Compendio di psicologia Wilhelm Wundt Translator: Luigi Agliardi T Traduzione sulla terza edizione tedesca DEL Dr LUIGI AGLIARDI Assistente volontario nella sezione di psicologia sperimentale dell’Istituto fisiologico di Torino TORINO CARLO CLAUSEN Libraio delle LL. MM. il Re e la Regina 1900 PROPRIETÀ LETTERARIA Torino -- Stabilimento Tipografico VINCENZO BONA. PREFAZIONE DEL TRADUTTORE Degli intenti di questo compendio, che ho la fortuna di presentare nella traduzione italiana, parla a sufficienza la prefazione dell’autore. Mi limito pertanto a dire qualche cosa della mia traduzione. Ad essa mi accinsi incoraggiato dal Dr FEDERICO KIESOW, e la compii colla sua collaborazione. Questo valente cultore della scienza psicologica fu per me l’ideale dei collaboratori; conoscitore egualmente profondo della lingua, dell’argomento e del pensiero dell’autore -- di cui fu allievo ed assistente -- mi fu largo di consigli durante il lavoro e da ultimo rilesse tutte le bozze di stampa. Mi è quindi grata l’occasione di poter qui al Dr Kiesow, all’amico e maestro mio, pubblicamente esprimere la mia riconoscenza per l’aiuto prezioso. Traducendo restai fedele il più che fosse possibile al testo; conservai qualche volta anche il giro del periodare tedesco, parendomi che soverchie trasposizioni potessero alterare l’ordine genetico del pensiero. Incontrai le difficoltà maggiori nella terminologia, non essendo ancora presso di noi ben fissata la terminologia psicologica. Mi attenni per quanto mi fu possibile alla terminologia già in uso, traendo qualche vantaggio dalle opere del Sergi, del Faggi, del Villa e di altri. A schiarimento di alcuni vocaboli insoliti credetti opportune alcune brevi note. Aggiunsi anche un glossario, nel quale sono in ordine alfabetico disposti i termini tedeschi -- per le parole composte tenendo a base la fondamentale -- e di contro i corrispondenti termini italiani. Tale glossario feci per desiderio dell’Autore, che si compiacque rivederlo ed approvarlo. Se questo libro avrà in Italia una seconda edizione -- in Germania è in meno di tre anni giunto già alla 3ª -- in essa farò tesoro di quelle osservazioni che gli studiosi mi faranno e delle quali fin d’ora li ringrazio. Torino, ottobre 1899. L. A. PREFAZIONE DELL’AUTORE (alla prima edizione) Questo libro è nato dal desiderio di porre nelle mani dei miei uditori una breve guida, che serva a completare le lezioni sulla psicologia. Ma nel tempo stesso altro scopo di questa mia opera è stato quello di tracciare in un disegno schematico i risultati e le teorie più importanti della psicologia contemporanea a vantaggio di un più largo cerchio di lettori, di quegli studiosi ai quali la psicologia offre un interesse e per sè stessa e per le sue applicazioni. Questo doppio intento portò naturalmente che nel dar notizia dei singoli fatti mi limitassi alle cose di massima importanza e ad esempi al massimo grado chiari e semplici e che rinunciassi interamente a quell’evidenza, che nelle lezioni si raggiunge col sussidio della dimostrazione e dell’esperimento. Se io ho posto a base di questa esposizione quelle teorie, che nella lunga trattazione dell’argomento credo aver riconosciuto come le buone, mi pare che ciò non richieda alcuna speciale giustificazione. Non ho però tralasciato di indicare i principali indirizzi che differiscono da quello qui trattato, e l’ho fatto in una breve esposizione generale dei caratteri dei vari indirizzi (Introduzione, § 2), come pure con accenni nei casi singoli. Queste osservazioni valgono a dimostrare il posto, che questo libro viene a prendere tra le mie anteriori opere di psicologia. Infatti poichè i “Grundzüge der physiologisichen Psychologie„ cercano di far servire alla psicologia i mezzi di ricerca della scienza naturale e specialmente della fisiologia e di esporre criticamente secondo i risultati principali il metodo sperimentale della psicologia, quale si è costituito in questi ultimi decenni, questo intento faceva di necessità passare in seconda linea i punti di vista psicologici più generali. La seconda edizione rifatta delle “-Vorlesungen über die Menschen und Thierseele-„ -- la prima è oggi da lungo tempo invecchiata -- si propone di dare notizia in modo più popolare della natura e dello scopo della psicologia sperimentale per poi trattare, dal punto di vista di questa psicologia, quelle questioni psicologiche che sono anche di un significato filosofico più generale. Se pertanto nei -Grundzüge-, ecc., il punto di vista della trattazione è stato determinato principalmente dalle relazioni della psicologia alla fisiologia e nelle -Vorlesungen- da questioni d’interesse filosofico, questo -Compendio- mira a presentare la psicologia nella sua propria connessione e in quell’ordine sistematico che è dato, a mio avviso, dalla natura stessa dell’argomento, pur sempre restando entro i limiti di ciò che v’è di più importante ed essenziale. Io spero dunque che questo libro non abbia a riuscire un complemento affatto inutile anco per quei lettori che già conoscono le altre mie opere psicologiche, come pure la trattazione della “logica della psicologia„ nella mia logica delle scienze dello spirito (-Logik-, 2ª ed., II, 2). Avendo nei -Grundzüge- dato notizie sulla letteratura di ogni argomento, credo di poterle qui omettere. Il lettore che vuole conoscere a fondo una singola questione, potrà ricorrere a quell’opera più completa. Per quanto riguarda la letteratura apparsa dopo la quarta edizione dei -Grundzüge- (1893), il lettore facilmente si orienterà dando una scorsa agli ultimi volumi dei periodici dedicati alla psicologia: ai “Philosophische Studien„, alla “Zeitschrift für Psychologie und Physiologie der Sinnesorgane„, al “American Journal of Psychology„ e alla “Psychological Review„, dei quali i tre ultimi contengono anche notizie bibliografiche. In questi ultimi tempi ai periodici citati è venuto ad aggiungersi quello edito da Kraepelin “Psychologische Arbeiten„ che si occupa specialmente della caratterologia generale e della psicologia pratica. Leipzig, gennaio 1896. W. WUNDT. INDICE INTRODUZIONE § 1. Còmpito della psicologia-pag.