattori: in un contenuto-, che ci è dato, e nella
nostra -cognizione- di questo contenuto. Il primo di questi fattori
chiamiamo -gli oggetti dell’esperienza-; il secondo diciamo -soggetto
conoscente.- Donde due vie si svolgono per lo studio dell’esperienza.
L’una è quella della -scienza naturale-, che considera gli -oggetti-
dell’esperienza nella loro natura, pensata indipendentemente dal
soggetto; l’altra è quella della -psicologia-; essa investiga l’intero
contenuto dell’esperienza nella sua relazione col soggetto e nelle
qualità, che sono immediatamente attribuite ad esso dal soggetto. In
base a ciò il punto di vista della scienza naturale, essendo solo
possibile mediante l’astrazione del fattore soggettivo contenuto
in ogni reale esperienza, può anche essere designato come quello
dell’-esperienza mediata- mentre il punto di vista psicologico, il
quale annulla quell’astrazione e i suoi effetti, può essere detto
dell’-esperienza immediata-.
3. Il còmpito che così deriva alla psicologia come ad una scienza
empirica generale, coordinata e complementare alla scienza della
natura, è confermato dal significato di tutte le scienze dello spirito,
alle quali la psicologia serve di fondamento. Tutte queste scienze,
filologia, storia, politica, sociologia hanno per loro contenuto
l’esperienza immediata, come essa viene determinata dall’azione
reciproca degli oggetti e dei soggetti conoscenti e operanti. Queste
scienze dello spirito non si servono quindi delle astrazioni e degli
ipotetici concetti sussidiati della scienza della natura; ma le
rappresentazioni oggettive e i moti soggettivi che le accompagnano,
hanno per esse il valore di una realtà immediata ed esse cercano
spiegare le singole parti costituenti questa realtà mediante la loro
reciproca connessione. Questo procedimento dell’interpretazione
psicologica, proprio delle singole scienze dello spirito, deve
essere anche il procedimento della stessa psicologia, perchè anche
qui è richiesto dallo stesso suo oggetto, cioè dall’immediata realtà
dell’esperienza.
3-a-. Alla scienza naturale, che indaga il contenuto
dell’esperienza facendo astrazione dal soggetto conoscente,
si suole assegnare come còmpito anche la “conoscenza del mondo
esterno„, dove la parola, mondo esterno, indica tutto il complesso
degli oggetti che a noi è dato conoscere. In modo corrispondente
si volle talora definire la psicologia: “l’autoconoscenza del
soggetto„. Ma questa definizione è insufficiente, perchè al
dominio della psicologia, oltre le qualità di ogni soggetto,
appartengono pure i rapporti reciproci del soggetto col mondo
esterno e cogli altri soggetti simili. Inoltre questa definizione
può facilmente dare a credere che soggetto e mondo esterno siano
parti separabili dell’esperienza, o almeno possano essere divisi
in contenuti di coscienza reciprocamente indipendenti; mentre
all’opposto l’esperienza esterna rimane legata alle funzioni
percettive e conoscitive del soggetto, e l’esperienza interna
racchiude le rappresentazioni del mondo esterno come parte di
essa immutabile. Donde necessariamente deriva che l’esperienza
non è davvero una semplice giustapposizione di diversi dominii,
ma un tutto unico che in ognuna delle sue parti presuppone così
il soggetto che apprende i contenuti dell’esperienza, come gli
oggetti che sono dati al soggetto quali contenuti dall’esperienza.
E però anche la scienza della natura non può interamente astrarre
dal soggetto conoscente, ma solo da quelle qualità di esso, che,
o come i sentimenti, svaniscono, tosto che si fa astrazione del
soggetto, o come le qualità delle sensazioni, devono, in base alle
ricerche della fisica, essere ascritte al soggetto. La psicologia
ha invece per proprio oggetto l’intero contenuto della coscienza
nella sua costituzione immediata.
Se ora la ragione ultima per la distinzione delle scienze
naturali dalla psicologia e dalle scienze dello spirito, può
solo essere cercata nel fatto che ogni esperienza contiene come
fattori, un contenuto oggettivo dato e un soggetto conoscente; si
comprende senz’altro non essere necessario che quella distinzione
presupponga una logica determinazione dei due fattori. Infatti
è evidente che una tale determinazione è solo possibile in base
alle ricerche delle scienze naturali e della psicologia, e però in
nessun caso essa può precedere questa ricerca. L’unica premessa
sin dal principio in commune così alla scienza naturale come
alla psicologia, sta piuttosto nella coscienza, accompagnante
ogni esperienza, che da questa oggetti sono dati ad un soggetto;
senza che però si possa con ciò parlare di una conoscenza delle
condizioni che stanno a base di questa distinzione tra soggetto
e oggetto, o di determinati caratteri pei quali un fattore si
distingue dall’altro. Anche l’espressioni soggetto e oggetto
si devono dunque in questo rapporto considerare solo come
un’anticipazione per la quale distinzioni che appartengono a una
riflessione logica già compiuta, vengono applicate allo stadio
dell’esperienza originaria.
