(-ai soldati indicando Jeroboàm-)
Ch'ei muoja!
NABUCO
No.... soltanto i forti atterra
Nabuco!... Ch'egli viva.
JER.
E più feroce
Così sei tu,... chè men peggior la morte
È del vivere schiavi, e vecchi, e ciechi!
NABUCO
Chi sei?
JER.
Jeroboàm, figlio d'Elia,
Degli Esseni di Kyriat.¹
¹ -Kyriat Sefor- (la città dei libri) mutò il nome in
quello di Debir, non meno significante, perchè vuol dire
«seggio della parola e dell'oracolo.»--La si chiamava
-Città dei libri-, fin dall'epoca di Giosuè.--Un passo
del Talmud dice: «Vuoi fare acquisto di sapere? Va presso
i dottori del mezzodì» cioè in quel paese, che sta al sud
di Gerusalemme ed è limitato a levante dal lago
Asfaltide, e fu per la Giudea quel che l'Attica per la
Grecia e la Toscana per l'Italia.--Ivi abitavano gli
Esseni, che incarnavano il tipo migliore dei migliori
repubblicani d'ogni tempo, perchè amanti della libertà,
odiatori dell'accentramento e dell'ipocrisia, miti e
forti. Filone nel suo libro «-Ogni uomo probo è libero-»
dice, che si chiamavano Esseni o Essei da una voce
siriaca, che vale -pio, santo, benigno-, o parla a lungo
della loro abilità medica, della loro longevità in causa
del vivere temperato e operoso, delle facoltà profetiche
che venivan loro attribuite, della loro morale, che
condannava la schiavitù obbligandoli a servirsi l'un
l'altro, ad esser proclivi al perdono, e poggiava sulla
triplice base: l'amor di Dio, della virtù e degli
uomini.--Il Talmud parla pure d'una scienza segreta degli
Esseni, per meritare d'esser iniziati alla quale,
condizione precipua era di saper vincere l'ira.--Il volgo
credeva che deducessero l'avvenire dai sogni.--Non priva
di fondamento è l'opinione che Gesù Cristo facesse parte
di questa nobilissima setta. Conferma appieno questa
opinione il modo allegorico, figurato (e quasi sempre con
figure desunte dalla vita campestre) che Cristo ha comune
cogli Esseni; i quali, com'egli ripete tante volte,
solevan dire: «I precetti fanno il corpo della Scrittura,
l'allegoria lo spirito.»--Gli Esseni prendevan parte alla
vita pubblica, poichè essi non eran asceti, ma uomini che
accoppiavano il pensiero all'azione.--Flavio e lo stesso
Alessandro Severo tessono le loro lodi per l'invincibile
coraggio che mostrarono nell'opporsi all'invasione
romana; dice il Benamozegh, -Storia degli Esseni-
(Firenze 1865): «Patirono il ferro, il fuoco e la
mutilazione dei membri e la morte stessa, senza che una
sola lagrima venisse a implorare la pietà del carnefice.»
Chi volesse conoscere meglio gli Esseni legga il
bellissimo libro di G. De-Castro, -Fratellanze segrete-,
cui attinsi queste brevi notizie.
NABUCO
Il tuo nome
Rammento.--Un dì, quando la prima volta
Soggiogai la Giudea, chiedendo pace
Con altri di tua setta a me venisti.
Quì schiavi, fin da allor, trarvi potevo;
Ma, affascinato dalla luce arcana
Dell'intelletto vostro, a voi lasciai
E vita e libertà, tenue tributo
Imponendovi ogni anno. Indi all'Egitto
Rivolsi l'armi.--Or ben qual fu la fede
Che mi serbaste?--Voi poneste a morte
Chi, in nome mio, raccogliere dovea
Il tributo promesso, e me assaliste
Alle terga. Ma invan!... Vinti gli Egizî,
A voi tornai;... e, allor, pietà non ebbi.
JER.
Noi trucidammo il messo tuo, che insulti
Lanciava al Tempio; e i tuoi guerrieri, a mille,
Trucidarono a noi donne e fanciulli!
