T'ha visto nascere e non c'è ragione che ti veda crescere. Per te, se
è necessario, mi faccio ammazzare, e questo lo dico seriamente, ma la
mia vecchietta è roba mia.
BRIGIDA
-(ad Antonio:)- Sono venuta a vedere la macchina.
ANTONIO
-(affettuoso)- Cara la mia Brigidona! Giovanotti, avanti! Fate gli
onori di casa alla signorina. Il futuro marito lo trattengo io.
SANTINI
-(offrendo il braccio a Brigida)- Donna Brigida....
MAGLIUOLO
-(dandogli uno spintone)- A me, a me! -(Si mette a braccetto di
Brigida, e tutt'e due si avviano verso il fondo.)-
ANTONIO
Oh, che bella coppia!
GLI ALTRI
-(ridendo bonariamente, gridano:)- Gli sposini! Gli sposini -(e li
seguono, circondandoli, e spingendoli)- Evviva gli sposi!
MAGLIUOLO
Eh! Che ci fate cadere!
GLI ALTRI
Evviva gli sposi!
MAGLIUOLO
C'è la scala! Ci fate cadere!
-(Tutti, meno Antonio, escono, discendendo la scala.)-
SCENA V.
ANTONIO, -poi- MADDALENA.
ANTONIO
-(guardandoli con compiacenza)- O ragazzi, c'è pericolo che vi
rompiate il collo come dei ragazzi veri? E, fra poco, al lavoro, eh?
-(Resta ad ascoltare il gaio baccano che si allontana.)-
-- Donna Brigida!
-- Gli sposini!...
-- Macchina nuova e sposi vecchi!...
ANTONIO
-(con intimo godimento, ride)- Ah! ah! ah!
MADDALENA
-(entra dalla porta a destra, timidamente. Ma non osa aprir bocca.)-
ANTONIO
-(si frega, contento, le palme, chiude l'uscio del pianerottolo, e,
voltandosi, ha una violenta e lieta sorpresa.)- Chi vedo? -(Corre a
lei e le stringe ambo le mani.)-
MADDALENA
Non ti dispiace ch'io sia venuta a trovarti? Dimmelo sùbito. Non ti
dispiace?
ANTONIO
Tutt'altro! Non te ne accorgi, invece, che io ne provo una contentezza
grande?
MADDALENA
Veramente?
ANTONIO
Veramente.
MADDALENA
Oh, come ti ringrazio! Da tanti giorni, io avevo risoluto di venire. E
poi, non so, non ne ho avuto l'audacia.... E, un momento fa, presso la
tua porta, io ho tremato, ho tremato, e volevo tornare indietro....
ANTONIO
Avresti avuto torto.
MADDALENA
Sì, credo anch'io che avrei avuto torto.
ANTONIO
Siedi, siedi, dimmi tante cose!... -(Seggono)- Oh! piccola mia, come
mi sembra strano rivederti vicino a me dopo quattro anni! Lasciamiti
guardare bene. Sei pallida, molto pallida, ma più bellina di prima!
MADDALENA
-(con un lieve cenno di protesta)- Oh!
ANTONIO
-(continuando)- E quegli occhioni sono diventati più profondi. Ma,
dunque, dimmi, dimmi, questa è una visita buona, non è vero? E giacchè
ne avesti il pensiero, perchè hai indugiato? Perchè non ci volevi più
venire?
MADDALENA
Temevo di darti noia. Temevo che tu ti fossi scordato di me
completamente....
ANTONIO
Come puoi aver temuto ciò? Questo significa che, a traverso il tempo,
mi hai disistimato.
MADDALENA
No.
ANTONIO
Il dimenticarti sarebbe stato orribile!
MADDALENA
Non t'avevo cercato, non t'avevo scritto, in quattro anni, non t'avevo
più fatto pervenire notizie mie.... Non era quindi nè difficile nè
orribile il dimenticarmi, e non era nè difficile nè orribile il
pensare di me... tutto quel che si può pensare d'una donna che non s'è
mai vantata di essere perfetta.
