Uno degli onesti (Commedia in un atto) Roberto Bracco ROBERTO BRACCO TEATRO VOLUME QUARTO IL DIRITTO DI VIVERE -- =UNO DEGLI ONESTI= -- SPERDUTI NEL BUIO 3ª edizione riveduta. REMO SANDRON -- Editore Libraio della Real Casa MILANO -- PALERMO -- NAPOLI Copyright, 1911. PROPRIETÀ LETTERARIA -I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia, quello di Norvegia e l'Olanda.- È assolutamente proibito di rappresentare queste produzioni senza il consenso scritto dell'Autore -(Art. 1 del Testo Unico 17 Settembre 1882.)- OFF. TIP. Sandron -- 15 -- I -- 030311. UNO DEGLI ONESTI -Commedia in un atto.- Rappresentata per la prima volta da ERMETE NOVELLI al teatro -Sannazaro- di Napoli, il 20 settembre 1900. PERSONAGGI: FEDERICO MANINA, -sua moglie- ALBERTO ROSETTA, -sua moglie- TERESA, -cameriera-. ATTO UNICO. -Salotto elegante. Una porta in fondo. Un'altra a destra. Su un tavolino, l'apparecchio del telefono.- SCENA I. MANINA -e- FEDERICO. -(MANINA è seduta, col volto fra le mani, gli occhi rossi di pianto, i capelli un po' scompigliati. Federico passeggia furiosamente.)- FEDERICO -(prende una sedia e la scaraventa a terra. Continua a passeggiare.)- Sicchè, ci separeremo! MANINA Nè più, nè meno. Tu non devi fare altro che recarti da un avvocato, non so, da un notaio e, se lo credi opportuno, mettere in ordine i nostri affari. Del resto, io non ci tengo. FEDERICO Io sì. MANINA Tanto meglio! Separazione di beni.... FEDERICO E di mali. -(Passeggiando ancora, prende un'altra sedia e picchia il pavimento.)- MANINA È inutile rompere le sedie. FEDERICO Questa è forse casa tua? Sono tuoi questi mobili? Queste sedie sono tue? MANINA Non vorrai dire, spero, che io sia qui come in un albergo. FEDERICO Come in un albergo no, perchè io non sono l'albergatore di mia moglie; ma non c'è un gingillo qui dentro che non sia di mia proprietà. MANINA Ti prego di non dimenticare che io t'ho portato una dote. FEDERICO Ti prego di non dimenticare che questa dote basta appena per le tue -toilettes- e per i tuoi -bonbons-. MANINA Dovrei pagare anche il tuo sarto, non è vero? FEDERICO Lo sai bene che io non sono di quei mariti che si lascerebbero vestire dalle loro mogli. MANINA Ed io non sono di quelle mogli... che spogliano i mariti! FEDERICO -(sedendo)- E dunque, separiamoci. MANINA Questo è assodato. FEDERICO -(dopo una pausa)- Che diremo al mondo? MANINA Ognuno di noi dirà quello che vorrà. FEDERICO Niente affatto. Dobbiamo metterci d'accordo. MANINA Diremo la verità. FEDERICO Io darei un occhio per sapere qual'è la verità. MANINA La verità è che... i nostri caratteri sono inconciliabili. FEDERICO Ecco, per esempio, una cosa inesatta. MANINA Ho sempre pensato che fra me e te non ci fosse niente di comune. FEDERICO Ma tu neghi i fatti compiuti! MANINA E che dimostrano questi fatti? FEDERICO Dimostrano che ci siamo amati. MANINA Quando? FEDERICO Non ci siamo mai amati in tre anni di matrimonio?! MANINA Mai! FEDERICO Neanche nella luna di miele? MANINA La luna di miele non conta. FEDERICO Come non conta!? MANINA O Dio! la luna di miele è una formalità. FEDERICO Ma questa formalità, con qualche lieve modificazione, è durata fino a ieri. MANINA Sino a ieri è durato il dovere. FEDERICO E, a parer tuo, questo dovere è esaurito! MANINA S'intende. Ogni dovere ha i suoi limiti. Si va a fare il soldato o si va a fare il magistrato, e si ha il dovere di farlo bene. Si va a fare la moglie, ed