-- Questa condotta è di una violenza infame, sapete questo signore? -- Il re comanda, signora! scusatemi. -- Io non lo soffrirò, no, no, piuttosto morire! gridò la regina, nella quale si rimescolava il sangue imperiale della sua stirpe. Il cancelliere fece una profonda riverenza, quindi con la manifesta intenzione di non dare addietro di un passo nel compimento della commissione di cui si era incaricato, e come avrebbe potuto fare l'aiutante di un boia nella camera della tortura, si avvicinò ad Anna, dagli occhi della quale si videro nell'istante sgorgare lagrime di rabbia. La regina era, come lo abbiam detto, di una grande bellezza. La commissione adunque poteva passare per delicata, e il re a forza di gelosia contro Buckingham era giunto al punto di non esser più geloso d'alcuno. Senza dubbio il cancelliere Seguier cercò cogli occhi in quel momento il cordone della famosa campana, che suonava nel suo ritiro, ma non trovandolo, egli prese il suo partito e stese la mano nella direzione in cui la regina aveva confessato che si trovava il foglio. Anna fece un passo in addietro, tanto pallida, che si sarebbe detto che stava per morire, e appoggiandosi con la mano sinistra per non cadere, contro una tavola che si trovava dietro a lei, cavò colla destra un foglio dal suo petto e lo stese al guarda-sigilli. -- Prendete, signore, eccola, quella lettera, gridò la regina con voce interrotta e fremente, prendetela, ma liberatemi subito dalla vostra odiosa presenza. Il cancelliere che dal suo canto tremava per una emozione facile a concepirsi, prese la lettera salutò fino a terra, e si ritirò. Appena fu chiusa la porta dietro a lui, la regina cadde svenuta fra le braccia delle sue donzelle. Il cancelliere andò a portar la lettera al re senza averne letta una parola. Il re la prese con una mano tremante, cercò l'indirizzo che non vi era, diventò pallidissimo, l'aprì lentamente, poi, vedendo che le prime parole erano indirizzate al re di Spagna, la lesse rapidamente. Era un piano di attacco contro il ministro. La regina invitava suo fratello e l'imperatore di Austria, a far sembiante, feriti come erano dalla politica di Richelieu la di cui eterna preoccupazione era l'abbassamento della casa di Austria, di dichiarare la guerra alla Francia ed imporre come condizione della pace, la dimissione del ministro; ma d'amore, non vi era una sola parola in tutta la lettera. FINE DEL PRIMO VOLUME. INDICE DELLE MATERIE. (VOL. I.) CAP. I. -I tre regali del signor d'Artagnan padre.-5 CAP. II. -L'anticamera del signor de Tréville.- 24 CAP. III.-L'udienza.-38 CAP. IV. -La spalla d'Athos, la bandoliera di Porthos, ed il fazzoletto d'Aramis.- 52 CAP. V. -I Moschettieri del Re, e le guardie del ministro.- 62 CAP. VI. -Sua Maestà il Re Luigi Decimoterzo.- 75 CAP. VII.-L'interno dei Moschettieri.- 99 CAP. VIII. -Un intrigo di corte.- 110 CAP. IX. -D'Artagnan spiega carattere.- 120 CAP. X. -Una trappola da sorci del secolo XVII.- 130 CAP. XI. -L'intrigo si annoda.- 142 CAP. XII.-Giorgio Williers duca di Buckingham.-164 CAP. XIII. -Il signor Bonacieux.- 174 CAP. XIV.-L'uomo di Méung.- 184 CAP. XV. -La gente di toga, e la gente di spada.- 197 CAP. XVI.-In cui il guarda sigilli Seguier cerca anche una volta la campana per suonarla, come ha fatto altre volte.- 207 NOTE: [1] Noi sappiamo che questa locuzione di -Milady- non è usata che quando è susseguita dal nome di famiglia. Ma noi la troviamo così nel manoscritto, e non vogliamo prenderci l'incarico di cambiarla (A.). Nota del Trascrittore Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102