Civ. Tom. II p. 169-). Questa città, ch'è la terza nell'Europa
Cristiana, ha presentemente almeno dodici miglia di circuito (Jul. Caes.
Capaccii -Hist. Neapol. L. I p. 47-), e contiene in questo spazio più
abitanti (vale a dire 350,000) che qualunque altro luogo nel Mondo
conosciuto.
[675] Non geometrici ma comuni, cioè passi di 22 pollici Francesi l'uno
(Danville -Mesures itinerair. p. 7, 8-): 2363 di essi non fanno un
miglio Inglese.
[676] Belisario fu condannato dal Papa Silverio per la strage; egli per
altro ripopolò Napoli, ed introdusse colonie di prigionieri Affricani
nella Sicilia, nella Calabria, e nella Puglia (-Hist. Miscell. L. XVI
presso il Muratori Tom. I p. 106, 107-).
[677] Benevento fu fabbricato da Diomede, Nipote di Meleagro (Cluver.
Tom. -II p. 1195, 1196-). La caccia Calidonia è una pittura della vita
selvaggia (Ovid. -Metamorph. L. VIII-). Trenta o quaranta eroi si
collegarono contro un cignale: i bruti (non il cignale) contendevano con
una donna per la testa.
[678] Il -Decennovium- è stranamente confuso dal Cluverio (-Tom. II p.
1007-) col fiume Ufente. Esso era veramente un canale di diciannove
miglia, dal Foro d'Appio fino a Terracina, sul quale Orazio imbarcossi
di notte. Il Decennovium, di cui fan menzione Lucano, Dione Cassio, e
Cassiodoro, è stato in vari tempi successivamente rovinato, restaurato,
e cancellato (Danville, -Analyse de l'Italie p. 185- ec.).
[679] Un Ebreo volle soddisfare il disprezzo e l'odio che avea per tutti
i Cristiani, rinchiudendo tre mandre, ciascheduna delle quali conteneva
dieci porci, ed eran distinte coi nomi di Goti, di Greci e di Romani. I
primi furon trovati quasi tutti morti; quasi tutti i secondi eran vivi:
e de' terzi la metà eran morti, ed il rimanente avevan perduto le loro
setole. Emblema non incoerente all'evento.
[680] Bergier (-Hist. des grands chemins des Romains T. I p. 221, 228,
440, 444-) n'esamina la struttura ed i materiali, mentre Danville
(-Analyse de l'Italie p. 200, 213-) ne determina la situazione
geografica.
[681] -L'anno- 536 della prima ricuperazione di Roma è certo, piuttosto
per la serie de' fatti, che poi testo corrotto o interpolato di
Procopio: il -mese- (di Dicembre) viene assicurato da Evagrio (-L. IV c.
19-): ed il -giorno- (10) può ammettersi sulla debole testimonianza di
Niceforo Callisto (-L. XVII c. 13-). Di questa esatta Cronologia siam
debitori alla diligenza, ed al criterio del Pagi (-Tom. II pag. 559,
560-).
[682] Un Cavallo di color baio o rosso chiamavasi φαλιος da'
Greci, -Balan- da' Barbari, e -Spadix- da' Romani. -Honesti Spadices-,
dice Virgilio (-Georg. L. III, 72- con le osservazioni di Martin, e di
Heyne). Σπαδιξ o Βαιον significa un ramo di palma, il cui nome Φοινιξ
della quale è sinonimo di -rosso- (Aul. Gellius II, 26).
[683] Interpetro la voce βανδαλαριος non come un nome proprio,
ma d'ufizio, quasi portatore della bandiera, da -Bandum- (vexillum)
parola barbara adottata da' Greci e da' Romani (Paol. Diacon -L. I c. 20
p. 760-. Grot. -Nomina Gothica p. 575-. Du-Cange -Glossar. Latin. Tom. I
pag. 539, 540-).
[684] Il Danville nelle Memorie dell'Accademia per l'anno 1756 (-Tom.
XXX p. 198, 236-) ha dato un Piano di Roma di minor proporzione, ma
molto più accurato di quello, che aveva delineato nel 1738, per
l'Istoria del Rollin. L'esperienza ha perfezionato la sua cognizione, ed
invece della Topografia del Rossi, ha usato la nuova ed eccellente carta
del Nolli. La vecchia misura di 13 miglia di Plinio si dee ridurre a 8.
