l'aspettava, se li vide dinanzi, attraverso ai rami d'un cespuglio che
lo nascondevano agli occhi loro. S'accorse allora che non portavano
dei ricchi costumi, come gli era sembrato in distanza, ma delle livree
gallonate. Parlavano a voce abbastanza alta perchè, malgrado la
sordità, potesse udire i loro discorsi:
--Ah, caro mio, quando ci penso ne rido ancora! gli parve che l'uno
dicesse.
--Svignarsela il giorno stesso delle nozze e nella carrozza del
padrone? l'altro rispose.
--Dello sposo, soggiunse il primo.
Pietro si sentì un freddo al cuore.
--La più bella poi è d'esser venuti qui.
--Quello sarebbe proprio.... (qui alcune parole a sommessa voce). Ma
credi che siano qui?
--Ne son certo.
--Se si trovano, guai a loro!
Il vecchio non volle udirne di più; pallido, tremante, corse verso
casa. Non cercheremo di spiegare i pensieri che lo travagliarono in
quel tragitto. Il cuore gli batteva forte, le labbra tremolanti
balbettavano parole incoerenti. Tutte le sue paure s'avveravano; si
presentavano dinanzi agli occhi--terribili. Salì frettoloso gli
scaglioni del terrazzo, per correre ad avvisarli del pericolo.
Traversò due grandi sale; alla terza s'arrestò di botto e sentì le
ginocchia piegare sotto il peso dell'emozione. Tre altri
uomini--signori questi--erano nella sala.
Appena lo videro, uno di essi, un gentiluomo piccolo, grosso,
tarchiato, con due occhietti cattivi, s'avanzò verso di lui.
--Vecchio! egli disse, voi siete un servitore della casa?
Di natura umile, timida, abituata all'obbedienza, Pietro non era mai
stato coraggioso. Eppure, d'improvviso, si rinfrancò, non tremò più,
guardò in faccia a colui che gli parlava e rispose senza esitare:
--Sì, signore. Ho servito i principi d'Ostellio da cinquanta anni.
Vi sono delle nature che in certi momenti supremi cambiano ad un
tratto. Pietro era di queste. Chi lo rinfrancò?--L'idea stessa
dell'imminenza del pericolo che sovrastava a quelle due teste adorate,
di quel pericolo ancora ignoto e tremendo, che egli non comprendeva,
ma che lo atterriva, fece a un tratto di quel vecchio intimidito dalla
solitudine, un uomo risoluto.
Quando aveva visto quei tre nella sala, aveva sentito d'esser giunto
troppo tardi; ora gli pareva di poterli ancora salvare.
--Giurate di rispondere la verità, continuò lo sconosciuto.
--Lo giuro.
--Avete ospitato in questa villa un giovanetto ed una fanciulla?
--No, non li ho nemmeno visti.--Era forse la prima volta che Pietro
mentiva.
--Badate che io sono mandato dal vostro padrone; rispondendo a me, è
come se rispondeste a lui.
Pietro fu un po' scosso da queste parole.
..... Non avete dunque ricoverato nessuno?
--Nessuno, signore.
Vi fu una pausa. Poi uno degli altri soggiunse:
--Vedremo se avete detto la verità.--E vôlto agli altri:--È meglio
assicurarci coi nostri occhi. Venite.
Uscirono dalla sala dalla stessa parte d'onde Pietro era venuto.
Appena fu solo egli precipitò dall'altra, salì una scaletta segreta e
si trovò nell'ala sinistra del palazzo, all'uscio dell'appartamento
dei due amanti, mentre gli altri giravano dal lato opposto della
villa.
Bussò, nessuno rispose. Gridò sommessamente:--Aprite, aprite per
carità!--Bussò di nuovo;--invano.
Goccie fredde di sudore gl'inumidivano la fronte canuta. Picchiò
convulso, delirante; scosse la porta; nessuna risposta. Allora quel
vecchio fu preso dalla disperazione. Proruppe in un profluvio di
parole incoerenti; era una preghiera, eloquente nel suo fervore,
disordinata e strana.... S'inginocchiò dinanzi a quell'uscio, lo
afferrò con rabbia, tentò di scuoterlo piangendo, ma tutto
inutilmente.