è lo stesso caso. Io l'ho fatta bene. Ma per tutta la vita, no. Il soldato, il magistrato, la moglie, dopo un certo numero d'anni, hanno il diritto di dimettersi. Io mi dimetto. FEDERICO In altri termini, se io ti chiedessi oggi quello che può chiedere un marito ad una moglie..., tu mi diresti di no. MANINA Certamente. FEDERICO Ma io potrei costringerti. MANINA Costringermi?! FEDERICO Col Codice alla mano, perbacco! MANINA Va là, chè, fortunatamente, il Codice non si occupa di queste cose! FEDERICO Lo credi tu. Si ha da interpretare lo spirito della legge, mia cara. C'è un articolo che compendia tutto: «La moglie deve seguire il marito.» MANINA Seguirlo dove? FEDERICO Dovunque. MANINA Non c'è nessun sito dove una donna non possa dir di no ad un uomo. FEDERICO Ah, non c'è nessun sito?... Non c'è nessun sito? -(Si alza. Passeggia.)- Non c'è nessun sito!... Non c'è nessun sito!!!... -(Torna a sedere, lontano da lei. Poi, in tono di comando)- Manina, vieni qui e dammi un bacio. MANINA -(anche lei seduta, guarda il soffitto.)- FEDERICO -(dopo una lunga pausa)- Manina, vieni qui e dammi un bacio. MANINA Piglia, piglia il Codice. FEDERICO Bada che finisce molto male! MANINA Purchè finisca, io sono contenta. FEDERICO Ma allora è un odio? MANINA Voglio la mia libertà. FEDERICO Per farne che? MANINA Lo vedrai. FEDERICO Per tradirmi. MANINA Che sciocchezza! C'è bisogno di separarsi dal proprio marito per tradirlo? Al contrario! Se c'è la separazione, non c'è il tradimento. FEDERICO Parli come una femmina pervertita. MANINA E tu come un ingenuo. FEDERICO Perchè non dici come un imbecille! MANINA Volentieri. FEDERICO Mi dài anche dell'imbecille? MANINA Te lo dài da te. FEDERICO Ah, questo è troppo! -(Si alza furibondo.)- MANINA Perchè non mi picchi? FEDERICO Io sento il sangue montarmi al cervello! Io non so più frenarmi! Io divento un mascalzone! Io divento un facchino! -(Si schiaffeggia impetuosamente.)- Ah, ora sto meglio! MANINA E anch'io. FEDERICO Ma questa volta è finita davvero! MANINA Dio, te ne ringrazio! FEDERICO -(prende il cappello e, a un tratto, le si avvicina.)- Vuoi chiedermi scusa? MANINA No. FEDERICO Vuoi che io chieda scusa a te? MANINA No. FEDERICO Vuoi darmi un bacio? MANINA No. FEDERICO Vuoi tu averlo da me? MANINA No. FEDERICO Vuoi far la pace? MANINA No. FEDERICO Vuoi che me ne vada? MANINA Sì. FEDERICO Addio. -(Esce dal fondo correndo.)- MANINA Finalmente! SCENA II. MANINA e ALBERTO. MANINA -(Va al telefono. Gira il manubrio del campanello. L'ufficio risponde. Ella parla:)- Comunicazione col numero 623. -(Pausa. Il numero 623 risponde. Ella si mette gl'imbuti del telefono agli orecchi. Parla:)- Chi è al telefono? -(Pausa.)- Ah sei tu, Rosetta? -(Pausa.)- Tuo marito... non è in casa? -(Pausa.)- Grazie, volevo dargli soltanto una notizia. -(Pausa.)- Oh, è naturale!, volevo darla anche a te: vorrei darla a tutti i miei amici. -(Pausa.)- Ecco in poche parole: Federico ed io ci siamo bisticciati e ci separiamo. -(Pausa.)- Sì, sì, ci separiamo. -(Pausa.)- No, sai, è inutile: non ci riusciresti. -(Pausa.)- Vieni pure se vuoi, ma non ci riconcilieremo: sprecherai tempo e fiato. -(Pausa.)- Non mi credi? -(Pausa.)- -(Entra ALBERTO dal fondo, non visto da lei.)- MANINA -(sempre al telefono)- Te lo accerto, te lo giuro! ALBERTO -(le va alle spalle e le bacia il collo.)