Per quanto si è detto, le interpretazioni dell’esperienza
secondo la scienza naturale e la psicologia si integrano a
vicenda, non solo perchè la prima considera gli oggetti astraendo
il più possibile dal soggetto e la seconda invece si occupa della
parte che prende il soggetto nella formazione dell’esperienza,
ma anche nel senso che ambedue assumono una posizione diversa di
fronte ad ogni singolo dato dell’esperienza. Poichè la scienza
della natura cerca scoprire come gli oggetti sono costituiti senza
alcun riguardo al soggetto, la conoscenza che essa ci offre è di
natura -mediata- o -concettuale-, in luogo degli oggetti immediati
dell’esperienza, sono ad essa sottoposti i concetti degli oggetti
ai quali si giunge mediante l’astrazione degli elementi soggettivi
delle rappresentazioni. Ma questa astrazione richiede anche sempre
integrazioni ipotetiche della realtà. Infatti poichè l’analisi
che la scienza naturale fa dell’esperienza, dimostra molte parti
dell’esperienza, ad es. i contenuti della sensazione essere
effetti soggettivi di processi oggettivi, quest’ultimi per la loro
natura indipendente dal soggetto, non possono essere compresi
nell’esperienza. E però si cerca di giungere ad essa mediante
ipotetici concetti sulle proprietà oggettive della materia.
Invece nella psicologia che studia il contenuto della coscienza
nella sua piena realtà, cioè le rappresentazioni riferentisi agli
oggetti insieme a tutti i moti soggettivi che le accompagnano,
ci si presenta il modo di conoscere -immediato- o -intuitivo-;
intuitivo nel senso più largo che nella moderna terminologia
scientifica ha preso questo concetto, così che esso indica non più
soltanto gl’immediati contenuti rappresentativi dei sensi esterni
e principalmente del senso visivo, ma tutto il -reale concreto- in
contrapposizione al pensato astratto e concettuale. La psicologia
può mettere in luce la connessione dei dati dell’esperienza
come si presenta realmente al soggetto soltanto coll’astenersi
assolutamente da quelle astrazioni e da quei concetti ipotetici
dei quali usano le scienze naturali. Per tanto se la scienza della
natura e la psicologia sono ambedue scienze empiriche nel senso
che ambedue hanno per oggetto l’interpretazione della esperienza,
cui considerano solo da diverso punto di vista, la psicologia, per
la particolare natura del suo còmpito, è senza dubbio la -scienza
più strettamente empirica-.
§ 2. -- Gl’indirizzi generali della psicologia.
1. La concezione della psicologia, come scienza empirica[2] che non ha
per oggetto uno speciale contenuto dell’esperienza, ma il contenuto
immediato di ogni esperienza, è di origine moderna. Contro di essa
stanno ancora teorie nella scienza contemporanea, che in generale
si possono considerare come una sopravvivenza di anteriori gradi di
sviluppo e che sempre lottano fra loro secondo il posto che assegnano
alla psicologia rispetto alla filosofia e alle altre scienze. I due
principali indirizzi della psicologia, che si distinguono in relazione
alle due più diffuse definizioni psicologiche più sopra spiegate, sono:
il -metafisico- e -l’empirico.- Ma ambedue alla loro volta presentano
un buon numero di indirizzi speciali.
La psicologia metafisica dà generalmente un valore minimo all’analisi
empirica, e alla causate connessione dei processi psichici.
Considerando essa la psicologia parte della filosofia metafisica, suo
intento principale è di giungere a una determinazione dell’“essere
dell’anima„, la quale si accordi colla complessa concezione universa
del sistema metafisico, in cui rientra la psicologia. Posto il concetto
metafisico dell’anima, si cerca da questo derivare il vero contenuto
dell’esperienza psicologica. Il carattere, per cui la psicologia
metafisica si differenzia dall’empirica, è, che quella non deriva
i processi psichici da altri processi psichici, ma da un sostrato
tutt’affatto diverso, o dagli atti di una speciale sostanza animica
o dalla proprietà e dai processi della materia. E secondo la natura
attribuita a questo sostrato la psicologia metafisica dà luogo a
due indirizzi. La -psicologia spiritualistica- considera i processi
psichici come effetti di una speciale sostanza psichica, la quale è
ritenuta o essenzialmente diversa dalla materia (sistema -dualistico-),
o a questa di natura affine (sistema -monistico- o -monadologico-).