ANTONIO
Povera piccola! Perchè avresti dovuto essere perfetta proprio tu? E
perchè avrei dovuto essere io, proprio io, il tuo giudice severo? Ti
ho amato. Questo sì. Eppure, quale soccorso t'ha dato il mio amore
nell'inizio della tua vita per fare di te una creatura perfetta?
MADDALENA
Mi hai amato così bene, così lealmente!
ANTONIO
Ma ti ho compromessa in ciò che il mondo chiama ancora l'-onore- di
una donna, in ciò che ancora le serve ad ottenere il rispetto e il
necessario aiuto altrui. Ti ho compromessa, Maddalena, in ciò che
ancora costituisce, per la mancanza di ogni altra forza, la sua unica
risorsa, il suo unico diritto.
MADDALENA
-(quasi con un grido generoso di alterigia e di dolcezza)- Lo volli
io, Antonio! Lo volli io!
ANTONIO
Ah, no! Non tu lo volesti, e ti proibisco di pensarlo. Tu m'amavi come
io t'amavo, e non sapemmo mentire, e non c'era niente in noi che
c'inducesse alla menzogna. Questo è tutto, Maddalena; e io vorrei
poterne essere orgoglioso senza il dubbio che la nostra sincerità ti
abbia nociuto. Ma i tuoi sguardi sono velati di dolore.... Io t'ho
fatto del male....
MADDALENA
-(vorrebbe dire di no.)-
ANTONIO
Non lo negare; io te ne ho fatto molto, io ti ho messa per un cammino
pieno di pericoli....
MADDALENA
-(temendo un equivoco, scatta)- Ma non sono stata che tua! Tua, tua,
solamente tua! Di questo non dubiti?.... Di' Antonio: non ne dubiti?
ANTONIO
-(con slancio fiducioso)- No, non ne dubito. Non ne dubito perchè tu
me lo dici e io ti credo ora come t'ho creduto sempre, come tu hai
sempre creduto in me. Nessuna finzione, nessuna falsità tra noi. E,
intanto, a che serve essere in due a non mentire? Tu hai potuto
serbare un dolce ricordo del passato, tu sei riescita a non guastarlo,
a non profanarlo, a non distruggerlo, tu non hai più amato, non hai
potuto più amare, e io ti credo, ti credo; ma di tutto questo non
potrebbe essere soddisfatta che la mia vanità. Quel che riguarda te è
ben altra cosa. Sei tu vissuta lietamente? Rispondimi. O non ti si è
chiesto conto, con insistenza, del tuo onore, quasi che tutta quanta
l'umanità precisamente del -tuo onore- avesse avuto bisogno? E hanno
avuto fede nella tua onestà? E si sono contentati di ciò che potevi
offrire? E ti hanno permesso di lavorare? Ti hanno permesso di
vivere?... Lo vedi! Tu taci.... Non te l'hanno permesso.
MADDALENA
-(quasi lagrimando)- No, non me l'hanno permesso. Io sono venuta da
te, perchè tu sei la sola persona che mi possa difendere e soccorrere.
Io mi sento smarrita nella folla peggio che in un deserto. Io non so
dove vado. Non so quale avvenire mi aspetti. Non so niente, non so
niente.... E se non si trattasse che di me, io non mi dorrei di
affidarmi al caso e andrei avanti, avanti, avanti, così, come una
pazza, come una cieca; ma io... non sono sola, Antonio.
ANTONIO
Non sei sola?!
MADDALENA
Ed ecco quello che ignori, ecco quello che, per non turbare la tua
pace, desideravo che tu continuassi ad ignorare.
ANTONIO
-(trasalendo)- Ma, dunque, quando mi lasciasti....