- 1 1. Vecchie definizioni. -- 2. La psicologia come scienza dell’esperienza immediata. -- 3. Suo rapporto alle scienze dello spirito e alla scienza naturale. § 2. Gl’indirizzi generali della psicologia 5 1. Psicologia metafisica: sistemi spiritualistici e materialistici, dualistici e monistici. -- 2. Psicologia empirica: le due ragioni alla distinzione dei suoi indirizzi. -- 3. La psicologia del senso interno. -- 4. La psicologia come scienza dell’esperienza immediata. -- 5. Psicologia descrittiva: psicologia delle facoltà. -- 6. Indirizzi esplicativi: psicologia intellettualistica e volontaristica. -- 7. Indirizzi intellettualistici: teoria logica e psicologia dell’associazione. -- 8. Falsa sostanzializzazione intellettualistica delle rappresentazioni. -- 9. Psicologia volontaristica. -- 10. Principi direttivi dell’esposizione successiva. § 3. Metodi della psicologia 15 1. Rapporto generale tra esperimento ed osservazione. -- 2. Applicazioni loro alla psicologia: importanza specifica dei metodi sperimentali per la psicologia. -- 3. L’osservazione pura nella psicologia. Analisi dei prodotti dello spirito: psicologia sociale. § 4. Linee generali dell’argomento 19 1. Còmpito analitico-sintetico della psicologia. Gli elementi psichici. -- 2. I singoli còmpiti sintetici in ordine ascendente: formazioni, connessioni e sviluppi psichici. -- 3. Le leggi del processo psichico e la sua causalità. I. -- Gli elementi psichici. § 5. Forme principali e proprietà generali degli elementi psichici 22 1. Gli elementi psichici si ottengono per mezzo dell’astrazione. -- 2. Due specie di elementi psichici: sensazioni e sentimenti. -- 3. Natura elementare e proprietà specifica dei processi psichici non s’identificano. -- 4. Proprietà comune degli elementi psichici: qualità e intensità. -- 5. Sistemi di qualità uniformi e varii, uni- e pluridimensionali. -- 6. Caratteri per cui si differenziano le sensazioni e i sentimenti. -- 6-a-. Contributo alla storia dei concetti di sensazione e di sentimento. § 6. Le sensazioni pure30 1. Concetto della sensazione pura. -- 2. Origine delle sensazioni. Gli stimoli sensibili. -- 3. Sostrati fisiologici dei sistemi di sensazioni. Sensi meccanici e chimici. -- 4. La così detta legge dell’energia specifica. -- 5. La legge del parallelismo tra le differenze di sensazioni e le differenze fisiologiche di stimolazione. -A-. Le sensazioni del senso generale 36 6. Concetto del senso generale e suoi sistemi di sensazioni. -- 7. Proprietà e diversità delle diverse parti dell’organo generale di senso. -- 8. I quattro sistemi qualitativi del senso generale. -B-. Le sensazioni di suono 39 9. Sensazioni semplici di rumore. -- 10. Sensazioni di tono. -- 11. Il sistema delle sensazioni di tono. -C-. Le sensazioni di olfatto e di gusto 41 12. Sensazioni di olfatto. -- 12-a-. Le classi degli odori. Neutralizzazione reciproca degli stimoli odorifici. -- 13. Sensazioni di gusto. Le quattro qualità principali. -- 13-a-. Mescolanza ed eliminazione degli stimoli saporifici. -D-. Le sensazioni di luce43 14. Le sensazioni acromatiche. -- 15. Le sensazioni cromatiche. -- 16. Saturazione dei colori. -- 17. Chiarore dei colori. -- 18. Relazioni tra le sensazioni di chiarore cromatiche e acromatiche. -- 19. Sistema tridimensionale delle sensazioni di luce. -- 20. Le quattro sensazioni principali. -- 21. Relazioni tra sensazioni e stimoli nel senso della vista. -- 22. Colori complementari e mescolanza di colori. -- 23. I tre colori fondamentali. -- 24. La stimolazione fotochimica della retina. -- 25. Persistenza della stimolazione. -- 26. Contrasti di luce e di colori. -- 26-a-. Teorie fisiologiche. § 7. I sentimenti semplici59 1. Caratteri generali dei sentimenti semplici. -- 2. Sentimento sensoriale (tono sentimentale della sensazione). -- 3. Relazioni tra la variazione nella sensazione e nel sentimento. -- 4. Influenza di modificazioni qualitative della sensazione sulla mutazione del sentimento. -- 5. Influenza dell’intensità della sensazione sui sentimenti. -- 6. Varietà dei sentimenti semplici. -- 7. Le tre direzioni principali del sentimento. -- 8. Esempi delle singole forme. -- 9. Connessione delle tre direzioni di sentimento col corso dei processi psichici. -- 10. Fenomeni fisiologici concomitanti del sentimento. -- 11. Rapporto speciale al movimento del polso. -- 11-a-. Schema fisiologico degli effetti del polso. II. -- Le formazioni psichiche. § 8. Concetto e divisione delle formazioni psichiche 73 1. Definizione della “formazione psichica„. -- 2. Composizione delle formazioni psichiche. -- 3. Loro divisione. § 9. Le rappresentazioni intensive 75 1. Proprietà generali delle rappresentazioni intensive. La fusione. -- 2. Sguardo alle fusioni intensive nei singoli dominii di senso. -- 3. Rappresentazioni intensive dell’udito: il suono isolato. -- 4. Condizione per la completa fusione sonora. -- 5. L’accordo. -- 6. I toni di differenza. -- 7. Il rumore. -- 7-a-. Teorie sull’analisi del suono e sulla fusione dei toni. § 10. Le rappresentazioni di spazio82 1. Concetto generale delle rappresentazioni intensive. Caratteri speciali delle rappresentazioni di spazio. -- 2. Condizioni psicologiche per un’analisi delle rappresentazioni di spazio. -- 3. Specie delle rappresentazioni di spazio. -A-. Le rappresentazioni tattili dello spazio 84 4. Localizzazione degli stimoli di tatto. I segni locali qualitativi. -- 5. Come le rappresentazioni tattili di spazio nascono nell’uomo non cieco. -- 6. Il senso tattile nel cieco. -- 7. Teoria delle rappresentazioni di spazio nel cieco. -- 8. Carattere generale delle fusioni spaziali del senso tattile. -- 9. Fusione con elementi mnemonici. -- 10. Le rappresentazioni dei proprii movimenti nel non cieco. -- 11. Le stesse rappresentazioni nel cieco nato. -- 12. Le rappresentazioni della posizione e del movimento dell’intero corpo. -- 12-a-. Teoria sull’origine delle rappresentazioni tattili dello spazio. -B-. Le rappresentazioni visive dello spazio93 13. Caratteri generali delle rappresentazioni visive. -- 14. Loro fattori generali. -a-. L’orientazione reciproca degli elementi di una rappresentazione visiva 94 15. Localizzazione nel campo visivo. -- 16. Acutezza di localizzazione nelle diverse regioni del campo visivo. Vista diretta ed indiretta. -- 17. I movimenti dell’occhio. -- 18. Relazione dei movimenti degli occhi alla localizzazione. -- 19. Illusioni costanti di direzione ed estensione nel campo visivo dovute alle leggi di movimento dell’occhio. -- 20. Illusioni variabili di direzione ed estensione dovute a proprietà generali dei movimenti tattili. -- 21. Indipendenza delle grandezze d’estensione nel campo visivo dalla compattezza degli elementi retinici. -- 22. La rappresentazione visiva dello spazio è una funzione di due fattori. Necessità dell’ipotesi di segni locali della retina e loro dimostrazione empirica. -- 23. Teoria generale della rappresentazione visiva dello spazio. -b-. L’orientazione delle rappresentazioni spaziali rispetto al soggetto percipiente 