Egli è più facile alterare un testo, che muovere i colli o le fabbriche.
[685] Nell'anno 1709, Labat (-Voyages en Italie Tom. III p. 218-) contò
138,568 anime di Cristiani oltre, 8, a 10,000 Ebrei forse senz'anima?
Nell'anno 1763 la popolazione passava i 160,000.
[686] L'occhio diligentissimo del Nardini (Roma antica L. I. c. 8. p.
31) potè distinguere le -tumultarie opere di Belisario-.
[687] La fessura, e la pendenza nella parte superiore del muro, che
osservò Procopio (-Goth. L. I c. 23-), è visibile anche adesso (Donati
-Roma vet. L. I. c. 17 p. 53, 54-).
[688] Lipsio (-Opp. Tom. III Poliorcet. L. III-) non conosceva questo
chiaro e cospicuo passo di Procopio (-Goth. L. I c. 21-). La macchina si
diceva οναγρος (asino selvaggio) -a calcitrando- (Heur. Steph.
-Thesaur. Linguae Graec. Tom. II p. 877-). Io ho veduto un ingegnoso
modello, immaginato ed eseguito dal General Melville, che imita o
sorpassa l'arte dell'antichità.
[689] La descrizione, che fa Procopio (-L. I c. 25-) di questo Mausoleo,
è la prima e la migliore. S'alza sopra le mura σχεδον ες λιθου βολην
(quasi un tiro di pietra). Nel gran disegno del Nolli i lati di
quello sono 260 piedi Inglesi.
[690] Prassitele era eccellente ne' Fauni, e quello d'Atene era il suo
capo d'opera. Roma ora ne contiene più di trenta del medesimo carattere.
Quando fu purgato il fosso di Castel S. Angelo sotto Urbano VIII, gli
artefici trovarono il Fauno, che dorme, del Palazzo Barberini, ma si era
rotta una gamba, una coscia, ed il braccio destro di quella bella Statua
(Winckelman -Istor. dell'art. ec. Tom. II pag. 52 Tom. III p. 265-).
[691] Procopio ha dato la miglior descrizione del Tempio di Giano,
Divinità nazionale del Lazio (Heyne -Excurs. V ad L. VII Aeneid.-). Esso
formava anticamente una porta nella primitiva città di Romolo e di Numa
(Nardini -Pag. 13, 256, 329-). Virgilio ha descritto quest'antico rito
da Poeta e da Antiquario.
[692] Il -Vivarium- era un angolo nella nuova muraglia chiuso per le
fiere (Procopio -Goth. L. I c. 23-). Il luogo è sempre visibile presso
il Nardini (-L. IV c. 2 p. 159, 160-), e nella gran pianta di Roma del
Nolli.
[693] Per la trombetta Romana, ed i suoi vari segnali si consulti Lipsio
-De militia Romana- (-Opp. Tom. III L. IV Dial. X p. 125, 129-). Una
maniera di distinguer l'attacco per mezzo d'una trombetta a cavallo di
solido bronzo, e -la ritirata- per mezzo d'una trombetta a piedi di
cuoio e di legno leggiero, fa commendata da Procopio, e adottata da
Belisario.
[694] Procopio (-Goth. L. II c. 3-) si è dimenticato di nominar questi
acquedotti; nè tal doppia intersezione a quella distanza di Roma si può
chiaramente fissare dagli scritti di Frontino, del Fabretti, e
dell'Eschinard -de aquis, et de agro Romano-, o dalle carte locali del
Lameti e del Ciugolani. Sette o otto miglia (50 Stadi) lontano dalla
Città, sulla via d'Albano, fra le strade Latina ed Appia, io discerno i
residui d'un acquedotto (probabilmente di quello di Settimio), ed una
serie di archi (per 630 passi) alti venticinque piedi (υψηλω εσαναν) -d'un'eccessiva altezza-.
[695] Fecero delle salsiccie αλλατας di carne di mulo; malsane
senza dubbio, se gli animali eran morti di peste; fuori di questo caso
per altro le famose salsiccie di Bologna si dice, che son fatte di carne
d'asino (-Voyages de Labat, Tom. II p. 218-).
