MADDALENA
Sì, sì, ora ti faccio sentire. -(Cava dal petto una lettera e, senza
guardarla, finge di leggere, improvvisandone il contenuto.)-
-(Petruccio, coricato com'è, non la vede.)- «Cara Maddalena, tu e
Petruccio dovete avere un poco di pazienza e dovete pensare che io sto
qui per il vostro bene. Ti prego di dire a Petruccio che quando verrò
a Genova faremo tante tante cose belle, e lui sarà contento di andare
alla scuola e d'imparare come fanno tutti i ragazzi buoni come lui che
tengono compagnia alla mamma e che ne sono la consolazione.» -(Ha
qualche lagrima negli occhi)- «Ti prego di dirgli pure che quando
giungerò io, a te e a lui non mancherà più nulla, e cesseranno tutte
le pene, e la sera Petruccio andrà a letto tranquillo tranquillo, e
poi farà dei bei sogni, proprio come se fosse un ometto grande, e il
giorno dopo racconterà alla mamma tutto quello che ha sognato.» Hai
sentito?
-(-PETRUCCIO -si è addormentato di un sonno di languore.)-
MADDALENA
-(fra sè:)- Dorme. -(Gli solleva il capo, glie lo adagia su un cuscino
del divano. Si toglie lo scialle e ne copre il bambino.)-
SCENA II.
MADDALENA, PETRUCCIO, MICHELE.
MICHELE
-(di dentro)- Maddalena!
MADDALENA
Oh!
MICHELE
Apri, Maddalena, sono io.
MADDALENA
-(va all'uscio di scala, tira il lucchetto, ed apre.)-
MICHELE
-(entrando ansioso)- È arrivato Antonio?
MADDALENA
No. -(Lo guarda entrare, interrogandolo con gli occhi.)-
MICHELE
-(si avanza affranto, silenzioso, e siede. -- Pausa.)-
MADDALENA
La lettera che ricevemmo ieri, del resto, non precisava nè l'ora nè il
giorno.
MICHELE
Nelle sue parole a me parve di capire che stesse per tornare. E poi
ribatteva sul chiodo della urgente partenza per l'America.
MADDALENA
E diceva giusto.
MICHELE
Diceva giusto, ma partire senza un poco di danaro sarebbe
un'imprudenza grossa, specialmente per noi che non siamo gente
fortunata. Questa è anche la sua idea. E, dunque, se parlava proprio
di partenza, significa che sapeva di poter venire a una buona
conclusione da un momento all'altro. Non ho voluto fartene accorgere,
ma io come io lo aspettavo fin da stamane. Ci contavo, ecco. Mi sono
sbagliato, e, maledetto il diavolo!, ho lasciato passare le ore senza
provvedere a niente.
MADDALENA
Tanto, che c'era da fare?
MICHELE
Avrei potuto portare qualche altra cosa all'Agenzia.
MADDALENA
Ci è appena per dormire, papà Michele.
MICHELE
No. Ci è anche un po' di biancheria e un soprabito, che egli appunto
mi consegnò affinchè, all'occorrenza, se ne cavasse qualche soldo. Ma
era roba sua, intendi? M'è mancato il coraggio.... E l'ho tenuto da
parte con la speranza di metterla in salvo.
MADDALENA
Però, quando siete uscito, che già calava il sole, vi ho visto più
nero del solito. Non ci credevate più che egli arriverebbe in
giornata?
MICHELE
Ci credevo e non ci credevo. Mi ricordavo che nella penultima lettera
mi raccomandò di non stare a guardare l'orario della ferrovia, perchè
-- diceva lui -- «è molto probabile che se vengo col danaro in tasca
dovrò immediatamente recarmi in varii posti e non mi sarà possibile di
correre difilato a casa.» E io non ho guardato l'orario, e a una
cert'ora mi son detto: se non giunge, come si fa? -(Pausa.)- Eravamo
digiuni da circa quarantotto ore, e mi rodevo dentro, non per me che
sono carne dura, ma per quello lì... -(indicando Petruccio)-, per
quella povera anima innocente, e per te, per te, che sei anche
incinta.... Mi sono aggirato per le strade piene di folla, facendomi
condurre dalle gambe, andando su e giù a caso, come un cane senza
padrone. Come si fa? -- ripetevo fra me: -- Come si fa? Era tardi. Era
notte. Le agenzie stavano chiuse. Bussare alla porta delle persone di
cui eravamo già debitori non potevo. E allora.... Oh!... -(Si covre il
viso con la mano.)-
MADDALENA
Papà Michele, voi soffrite!
