cortesemente:)- Se mi permetti, te lo voglio pagare io questo mezzo litro. NANNINA È inutile: da te non mi piglio niente. IL MORO E perchè? NANNINA Non ci vieni più a trovarmi. RAFFAELE -(adocchia Nannina, e aspetta.)- MARTINO -(se ne va in fondo, accendendo il sigaro.)- IL MORO -(a Nannina:)- E non ci vengo chè ci soffro troppo a venirci. NANNINA Bella scusa! Quando venisti la prima volta non facevo forse... quello che faccio adesso? IL MORO Ma vedi:... se tu volessi.... NANNINA -(sospira)- Eh! -(Tacciono.)- RAFFAELE -(a Pasquale, che è al banco:)- Dàlle quello che vuole alla ragazza, e mettilo a conto mio. IL MORO -(a Nannina:)- Non mi rispondi? NANNINA -(con bontà)- Lasciami stare. Questa vita devo farla a forza per quella creatura che non ho voluto dare alla Madonna. Il Signore me l'ha mandata, e io me la tengo. IL MORO E chi ti dice che non devi tenertela? Dopo un anno di buona condotta, chi sa!... Io sono poverello, eppure,... vedi:... sarei capace anche di sposarti.... NANNINA -(dolce)- E per quest'anno? Come vivrei? -(Sempre dolcemente)- Lasciami stare!... PASQUALE -(a Nannina, porgendole il mezzo litro di vino.)- A voi, un mezzo litro di Posillipo asciutto. NANNINA -(sta per mettere i soldi sul bancone.)- RAFFAELE È pagato. NANNINA -(si volta, e ammicca.)- IL MORO -(si allontana, grattandosi in testa, con la faccia triste.)- NANNINA -(fissando Raffaele con gli sguardi invitanti, fa un lieve cenno interrogativo col capo.)- RAFFAELE -(con un altro cenno del capo, risponde di sì.)- NANNINA -(esce dalla bettola, con le mani dietro la schiena, a passi lenti, canticchiando languidamente:)- «-Comme te voglio amà manella 'e cera si me te faie tuccà matina e sera....-» SANTINI -(al Moro che, pensoso, gli è dappresso:)- E va. IL MORO No. RAFFAELE Signori miei, con permesso. -(Esce difilato.)- 1º CEFFO -(sottovoce, al 2º:)- Mangiulli Luigi, Santini Gennaro, Giacobelli Francesco.... 2º CEFFO -(interrompendo pianissimo)- Questi li conosco tutti, e sono tutti nella lista! -(Forte)- Fate carte voi. PASQUALE -(è più che mai affaccendato, servendo gli avventori, che chiacchierano vivamente.)- GIACOBELLI -(sempre continuando il suo discorso, riscaldandosi e vociando)- .... E se non fosse per quella bagascia della miseria, vi farei divertire io, vi farei! MAGLIUOLO -(imitando i compagni, ha ricominciato a bere.)- Chi è che offende la miseria?! Io mi ci trovo benissimo... perchè tutti sono creditori miei, e io sono creditore del Padreterno, che è più solvibile di me. Viva la miseria! -(Prende una guastada e l'abbocca avidamente.)- IL MORO -(accorre e glie la toglie di mano.)- SANTINI Ha ragione il vedovo! -(Alzando il bicchiere)- Viva la miseria! MOLTI -(rispondono con una intonazione strana, quasi tetra)- Viva la miseria! -(Bevono.)- SCENA IV. ANTONIO -e detti-. ANTONIO -(entrando dal fondo)- Bravi! Qui si gozzoviglia! SANTINI Antonio! MARTINO Chi si vede! ANTONIO Buona sera alla compagnia! MANGIULLI Salutiamo. LAROSSA Si riverisce! -(Altri saluti.)- GIACOBELLI Ma come! Ancora da questi paraggi? ANTONIO Sono partito ieri l'altro e son ritornato stasera. PANUNZIO Qualche gran cosa!? ANTONIO Appunto. Una cosa magnifica! PANUNZIO Per San Crisostomo! ANTONIO Sapevo di trovarvi qui. Sentirete! MANGIULLI -(offrendo ad Antonio)- Un bicchiere? ANTONIO E perchè no? Voglio gozzovigliare anch'io. -(Prende.)