[696] Il nome del palazzo, del colle, e dell'annessa porta tutti eran
derivati dal Senator Pincio. Alcuni recenti vestigi di tempj, e di
chiese si sono adesso livellati al suolo nel giardino de' Minimi della
Trinità del Monte (Nardini -L. IV c. 7 p. 196-. Eschinard -p. 209, 210-
la vecchia pianta del Bufalini, e la gran pianta del Nolli). Belisario
avea stabilito il suo quartiere fra le porte Pincia e Salaria (Procop.
-Goth. L. I c. 15-).
[697] Dal farsi qui menzione del primo e del secondo -velum- parrebbe,
che Belisario, quantunque assediato, rappresentasse l'Imperatore, o
conservasse l'altiero ceremoniale del Palazzo Bizantino.
[698] -Dove ha egli trovato il Sig. Gibbon, che Silverio fosse accusato-
da testimoni degni di fede, e -convinto dalla- prova della sua
sottoscrizione? -Gli Autori che cita nella nota- (-1 p. 444-) -non
dicono questo. Procopio, ch'era presente al fatto, così lo riferisce-
«-Essendo nato sospetto- (υποψιας), -che Silverio Vescovo di
Roma tramasse un tradimento co' Goti, subito lo relegò in Grecia ec.-»
-ma questo pare al N. A. un testimone troppo secco e ripugnante a tal
atto, quasi che Procopio fosse un uomo devoto e scrupoloso, o che nelle
sue opere si dimostrasse addetto a' Romani Pontefici, più che a
Belisario: non sarebbe anzi più ragionevole il supporre, che il
Segretario ed encomiatore del Generale avesse usato quella maniera di
dire secca e concisa per cuoprirne quanto potea l'ingiustizia, e che in
verità vi fosse anche meno che un sospetto contro la fedeltà di
Silverio? Ma udiamo gli altri scrittori citati dal Sig. Gibbon-: Augusta
(-dice Anastasio in- vit. Silverii) misit jussiones ad Vilisarium
Patricium per Virgilium Diaconum ita continentes: vide aliquas
occasiones in Silverium Papam, et depone illum ab Episcopatu, aut certe
festinus trasmitte eum ad nos.... Et tunc suscepit jussionem Vilisarius
Patricius dicens; Ego quidem jussionem facio, sed ille, qui interest in
nece Silverii Papae, ipse rationem reddet de factis suis Domino Nostro
Jesu Christo. Et urgente jussione exierunt quidam -falsi testes-: qui et
dixerunt: quia nos multis vicibus invenimus Silverium Papam scripta
mittentem ad Regem Gothorum:.................... Asinaria, juxta
Lateranas, et Civitatem tibi trado, et Vilisarium Patricium. Quod autem
Vilisarius -non credebat-: Sciebat enim, quod -per invidiam haec de eo
dicebantur-. Sed dum multi in eadem accusatione persisterent, pertimuit
etc. -Son questi i testimoni- degni di fede? -questa è la- propria
sottoscrizion -di Silverio? Gibbon dirà, che questa descrizione è-
appassionata. -Vediamo dunque Liberato-: Belisarius vero (-dic'egli-)
Romam reversus, evocans Silverium ad Palatium, intentabat ei
-calumniam-, quasi Gothis scripsisset, ut Romam introirent. Fertur enim
Marcum quemdam Scholasticum, et Julianum quemdam Praetorianum -fictas-
de nomine Silverii composuisse litteras Regi Gothorum scriptas, ex
quibus convinceretur Silverius Romanam velle prodere Civitatem. Secreto
autem Belisarius et ejus conjux persuadebant Silverio implere praeceptum
Augustae, ut tolleretur Chalcedonensis synodus, et per epistolam suam
haereticorum firmaret fidem ec. -Se anche questa è una testimonianza
appassionata, noi domanderemo al Sig. Gibbon, quali son dunque le
narrazioni vere ed imparziali, dalle quali esso ha tratto la notizia
de'- credibili testimoni, -che accusaron Silverio, e della- propria di
lui sottoscrizione? -E frattanto ch'ei trova altre autorità opportune
per il suo intento, avremo tutta la ragione d'approvar come giuste-
l'esecrazioni -del Card. Baronio contro la patente e sacrilega
ingiustizia di Belisario.-
-Nota dell'Editore Pisano.-
[699] Procopio (-Goth. L. I c. 25-) è un testimone secco e ripugnante a
quest'atto di sacrilegio. Le narrazioni di Liberato (-Breviar. c. 22-) e
d'Anastasio (-de. vit. Pont. p. 39-) sono caratteristiche, ma
appassionate. S'odano l'esecrazioni del Cardinal Baronio (-An. 536 n.