- MANINA -(voltandosi)- Oh! Sei tu! ALBERTO Cos'è che giuri? MANINA Zitto, che sto parlando con tua moglie! ALBERTO Accidente! -(Quasi che la moglie potesse vederlo attraverso il telefono, se ne allontana sconcertato.)- MANINA -(con gl'imbuti agli orecchi, cercando di abbreviare la conversazione telefonica.)- Sì, diglielo tu a tuo marito. Tu lo vedrai sicuramente prima di me. ALBERTO -(quasi tra sè)- Se sono qui! MANINA -(concludendo)- È così intimo di Federico che la notizia gl'interesserà molto. A rivederci. -(Gira il manubrio del campanello per far togliere la comunicazione.)- ALBERTO Che è? Che è accaduto? MANINA Non hai udito? ALBERTO No. MANINA E non capisci? ALBERTO Nemmeno. MANINA Io sono felice! ALBERTO Benone! MANINA Ho avuta una scena tremenda con mio marito. ALBERTO E questa per te è una felicità? MANINA Sfido io! Tutto è finito. ALBERTO Scusa, io continuo a non capire. MANINA Insomma, così come mi vedi, io sono libera come l'aria. ALBERTO Lo so ch'egli non è in casa. La cameriera me lo ha detto. MANINA Non tornerà che a prendere gli accordi necessari e definitivi per la separazione. ALBERTO -(saltando di maraviglia)- Per la separazione!? MANINA Non gioisci? ALBERTO Andiamo, è una burletta! MANINA No, no, puoi gioire. È la verità. Io sarò tutta tua, intendi? Io darò a te tutto il mio amore, tutto il mio tempo, tutta la mia vita. Ah, che sollievo! Io mi sento non solamente felice, ma anche riabilitata, perchè quello che ho fatto fino a ieri è stato disgustevole. Fino a ieri, io sono stata due metà di una donna, e oggi ridivento una donna intera. Ero stanca di dover distribuire ogni giorno le mie ore, le mie tenerezze, tutta me stessa, in due dosi uguali, fra te e lui. Io ti tradivo. Sì, in fondo, il tradito eri tu. Io ti tradivo con mio marito; ma era un tradimento come un altro. Tu tolleravi, poverino, per la tua bontà, per la tua abnegazione. Ma adesso! Oh, adesso tu potrai amarmi con fiducia, con sicurezza, senza soffrire, senza transigere. -(Carezzandolo)- Sei contento? Di': sei molto contento? ALBERTO -(imbarazzato)- Ecco:... questo provvedimento è così radicale che..., non so, ma.... MANINA Non mi ringrazii neppure? Non mi ringrazii sùbito? ALBERTO O Dio, io apprezzo i nobilissimi sentimenti che ti hanno guidata.... Nondimeno, se tu avessi chiesto il mio parere prima di deciderti.... MANINA -(sbarrando gli occhi)- Avanti. ALBERTO -(coraggiosamente)- Ebbene, sì, se tu me lo avessi chiesto, io t'avrei vivamente pregata di non separarti da tuo marito. MANINA Tu?! ALBERTO Io, io, io. MANINA Alberto! Tu pensi bene a quello che dici? ALBERTO E non mi disdico. Tuo marito non merita d'essere trattato male. È un eccellente uomo. È un marito irreprensibile. Io ho sempre deplorato che tu avessi così poco rispetto di lui. MANINA E tu, lo hai rispettato? ALBERTO Prima di tutto, io non ero sua moglie. E poi, io ho sempre nutrita e nutro per lui, la più sincera amicizia, la più profonda venerazione. E dillo tu stessa: sono mai stato scortese con Federico? Gli ho mai procurato un dispiacere? Mi sono mai ribellato alle sue giuste esigenze? Ho mai offesa la sua dignità?... Mai! Tu, invece, hai cercato di ribellarti spessissimo alla volontà sua e sono stato io che ho dovuto frenare le tue ribellioni. Tu non ti sei mai veramente preoccupata del decoro di colui che ti ha dato il suo nome, mentre avresti dovuto anche considerare che, se tu non fossi stata sua moglie, io, probabilmente, non t'avrei amata. E quasi che tutto ciò non