MADDALENA
Non mi sgridare, Antonio, non mi sgridare....
ANTONIO
... Quando mi lasciasti eri madre?!
MADDALENA
Sì, ero madre!
ANTONIO
Oh, Maddalena! -(In una effusione d'infinita tenerezza e di
rimprovero, impetuosamente la stringe al petto. Un momento di silenzio
-- in cui restano avvinti.)-
MADDALENA
-(con la voce piena di dolcezza)- In quel tempo, ti ricordi?, i tuoi
guadagni erano assai scarsi. Tu eri intento a coltivare bene il tuo
intelletto, per prepararti a un'attività degna della tua mente
elevata. Tuo padre, per secondare il tuo spirito, faceva già dei
sagrifizi enormi....
ANTONIO
È vero!
MADDALENA
E dovevo costringerti io a un lavoro soffocante affinchè tu
provvedessi alle urgenze d'una nuova famiglia?
ANTONIO
Mi attribuivi un grande egoismo, Maddalena!
MADDALENA
No: ero convinta d'essere stata più debole o più innamorata di te, e
d'essere tua più che tu non fossi mio. Mi sentivo interamente
responsabile io della maternità e m'illudevo che, col tempo, sarei
bastata a me stessa e a mio figlio. E, del resto, non avevo forse
conseguito il diploma di maestra? Non avevo ottenuto un posto
d'insegnante nel paesello dov'era mia zia? Ebbene, tutto ciò mi dette
coraggio. Bisognava strapparci il cuore, ma assicurarci la libertà,
indispensabile alla lotta della nostra esistenza. Questo ti dissi, e
dissi, in fondo, la verità. Erano anche le tue idee. A te parve che io
ti amassi meno. Io non tentai di farti ricredere. Ti chiesi perdono, e
ci separammo. Uccidevo l'anima mia, ma ti sottraevo all'incubo d'un
dovere che non avevi e lasciavo interamente liberi il tuo ingegno e la
tua giovinezza.
ANTONIO
-(fremendo d'impazienza)- E poi? E poi?
MADDALENA
Le mie illusioni caddero ben presto. La zia mi ricevette
malvolentieri. Mi aveva già disprezzata quando io ero venuta a star
sola, a Napoli, per istruirmi. E, avvicinandosi i giorni in cui io
dovevo dare alla luce il mio bambino, la zia stabilì di
nascondermi....
ANTONIO
-(con forza)- Tu ti ribellasti.
MADDALENA
Mi ribellai; ma ella mi mise alla porta, perchè i suoi principii le
impedivano di tollerare che nella sua casa rispettata una donna
mettesse al mondo un figlio senza avere un marito. Mi rassegnai, e
decisi di non mai più accettare neanche le sue elemosine. Come una
femmina perduta e pericolosa, fui contemporaneamente licenziata dalla
scuola. Nel paesetto, non si parlò che dello scandalo che io avevo
dato. E, dopo che il bambino mi nacque, odiata, fuggita da tutti, me
ne tornai in città... con poco danaro e con poca salute.
ANTONIO
-(quasi rude)- E ancora non venivi da me?
MADDALENA
No, non mi sgridare così! Seppi che ti affaticavi ad attuare un gran
progetto di lavoro, e, più tardi, non fui più sicura che tu non ti
domandassi se veramente quel piccino fosse tuo.
ANTONIO
Maledizione alla diffidenza!
MADDALENA
E, tu capisci, con un figlio da allevare, con un bambino dapprima
lattante, poi malaticcio, come potevo io mettere a profitto il mio
tempo, la mia mente, o, almeno, le mie braccia? Come potevo, se non
altro, cercare, cercare un mezzo di sussistenza e di tranquillità!
ANTONIO
Era impossibile!...
