(-accorrendo frettolosa, piano a Nabuco-)
Deh, non tradirti!
JER.
Chiunque tu sia,
Fino dal primo dì che mi parlasti
Forte tra i forti per l'ardir ti seppi
Della mente....--Ma ai vecchi vien compagno
Il dubbio.... ed esitai l'estrema prova
A rivelarti, perchè premio è dessa
Dei costanti soltanto.
NABUCO
Ed or, rispondi,
Lo vorrai tu?
JER.
Sì.
NABUCO
Vorrai dirmi come
Salire agli astri, e conquistarli, e il corso
Dominarne io potrò?
JER.
Sì....
NABUCO
Nella polvere
Prosternato t'ascolto!
JER.
E sia. Ma, prima,
In te stesso raccogliti.--La zolla,
Su cui fiorisce la magica pianta
D'ogni sapere, è l'estasi;... e può solo
L'estasi aver chi medita in silenzio.
(-China il volto fra le mani e medita.--Nabuco,
sempre in ginocchio, lo imita.--Scende la sera.--In
fondo Babilonia si illumina-).
DAÌRA
(-tornando dal fondo, piano a Nabuco, con grande
passione-)
Vieni, Nabuco.... Andiam.... Col mendicante
Assai parlasti.... Or non ti par sia tempo
Di tornare alla reggia?... Ascolta: Sazio
Forse sei tu di star tutte le notti
Fra rose gialle e baci di Daìra?
Ebben.... guarda: il regal palazzo splende
Per il convito consueto....--Vieni....
Te farà lieto degli altri il tripudio!...
E, se al tuo fianco a me concederai
Di rimanere, tu vedrai ch'io posso
Giocondamente mescer nelle coppe,
E toccar l'arpa, ed intonar canzoni....
Vieni, Nabuco....
(-disperatamente, vedendo che egli rimane immobile-)
Ahimè!.... Più non mi ascolta!
JER. (-avanzandosi-)
Giafìr, t'appressa.... A me porgi la mano
E rispondi: È sereno il firmamento?
NABUCO (-alzando gli sguardi-)
Risplendon gli astri nel glauco profondo
Di pura luce.
DAÌRA
O soavissima notte!
JER.
Non una nube?
NABUCO
Non un velo!
DAÌRA
Piove
Dal ciel soltanto un'armonia di raggi,
Che sembran sguardi lunghi e sfavillanti
Di voluttà infinita....
JER. (-a Nabuco-)
Or, dunque, torna
Alla tua casa, e in agape gioconda
Le membra riconforta; indi, allorquando
Il pianeta Ixïon volger vedrai
Verso occidente (indizio che la notte
Del suo cammin giunse a metà) alla torre
Più alta di Babele in vetta sali
E ai quattro venti grida: «O Dio ti sfido!»
E arditamente nelle stelle affisa
L'occhio dominatore; e, in te raccolto,
Nel glauco ciel l'anima tua sospingi.
Oh, non temer! Dell'infinito anch'esse
Sono schiave le stelle! E, quando vinte
Dell'infinito tu le leggi avrai,
Ne avrai facil vittoria, chè tu stesso
Diverrai l'infinito!...--Allor dell'aquila
L'estasi eccelsa avrà l'anima tua
L'aria fendendo; e le parrà guizzare
Attraverso un giardin, dai luminosi
Immani fior sospesi su un abisso
Senza limiti;... e, lieve come piuma,
Anche il tuo corpo s'alzerà da terra!...
NABUCO.
O speranza!... O delirio!
JER.
Va! T'affretta!
È in te la febbre dei profeti!...
NABUCO (-farneticando-)
O cielo
Tu sarai mio!... Come la terra trema
Dinnanzi a me, tremeran gli astri!... Un solo
Signore avranno terra e ciel: Nabuco!
Un nome solo echeggierà nel vasto
Glauco infinito, un nome sol: Nabuco!
Eterno io solo!.... Io solo, Iddio!... La mia
Forza legge soltanto!... Io solo, io solo,
Dispensator di vita e morte!--Ah, sento
Che il soffio è in me dell'universo, e l'alba
Doman non spunterà s'io non lo voglio!