123. An. 538 n. 4, 20-) -portentum, facinus omni execratione dignum-.
[700] La vecchia porta Capena fu trasportata da Aureliano alla moderna
porta di S. Sebastiano, o lì vicino (Vedi la pianta del Nolli). Quel
memorabile luogo è stato decorato dal bosco Egerio, dalla memoria di
Numa, da archi trionfali, da' sepolcri degli Scipioni, e de' Metelli ec.
[701] L'espression di Procopio contiene un tratto invidioso: Τυην εκ
του ασφαλους την σφισι συμβησομενην καραδοκειν (-Goth. l. II.
c. 4-) -per osservare da un luogo sicuro il destino che loro accadesse-.
Egli parla però d'una donna.
[702] Anastasio (p. 40) gli ha conservato questo titolo di -Sanguinario-
che potrebbe far onore ad una tigre.
[703] Questo fatto vien riferito nella pubblica Storia (-Goth. l. II. c.
8-) con candore o cautela: negli Aneddoti (c. 7) con malevolenza o
libertà: Marcellino però, o piuttosto il suo Continuatore (-in Chron.-),
getta un'ombra di premeditato assassinio sulla morte di Costantino. Egli
aveva fatto buon servizio in Roma, ed in Spoleto (Procop. -Goth. L. I c.
7 14-). Ma l'Alemanno lo confonde con un Costanziano -Comes stabuli-.
[704] Dopo la partenza di lui non vollero più militare: venderono a'
Goti i loro schiavi e bestiami: e giurarono di non più combattere contro
di loro. Procopio fa una curiosa digressione sopra le maniere e le
avventure di questa vagante Nazione, una parte di cui finalmente passò a
Tule, o nella Scandinavia (-Goth. l. II c. 14, 15-).
[705] Questo nazional rimprovero di perfidia (Procop. -Goth. Lib. II
cap. 25-) offende l'orecchio di la Mothe le Vayer (-Tom. VIII p. 163,
165-) che critica l'Istorico Greco, come se non l'avesse mai letto.
[706] Il Baronio applaudisce al suo tradimento, e giustifica i Vescovi
Cattolici, -qui ne sub haeretico Principe degant, omnem lapidem movent-:
Cautela veramente utile! Il Muratori, più ragionevole (-Annali d'Ital.
Tom. V p. 54-), accenna il delitto di spergiuro, e biasima almeno
-l'imprudenza- di Dazio.
[707] S. Dazio fu più felice contro i diavoli, che contro i Barbari. Ei
viaggiò con un numeroso seguito, ed occupò un'ampia casa in Corinto
(Baronio -An. 538 n. 89. An. 539 n. 20-).
[708] Μοριαδες τριακοντα (trenta miriadi) Vedi Procopio (-Goth.
L. II c. 7, 21-). Tal popolazione però è incredibile: e la seconda o
terza Città d'Italia non dee lagnarsi, se noi solamente decimiamo il
numero di questo testo. Tanto Milano quanto Genova risorsero in meno di
trent'anni (Paolo Diacono -De Gestis Longobard. L. II c. 38-).
[709] Oltre Procopio, forse troppo Romano, vedansi le Croniche di Mario,
e di Marcellino, Giornandes (-in success. regn.- presso il Muratori
-Tom. I pag. 241-), e Gregorio di Tours (-L. III c. 32 nel Tom. II
degl'Istorici di Francia-). Gregorio suppone una disfatta di Belisario,
che presso Aimoino (-De Gestis Franc. L. II c. 23 nel Tom. III p. 59-) è
ucciso da' Franchi.
[710] Agatia -L. I p. 14, 15-. Quand'egli avesse potuto sedurre o
soggiogare i Gepidi, o i Lombardi della Pannonia, il Greco Istorico
crede, che sarebbe stato necessariamente distrutto nella Tracia.
[711] Il Re diresse la sua lancia, il toro gli rovesciò un albero sul
capo, ed ei spirò nel medesimo giorno. Tal'è il racconto d'Agatia: ma
gl'Istorici originali di Francia (-T. II p. 202, 403, 558, 667-)
attribuiscono la sua morte ad una febbre.