106 24. Punto d’orientazione nella vista binoculare. Direzione della linea d’orientazione. -- 25. Rappresentazione della grandezza della linea d’orientazione. -- 26. Distinzione di vicino e lontano. -- 27. Apprendimento di punti posti a diverse distanze. -- 28. Teoria delle rappresentazioni binoculari dei corpi. -- 29. Condizioni varie per le rappresentazioni di profondità. Influenza delle linee di fissazione. -- 30. Le imagini doppie nella vista binoculare e la localizzazione di distanza. -c-. Le relazioni tra l’orientazione reciproca degli elementi e la loro orientazione al soggetto 111 31. La vista diritta. -- 32. La superficie del campo visivo. -- 32-a-. I segni locali complessi della profondità e la paralassi binoculare. -- 33. Lo stereoscopio. -- 34. Rappresentazione monoculare della profondità. L’influenza dell’accomodazione. -- 35. Gli elementi della prospettiva. -- 35-a-. Rivista delle teorie sulla rappresentazione visiva dello spazio. § 11. Le rappresentazioni di tempo115 1. Proprietà generali delle rappresentazioni di tempo. -- 2. Carattere dell’ordine temporale rispetto allo spaziale. -- 2-a-. Le forme delle rappresentazioni di tempo e le loro denominazioni nel linguaggio. -A-. Le rappresentazioni tattili di tempo 117 3. Rapporto delle proprietà meccaniche dell’apparato tattile alle rappresentazioni di tempo. -- 4. I movimenti ritmici di tatto. -- 5. Le rappresentazioni ritmiche del senso tattile. -B-. Le rappresentazioni uditorie di tempo 120 6. La natura del senso dell’udito favorevole a tali rappresentazioni. Ritmi continui e discontinui. -- 7. Analisi di rappresentazioni ritmiche semplici. Influenza che su di esse esercita il decorso delle sensazioni. -- 8. Modificazioni nell’apprendimento del ritmo dovute a varianti condizioni oggettive. -- 9. Condizioni soggettive delle rappresentazioni ritmiche di tempo. -C-. Le condizioni generali delle rappresentazioni di tempo 124 10. Carattere specifico delle rappresentazioni di tempo. -- 11. Il punto visivo interno. -- 12. Il continuo flusso del tempo e la sua natura unidimensionale. -- 13. Teoria generale sulle rappresentazioni di tempo. I segni temporali. -- 13-a-. Rappresentazione geometrica del tempo. -- 13-b-. Teoria nativistica e genetica. § 12. I sentimenti composti 128 1. I moti d’animo in generale. -- 2. Carattere delle combinazioni intensive di sentimenti. -- 3. Componenti e risultanti sentimentali: sentimenti parziali e sentimenti totali. Intrecci degli elementi sentimentali. -- 3-a-. Esemplificazione mediante gli accordi musicali. -- 4. Il sentimento generale. -- 4-a-. Le teorie fisiologiche intorno al sentimento generale sono inammissibili. -- 5. Sentimento di piacere o di dispiacere. -- 6. Sentimento di contrasto. -- 7. I sentimenti estetici elementari: gradevole o sgradevole. -- 8. Sentimenti intensivi ed estensivi. -- 9. I sentimenti intensivi: combinazioni di colori e di suoni. -- 10. I sentimenti estensivi: sentimenti di forma e sentimenti di ritmo. -- 11. Teoria psicologica dei sentimenti composti. -- 12. Principio dell’unità dello stato sentimentale. § 13. Le emozioni 137 1. Concetto delle emozioni. -- 2. Denominazioni dello emozioni. -- 3. Decorso generale delle emozioni. -- 4. Fenomeni fisici concomitanti: i movimenti espressivi. -- 5. Classificazione dei movimenti espressivi. -- 6. Modificazione nei movimenti del polso e del respiro. Emozioni calme; steniche ed asteniche; rapide e lente. -- 6-a-. Cenni sulla dottrina intorno alle emozioni. Le passioni. -- 7. Connessione esistente tra le variazioni e le proprietà formali delle emozioni. -- 8. Rinforzamento dell’emozione a causa di fenomeni fisici concomitanti. -- 9. Classificazione psicologica delle emozioni. -- 10. Forme di emozioni rispetto alla qualità sentimentale: emozioni di piacere e di dispiacere, eccitanti e deprimenti, di tensione o di sollievo. -- 11. Le designazioni delle emozioni nel linguaggio. -- 12. Forme delle emozioni rispetto all’intensità sentimentale: emozioni deboli e forti. -- 13. Forme di decorso: subitamente irrompenti, crescenti a poco a poco, intermittenti. -- 13-a-. Importanza prevalente della qualità sentimentale per la distinzione delle emozioni. § 14. I processi di volere 148 1. Relazioni loro alle emozioni. -- 2. Azioni di volere esterne. -- 3. Relazione ai sentimenti. -- 4. I motivi di volere. -- 5. Evoluzione del volere. Azioni impulsive. -- 6. Azioni volontarie e azioni di scelta. -- 7. Decisione e risoluzione. I sentimenti d’attività. -- 8. Indebolimento delle emozioni a causa di processi intellettuali. -- 9. Sviluppo degli atti di volere interni. -- 10. Evoluzioni regressive. I processi di volere divenuti processi meccanici. Caratteri di finalità dei movimenti riflessi. -- 10-a-. Critica delle teorie sul volere. -- 11. Decorso nel tempo degli atti di volere. Esperimenti di reazione. Reazioni complete ed abbreviate. -- 12. Processi di reazioni composte. -- 13. Reazioni divenute automatiche. -- 13-a-. Importanza generale degli esperimenti di reazione. Istrumenti cronometrici. III. -- La connessione delle formazioni psichiche. § 15. Coscienza e attenzione165 1. Concetto della coscienza. -- 2. Condizioni fisiologiche. -- 2-a-. Localizzazione delle funzioni psichiche nel cervello. -- 3. Connessione simultanea e successiva dei processi di coscienza. Gradi di coscienza. Come i processi psichici divengono inconsci. -- 4. Appercezione e attenzione. -- 5. Gradi di chiarezza dei contenuti di coscienza. -- 6. Capacità dell’attenzione e della coscienza. -- 6-a-. Metodi per la ricerca intorno allo stato di coscienza in un dato momento. -- 6-b-. Metodo per la ricerca della capacità della coscienza. -- 7. Effetto sentimentale dei contenuti di coscienza percepiti. -- 8. Sentimenti d’appercezione. Appercezione passiva e attiva. -- 8-a-. Metodi sperimentali. -- 9. Connessione dei processi di attenzione e di volere. -- 10. I concetti di soggetto ed oggetto. -- 11. L’auto-coscienza. -- 12. Ulteriore svolgimento della distinzione di soggetto ed oggetto. -- 12-a-. Criterio delle ipotesi dualistiche. -- 13. Passaggio ai vari processi psichici di combinazione. § 16. Le associazioni 181 1. Storia del concetto dell’associazione. -- 2. Le associazioni così per solito chiamate sono prodotti complessi di elementari processi associativi. -- 3. Forme principali degli elementari processi d’associazione. -A-. Le associazioni simultanee184 4. Forme principali: assimilazione e complicazione. -a-. Le assimilazioni 185 5. Carattere generale delle assimilazioni. -- 6. Assimilazioni uditorie. -- 7. Assimilazioni nel campo