La tendenza metafisica che è a base della psicologia spiritualistica,
sta nell’ ipotesi di un’essenza soprannaturale dell’anima e nello
sforzo di conciliare questa ipotesi coll’altra dell’immortalità, cui
talora si collega anche l’ipotesi più spinta di una preesistenza. La
-psicologia materialistica- riconduce i processi psichici allo stesso
sostrato materiale che la scienza della natura pone ipoteticamente
a spiegazione, dei fenomeni naturali. Secondo questa psicologia i
processi psichici sono, come i processi fisici della vita, legati ad
aggruppamenti di elementi materiali; aggruppamenti che sorgono durante
la vita individuale, e col finire di questa si dissolvono. La tendenza
metafisica di questa psicologia sta nella negazione dell’essenza
soprannaturale dell’anima, affermata invece dalla psicologia
spiritualistica. Ma con questa si identifica, in quanto non cerca
l’interpretazione dell’esperienza psicologica in sè stessa, ma vuole
derivarla da processi ipotetici di un sostrato metafisico.
2. Dalla lotta contro quest’ultimo indirizzo è nata la -psicologia
empirica-. Essa dove è conseguentemente svolta, si sforza di ricondurre
i processi psichici a concetti che sono direttamente desunti dalla
connessione di questi processi, o di giovarsi di processi ben
determinati e semplici per derivare dal loro cooperare altri processi
più complessi. Le basi di una tale interpretazione possono essere
molteplici e però anche la psicologia empirica dà luogo a diversi
indirizzi, i quali si possono generalmente distinguere per due ragioni.
La prima si riferisce al rapporto della esperienza interna all’esterna
e alla posizione che le due scienze sperimentali, la scienza della
natura e la psicologia, prendono l’una rispetto all’altra. La seconda
si riferisce ai fatti o ai concetti loro, dai quali si prendono le
mosse per l’interpretazione dei processi. Ogni trattazione concreta
della psicologia empirica rappresenta nello stesso tempo un indirizzo
della prima e uno della seconda maniera.
3. Secondo questa -concezione generale della natura dell’esperienza
psicologica- stanno in opposizione quelle due tendenze psicologiche,
delle quali già si trattò più sopra (§ 1) a causa della loro importanza
decisiva per la determinazione del còmpito della psicologia: la
-psicologia del senso interno-, e la -psicologia come scienza
dell’esperienza immediata-. La prima, tratta i processi psichici
come contenuti di un dominio speciale dell’esperienza, coordinato
all’esperienza naturale fornitaci dai sensi esterni, ma da essa
assolutamente diverso. La seconda non riconosce una differenza reale
fra l’esperienza interna e l’esterna, ma vede tale distinzione solo
nella diversità dei -punti di vista-, dai quali quell’esperienza, unica
in sè stessa, viene considerata.
Di queste due forme della psicologia empirica la prima è la più
antica. Essa è sorta dall’aspirazione di affermare l’indipendenza,
dell’osservazione psicologica contro le usurpazioni della filosofia
della natura. E poichè essa per la sua tendenza vuole coordinate
la scienza della natura e la psicologia, crede essere gli eguali
diritti di queste due scienze fondati innanzi tutto sulla generale
diversità dei loro oggetti e delle forme della percezione di questi
oggetti. Questa veduta ha influito in doppio senso sulla psicologia
empirica: in primo luogo perchè favorì l’opinione che la psicologia
abbia bensì a servirsi di metodi empirici, ma questi siano, come i
dati dell’esperienza psicologica, fondamentalmente diversi da quelli
della scienza della natura; in secondo luogo perchè essa si sforzò di
stabilire qualche nesso fra quei domini dell’esperienza, già presunti
diversi. Sotto il primo rispetto, la psicologia del senso interno fu
appunto quella che coltivò il metodo della -pura introspezione- (§ 3,
2). Per la seconda considerazione, l’opinione di una differenza fra i
dati fisici e psichici della esperienza ricondusse dì necessità alla
psicologia metafisica. Infatti da questo punto di vista, per la natura
stessa della cosa, le relazioni dell’esperienza interna all’esterna o i
così detti “rapporti tra il corpo e l’anima„ potevano essere spiegati
solo mediante ipotetici principi metafisici. Tali principi metafisici
non potevano far a meno di influire anche sulla ricerca psicologica, sì
che essa fu inquinata di sussidiarie ipotesi metafisiche.