[712] Senza perdermi in un laberinto di specie e di nomi, come di
aurochi, di uri, di bisoni, di bubali, di bonasi, di bufali ec. (Buffon
-Hist. nat. Tom. XI e Supplem. Tom. III VI-); egli è certo, che nel
sesto secolo si cacciava una grossa specie di bestiame a corna salvatico
nelle gran foreste dei Vosgi in Lorena, e nelle Ardenne (Greg. Turon.
-Tom. II L. X c. 10 p. 369-).
[713] Nell'assedio d'Osimo a principio cercò di demolire un vecchio
acquedotto, e quindi gettò nell'acqua, 1. de' cadaveri: 2. dell'erbe
nocive: e 3. della calce viva, che si chiama (dice Procopio -L. II c.
29-) τιτανος dagli antichi, e dai moderni ασβεσος. Pure ambedue
queste voci si usano come sinonime da Galeno, da Dioscoride, e da
Luciano (Henr. Steph. -Thes. Ling. Graec. Tom. III p. 748-).
[714] I Goti sospettarono, che Matasuiuta fosse complice del fatto, che
forse fu cagionato da un incendio accidentale.
[715] A rigor filosofico sembra, che una limitazione de' diritti di
guerra nel nuocere al nemico implichi non senso e contraddizione. Grozio
medesimo si perde in una distinzione fra il Gius -di natura- e quello
-delle Genti-, fra il veleno e l'infezione. Ei pondera da una parte
della bilancia i passi d'Omero (-Odyss. A. 259 ec.-) e di Floro (-L. II
c. 10 n. 7 ult.-), e dall'altra gli esempi di Solone (Pausan. -L. X c.
37-) e di Belisario. Vedi la sua grand'Opera -de Jure Belli et Pacis L.
III c. 4 §. 15, 16, 17-, e nella Traduzione di Barbeyrac -Tom. II p. 257
ec.- Io capisco però il vantaggio e la validità d'una convenzione,
tacita o espressa, di vicendevolmente astenersi da certe specie di
ostilità: Vedi il giuramento Anfizionico presso Eschine, -da falsa
Legatione-.
[716] Ravenna fu presa non già nell'anno 540 ma nel fine del 539, ed il
Pagi (-Tom. II p. 169-) è corretto dal Muratori (-Annali d'Ital. Tom. V
p. 62-) che prova con un documento originale in papiro (-Antiq. Ital.
med. aevi Tom. II Diss. 32 p. 999, 1007-, Maffei -Istor. Diplom. p. 155,
160-), che prima del 3 gennaio 540 era ristabilita la pace e la
corrispondenza libera fra Ravenna e Faenza.
[717] Ei fu preso da Giovanni il Sanguinario, ma fu prestato un
giuramento per la sua sicurezza nella Basilica di Giulio (-Hist.
Miscell. L. XVII- presso il Muratori -Tom. I p. 107-.): Anastasio (-in
Vit. Pontif. p. 40-) ne dà un'oscura, ma probabile relazione. Mascou
(-Istor. de' Germani XII, 21-) cita il Montfaucon per uno scudo votivo
rappresentante la schiavitù di Vitige, che ora è nella Collezione del
Sig. Landi a Roma.
[718] Vitige visse due anni a Costantinopoli ed -Imperatoris in affectu-
convictus (-ovvero coniunctus-) -rebus excessit humanis-. Matasuenta,
sua Consorte, che fu moglie e madre de' Patrizi, Germano il Vecchio, ed
il Giovane, unì il sangue Anicio con quello degli Amali. (Jornand. -c.
60 p. 221- presso il Muratori -Tom. I-).
[719] Procopio -Goth. L. III c. 1-. Aimoino, Monaco Francese del secolo
XI, che avea acquistato e sfigurato alcune autentiche notizie di
Belisario fa menzione in suo nome di 12,000 -pueri- o schiavi, -quos
propriis alimus stipendiis-, oltre 18,000 Soldati (-Istorici di Franc.
Tom. III. De Gestis Franc. L. II c. 6 p. 48-).
[720] La diligenza dell'Alemanno non potè aggiunger che poco a' quattro
primi e più curiosi capitoli degli Aneddoti. Di questi straordinari
aneddoti una parte può esser vera perchè probabile; e l'altra perchè
improbabile. Procopio deve aver -saputo- la prima, e difficilmente potè
-inventar- la seconda.