Ascolta!... Ascolta!... A me crescea d'intorno,
Come campo di spiche rigoglioso,
Una vasta famiglia. Eran canzoni
Di robusti pastori; erano nenie
Di belle madri dal rigonfio seno;
Eran trilli di bimbi, a me avvinghiati
Nell'impeto talor di affettuosa
Festività infantil, sì ch'io sembravo
Grappolo enorme dagli acini lieti
Riboccanti di succo!...--Io non li vidi
Perir pugnando i miei gagliardi figli,
Ma, morti, a me furon recati!... Vidi,
Ahi, vidi, sì, sotto ai miei occhi, preda
Dei tuoi soldati, le mie donne, urlando,
Invocare la morte, e benedirla
Quando, dal petto lor, col sangue e il latte,
Dalle larghe ferite uscia la vita
E l'ignominia era compiuta!... E vidi
I miei bambini palpitar sbranati
A me dinnanzi.... E udii l'orrendo schianto
Delle piccole teste alle pareti
Fra le risate.... E mi sentii sul volto,
Sangue del sangue mio, mia carne istessa,
I cerebri schizzarne!... Ah, tanto io piansi
Da quel tremendo dì, che gli occhi miei
Più lagrime non han,... non han più luce!
NABUCO (-ironico-)
Dio vendicò quel dì gli Amaleciti!
JER.
(-con grande impeto-)
Sul capo tuo cada il lor sangue e il nostro!
Iddio giudicherà!
NABUCO
Non più!... Nabuco
Responsi attende dalla propria spada
Soltanto....
(-pausa-)
Alle sue cure ognuno ritorni.
Alla pena gli schiavi; ai vezzi loro
Le donne; ai riti i sacerdoti; ai balli
Ed ai conviti chi il piacere adora;...
E ai suoi pensier Nabuco.
(-Tutti si allontanano.--Scende la sera.--Presso
lo scaleo viene accesa una lampada-)
SCENA VII
NABUCO solo, sul trono.
NABUCO (-cupamente-)
E di Nabuco
Sono i pensieri, ahimè, i nemici soli
Ch'egli teme!...--La terra e il mar son vasti;
Ma, ad averne l'imper, basta una spada!
Oro, gloria, poter:... facili prede
Di volgari nature! Io li posseggo,
E non son lieto!...--Anch'io ringhio ed addento,
Come il mastin, se alcun li tocca.... Il suo
Brandel di carne esso difende, ed io
Il mio frusto d'impero.... Eppur, s'accheta
Il mastino satollo;... ed io non trovo
Riposo invece!... Un mendico, che geme
Agonizzante per eterna fame,
Sta in me Nabuco onnipossente: e invano,
Per sazïarlo, io gli gettai finora.
Cento vittorie, e cento regni, e il mondo!...
Ei sempre grida: «-No! Non questo cibo
Mi sazia!...-»
(-Depone la corona e lo scettro--A poco a poco notte completa-)
Ora vediam: Tutte le cose
Hanno una forma ed un mister: mutare
Noi la forma possiam; ghermir l'arcano
Mistero.... forse!....--Ogni volgar natura
Della forma si sazia; ogni divina
Sazierebbe il mistero?... Io del mistero
La conquista tentar dunque dovrei?
Oh, l'immane fatica!... In suo confronto
Gioco mi par di cerretani quella
Che già compii....
(-alzandosi, come allucinato e come parlasse a un fantasma
che sta in lui-)
Ma, orsù, rispondi: «-È questo
Forse il cibo che chiedi?-»
(-come dando ascolto e come ripetendo parole che gli
giungono vagamente-)
È questo!... È questo!
(-con un grido, ergendosi della persona-)
All'opra, dunque!... All'opra!
(-ricade accasciato sul trono, momento di pausa-)
Ahi, quante volte
Io fin qui giunsi.... e poi caddi spossato!
Non dell'armi il valor quì la vittoria
Può darmi! E, lo potesse, ad ogni cosa
Dovrei muovere battaglia; poichè ognuna
Ha il suo mistero!... E, li vincessi tutti
Della terra i misteri, in alto io volgo
Lo sguardo....