MICHELE
Avrei voluto che questa mano fosse andata in frantumi, come quella che
non ho più, tra le ruote di una macchina, piuttosto che stenderla per
chiedere l'elemosina; eppure... alla cantonata di un vicoletto oscuro,
nascondendomi come un ladro, -(animandosi nel martirio del ricordo)-
vergognosamente l'ho stesa!
MADDALENA
-(per fargli abbassare la voce)- Sst!, che Petruccio non senta!
MICHELE
-(sommessamente)- E coloro che mi passavano davanti, mi prendevano per
un impostore, e, guardandomi di sbieco, quasi impauriti affrettavano
il passo... si allontanavano... sparivano. -(Pausa.)- Ho tentato non
so quante volte. Sempre inutilmente. Poi, a un tratto, non ho più
potuto.... E ho preso la via di casa.... Il sangue mi affluiva alla
faccia. Arrossivo. Mi pareva d'aver commessa l'azione più vile che
l'uomo possa commettere. E il peggio era che, dopo d'averla commessa,
venivo qui senza portarvi neanche un pezzo di pane. Che sofferenze! E
che avvilimento!
MADDALENA
-(annichilita, piegando la fronte, siede.)- E tutto questo, papà
Michele, per causa mia.
MICHELE
Ma che!
MADDALENA
Se il giorno in cui andai a rifugiarmi nella casa e nel cuore di
Antonio, avessi invece saputo morire insieme con mio figlio o
accondiscendere a un qualunque basso mercato, quanto meno vi
peserebbe, ora, la vostra miseria e come sarebbero più lievi i
tormenti vostri e di quel disgraziato!
MICHELE
Non pensare a queste cose, Maddalena. Se egli te le leggesse negli
occhi, ne impazzirebbe.
PETRUCCIO
-(quasi in dormiveglia)- È venuto papà?
MADDALENA
No, non ancora, Petruccio; ma il nonno dice che verrà tra breve.
PETRUCCIO
Dov'è il nonno?
MICHELE
Sono qua.
PETRUCCIO
E tu che mi hai portato?
MADDALENA
-(andandogli dappresso)- Che poteva portarti il povero nonno? È andato
a spasso che era già sera. Le botteghe non sono aperte che di giorno.
Vuoi che mamma tua ti metta a letto?
PETRUCCIO
-(tuttora disteso e assonnato)- E tu sarai sempre vicino a me?
MADDALENA
Sempre vicino a te la mamma tua, si capisce!
PETRUCCIO
E mi terrai le mani strette strette?
MADDALENA
Sì, amore mio.
PETRUCCIO
-(supplichevole)- No... restiamo qua. È meglio.
MADDALENA
A dormire così, Petruccio, ti fa male.... Andiamo, amore mio.
PETRUCCIO
No... no.... -(Richiude gli occhi.)-
MICHELE
Perchè non vuole?
MADDALENA
Non è che non voglia; ma è debolino. Appena svegliato, si
riaddormenta. Ecco, dorme un'altra volta.
MICHELE
Mettilo a letto piano piano.
MADDALENA
Questo voglio fare. -(Con mano lieve, gli sbottona un po' gli abiti,
gli toglie le scarpette.)-
MICHELE
Anch'io ho bisogno di stendermi. Sono tanto stanco! Ho addosso un
sonno di piombo. -(Sgranchisce il braccio, sbadigliando.)-
MADDALENA
Un po' di riposo vi farà bene.
MICHELE
E tu?
MADDALENA
Per me, sarà difficile. Avessi almeno la risorsa della stanchezza!
Tenterò. -(Delicatamente, prende in braccio il bambino.)-
MICHELE
-(si stende sul divano.)-
PETRUCCIO
(quasi dormendo, sentendosi portar via) No... no....
MADDALENA
È mamma tua, è mamma tua.... -(Smorza il lume, e, con il bambino
attaccato al collo, cautamente si avvia a sinistra.)-
PETRUCCIO
No... no....
MADDALENA
È mamma tua, amore mio, è mamma tua.... -(Esce.)-
SCENA III.
ANTONIO, MICHELE, -poi- MADDALENA.
ANTONIO
-(apre con una sua chiave l'uscio di fondo, entra pallidissimo,
stranamente circospetto. Il suo corpo ha il tremito dei brividi.