[721] Procopio ci fa sapere (-Anecd. c. 4-), che quando Belisario tornò
in Italia (an. 543) Antonina avea l'età di sessant'anni. Una costruzione
forzata, ma più gentile, che riferisce quella data al momento, in cui
egli scriveva (anno 559), sarebbe compatibile con la virilità di Fozio
(-Goth. L. I c. 10-) nel 536.
[722] Si confronti la guerra Vandalica (-L. I c. 12-) con gli Aneddoti
(-cap. 1-), e l'Alemanno (-pag. 2, 3-). Questa specie di battesimale
adozione fu rimessa in uso da Leone il Sapiente.
[723] Nel novembre del 537 Fozio arrestò il Papa (Liberat. -Breviar. c.
22 Pagi Tom. II p. 562-). Verso il fine del 539 Belisario mandò Teodosio
τον τη οικια τη αυτου εφεσωτα (-che presedeva alla sua casa-)
per una importante e lucrativa commissione a Ravenna (-Goth. L. II c.
18-).
[724] Teofane (-Chronogr. p. 204-) lo chiama -Fotino-, e genero di
Belisario: ed è copiato dall'istoria Miscella, e da Anastasio.
[725] Il Continuator della Cronica di Marcellino esprime in poche
decenti parole la sostanza degli Aneddoti. -Belisarius de Oriente
evocatus in offensam periculumque incurrens grave, et invidiae
subiacens, rursus remittitur in Italiam- (-p. 54-).
FINE DEL VOLUME SETTIMO.
INDICE DEI CAPITOLI E DELLE MATERIE CHE SI CONTENGONO NEL SETTIMO VOLUME
CAPITOLO XXXVII. -Origine, progresso ed effetto
della vita monastica. Conversione de' Barbari al
Cristianesimo ed all'Arrianismo.
Persecuzione de' Vandali nell'Affrica. Estinzione
dell'Arrianismo fra' Barbari.-
A.D.
I. La vita monastica. Origine de' Monaci -pag.- 6
305 Antonio ed i Monaci d'Egitto 8
351-356 9
341 Propagazione della vita monastica in Roma11
328 Ilarione nella Palestina 11
360 Basilio nel Ponto12
370 Martino nella Gallia12
Cause del rapido loro progresso 14
Ubbidienza de' Monaci 18
Loro vesti ed abitazioni 20
Loro vitto 22
Loro lavoro manuale 24
Loro ricchezze26
Loro solitudine 28
Loro devozione e visioni 29
Cenobiti ed Anacoreti 31
Miracoli e culto de' Monaci 35
Superstizione di quel tempo 36
II. Conversione de' Barbari 37
360 Ulfila Apostolo de' Goti 37
400 I Goti, i Vandali, i Borgognoni ec. abbracciano
il Cristianesimo 39
Motivi della lor fede 40
Effetto della lor conversione43
Restano involti nell'eresia Arriana44
Arriana persecuzione de' Vandali47
429-477 Genserico 47
430 Unnerico48
484 Gundamondo 48
496 Trasimondo 48
523 Ilderico49
530 Gelimero49
Esposizione generale della persecuzione in Affrica50
Frode de' Cattolici 57
E miracoli 60
590-700 Rovina dell'Arrianismo fra' Barbari63
577-584 Rivolta e martirio d'Ermenegildo nella Spagna 63
586-589 Conversione di Recaredo e de' Visigoti di Spagna 65
600 Conversione de' Lombardi d'Italia 68
612-712 Persecuzione degli ebrei nella Spagna 69
Conclusione71
CAPITOLO XXXVIII. -Regno e conversione di Clodoveo.
Sue vittorie sopra gli Alemanni, i Borgognoni ed
i Visigoti. Stabilimento della Monarchia francese
nella Gallia. Leggi de' Barbari. Stato de' Romani.