(-si allontana rapidamente-)
DAÌRA (-a Jeroboàm-)
Ah, giusto fu nel maledirti l'Jéova
Che adori tu!...--Ch'egli dannar ti possa
Eternamente a viver schiavo e cieco!
(-Segue Nabuco.--Sulla soglia della capanna compajono
Argiasp e Zala, che muovono verso Jeroboàm-).
ATTO TERZO
-Notte.--Giardini della reggia.--A sinistra la
torre -Borsippa-,¹ alla porta della quale si accede
per alcuni gradini.--A destra peristilio d'un'ala
della reggia.--Fiori; vegetazione lussureggiante.
In fondo la reggia vivamente illuminata-.
PARTE PRIMA
SCENA I
ARGIASP--ZALA.
(-Zala siede presso la torre guardando verso la reggia;
Argiasp ne viene; Zala gli muove incontro-)
ARG.
S'io potessi sperar, che la memoria
Di quel che han visto cogli occhi si spegna,
Già conficcato di mia man vi avrei
Una punta rovente!--Ignuda quasi,
Essa la coppa gli riempie.--A lei
Egli protende la bocca scarlatta,
Qual ferita che sanguini ed implori
Il balsamo dei baci.... Ed essa chiude,
Come in delirio, le palpèbre, e preme
Colla sua quella bocca....
ZALA
Ed ei del folle
Sogno mai non parlò?
ARG.
No.... Jeràk, il Mago,
Venìa talor; gli mormorava un detto
All'orecchio, e spariva....--Alla sua vista
Di Daìra oscuravasi la fronte....
Ma, poi, l'ebrezza divampar più ardente
Nel suo petto parea....--Perir dovessi
Fra i più atroci tormenti, ora, o Nabuco,
La tua rovina io vo' soltanto!
(-squilli di trombe-)
ZALA
(-indicando la torre-)
Vieni.
(-entrano nella torre-)
SCENA II
NABUCO--AFRAISAB--KUNAREND--GHEV--
DARAB--BÈRHAM--Dame, Cortigiani, Danzatrici,
Schiave recanti anfore e coppe--DAÌRA
entra colle Dame e va, intrattenendosi con
esse, presso lo scaleo della torre, mentre
guarda ad ogni tratto verso Nabuco.
AFR.
(-impacciato, sorridente, come sorpreso di quanto gli
va dicendo Nabuco-)
O Nabuco.... mio re....
NABUCO
Qual preferisci:
Una vittoria od un banchetto?
AFR.
(-dopo qualche esitazione-)
Entrambi....
NABUCO
Ma preferir questo non è....--Rifletti:
Ti fa più lieto esser seduto a mensa
In molli vesti, o, coperto di ferro,
II cavallo spronar del sollïone
Sotto la sferza?...
AFR.
(-con un sospiro-)
Oh, tempi!
NABUCO
Li rimpiangi?
AFR.
(-esitante, come temesse di contrariarlo-)
No.... Nabuco, mio re!
NABUCO (-ridendo-)
«Mio re!... Nabuco!»
Altro tu non sai dir!
AFR.
(-terribile, vedendo ridere anche gli altri capitani-)
Di me ridete?
NABUCO
Evvia.... ti calma!... No, di te non ride
Alcun; ma ride della celia mia!
Che il ver direbbe l'epitaffio tuo
Se dicesse così: «-Quì sta un gigante,
«Ch'ebbe braccio di ferro; e bronzeo petto;
«E lingua che esclamar sapea soltanto:
«O Nabuco, mio re!-»
AFR.
(-sulle prime ancora impacciato, poi animandosi-)
Si,... questo è vero!
Questo solo io so dir!... Che dir potrei
Dunque dippiù?... So ben chi sono!... Un tronco
D'enorme abete, che dai medi monti
Precipitò....--Sì, tal sono io!--Or, chi strappa
Gli abeti enormi?... L'uragano!... E questo
Fosti tu!--Ma che val, se sradicato
Cade l'abete?... Esso rimane a valle
Immobile!... Or, qual forza lo solleva?
L'onda!--E l'onda tu fosti!--Io, per me solo,
Dunque vissuto non sarei!