Depone a terra una valigetta. Accende un fiammifero e con esso il lume
a olio. Guarda intorno. Mormora:)- Oh, il babbo qui. -(Va verso di
lui, come per svegliarlo. Poi, si trattiene. Presso il tavolino,
siede. Cava da una tasca interna della giacca molto danaro in
biglietti. Li conta. E torna a metterli in tasca. Si alza, si accosta
a Michele e chiama sottovoce:)- Babbo, babbo!
MICHELE
-(sussultando, si drizza d'un sùbito.)- Oh! Finalmente, finalmente!
ANTONIO
Non ti eccitare babbo, e, se Maddalena dorme, parla piano.
MICHELE
Insomma, che notizie?
ANTONIO
-(dissimulando la sua emozione)- Buone.
MICHELE
-(animandosi di speranze)- Salviati ha accondisceso?
ANTONIO
Ha accondisceso.
MICHELE
-(con un moto di giubilo)- Possibile?!
ANTONIO
Se te lo dico io!
MICHELE
Ha finito col riconoscere i tuoi diritti?
ANTONIO
Quali?
MICHELE
I tuoi diritti di inventore, almeno, non li ha riconosciuti?
ANTONIO
E non era forse egli divenuto già legalmente proprietario del mio
brevetto?
MICHELE
E allora che è?
ANTONIO
Un dono, una largizione....
MICHELE
Ma, lui, si è compromesso?
ANTONIO
Ho qui il danaro.
MICHELE
E non sei pazzo di contentezza?!
ANTONIO
Sì, ma....
MICHELE
Eh!, capisco. I tuoi poveri nervi....
ANTONIO
Li ho dovuti mettere sotto una macina, babbo, i miei nervi.
MICHELE
Immagino.
ANTONIO
No, non puoi immaginarlo.
MICHELE
Ma adesso devi tranquillarti, devi rimetterti in salute.
ANTONIO
Io sto bene. Non lo vedi che sto bene?
MICHELE
E quanto ti ha dato?
ANTONIO
Abbastanza. Ci sarà da respirare. Siedi. Appunto di ciò dobbiamo
parlare tra noi due.
MICHELE
E non vuoi dar sùbito questa consolazione a Maddalena? Sono sicuro che
non dorme. È sui carboni ardenti quella poveretta.
ANTONIO
-(vorrebbe indugiare.)-
MICHELE
-(senza badargli, chiama festosamente:)- Maddalena, Maddalena, è
arrivato Antonio!
MADDALENA
-(entra di corsa, slanciandosi ad abbracciare Antonio)- Oh, Antonio!
ANTONIO
Or ora sono arrivato, sai.
MICHELE
Ed è carico di danaro.
MADDALENA
Davvero?!
ANTONIO
Sì, sì, davvero.
MADDALENA
E come hai fatto? Dimmi, come hai fatto? È un prodigio!
ANTONIO
Addirittura?!
MADDALENA
Se non mi dici come hai fatto, io crederò di sognare.
ANTONIO
Evvia! È poi così strano che io non sia più un pezzente? Ti pare una
enormezza, eh? Ti pare ingiusto? Pare ingiusto anche a te?
MADDALENA
-(mortificata)- Quando partisti non avevi quasi alcuna speranza, buono
mio. Perchè adesso mi rimproveri ch'io mi meravigli?
ANTONIO
No, no, non ti rimprovero.... -(Affettuosissimo)- Sarei disgustevole
se rimproverassi proprio te, povera piccola. Ma non interrogarmi
troppo, te ne prego. Ho dovuto costringere il mio temperamento a
umiliazioni di cui mi dà fastidio perfino il ricordo.
MADDALENA
Va là: ti conosco, non sei uomo da inginocchiarti dinanzi a nessuno.
Tu esageri. Ti allucini. Hai chiesto una parte di quello che ti
spettava e l'hai avuta. Questo è tutto.
MICHELE
E non ci può essere altro.
ANTONIO
-(inquieto, vibrante)- Ma finitela, finitela con le supposizioni. Non
vi accorgete che mi seccano, che m'irritano, che mi sconvolgono? Il
solo fatto importante è che, per ora, ci sarà da vivere. Verso di voi,
io ho adempiuto al mio dovere. -(Rude)- Il resto non vi riguarda.
Convincetevi di questo, e badate che è necessario di non dimenticarlo.
-(Breve pausa)- Il bimbo come sta?
MADDALENA
L'ho messo a letto. Dormiva già in piedi.
ANTONIO
A stomaco vuoto, non ne dubito. Sveglialo e dàgli da cena. -(Cava
dalle tasche qualche involto e qualche pane.)- E prendi un boccone
anche tu: fammi questo piacere.