(-fissa lo sguardo in fondo, dove appare il cielo stellato-)
Il ciel tutto si ingemma d'astri....
Ed ogni astro è una sfida.
(-alzandosi, con impeto-)
E sia!... Degli astri
Alla conquista!
(-ricadendo accasciato-)
E come?... Son lontani....
E ignota è a me la forza, che potrebbe
Fino ad essi sospingermi!--La forza?
Che è dessa mai?.... Quella d'Afraïsàb,
Che cento affronta e uccide o fuga; o quella
D'Jeroboàm, che, vinto, parla.... e vince
Me, Nabuco? È la mia, che il mondo doma;
O quella dei sapienti di Giudea,
Che affascinò la mia?
(-scende dal trono e passeggia-)
Popolo grande
Dagli ermetici libri e dai profeti
Che leggono nei cieli....
(-come stanco va a sedere sui gradini del trono-)
«A re Nabuco
«Gloria!»... E Nabuco è un bimbo che si affanna
Per un balocco che gli vien negato,
E quei che ha già farebbe in pezzi!
(-si copre il volto colle mani.--Pausa.--La luna
sorge; un suo raggio penetra dal fondo-).
VOCE DI DAÌRA
(-che s'avvicina, a destra, cantando-)
La rosa gialla come l'or risplende;
Essa alla pesca il profumo involò;
Sicchè del frutto il desiderio accende,
E pesche vuol chi rose gialle amò!
NABUCO
(-fra sè, sollevando il volto-)
E canta
Costei!
SCENA VIII
DAÌRA e NABUCO.
DAÌRA
(-viene dalla destra e fa per attraversare il terrazzo
--Ha un lembo della veste rimboccato,--Canta.-)
O rose gialle, o belle rose gialle!
(-essa giunge dove cade ti raggio di luna-)
NABUCO
(-riconoscendola, accorrendo a lei-)
Daìra!....
(-l'afferra la porta sul trono, e poscia siede ai suoi
piedi-).
DAÌRA
(-dando un grido, poi ravvisando Nabuco e ridendo-)
No, bel leopardo
Alla gazzella tu non fai paura!
NABUCO (-contemplandola-)
Sempre la stessa!
DAÌRA
Me Nabuco, adunque,
Il gran re, ravvisò si tosto?
NABUCO (-sorridendo-)
Errai....
Tu Daìra non sei:... quella Daìra
Ch'io conobbi bambina.... Tua sorella
Certo ella fu!...
DAÌRA
Di lei men bella io sono
Forse?
NABUCO
Oh.... molto dippiù!
DAÌRA
Tu pur non sei
Il Nabuco d'allora!... Egli era forte,
È vero, come te;... ma il volto avea
Pallido e delicato.--Oggi di bronzo
Quel volto par....
NABUCO
Di quel Nabuco io sono
Men grato a te?...
DAÌRA
(-abbandonando il lembo della veste e lasciando cadere
su Nabuco le rose gialle che vi teneva raccolte-.)
Prendi!
NABUCO (-con grande allegrezza-)
Ah.... Le rose gialle!...
Le mie rose!...
DAÌRA
Ed è ancor l'istesso cespo
Che le fiorì!
NABUCO (-sorridendo-)
Fra l'ultime, ch'io vidi,
E queste.... quanti eventi per Nabuco!
E per te?...
DAÌRA
Nulla.... Ah, si.... Le rose!... Avvolta
Nel mio mantello, ad esse, nell'inverno,
Io ne andavo ogni giorno, a preservarle
Dall'insulto dei venti e delle brine;
Poscia, al tornar di primavera, quante
Assidue cure per toglierne i bruchi
Delle piante carnefici!--Giungea
L'estate.... Oh, allora, il mio trionfo!...--Sola
Colle mie rose dall'alba al tramonto
Sempre restavo, corone e ghirlande
Tessendo all'ombra.--Sovente la notte
Ad esse ne venia.--Oh, come acuti
Son gli olezzi dei fiori nella cheta
Oscurità notturna!... Io, per arcana
Voluttà, ne fremevo!...--Ahimè, l'autunno
Tutto spogliava il mio roseto.... ed io
Cader vidi talor, calda rugiada,
Sulle foglie disperse a me dinnanzi,
Qualche lagrima,... ch'io non comprendea
Quale dagli occhi mi spremesse vaga
Ineffabil mestizia!