MADDALENA
Eppure, qualche cosa tentai, ma sempre provvisoriamente, con poca
esperienza di quel che facevo, e quindi tornavo da capo, e poi il
bambino mi si riammalava, e poi bussavo ad altre porte, e, fra tante
incertezze e fra tanti sforzi, ciò che non mi dava mai tregua era
l'insidia... l'insidia d'ogni sorta. Mal vestita, mal ridotta, io mi
vedevo insignificante, mi vedevo brutta, e, nondimeno, non c'era uno
sguardo d'uomo, giovane o vecchio, povero o ricco, intelligente o
sciocco, che non si posasse sulla mia misera persona senza violarne il
pudore....
ANTONIO
-(la segue con un'attenzione intensa e pietosa. I ricordi di Maddalena
si ripercuotono nell'anima di lui, destandovi sensazioni profonde.)-
MADDALENA
Antonio mio, l'insidia assumeva tutte le forme, si nascondeva dove
meno l'aspettavo.
ANTONIO
Dovunque, Maddalena, dovunque!...
MADDALENA
Se chiedevo un consiglio, mi si parava dinanzi una tentazione. Se
chiedevo un appoggio....
ANTONIO
... si contava sulla più abietta delle ricompense!
MADDALENA
Si, un'immensa rete d'infamie per prendere un essere così innocuo e
così fragile!...
ANTONIO
Vigliacchi!
MADDALENA
E in qualche istante di supremo scoraggiamento -(come se rivelasse un
mistero terribile)- io ho provato dei brividi strani, e mi è parso di
sentire la seduzione, e ho avuto paura della miseria, ho dubitato
della mia resistenza!
ANTONIO
-(alzandosi con impeto di orgoglio e di potenza)- Ah no, perdio! Hai
troppo lottato contro una moltitudine ancora perfida e formidabile.
Con me, adesso, con me! Non sei tu che puoi indicarmi quale sia il
limite della mia responsabilità. Questa mi è imposta dal mondo che
abbiamo trovato. Non c'è nulla che ti garantisca la vita? Devo
garantirtela io! E fosse pure minacciata da tutte le valanghe
d'ingiustizie e di vigliaccherie che travolgono e schiacciano le
esistenze più deboli, io te la custodirò con la mia fede, col mio
pensiero, con le mie fatiche, con la mia opera, col mio sangue!
MADDALENA
Oh, Antonio, tu mi dài tanto tanto bene!
-(Comincia a giungere, attutito dall'uscio chiuso, il rumore
dell'opificio).-
ANTONIO
E tu, povera piccola mia, mi porti, in un giorno di festa, il fiore
gentile del tuo amore, e nei miei nervi di combattente il racconto dei
tuoi spasimi suscita nuove energie. Non più il timor panico di turbare
la mia pace e d'intralciarmi la strada. Oramai, la mia strada è larga
ed è piena di luce! Non vedi che son qui, nel cuore d'un organismo già
vitale, che si sottrae ad ogni prepotenza e che fra breve avrà la
consacrazione del trionfo? -(Prendendola per un braccio, menandola
verso il fondo, facendole salire i gradini e aprendo l'uscio)- Vieni,
vieni, guarda, ascolta. -(Il rumore dell'opificio sale e si espande.)-
Non ti sembra che palpiti, che frema, che viva, che ingrandisca?!...
MADDALENA
-(sporge la testa e guarda estatica.)-
ANTONIO
Qui dentro non ci sono insidie e non ci sono sfruttatori. Ci sono
trecento compagni, d'ogni parte d'Italia, i quali mi seguono, mi
circondano, mi si stringono intorno e riconoscono in me la
potenzialità di mettere un'anima che è mia e che sarà sempre mia in
quest'organismo che sarà sempre di tutti.
MADDALENA
-(guardando affascinata)- Come è bello!
ANTONIO
Sì, assai bello, soprattutto per chi lo ha creato dal niente.