NABUCO
Sì a lungo
Oggi hai parlato, che, dal tuo sepolcro,
In pochi istanti, cancellasti quello
Ch'ei detto avrebbe, per mill'anni forse,
Della tua lingua!
AFR.
Gli è, che da gran tempo
Io non vedevo il tuo volto glorioso,
E il rivederlo in me destò tal gioia
Qual esprimer non posso!... Ed è ciarliera
La gioja!
GHEV
Ah, dove son quei lieti giorni
In cui da te mai non stavam divisi!
NABUCO
Ghev, tu pure?
BÈRHAM
Oh, i bei giorni!
KUNAREND
Io questa vita
Odio più della morte!
NABUCO
Perchè?
KUN.
Vinta
Non abbiam noi tutta la terra?... Dunque
Più sperar non poss'io ch'essa si cambi!
BÈRHAM
Com'è piccino il mondo!
GHEV
Anch'io sovente
Lo penso; e, allora, alla mia spada dico:
«O fior di gloria, il dì ch'io sarò certo
Che a te il destin purpuree rugiade
Non darà più,... ebben, col sangue mio
Io ti disseterò!»
DARAB
Saper dovessi
D'esser sempre sconfitto, alle battaglie
Domani tornerei, tanto son stanco
Io di poltrir!...
GHEV
Ah, così vili gli uomini
Or dunque son, perchè nessun dei vinti
Osi la fronte rialzar?...
KUN.
Codardi
Gli animi fan le domestiche cure!
Voglionsi, a ritemprar le schiatte umane,
Bagni di sangue!
DARAB
Ah; un vinto esser vorrei!
AFR.
(-guardando torvamente Darab-)
Ribelle allor saresti tu?
DARAB
Gigante,
Non guardarmi così!...
AFR.
Come si guarda
Un ribelle ti insegno!
DARAB
Io tal non sono:
Ma, se lo fossi, dei tuoi occhi al lampo
Risponderebbe quel della mia spada!
NABUCO (-interponendosi-)
L'armi serbate alle vicine pugne!...
TUTTI
(-con grande esplosione di gioja-)
Ah!... Un'altra guerra!... Gloria al Re!... Deh, parla!
BERHAM
Contro chi dunque pugneremo?
GHEV
Quando
Vuoi che si parta?
KUN.
(-ad alcuni scudieri-)
Olà, datemi l'armi!
TUTTI (-entusiasticamente-)
Guerra!... Guerra!
SCENA III
JERAK--Detti.
(-Jerak compare sul fondo.--Nabuco, appena lo vede,
gli fa cenno d'avvicinarsi.--Daìra, all'apparir di
Jerak, si avanza pallidissima-).
JERAK
(-a Nabuco, a bassa voce-)
Signor, verso occidente
Volge Ixïon.
NABUCO (-ai capitani-)
Al novo dì, guerrieri,
Vi sarà noto il pensier mio.--Quì tutti
Fino allor m'attendete!
(-muove verso la torre-)
DAÌRA
Ah.... no.... Ti ferma!
No.... Tu.... non salirai!
NABUCO
Fanciulla, scòstati!
Non pôrti fra il leone e la sua preda!
Scòstati.... Va!
DAÌRA
Ah,... tu sarai soltanto
La preda.... Tu!
(-si getta ai suoi piedi-)
NABUCO
Mi lascia!
DAÌRA
Ebbene, teco
Lassù verrò....
NABUCO
Per Ebli e i Devi inferni,
Più non sfidare il voler mio!
DAÌRA
(-come pazza d'angoscia, rialzandosi-)
A brani
Tu mi puoi far,... ma a te m'avvinghio;... e teco
Io salirò, se tu salir potrai!
(-si avvinghia al collo di Nabuco disperatamente-)
NABUCO
Vattene!... Solo io salir voglio!
(-con impeto d'ira le afferra le braccia per staccarla
da sè.--Daìra manda un grido alla stretta possente
e arrovescia il capo.--Nabuco, impietosito a
un tratto, le sostiene il capo colla destra, mentre
Daìra non cessa di avvinghiarsi a lui-).
No!...
Di me stesso vergogno.... ma non posso
Torturar queste membra!
(-Dopo un momento di esitazione, come volesse che si
compia ciò che è necessario e che il compiere a lui
stesso ripugna-:)
Afraïsàb,
Libero fammi!