NABUCO (-sfogliando delle rose-)
Il mio rosajo
Era la guerra; e a sorvegliare il campo,
Chiuso nel mio mantello, anch'io ne andavo
Nel verno; io pur temer dovea gli assalti
Coi novi soli; ed a me pur l'estate
Apportava trionfi, e tetri giorni
L'autunno!... Dunque hanno vicende eguali
Rose e battaglie!--Ami tu ancor le rose,
O mia Daìra.
DAÌRA
Sempre!
NABUCO
Io le battaglie,
Ahimè, non amo più.
DAÌRA
Lieta ne sono....
Così qui resterai.... E, se la brama,
Te ne riprende,... ebben.... t'offro le mie!
I bruchi ucciderai!...
NABUCO (-ridendo-)
Ah.... Ah.... Nabuco
Debellator di bruchi!...--E sia!... Mutato
Non sarà forse il mio destin sì tanto
Come appar sulle prime! Bruchi anch'essi,
Inver, gli uomini son!... Poter, ricchezza,
O voluttà,... ciascun vuol la sua rosa!
DAÌRA
Or dunque, vieni.--Del giardino antico,
Quando la luna vi piovea, ricordi
Gli incanti?--Or vedi: alta è la luna, e, sovra
I cespi, a mille s'aprono le rose.
Io di là vengo, nè mi parve mai
Così pieno di fascini!... La luna
Vuol che le rose d'or sembrin d'argento;
Ed esse a lei rimandano indorati
I raggi suoi....
NABUCO
È una battaglia!
DAÌRA
Quello,
Dunque, è il tuo posto!... Vieni....
NABUCO (-baciandola-)
Oh, la gioconda
Mia Daìra d'un tempo!
DAÌRA
Io la sorella
Ne sono....
NABUCO
(-allacciandole d'un braccio la persona-)
Ebben tu come lei mi piaci!
(-s'allontanano per lo scaleo-).
ATTO SECONDO
-Bosco in riva all'Eufrate.--Agli alberi stanno appese
delle arpe.--Diverse capanne.--Quella di
Jeroboàm, in mezzo, ai piedi d'un albero.--Fra
tronco e tronco, si vede, poco lontano, scorrere il
fiume, e, sulla sponda opposta, biancheggiare degli
edifici in costruzione-.
SCENA I
JEROBOÀM, seduto presso alla propria capanna.--
EFRAIM alla sua destra.--Intorno siedono
gli schiavi Ebrei.--Poi alcuni Aguzzini.
JER.
(-come continuasse un racconto-)
E poscia, in sogno, mi parea con voi,
Cieco qual sono, di fuggir tra i monti
Verso la patria. Al fianco mio venivi,
Sostegno e guida tu, Efraìm.--Dicevi:
«Fra poco il giogo toccherem!... Là giunti,
«Noi rivedrem il suol di Galilea!»
Ed ecco uscir da tutti i petti un urlo
E il popolo sostar. Ond'io ti chiesi:
«Che avvenne?»--E tu: «Oh, l'infausto portento!
«A precluderci il varco a un tratto è sorto
«Un colosso di bronzo!»--Allora ai miei
Occhi tornò la luce, e ch'esso avea
Di creta i piedi io vidi.--Una pietruzza
Raccolsi e la lanciai....--Ero lontano;
Debole al par del braccio d'un fanciullo
Era il mio braccio;... eppur colsi nel segno!
Sicchè il colosso tentennò, poi cadde,
E rovinò giù per l'erta montana
Come neve spezzandosi ai macigni.
EFRAÌM
È una promessa questo sogno!
ALCUNI AGUZZINI
(-irrompendo, sferzando gli ebrei-)
Schiavi,
Al lavoro!... Al lavoro!...