- MANGIULLI Inganniamo lo stomaco. ANTONIO E io voglio ingannare il cervello. Alla vostra salute! -(Beve.)- MOLTI ALTRI -- Grazie! -- Alla tua! -- Alla tua! -(Bevono.)- ANTONIO Be'? Che si fa laggiù? Che novità? -(Siede presso una tavola accanto a Mangiulli.)- PANUNZIO Una, e grossa: hanno fatto un furto al padrone. ANTONIO -(senza averne nessuna impressione, bevendo ancora)- Oh, oh! MANGIULLI? Un bel contrappelo. ANTONIO Quanto? Un milione? LAROSSA -(con disprezzo)- Ma che! Si parla di centomila lire. PANUNZIO -(con più disprezzo di lui)- Neppure! Una meschina bagattella che non arriva alle cinquantamila! SANTINI Io poi dico: se si ha da sporcarsi le mani, meglio cacciarle bene dentro e toccare il fondo. LAROSSA E bada che ce n'erano dei soldi nella cassa forte! ANTONIO Ah si? Più di quello che gli hanno rubato? LAROSSA Più, più. Assai più. SANTINI Imbecille d'un mariuolo! GIACOBELLI Un mariuolo onesto, perbacco! ANTONIO -(si volta e lo guarda.)- 1º CEFFO Quattro punti, e una scopa che son cinque: la vincerò tripla. 2º CEFFO Non credo. GIACOBELLI -(ad Antonio:)- Perchè mi guardi così? ANTONIO Perchè hai detto una bella parola. Chi mi favorisce ancora da bere? IL MORO -(che era indietro, si avanza, porgendogli il suo bicchiere.)- Posso aver l'onore io, signor Antonio? ANTONIO Oh, sei qua, buona lana? Non t'avevo veduto. Accetto. -(Prende.)- MARTINO Il terzo bicchiere, poi, spetterà a me ad offrirlo. Ci ho delle obbligazioni con voi, e me ne ricordo. ANTONIO -(ironico)- Va là, sono io che ho delle obbligazioni con te. MARTINO Eh, lo so: uomo avvisato, mezzo salvato; ma voi non voleste darmi retta! ANTONIO Ma ti sono grato ugualmente, e, difatti, questa volta invito la comitiva a bere proprio alla tua salute. -(Nessuno risponde, e nessuno beve. Qualche borbottìo di protesta.)- ANTONIO No?... Allora bevo soltanto io.... -(Beve.)- MARTINO E mi fa piacere. GIACOBELLI Diventi bevitore? ANTONIO Divento un po' di tutto con l'aiuto della Provvidenza! 1º CEFFO -(giocando)- Scopa! 2º CEFFO -(gettando una carta sulla tavola)- E vediamo se avete un quinto cavallo! ANTONIO E l'hanno acchiappato questo ladro? PANUNZIO Volevi che si lasciasse anche acchiappare? SANTINI Che diavolo! ANTONIO Ma, insomma, i sospetti su chi cadono? GIACOBELLI Secondo il padrone, ognuno di noi può essere un mariuolo. Ieri, qui, c'è stato spettacolo gratis: perquisizioni, interrogatorii, spionaggio, sorprese, poliziotti travestiti alle nostre calcagne. Meglio d'un teatro! ANTONIO Ah sì?! MANGIULLI -(ironicamente)- Qui dentro, però, poliziotti non ce n'è. -(Abbassando la voce)- Se quei due che giocano non sono poliziotti, voglio perdere gli occhi. ANTONIO -(piano)- Ho capito. 2º CEFFO Ma quanti accidenti di re avevate in mano? 1º CEFFO -(facendo l'ultima giocata)- Ve l'avevo detto: è tripla. ANTONIO -(a voce alta)- E in che modo finirà la faccenda? 2º CEFFO -(al 1º, dandogli dei soldi)- E buon pro vi faccia! -I DUE- CEFFI -(si alzano. L'uno dopo l'altro, pagheranno al banco, indugiando un poco, e andranno via, salutando appena, con disinvoltura.)- 1º CEFFO Signori!... 