[500] Il ritorno di Paleologo a Costantinopoli, accaduto nell'anno 1370,
e la coronazione di Manuele nel 25 settembre 1373 (Ducange, -Famil.
byzant.-, p. 241), lascia un intervallo per la cospirazione e pel
gastigo d'Andronico.
[501] -Mém. de Boucicault-, p. 1, c. 35, 36.
[502] Calcocondila (l. II, c. 44-50) e Duca (c. 14) parlano leggermente,
e a quanto sembra, con ripugnanza del viaggio di Manuele nell'Occidente.
[503] -V.- Muratori, -Annali d'Italia-, t. XII, pag. 407. Giovanni
Galeazzo fu il primo e il più potente dei Duchi di Milano. La sua
corrispondenza con Baiazetto è attestata dal Froissard; contribuì a
salvare, o liberare i prigionieri francesi di Nicopoli.
[504] Intorno al ricevimento di Manuele a Parigi, -V.- Spondano (-Annal.
eccles.-, t. I, p. 676, 677, A. D. 1400, n. 5), il quale cita Giovenale
degli Orsini e i monaci di S. Dionigi, e Villaret (-Hist. de France-, t.
XII, p. 331-334), che non cita nessuno, conforme la nuova usanza degli
Scrittori francesi.
[505] Il dottore Hody ha tolto da un manoscritto di Lambeth (-De Graecis
illustribus-) una nota che si riferisce al soggiorno di Manuele
nell'Inghilterra. -Imperator, diu variisque et horrendis paganorum
insultibus coarctatus, ut pro eisdem resistentiam triumphalem
perquireret, Anglorum regem visitare decrevit- etc. -Rex- (dice il
Walsingham p. 364) -nobili apparatu.... suscepit- (ut decuit) -tantum
Heroa; duxitque Londonias, et per multos dies exhibuit gloriose, pro
expensis hospitii sui solvens, et eum respiciens tanto fastigio
donativis-. Egli ripete la medesima cosa nel suo -Upodigma Neustriae-
(p. 556).
[506] Shakespear comincia e termina la tragedia di Enrico IV col voto
fatto da questo Principe di prender la croce, e col presentimento che
egli avea di morire a Gerusalemme.
[507] Questo fatto viene raccontato nella -Historia politica- (A. D.
1391-1478), pubblicata da Martino Crusio (-Turco-Graecia-, p. 1-43).
L'immagine di Cristo, alla quale l'Imperator greco ricusò omaggio, era
forse un lavoro di scoltura.
[508] Leonico Calcocondila termina col cominciar del verno del 1463 la
Storia de' Greci e degli Ottomani; e l'affrettata conclusione della
medesima ne dà a supporre che in quello stesso anno lo Storico
tralasciasse di scrivere. Sappiamo che egli era di Atene, e che alcuni
contemporanei dello stesso cognome assai giovarono al rinascimento
dell'idioma greco in Italia. Ma questo Scrittore, nelle lunghe sue
digressioni, ha avuta mai sempre la modestia di non parlar di sè stesso.
Leunclavio, editore, e Fabrizio (-Bibl. graec.-, tom. VI, p. 474),
sembrano ignorare del tutto lo stato di lui e la Storia della sua vita.
Quanto alle sue descrizioni dell'Alemagna, della Francia e
dell'Inghilterra, -V.- l. II, p. 36, 37, 44-50.
[509] Non mi starò qui a notare gli errori geografici di Calcocondila.
Egli ha forse nella sua descrizione seguito e male inteso il testo di
Erodoto (l. II, cap. 33), soggetto a varia interpretazione (-Erodoto- di
Larcher, t. II, p. 219, 220). Ma questi moderni Greci non aveano dunque
mai letto Strabone, nè alcuno de' loro geografi?
[510] Un cittadino della nuova Roma, finchè questa nuova Roma durò, non
si sarebbe degnato di onorare il Ρεξ, -Re- alemanno del titolo di
Βασιλευς, o Αυτοκρατωρ Ρομαιων, -Monarca, o Autocratore Romano-; ma
Calcocondila avea spogliato ogni spezie di vanità, accennando il
Principe di Bisanzio e i suoi sudditi colle esatte ed umili
denominazioni di Ελληνες e Βασιλευς Ελληνων, -Greci e Re de' Greci-.
[511] Nel secolo decimoquarto veniva tradotta in prosa francese la
maggior parte de' vecchi romanzi che divennero la lettura favorita de'
cavalieri e delle dame della Corte di Carlo VI; e si può meglio
perdonare ad un Greco l'aver credute vere, se credè vere, le imprese di
Olivieri e di Orlando, che ai Frati di S. Dionigi, i quali inserirono
nelle loro Cronache di Francia le favole dell'Arcivescovo Turpino.
[512] Δονδινη.... δε τε πτολιε δυναμει τε προεχουσα των εν τη νητω ταυτη
πολεων, ογβω τε και τη αλλη ευδαιμονια των προς εσπεραν λειπομενη,
-Londra.... città che per potenza avanza tutte le altre città
dell'isola, e in ricchezza e in ogni genere di prosperità si lascia
indietro quante ve n'ha in Occidente-. Ne' tempi di Fitz-Stephen, ossia
nel secolo dodicesimo, sembra che Londra per ricchezza e grandezza abbia
goduto di una tal primazia; primazia ch'ella ha conservata di poi col
crescere in estensione progressivamente, e proporzionatamente agli
aumenti per cui le altre capitali dell'Europa abbellivansi.
[513] Ammettendo anche che il doppio significato del verbo Κυω
(-osculor- e -in utero gero-) desse luogo ad equivoco, non può dubitarsi
di ciò che Calcocondila intendeva dire, e dell'abbaglio da lui preso,
ponendo mente all'orror pio che il comprende nell'annunciare questo
barbaro uso (p. 49).
[514] Erasmo (-epist. Fausto Andrelino-) parla in modo scherzevole
dell'usanza che hanno gl'Inglesi di baciare gli stranieri, senza badare
al sesso, all'atto del loro arrivo, ma non ne deduce quindi sinistre
supposizioni.
[515] Noi potremo forse applicare questa osservazione alla comunanza
delle donne che Cesare e Dione Cassio hanno supposta in vigore fra gli
antichi Brettoni (l. LXII, t. II, p. 1007), e -V.- Dione colle
giudiziose note del Reimar. Gli -Arreoy- di Taiti, corporazione la cui
infamia ne sembrava da prima evidentissima, ci appaiono men colpevoli
col nostro aumentar di nozioni sulle costumanze di questo popolo buono e
pacifico.
[516] -V.- Lenfant (-Hist. du Concile de Constance-, tom. II, p. 576), e
quanto alla Storia ecclesiastica di que' tempi, gli -Annales- dello
Spondano, la -Biblioteca- del Dupin (t. XII) e i tomi XXI, XXII della
Storia, o piuttosto della continuazione di Fleury.
[517] Fin dalla prima giovinezza, Giorgio Franza, o Phranzès fu
impiegato al servigio dello Stato e del palagio; e l'Hank (-De script.
byzant.-, parte I, c. 40) ne ha raccolta da' suoi scritti la vita. Avea
ottantaquattro anni, quando Manuele morendo, lo raccomandò caldamente al
suo successore. -Imprimis vero hunc Phranzen tibi commendo, qui
ministravit mihi fideliter et diligenter- (Franza, l. II. c. 1).
L'Imperatore Giovanni nondimeno si comportò freddamente verso di lui, ai
servigi del medesimo preferendo quelli dei despoti del Peloponneso.
[518] -V.- Franza, lib. II, c. 13. Poichè vi sono tanti manoscritti
greci nelle biblioteche di Roma, di Milano e dell'Escuriale, è un
obbrobrio che noi siamo ridotti a valerci delle traduzioni latine e
delle compilazioni di Giacomo Pontano (-ad calcem Teophlact.
Simocattae-, Ingolstadt, 1604), che mancano ad un tempo di eleganza e di
esattezza (Fabricius, -Bibl. graec.-, t. VI, p. 615-620).
[519] -V.- Ducange, -Fam. byzant.-, p. 243-248.
[520] L'estensione esatta dell'Essamilione posto fra i due mari, era di
tremila ottocento -orgigie-, o tese di sei piedi greci (Franza, l. I, c.
38), lunghezza equivalente ad un miglio greco, più corto di quello di
seicentosessanta tese francesi che il d'Anville pretende adoperarsi in
Turchia. La larghezza dell'Istmo viene comunemente riguardata di cinque
miglia (-V.- i -Viaggi- di Spon, Wheeler e Chandler).
[521] La prima obbiezione degli Ebrei cade sulla morte di Gesù Cristo;
se era stata volontaria, egli era dunque colpevole di suicidio, al che
l'Imperatore rispose allegando un mistero. Si fanno indi a disputare
sulla Concezione di Maria Vergine, sul significato delle profezie
(Franza, l. II, c. 12, fino alla fine del capitolo).
[522] -Ciò si riferisce a poco dopo l'anno 1420 in cui era guerra
grandissima, fra il Concilio generale di Basilea, ed il Papa Eugenio IV.
Vegga il Lettore la nostra Nota- (p. 468); -gl'illustri Storici Fleury e
Lenfant ci diedero dottamente la Storia dei Concilj di Costanza e di
Basilea.- (Nota di N. N.)
[523] Nel Trattato delle -materie benefiziarie- di Fra Paolo (vol. IV
dell'ultima e migliore edizione delle sue Opere), questo autore dilucida
con eguale franchezza e dottrina tutto il sistema politico de'
Pontefici. Quand'anche rimanessero annichilate Roma e la sua religione,
lor sopravviverebbe questo prezioso volume come un'eccellente Storia
filosofica, e come un salutare avvertimento.
[524] Il Papa Giovanni XXII nel 1334 lasciò morendo in Avignone diciotto
milioni di fiorini d'oro, e un valore di altri sette milioni in
argenterie e suppellettili. -V.- la -Cronaca- di Giovanni Villani (l.