SCENA II
JEROBOÀM solo.
(-sempre seduto ai piedi dell'albero-)
O d'Israele
Arpe sospese sul mio capo; o nidi,
Da cui sono fuggiti i lieti canti,
Simili a rondinelle nell'inverno,
Dacchè su noi piombò l'ira divina;
Io non m'inganno, no,... sento che l'aria,
Spirante adesso tra le vostre corde,
Più non vi desta gemiti e lamenti!
Una melòde piena di dolcezza
Piove da voi dentro l'anima mia....
E mi sembra che parli di perdono!
SCENA III
JEROBOÀM--ZALA--ARGIASP, dal fondo.
ARG.
Alla reggia torniam.... Lottar che giova
Contro i destini?....
ZALA
Ah, no!... Lo stesso sangue
Non scorre in noi, che vil troppo o bugiardo
Nato tu sei!--Vil, se credevi incendio
Quell'amor, che soltanto era scintilla;
E bugiardo, se tal tu lo sapevi
E fingevi con me!--Poich'io comprendo
Chi trema innanzi all'idolo che adora
Per ignota malìa; ma chi si lascia
Quell'idolo rapir, ne rïaverlo
Tenta, anche a prezzo della vita, mai
L'adorò certamente!
ARG.
(-con impeto di disperazione-)
A Istàr io dunque
Sacrarmi debbo?--Ebben mi sacro!--Mite,
Leale io nacqui! Feroce gli eventi
M'han voluto!... Stassera essi morranno!
(-fa per allontanarsi-)
ZALA
(-trattenendolo-)
No.... Verrò teco anch'io, sacra ad Istàr,
Il giorno in cui l'estrema mia speranza
Svanir vedrò.... Ma tal speranza forse
Or per compiersi sta....--Dacchè Nabuco
Tornò, la reggia ogni notte risuona
Per allegri conviti; pur, seduto
A mensa, o a contemplar le danze, ei resta
Sol pochi istanti, e, spesso, non vi appare....
Perchè vive ei così?
ARG.
Dell'amor suo
Egli vive soltanto!--Come un bimbo
Daìra lo conduce.--Ora discendono
Nell'antico giardino; or dalla reggia
Escon la sera.
ZALA
Ma li segue un'ombra....
Io!--E a quest'ombra ora un mistero è noto!
Odi: Nabuco non ama Daìra!
ARG.
Non l'ama?
ZALA
No!... Forse, nei primi giorni,
I ricordi d'infanzia e la bellezza
Della fanciulla aveano acceso in lui
D'amore una parvenza; ma, passato
L'impeto primo, egli è caduto preda
Di strano morbo che lo strugge.--Quando,
Soli, la sera, essi ne vanno insieme
Fuor della reggia, a lor, no, non sorride
Il tripudio che da questo pensiero:
«-Esser liberi e amarsi-!»--Egli cammina
Taciturno; e Daìra, al fianco suo,
Vien silenziosa....
ARG.
È per gli amanti caro
Idioma il silenzio!
ZALA
Ebben lo rompe
Nabuco; ma d'amor non parla; parla
Fra sè di strani sogni.--Essa, lo interroga
Timidamente; ma ei non l'ode. Entrambi
Erran del fiume in riva infin che annotta;
E, allora, come da fatal possanza
Spinto, ei qui move, mentre, dietro a lui,
Pallida ed ansimante ella s'innoltra.
ARG.
E tu udisti quant'ei dice a sè stesso?
ZALA
Sì....
ARG.
Lo ricordi?
ZALA
Sì.... D'astri egli parla.
Il senso invan comprenderne da sola
Sulle prime tentai;... poi lo fe' noto
Inconsciamente a me quel vecchio ebreo,
Che là tu vedi....
(-indica Jeroboàm-)
ARG. (-riconoscendolo-)
Ah, lo ravviso!... È il cieco
Jeroboàm!
ZALA
Sì, desso!
ARG.
Il dì ricordo
In cui Nabuco gli salvò la vita.--
Perchè or quì vien?... Lo riconobbe il cieco?