(-vedendo che Afraisab si avvicina a Daìra e ne afferra
le braccia-)
A lei pietoso sii,
O gigante.
AFR.
(-impacciato, ritraendosi-)
Signor, fragili sono,
Siccome puro caolin, le braccia
Di questa donna.... ed io...
(-i guerrieri sorridono-)
NABUCO (-a Daìra-)
Lasciami!
DAÌRA
No!
(-Nabuco fa un cenno ad Afraisab; questi riafferra
le braccia di Daìra-),
DAÌRA
(-a Afraisab, gemendo e resistendo nel rimaner avvinghiata
a Nabuco-)
Ah, tu perdi il tuo re nell'ubbidirgli!
(-con un gemito più forte cede smarrendo i sensi,--Alcune
schiave accorrono e la portano verso il fondo-)
NABUCO
(-a Jerak, indicandogli Daìra-)
La sua vita ti affido....
(-sale lo scaleo della torre, poi, dall'alto a Afraisab-)
E a te la soglia!
Nessun la varchi!--Al novo dì, guerrieri!
(-Entra nella torre.--Afraisab sguaina la spada, va
a prendere una coppa e sale alla porta della torre-)
AFR.
(-vuotando la coppa d'un fiato-)
Gloria a Nabuco!
TUTTI
(-colle coppe nelle mani-)
Evviva l'orgia e il sangue!
PARTE SECONDA
-Sulla torre Borsippa.--Agli angoli statue colossali
di mostri.--In mezzo la vetta della torre, alla
quale si accede per alcuni gradini.--Dinnanzi ai
gradini una botola, che conduce all'interno della
torre.--Vista di Babilonia e di una vasta estensione
di paese.--Notte stellata.--Dai giardini
vien l'eco dell'orgia.-
SCENA IV
ARGIASP-ZALA.
ZALA
(-udendo le grida di guerra, che vengono dal giardino-)
Voci di guerra!...
ARG.
Del ciel la conquista
Forse ei promise!...
ZALA
A folle capitano
Folli guerrieri!
ARG.
(-indicando la botola-)
Ah.... ascolta.... Un passo!
ZALA
(-appressandosi alla botola, origliando-)
Ei viene.
(-si nascondono dietro una delle statue colossali.--Nabuco
compare dalla botola e sale alla vetta-)
SCENA V
NABUCO--ARGIASP--ZALA.
NABUCO
(-dopo qualche istante di silenzio, fissando il cielo-)
O Dio, ti sfido!--Io ti sfido; io, Nabuco
Conquistator d'un mondo, ove le statue
Erette a te strugger m'è dato, ed hanno
Culto maggior le mie! Io, che al volere
Di tutti, al par di te, la forza oppongo;
Del mio arbitrio la forza!--Io, che dispenso
Il bene e il male!--Io, che domar dei fiumi
L'impeto posso, e popolar deserti,
E in cumuli di morti e di rovine
Mutar genti e città!
(-pausa-)
Nelle tenèbre
Vibrano ancor le mie parole; e un segno
Di minaccia non han nè ciel, nè terra!...
E sulle stelle l'occhio mio si fisa,
Siccome sulla preda occhio di falco!
(-sempre più fissando il cielo-)
Ah, parlan gli astri! Un mormorio mi giunge,
Quale di perle lievemente scosse
In una coppa di zaffiro!--Oh, come
Nitida d'ogni stella ora m'appare
La forma!... Oh, come sottilmente brilla
Ora ogni raggio astrale, e a me discende,
Dal mio volere attratto a me!...--Piovete,
O tributi celesti, al re novello!
Ecco, la luce lor si fa più viva....
Ed, impalpabil come l'aere, parmi,
Che m'avviluppi una rete d'argento
Di fulgori siderei contesta!
Essa m'avvince.... e in me penetra,... e afferra
Di mia vita l'essenza!...--Un'infinita
Brama m'accende d'infinito, insieme
Angosciosa e dolce,... e, chiaramente
Il doppio arcan, che ogni cosa racchiude,
In questo istante io concepisco!
(-con grande enfasi-)
Or, dunque,
Risali, argentea rete; e, teco, in alto
Portami!... In alto!... In alto!