XI, c. 20, nella Raccolta del Muratori, t. XIII, pag. 765) il cui
fratello avea saputi questi particolari dai tesorieri del Papa. Un
tesoro di sei, o otto milioni nel secolo decimoquarto sembra sterminato,
e quasi incredibile.
[525] Il sig. Lenfant, protestante dotto e giudizioso, ne ha offerta una
-Storia de' Concilj di Pisa, Costanza e Basilea-, in sei volumi in 4.;
ma l'ultima parte, composta in fretta, non descrive compiutamente che le
turbolenze della Boemia.
[526] Gli atti originali, ossia le minute del Concilio di Basilea,
formano dodici volumi -in folio-, che tuttavia si conservano in quella
pubblica Biblioteca. Basilea era una città libera, vantaggiosamente
situata sul Reno, e difesa dalla Confederazione degli Svizzeri suoi
vicini. Il Papa Pio II, che portando il nome di Enea Silvio, era stato
segretario del Concilio, vi fondò nel 1459 una Università. Ma che cosa
sono un Concilio, o una Università, a petto de' torchi di Froben, o dei
lavori di Erasmo?
[527] -Questa espressione è troppo forte anche ammettendo, che
l'autorità d'un Concilio generale sia superiore a quella del Papa. Chi
poi volesse avere notizia di tutte le cose seguìte, durante i grandi
contrasti scandalosi fra i Papi, ed i Concilj generali di Pisa, di
Costanza e di Basilea, che noi qui per brevità non possiamo dare, legga
lo Storico fedele ed imparziale di Fleury, e meglio ancora il dottissimo
Moseim ne' Secoli decimoquarto e decimoquinto. L'Autore qui non ne dà
che un esatto, ma brevissimo sospetto.- (Nota di N. N.)
[528] L'annalista Spondano (A. D. 1433, n. 25, t. I, p. 824) non mette
molta asseveranza nel raccontare questa ottomana ambasceria attestata
solo da Crantz.
[529] Syropulus, p. 19. Da questo computo sembra essersi esagerato dai
Greci il numero de' laici e degli ecclesiastici che seguirono di fatto
l'Imperatore e il Patriarca; ma il grande Ecclesiarca non ne offre un
conto esatto. I settantacinquemila fiorini che in questa negoziazione i
Greci chiedevano al Papa (p. 9), erano una somma superiore ai loro
bisogni e che sperar non potevano di ottenere.
[530] Mi valgo indifferentemente delle voci ducati, o fiorini; i primi
ricevono la loro denominazione dai Duchi di Milano, i secondi dalla
repubblica di Firenze. Queste monete, le prime d'oro che si coniassero
in Italia, e forse nel Mondo latino, possono, rispetto al peso e al
valore, venir paragonate ad un terzo di ghinea d'Inghilterra.
[531] Dopo la traduzione latina di Franza, trovasi una lunga epistola
greca, o declamazione di Giorgio di Trebisonda che consiglia a Paleologo
il dar preferenza ad Eugenio e all'Italia; e parla con disprezzo
dell'Assemblea scismatica di Basilea, de' Barbari della Gallia e
dell'Alemagna, collegatisi per trasportare la cattedra di S. Pietro di
là dall'Alpi: οι αθλιοι (egli dice) σε και την μετα σου συνοδον εξα των
Ηρακλειων στηλων και περα Γαδηρων εξαξουσι, -que' miserabili ancora
secondo te trasportano il Concilio fuori delle colonne d'Ercole, al di
là di Cadice-. Ma che? Non vi erano carte geografiche a Costantinopoli?
[532] Siropolo (p. 26-31) esprime la propria indignazione e quella de'
suoi compatriotti. Ben cercarono scuse alla commessa imprudenza i
deputati di Basilea, ma non poteano o negare, o cambiare l'atto del
Concilio.
[533] -Bisognava provare con una citazione, onde appagare il Lettore,
che Eugenio IV si procacciò cotale decreto del Concilio generale di
Basilea.- (Nota di N. N.)
[534] Condolmieri, nipote e Ammiraglio del Papa, dichiara espressamente,
οτι οριουμονεχει παρα του Παπα ινα πολεμηση οπου αν ευρη τα κατεργα της
συνοδου, και ει δυνηθη καταδυση και αφανιση, -che ebbe comando dal Papa
di combattere ovunque trovasse le squadre del Concilio, e potendo, le
calasse a fondo e perdesse-. I Padri del Sinodo diedero ordini men
perentorj ai loro marinai, e fino al momento in cui le due squadre
incontraronsi, le due fazioni cercarono di nascondere ai Greci lo
scambievole animo ostile.
[535] Siropolo narra le speranze di Paleologo (p. 36) e l'ultimo
consiglio datogli da Sigismondo (p. 57). L'Imperatore seppe a Corfù la
morte dell'amico, e se ne fosse stato avvertito più presto, sarebbe
ritornato a Costantinopoli (p. 79).
[536] Lo stesso Franza, benchè per diversi motivi, era del parere di
Amurat (l. II, c. 13). -Utinam ne synodus ista unquam fuisset, si tantas
offensiones et detrimenta paritura erat-. Siropolo parla anche
dell'ambasceria ottomana. Amurat mantenne la sua promessa; e forse
minacciò (pag. 125-219), ma non assalì la città.
[537] Il lettore sorriderà sul modo ingenuo con cui il Patriarca fece
note le concette speranze ai suoi favoriti: τοιαυτην πληροφοριαν σχησειν
ηλπιξ, και δια του Παπα εθαρρει ελευθερωσαι την εκκλησιαν απο της
αποτεθεισης αυτου δουλειας παρα του βασιλεως, -sperava avere siffatto
assenso, e temeva non fosse dal Papa liberata la Chiesa per la
dependenza mostrata dal Re- (p. 92), nondimeno gli sarebbe stato
difficile di mettere in pratica le lezioni di Gregorio VII.
[538] Il nome cristiano di Silvestre è tolto dal Calendario latino. Nel
greco moderno la voce πουλος, piccolo, si aggiunge alla fine di una
parola per esprimere un diminutivo; ma non v'è alcun argomento che dia
diritto all'editore Creyghton a sostituire -Sguropulus- (-Sguros-,
-fuscus-) al -Syropulus- del manoscritto di questo Storico, che ha posta
la propria firma negli atti del Concilio di Firenze. Perchè l'autore non
potrebbe egli essere di origine siriaca?
[539] Dalla conclusione di questa Storia, ne deduco la data del 1444,
quattro anni dopo il Sinodo. Allorchè il grande Ecclesiarca rassegnò la
sua carica (Sect. XII, p. 330-350), il tempo e il ritiro aveano sedate
le sue passioni; e Siropolo, benchè spesse volte parziale, non è mai
caduto negli eccessi.
[540] (-Vera historia unionis non verae inter Graecos et Latino, Hagae
Comitis 1660, in folio-). Roberto Creyghton, cappellano di Carlo II,
durante l'esilio di questo Principe, la pubblicò il primo con una
traduzione pomposa e poco fedele. Il titolo polemico è sicuramente
d'invenzione dell'editore perchè il principio dell'opera manca. Quanto
al merito della narrazione e anche dello stile, Siropolo può essere
collocato fra i migliori scrittori di Bisanzo: ma la sua Opera è esclusa
dalla raccolte ortodosse dei Concilj.
[541] Siropolo alla pagina 63 esprime francamente la sua intenzione ιν
ουτω πομπαων εν Ιταλοις μεγας βασιλευς παρ εκεινων νομιξοιτο, -affinchè
dalla pompa giudicassero quelli quanto fosse grande quel Re in Italia-.
La traduzione latina di questo passo, eseguita dal Creyghton può
somministrare un'idea delle sue vistose parafrasi. -Ut pompa
circumductus noster Imperator Italiae, populis aliquis deauratus Jupiter
crederetur, aut Croesus ex opulenta Lydia-.
[542] Senza obbligarmi a citare Siropolo ad ogni fatto particolare,
osserverò che la navigazione de' Greci da Costantinopoli sino a Venezia
e Ferrara, trovasi nella sua quarta Sezione (p. 67-100), e che questo
Istorico possede il raro merito di mettere ciascuna scena innanzi gli
occhi de' suoi leggitori.
[543] Nel tempo del Sinodo, Franza si trovava nel Peloponneso; ma il
despota Demetrio gli fece un esatto racconto del modo onorevole con cui
l'Imperatore ed il Patriarca vennero accolti a Venezia e a Ferrara
(-Dux..... sedentem Imperatorem- adorat). I Latini ne parlano dando
minore importanza alle cose.
[544] La sorpresa che sentirono il Principe greco e un ambasciatore di
Francia al primo veder Venezia (-Mém. de Philippe de Comines-, l. VII,
c. 18), è incontrastabile prova che questa città nel secolo decimoquarto
era la prima e la più bella di tutte l'altre del Mondo cristiano. Quanto
alle spoglie di Costantinopoli che vi scorsero i Greci, -V.- Siropolo
(p. 87).
[545] Nicolò III d'Este, regnò quarant'otto anni (A. D. 1343-1441),
possedendo Ferrara, Modena, Reggio, Parma, Rovigo e Comacchio. -V.- la
Vita nel Muratori (-Antichità Estensi-, t. II, p. 159-201).
[546] Le popolazioni delle città latine risero assai del vestire de'
Greci, delle lunghe tonache, delle larghe maniche e della barba.
L'Imperatore non si distingueva dagli altri che pel colore porporino
dell'abito e pel diadema, o tiara, la cui punta andava fregiata di un
magnifico diamante (Hody, -De Graecis illustribus-, p. 31). Un altro
spettatore però afferma l'usanza del vestir greco, essere - più grave e
più degna- che non l'italiana (Vespasiano, -in vit. Eugen. IV-.