-(Mostrando)- Comprendimi, Maddalena, comprendimi: non c'è nessun
congegno in questa officina, non un motore, non una puleggia, non un
chiodo, che non risponda a un concetto esclusivamente mio, che nessun
altro aveva mai escogitato. E appunto stamane, sai, appunto stamane
abbiamo inaugurata una macchina singolare, una macchina che potrà
quintuplicare la nostra lavorazione. Salutala, Maddalena, salutala col
tuo sorriso. Guarda: è quella che nel mezzo della sala signoreggia
come una regina. Oh, fra quattro o cinque anni, se la mia stella non
m'inganna, noi avremo reintegrato il capitale, avremo battuta la
concorrenza, avremo stritolati i nostri avversari! -(Resta intento,
con gli occhi rivolti all'officina.)-
MADDALENA
-(timida)- Sono molti?
ANTONIO
-(con fede)- No.
MADDALENA
Sono potenti?
ANTONIO
-(sempre avendo gli sguardi fissi all'officina -- con una specie di
autosuggestione)- No.
MADDALENA
Sono cattivi?
ANTONIO
Sì!
-(Silenzio. -- Tutti e due guardano. -- Si ode soltanto il rumore
solenne.)-
SCENA ULTIMA.
ANTONIO, MADDALENA, MICHELE, -il- MORO.
ANTONIO
-(a voce alta per farsi sentire nell'officina)- Che cosa fa il Moro
con quella carta in mano? -(Sorpreso)- Ora l'ha gettata a terra!
scriveva, o disegnava. -(Energicamente)- Papà Michele, prendi quella
carta, prendi quella carta. Egli scappa.... Afferralo! -(Gridando più
forte:)- Qui, babbo, qui. E che nessun altro venga quassù! -(Rientra
nella stanza.)-
-(Il rumore delle macchine cessa come per una sospensione di attesa.)-
MADDALENA
Chi è il Moro?
ANTONIO
È un giovanotto imberbe che noi chiamiamo così per la faccia bruna che
ha. M'è sempre parso un bravo ragazzo.
MADDALENA
E che faceva?
ANTONIO
Lo sapremo.
MICHELE
-(tenendo per un braccio il Moro, viene dal fondo)- Ecco.
IL MORO
Lasciatemi, ora.
ANTONIO
-(a Michele:)- Lascialo.
MICHELE
-(vedendo Maddalena)- Oh, signorina Maddalena!
MADDALENA
-(stringendogli la mano)- Sono qui.
ANTONIO
-(al Moro:)- Perchè volevi fuggire?
IL MORO
Non so.... Ho avuto paura.
ANTONIO
Di che?
IL MORO
Non so....
ANTONIO
E che è quella carta?
MICHELE
-(gliela dà.)-
ANTONIO
-(guardandola)- Questo è il rendiconto preciso della prova di stamane!
-(al Moro:)- Hai notato i più minuti particolari.
IL MORO
Sono degli appunti.... Mi piace d'imparare.
ANTONIO
E ne hai anche degli altri?...
IL MORO
No.
ANTONIO
Ma i tuoi occhi, che non sanno guardarmi, dicono di sì.
IL MORO
No.
ANTONIO
Però, questi appunti si riferiscono a disegni già fatti. Il disegno
della nuova macchina è indicato con le lettere M N. Fammi vedere i
disegni.
IL MORO
-(tremando)- Non li ho.
ANTONIO
Li hai conservati a casa tua.
IL MORO
No.
ANTONIO
E a chi li hai dati?
-(Un silenzio.)-
ANTONIO
-(chiaroveggente, penetrante, terribile, accostandosi a lui,
parlandogli quasi all'orecchio:)- A chi li hai venduti? -- Non
rispondi? -- Non neghi di averli venduti?!
IL MORO
Erano poche linee sbagliate.... Non se ne poteva avere un'idea chiara.
ANTONIO
Ma... avevi promesso il resto.... Avevi promesso le rettifiche. Avevi
promesso tutto?