2º CEFFO Signori!... ALCUNI -(rispondono al saluto, sdegnosamente, a fior di labbro:)- -- Felice notte! -- Buona nottata! MANGIULLI Carissimi! GIACOBELLI -(mentre i due CEFFI s'alzano, pagano, salutano ed escono -- risponde ad Antonio)- Finirà che ne piglieranno uno a casaccio, uno che abbia il naso più di traverso o le orecchie più grandi o il mento più lungo, e, dopo il cerimoniale della Corte d'Assise, al fresco! Galera, e pranzo gratis. Un impiego come un altro! SANTINI Chè se poi costui è innocente, che gliene importa alla giustizia? È stato condannato? E dunque la giustizia ha fatto il suo dovere. Doveva pensarci lui a meritarsi la condanna! Perchè non ha rubato veramente? -(Si ride un po'.)- ANTONIO Tu parli come un filosofo, e io ti ammiro; ma questa sera ho il prurito d'aiutarla io la giustizia. GIACOBELLI E come? MANGIULLI? Come?! ANTONIO Volete vedere che faccio venir fuori il ladro? -(TUTTI hanno un moto di risentimento.)- MARTINO Lo fate venir fuori da che parte? ANTONIO Senza andar troppo lontano. Qui, qui, fra questi muri. -(Mormorii di meraviglia e di sdegno.)- MARTINO Voi ci offendete, mi pare! SANTINI Ohè, tu scherzi male! ANTONIO No, che non offendo nessuno! GIACOBELLI -(alzandosi minacciosamente)- Parla chiaro, o non so quello che può accadere! MOLTE VOCI Parla! Parla! ANTONIO Parlo chiaro, non temete. Son venuto proprio per questo. Il pensiero che un innocente avesse potuto essere accusato e messo alla tortura non mi ha fatto dubitare del mio compito, e il proposito di denunziare il colpevole è diventato frenesia e mi ha trascinato qui vertiginosamente, dandomi l'ebbrezza dell'entusiasmo! -(Eccitandosi sempre più)- Non un momento di titubanza, ve lo giuro, ve lo giuro, non un momento in cui io non abbia sentita tutta intera, vigile, ostinata, trionfante, la mia coscienza! -(I compagni ascoltano attentamente con le facce stravolte.)- ANTONIO -(drizzandosi in piedi)- C'è, è vero, un mestiere più nefando e più vile di quello del ladro, ed è il mestiere del delatore! MANGIULLI Antonio, tu impazzisci! ANTONIO -(in un parossismo di esaltazione spasmodica, sghignazzando)- Ma io mi pago a un prezzo immenso il lusso della immensa viltà che commetto, e, per la voluttà di compiere il sozzo mestiere, prendo con le mie mani la mia vita così, come prendo questa bottiglia vuota, -(esegue)- e la mando in frantumi! -(Scaglia a terra, con violenza, la bottiglia, le cui schegge schizzano intorno. Egli grida:)- Sono il delatore di me stesso! Il ladro di Guido Salviati sono io! TUTTI -(di scatto, si alzano, colpiti dal terrore e dalla meraviglia. Si odono simultaneamente le loro esclamazioni:)- -- Che! -- Tu! -- Tu! -- Voi! -(E restano allibiti, attoniti.)- ANTONIO Vi sembra di sognare, eh? Vi faccio ribrezzo?... C'è forse, in questo momento, qualcuno, fra voi, che mi stringerebbe la mano? -(Stende la destra.)- -(Alcuni indietreggiano un poco, altri evitano di guardarlo, imbarazzati.)- MARTINO -(nascondendo le mani)- Puah! IL MORO -(vorrebbe stringere la mano di Antonio, ma, timidamente, con gli sguardi dolci, par che dica che la sua stretta non varrebbe niente.)