Muratori, t. XXXV, p. 261).
[547] Intorno alle cacce dell'Imperatore, -V.- Siropolo (p. 143,
144-191). Il Papa gli avea spediti undici cattivi falconi, ma egli ne
comprò uno addestrato a maraviglia e condottogli dalla Russia. Qualche
leggitore maraviglierà forse di trovar qui la denominazione di
-Giannizzeri-, ma i Greci tolsero questa voce agli Ottomani senza
imitarne l'instituzione; e la vediamo spesso volte usata nell'ultimo
secolo del greco Impero.
[548] Non senza vincere molte difficoltà, i Greci avevano ottenuto, che
invece de' viveri in natura venisse loro fatta una distribuzione in
danaro. Furono quindi assegnati quattro fiorini al mese alle persone di
onorevole grado, e tre a ciascun servo. L'Imperatore ne ebbe
trentaquattro, il Patriarca ventinove, e il Principe Demetrio
ventiquattro. La paga intiera del primo mese, non andò che a seicento
novantun fiorini, la qual somma dimostra che il numero de' Greci non
oltrepassava i dugento (Syropulus, p. 104, 105). Nel mese di ottobre
1438, erano dovute le somme di quattro mesi addietro, e tre mesi ancora
in aprile del 1439, e cinque e mezzo in luglio, epoca della unione (p.
172-225-271).
[549] Siropolo (p. 141, 142-204-221) deplora la prigionia de' Greci che
venivano ritenuti quasi per forza in Italia, dolendosi intorno a ciò
della tirannide dell'Imperatore e del Patriarca.
[550] Trovasi una relazione chiara ed esatta delle guerre d'Italia nel
quarto volume degli -Annali- del Muratori. Sembra che lo scismatico
Siropolo (p. 145) abbia esagerato il temere e il correre a precipizio
del Papa, allorchè si ritirò da Ferrara a Firenze. Gli atti provano che
fu assai tranquilla, e convenevolmente eseguita una tale ritirata.
[551] Siropolo novera fino a settecento Prelati nel Concilio di Basilea;
ma l'errore è palpabile e fors'anche volontario. Nè gli ecclesiastici di
tutte le classi che furono presenti al Concilio, nè tutti i Prelati
lontani che esplicitamente o implicitamente ne riconosceano i decreti,
avrebbero bastato a formar questo numero.
[552] I Greci opposti all'unione non voleano di qui decampare
(Syropulus, p. 178-193-195-202). I Latini non vergognarono di tirar
fuori un vecchio manoscritto del secondo Concilio di Nicea, ove era
stata aggiunta al Simbolo la parola -Filioque-, alterazione evidente.
[553] Un Greco celebre dice: Ως εγω οσαν εις ναον εισελθω Λατινων ου
προσκυνω τινα των εκεισε αγιων, επει ουδε γνωγιξω τινα, -quando entro in
una chiesa de' Latini non adoro nessuno de' Santi che colà sono, perchè
non li conosco- (Syropulus, pag. 109). Vedasi in quale impaccio si
trovarono i Greci, alle p. 217, 218, 252, 253, 273.
[554] -V.- la disputa urbana di Marco d'Efeso e di Bessarione in
Siropolo (pag. 257), che non cerca mai di palliare i vizj de' suoi
compatriotti, e rende imparziale omaggio alle virtù de' Latini.
[555] Quanto all'indigenza de' Vescovi greci, -V.- un passo di Duca
(pag. 31). Uno di questi prelati possedea per tutta sostanza tre vecchi
abiti, ec. Bessarione avea guadagnato quaranta fiorini d'oro, facendo
scuola vent'un anni in un monastero, ma ne avea spesi ventotto nel suo
viaggio del Peloponneso, e a Costantinopoli il resto (Syropulus, p.
127).
[556] Siropolo pretende che i Greci non abbiano ricevuto danaro prima di
sottoscrivere l'atto di unione (p. 283); racconta nondimeno alcune
circostanze sospette, e lo Storico Duca afferma che si lasciarono
corrompere dai donativi.
[557] I Greci esprimono in tuon doloroso i loro timori d'un esilio, o
d'una schiavitù perpetua (pag. 197), e l'impressione che fecero
sovr'essi le minacce dell'Imperatore (p. 260).
[558] Io mi dimenticava d'un altro dissenziente[559] d'un grado meno
sublime ma ortodosso oltre ogni dire, il cane favorito di Paleologo, che
solito a star sempre tranquillo sui gradini del trono abbaiò
furiosamente, sinchè durò la lettura del Trattato d'unione, e vano fu
l'accarezzarlo e il flagellarlo per ridarlo al silenzio (Syropulus, p.
265-267).
[559] -Un accidente non doveva porgere soggetto di spargere il ridicolo
sulla lettura del- Decretum unionis etc. -del Concilio generale di
Firenze: se poi l'unione dei Vescovi greci coi latini non fu sincera,
com'è vero, e come risulta della Storia, per cui lo scisma continuò, e
continua ancora, ciò non ha relazione al ridicolo.- (Nota di N. N.)
[560] -Bisogna osservare a questo passo dell'Autore, che è massima de'
Decretalisti e de' Curiali della Corte di Roma, ed anche di molti
Teologi, specialmente Italiani, che devonsi considerare soltanto
autorevoli quegli atti e decreti del Concilio generale di Basilea, dati
prima che nascesse la dissensione, e la guerra fra il Concilio stesso,
ed il Papa Eugenio IV, e finchè questi approvò il Concilio, e che quelli
fatti dopo il decreto di scioglimento del Concilio stesso, scritto da
Eugenio, in un col di lui trasferimento, e nuova convocazione a Ferrara,
e indi a Firenze, non sono da valutarsi, perchè il Papa presiedette
quello di Ferrara, e indi quello di Firenze. Per altro il Concilio
generale di Pisa, dal quale fu eletto il Papa Alessandro V, erasi
adunato, ed aveva decretato, non molto tempo prima, senza l'intervento
di Papa, e tuttavia è riputato legittimo, ed autorevole da tutt'i
Teologi, ed anzi lodato per l'elezione canonica d'Alessandro in quel
tempo di gravi turbolenze. Questa contraddittoria diversità d'opinione
de' Teologi, favoritori della Corte di Roma, deriva dall'aver voluto il
Concilio di Basilea, seguendo l'esempio del Concilio di Costanza,
ristabilire l'aristocrazia de' Vescovi nel governo della Chiesa,
specialmente dopo il decreto d'Eugenio dello scioglimento, lo che il
Concilio non venne a capo di fare, per l'avveduta politica di quel Papa.
Del resto lo scioglimento della questione intorno i decreti autorevoli e
non autorevoli del Concilio di Basilea (che noi ora lasciamo volentieri
a' controversisti, perchè esigerebbe una dissertazione, che paragonasse
lo stato ed i fatti de' primi cinque secoli de' Cristiani antichi con
quello de' moderni), dipende dalla soluzione di un'altra, cioè se
l'autorità di un Concilio generale sia superiore, o no, a quella del
Papa.- (Nota di N. N.)
[561] Le Vite de' Papi raccolte dal Muratori (t. III, part. II, t. XXV)
ne rappresentano Eugenio IV, come un Pontefice di costumi illibati ed
anche esemplari. Se osserveremo però in quale arduo stato egli si
trovasse, avendo vôlti in se gli sguardi di tutto il Mondo e di tanti
nemici, vedremo in ciò un motivo, che lo costringeva ad essere molto
circospetto.
[562] Siropolo credè minore obbrobrio l'assistere alla cerimonia
dell'Unione che sottoscriverne l'atto; ma poi fu obbligato a far l'uno e
l'altro, e adduce cattive scuse per difendere la sua obbedienza ai
comandi dell'Imperatore, p. 290-292.
[563] Non v'è più oggi giorno alcuno di questi atti originali
dell'Unione. Di dieci manoscritti, cinque de' quali si conservano a
Roma, gli altri a Firenze, Bologna, Venezia, Parigi e Londra, nove sono
stati assoggettati all'esame di un Critico abile, il sig. Bréquigny, che
li ricusa a motivo della differenza delle sottoscrizioni greche e degli
abbagli nella scrittura. Alcuni però di questi possono essere riguardati
come copie autentiche, sottoscritte a Firenze prima del 26 agosto, nel
qual tempo il Pontefice e gl'Imperatori si separarono (-Mém. de
l'Académie des Inscript.-, t. XLIII, p. 287-311).
[564] Ημιν δε ως εδοκουν φωνας, -mi pareano voci senza significato-
(Syropulus, p. 297).
[565] Tornando a Costantinopoli, i Greci s'intertennero a Bologna
d'Italia cogli Ambasciatori d'Inghilterra, i quali dopo alcune
interrogazioni e risposte su tale argomento, risero della pretesa unione
di Firenze (Syropulus, p. 307).
[566] Le unioni de' Nestoriani e de' Giacobiti ec., sono sì
inconcludenti, o favolose, che invano ho scartabellata, per trovarne
qualche vestigio, la -Biblioteca Orientale- dell'Assemani, schiavo
fedelissimo del Vaticano.
[567] Ripaglia, situata presso Thonon nella Savoia, ad ostro del lago di
Ginevra, oggidì è una Certosa. Il sig. Addisson (-Viaggio d'Italia-,
vol. II, pag. 147, 148, ediz. delle sue Opere per cura di Baskerville)
ha celebrato il luogo e il fondatore. Enea Silvio, e i Padri di Basilea
non si stancano di lodare l'austero vivere del Duca eremita; ma
sfortunatamente, il proverbio francese -faire ripaille-, fa fede
dell'opinione generalmente diffusa sulla vita molle di questo
ex-Pontefice.
[568] -Anche i Papi erano uomini, e di che mai gli uomini non abusano?