Eppure egli era certo ch'essi erano in quella camera; prima perchè li
aveva visti dirigersi per quella parte e non erano altrove, poi perchè
l'uscio era chiuso di dentro.
Cominciò a gridare; annunciò loro ch'erano perseguitati, che bisognava
fuggire, li supplicò di aprire, di aver pietà di lui, di loro stessi;
disse che il tempo stringeva, che s'udivano i passi dei loro nemici,
che fra un minuto non si sarebbe più in tempo.... E, pregando con la
facondia della passione, singhiozzava.
Ma l'uscio rimaneva inesorabilmente chiuso.
I passi s'avvicinarono, una porta si aprì e cinque o sei persone
entrarono.
Cosa incredibile! Pietro riprese ancora coraggio, intese che bisognava
dissimulare, ed ebbe la forza di nascondere il terribile turbamento.
--Non s'è trovato nessuno, disse uno che fin là non aveva parlato. Non
ci rimane più che entrare lì. Apri quell'uscio.
--È inutile, rispose Pietro. Non posso, non ho la chiave; è smarrita.
È una stanza che serve da ripostiglio.
Qui un nuovo personaggio entrò in scena; era un uomo alto, imperioso,
dai capelli neri, dal viso abbronzito, dall'espressione cinica e dura.
--Andiamo, Pietro, non far sciocchezze. Non mi riconosci? Apri
quell'uscio.
Il vecchio trasalì e spalancò gli occhi; era il suo padrone, il
principe d'Ostellio, che da tanto tempo non aveva visto.
Come lo aveva desiderato! Quanto aveva sperato di vederlo! Se fosse
giunto qualche tempo prima, quando era solo nella villa, come sarebbe
stato felice, felice d'una gioia indescrivibile! Come gli sarebbe
caduto ai piedi al più piccolo cenno, come gli avrebbe baciate le
mani!
Ora non si mosse. V'era qualcuno ch'egli amava assai più del suo
padrone. Sentiva una strana emozione e nel suo vecchio cuore uno
straordinario sussulto. Involontariamente, gli occhi gli si empirono
di lagrime. Ma la lotta fu breve, il nuovo amore fu più forte
dell'antico.
Egli balbettò, interrompendosi per l'emozione:
--La riverisco, Eccellenza. Mi perdoni.... non posso aprire... la
chiave non c'è.... è inutile... non c'è nessuno... La stanza è
vuota... Mi scusi....
--Che hai, mio buon Pietro, perchè sei tanto turbato? Hai perduta la
chiave?--Ebbene, signori, animo, abbattiamo quest'uscio. E
s'avanzarono.
Il vecchio aveva perso la testa. Un delirio lo colse. Quei due ch'egli
amava alla follìa, se li vide dinanzi agli occhi, come in una visione.
Bisognava salvarli! Questi non dovevano entrare!--Si vedeva davanti il
suo padrone tanto rispettato una volta, ed ora sentiva d'improvviso
d'odiarlo!
Non pensò alla inutilità d'ogni suo sforzo. Si piantò fermo contro
l'uscio, non più curvato, non più umile. Il suo occhio brillava, il
suo corpo era dritto come quello d'un giovane, i suoi pugni erano
stretti alla difesa.
Tutti si soffermarono.
Ma l'esitazione non durò che un istante. Due s'avanzarono, e lo
scartarono d'un colpo. Poi tutti appoggiarono le spalle contro
l'uscio, che con un forte rumore cedette e rovinò.
Pietro cadde. Il principe entrò per il primo.
La stanza era vuota. Non v'era nessuno. Erano scomparsi. Dalle
finestre entravano i raggi del sole e l'olezzo dei fiori. Una calma da
eden regnava là dentro. Un indistinto, penetrante profumo riempiva la
camera. Qualche passero addomesticato era entrato, e se ne stava
rannicchiato tra le cortine del letto. Quella stanza appariva allegra,
festosa, quasi ironica. Era deserta; ma una immensa gioia v'era
sparsa--accumulata.
VI.
La realtà era giunta per spezzare l'incanto di quella poesia. Prima
non v'era che un semplice poema; poi, d'improvviso, il dramma aveva
fatto irruzione.--Ma, al presentarsi della lotta, quei due che
rappresentavano l'ideale, non s'erano vôlti a far faccia, non se
n'erano curati--erano semplicemente sfumati. Erano scomparsi in pieno
giorno, nello stesso modo che le visioni dorate cominciano al
crepuscolo e spariscono all'alba. Di quei due--così belli e
felici--non poteva essere altrimenti. Essi, così sublimemente,
isolati, all'apparire del dramma, non potevano che dissolversi.