- ANTONIO No, lo vedete: non c'è!... Antonio Altieri, colui che predicava la lealtà, l'amore, l'emancipazione garantita dalla fratellanza, l'uomo che proclamava la necessità del benessere individuale a condizione di non ledere i giusti interessi altrui, l'uomo che non ammetteva altro potere che quello naturale e sano del proprio cervello, dei propri muscoli, della propria forza, del proprio lavoro, si è coperto di fango! Ha dato la caccia al danaro degli altri, si è introdotto audacemente, di notte, con chiave falsa, nella casa d'un ricco e, profittando del segreto della cassa forte ch'egli stesso aveva costruita, quasi avesse preparato da lungo tempo il suo piano, ha rubato tranquillamente ciò che gli serviva ed è venuto a battersi il petto dopo d'aver messo in salvo il bottino! -(Feroce)- Sputategli sul viso! -(Contrae le linee del volto come se davvero lo sentisse colpito dallo sputo.)- GIACOBELLI -(mite, con deferenza, con pietà)- Ma no, Antonio, noi non ci permettiamo di giudicarti. ANTONIO -(altero, tonando)- E fate male! -- Perchè non volete giudicarmi? Ah! Voi ignorate come io sia stato vinto? Voi non mi conoscete più, ora? Avete dimenticato che a dodici anni io lavoravo come un adulto con molti di voi nell'officina di Guido Salviati e che mio padre si privò anche del pane per coltivare in me ciò che alla sua ingenuità pareva poco meno che il seme del genio? Avete dimenticato che dopo lunghi anni di studio e di stenti qualche cosa di esclusivamente MIO germogliò difatti qui dentro -(toccandosi la fronte)- e che, quando presentai a Guido Salviati i progetti completi delle mie invenzioni, egli me ne offrì un prezzo ridicolo esigendo, per giunta, la proprietà assoluta delle -mie idee-? Voi avete dimenticato che allora sentii il bisogno impellente dell'indipendenza per me e per voi e riuscii a compiere il miracolo d'una propizia combinazione finanziaria e vi chiamai, v'invitai a lavorare, a lottare insieme con me per innalzare un edificio che diventasse tutto nostro e che ci preparasse una vita di benessere, senza superbia e senza umiltà, senza padroni e senza schiavi? È inesatto, è falso, è fantastico, tutto questo? SANTINI No! No! È vero! GIACOBELLI È verissimo! ANTONIO E chi fu -- dite -- chi fu che, comperando da una parte i crediti dei nostri creditori diffidenti e dall'altra sforzando la sua produzione e riducendo i suoi prezzi, soffocò la nostra impresa tra la sua crudeltà di creditore unico e la concorrenza ch'egli stesso ci faceva? GIACOBELLI Fu Guido Salviati! QUALCHE ALTRA VOCE Lui! Lui fu! ANTONIO Egli ci volle annientare non per orgoglio industriale, no, ma per avidità di speculatore ingordo! GIACOBELLI È la verità, perdinci! MOLTE ALTRE VOCI -- È la verità! -- È la verità! -- È la verità! ANTONIO -(incalzando)- E quando fummo costretti ad arrenderci, quando, per pagare il debito enorme che avevamo oramai soltanto verso di lui, dovemmo mettere nelle sue mani il mio brevetto, la nostra officina, la nostra casa, e bruciare i nostri ideali come i vinti bruciano le loro bandiere prima di darsi al nemico, voi, sì, vi poteste rassegnare ad averlo un'altra volta per padrone, ma io non potetti neanche rassegnarmi a questo. E sapete perchè? SANTINI Ma sì che lo sappiamo! ANTONIO Ah, no! Nessuno ve l'ha detto bene, e voi non lo immaginate. Egli... mi scacciò! -(Ride come un forsennato.)