Ma dagli abusi particolari che si fossero verificati rispetto ad alcuni
Pontefici, era egli lecito il dedurne la conseguenza generale per
tutti-: Continuarono ad abusarne? (Nota di N. N.)
[569] Intorno ai Concilj di Basilea, Ferrara e Firenze ho consultati gli
Atti originali che formano i volumi XVII, XVIII dell'edizione di
Venezia, terminati dalla Storia chiara, ma parziale, di Agostino
Patrizio, Italiano, del secolo XV. Essendo stati i compilatori de'
medesimi il Dupin (-Bibl. eccles.-, t. XII) e il continuatore di Fleury
(t. XXII), il rispetto che la Chiesa gallicana serba ad entrambe le
parti gli ha tenuti in una circospezione quasi ridicola.
[570] Il Meursio, nel suo primo Saggio, cita tremila seicento vocaboli
-greco-barbari-; e ne aggiunse mille ottocento in una seconda edizione,
lasciando cionnullameno molto lavoro da farsi al Porzio, al Ducange, al
Fabrotti, ai Bollandisti, ec. (Fabr., -Bibl. graec.-, t. X, pag. 101,
ec.). Trovansi parole persiane in Senofonte, e latine in Plutarco; tale
è l'inevitabile effetto del commercio e della guerra; ma questa lega non
corruppe in sostanza l'idioma.
[571] Francesco Filelfo era un sofista, o filosofo vanaglorioso, avido e
turbolento. La vita di lui è stata accuratamente composta dal Lancelot
(-Mém. de l'Acad. des Inscr.-, tom. X, p. 691-751), e dal Tiraboschi
(-Storia della Letteratura italiana-, t. VII, p. 282-294), in gran parte
seguendo le tracce delle lettere dello stesso Filelfo. Le Opere di
questo e de' suoi contemporanei, scritte con troppa ricercatezza, sono
poste in dimenticanza; ma le loro lettere famigliari dipingono gli
uomini e i tempi.
[572] Sposò, e forse aveva sedotta, la nipote di Manuele Crisoloras,
donzella ricca, avvenente, e di nobile famiglia, congiunta di sangue coi
Doria di Genova e cogli Imperatori di Costantinopoli.
[573] -Groeci quibus lingua depravata non sit... ita loquuntur vulgo hac
etiam tempestate ut Aristophanes comicus, aut Euripides tragicus, ut
Oratores omnes, ut historiographi, ut philosophi.... litterati autem
homines et doctius et emendatius.... Nam viri aulici veterem sermonis
dignitatem atque elegantiam retinebant, inprimisque ipsae nobiles
mulieres; quibus cum nullum esset omnino cum viris peregrinis
commercium, merus ille ac purus Groecorum sermo servabatur intactus-
(Philelp., -epist. ad ann. 1451, ap.- Hodium, p. 188, 189). Osserva in
un altro luogo, -uxor illa mea Theodora locutione erat admodum moderata
et suavi et maxime attica-.
[574] Filelfo cerca ridicolosamente l'origine della gelosia greca, o
orientale ne' costumi dell'antica Roma.
[575] -V.- lo stato della letteratura de' secoli XIII e XIV nelle Opere
del dotto e giudizioso Mosheim (-Instit. Hist. eccles.-, p. 434-440,
490-494.)
[576] Sul finire del secolo XV, trovavansi in Europa circa cinquanta
Università, molte delle quali fondate prima dell'anno 1300. Bologna
noverava diecimila studenti, una gran parte di giurisprudenza; le
ridette Università vedeansi tanto più popolate di scolari quanto era
minore il numero delle medesime. Nell'anno 1357 gli studenti d'Oxford da
trentamila divennero seimila (-Hist. de la Grande-Bretagne-, par Henri,
vol. IV, p. 478). Nondimeno questo numero ridotto superava ancora il
numero degli studenti da cui questa Università oggi giorno è composta.
[577] Gli Scrittori che hanno trattato più fondatamente il soggetto
della restaurazione della lingua greca in Italia, sono il dottore Humph.
Hody (-De Graecis illustribus, linguae graecae litterarumque humaniorum
instauratoribus-, Londra, 1742, in 8. grande) e il Tiraboschi (-Istoria
della Letteratura italiana-, t. V, p. 364, 377; t. VII, p. 112-143). Il
Professore di Oxford è un dotto laborioso; ma il Bibliotecario di Modena
ha il vantaggio di essere storico nazionale e moderno.
[578] -In Calabria quae olim magna Graecia dicebatur, coloniis graeci
repleta, remansit quaedam linguae veteris cognitio- (Dottore Hody, p.
2). Se i Romani la fecero sparire, fu restaurata dai Monaci di S.
Basilio, che nella sola città di Rossano possedeano sette conventi
(Giannone, -Istoria di Napoli-, t. I, p. 520).
[579] -Li barbari-, dice il Petrarca parlando degli Alemanni e dei
Francesi, -vix, non dicam libros sed nomen Homeri audierunt-. Forse in
ordine a ciò il secolo XIII era men felice di quello di Carlomagno.
[580] -V.- il carattere di Barlamo nel Boccaccio (-De geneal. Deorum-,
l. XV, c. VI).
[581] Cantacuzeno, l. II, c. 36.
[582] Intorno l'amicizia del Petrarca con Barlamo, e i due abboccamenti
che ebbero nel 1339 ad Avignone, e nel 1342 a Napoli, -V.- le eccellenti
-Mémoires sur la vie de Petrarque- (t. I, p. 406-410; t. II, p. 75-77).
[583] Il Vescovado ove si ritirò Barlamo era la Locride degli Antichi,
-Seta Cyriaca- nel Medio Evo, e corrottamente -Hieracium-, Geracia
(-Dissert. chorograph. Italiae medii aevi-, p. 312). La -dives opum- del
tempo de' Normanni fu ben tosto ridotta all'indigenza, poichè la stessa
sua Chiesa era povera; nondimeno la città contiene ancora tremila
abitanti (Swinburne, p. 340).
[584] Trascriverò un passo di questa lettera del Petrarca (-Famil.- X,
2): -Donasti Homerum non in alienum sermonem violento alveo derivatum,
sed ex ipsis Graeci eloquii scatebris, et qualis divino illi profluxit
ingenio.... Sine tua voce Homerus tuus apud me mutus, immo vero ego apud
illum surdus sum. Gaudeo tamen vel adspectu solo, ac saepe illum
amplexus atque suspirans dico: O magne vir-, etc.
[585] Intorno alla vita e agli scritti del Boccaccio, nato nel 1313 e
morto nel 1375, il lettore può consultare Fabrizio (-Bibl. lat. medii
aevi-, t. I, p. 248, ec.) e Tiraboschi (t. V, p. 83-439-451). Le
edizioni, le traduzioni e le imitazioni delle sue Novelle, o Favole sono
innumerevoli. Egli avea nondimeno rossore di comunicare quest'opera
frivola e forse scandalosa al suo rispettabile amico Petrarca, nelle
Lettere e Memorie del quale comparisce in modo onorevole.
[586] Il Boccaccio si permette una onesta vanità: -Ostentationis causa
graeca carmina adscripsi..... jure utor meo; meum est hoc decus, mea
gloria scilicet inter Etruscos graecis uti carminibus. Nonne ego fui qui
Leontium Pilatum-, etc. (-De genealog. Deorum-, l. XV, c. 7).
Quest'Opera, dimenticata oggi giorno, ebbe tredici, o quattordici
edizioni.
[587] Leone, o Leonzio Pilato, è abbastanza conosciuto, da quanto ne
dicono il Dottore Hody (p. 2-11) e l'Abate di Sades (-Vie de Petrarque-,
t. III, pag. 625-634-670-673). L'Abate di Sades con molta abilità imita
lo stile drammatico e animato del suo originale.
[588] Il Dottore Hody (p. 54) biasima acremente Leonardo Aretino, il
Guerini, Paolo Giovio, ed altri, per avere affermato che le lettere
greche erano state restaurate in Italia, -post septingentos annos-, come
se, dic'egli, fossero state in fiore fino alla fine del settimo secolo.
Forse cotesti Scrittori appoggiavano i loro computi alla fine
dell'Esarcato, perchè la presenza de' militari e de' magistrati greci in
Ravenna dovea in qualche modo avervi conservato l'uso della lingua che
si parlava in Bisanzo.
[589] -V.- l'articolo di Manuele, o Emmanuele Crisoloras, in Hody (p.
12-54) e Tiraboschi (t. VII, pag. 113-118). La vera data dell'arrivo di
questo dotto in Italia, si contiene fra il 1390 e il 1400, nè ha d'altra
epoca sicura che il regno di Bonifazio IX.
[590] Cinque o sei cittadini nativi di -Arezzo-, hanno preso
successivamente il nome di -Aretino-; il più celebre e il men degno di
esserlo, visse nel secolo XVI. Leonardo Bruni l'Aretino, discepolo di
Crisoloras, fu dotto nelle lingue, oratore, storico, segretario di
quattro Pontefici e cancelliere della Repubblica di Firenze, ove morì
nel 1444, in età di settantacinque anni (Fabr., -Bibl. medii aevi-, t.
I, pag. 190 ec.; Tiraboschi, t. VII, p. 33-38).
[591] -V.- questo passo nell'Aretino. -In Commentario rerum suo tempore
in Italia gestarum, apud Hodium-, p. 28-30.
[592] Il Petrarca, che amava questo giovinetto, si dolea sovente di
scorgere nel suo discepolo una impaziente curiosità, una indocile
irrequietezza, e un'inclinazione all'orgoglio, che però ne annunciavano
il genio e i futuri pregi (-Mém. sur le Pétrarque-, t. III, p. 700-709).