bastasse, hai avuta la crudeltà di essere d'una scortesia senza limiti per quest'uomo: brusca, bisbetica, acre, violenta.... MANINA -(inorridendo)- Ah, ma tu sei un ingrato! ALBERTO Verso di chi? MANINA Verso di me! ALBERTO Ma non verso di lui! Noi due gli dobbiamo tutto, e, quindi, abbiamo il dovere della gratitudine! MANINA Ah? Devi tutto a lui? A me non devi niente? ALBERTO Che c'entra! Per me tu sei il beneficio; il benefattore è lui!... MANINA -(tra l'ira e la tenerezza -- quasi piangendo)- Se tu mi amassi come io ti amo, non faresti di queste distinzioni sottili, e non mi esorteresti ad essere ancora una buona moglie. ALBERTO Eppure, di te mi sono innamorato appunto perchè mi sei parsa una buona moglie. Già, è inutile: la penso così. Sono un uomo onesto! Mi piace di vivere in un ambiente onesto. E la prima cosa che esigo dalla donna è l'onestà. MANINA E non ti basterebbe che io fossi onestissima come amante? ALBERTO Un'amante che ha un marito è la sola amante sulla cui onestà si possa contare. E questa è una delle ragioni più salienti per cui io non so consentire alla separazione. Ti parlo franco. Per una donna che vive sola c'è troppe tentazioni. Per conto mio, tuo marito è il tuo custode. Finchè c'è lui, io sono tranquillo. MANINA -(irritandosi, scervellandosi per intenderlo)- Sicchè, degli altri saresti geloso, e di lui no? ALBERTO È evidente! Quando mai si è gelosi di un marito? Anzi, un marito è una sentinella preziosa. MANINA Ma anche ammessa questa diffidenza sciocca ed offensiva, chi t'impedirebbe di vigilare, di sorvegliarmi, di custodirmi? ALBERTO Oh bella! Mia moglie. Tu dimentichi che io ho una moglie; una moglie che, dopo tutto, non ho nessuna voglia di mandare a spasso. MANINA -(eccitandosi)- Ah, dunque, è per lei! È per lei! Ecco quello che c'è nel fondo! È per lei! ALBERTO O che forse mi ti son dato per celibe, io? Oppure ti ho fatto credere di essere stanco del matrimonio? MANINA Di tua moglie io non t'ho voluto mai parlare, per un sentimento di delicatezza. ALBERTO E ti sei regolata benissimo. Il parlarmene ti avrebbe forse inasprita contro di lei, ed io ne avrei avuto uno scrupolo di coscienza. Che diancine! Un individuo fornito di senso morale non deve permettere che ci sia del rancore tra la propria amante e la propria moglie. Io ti ho amata e ti amo; ma tengo ad essere anch'io un marito esemplare come è il tuo. Ed eccone un'altra delle ragioni per cui non voglio la separazione. Per continuare ad essere un marito esemplare, io non potrei assumere verso di te dei doveri... senza restrizioni. Capirai: non ho vent'anni. Adesso che questi doveri sono divisi tra me e Federico, va bene. Ma se restassi solo, sarebbe grave! Come vedi, è necessario che, in un modo o nell'altro, tu faccia la pace. Abbiamo vissuto per tanto tempo così, e, in fin dei conti, ce la siamo cavata. Metti da parte le tue fisime, e lasciamo le cose come stanno. MANINA -(furente)- No che non le lasceremo come stanno! La mia risoluzione è presa; ed è irrevocabile! Io posso tollerare, al più al più, l'esistenza di tua moglie, ma quella di mio marito, no. Io posso rassegnarmi ad avere solamente una parte di te, ma non a toglierti una parte di me. Io posso perfino consentire alla indispensabile associazione fra me e tua moglie, ma quella fra te e mio marito mi esaspera, mi ristucca. La separazione io la voglio, e l'avrò. Che se poi è precisamente mio marito