dei processi intensivi del sentimento. -- 8. Assimilazioni spaziali del senso tattile. -- 9. Assimilazioni nelle rappresentazioni visive. -- 10. Analisi psicologica dei processi di assimilazione. -- 11. Differenze tra questi processi. Illusione. -b-. Le complicazioni 190 12. Carattere delle complicazioni e loro forme principali. -B-. Le associazioni successive191 13. Connessione loro colle assimilazioni. -- 14. Carattere generale delle associazioni successive. L’associazione a serie. -a-. I processi del riconoscimento e del conoscimento sensitivo 192 15. Carattere e differenze di questi processi. Ricerche sperimentali intorno all’influenza delle complicazioni. -- 16. Trasformazione dei processi simultanei in successivi. -- 17. Differenza tra i processi di riconoscimento e quelli di conoscimento. -b-. I processi di memoria 195 18. Loro origine dal processo di riconoscimento. -- 18-a-. Connessione e significato generale dei processi di memoria. -- 19. Gradi del processo di memoria. Forme miste tra il riconoscimento e la memoria. -- 19-a-. La così detta “Associazione mediata„. -- 20. Ricordi in base a molteplici riconoscimenti e conoscimenti. -- 21. Elementi dei processi di memoria. -- 21-a-. La classificazione delle forme d’associazione composte. -- 22. Natura delle rappresentazioni di memoria. -- 23. Il concetto della memoria. § 17. Le combinazioni appercettive201 1. Caratteri soggettivi delle combinazioni appercettive. -- 2. Relazioni loro alle associazioni. -- 3. Divisione generale delle combinazioni appercettive. -A-. Le funzioni appercettive semplici (-Relazione e comparazione-) 203 4. Il processo di relazione. -- 5. Il processo di comparazione. -- 6. Concordanza e distinzione. -- 7. La determinazione di grandezza per gli elementi psichici e le formazioni psichiche. -- 8. Differenza tra le determinazioni di grandezza fisica e psichica. -- 9. Metodi per la misura delle grandezze psichiche. -- 10. Soglia dello stimolo e soglia di differenza. La legge di Weber. -- 10-a-. La legge di Weber nei suoi particolari, e metodi per dimostrarla. -- 11. I fenomeni psicologici del contrasto. Loro connessione coi fenomeni del contrasto fisiologico nel senso della vista. -- 12. Altri fenomeni di contrasto. -- 13. Contrasto tra l’impressione e l’attesa. -B-. Le funzioni composte d’appercezione (-Sintesi e analisi-) 210 14. Le rappresentazioni totali. -- 15. Analisi psicologica dell’“attività fantastica„. -- 16. Psicologia dell’“attività intellettiva„. -- 17. Carattere psicologico dei concetti. -- 18. Fantasia e intelletto come disposizioni individuali. Il talento. § 18. Gli stati psichici 216 1. Condizioni generali per stati anormali. -- 2. Alterazioni negli elementi. -- 3. Alterazioni nelle formazioni rappresentative: allucinazioni ed illusioni. -- 4. Anomalie nei processi del sentimento e del volere. Stato di depressione e di esaltazione. -- 5. Stati anormali della coscienza. -- 6. Alterazioni nelle associazioni e nelle appercezioni. -- 7. Il sogno. -- 8. L’ipnosi. -- 9. Relazioni tra sogno ed ipnosi. -- 9-a-. Teoria fisiologica del sonno, del sogno e dell’ipnosi. IV. -- Gli sviluppi psichici. § 19. Le proprietà psichiche degli animali 224 1. Cenni generali sullo sviluppo psichico degli animali. -- 2. Rapidità dello sviluppo animale e unilateralità delle loro funzioni. -- 3. Gl’istinti animali. -- 4. Sviluppo degl’istinti. -- 5. Rapporto genetico dell’animale all’uomo dal punto di vista della psicologia. -- 5-a-. Impossibilità di tracciare un netto limite psicologico. Le teorie degli istinti. § 20. Lo sviluppo psichico del bambino 229 1. Svolgimento delle funzioni di senso. -- 2. Gli elementi psichici nello sviluppo individuale. -- 3. Origine delle rappresentazioni di spazio. -- 4. Sviluppo delle rappresentazioni di tempo. -- 5. Associazioni e combinazioni appercettive. -- 6. Sviluppo dell’autocoscienza. -- 7. Sviluppo del volere. -- 8. Sviluppo del linguaggio. -- 9. Attività fantastica del bambino. Istinto del giuoco. -- 10. Funzioni intellettive. -- 10-a-. Errori commessi nella psicologia del bambino. § 21. Lo sviluppo delle comunità spirituali240 1. Differenze tra le comunità umane ed animali. -- 2. I prodotti delle comunità umane. -A-. Il linguaggio 242 3. Il linguaggio di gesti. -- 4. Evoluzione generale del linguaggio di suoni. -- 5. Mutazione fonetica e mutazione di significato. -- 6. Importanza psicologica dell’ordine delle parole. -B-. Il mito 245 7. L’appercezione personificante. -- 8. Condizioni generali per il suo sviluppo. -- 9. Animismo e feticismo. -- 10. Il mito naturale. -C-. I costumi 249 11. Norme individuali o sociali dei costumi. Relazioni al mito e ai generali bisogni della vita. -- 12. Mutazione di significato dei costumi. Differenziazione in costume, diritto e moralità. -D-. Carattere generale degli sviluppi riflettenti la psicologia sociale251 13. Il condensarsi, l’oscurarsi e lo spostarsi delle rappresentazioni. Influenza dei processi sentimentali. -- 14. Coscienza collettiva e volere collettivo. -- 14-a-. Appunti critici. V. -- La causalità psichica e le sue leggi. § 22. Il concetto dell’anima255 1. Il principio generale della causalità. -- 2. I concetti della materia, della forza e dell’energia. -- 3. L’anima come concetto sussidiario della psicologia. -- 4. Il concetto della sostanzialità dell’anima. -- 5. Il concetto dell’anima materialistico e spiritualistico. -- 6. Il concetto dell’attualità dell’anima. -- 7. Evoluzione scientifica del concetto d’attualità. -- 8. Il problema del rapporto tra corpo ed anima. -- 9. Il principio del parallelismo psico-fisico. -- 10. Necessità di una causalità psichica indipendente. § 23. Le leggi psicologiche di relazione263 1. Le tre leggi generali di relazione. -- 2. La legge delle risultanti psichiche. -- 3. Il principio della sintesi creatrice. -- 4. Accrescimento dell’energia psichica e costanza dell’energia fisica. -- 5. La legge delle relazioni psichiche. -- 6. La legge dei contrasti psichici. -- 7. Rapporto della legge dei contrasti alle due leggi precedenti. § 24. Le leggi psicologiche d’evoluzione267 1. Le tre leggi generali d’evoluzione. -- 2. La legge dell’accrescimento spirituale. -- 3. La legge dell’eterogenesi dei fini. -- 4. La legge dell’evoluzione per contrari. Glossario 270 Indice delle materie per ordine alfabetico 277 INTRODUZIONE § 1. -- Còmpito della psicologia. 