ZALA
Ignoto gli è.--Giafìr, ricco mercante,
Egli lo crede, come a lui fu detto.
Forse potea la voce sua tradirlo;
Ma, al par dell'uragano, era tonante
Del re la voce il dì che a lui la vita
Serbava.... ed oggi di chi implora ha il suono!
ARG. (-stupito-)
Implora.... il re?!
ZALA
Sì.... implora!--Questo io vidi
Evento prodigioso: a un mendicante
Volger Nabuco lagrime e preghiere!
ARG.
A un mendicante?.... Egli?... Nabuco?:
ZALA
Sì!
Da lui stesso l'apprendi!
(-andando a Jeroboàm-)
Jeroboàm.
JER.
Chi sei?... Forse la donna, che ogni sera
Vien con colui, che follemente il cielo
Vol conquistare?
ZALA (-piano a Argiasp-)
Udisti?
(-a Jeroboàm-)
Non son quella.
JER.
Ah, è ver!... Lo squillo d'una tromba pare
Il suon della tua voce, e quel dell'altra
D'un flauto ha la dolcezza.--Sei tu sola?
ZALA
No.... mio fratello è meco.
JER.
Parli.
ARG.
Il suono
Della mia ti ricordi?
JER.
(-scosso, alzandosi-)
Ah.... Non ignoto
Mi giunge.... No!--Ma dove io già l'udii?...
Quando?...--Nella tenèbra, che mi avvolge,
Ogni voce, ogni suono, ha un'eco lunga;
Sicchè, talor, nell'incessante rombo
Di quell'eco io mi perdo, e una memoria
Vaga e confusa sol mi resta!--Io posso
Ben dirmi: «-Già l'udii-!».... Ma, d'onde l'eco
Cominci, invano a ricercar mi struggo!
A parlare con me vien da più notti
Un mercante, Giafìr, colla sua donna....
Orben, dal primo dì ch'ei mi rivolse
La parola, pensai: «-Dove ho tal voce
Udita già?-» Nè rispondere ancora
A tal domanda io posso!--È noto a voi
Questo Giafìr?
ZALA
Egli è parente nostro....
A te veniam perchè un timor ne cruccia
E tu soltanto consigliar ci puoi.
JER.
Parla.
ZALA
Da tempo egli negli occhi ha lampi
Di febbre; e, assorto in tetre idee, s'aggira
Farneticando; e non risponde; oppure
Con strani detti chi si volge a lui
Congeda o insulta.... e fugge....--Di qual morbo
Ei dunque è preda?...
JER.
Conquistare il cielo
Ei sogna.... Già tel dissi....--E, poichè a lui
Narrò qualcun, che a me son noti i libri
Dei sapïenti, egli da me pretende
Di conoscer l'ermetica potenza
Che della vita ogni mister discopre
E insegna quello che Dio sol conosce!
Poter da terra sollevarsi, e l'aria
Attraversar per conquistar le stelle,
A una freccia simìl:... questo egli brama.
Blandemente io risposi sulle prime,
Pietoso a lui ed alla sua compagna
Dalla voce gentil che sa di pianto;
E, della scienza dei miei libri santi,
Sì, gli parlai, ma qual maestro a alunno
Che gli scerne la lettera e lo spirto...
Ahimè, coi folli intendimenti suoi,
Ei tutto confondea!... Sicchè schermirmi
Ora soltanto alle sue inchieste io tento
E alle preghiere sue.
ZALA
Ei, dunque, è pazzo?
JER.
Non ancor!... Ma la china egli discende
Di quell'abisso, in fondo al qual diventa
L'uom pari al bruto.... e, se chi l'odia, spingerlo
Nell'abisso or volesse, agevol cosa
Compier dovrebbe.
ARG.
E tu non ve l'hai spinto?
Perchè?
JER.
Non l'odio.
ZALA
Egli è Caldeo....
ARG.
Nemico
Esser dovresti a lui....
JER.