Dov'erano andati? V'è forse qualche rosea regione sconosciuta,
confinante con la terra, dove avevano trovato rifugio; oppure s'erano
confusi con la natura, erano diventati parte di quel fulgido sito, di
cui prima sembravano una emanazione? S'erano forse compenetrati con
gli alberi, coi cespugli e con gli arrampicanti della villa? V'era
forse qualcosa d'essi nell'olezzo dei fiori, nell'ondeggiare
dell'erba, nel mormorare del vento tra le frondi?....
Non lasciamoci trascinare dalla fantasia. La fine inesplicabile del
fatto che abbiamo narrato rimase un mistero per tutti. Molti
rinunciarono a comprenderlo, altri ne trovarono la spiegazione in quel
lago profondo ed opaco, silenzioso e strano, e che certo non poteva
lasciare indovinare i segreti che celava; altri invece sostennero che
i due amanti erano fuggiti in qualche modo.
Ma la leggenda popolare fu informata a idee sovranaturali. La villa
d'Ostellio acquistò fama d'essere fatata--e a nessuno si può far
credere che i due amanti non vi abitino ancora. Per i paesani, essi
s'aggirano sempre, talvolta invisibili, tal altra indistintamente
travisti, per gli ombrosi viali e i boschetti reconditi. È una storia
che i popolani raccontano volontieri, abbassando la voce e guardandosi
d'intorno, e alla quale credono fermamente e crederanno sempre. Molti
anni sono ora passati; il vecchio Pietro dorme da molto tempo il suo
ultimo sonno, la famiglia d'Ostellio s'è estinta, la villa è del tutto
abbandonata; più nessuno vi dimora e non si sa quasi a chi appartenga.
I cancelli corrosi s'aprono sotto la più lieve pressione, ma
pochissimi osano penetrarvi. Quelli che vi si arrischiano sono
reputati -ésprits forts-, ed i forestieri sono costretti a dare grosse
mancie per trovarvi un cicerone.
Eppure, entrando, non si scorge nulla di pauroso. Nessuno vi vide mai
fantasma di sorta. Il paese ha anzi acquistato in poesia. Il disordine
nella natura è sublime, e tale da innamorare un artista e far sognare
chiunque. La vegetazione è più che mai lussureggiante e vivace. In
certi punti l'ombra è impenetrabile. Le statue conservano la loro
immobilità serena, ma sono ora del tutto coperte di muschio. Mille
piante parassite abbracciano e soffocano i tronchi secolari. I prati
si confondono coi viali; e questi a loro volta si perdono nel nulla.
Qua e là dei tronchi d'alberi morti intercettano il cammino. Il bosco
s'è fatto inaccessibile, ma gli augelli vi cantano sempre. Il palazzo
è deserto, alcune finestre aperte, i vetri rotti. Dovunque è il
decadimento, ma l'ideale traspira da ogni parte. Nessun passo turba il
silenzio delle vaste sale. Nell'appartamento d'angolo, niuno ha più
usato penetrare. In primavera un immenso epitalamio riempie quella
splendida solitudine. Una indescrivibile gioia è sparsa dovunque, un
gaudio sommesso pieno di misteriosa voluttà. I profumi sono
dolcissimi.
Chi vi penetra non è atterrito, ma incantato. E non vi può essere un
pericolo in quella seduzione? Non s'arrischia forse di essere
inebriati, attratti, addormentati da quel blando veleno d'amore sparso
dovunque? S'è sicuri di poterne uscire?--Quelli che vi andarono,
affermano d'aver visto in certi punti apparire delle forme vaghe, e
aver udito qua e là delle risa sommesse, delle parole interrotte e un
fruscìo di vesti. Intorno a quel lago, sempre più mistico e strano,
spira un'aura voluttuosa che illanguidisce e dà un morboso piacere. E
là, più che altrove, s'odono le risa e un mormorìo leggiero e talvolta
un indescrivibile rumore, come uno scoccar di baci....
FINE.