1. Due sono le definizioni della psicologia, che predominano nella storia di questa scienza. Secondo l’una, la psicologia è “la scienza dell’anima„: i processi psichici sono considerati come fenomeni dai quali si debba conchiudere all’esistenza di una sostanza metafisica, l’anima. Secondo l’altra definizione, la psicologia è “la scienza dell’esperienza interna„, e però i processi psichici fanno parte di uno speciale ordine di esperienza, il quale si distingue senz’altro per ciò, che i suoi oggetti spettano all’“introspezione„ o, come anche si dice in contrapposto alla cognizione ottenuta mediante i sensi esterni, spettano al senso interno. Nè l’una nè l’altra di queste definizioni risponde allo stato presente della scienza. La prima, la definizione metafisica, corrisponde a uno stato, il quale per la psicologia è durato più a lungo che per gli altri campi del sapere. Ma anche la psicologia lo ha finalmente superato, da quando essa si è sviluppata in una disciplina empirica, che lavora con metodi propri, e dacchè le “scienze dello spirito„[1] sono riconosciute costituire un grande campo scientifico in contrapposto alle scienze della natura, il quale vuole a sua base generale una psicologia autonoma, indipendente da ogni teoria metafisica. La seconda definizione, l’empirica, la quale vede nella psicologia una “scienza-dell’esperienza interna„, è insufficiente, perchè può far nascere l’equivoco, che la psicologia abbia ad occuparsi d’oggetti, i quali siano generalmente diversi da quelli della così detta esperienza esterna. Ora è certo che si danno contenuti dell’esperienza, i quali cadono solo sotto la ricerca psicologica, sì che non hanno riscontro cogli oggetti e processi di quella esperienza, di cui tratta la scienza della natura: tali sono i nostri sentimenti, l’emozioni, le risoluzioni del volere. D’altra parte non v’è alcuno speciale fenomeno naturale, il quale sotto un diverso punto di veduta, non possa essere anche oggetto della ricerca psicologica. Una pietra, una pianta, un suono, un raggio di luce, sono, come fenomeni naturali, oggetti della mineralogia, della botanica, della fisica, ecc. Ma in quanto questi fenomeni naturali destano in noi -rappresentazioni-, sono insieme oggetti della psicologia, la quale cerca dare ragione così della formazione di queste rappresentazioni e del rapporto loro con altre rappresentazioni, come dei processi che non si riferiscono ad oggetti esterni, cioè dei sentimenti e dei movimenti del volere. Un “senso interno„, il quale, come organo della conoscenza psichica, possa essere contrapposto ai sensi esterni come organi della conoscenza della natura, non esiste affatto. Coll’aiuto dei sensi esterni sorgono tanto le rappresentazioni, delle quali la psicologia cerca indagare la proprietà, quanto quelle, dalle quali parte lo studio della natura; e le eccitazioni soggettive che rimangono estranee alla cognizione naturale delle cose, cioè i sentimenti, l’emozioni e gli atti volitivi, non sono a noi date per mezzo di speciali organi percettivi, ma si collegano in noi immediatamente e inseparabilmente colle rappresentazioni che si riferiscono ad oggetti esterni. 2. Da quanto si è detto, risulta che le espressioni: esperienza interna ed esterna, non indicano due cose diverse, ma solo due -punti di vista diversi-, dei quali noi usiamo nella cognizione e nella trattazione scientifica dell’esperienza in sè unica. Questi punti di vista diversi hanno la loro origine nello scindersi immediato di ogni esperienza -in due fattori: in un contenuto-, che ci è dato, e nella nostra -cognizione- di questo contenuto. Il primo di questi fattori chiamiamo -gli oggetti dell’esperienza-; il secondo diciamo -soggetto conoscente.- Donde due vie si svolgono per lo studio dell’esperienza. L’una è quella della -scienza naturale-, che considera gli -oggetti- dell’esperienza nella loro natura, pensata indipendentemente dal soggetto; l’altra è quella della -psicologia-; essa investiga l’intero contenuto dell’esperienza nella sua relazione col soggetto e nelle qualità, che sono immediatamente attribuite ad esso dal soggetto. In base a ciò il punto di vista della scienza naturale, essendo solo possibile mediante l’astrazione del fattore soggettivo contenuto in ogni reale esperienza, può anche essere designato come quello dell’-esperienza mediata- mentre il punto di vista psicologico, il quale annulla quell’astrazione e i suoi effetti, può essere detto dell’-esperienza immediata-. 3. Il còmpito che così deriva alla psicologia come ad una scienza empirica generale, coordinata e complementare alla scienza della natura, è confermato dal significato di tutte le scienze dello spirito, alle quali la psicologia serve di fondamento. Tutte queste scienze, filologia, storia, politica, sociologia hanno per loro contenuto l’esperienza immediata, come essa viene determinata dall’azione reciproca degli oggetti e dei soggetti conoscenti e operanti. Queste scienze dello spirito non si servono quindi delle astrazioni e degli ipotetici concetti sussidiati della scienza della natura; ma le rappresentazioni oggettive e i moti soggettivi che le accompagnano, hanno per esse il valore di una realtà immediata ed esse cercano spiegare le singole parti costituenti questa realtà mediante la loro reciproca connessione. Questo procedimento dell’interpretazione psicologica, proprio delle singole scienze dello spirito, deve essere anche il procedimento della stessa psicologia, perchè anche qui è richiesto dallo stesso suo oggetto, cioè dall’immediata realtà dell’esperienza. 3-a-. Alla scienza naturale, che indaga il contenuto dell’esperienza facendo astrazione dal soggetto conoscente, si suole assegnare come còmpito anche la “conoscenza del mondo esterno„, dove la parola, mondo esterno, indica tutto il complesso degli oggetti che a noi è dato conoscere. In modo corrispondente si volle talora definire la psicologia: “l’autoconoscenza del soggetto„. Ma questa definizione è insufficiente, perchè al dominio della psicologia, oltre le qualità di ogni soggetto, appartengono pure i rapporti reciproci del soggetto col mondo esterno e cogli altri soggetti simili. Inoltre questa definizione può facilmente dare a credere che soggetto e mondo esterno siano parti separabili dell’esperienza, o almeno possano essere divisi in contenuti di coscienza reciprocamente indipendenti; mentre all’opposto l’esperienza esterna rimane legata alle funzioni percettive e conoscitive del soggetto, e l’esperienza interna racchiude le rappresentazioni del mondo esterno come parte di essa immutabile. Donde necessariamente deriva che l’esperienza non è davvero una semplice giustapposizione di diversi dominii, ma un tutto unico che in ognuna delle sue parti presuppone così il soggetto che apprende i contenuti dell’esperienza, come