Sì.... come a voi
Nemico io son, perchè Caldei voi siete,
Se del suo sangue; e come il son di tutta
La gente vostra.--Ma so ben che è vano
Una gente odïar!--Essa è la spada
Nella man del carnefice! È l'inconscio
Strumento ond'ei si val!...--No... Non ha colpa
La spada.... ma la man!... Soltanto a questa,
Al carnefice solo io l'odio serbo!
ARG.
Al re, dunque?
JER.
A Nabuco!
ZALA
Or ben, colui
Che conquistar il ciel vorrebbe.... è il re!
È Nabuco!
JER.
Nabuco?!
ARG.
Argiasp io sono!
ZALA
Io Zala!
JER.
I figli di Sârak!... Ed egli....
Egli è il colosso.... e la pietruzza io sono!
ZALA (-indicando a destra-)
Ei viene....
JER. (-indicando la capanna-)
Là.... là.... nella mia capanna!
(-Argiasp e Zala entrano nella capanna.--Jeroboàm
torna a sedere ai piedi dell'albero.--Entra Nabuco
concitato, poi Daìra-).
SCENA IV
DAÌRA--NABUCO--JEROBOÀM
DAÌRA (-a Nabuco-)
Fermati.... Ascolta....
NABUCO
Lasciami!
DAÌRA
Promesso
Pur tu mi avevi, che dal vecchio ebreo
Non saresti tornato....
NABUCO
Ed or vi torno
Poichè mutai pensier.... Ciò non ti garba?...
Alla reggia rimani!
DAÌRA
E sei tu quello
Che mi parli così?...--Quando quì vieni
Son le tue notti spaventose!... Mille
Torvi fantasmi turbano i tuoi sogni....
Ed io, che veglio a te vicina, piango
I tuoi rantoli udendo e i tuoi lamenti!
Ah, dove son le dolcissime notti,
Che noi passammo nel giardino antico
Fra l'olir delle rose!
NABUCO
D'ogni olezzo
Oggi più grate a me son le parole
D'un sapïente!--Di Nabuco è questa
La vita!... Ei vuol non una gioja sola!
Amore, e gloria, e sapïenza:... tutte
Le gioie umane ei vuol, tutte le ebbrezze!
Lasciami!
JER. (-dall'albero-)
Olà.... Chi è là?... Sei tu, Giafìr?
NABUCO
Sì.... Son io!
(-Daìra va verso il fondo, come spiando che nessuno
si avvicini, e vi resta-)
JER.
Mio signor, come mi scese
Al cuor la voce tua!... Che tu in eterno
Esser possa felice!
NABUCO
E lo può forse
Esser chi, al par di me, alla meta anela
Che tu conosci?
JER.
Ancor t'agita, dunque,
La stessa idea?
NABUCO
Sì....
JER.
Ancor, dunque, tu vieni
A me, credendo ch'io donar ti possa
La magica virtù che i sogni tuoi
Adempier deve?
NABUCO
Sì.... Non mi narrasti
Forse tu stesso dei profeti vostri
L'onnipossente fuoco?...
JER.
È ver....
NABUCO
Rapiti,
Essi vedean gli eventi del futuro
E i misteri del cielo e della terra....
JER.
Sì.... È vero!
NABUCO
Ebben.... come i profeti tuoi
Esser io voglio!... Or, perchè il rito, il verbo,
Tu sempre a me di rivelar negasti,
Con cui nel proprio sen potevan essi
La sacra fiamma suscitar?
JER.
Tremenda
Cosa chiedevi....
NABUCO
Ah!... Tu non sai chi sono!