[593] -Hinc graecae latinaeque scholae exortae sunt, Guarino Philelpho,
Leonardo Aretino, Caroloque, ac plerisque aliis tamquam ex equo Trojano
prodeuntibus, quorum emulatione multa ingenia deinceps ad laudem
excitata sunt- (-Platina in Bonifacio IX-). Un altro Autore italiano
aggiunge i nomi di -Paulus Petrus Vergerius, Omnibonus Vincentius,
Poggius, Franciscus Barbarus,- etc. Ma dubito se un'esatta cronologia
concederebbe a Crisoloras l'onore di avere formati tutti questi dotti
discepoli (Hody, p. 25-27, ec.).
[594] -V.- in Hody l'articolo di Bessarione (pag. 136-177), Teodoro
Gaza, Giorgio da Trebisonda, e gli altri Maestri greci da me nominati,
od omessi, si vedono citati ne' diversi capitoli di questo dotto
Scrittore. -V.- anche Tiraboschi nella I e II parte del suo sesto tomo.
[595] I Cardinali picchiarono alla porta di Bessarione, ma il suo
conclavista ricusò di aprire per non distoglierlo da' suoi studj. «Ah!
Nicolò, diss'egli, poichè lo seppe, il tuo rispetto mi ha fatto perdere
la tiara, e a te un cappello di Cardinale».
[596] Eran fra questi Giorgio da Trebisonda, Teodoro Gaza, Argiropolo e
Andronico da Tessalonica, Filelfo, Poggio, Biondi, Nicolai, Perotti,
Valla, Campano, Platina ec. -Viri- (dice Hody, collo zelo di uno
scolaro) -nullo oevo perituri- (p. 137).
[597] Giovanni Lascaris era nato prima della presa di Costantinopoli, e
continuò i suoi studj fino al 1535. I più chiari protettori di lui
furono Leone X e Francesco I, sotto gli auspizj de' quali fondò i
Collegi greci di Roma e di Parigi (Hody, p. 247-275). Egli lasciò figli
in Francia; ma i Conti di Ventimiglia, e le numerose famiglie che ne
derivano, non hanno altro diritto a questo cognome, fuor d'un dubbioso
contratto di nozze colla figlia dell'Imperatore greco nel secolo
decimoterzo (Ducange, -Fam. byzant.-, p. 224-230).
[598] Francesco Florido ha conservati e confutati due epigrammi contro
Virgilio, e tre contro Cicerone, chiamando l'autor di essi -Graeculus
ineptus et impudens- (Hody, p. 274). Abbiamo avuto ai nostri giorni un
Critico inglese, Geremia Markland, che ha trovata nell'Eneide -multa
languida, nugatoria, spiritu et majestate carminis heroici defecta-, e
molti versi ch'egli avrebbe arrossito di confessare per suoi (-Praefat.
ad Statii Sylvas-, p. 21, 22).
[599] Emmanuele Crisoloras e i suoi colleghi sono stati accusati
d'ignoranza, d'invidia e d'avarizia (-Sylloge-, ec., t. II, p. 235). I
Greci moderni pronunciano il β come il -v- consonante, e confondono le
tre vocali η ι υ e molti dittonghi. Tale era la pronunzia comune, che il
severo Gardiner, mettendo leggi penali, mantenne nell'Università di
Cambridge; ma il monosillabo βη, ad orecchio attico, ricordava il belar
di un agnello, e un agnello sarebbe stato senza dubbio miglior
personaggio di riscontro che un Vescovo o un Cancelliere. I Trattati dei
dotti che corressero la pronunzia, e particolarmente di Erasmo, si
troveranno nella -Sylloge- di Havercamp (due volumi in 8., -Lugd. Bat.-,
1736-1740). Ma è cosa difficile additar suoni per via di parole, e la
pratica delle lingue viventi ci fa conoscere che la pronunzia delle
lingue non può essere data ad intendere che col fatto e dai nativi che
parlano bene le medesime. Osserverò qui che Erasmo ha approvata la
nostra pronuncia del θ, -th- (Erasmo, t. II, p. 130).
[600] Giorgio Gemisto Pleto, autore di voluminose opere sopra diversi
argomenti, fu maestro di Bessarione e di tutti i Platonici del suo
secolo. Invecchiando, visitò l'Italia, ma tornò presto a terminare il
corso di sua vita nel Peloponneso. -V.- una singolare -diatriba- di
Leone Allazio -de Georgiis-, in Fabrizio (-Bibl. graec.-, t. X, p.
739-756).
[601] Il Boivin (-Mém. de l'Acad. des Inscript.-, tom. II, p. 715-729) e
il Tiraboschi (t. VI, part. I, p. 259, 288) hanno descritto con
chiarezza lo stato della filosofia platonica nell'Italia.
[602] -V.- la vita di Nicolò V composta da due autori contemporanei,
Gianotto Manetto (t. III, parte II, pag. 905-962) e Vespasiano da
Firenze (t. XXV, p. 267-290), nella Raccolta del Muratori. Si consulti
anche il Tiraboschi (t. VI, p. 1-46, 52-109) e Hody agli articoli,
Teodoro Gaza, Giorgio da Trebisonda ec.
[603] Il lord Bolingbroke osserva con eguale spirito e aggiustatezza che
i Pontefici in ordine a ciò mostrarono minore politica del Muftì,
rompendo eglino stessi il talismano che tenea da sì lungo tempo soggetto
il Mondo (-Lettere sullo studio della Storia-, l. VI, p. 165, 166, ediz.
in 8., 1779)[604].
[604] V. -la Nota di N. N. nella seguente pagina-.
[605] -Fu grande, a dir vero, il merito di Nicolò V; e le Opere de'
classici Greci, ch'egli procacciò con tante spese, e con tante cure alle
nazioni, allora ignorantissime d'Europa, furono per il fatto il
fondamento, ed il motivo dei progressi delle nostre cognizioni nella
Storia antica; ed erano esse grandemente da preferirsi ai
settantaquattro canoni detti Arabici, scritti e falsamente attribuiti,
quasi ducento anni dopo, al Concilio generale di Nicea, onde renderli
autorevoli; agli otto libri delle Costituzioni, e dei canoni falsamente
attribuiti agli Appostoli per la medesima ragione; alle false decretali
del Vescovo Isidoro, delle quali detto abbiamo in altra nota nel Tomo
IX, p. 307, ed a varie altre leggende di simil conio, spacciate col
favore della generale e profonda ignoranza, ed estrema credulità, e che
conservavansi manoscritte, prima che vi fosse l'arte della stampa, negli
Archivj della Chiesa romana con grande gelosia, e che oggidì sono
inserite e stampate anche nel- Labbe, Collectio Magna Conciliorum, -con
le dovute annotazioni d'uomini dottissimi e cattolici, dimostranti la
nessuna loro autenticità, siccome fece pure il Fleury nella sua Storia
ecclesiastica, ed altri uomini sapienti e cattolici. Per altro se
conservavansi nel Vaticano questi scritti, che la buona critica che dopo
venne discoprì apocrifi, ve ne erano altresì un grande numero
d'autentici pure, intorno le materie della religione.- (Nota di N. N.)
[606] -V.- la -Storia letteraria- di Cosimo e di Lorenzo de' Medici in
Tiraboschi (t. VI, p. 1, l. 1, c. 2), che non lascia privi di giusti
encomj Adolfo d'Aragona, Re di Napoli, i Duchi di Milano, di Ferrara,
d'Urbino ec. La repubblica di Venezia è quella che ha men diritto alla
riconoscenza dei dotti.
[607] -V.- Tiraboschi (t. VI, parte I, p. 104), e la compilazione della
prefazione di Giovanni Lascaris alla Antologia greca, stampata a Firenze
nel 1494. -Latebant- (dice Aldo nella sua Prefazione agli Oratori greci,
presso Hody, p. 249) -in Athos Thraciae monte; eas Lascaris.... in
Italiam reportavit. Miserat enim ipsum Laurentius ille Medices in
Graeciam ad inquirendos simul et quantovis emendos pretio bonos libros-.
È cosa meritevole di osservazione che questa indagine fu agevolata da
Baiazetto II.
[608] Negli ultimi anni del secolo decimoquinto, Grossino, Linacero e
Latimero, che aveano studiato a Firenze sotto Demetrio Calcocondila,
introdussero la lingua greca nell'Università di Oxford. -V.- la -Vita-
di Erasmo, non priva di singolarità, che ha composta il dottore Knight;
benchè zelante campione della sua Accademia, questo Biografo è costretto
a confessare che Erasmo, maestro di lingua greca a Cambridge, l'aveva
imparata ad Oxford.
[609] I gelosi Italiani bramavano riserbarsi il monopolio della cattedra
di lingua greca. Quando Aldo si trovò in procinto di pubblicare i suoi
Comentarj intorno Sofocle ed Euripide, -Cave-, gli dissero, -cave hoc
facias, ne Barbari istis adjuti, domi maneant; et pauciores in Italiam
ventitent- (-V.- il dottore Knight, nella sua -Vita di Erasmo-, pag.
365, tolta da Beato Renano).
[610] La Tipografia di Aldo Manuzio, Romano, fu posta a Venezia verso
l'anno 1494. Egli stampò oltre a sessanta voluminose Opere di greca
letteratura, la maggior parte delle quali erano tuttavia manoscritte e
conteneano Trattati di diversi autori; di alcuni di questi egli compose
due, tre e sino a quattro edizioni (Fabrizio, -Bibl. graec.-, t. XIII,
p. 605 ec.). Questo merito di Aldo non ci dee far dimentichi nullameno
che il primo libro greco, la -Gramatica di Costantino Lascaris-, fu
stampata a Milano nel 1476, e che l'Omero, stampato a Firenze nel 1488,
è adorno d'ogni fregio dell'arte della Tipografia. -V.- gli -Annali
tipografici del Mattaire e la Bibliografia istruttiva - del Debure,
Stampatore-libraio di Parigi, distintosi per le sue cognizioni.
[611] Sceglierò tre singolari esempli di questo classico entusiasmo, 1.