quello che più ti attira in questa casa, abbi la franchezza di dirmelo una volta per sempre. Oh, anche lui non sa vivere senza di te. Non c'è niente di più goffo e di più bestiale! Una povera donna, al giorno d'oggi, non è più padrona di amare un uomo solo! Deve subire per forza l'amico di lui. Se vuole avere un marito, deve avere un amante. Se vuole avere un amante, deve avere un marito. Ah, è una delizia! Ma io mi separerò, ti garantisco che mi separerò, e, di buona o di mala voglia, con o senza entusiasmo, con o senza ingratitudine, a mio marito tu ci dovrai rinunziare. Lascia fare a me. Ci rinunzierai! -(S'avvia per uscire a destra.)- SCENA III. MANINA, ALBERTO, TERESINA, ROSETTA. TERESINA -(dal fondo, in fretta, con zelo significativo e pettegolo)- C'è la signora Rosetta.... ALBERTO Mia moglie ci mancava! ROSETTA -(entrando anch'essa dal fondo)- Ma non c'è bisogno di annunziarmi. Che novità! -(Si lancia con espansione ad abbracciare Manina.)- MANINA -(si lascia abbracciare diventando verde.)- ROSETTA Dimmi, dimmi, posso esserti utile in qualche cosa? ALBERTO Utilissima!... Lei t'aspettava. ROSETTA Vuoi che parli con tuo marito? MANINA Ma no, no.... ROSETTA Vuoi farmi i tuoi sfoghi? Ebbene, sono qui, a tua disposizione. Fra noi due non ci sono segreti. Io e tu siamo una sola persona. Sfoga, Manina mia, sfoga. MANINA No, Rosetta, neanche questo. Anzi, perdonami, non ho troppa voglia di parlare. Soltanto, volevo... pregarti d'impedire che tuo marito si cacci in questa faccenda e si affatichi a fare l'avvocato di Federico. ROSETTA Ecco: anch'io, non te lo nego, era venuta per metterci una buona parola; ma se poi ci sono delle cause assai gravi, è tutt'altro. A giudicare dall'apparenza, tuo marito sembra eccellente. Ma chi sa!... Fra marito e moglie ci sono tante cose!... Vedi noi due? È il caso opposto. Lui, quel mostro lì, -(con grazia affettuosa, accennando ad Alberto)- a prima vista, non lo si apprezza gran che. Pare quasi un marito mediocre, deficiente, difettoso, insomma. Eppure, no. No. In casa, non me ne posso lamentare. ALBERTO -(come su' carboni ardenti)- Andiamo, Rosetta! È questo il momento di regalarle la mia apologia?! ROSETTA È bene che Manina faccia il paragone tra te e Federico. Non capisci niente! -(A Manina, continuando)- In casa, vedi, questo bel mobile è un angelo. Un marito completo, ti dico. E a tutte le ore, sai. Non mi fa mancar nulla, te lo assicuro. Io non so come avvenga, ma non mi dice mai di no. ALBERTO Rosetta!... ROSETTA Che è? Ti vergogni d'essere condiscendente con me? ALBERTO Non me ne vergogno. Me ne vanto. Ma tu fai credere Dio sa che cosa! E poi, che glie ne importa alla signora Manina? MANINA Al contrario! Tutto ciò m'interessa infinitamente. ALBERTO Ma vi garantisco che mia moglie vede tutto a traverso una lente d'ingrandimento.... D'altronde, essa è così poco esigente.... ROSETTA Questo non è vero! MANINA E allora che manìa avete di diminuire i vostri meriti?! ROSETTA -(ad Alberto:)- E poi, tu non puoi essere giudice di te stesso. Siamo noi due che dobbiamo giudicarti. Tu mi rendi felice, e io glielo voglio dire a lei. Perchè, siccome è più graziosa, più intelligente, più elegante di me, essa deve essere anche più felice di me. E se invece è tanto infelice, di chi è la colpa? Dimmelo tu: di chi è la colpa? MANINA Ti prego, ti prego, Rosetta, non essermi così indulgente. Ciò mi fa male.... Tu non sai, non puoi