DAÌRA
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
61
62
63
64
65
66
67
68
69
70
71
72
73
74
75
76
77
78
79
80
81
82
83
84
85
86
87
88
89
90
91
92
93
94
95
96
97
98
99
100
101
102
103
104
105
106
107
108
109
110
111
112
113
114
115
116
117
118
119
120
121
122
123
124
125
126
127
128
129
130
131
132
133
134
135
136
137
138
139
140
141
142
143
144
145
146
147
148
149
150
151
152
153
154
155
156
157
158
159
160
161
162
163
164
165
166
167
168
169
170
171
172
173
174
175
176
177
178
179
180
181
182
183
184
185
186
187
188
189
190
191
192
193
194
195
196
197
198
199
200
201
202
203
204
205
206
207
208
209
210
211
212
213
214
215
216
217
218
219
220
221
222
223
224
225
226
227
228
229
230
231
232
233
234
235
236
237
238
239
240
241
242
243
244
245
246
247
248
249
250
251
252
253
254
255
256
257
258
259
260
261
262
263
264
265
266
267
268
269
270
271
272
273
274
275
276
277
278
279
280
281
282
283
284
285
286
287
288
289
290
291
292
293
294
295
296
297
298
299
300
301
302
303
304
305
306
307
308
309
310
311
312
313
314
315
316
317
318
319
320
321
322
323
324
325
326
327
328
329
330
331
332
333
334
335
336
337
338
339
340
341
342
343
344
345
346
347
348
349
350
351
352
353
354
355
356
357
358
359
360
361
362
363
364
365
366
367
368
369
370
371
372
373
374
375
376
377
378
379
380
381
382
383
384
385
386
387
388
389
390
391
392
393
394
395
396
397
398
399
400
401
402
403
404
405
406
407
408
409
410
411
412
413
414
415
416
417
418
419
420
421
422
423
424
425
426
427
428
429
430
431
432
433
434
435
436
437
438
439
440
441
442
443
444
445
446
447
448
449
450
451
452
453
454
455
456
457
458
459
460
461
462
463
464
465
466
467
468
469
470
471
472
473
474
475
476
477
478
479
480
481
482
483
484
485
486
487
488
489
490
491
492
493
494
495
496
497
498
499
500
501
502
503
504
505
506
507
508
509
510
511
512
513
514
515
516
517
518
519
520
521
522
523
524
525
526
527
528
529
530
531
532
533
534
535
536
537
538
539
540
541
542
543
544
545
546
547
548
549
550
551
552
553
554
555
556
557
558
559
560
561
562
563
564
565
566
567
568
569
570
571
572
573
574
575
576
577
578
579
580
581
582
583
584
585
586
587
588
589
590
591
592
593
594
595
596
597
598
599
600
601
602
603
604
605
606
607
608
609
610
611
612
613
614
615
616
617
618
619
620
621
622
623
624
625
626
627
628
629
630
631
632
633
634
635
636
637
638
639
640
641
642
643
644
645
646
647
648
649
650
651
652
653
654
655
656
657
658
659
660
661
662
663
664
665
666
667
668
669
670
671
672
673
674
675
676
677
678
679
680
681
682
683
684
685
686
687
688
689
690
691
692
693
694
695
696
697
698
699
700
701
702
703
704
705
706
707
708
709
710
711
712
713
714
715
716
717
718
719
720
721
722
723
724
725
726
727
728
729
730
731
732
733
734
735
736
737
738
739
740
741
742
743
744
745
746
747
748
749
750
751
752
753
754
755
756
757
758
759
760
761
762
763
764
765
766
767
768
769
770
771
772
773
774
775
776
777
778
779
780
781
782
783
784
785
786
787
788
789
790
791
792
793
794
795
796
797
798
799
800
801
802
803
804
805
806
807
808
809
810
811
812
813
814
815
816
817
818
819
820
821
822
823
824
825
826
827
828
829
830
831
832
833
834
835
836
837
838
839
840
841
842
843
844
845
846
847
848
849
850
851
852
853
854
855
856
857
858
859
860
861
862
863
864
865
866
867
868
869
870
871
872
873
874
875
876
877
878
879
880
881
882
883
884
885
886
887
888
889
890
891
892
893
894
895
896
897
898
899
900
901
902
903
904
905
906
907
908
909
910
911
912
913
914
915
916
917
918
919
920
921
922
923
924
925
926
927
928
929
930
931
932
933
934
935
936
937
938
939
940
941
942
943
944
945
946
947
948
949
950
951
952
953
954
955
956
957
958
959
960
961
962
963
964
965
966
967
968
969
970
971
972
973
974
975
976
977
978
979
980
981
982
983
984
985
986
987
988
989
990
991
992
993
994
995
996
997
998
999
1000