(-ergendosi della persona-)
Ah, nello spazio
Senza confini io sono! O stelle, a voi
Giunto è Nabuco!... Alla vostra conquista
Ei tornerà doman coi suoi guerrieri....
Oggi, di tanti luminosi fiori
Un solo ei coglierà, per riportarlo
Alla sua reggia....
(-fissando una stella e snudando la spada-)
E tu sarai quel fiore,
Tu, rosea stella!... Il fil della mia spada
Invincibile a te recida il gambo!
(-spicca un salto fiedendo l'aria colla spada, e cade
carponi a terra mandando un grido.--Pausa.--Dai
giardini vien l'eco dell'orgia-)
ARG.
Oh, la grottesca, orrenda scena!
ZALA
Taci!
NABUCO
(-carponi, percorrendo la vetta-)
Or dov'è il fiore? Oltre il confine, forse,
Del creato son io?...
(-tocca il suolo-)
Del cielo è forse
Questa la dura e fredda volta?!
(-tenta di alzarsi, ricade-)
Ah l'astro
Cadde su me!... Lo scuoterò!
(-si scuote e ricade carponi gemendo-)
Non posso!
ZALA (-ad Argiasp-)
Così Nabuco ora riveggan tutti....
(-Zala e Argiasp stanno per muovere verso Nabuco,
ma sostano, vedendo che egli si trascina fino alla
gradinata e si erge un poco della persona-)
NABUCO
Soldati,... a me!... Ciascuno avrà una stella
Per bottino!... Ciascun della sua spada
Sovra la punta, come un cuor lucente,
Un astro recherà!...--Olà, ove siete
Traditori?
(-si aggira carponi disperatamente; tenta rialzarsi
e ricade; poi si accoccola piangendo in un canto.--Zala
e Argiasp salgono alla piattaforma-)
ARG.
(-avvicinandosi a Nabuco-)
Signor!
NABUCO
(-scosso, imperiosamente-)
Fèrmati, e parlami
In ginocchio, siccome a me, Nabuco,
Si deve.--Messaggier tu sei degli astri.
Sta ben. Ma, prima di parlar di pace,
Un patto impongo: tolto dalle spalle
L'astro mi sia che osò cadervi.
ZALA
Evvia!
Nabuco, il re dei re, l'onnipossente,
Si fa beffa di noi, chiedendo ajuto
Per sì facile impresa!
NABUCO (-fissando Zala-)
Ah, la regina
Delle stelle è con te?... Farmi zimbello
Essa sperò dei lezî suoi?...--Non io
Nacqui a simili panie!
(-a Argiasp-)
Il braccio porgimi....
Io stesso l'astro scoterò....
(-Argiasp interroga Zala collo sguardo.--Zala
crolla il capo, come lo lasciasse arbitro di far quel
che più gli aggrada.--Argiasp porge il braccio a
Nabuco, il quale vi si appoggia, tenta di rialzarsi con
uno sforzo supremo, ma ricade-)
NABUCO
Oh, strazio!.... Oh strazio!
L'astro mi schiaccia!
(-toccandosi alla nuca-)
Il suo gelido disco
Quì una piaga m'ha aperto.... e su vi pesa!
Ha un gel che morde e dà più intensa angoscia
D'ogni vivida vampa!... Ah, chi mi uccide?!
(-si torce, rantolando e gemendo, come in preda a spasimi
atroci, cogli occhi fisi su Argiasp-)
ARG. (-arretrando-)
Ah, guarda!... Guarda!... Orror, pietà m'incute!
Ah, quell'occhio!... Quel rantolo!...--La mia
Vendetta or maledico!--Colla spada
Assalirlo;... pagar vita con vita;...
E, vincitore, per salir su un trono,
Mettere il piede sul suo petto, o, vinto,
Senza un lamento a lui l'ultimo sguardo
Superbamente saettar:... sì, questa
Esser dovea la mia vendetta!--Ad opra
Bieca mi trascinasti!... Opra di serpe,
Che a tradimento addenta!... Opra d'jena,
Che i morti assale!...--Ebben, ch'essa si compia
Or io non voglio!--Vieni!... Sarai salva!...