sapere.... La colpa è mia, credimi, è mia. ROSETTA Non è possibile. ALBERTO Auff! MANINA Mio marito non ha nessun torto verso di me. Ma io sono una di quelle donne che hanno la grande disgrazia di non attaccarsi che agli uomini... più vili che incontrano sulla loro strada. ALBERTO -(tra sè:)- Molto cortese! MANINA E quella stessa vigliaccheria che esse disprezzano, stranamente le avvince e le tiene. Tu adori un uomo... perfetto; io adoro un uomo... ributtante! ALBERTO -(tra sè:)- Gentilissima! ROSETTA -(intontita, a Manina:)- Tu ti fai sfuggire di bocca delle cose enormi! MANINA -(continua, eccitandosi)- Enormi, sì. Tu sei venuta a soccorrermi senza immaginare di che si trattasse. Io mi separo da mio marito perchè amo un altro. Questa è la verità. Ora che lo sai, tu, donna onesta, hai tutto il diritto di abbandonarmi a me stessa. E voi, signor Alberto, voi, uomo onestissimo, avete quello di proibire a vostra moglie d'avere per amica una donna come me. Arrivederci, Rosetta, o addio. Rimettiti alla sua volontà. Làsciati guidare da lui. Profitta della sua intemeratezza, tu che lo puoi. Io t'invidio! -(Esce a destra.)- SCENA IV. ROSETTA e ALBERTO. ROSETTA -(attonita)- Che ne dici, eh? ALBERTO Mah! ROSETTA Ama un altro!! ALBERTO -(scrolla il capo gravemente.)- ROSETTA Ama un uomo ributtante! ALBERTO Ah, questo poi no! ROSETTA Lo conosci? ALBERTO Io? Se lo conoscessi, andrei subito a sputargli sul viso. Dico solamente che non può essere... ributtante, visto che lei lo ama sino a quel punto. La signora Manina è stata sempre una persona di buon gusto.... ROSETTA Di costumi illibati! ALBERTO Altro che! Per averla innamorata, questo individuo deve essere... attraentissimo. Io ci scommetto che è irresistibile! ROSETTA Eppure, io non ci credo. ALBERTO A che cosa?! ROSETTA Io non credo che Manina sia capace di tradire suo marito. Non ci crederei nemmeno se lo vedessi coi miei occhi. ALBERTO Questo, per esempio, mi fa piacere. ROSETTA Io dico che è una finzione per punire suo marito di qualche trascuraggine. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617 618 619 620 621 622 623 624 625 626 627 628 629 630 631 632 633 634 635 636 637 638 639 640 641 642 643 644 645 646 647 648 649 650 651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 720 721 722 723 724 725 726 727 728 729 730 731 732 733 734 735 736 737 738 739 740 741 742 743 744 745 746 747 748 749 750 751 752 753 754 755 756 757 758 759 760 761 762 763 764 765 766 767 768 769 770 771 772 773 774 775 776 777 778 779 780 781 782 783 784 785 786 787 788 789 790 791 792 793 794 795 796 797 798 799 800 801 802 803 804 805 806 807 808 809 810 811 812 813 814 815 816 817 818 819 820 821 822 823 824 825 826 827 828 829 830 831 832 833 834 835 836 837 838 839 840 841 842 843 844 845 846 847 848 849 850 851 852 853 854 855 856 857 858 859 860 861 862 863 864 865 866 867 868 869 870 871 872 873 874 875 876 877 878 879 880 881 882 883 884 885 886 887 888 889 890 891 892 893 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 904 905 906 907 908 909 910 911 912 913 914 915 916 917 918 919 920 921 922 923 924 925 926 927 928 929 930 931 932 933 934 935 936 937 938 939 940 941 942 943 944 945 946 947 948 949 950 951 952 953 954 955 956 957 958 959 960 961 962 963 964 965 966 967 968 969 970 971 972 973 974 975 976 977 978 979 980 981 982 983 984 985 986 987 988 989 990 991 992 993 994 995 996 997 998 999 1000