gli oggetti che sono dati al soggetto quali contenuti dall’esperienza. E però anche la scienza della natura non può interamente astrarre dal soggetto conoscente, ma solo da quelle qualità di esso, che, o come i sentimenti, svaniscono, tosto che si fa astrazione del soggetto, o come le qualità delle sensazioni, devono, in base alle ricerche della fisica, essere ascritte al soggetto. La psicologia ha invece per proprio oggetto l’intero contenuto della coscienza nella sua costituzione immediata. Se ora la ragione ultima per la distinzione delle scienze naturali dalla psicologia e dalle scienze dello spirito, può solo essere cercata nel fatto che ogni esperienza contiene come fattori, un contenuto oggettivo dato e un soggetto conoscente; si comprende senz’altro non essere necessario che quella distinzione presupponga una logica determinazione dei due fattori. Infatti è evidente che una tale determinazione è solo possibile in base alle ricerche delle scienze naturali e della psicologia, e però in nessun caso essa può precedere questa ricerca. L’unica premessa sin dal principio in commune così alla scienza naturale come alla psicologia, sta piuttosto nella coscienza, accompagnante ogni esperienza, che da questa oggetti sono dati ad un soggetto; senza che però si possa con ciò parlare di una conoscenza delle condizioni che stanno a base di questa distinzione tra soggetto e oggetto, o di determinati caratteri pei quali un fattore si distingue dall’altro. Anche l’espressioni soggetto e oggetto si devono dunque in questo rapporto considerare solo come un’anticipazione per la quale distinzioni che appartengono a una riflessione logica già compiuta, vengono applicate allo stadio dell’esperienza originaria. Per quanto si è detto, le interpretazioni dell’esperienza secondo la scienza naturale e la psicologia si integrano a vicenda, non solo perchè la prima considera gli oggetti astraendo il più possibile dal soggetto e la seconda invece si occupa della parte che prende il soggetto nella formazione dell’esperienza, ma anche nel senso che ambedue assumono una posizione diversa di fronte ad ogni singolo dato dell’esperienza. Poichè la scienza della natura cerca scoprire come gli oggetti sono costituiti senza alcun riguardo al soggetto, la conoscenza che essa ci offre è di natura -mediata- o -concettuale-, in luogo degli oggetti immediati dell’esperienza, sono ad essa sottoposti i concetti degli oggetti ai quali si giunge mediante l’astrazione degli elementi soggettivi delle rappresentazioni. Ma questa astrazione richiede anche sempre integrazioni ipotetiche della realtà. Infatti poichè l’analisi che la scienza naturale fa dell’esperienza, dimostra molte parti dell’esperienza, ad es. i contenuti della sensazione essere effetti soggettivi di processi oggettivi, quest’ultimi per la loro natura indipendente dal soggetto, non possono essere compresi nell’esperienza. E però si cerca di giungere ad essa mediante ipotetici concetti sulle proprietà oggettive della materia. Invece nella psicologia che studia il contenuto della coscienza nella sua piena realtà, cioè le rappresentazioni riferentisi agli oggetti insieme a tutti i moti soggettivi che le accompagnano, ci si presenta il modo di conoscere -immediato- o -intuitivo-; intuitivo nel senso più largo che nella moderna terminologia scientifica ha preso questo concetto, così che esso indica non più soltanto gl’immediati contenuti rappresentativi dei sensi esterni e principalmente del senso visivo, ma tutto il -reale concreto- in contrapposizione al pensato astratto e concettuale. La psicologia può mettere in luce la connessione dei dati dell’esperienza come si presenta realmente al soggetto soltanto coll’astenersi assolutamente da quelle astrazioni e da quei concetti ipotetici dei quali usano le scienze naturali. Per tanto se la scienza della natura e la psicologia sono ambedue scienze empiriche nel senso che ambedue hanno per oggetto l’interpretazione della esperienza, cui considerano solo da diverso punto di vista, la psicologia, per la particolare natura del suo còmpito, è senza dubbio la -scienza più strettamente empirica-. § 2. -- Gl’indirizzi generali della psicologia. 1. La concezione della psicologia, come scienza empirica[2] che non ha per oggetto uno speciale contenuto dell’esperienza, ma il contenuto immediato di ogni esperienza, è di origine moderna. Contro di essa stanno ancora teorie nella scienza contemporanea, che in generale si possono considerare come una sopravvivenza di anteriori gradi di sviluppo e che sempre lottano fra loro secondo il posto che assegnano alla psicologia rispetto alla filosofia e alle altre scienze. I due principali indirizzi della psicologia, che si distinguono in relazione alle due più diffuse definizioni psicologiche più sopra spiegate, sono: il -metafisico- e -l’empirico.- Ma ambedue alla loro volta presentano un buon numero di indirizzi speciali. La psicologia metafisica dà generalmente un valore minimo all’analisi empirica, e alla causate connessione dei processi psichici. Considerando essa la psicologia parte della filosofia metafisica, suo intento principale è di giungere a una determinazione dell’“essere dell’anima„, la quale si accordi colla complessa concezione universa del sistema metafisico, in cui rientra la psicologia. Posto il concetto metafisico dell’anima, si cerca da questo derivare il vero contenuto dell’esperienza psicologica. Il carattere, per cui la psicologia metafisica si differenzia dall’empirica, è, che quella non deriva i processi psichici da altri processi psichici, ma da un sostrato tutt’affatto diverso, o dagli atti di una speciale sostanza animica o dalla proprietà e dai processi della materia. E secondo la natura attribuita a questo sostrato la psicologia metafisica dà luogo a due indirizzi. La -psicologia spiritualistica- considera i processi psichici come effetti di una speciale sostanza psichica, la quale è ritenuta o essenzialmente diversa dalla materia (sistema -dualistico-), o a questa di natura affine (sistema -monistico- o -monadologico-). La tendenza metafisica che è a base della psicologia spiritualistica, sta nell’ ipotesi di un’essenza soprannaturale dell’anima e nello sforzo di conciliare questa ipotesi coll’altra dell’immortalità, cui talora si collega anche l’ipotesi più spinta di una preesistenza. La -psicologia materialistica- riconduce i processi psichici allo stesso sostrato materiale che la scienza della natura pone ipoteticamente a spiegazione, dei fenomeni naturali. Secondo questa psicologia i processi psichici sono, come i processi fisici della vita, legati ad aggruppamenti di elementi materiali; aggruppamenti che sorgono durante la vita individuale, e col finire di questa si dissolvono. La tendenza metafisica di questa psicologia sta nella negazione dell’essenza soprannaturale dell’anima, affermata invece dalla psicologia spiritualistica. Ma con questa si identifica, in quanto non cerca l’interpretazione dell’esperienza psicologica in sè stessa, ma vuole derivarla da processi ipotetici di un sostrato metafisico. 