IL MORO
Forse non avrei avuto il coraggio di....
ANTONIO
Con chi hai contrattata la vendita infame? -(Pausa.)- -(Con forza)-
Non tacere adesso, perchè questo lo voglio sapere!
IL MORO
-(sempre più tremante e abbassando gli occhi)- Col figlio del signor
Salviati.
ANTONIO
Ah! -(Gli si avventa addosso.)-
MADDALENA
Antonio!
ANTONIO
-(liberandolo e retrocedendo)- No, non l'uccido. Non devo ucciderlo.
-(Al Moro:)- E non ti denunzio neppure. Tanto, i giudici non
capirebbero il valore di ciò che mi rubavi.
IL MORO
-(umiliandosi)- Lo dirò io stesso. Mi farò condannare.... Io sono un
ingrato, un miserabile! Oramai, per me, meglio finirla in carcere!
-(Piange.)-
MADDALENA
-(Si avvicina ad Antonio in atto d'intercessione.)-
ANTONIO
-(un po' pensoso e pietoso)- No, in carcere non si finisce: si
ricomincia. -(Al Moro:)- Ne usciresti esasperato... peggiorato. E se
anche ciò non fosse, non troveresti più indulgenza. Saresti
irremissibilmente perduto. Perfino i ladri come te, purchè avessero
avuto la prudenza di commettere soltanto i furti consentiti dal mondo
civile, ti disprezzerebbero. -(Pausa.)- Avevi già avuto il denaro?
IL MORO
Sì.
ANTONIO
Vuoi restituirlo?
IL MORO
Sì.
ANTONIO
Dammelo. Lo manderò io al signor Salviati.
IL MORO
-(mette fuori del danaro e lo pone sulla scrivania.)-
ANTONIO
Sta bene. Ritorna al tuo lavoro.
MICHELE
-(a Maddalena, -- commosso.)- È un angelo!
IL MORO
Oh!... -(Piangendo di gratitudine, prende le mani di Antonio per
baciargliele.)-
ANTONIO
-(ritirandole)- No. Questo no. -(Con un gesto severo, ma non crudele,
gli impone di uscire indicandogli l'officina.)-
IL MORO
-(esce.)-
ANTONIO
-(a Michele:)- Accompagnalo tu, babbo. La tua presenza basterà a
rassicurare i compagni.
MICHELE
-(lo bacia in fronte, e via.)-
MADDALENA
-(paurosamente)- Oh, Antonio!...
ANTONIO
Cos'hai, piccola mia?
MADDALENA
Io temo, io temo tanto!
ANTONIO
Perchè?
MADDALENA
Quel signor Salviati... è il tuo nemico?
ANTONIO
È il mio nemico.
MADDALENA
Può farti molto male?
ANTONIO
E non ti sembra che mi guidi e mi sorregga un diritto più forte di
ogni male, più grande d'ogni bene?!
MADDALENA
-(con fede e commozione)- Sì.
ANTONIO
E va, va, va a prendere nostro figlio.... Questa è la casa tua! È la
sua casa! Va, corri, piccola mia, corri, corri.... Io vi aspetto.
MADDALENA
-(gli si abbandona gettandogli le braccia al collo come una bimba, con
gli occhi gonfi di lagrime di gioia.)-
ANTONIO
-(la tiene e la bacia in un misto di esultanza e di intima dolcezza.)-
-(Un silenzio.)- Va....
MADDALENA
-(Si allontana, -- esce.)-
-(Sipario.)-
ATTO SECONDO.
-Una camera squallida. -- Un tavolino. Poche seggiole vecchie. Un
divano sdrucito. In un angolo, un baule. Niente altro. -- Una porta in
fondo. Un'altra alla parete destra. -- È sera. Sul tavolino è acceso un
lume a olio.-
SCENA I.
MADDALENA e PETRUCCIO.