Me solo accuserò!...--Purch'io quell'occhio
Più non riveda, e quell'orrendo rantolo
Non oda più, tutti i tormenti affronto!...
(-fa atto di trascinar seco Zala-)
ZALA
(-arretrando, afferrandogli un braccio per trattenerlo-)
Per regnar non nascesti!--E tu sei figlio
Di Sàrak? Tu?...--No, l'impeto bestiale
D'una lascivia, che gettò un istante
La madre nostra d'uno schiavo in braccio,
Te concepì!... Tu, come i rospi, puoi
Gracidar ma non mordere!--Costui
Dunque ti fa pietà?... Costui, che mai
Pietà conobbe e che passò ridendo
Fra gli eccidî?... Costui, che a terra vide
Torcersi mille nel supremo spasmo,
Com'ora lui, e non battè palpèbra?
Strage e rapina è il nome suo! Rapina
E strage quello dei suoi avi!... E il latte,
Che, bambin, lo nutrì, se non del tuo,
Fu di mio padre il sangue!
(-lo lascia e brandisce un pugnale-)
Or va! La sua
Morte affretti così; poichè ti giuro
Che rivederlo lo dovran soltanto
O morto, o pazzo!
(-Nabuco geme-)
ARG.
Oh, l'affannoso gemito!
Ei muore!
NABUCO (-riavendosi-)
Ohimè!
ARG.
(-andando a Nabuco-)
Signor....
NABUCO
Chi sei?
ARG.
Argiàsp,
Il tuo servo fedele.... Assai dormisti....
Orsù ti leva!
NABUCO
No.... La propria legge
Impose il fato ad ogni creatura!
L'uom, come te, su due piedi cammina;
Ed il cane su quattro....--Or io su quattro
Camminar debbo, perchè un cane io sono!
Eccoti il collo.... Mettimi il guinzaglio....
(-vedendo che Argiàsp rimane immobile-)
Non vuoi?... Comprendo!... Il mio padron non sei!
Dov'è?,.. Chi fu?...
(-come ricordando-)
Ah.... Un cieco!... Io l'ho perduto....
Sventurato!... Poichè cieco due volte
Senza il suo can divenne.
(-come colto da acuto spasimo, portando le mani alla nuca-)
Oh, strazio!... Oh, strazio!
(-s'erge della persona, rimane un momento immobile;
poi, come colpito da un ricordo improvviso-)
Ah.... Daìra....
(-ricade svenuto-)
ZALA
L'udisti?...
ARG.
Della mente
Anche nel buio quel nome gli splende!
La sua rovina e il vitupero nostro
Piombin dunque su lei!
ZALA
(-togliendosi una ciarpa che le cinge i fianchi, porgendola
a Argiasp-)
Ecco il guinzaglio!
ARG.
(-a Nabuco, legandogli la ciarpa al collo-)
Vieni....
(-Zala scende nella botola--Argiasp la segue, traendosi
dietro Nabuco carponi-).
PARTE TERZA
-Decorazione come nella Parte Prima.--Afraisab,
ritto sullo scaleo della torre, guarda Daìra, la quale
vorrebbe salirlo ed è trattenuta da Ghev e da Darab.--Gli
altri guerrieri siedono intorno trincando-.
SCENA VI
AFRAISAB--DAÌRA--GHEV--DARÀB--KUNAREND--
BERHAM ecc.--A suo tempo JEROBOÀM
e GERIRÈH con LORASP, TOGHRUL,
GURGHIN ed altri cortigiani armati--
A suo tempo ancora ZALA, ARGIASP e NABUCO.
BERHAM (-a Daìra-)
Vattene alfine!
DAÌRA (-a Afraisab-)
Deh, mi lascia
Salir!
AFR.
Morta tu sei se un passo muovi.
DAÌRA
(-lanciandosi verso di lui-)
M'uccidi dunque!...
DARAB (-afferrandola-)
No, peggior augurio
Non v'ha di quel d'uccidere una donna
Alla vigilia d'una guerra!
DAÌRA
E voi
Perir intanto il vostro re lasciate!
GHEV
Perir?... Perchè?...
DARAB
Chi osar potrebbe un arme
Sul suo petto levar?
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