INDICE
La Gran Rivale............. Pag. 1
Il Viaggio del Duca Giorgio.....77
La Canzone di Weber............151
Capriccio......................195
Una Scommessa..................229
Allucinazione..................253
Narcisa....................... 275
La Villa d'Ostellio............297
FRATELLI TREVES, EDITORI.--MILANO.
ROMANZI ITALIANI
--EDIZIONE TREVES--
ARCHINTI (Luigi), Per pigliar sonno, in-16......... L. 2 --
BARRILI (Anton Giulio). Capitan Dodero, in-32..... -- 50
-- Santa Cecilia, 2 volumi in-32........... 1 --
-- L'Olmo e l'Edera, 2 volumi in-32. Seconda edizione...1 --
-- Il libro nero, 2 volumi in-32............1 --
-- I Rossi e i Neri, 2 volumi in-16.......... 7 --
-- Val d'Olivi. Un volume di 310 pagine in-16...... 2 --
-- Racconti. Vol. I in-16 (Capitan Dodero,
Santa Cecilia, Una notte bizzarra).............. 2 --
-- -- --Vol. II in-16 (L'Olmo e l'Edera, Il libro nero) 3 --
-- Le confessioni di Fra Gualberto, in-16....... 2 --
-- Semiramide, in-16............. 3 --
-- Castel Gavone, in-16.............. 2 50
-- Come un sogno, in-16...............2 --
-- La legge Oppia, commedia, in-16..........1 --
-- La notte del commendatore.............. 4 --
BENVENUTI (Leo). Racconti romantici, in-16....... 1 --
BERSEZIO (Vittorio). Il piacere della vendetta (con
11 vignette di V Bignami), in-8. Seconda edizione 2 --
-- La carità del prossimo, in-16. Seconda, edizione.... 1 --
-- Povera Giovanna! in-16.............. 1 --
-- Il beniamino della famiglia, 2 volumi in-32...... 1 --
BETTÒLI (Parmenio). Il processo Duranti, in-16...... 2 --
-- La favorita del Duca di Parma, in-16....... 2 --
-- Giacomo Locampo, in-16.............. 1 50
-- P. T. Barti e l'egoista per progetto, in-16..... 1 --
-- Carmelita, in-16................. 2 --
-- I geroglifici (In preparazione).
BOITO. Storielle vane, in-16............. 3 --
CACCIANIGA (Ant.). Il bacio della contessa Savina, in-16 3 --
CAPRANICA (Luigi). Donna Olimpia Pamfili, in-16. Terza ediz. 1 --
-- La festa delle Marie, in-32.......... -- 50
-- La congiura di Brescia, 2 volumi in-16........2 --
-- Maschere Sante, in-16............... 1 --
-- Giovanni dalle Bande Nere, 2 volumi in-16....... 4 --
-- Fra Paolo Sarpi, 2 voi. in-16;.......... 2 --
-- Papa Sisto, 2 volumi............... 10 --
CESANA (G. A.). Racconti, in-32............ -- 50
DELLA MIRAGLIA (E. Navarro). Le fisime di Flaviana, in-32. -- 50
-Dirigere commissioni e vaglia ai fratelli Treves, editori, in Milano.-
FRATELLI TREVES, EDITORI.--MILANO.
DONATI (Cesare). Tra le spine, racconto, in-16...... L. 3 --
-- Il ballo dell'ambasciatore, commedia in un atto, in-16.. 1 --
-- Flora Marzia, in-16................ 2 --
D'ORMEVILLE. Profili muliebri, in-16.......... 2 50
EDOARDO. Racconti militari, in-32........... -- 50
-- La moglie nera, in-16.............. 2 --
FAMBRI. Pazzi mezzi e serio fine, in-16......... 2 --
FARINA. F. Due amori, 2 volumi in-32......... 1 --
-- Un segreto, 2 volumi in-32............ 1 --
-- Romanzo di un vedovo, 3 volumi in-32........ 1 50
-- Fiamma vagabonda, 2 volumi in-32........ 1 --
GOZZI GASPARE. Novelle, in-16............2 --
GUALDO. Racconti, in-16...............2 50
-- Costanza Gerardi, in-16. -Terza edizione-........ 1 --
GUERRAZZI (F. D.). Il Destino, romanzo storico, in-16.