MADDALENA
Ma sì, sì, volentieri.
ANTONIO
Va, mia buona Maddalena.... Io devo stare un po' col babbo.... Poi ti
chiamerò.
MADDALENA
Non hai nulla contro di me?
ANTONIO
Contro di te? -(Stringendole ambo le mani)- Io ti adoro.
MADDALENA
-(esce.)-
SCENA IV.
MICHELE -e- ANTONIO
ANTONIO
-(si avvicina all'uscio a destra e, guardingo, lo chiude. Indi,
andando verso Michele)- Babbo, queste sono poco più di quarantotto
mila lire. -(Gliele porge.)-
MICHELE
Perbacco! -(Le mette sulla scrivania e le guarda.)-
ANTONIO
Dici che è troppo?
MICHELE
Che c'entra? Io gioisco. Io sento aprirmi il cuore, ecco!
ANTONIO
Credevo che....
MICHELE
Ma non fantasticare così! Che diavolo! Mi sembri pazzo, mi sembri.
-(Presso la scrivania, siedono tutti e due, l'uno di faccia
all'altro.)-
ANTONIO
Erano cinquantamila.... Io sono giunto da parecchie ore, e ho sbrigate
molte faccende.... Ho pagato tutti i nostri debitucci....
MICHELE
Temevi che i creditori scappassero?
ANTONIO
E no. C'era della buona gente che in questi ultimi mesi ci ha fatto
credito, e non bisognava trascurarla.
MICHELE
E sta bene.
ANTONIO
Sicchè, seicentoventi se ne sono andate. Altre quattrocento le ritengo
io....
MICHELE
O perchè mi racconti queste cose?...
ANTONIO
Lasciami dire.... Altre quattrocento le ritengo io... perchè mi
potranno servire. E col resto ho preso i biglietti per te, per
Maddalena e per Petruccio.
MICHELE
Che biglietti?
ANTONIO
Questi. -(Mettendoli insieme col danaro)- Domani mattina, voi vi
imbarcherete sul -Washington-....
MICHELE
Domani mattina?!... Così?! A rotta di collo?!
ANTONIO
E non te l'ho avvertito da un pezzo, non te l'ho anche scritto, che il
giorno in cui si possedesse un po' di quattrini si partirebbe
immediatamente per l'America?
MICHELE
Ma come! Senza neanche prender fiato?
ANTONIO
Che fiato vuoi prendere? Giacchè avete quanto vi occorre per poter
poggiare il piede su un'altra terra, per poter esperimentare, a bene o
a male, un'altra aria, un altro mondo, per poter vedere una gente
diversa, con virtù e con difetti diversi dai nostri, e, forse, chi sa,
meno imperfetta di noi, o magari più imperfetta, ma più giovane, più
florida, più sicura, con le spalle volte al passato e gli occhi fissi
all'avvenire, che scopo c'è di stare a perdere qui il tempo e la
salute? Che scopo? Che ragione? Che vantaggio?
MICHELE
Io non so niente. Tu mi fai girare la testa. E poi, che è? Tu parli di
me, parli di Maddalena, di Petruccio.... E di te, non parli! Non parli
di te?
ANTONIO
Io non potrò venire con voi.
MICHELE
No?!
ANTONIO
.... Per ora, s'intende.
MICHELE
Ah, per ora?
ANTONIO
.... Ma io vi raggiungerò.
MICHELE
E non sarebbe meglio aspettarti?
ANTONIO
Non sarebbe meglio, perchè non so con precisione quando i miei affari
mi permetteranno di partire.
MICHELE
Quali affari?
ANTONIO
Oh Dio, non posso avere ancora degli affari?
MICHELE
Sì, puoi averli, ma, disgraziatamente, non li hai.
ANTONIO
Tu t'inganni, babbo.
MICHELE
E allora quali sono? Si può sapere quali sono?
ANTONIO
-(eccitandosi)- Ma, santodio!, tu mi fai un interrogatorio da giudice
istruttore.
MICHELE
E tu mi parli come ad un estraneo, ed è la prima volta che mi tratti
così... e ciò mi fa male, mi fa male assai!
-(Un silenzio.)-
ANTONIO
-(commosso, sollevandogli la testa, quasi carezzandolo)- No, babbo,
no.... Non mi son mai sentito legato a te come in questo momento, e di
te non ho avuto mai tanto bisogno quanto ne avrò da questo momento in
poi.
MICHELE
Se fosse vero!