Visigoti della Spagna. Conquista della Gran Brettagna
fatta da' Sassoni.-
Rivoluzione della Gallia 73
476-485 Enrico Re de' Visigoti 75
481-511 Clodoveo Re de' Franchi77
486 Sua vittoria sopra Siagro 79
469 Disfatta e sommissione degli Alemanni 81
496 Conversione di Clodoveo84
497 Sottomissione degli Armorici e delle truppe Romane88
499 Guerra co' Borgognoni 90
500 Vittoria di Clodoveo92
532 Total conquista della Borgogna fatta da' Franchi 94
507 Guerra Gotica 96
Vittoria di Clodoveo99
Conquista dell'Aquitania fatta da' Franchi 102
510 Consolato di Clodoveo 104
536 Finale stabilimento della monarchia Francese
nella Gallia 105
Controversia politica 108
Leggi de' Barbari 109
Pene pecuniarie per l'omicidio 113
Giudizi di Dio 116
Combattimenti giudiciali 118
Divisione delle terre fatta da' Barbari 120
Patrimonio e Benefizi de' Merovingi 122
Usurpazioni private124
Servitù personale 126
Esempio dell'Alvergna 128
Storia d'Attalo 132
Privilegi de' Romani nella Gallia 136
Anarchia de' Franchi 139
Visigoti della Spagna 141
Assemblee legislative della Spagna142
Codice de' Visigoti144
Rivoluzioni della Brettagna 145
449 Discesa de' Sassoni147
355-582 Stabilimento dell'Enarchia Sassonica 149
Stato de' Brettoni 151
Loro resistenza 152
E fuga 154
Fama d'Arturo155
Loro resistenza 158
Servitù160
Costumi de' Britanni 164
Oscuro e favoloso stato della Brettagna 166
Caduta del Romano Impero nell'Occidente 169
OSSERVAZIONI GENERALI Sulla caduta del Romano Impero
dell'Occidente 171
Avvertimento opposto dal Traduttore Pisano
al Capitolo XXXIII del Gibbon 187
Prefazione dell'Autore 195
CAPITOLO XXXIX. -Zenone ed Anastasio, Imperatori
d'Oriente. Nascita, educazione, e prime imprese
di Teodorico Ostrogoto. Sua invasione e conquista
d'Italia. Regno in Italia de' Goti. Stato
dell'Occidente. Governo militare e civile.
Senatore Boezio. Ultime azioni e morte di
Teodorico.-
476-527 201
455-475 Nascita ed educazione di Teodorico201
474-491 Regno di Zenone 204
491-518 D'Anastasio 206
475-488 Servizio militare e rivolta di Teodorico206
489 Intraprende la conquista d'Italia 209
Sua marcia211
489-490 Tre disfatte d'Odoacre212
493 Sua capitolazione e morte214
493-526 Regno di Teodorico Re d'Italia 216
Divisione delle Terre 217
Distinzione fra i Goti e gl'Italiani 219
Politica di Teodorico verso gli stranieri 220
Sue guerre difensive 223
509 Suo armamento navale 225
Governo Civile d'Italia secondo le Leggi romane 227
Prosperità di Roma 230
500 Visita di Teodorico231
Stato florido d'Italia233
Arrianismo di Teodorico 236
Vizi del suo Governo 239
Egli è provocato a perseguitare i Cattolici241
Carattere, studj ed onori di Boezio 244
Suo Patriottismo247
Egli è accusato di tradimento 248
524 Sua carcerazione e morte 249
526 Rimorso e morte di Teodorico252
CAPITOLO XL. -Innalzamento di Giustino il Vecchio.
Regno di Giustiniano. I. L'imperatrice Teodora.