-Seconda edizione- (con 14 incisioni)....... 2 --
GUERZONI (Gius.). La tratta dei fanciulli, in-32...... -- 50
-- Memorie di un disertore, 3 volumi in-32....... 1 50
MARTINI (Ferd.). La strada più corta, in-16.......1 --
MASCHERONI. Le due Claudine, 2 volumi in-32.......1 --
-- Dopo morto, in-32................. -- 50
MAZZA (Salv.). Gite d'artista, 2 volumi in-32....... 1 --
MOLMENTI (P. G.). Clara, in-16............. 1 --
PATUZZI. Le due forze, in-32..............-- 50
PETRUCCELLI, Memorie di Giuda, in-16.......... 5 --
-- Le notti degli emigrati a Londra, in-16....... 3 --
-- Il sorbetto della regina, in-16 -Seconda edizione- 1 --
-- Il re prega, in-16................ 3 --
RENAZZI (Emidio). Fra la Favola ed il Romanzo (con 6 incisioni)..2 50
SARA. Padre Noara, 2 volumi in-16...........5 --
-- Farfalla, in-16................. 2 --
-- Maritata sì e no, in-16.............. 2 --
-- I peccati degli avi, in-16.............1 50
SERRA-GRECI. Adelgisa, in-16.............1 --
-- La fidanzata di Palermo (-In preparazione-).
STUART (Roberto). Il marchese del Cigno, 2 volumi in-16.. 6 --
-- La marchesa di Santa Pia, in-16......... 3 --
TARCHETTI I. U. Racconti fantastici, in-32........ -- 50
-- Racconti umoristici, in-32............-- 50
TEDESCHI. Tra filo e filo, racconti, in-16......... 3 --
TORELLI VIOLLIER E. Le rovine di Palmira, in-32.....-- 50
VERGA (G.). Storia di una capinera, in-16. -Seconda edizione-. 2 --
-- Eva, in-16. -Terza edizione-............. 2 --
-Dirigere commissioni e vaglia ai fratelli Treves editori, in Milano.-
[Quarta di copertina]
Prezzo del presente volume: Lire Tre.
NUOVI ROMANZI ITALIANI
--EDIZIONI TREVES--
Archinti (Luigi), Per pigliar sonno, racconti... L. 2 --
Barrili (Anton Giulio), La notte del Commendatore » 4 --
» » »Come un Sogno. Terza ediz.» 2 --
» » »Castel Gavone..... » 2 50
Bersezio (Vittorio), Povera Giovanna. Seconda ediz. » 1 --
» » La carità del Prossimo....» 1 --
Bettòli (Parmenio), Carmelita, racconto del Tavoliere
di Puglia.. » 2 --
Boito (Camillo), Storielle vane..... » 3 --
Caccianiga (Antonio), Villa Ortensia...... » 3 --
»» Il bacio della Contessa Savina » 3 --
Capranica (Luigi), Papa Sisto. 2 volumi.... » 10 --
»» Donna Olimpia Pamfili. Terza ed.» 1 --
Donati (Cesare), Flora Marzia.. » 2 --
» » Il ballo dell'Ambasciatore.. » 1 --
Martini (Ferdinando), La strada più corta, proverbio » 1 --
Stuart (Roberto), La Marchesa di Santa Pia. » 3 --
» »Il Marchese del Cigno. 2 volumi.» 6 --
D'IMMINENTE PUBBLICAZIONE:
CUOR DI FERRO E CUOR D'ORO, di A. G. Barrili.
LA FIDANZATA DI PALERMO, di A. Serra-Greci.
Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori. Milano.NOTA DI TRASCRIZIONE. I seguenti refusi sono stati corretti:
P. 43 la vittoria; come avrebbe aquistato vigore, con quel
P. 44 si vedeva orbo di tuttte le sue speranze, capace
P. 79 verso i capolavori dell'arte e verso tutto le cose belle
P. 133 premetterle di sposarla, e poi? Abbandonarla? Egli
P. 279 il Cristo giovane, bello di bellezza dolcisima
P. 291 d'invito cadendo in mezzo ai milli discorsi che si
P. 301 d'Italia, scorrendo l'Europa per missioni diplomatitiche
P. 323 Il vecchio trasalì e spalancò gli occhi; ero il suo
-Corsivo-=Maiuscoletto=
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