-(Sono tutti e due seduti presso il tavolino.)-
MADDALENA
Aspetta. -(Si alza; va a prendere della carta che è sul baule; torna a
sedere, e con un pezzo di quella carta costruisce una piccola barca.)-
Guarda com'è bellina, questa!
PETRUCCIO
Una barca?
MADDALENA
Già, una barca.
PETRUCCIO
Un'altra più grande, adesso.
MADDALENA
Un'altra più grande. -(Comincia a costruirla, piegando la carta.)-
PETRUCCIO
Un bastimento col vapore.
MADDALENA
Eh, col vapore, non si può fare di carta.
PETRUCCIO
Quello quando venimmo per mare, ti ricordi?...
MADDALENA
Si, mi ricordo: quando venimmo da Napoli a Genova....
PETRUCCIO
... era col vapore.
MADDALENA
Sì, quello lì era col vapore.
PETRUCCIO
Perchè?
MADDALENA
Perchè doveva camminare in fretta.
PETRUCCIO
Come sulla ferrovia?
MADDALENA
La ferrovia, tu non l'hai vista mai.
PETRUCCIO
Ma la so, chè me l'ha detta il nonno quando papà è partito.
MADDALENA
E dov'è andato, papà, dov'è andato?
PETRUCCIO
A Napoli è andato, chè a Napoli c'è la sua officina.
MADDALENA
-(carezzandolo)- No, angelo caro, l'officina non c'è più.
PETRUCCIO
Perchè non c'è più?
MADDALENA
-(tristemente)- Eh! Perchè così è! Vedi che bastimento! C'è anche il
fumaiolo. -(Glielo mostra.)-
PETRUCCIO
Allora, lo hai saputo fare col vapore.
MADDALENA
E no. Ci vorrebbero le macchine.
PETRUCCIO
Papà le sa fare.
MADDALENA
Lui, sì.
PETRUCCIO
E perchè non è tornato, oggi?
MADDALENA
Forse tornerà stasera. Anzi... -(per chetarlo)- certamente tornerà.
PETRUCCIO
E porterà anche il pranzo?
MADDALENA
S'intende. -(Scrolla il capo. Indi, poggiando i gomiti sulla tavola,
stringe la fronte fra le mani, presa dallo sconforto e dalla pena che
le desta il suo bimbo.)-
-(Un silenzio.)-
PETRUCCIO
Sei malata?
MADDALENA
-(scotendosi e dissimulando)- No, no, non temere, mamma tua sta
benissimo.
PETRUCCIO
Hai fame tu pure?
MADDALENA
Nemmeno.
-(Un silenzio.)-
PETRUCCIO
Vogliamo stare un poco vicini vicini? Vicini vicini sul divano, come
piace a te?
MADDALENA
Sì, amore mio. -(Lo abbraccia e lo bacia.)-
PETRUCCIO
-(la tira per la veste sino al divano. Ella vi si rincantuccia. Egli
le si mette sulle ginocchia, le si aggrappa al collo, premendole il
ventre e il petto, piegando la testa sulla spalla di lei, e sospira.)-
MADDALENA
Angelo caro, mamma tua soffre un tantino così. Senti. Sai come devi
fare? Stendi le gambine sul divano e poggia la testa sulle ginocchia
di mamma tua. Anche così staremo vicini.
PETRUCCIO
-(mettendosi come ha detto lei)- E noi, quando andiamo un'altra volta
a Napoli, insieme col babbo?
MADDALENA
A Napoli, no, non dobbiamo più andarci. Abbiamo avuto dei dispiaceri,
laggiù.
PETRUCCIO
E papà perchè ci è andato?
MADDALENA
Ci è andato per fare del bene a Petruccio, per fare del bene a mamma
tua....
PETRUCCIO
-(interrompendola)- Te l'ha scritto?
MADDALENA
Sicuro che me l'ha scritto.
PETRUCCIO
Voglio sentire come t'ha scritto.
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