Nel tempo del Sinodo di Firenze, Gemisto Peto, standosi ad
intertenimento famigliare con Giorgio da Trebisonda, gli pronosticò che
ben presto tutte le nazioni, rinunciando all'Evangelio e al Corano,
abbraccierebbero un culto simile a quello dei Gentili (Leo Allatius,
-apud- Fabricium, t. X, p. 751). 2. Paolo II perseguitò l'Accademia
romana fondata da Pomponio Leto, i cui primarj individui erano stati
accusati di eresia, di empietà e di -paganesimo-. (Tiraboschi, t. VI,
parte I, p. 81, 82). 3. Nel successivo secolo alcuni studenti e poeti
celebrarono in Francia la festa di Bacco, e immolarono, dicesi, un capro
per festeggiare il buon successo ottenuto dal Jodelle nella
rappresentazione della sua tragedia, la Cleopatra (-Dictionnaire de
Bayle-, art. -Jodelle-; Fontenelle, t. III, p. 56-61). Per vero dire la
mal intesa divozione spesse volte ha creduto scoprire una seria empietà
in quanto era solamente giuoco della immaginazione e del sapere.
[612] Il Boccaccio non morì che nell'anno 1375, nè possiamo assegnare
un'epoca anteriore del 1480 al -Morgante Maggiore- di Luigi Pulci, e
all'-Orlando Innamorato- del Boiardo (Tiraboschi, t. VI, parte II, p.
174-177).
FINE DEL VOLUME DUODECIMO
INDICE DEI CAPITOLI E DELLE MATERIE CHE SI CONTENGONO NEL DUODECIMO
VOLUME
CAPITOLO LX. -Scisma de' Greci e de' Latini.
Stato di Costantinopoli. Ribellione de' Bulgari.
Isacco l'Angelo scacciato dal trono per opera
del suo fratello Alessio. Origine della quarta
Crociata. I Francesi e i Veneziani collegati
col figlio d'Isacco. Spedizione navale a
Costantinopoli. I due assedj, e resa della
città caduta in mano de' Latini.-
A. D.
Scisma de' Greci -pag.- 5
Loro avversione ai Latini6
Processione dello Spirito Santo7
Variazioni nella disciplina ecclesiastica 10
857-887 Dispute mosse da ambizione tra Fozio Patriarca
di Costantinopoli e i Pontefici12
1054 Il Patriarca di Costantinopoli e i Greci
scomunicati dai Papi 15
1100-1200 Nimistà fra i Greci e i Latini16
I Latini a Costantinopoli 18
1185-1195 Regno e indole d'Isacco l'Angelo 21
1187 Ribellione de' Bulgari 23
1195-1203 Usurpazione e indole di Alessio l'Angelo 25
1198 Quarta Crociata27
Crociata de' Baroni francesi 29
697-1200 Stato de' Veneziani 32
Lega de' Francesi co' Veneziani 36
1202 Unione della Crociata e partenza da Venezia 39
Assedio di Zara42
Lega de' Crociati col giovine Alessio 44
1203 I Crociati partono da Zara per Costantinopoli47
Arrivo50
Inutili tentativi dell'Imperatore per negoziare 51
Passaggio del Bosforo53
Costantinopoli presa e assediata la prima
volta dai Latini57
Isacco l'Angelo e Alessio figlio del medesimo
rimessi in trono61
Dispareri fra i Greci e i Latini 65
1204 Rincomincia la guerra69
Morzullo scaccia dal trono i due Angeli
padre e figlio 70
Secondo assedio di Costantinopoli70
Saccheggio di Costantinopoli 76
Parteggiamento del bottino 78
Miseria dei Greci 80
Sacrilegj e scherni 82
Distruzione delle statue83
CAPITOLO LXI. -I Francesi e i Veneziani si dividono
fra loro l'Impero. Cinque Imperatori latini
delle Case di Fiandra e di Courtenai. Loro
guerre contro i Bulgari e i Greci. Debolezza
e povertà dell'Impero latino. Costantinopoli
ripresa dai Greci. Conseguenza generale
delle Crociate.-
1204 Baldovino I eletto Imperatore105
Parteggiamento dell'Impero greco110
1204 ec. Ribellione de' Greci 115
1204-1122 Teodoro Lascaris Imperatore di Nicea 116
1205 Guerra de' Bulgari 121
Sconfitta e cattività di Baldovino 124
1206-1216 Regno e indole di Enrico 127
1217 Pietro di Courtenai Imperatore d'Oriente 132
1217-1219 Prigionia e morte di Pietro di Courtenai 134
1221-1228 Roberto Imperatore di Costantinopoli 135
1228-1237 Baldovino II e Giovanni di Brienne Imperatori
di Costantinopoli 137
1237-1261 Santa Corona di spine 144
Buoni successi de' Greci 148
1261 Costantinopoli ripresa dai Greci151
Conseguenze generali delle Crociate155
1020 Origine della famiglia di Courtenai162
1101-1152 I. I Conti di Edessa164
II. I Courtenai di Francia166
1150 Loro unione colla famiglia reale di Francia 167
III. I Courtenai d'Inghilterra 171
I Conti di Devon 172
CAPITOLO LXII. -Gl'Imperatori greci di Nicea e
di Costantinopoli. Innalzamento e regno di
Michele Paleologo. Finta riconciliazione del
medesimo col Papa e colla Chiesa latina.
Divisamenti ostili del Duca d'Angiò. Ribellioni
della Sicilia. Guerra dei Catalani nell'Asia
e nella Grecia. Sommossa di Atene, e stato
presente di questa città.-
Restaurazione dell'Impero greco 177
1204-1222 Teodoro Lascaris 178
1222-1225 Giovanni Duca Vatace178
1255-1259 Teodoro Lascaris II 181
Famiglia e carattere di Michele Paleologo185
Suo innalzamento al trono 189
1260 Michele Paleologo Imperatore 193
1261 Conquista di Costantinopoli 193
Ritorno dell'Imperator greco 195
Paleologo manda in bando il giovine Imperatore
dopo avergli fatto cavar gli occhi 197
1262-1268 Scomunicato dal Patriarca Arsenio 198
1296-1319 Scisma degli Arseniani 200
1259-1282 Regno di Michele Paleologo202
1273-1332 Regno di Andronico il Vecchio202
1274-1277 Sua unione colla Chiesa latina 203
1272-1282 Perseguita i Greci 207
1283 Unione delle due Chiese disciolta 210
1266 Carlo d'Angiò s'impadronisce di Napoli
e della Sicilia210
1270 Minaccia l'Impero greco213
1280 Paleologo sollecita i Siciliani a ribellarsi214
1303-1307 Servigio e guerra de' Catalani nell'Impero greco 220
1204-1456 Mutamenti politici accaduti in Atene 226
Presente stato di Atene229
CAPITOLO LXIII. -Guerre civili e rovine dell'Impero
greco. Regni di Andronico il Vecchio, di Andronico
il Giovane, e di Giovanni Paleologo. Reggenza,
sommossa, regno e rinunzia di Giovanni Cantacuzeno.
Fondazione di una Colonia genovese a Pera e a Galata.
Guerre de' Coloni contro l'Impero e la città di
Costantinopoli.-
1282-1320 Superstizione di Andronico e del suo secolo 233
1325 Coronazione di Andronico il Giovane241
1328 Andronico il Vecchio rassegna l'Impero243
1332 Morte di questo 245
1328-1341 Regno di Andronico il Giovane245
Due mogli avute dal medesimo 246
1341-1391 Regno di Giovanni Paleologo 249
Buona sorte di Giovanni Cantacuzeno249
Nominato alla Reggenza dell'Impero 251
1341 Contrastatagli251
Da Apocauco251
Dall'Imperatrice Anna di Savoia 252
Dal Patriarca 252
Assume la porpora254
1341-1347 Guerra civile 256
Vittoria di Cantacuzeno257
Reingresso in Costantinopoli 259
1347-1355 Regno di Cantacuzeno261
1353 Giovanni Paleologo move le armi
contro Cantacuzeno264
1355 Cantacuzeno nel mese di gennaio rassegna
il trono 265
1341-1351 Disputa intorno la luce del Monte Tabor 265
1291-1347 I Genovesi mettono domicilio a Pera o Galata269
Commercio e tracotanza de' Genovesi272
1348 Guerra de' Genovesi contra l'Imperatore
Cantacuzeno 274
Sconfitta della flotta di Cantacuzeno 275
1352 Vittoria riportata dai Genovesi su i Greci
e sui Veneziani276
CAPITOLO LXIV. -Conquiste di Gengis-kan e
de' Mongulli dalla Cina sino alla Polonia.
Pericolo in cui si trovano i Greci a
Costantinopoli. Origine de' Turchi Ottomani
in Bitinia. Regni e vittorie di Otmano,
Orcano, Amurat I e Baiazetto I. Fondazione e
progressi della Monarchia de' Turchi in Asia
e in Europa. Situazione critica di
Costantinopoli e del greco Impero.-
1206-1227 Zingis-kan, o Gengis-kan, primo Imperatore de'
Mongulli e de' Tartari 282
Leggi di Gengis-kan 285
1214 Invade la Cina289
1218-1224 Carizme, la Transossiana e la Persia 291
1227 Morte di Gengis-kan 294
1227-1296 Conquiste de' Mongulli sotto i successori
di Gengis294
1234 Dell'Impero settentrionale della Cina 295
1279 Della Cina meridionale 297
1258 Della Persia e dell'Impero de' Califfi298
1242-1272 Della Natolia 300
1235-1245 Del Kipsak, della Russia, della Polonia e
dell'Ungheria 301
1242 Della Siberia 305
1227-1259 I successori di Gengis 306
1259-1368 Adottano i costumi della Cina308
1259-1300 Divisione dell'Impero de' Mongulli 310
1240-1304 Pericoli che minacciano Costantinopoli e
l'Impero greco 310
1304 Invilimento in cui cadono gl'Imperatori,
o Kan Mongulli della Persia313
1240 ec. Origine degli Ottomani314
1299-1326 Regno di Otmano 315
1326-1360 Regno di Orcano 317
1316-1339 Conquista della Bitinia318
1300 Anatolia divisa fra gli Emiri turchi 319
1312 ec. Province asiatiche perdute dai Greci 319
1310-1523 Cavalieri di Rodi321
1341-1347 Primo passaggio de' Turchi in Europa 321
1346 Nozze di Orcano con una Principessa greca324
1353 Ottomani in Europa 326
Morte di Orcano e di Solimano figlio di Orcano 328
1360-1389 Regno di Amurat I, e sue conquiste in Europa328
Giannizzeri330
1389-1403 Regno di Baiazetto o Ilderim 331
Conquiste del medesimo dall'Eufrate al Danubio 332
1396 Battaglia di Nicopoli 334
1396-1398 Crociata e prigionia de' Principi francesi 335
1355-1391 L'Imperator Giovanni Paleologo 340
Discordia de' Greci 340
1391-1425 L'Imperatore Manuele342
1395-1402 Angustia di Costantinopoli342
CAPITOLO LXV. -Innalzamento di Timur, o Tamerlano
1
[
]
,
'
,
2
(
,
-
.