2. Dalla lotta contro quest’ultimo indirizzo è nata la -psicologia empirica-. Essa dove è conseguentemente svolta, si sforza di ricondurre i processi psichici a concetti che sono direttamente desunti dalla connessione di questi processi, o di giovarsi di processi ben determinati e semplici per derivare dal loro cooperare altri processi più complessi. Le basi di una tale interpretazione possono essere molteplici e però anche la psicologia empirica dà luogo a diversi indirizzi, i quali si possono generalmente distinguere per due ragioni. La prima si riferisce al rapporto della esperienza interna all’esterna e alla posizione che le due scienze sperimentali, la scienza della natura e la psicologia, prendono l’una rispetto all’altra. La seconda si riferisce ai fatti o ai concetti loro, dai quali si prendono le mosse per l’interpretazione dei processi. Ogni trattazione concreta della psicologia empirica rappresenta nello stesso tempo un indirizzo della prima e uno della seconda maniera. 3. Secondo questa -concezione generale della natura dell’esperienza psicologica- stanno in opposizione quelle due tendenze psicologiche, delle quali già si trattò più sopra (§ 1) a causa della loro importanza decisiva per la determinazione del còmpito della psicologia: la -psicologia del senso interno-, e la -psicologia come scienza dell’esperienza immediata-. La prima, tratta i processi psichici come contenuti di un dominio speciale dell’esperienza, coordinato all’esperienza naturale fornitaci dai sensi esterni, ma da essa assolutamente diverso. La seconda non riconosce una differenza reale fra l’esperienza interna e l’esterna, ma vede tale distinzione solo nella diversità dei -punti di vista-, dai quali quell’esperienza, unica in sè stessa, viene considerata. Di queste due forme della psicologia empirica la prima è la più antica. Essa è sorta dall’aspirazione di affermare l’indipendenza, dell’osservazione psicologica contro le usurpazioni della filosofia della natura. E poichè essa per la sua tendenza vuole coordinate la scienza della natura e la psicologia, crede essere gli eguali diritti di queste due scienze fondati innanzi tutto sulla generale diversità dei loro oggetti e delle forme della percezione di questi oggetti. Questa veduta ha influito in doppio senso sulla psicologia empirica: in primo luogo perchè favorì l’opinione che la psicologia abbia bensì a servirsi di metodi empirici, ma questi siano, come i dati dell’esperienza psicologica, fondamentalmente diversi da quelli della scienza della natura; in secondo luogo perchè essa si sforzò di stabilire qualche nesso fra quei domini dell’esperienza, già presunti diversi. Sotto il primo rispetto, la psicologia del senso interno fu appunto quella che coltivò il metodo della -pura introspezione- (§ 3, 2). Per la seconda considerazione, l’opinione di una differenza fra i dati fisici e psichici della esperienza ricondusse dì necessità alla psicologia metafisica. Infatti da questo punto di vista, per la natura stessa della cosa, le relazioni dell’esperienza interna all’esterna o i così detti “rapporti tra il corpo e l’anima„ potevano essere spiegati solo mediante ipotetici principi metafisici. Tali principi metafisici non potevano far a meno di influire anche sulla ricerca psicologica, sì che essa fu inquinata di sussidiarie ipotesi metafisiche. 4. Dalla psicologia del senso interno si distingue essenzialmente quella concezione, che definisce la psicologia come “scienza dell’esperienza immediata„. Questa infatti, ritenendo essere l’esperienza interna ed esterna non parti diverse, ma diversi modi di considerare una sola e medesima esperienza, non può riconoscere una precipua differenza fra i metodi della psicologia e della scienza naturale. Questo indirizzo psicologico ha prima di tutto cercato di stabilire i metodi sperimentali che devono compiere un’analisi esatta dei processi psichici; analisi che, tenuto conto del mutato punto di vista, è analoga a quella di cui le scienze naturali fanno uso nella spiegazione dei fenomeni della natura. Di più questo indirizzo mostra che le singole scienze dello spirito, le quali hanno ad oggetto i processi psichici concreti o le creazioni psichiche, si trovano tutte sul medesimo terreno di una scientifica considerazione dei dati immediati dell’esperienza e dei loro rapporti coi soggetti agenti. Donde, come conseguenza necessaria, l’analisi psicologica dei prodotti più generali dello spirito: la lingua, le rappresentazioni mitologiche, le norme dei costumi, dev’essere considerata come un sussidio all’intelligenza dei processi psichici più complessi. Questa concezione sta pertanto, riguardo al metodo, in più stretto rapporto con altre scienze: come -psicologia sperimentale- colle scienze naturali, come -psicologia sociale-[3] colle più speciali scienze dello spirito. Finalmente, considerando in tal modo la psicologia, si viene ad eliminare completamente la questione sui rapporti degli oggetti psichici ai fisici. Ambedue non sono veramente oggetti diversi, ma uno stesso contenuto, il quale è considerato una volta nella ricerca della scienza naturale mediante l’astrazione del soggetto, e l’altra nella ricerca psicologica in relazione alla sua costituzione immediata e ne’ suoi rapporti totali al soggetto. Tutte le ipotesi metafisiche sulle relazioni intercedenti fra gli oggetti psichici e fisici, sono, considerate da questo punto di vista, soluzioni di un problema che si agita attorno ad una questione falsamente posta. Se la psicologia deve nella connessione dei processi psichici, in quanto questi sono dati immediati dell’esperienza, rifuggire dal soccorso di ipotesi metafisiche, essa può nondimeno -- poichè esperienza esterna ed interna sono due punti di vista integratisi a vicenda di una sola od identica esperienza -- ritornare, sovratutto dove la connessione dei fenomeni psichici presenta lacune, a considerare fisicamente gli stessi processi, per vedere se mediante questo nuovo punto di vista, diverso e preso dalla scienza naturale, si possa ristabilire quella continuità che si credeva mancasse. Il medesimo varrà poi, ma in senso inverso, anche per quelle lacune che si presentano nella catena delle nostre conoscenze fisiologiche, potendo questa venir completata con anelli, fornitici da una trattazione dell’esperienza dal punto di vista puramente psicologico. Sulla base di una tale concezione, che pone le due forme di conoscenza nel loro giusto rapporto, è possibile che non soltanto la psicologia porti a piena esecuzione il proposito di essere scienza sperimentale, ma che anche la fisiologia diventi vera scienza sussidiaria della psicologia; come dall’altra parte la psicologia è con eguale diritto una scienza sussidiaria della fisiologia. 