II. Fazioni del Circo e sedizioni di Costantinopoli.
III. Commercio e manifatture di seta. IV. finanze
e Tributi. V. Edifizi di Giustiniano. Chiesa di
S. Sofia. Fortificazione e frontiere dell'Impero
d'Oriente. Abolizione delle scuole d'Atene e del
Consolato di Roma.-
482-483 Nascita dell'Imperatore Giustiniano 255
518-527 Innalzamento e Regno di Giustino suo Zio257
520-527 Adozione e successione di Giustiniano258
527-565 Regno di Giustiniano 262
Nascita e vizi dell'Imperatrice Teodora 266
Suo matrimonio con Giustiniano 270
Sua tirannia 273
Sue virtù 274
548 E morte277
Fazioni del Circo 277
A Roma 279
Esse dividono Costantinopoli e l'Oriente279
Giustiniano favorisce gli Azzurri 281
532 Sedizione di Costantinopoli chiamata Nika 284
Angustie di Giustiniano 287
Fermezza di Teodora288
La sedizione è soppressa 289
Agricoltura e manifatture dell'Impero Orientale 290
Uso della seta presso i Romani 293
Trasporto della seta dalla China per terra
e per mare 295
Introduzione de' bachi da seta nella Grecia300
Stato delle rendite303
Avarizia e profusione di Giustiniano 305
Perniciosi risparmi306
Remissioni307
Gravezze 308
Monopoli 309
Venalità 310
Testamenti311
Ministri di Giustiniano 312
Giovanni di Cappadocia312
Suoi edifizi ed Architetti 315
Fabbrica della Chiesa di S. Sofia 319
Sua descrizione 321
Marmi 323
Ricchezza 325
Chiese e Palazzi325
Fortificazioni d'Europa 328
Sicurezza dell'Asia dopo la conquista dell'Isauria 333
492-498 335
Fortificazione dell'Impero dall'Eussino fino
alle frontiere della Persia 336
488 Morte di Peroze Re di Persia340
502-505 Guerra Persiana 342
Fortificazioni di Dara343
Porte Caspie ed Iberie344
Scuole d'Atene 347
Esse vengon soppresse da Giustiniano 352
Proclo 353
485-520 Suoi successori 354
Ultimo de' Filosofi355
541 Il Consolato Romano estinto da Giustiniano 356
CAPITOLO XLI. -Conquiste di Giustiniano in
Occidente. Carattere e prime campagne di Belisario.
Esso invade e soggioga il Regno Vandalico in Affrica.
Suo trionfo. Guerra Gotica. Ricupera la Sicilia,
Napoli e Roma. Assedio di Roma fatto da' Goti.
Ritirata e perdite dei medesimi. Resa di Ravenna.
Gloria di Belisario. Sua vergogna, e disgrazie
domestiche.-
533 Giustiniano risolve d'invader l'Affrica 359
525-530 Stato de' Vandali, Ilderico 360
530-534 Gelimero 361
Contese intorno alla guerra d'Affrica363
Carattere e scelta di Belisario365
529-532 Suoi servigi nella guerra Persiana366
533 Preparativi per la guerra Affricana 368
Partenza della flotta 371
Belisario sbarca sulla costa dell'Affrica
settentrionale375
Disfatta de' Vandali nella prima battaglia 378
Presa di Cartagine 381
Ultima disfatta di Gelimero e de' Vandali 384
534 Conquista dell'Affrica fatta da Belisario 389
Angustie e schiavitù di Gelimero 392
Ritorno e trionfo di Belisario 396
535 Suo Consolato399
Fine di Gelimero e de' Vandali 399
Costumi e disfatta de' Mori 402
Neutralità de' Visigoti 405
550-620 Conquista de' Romani nella Spagna 407
534 Belisario minaccia gli Ostrogoti d'Italia 407
Governo e morte di Amalasunta Regina d'Italia 409
535 Esilio e morte di essa413
Belisario invade e sottomette la Sicilia414
534-536 Regno e debolezza di Teodato Re Goto d'Italia 417
537 Belisario invade l'Italia e sottomette Napoli 420
536-540 Vitige Re d'Italia 424
536 Belisario entra in Roma 427
537 Assedio di Roma fatto da' Goti 428
Valore di Belisario430
Sua difesa di Roma 430
Rispinge un generale assalto de' Goti435
Sue sortite 436
Angustie della Città 438
Esilio di Silverio Papa 441
Liberazione della Città 444
Belisario ricupera molte Città d'Italia 447
538 I Goti levano l'assedio di Roma448
Perdono Rimini 450
Si ritirano a Ravenna 450
Gelosia de' Generali Romani 450
Morte di Costantino451
L'Eunuco Narsete452
Fermezza ed autorità di Belisario 453
538-539 Invasione dell'Italia fatta da' Franchi 453
Distruzione di Milano 455
Belisario assedia Ravenna457
539 Sottomette il Regno Gotico d'Italia 460
Prigionia di Vitige461
Ritorno e gloria di Belisario 462
Storia segreta di Antonina sua moglie465
Teodosio di lei amante466
Risentimento di Belisario, e di Fozio
figlio di Antonina 469
Persecuzione del suo figlio 470
Disgrazie e sommissione di Belisario 471
FINE DELL'INDICE.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le
grafie alternative (liturgia/liturgìa e simili), correggendo senza
annotazione minimi errori tipografici. Le citazioni in greco sono state
trascritte integralmente, senza apportare alcuna correzione per
eventuali inesattezze ortografiche o grammaticali.
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