3
.
-
,
.
)
,
4
'
.
5
6
[
]
-
.
-
,
.
,
.
,
.
7
8
[
]
(
.
,
.
-
)
(
.
)
,
9
,
'
.
10
11
[
]
-
.
-
,
-
'
-
,
.
,
.
.
12
.
13
;
14
,
.
15
16
[
]
,
-
.
-
(
-
.
17
.
-
,
.
,
.
,
,
.
.
,
.
)
,
18
.
,
(
-
.
-
,
.
19
,
.
-
)
,
,
20
.
21
22
[
]
(
-
23
-
)
24
'
.
-
,
25
,
26
,
-
.
-
-
(
27
.
)
-
.
.
.
.
-
(
)
-
28
;
,
,
29
,
30
-
.
-
-
31
(
.
)
.
32
33
[
]
34
,
35
.
36
37
[
]
-
-
(
.
.
38
-
)
,
(
-
-
-
,
.
-
)
.
39
'
,
'
,
40
.
41
42
[
]
43
'
;
'
44
45
.
,
46
47
'
.
,
48
,
.
49
,
,
(
-
.
.
-
,
.
,
.
)
,
50
.
51
'
,
52
'
,
-
.
-
.
,
.
,
,
-
.
53
54
[
]
.
55
56
(
.
,
.
)
,
(
-
-
57
,
.
,
.
,
)
.
58
,
'
?
59
60
[
]
,
,
61
,
-
-
62
,
,
-
,
-
;
63
,
64
65
,
-
'
-
.
66
67
[
]
68
'
'
69
;
70
'
,
,
71
,
.
,
72
'
.
73
74
[
]
.
.
.
.
75
,
,
76
-
.
.
.
.
77
'
,
78
'
-
.
'
-
,
79
,
80
;
'
81
,
82
'
.
83
84
[
]
85
(
-
-
-
-
)
,
86
,
'
,
87
'
'
88
(
.
)
.
89
90
[
]
(
-
.
-
)
91
'
'
,
92
,
'
,
93
.
94
95
[
]
96
97
(
.
,
.
,
.
)
,
-
.
-
98
.
-
-
,
99
,
100
101
.
102
103
[
]
-
.
-
(
-
.
-
,
.
,
.
)
,
104
'
,
-
-
105
,
-
-
(
.
)
,
106
,
.
107
108
[
]
,
,
109
;
'
(
-
.
110
.
-
,
,
.
)
'
.
111
,
,
112
.
-
,
113
-
(
,
.
.
.
)
.
114
'
,
115
.
116
117
[
]
-
.
-
,
.
,
.
.
118
,
'
,
119
120
(
-
.
121
-
,
,
)
,
122
(
,
-
.
.
-
,
.
,
.
-
)
.
123
124
[
]
-
.
-
,
-
.
.
-
,
.
-
.
125
126
[
]
'
'
,
127
-
-
,
(
,
.
,
.
128
)
,
,
129
'
130
.
'
131
(
-
.
-
-
-
,
)
.
132
133
[
]
;
134
,
,
135
'
.
136
,
137
(
,
.
,
.
,
)
.
138
139
[
]
-
'
140
,
,
.
141
-
(
.
)
;
-
'
142
143
.
-
(
.
.
)
144
145
[
]
-
-
(
.
146
'
)
,
147
'
148
.
'
,
149
'
150
,
.
151
152
[
]
153
'
,
154
.
-
.
-
-
-
(
.
155
,
.
,
,
.
,
.
)
156
.
157
,
,
158
.
159
160
[
]
.
,
,
161
-
'
,
-
,
.
;
162
'
,
,
163
.
164
165
[
]
,
,
166
-
-
,
167
.
,
168
,
169
.
,
,
170
,
.
171
,
,
'
,
172
?
173
174
[
]
-
,
175
'
'
.
176
,
177
,
,
178
,
,
179
,
180
'
.
'
181
,
.
-
(
.
.
)
182
183
[
]
'
(
.
.
,
.
,
.
,
.
)
184
185
.
186
187
[
]
,
.
.
188
'
189
'
;
190
.
191
(
.
)
,
192
.
193
194
[
]
,
;
195
,
196
.
,
'
197
,
,
,
198
,
'
.
199
200
[
]
,
201
,
202
'
;
203
'
,
'
204
'
,
.
205
'
:
(
)
206
,
-
'
207
'
,
208
-
.
?
?
209
210
[
]
(
.
-
)
'
211
.
212
,
,
'
213
.
214
215
[
]
-
,
,
216
217
.
-
(
.
.
)
218
219
[
]
,
,
,
220
221
,
,
-
222
,
,
223
-
.
224
,
225
,
226
.
227
228
[
]
(
.
)
'
229
(
.
)
.
'
230
'
,
,
231
(
.
)
.
232
233
[
]
,
,
234
(
.
,
.
)
.
-
,
235
-
.
236
'
.
;
237
(
.
-
)
,
.
238
239
[
]
240
:
241
,
242
,
-
243
,
244
-
(
.
)
,
245
.
246
247
[
]
.
248
,
,
249
;
'
250
'
-
-
(
-
-
,
251
-
-
)
-
-
,
252
.
'
253
?
254
255
[
]
,
,
256
.
257
(
.
,
.
-
)
,
258
;
,
,
259
.
260
261
[
]
(
-
,
262
,
-
)
.
,
,
263
'
,
264
.
265
'
'
'
.
266
,
267
:
268
.
269
270
[
]
271
,
-
272
-
.
273
,
274
'
.
-
275
,
276
,
-
.
277
278
[
]
,
279
'
280
,
(
.
-
)
,
281
282
'
.
283
284
[
]
,
;
285
286
'
287
(
-
.
.
.
.
.
-
)
.
288
.
289
290
[
]
291
(
-
.
-
,
.
,
292
.
)
,
293
'
.
294
,
-
.
-
295
(
.
)
.
296
297
[
]
'
,
'
(
.
.
-
)
,
298
,
,
,
,
.
-
.
-
299
(
-
-
,
.
,
.
-
)
.
300
301
[
]
'
302
,
,
.
303
'
304
'
,
,
305
(
,
-
-
,
.
)
.
306
'
,
-
307
-
'
(
,
-
.
.
-
.
308
,
.
,
.
)
.
309
310
[
]
'
,
-
.
-
(
.
,
311
-
)
.
,
312
.
313
314
-
-
,
315
'
;
'
316
.
317
318
[
]
,
,
319
'
320
.
321
,
.
'
322
,
,
323
.
,
324
,
'
325
(
,
.
,
)
.
326
,
,
327
,
,
(
.
328
-
-
)
.
329
330
[
]
(
.
,
-
-
)
'
331
,
332
'
.
333
334
[
]
'
335
-
-
.
336
(
.
)
337
,
.
338
,
.
339
340
[
]
;
341
'
'
.
342
,
343
,
344
.
345
346
[
]
'
347
(
,
.
-
-
-
)
.
348
,
349
-
-
,
.
350
351
[
]
:
352
,
,
-
353
'
'
,
354
-
(
,
.
)
.
355
,
.
,
,
,
,
.
356
357
[
]
-
.
-
'
358
(
.
)
,
'
359
,
'
.
360
361
[
]
'
'
,
-
.
-
362
(
.
)
.
363
,
.
'
,
364
'
,
365
,
(
,
.
366
)
.
367
368
[
]
369
'
(
.
)
;
370
,
371
.
372
373
[
]
'
,
374
'
(
.
)
,
'
375
'
'
(
.
)
.
376
377
[
]
'
[
]
'
378
,
,
379
380
,
'
,
381
'
(
,
.
382
-
)
.
383
384
[
]
-
385
-
.
-
386
:
'
,
387
'
,
,
,
388
,
.
-
(
.
.
)
389
390
[
]
-
'
,
'
391
'
,
392
,
,
393
,
394
,
,
395
,
,
396
,
397
,
,
,
398
,
,
399
,
.
400
,
,
401
,
,
,
'
402
,
,
'
403
,
'
'
404
.
'
405
'
,
,
'
406
,
'
,
407
'
'
,
408
'
,
409
,
'
.
410
411
(
412
'
,
,
413
'
'
414
'
)
,
'
,
415
'
,
,
416
.
-
(
.
.
)
417
418
[
]
'
(
.
,
.
,
.
)
419
,
420
.
421
,
422
,
,
423
.
424
425
[
]
'
426
'
'
;
'
427
'
,
428
'
,
.
-
.
429
430
[
]
'
431
'
.
,
'
432
,
,
,
,
,
433
'
,
.
,
434
435
.
436
,
,
437
'
(
-
.
438
'
.
-
,
.