5. Riguardo alla seconda delle suaccennate (2) partizioni fondamentali, cioè riguardo ai -fatti o concetti posti a base della ricerca psicologica-, si possono ancora distinguere -due- indirizzi della psicologia empirica, i quali sono, generalmente parlando, due gradi di sviluppo successivi della interpretazione psicologica. Il primo corrisponde ad una tendenza -descrittiva-, il secondo ad una -esplicativa-. Quando si cercò di distinguere, descrivendo, i vari processi psichici, sorse la necessità di una opportuna -classificazione- di essi. Si formarono così i concetti generali, sotto i quali vennero ad ordinarsi i diversi processi, e si cercò soddisfare al bisogno d’interpretare il caso singolo, riferendo le parti di un processo complesso a concetti generali applicabili ad esse. Tali concetti sono ad es. sensazione, conoscenza, attenzione, memoria, immaginazione, intelletto, volontà, ecc. Essi corrispondono ai concetti fisici generali nati dall’immediata cognizione dei fenomeni naturali, come peso, calore, suono, luce, ecc. Se quelli al pari di questi, possono servire ad un primo ordinamento dei fatti, non giovano però affatto a darne la spiegazione. Nondimeno la psicologia empirica si è resa più volte colpevole di questa confusione, e appunto in questo senso la -psicologia delle facoltà- considerava ogni specie come potenze o facoltà della psiche, sotto la cui attività varia o comune 1 2 3 4 : 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 . . 18 19 20 21 22 23 - - . 24 25 26 27 28 29 30 , 31 , 32 . 33 . , 34 . 35 ; 36 , 37 - - - - 38 . 39 , 40 , . 41 42 ; 43 , 44 45 . , 46 . 47 , 48 , , 49 . 50 . , 51 - - 52 - - 53 . , 54 . 55 56 - - 57 - - 58 59 . 60 61 , . 62 63 . . 64 65 66 67 68 69 70 ( ) 71 72 73 74 , . 75 76 77 78 , 79 . 80 81 82 83 , 84 . 85 , 86 , 87 . 88 , 89 90 ( , ) , . 91 92 , 93 . 94 « 95 96 97 , 98 , 99 100 . « - 101 - - - 102 - - 103 , 104 , 105 . 106 - - , . , 107 108 - - , 109 - - 110 , , 111 , 112 . 113 114 , 115 « 116 ( - - , . , , ) . 117 118 - - 119 , . 120 , 121 . 122 - - ( ) , 123 124 : « , « 125 , « 126 « , 127 . 128 129 « 130 . 131 132 , . 133 134 . . 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 . - . - 145 146 . . - - . 147 . - - . 148 . 149 150 . 151 152 . : 153 , . - - . 154 : . 155 - - . . - - . 156 . - - . 157 : . - - . 158 : . 159 - - . : 160 . - - . 161 . - - . 162 . - - . 163 . 164 165 . 166 167 . . - - . 168 : 169 . - - . 170 . : 171 . 172 173 . 174 175 . - . 176 . - - . 177 : , . - - . 178 . 179 180 . - - . 181 182 . 183 184 185 . 186 . - - . : 187 . - - . 188 . - - 189 . : 190 . - - . , - 191 . - - . 192 . - - - - . 193 . 194 195 . 196 197 . . - - . 198 . . - - . 199 . . - - . 200 . - - . 201 202 . 203 204 - - . 205 206 . . 207 - - . 208 . - - . 209 . 210 211 - - . 212 213 . . - - . . 214 - - . . 215 216 - - . 217 218 . . - - - - . . 219 . - - . 220 . . - - - - . 221 . 222 223 - - . 224 225 . . - - . 226 . - - . . - - . 227 . - - . 228 . - - . 229 . - - . . - - 230 . . 231 - - . . - - . 232 . - - . 233 . - - . . - - . 234 . - - - - . . 235 236 . 237 238 . . - - . 239 ( ) . 240 - - . 241 . - - . 242 . - - . 243 . - - . 244 . - - . 245 . - - . . - - . 246 247 . - - . 248 . - - . . 249 - - - - . . 250 251 . - - . 252 253 . 254 255 . « . - - . 256 . - - . . 257 258 . 259 260 . . 261 . - - . 262 . - - . : 263 . - - . 264 . - - . . - - . . - - . 265 . - - - - . 266 . 267 268 . 269 270 . . 271 . - - . 272 273 . - - . . 274 275 - - . 276 277 . . 278 . - - . 279 . - - . 280 . - - . 281 . - - . 282 . - - . . - - . 283 . 284 - - . . - - . 285 286 . - - - - . 287 . 288 289 - - . 290 291 . . - - . 292 . 293 294 - - . 295 296 297 . . - - . 298 . 299 . - - . . - - . 300 . 301 - - . 302 . 303 - - . 304 . - - 305 . 306 . - - . 307 308 . 309 . - - . 310 . 311 312 - - . 313 314 315 . . 316 . - - . 317 . - - . 318 . - - . 319 . - - . 320 . - - . 321 . 322 . - - . 323 . 324 325 - - . 326 327 328 329 . . - - . 330 . - - - - . 331 . - - . . - - . 332 . 333 . - - . . 334 - - - - . 335 . 336 337 . 338 339 . . - - 340 . . 341 - - - - . 342 . 343 344 - - . 345 346 . 347 . - - . 348 . - - . . 349 350 - - . 351 352 . 353 . . - - . 354 . 355 . - - . 356 357 . - - . 358 . 359 360 - - . 361 362 363 . . - - 364 . . - - . 365 . - - . 366 . . - - - - . 367 . - - - - . 368 . 369 370 . 371 372 . . - - . 373 . - - . 374 : 375 . . - - - - . 376 . - - . 377 . - - - - . 378 . - - . 379 . - - . . - - 380 . : . 381 - - . . - - . 382 : . - - . 383 : 384 . - - . . - - 385 . . 386 387 . 388 389 . . - - . 390 . - - . . - - . 391 : . 392 - - . . - - . 393 . 394 ; ; . 395 - - - - . . 396 . - - . 397 . - - . 398 . - - 399 . . - - . 400 : 401 , , 402 . - - . 403 . - - . 404 : . - - . 405 : , , 406 . - - - - . 407 . 408 409 . 410 411 . . - - . 412 . - - . . - - . 413 . - - . . . - - 414 . . - - . 415 . . - - . 416 . - - . 417 . - - . 418 . 419 . . 420 - - - - . . - - . 421 . . 422 . - - . 423 . - - . . - - - - . 424 . 425 . 426 427 . - - . 428 429 . 430 431 . . - - . . - - 432 - - . . 433 - - . 434 . . 435 . - - . . - - . 436 . - - . 437 . - - - - . 438 . - - 439 - - . . - - 440 . . 441 - - . . 442 . - - - - . . - - . 443 . - - . 444 . - - . - . - - . 445 . - - 446 - - . . - - . 447 . 448 449 . 450 451 . . - - . 452 453 . - - . 454 . 455 456 - - . 457 458 . : . 459 460 - - . 461 462 . . - - . 463 . - - . 464 . - - . 465 . - - . . - - 466 . . - - . 467 . . 468 469 - - . 470 471 . . 472 473 - - . 474 475 . . - - . 476 . 477 . 478 479 - - . 480 481 482 . . 483 . - - 484 . . - - 485 . 486 . 487 488 - - . 489 490 . . - - - - . 491 . 492 - - . . 493 . - - - - . 494 « . - - . 495 . - - . 496 . - - - - . 497 . - - . 498 . - - . . 499 500 . 501 502 . . - - 503 . . - - . 504 . 505 506 - - . 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( ) , 980 - 981 - , - - 982 , , , 983 . 984 - - , 985 - - . , , 986 , 987 - - . , 988 , 989 , 990 . 991 . , , , , 992 , , , . 993 , 994 , , , , . , 995 , 996 . 997 , 998 - - 999 , 1000