ANTONIO
Vedrai che è vero, vecchio mio, e perciò tu devi farmi la grazia di
riunire tutte le tue forze, tu devi ringiovanire per essere pronto al
tuo nuovo esperimento.
MICHELE
Sta' tranquillo. Questo braccio che mi resta è robusto come dieci
braccia insieme, e la mia mente di ignorante è ancora giovine come la
terra non coltivata. Tu sei mio figlio, e sei anche il mio maestro.
Su, insegnami quello che ho da fare. Ti prometto che sarai contento di
me.
ANTONIO
Quello che hai da fare è difficile ed è grande. Io affido a te
Petruccio e Maddalena e il bimbo che nascerà fra pochi mesi: e tu
dovrai aspettare gli eventi con serenità e renderne a loro più lieve
l'urto col tuo coraggio e con la tua saggezza.
MICHELE
-(spalancando gli occhi)- Antonio?!
ANTONIO
Sentimi bene. Con Maddalena, tu parlerai o tacerai o mentirai secondo
che ti parrà più utile alla salute del suo corpo e del suo spirito il
mentire, il parlare o il tacere. Tu le impedirai di lavorare se lassù,
come da noi, il lavoro della donna non è circondato dalle maggiori
garantie di rispetto e d'indipendenza, e glielo impedirai se le sue
funzioni e la sua tenerezza di madre ne dovessero soffrire. Mi
intendi? Tu cercherai, inoltre, di educare i miei figli come hai
educato me, valutandone l'intelligenza e interpretandone gli istinti.
Se, con me, la prova è fallita, non monta! E quando essi avranno una
coscienza, quando avranno una chiara percezione della vita, tu
racconterai la mia storia -tutta intera- e dirai loro, senza
restrizioni, la verità. M'intendi tu, babbo?
MICHELE
-(che ha udito quasi trasognato, è preso da un tremito di paura)-
Ma... dunque... noi ci separiamo per sempre?
ANTONIO
-(sùbito, ma visibilmente non sincero)- Per sempre, no.
MICHELE
E allora, perchè tutto questo?
ANTONIO
Perchè non c'è nulla che non possa accadere.
MICHELE
Non sei sicuro che ci raggiungerai tra breve?
ANTONIO
Tra breve, non so.
MICHELE
E quanto tempo ritarderai?
ANTONIO
Non so, non so.
MICHELE
Ma che cosa mi nascondi?
ANTONIO
Babbo, io ti ho supplicato di essere sereno e coraggioso; e se vuoi
aiutarmi veramente, è indispensabile che tu non indaghi di più.
MICHELE
E mi raccomandi di dire la verità ai tuoi figli?
ANTONIO
La saprai, non dubitare.
MICHELE
Troppo tardi, forse.
ANTONIO
Sempre in tempo per loro!
MICHELE
Io penso a te in questo momento, io penso alla vita tua.
ANTONIO
-(con uno scatto)- L'amo anch'io la mia vita, purtroppo, e sarei
desolato di rinunziare a questo beneficio immenso!
MICHELE
Ma tu corri qualche grave pericolo!?
ANTONIO
Taci per carità, che Maddalena non comprenda i tuoi dubbî.... Io non
corro nessun pericolo vero.... Credimi. Quello che m'impedisce di
venire con voi non è, in fondo, che un altro dovere urgente, un dovere
sacro che non posso fare a meno di compiere. Io spero più che non
dica. Acquiètati, babbo, acquiètati, aspetta ed abbi fede. Noi dovremo
separarci questa sera stessa, fra pochi minuti, perchè mi tarda di
ritornare a Napoli, e non voglio perdere il treno della mezzanotte.
Custodisci questo denaro e conserva anche questa lettera indirizzata
al mio amico Luciano Fiorentini -(glie la dà)-, che è da dieci anni a
New-York e che saprà mettervi a posto.
MICHELE
-(esegue.)-
ANTONIO
-(continuando)- Superfluo aggiungere che nè a te nè a me è consentito
di rivelare quello che ci sta nell'animo. Dobbiamo badare sopra tutto
a Maddalena. Se ella avesse dei sospetti sinistri, non partirebbe più,
nè mi lascerebbe partire, e le conseguenze sarebbero disastrose per
tutti. Hai capito bene?
MICHELE
-(col capo, fa cenno di sì.)-
ANTONIO
Sicchè, cerca tu di padroneggiarti e di stare in gambe, chè al resto
ci penso io.
MICHELE
-(alzandosi con uno sforzo, gravemente)- Ti obbedisco.