,
.
-
)
.
439
440
[
]
,
-
-
441
(
,
.
)
.
442
443
[
]
,
'
444
'
'
,
445
,
446
(
,
.
)
.
447
448
[
]
'
'
.
,
449
,
,
,
450
,
-
-
'
,
451
.
452
453
[
]
,
,
454
,
.
.
(
-
'
-
,
455
.
,
.
,
,
.
)
456
.
,
457
'
;
458
,
-
-
,
459
'
460
-
.
461
462
[
]
-
,
?
463
464
,
465
-
:
?
(
.
.
)
466
467
[
]
,
468
,
'
469
,
,
,
470
,
,
.
'
471
(
-
.
.
-
,
.
)
472
(
.
)
,
473
.
474
475
[
]
,
,
476
-
-
-
;
,
477
,
,
478
,
,
.
(
.
,
-
.
.
-
,
.
,
.
,
479
.
)
.
,
;
480
'
;
481
'
.
482
483
[
]
,
,
484
.
485
(
-
.
'
.
.
-
,
.
,
.
-
)
,
486
(
-
-
,
.
,
.
-
)
,
487
.
488
'
,
,
489
;
490
.
491
492
[
]
,
,
,
493
,
,
,
494
.
495
496
[
]
-
.
.
.
497
,
,
498
,
,
.
.
.
.
499
.
.
.
.
500
,
501
;
502
,
-
503
(
.
,
-
.
.
,
.
-
,
.
,
)
.
504
,
-
505
-
.
506
507
[
]
'
,
508
'
'
.
509
510
[
]
-
.
-
'
511
(
-
.
.
.
-
,
.
-
,
512
-
.
)
513
514
[
]
,
515
,
'
.
516
,
;
517
518
.
'
'
519
(
-
.
-
-
,
,
520
.
,
.
)
.
521
.
522
523
[
]
524
,
.
525
(
-
,
526
-
,
,
,
.
)
(
-
527
-
,
.
,
.
,
;
.
,
.
-
)
.
528
;
529
.
530
531
[
]
-
,
532
,
-
(
,
.
533
)
.
,
.
534
,
535
(
,
-
-
,
.
,
.
)
.
536
537
[
]
-
-
,
538
,
-
,
-
.
539
.
540
541
[
]
-
.
-
(
-
.
-
,
542
.
,
.
)
.
543
544
[
]
,
.
,
.
.
545
546
[
]
'
,
547
,
,
-
.
-
548
-
-
(
.
,
.
-
;
.
,
.
-
)
.
549
550
[
]
,
551
-
-
,
-
-
,
552
(
-
.
.
-
,
.
)
.
-
-
553
'
'
,
554
;
555
(
,
.
)
.
556
557
[
]
(
-
.
-
,
558
)
:
-
,
559
,
560
.
.
.
.
,
561
.
,
562
:
-
,
.
563
564
[
]
,
565
,
(
-
.
.
566
-
,
.
,
.
,
.
)
(
.
,
.
-
-
)
.
567
,
,
568
.
'
569
,
570
.
571
572
[
]
:
-
573
.
.
.
.
.
;
,
574
.
575
-
,
.
(
-
.
-
,
.
,
.
)
.
576
'
,
,
,
577
.
578
579
[
]
,
,
,
580
(
.
-
)
'
(
-
-
,
581
.
,
.
-
-
-
)
.
'
582
.
583
584
[
]
(
.
)
,
585
,
,
,
586
,
-
-
,
587
,
'
,
.
588
589
'
,
'
'
590
'
591
.
592
593
[
]
-
.
-
'
,
,
(
.
594
-
)
(
.
,
.
-
)
.
'
595
,
,
'
596
.
597
598
[
]
-
-
,
599
-
-
;
600
,
.
'
,
601
,
,
,
,
602
,
603
,
(
.
,
-
.
-
,
.
604
,
.
.
;
,
.
,
.
-
)
.
605
606
[
]
-
.
-
'
.
-
607
,
-
,
.
-
.
608
609
[
]
,
,
610
,
611
,
'
'
,
612
(
-
.
-
,
.
,
.
-
)
.
613
614
[
]
-
,
,
615
,
,
616
,
617
-
(
-
-
)
.
618
-
,
,
619
,
,
-
.
'
620
'
621
(
,
.
-
,
.
)
.
622
623
[
]
-
.
-
'
(
.
-
)
,
624
,
,
,
625
,
'
626
.
-
.
-
.
627
628
[
]
,
629
'
.
«
!
630
,
'
,
,
631
,
»
.
632
633
[
]
,
,
634
,
,
,
,
,
,
635
,
,
.
-
-
(
,
636
)
-
-
(
.
)
.
637
638
[
]
,
639
.
640
,
'
641
(
,
.
-
)
.
642
;
,
643
,
,
'
644
'
645
(
,
-
.
.
-
,
.
-
)
.
646
647
[
]
648
,
,
'
-
649
-
(
,
.
)
.
650
,
,
'
-
651
,
,
-
,
652
'
(
-
.
653
-
,
.
,
)
.
654
655
[
]
656
'
,
'
'
(
-
-
,
.
,
.
,
.
)
.
657
-
-
,
658
.
,
659
,
,
'
660
;
,
,
661
,
662
.
663
,
,
664
-
-
(
.
,
-
.
.
-
,
665
-
)
.
,
666
667
668
.
669
,
-
-
(
,
.
,
.
)
.
670
671
[
]
,
672
,
673
.
,
'
,
674
.
-
.
-
-
-
675
-
-
,
(
-
.
.
-
,
.
,
.
676
-
)
.
677
678
[
]
(
-
.
'
.
.
-
,
.
,
.
-
)
679
(
.
,
.
,
.
,
)
680
'
.
681
682
[
]
-
.
-
,
683
(
.
,
,
.
-
)
684
(
.
,
.
-
)
,
.
685
(
.
,
.
-
,
-
)
,
686
,
.
687
688
[
]
689
,
690
691
(
-
-
,
.
,
.
,
,
.
692
.
,
)
[
]
.
693
694
[
]
.
-
.
.
-
.
695
696
[
]
-
,
,
;
'
697
,
'
,
698
,
'
,
699
,
700
;
701
,
,
702
,
,
703
;
,
704
;
705
,
706
,
.
,
,
707
,
,
708
,
'
,
709
,
710
-
,
,
-
711
'
,
712
,
713
,
.
714
,
715
,
716
'
,
.
-
(
.
.
)
717
718
[
]
-
.
-
-
-
'
719
(
.
,
.
,
.
,
.
)
,
720
'
,
,
,
,
721
'
.
722
.
723
724
[
]
-
.
-
(
.
,
,
.
)
,
725
,
726
.
-
-
(
,
727
,
.
)
-
;
.
.
.
.
728
.
729
-
.
730
731
.
732
733
[
]
,
,
734
,
,
735
'
.
-
.
-
-
-
736
,
,
;
737
,
738
,
,
'
739
.
740
741
[
]
742
.
743
,
-
-
,
,
-
744
,
,
;
745
-
(
-
.
-
,
-
-
,
.
746
,
)
.
747
748
[
]
,
,
749
'
.
750
,
751
;
752
,
(
,
-
.
.
-
,
.
,
753
.
.
)
.
754
,
-
-
,
755
,
'
,
,
756
'
'
.
-
.
-
-
757
-
,
758
-
,
.
759
760
[
]
,
.
761
,
,
762
,
763
,
'
,
764
(
,
765
-
-
,
.
,
.
)
.
.
'
766
,
767
,
-
-
.
(
,
.
,
768
,
.
,
)
.
.
769
,
,
,
770
771
,
(
-
772
-
,
.
-
-
;
,
.
,
.
-
)
.
773
774
.
775
776
[
]
'
,
777
'
-
-
,
778
'
-
-
(
,
.
,
,
.
779
-
)
.
780
781
782
783
784
785
786
787
788
789
790
791
.
-
'
'
.
792
.
'
.
793
'
794
.
795
.
796
'
.
797
.
,
798
'
.
-
799
800
.
.
801
'
-
.
-
802
803
804
805
-
806
807
808
809
-
810
811
-
'
'
812
'
813
-
'
814
815
'
816
-
'
817
'
'
818
819
820
'
821
822
823
'
824
825
826
827
'
828
829
830
831
832
833
834
835
836
837
838
839
840
.
-
841
'
.
842
.
843
.
844
'
.
845
.
846
.
-
847
848
849
'
850
.
'
851
-
852
'
853
854
-
855
'
856
-
857
-
858
-
859
860
-
861
'
862
863
864
865
-
.
866
.
867
868
.
'
869
870
871
.
-
'
872
.
873
.
874
.
875
'
.
876
.
'
877
.
,
878
.
-
879
880
'
881
-
882
-
883
-
884
885
886
887
888
'
889
890
891
-
892
-
893
-
894
-
895
-
896
-
897
898
'
'
899
900
'
901
902
-
'
'
903
-
904
905
906
.
-
'
907
.
,
908
,
.
,
909
,
.
910
.
911
'
'
912
.
-
913
914
-
915
916
'
917
918
-
919
920
-
921
922
'
923
924
925
'
926
927
928
-
929
930
931
-
932
933
934
935
936
-
937
-
938
'
939
'
'
940
941
942
943
944
945
.
-
-
946
'
.
947
948
.
'
949
.
,
950
,
.
951
'
952
.
953
.
-
954
955
-
-
,
-
,
'
956
'
957
-
958
959
-
,
960
-
961
-
'
962
963
'
964
965
'
'
966
-
967
-
,
,
968
'
969
970
-
971
-
972
-
'
'
973
-
974
'
975
'
,
976
977
.
978
-
979
-
980
-
981
982
.
983
-
984
-
'
985
986
987
988
-
,
989
990
-
991
'
992
993
-
'
994
-
'
995
'
996
-
'
997
-
998
999
.
-
,
1000