4. Dalla psicologia del senso interno si distingue essenzialmente
quella concezione, che definisce la psicologia come “scienza
dell’esperienza immediata„. Questa infatti, ritenendo essere
l’esperienza interna ed esterna non parti diverse, ma diversi modi
di considerare una sola e medesima esperienza, non può riconoscere
una precipua differenza fra i metodi della psicologia e della scienza
naturale. Questo indirizzo psicologico ha prima di tutto cercato di
stabilire i metodi sperimentali che devono compiere un’analisi esatta
dei processi psichici; analisi che, tenuto conto del mutato punto
di vista, è analoga a quella di cui le scienze naturali fanno uso
nella spiegazione dei fenomeni della natura. Di più questo indirizzo
mostra che le singole scienze dello spirito, le quali hanno ad oggetto
i processi psichici concreti o le creazioni psichiche, si trovano
tutte sul medesimo terreno di una scientifica considerazione dei dati
immediati dell’esperienza e dei loro rapporti coi soggetti agenti.
Donde, come conseguenza necessaria, l’analisi psicologica dei prodotti
più generali dello spirito: la lingua, le rappresentazioni mitologiche,
le norme dei costumi, dev’essere considerata come un sussidio
all’intelligenza dei processi psichici più complessi. Questa concezione
sta pertanto, riguardo al metodo, in più stretto rapporto con altre
scienze: come -psicologia sperimentale- colle scienze naturali, come
-psicologia sociale-[3] colle più speciali scienze dello spirito.
Finalmente, considerando in tal modo la psicologia, si viene ad
eliminare completamente la questione sui rapporti degli oggetti
psichici ai fisici. Ambedue non sono veramente oggetti diversi,
ma uno stesso contenuto, il quale è considerato una volta nella
ricerca della scienza naturale mediante l’astrazione del soggetto, e
l’altra nella ricerca psicologica in relazione alla sua costituzione
immediata e ne’ suoi rapporti totali al soggetto. Tutte le ipotesi
metafisiche sulle relazioni intercedenti fra gli oggetti psichici e
fisici, sono, considerate da questo punto di vista, soluzioni di un
problema che si agita attorno ad una questione falsamente posta. Se
la psicologia deve nella connessione dei processi psichici, in quanto
questi sono dati immediati dell’esperienza, rifuggire dal soccorso di
ipotesi metafisiche, essa può nondimeno -- poichè esperienza esterna
ed interna sono due punti di vista integratisi a vicenda di una sola
od identica esperienza -- ritornare, sovratutto dove la connessione
dei fenomeni psichici presenta lacune, a considerare fisicamente gli
stessi processi, per vedere se mediante questo nuovo punto di vista,
diverso e preso dalla scienza naturale, si possa ristabilire quella
continuità che si credeva mancasse. Il medesimo varrà poi, ma in senso
inverso, anche per quelle lacune che si presentano nella catena delle
nostre conoscenze fisiologiche, potendo questa venir completata con
anelli, fornitici da una trattazione dell’esperienza dal punto di vista
puramente psicologico. Sulla base di una tale concezione, che pone le
due forme di conoscenza nel loro giusto rapporto, è possibile che non
soltanto la psicologia porti a piena esecuzione il proposito di essere
scienza sperimentale, ma che anche la fisiologia diventi vera scienza
sussidiaria della psicologia; come dall’altra parte la psicologia è con
eguale diritto una scienza sussidiaria della fisiologia.
5. Riguardo alla seconda delle suaccennate (2) partizioni fondamentali,
cioè riguardo ai -fatti o concetti posti a base della ricerca
psicologica-, si possono ancora distinguere -due- indirizzi della
psicologia empirica, i quali sono, generalmente parlando, due
gradi di sviluppo successivi della interpretazione psicologica.
Il primo corrisponde ad una tendenza -descrittiva-, il secondo ad
una -esplicativa-. Quando si cercò di distinguere, descrivendo,
i vari processi psichici, sorse la necessità di una opportuna
-classificazione- di essi. Si formarono così i concetti generali,
sotto i quali vennero ad ordinarsi i diversi processi, e si cercò
soddisfare al bisogno d’interpretare il caso singolo, riferendo le
parti di un processo complesso a concetti generali applicabili ad esse.
Tali concetti sono ad es. sensazione, conoscenza, attenzione, memoria,
immaginazione, intelletto, volontà, ecc. Essi corrispondono ai concetti
fisici generali nati dall’immediata cognizione dei fenomeni naturali,
come peso, calore, suono, luce, ecc. Se quelli al pari di questi,
possono servire ad un primo ordinamento dei fatti, non giovano però
affatto a darne la spiegazione. Nondimeno la psicologia empirica si
è resa più volte colpevole di questa confusione, e appunto in questo
senso la -psicologia delle facoltà- considerava ogni specie come
potenze o facoltà della psiche, sotto la cui attività varia o comune
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