ANTONIO
-(Gli va vicino e se lo stringe fra le braccia come per ribadire il
patto.)- Tu mi giuri che domani mattina partirete?
MICHELE
-(con poca voce, mettendosi la mano sul petto)- Te lo giuro!
ANTONIO
-(cambiando tono e quasi gridando, chiama:)- Maddalena! Maddalena!
SCENA V.
ANTONIO, MICHELE, MADDALENA.
MADDALENA
-(entrando)- Eh, che congiura!
ANTONIO
-(tentando di sembrare quasi allegro, si frega le mani)- Be', si fa
quel che si può contro i birboni e contro il diavolo! E con un po' di
congiura, i nuvoloni si son dileguati, lui, il vecchio -(accennando a
Michele)- è ancora «sotto il peso di cupi pensieri». -(Ridendo)- Ah!
ah! ah! ah! Poveraccio! In dieci minuti gli ho dovuto parlare di cento
e una cosa. Ma, per fortuna, tutto è stato messo a posto. -(a
Michele:)- No?
MICHELE
Certo.
ANTONIO
E adesso, a te, piccola mia, e poche chiacchiere. Si va via! Si parte
senza pensarci su due volte.
MADDALENA
-(lietamente)- Si parte davvero per l'America?
ANTONIO
Per l'America, sissignora!
MADDALENA
Che gioia!
ANTONIO
Sei contenta? Oh, meno male!
MADDALENA
E partiamo proprio sùbito?
ANTONIO
Tu, non più tardi di domani. Parti col babbo e col bimbo.... Cioè, che
dico?... coi bimbi, perchè, ohè, oramai, sono in due. -(Ridendo)- Ah!
ah! ah!
MICHELE
-(s'è tratto indietro per nascondere le sue sofferenze.)-
ANTONIO
-(con gli occhi e con un gesto furtivo lo esorta a non tradirsi.)-
MADDALENA
-(ad Antonio:)- E tu? E tu?
ANTONIO
Ho spiegato al babbo le ragioni per cui io debbo trattenermi ancora un
mesetto in Italia, girovagando peggio d'un commesso viaggiatore. A te
le spiegherò più diffusamente per lettera, e ti prego, piccola mia, di
non obbligarmi, stasera, a ripetizioni inutili. Ho già tanto parlato
che se non crepo come una cicala è un miracolo!
MADDALENA
-(timida)- Io non ti domando più niente; ma almeno si potrebbe....
ANTONIO
-(interrompendola subitamente)- Cosa? Cosa si potrebbe? Si potrebbe
lasciar fare a quest'uomo di genio, come mi chiamava papà Michele fin
da quando ero lungo appena un metro, e si potrebbe anche compiere due
nobilissime azioni: cambiare la biancheria in quella valigetta e
permettermi, intanto, una visitina al mio primogenito, che se ne sta a
letto, così come se niente fosse.
MADDALENA
Per la biancheria, c'è tempo.
ANTONIO
Non te l'ho detto che se manco la corsa di mezzanotte, comprometto un
affare coi fiocchi?
MADDALENA
-(turbata, abbassando gli occhi)- Questo non me lo avevi detto.
ANTONIO
E che vuoi? I quattrini mi dànno alla testa!... -(Guardando
Maddalena)- E adesso mi fai il muso, mi fai?
MADDALENA
Non potevo immaginare che tu fossi venuto a casa tua per pochi minuti
soltanto.
ANTONIO
Ih, il gran guaio!... Come se fosse la prima volta! E poi, tu ne sei
persuasa che ci troviamo in un momento eccezionale.... -(Animandosi
falsamente)- Su, su, Maddalena! Senza malinconia e senza musi! Guarda
come sono arzillo io.
MADDALENA
-(ha qualche lagrima.)-
ANTONIO
No, non così, -(carezzandole la fronte)- non così, bambina che sei!
Con quei lucciconi, fai impappinare anche me.... E, allora, che si
conclude? -(Le asciuga gli occhi.)- Ti secca di non stare un po' con
me prima di partire? D'accordo. Ma l'avvenire non lo conti per nulla?
Noi ci rifaremo! -(Spasimando dentro e continuando a sovraeccitarsi in
un'esagerata gaiezza)- E saranno pazzie, Maddalena! Cose dell'altro
mondo!... Cose d'America, insomma!... Tu ed io, per esempio, metteremo
su una fabbrica di figliuoli... come non se ne sono visti mai. Con la
civiltà, si riesce a tutto!...
MICHELE
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