- Ah! Ah! Ah!... MANGIULLI È orribile! GIACOBELLI È schifoso! SANTINI È infame! ALTRI -(fanno eco)- -- È infame! -- È infame! ANTONIO E ben presto una sinistra fama d'ambizioso, di impostore, d'inetto, di ciarlatano e di ribelle si diffuse intorno al mio nome; e non trovai più credito, non trovai più un industriale che mi accogliesse con fiducia, e mi si fuggiva come un appestato, e a casa mi aspettavano, intanto, nella miseria, mio padre che aveva lasciato un braccio fra i denti d'una macchina, un figlioletto a sei anni e la mia povera compagna incinta. Incinta, sissignori! Non lo nego! Incinta! -(Come una proclamazione)- Ho commesso il gran peccato di amare una donna onesta che mi amava! E ho fatto di peggio: non ho voluto condannarla alla sterilità! Non è forse il maggiore dei delitti il mettere al mondo dei figli? TUTTI -(protestano:)- No! -- No! -- No! MARTINO -(se ne sta da parte, sprezzante.)- ANTONIO E questo peccato e questo delitto mi hanno data la gioia di consumare un'altra turpitudine, un altro delitto, e ho sottratto cinquantamila lire dalla cassa forte di colui che, protetto dal Codice, aveva eliminato la mia persona come quella d'un intruso, s'era impossessato del prodotto più vivo della mia mente e aveva sottratto a me tutto quanto m'era sembrato non potersi mai scindere dalla mia vita, dall'anima mia. -(Gridando pazzamente)- Ma ditemi, dunque, perdio, ditemelo, ditemelo se avete ancora un avanzo di coscienza umana: chi di noi due, chi di noi due è il ladro?! -(Movimento generale.)- GIACOBELLI No, il ladro non sei tu! MANGIULLI Con le tue macchine meravigliose, la casa Salviati guadagna il venti per cento sui suoi capitali! SANTINI? E noi guardiamo! PANUNZIO E lui e il figlio si pagano cavalli, carrozze, camerieri, sgualdrine.... LAROSSA E noi ci consumiamo la salute per pochi soldi al giorno! -(Il vocìo cresce.)- GIACOBELLI E l'avvenire è pieno di dubbî! MANGIULLI Noi camminiamo all'oscuro! PANUNZIO Chi ci assicura il pane? MANGIULLI Siamo legati mani e piedi! SANTINI Chi ha saputo spezzare le catene è un eroe! IL MORO -(entusiasticamente)- È un eroe! MARTINO Sciocconi che siete! Costui è venuto a scaldarci il cervello perchè si trova in male acque. GIACOBELLI Taci, tu! MARTINO Non ho paura, io! Da che mondo è mondo, chiunque si piglia il denaro degli altri è un mariuolo! ANTONIO -(scagliandosi su Martino)- Ah, giuraddio! IL MORO -(lo trattiene.)- -(-TUTTI contro Martino, scacciandolo e schiamazzando:)- -- Taci! -- Taci, canaglia! -- Vattene via, brutta bestia! -- Vattene! Vattene! ANTONIO Lasciate che getti la sua bava! LE VOCI Vattene! Vattene! MARTINO -(spinto verso la porta)- Me la pagherai, mariuolo! LAROSSA Vattene, se non vuoi che ti rompa la gobba! LE VOCI Vattene... Vattene!... MARTINO -(fuggendo)- Mariuolo! Mariuolo! -(Via.)- LE VOCI -- Vipera! -- Spia! -- Canaglia! -- Ruffiano! -- Cornuto! -(-TUTTI ritornano ad Antonio, ansiosamente.)- GIACOBELLI E ora, devi fuggire! ANTONIO Se avessi voluto fuggire, non sarei qui, con voi, stasera! GIACOBELLI Devi nasconderti, almeno. ANTONIO Non voglio! GIACOBELLI Ma ti arresteranno. ANTONIO Lo so. SANTINI Non avrai più scampo! ANTONIO Io sono qui per affrontare la legge, non per evitarla. Il banco degli accusati dovrà essere la mia bigoncia, e parlerò fieramente quando tutti voi avrete detto a voce alta, ai giudici e al popolo, quello che pensate del mio nemico e di me! GIACOBELLI -(quasi timido e commosso)- Antonio, il dovere che compiremmo verso di te ci ridurrebbe sul lastrico della strada! MANGIULLI E noi non abbiamo nè il tuo ingegno, nè il tuo coraggio.... GIACOBELLI Dobbiamo soffocare ogni grido di sincerità. LAROSSA -(lugubremente)- O tacere e fingere, o morire di fame! -(Un silenzio grave e solenne. Pare che qualche cosa di plumbeo cada sulla testa di tutti.)- ANTONIO -(abbattuto, abbandonandosi sopra una sedia)- Avete ragione. -(Poi, con dolcezza)- Voi non potete parlare. Ma quello che già avete fatto e avete detto basta al mio cuore, e io ve ne ringrazio. Per la società in mezzo a cui io dovrei essere giudicato, io sono irremissibilmente perduto! E voi credete che, abbandonato a me stesso, io abbia ancora ingegno e coraggio? No, non ho più niente, non ho più niente!... -(Trasalendo, fissando un punto nello spazio)- La Corte d'Assise.... La curiosità d'una folla crudele.... L'accusa gridata innanzi a questa folla..., ripetuta, sghignazzata nei miei orecchi.... E poi... la condanna... l'isolamento... la prigione.... -(Un brivido gli corre per il corpo. Indi, cupamente)- No, no, non posso, non posso.... IL MORO -(supplichevole, ai compagni:)- Cerchiamo di salvarlo! SCENA V. -Un- DELEGATO DI POLIZIA, -seguìto da due- GUARDIE -in borghese e da- MARTINO. IL DELEGATO -(sotto l'arco della porta in fondo)- Chi è tra voi Antonio Altieri? ANTONIO -(sùbito, assorgendo)- Io. MARTINO -(sottovoce, biecamente)- Eccoli ammutoliti. IL DELEGATO -(alle due guardie:)- Arrestatelo! ANTONIO Va bene, andrò a presentarmi io stesso. IL DELEGATO -(con maggior forza, alle guardie:)- Arrestatelo! ANTONIO -(cavando dalla giacca una rivoltella, ma senza aver l'aria di minacciare)- Non c'è bisogno, vi dico. GIACOBELLI -(urgentemente, con affetto)- Che fai?!... SANTINI -(come Giacobelli)- Tu ti rovini! IL DELEGATO -(alle guardie:)- A qualunque costo, non lo fate fuggire. Disarmatelo! ANTONIO Io non fuggo, e non tiro su nessuno. IL MORO -(vigile, gli afferra il braccio.)- No, signor Antonio! -(TUTTI, anche le GUARDIE, si stringono intorno ad Antonio, cercando di disarmarlo.)- VOCI CONFUSE -- No, Antonio! -- No! no! no! IL MORO Vuole ammazzarsi! 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617 618 619 620 621 622 623 624 625 626 627 628 629 630 631 632 633 634 635 636 637 638 639 640 641 642 643 644 645 646 647 648 649 650 651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 720 721 722 723 724 725 726 727 728 729 730 731 732 733 734 735 736 737 738 739 740 741 742 743 744 745 746 747 748 749 750 751 752 753 754 755 756 757 758 759 760 761 762 763 764 765 766 767 768 769 770 771 772 773 774 775 776 777 778 779 780 781 782 783 784 785 786 787 788 789 790 791 792 793 794 795 796 797 798 799 800 801 802 803 804 805 806 807 808 809 810 811 812 813 814 815 816 817 818 819 820 821 822 823 824 825 826 827 828 829 830 831 832 833 834 835 836 837 838 839 840 841 842 843 844 845 846 847 848 849 850 851 852 853 854 855 856 857 858 859 860 861 862 863 864 865 866 867 868 869 870 871 872 873 874 875 876 877 878 879 880 881 882 883 884 885 886 887 888 889 890 891 892 893 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 904 905 906 907 908 909 910 911 912 913 914 915 916 917 918 919 920 921 922 923 924 925 926 927 928 929 930 931 932 933 934 935 936 937 938 939 940 941 942 943 944 945 946 947 948 949 950 951 952 953 954 955 956 957 958 959 960 961 962 963 964 965 966 967 968 969 970 971 972 973 974 975 976 977 978 979 980 981 982 983 984 985 986 987 988 989 990 991 992 993 994 995 996 997 998 999 1000