SIL. -(lusinghiera)- Forse uno... che lei potrebbe suscitare.
RICC. -(turbato)- Io?!... Quale?!
SIL. La gratitudine... -(sempre insinuante)- Faccia quello che le ho
chiesto... e sarò molto... ma molto riconoscente!
RICC. -(sempre più turbato, commosso)- Davvero?!
SIL. -(provocante, voluttuosa)- Oh, sì!... Glielo proverò!
RICC. -(con calore)- Oh, se potessi sperare!
SIL. -(c. s.)- Che cosa?!
RICC. -(pentito d'avere osato troppo)- Nulla!... Un'idea pazza, che ha
traversato la mia mente....
SIL. La dica!
RICC. No... è una follia!
SIL. Le idee pazze... se sono alte... generose... non mi fanno paura!...
Parli liberamente.
RICC. Non oserò mai!
SIL. -(c. s.)- Allora... dovrò indovinare.
RICC. Neppure!... Se leggesse nel mio pensiero... riderebbe di me!
SIL. Perchè?!... Dopo le confidenze che le ho fatto, lei non può
dubitare della mia amicizia... e -con i veri amici-... si è sempre
indulgenti.
RICC. -(con islancio)- E se incoraggiato da tanta bontà le dicessi...
che... l'amo?!
SIL. Non me ne offenderei!
RICC. -(molto turbato)- Ma risponderebbe....
SIL. Che nessuna cosa al mondo... mi lega!.... Che se mi sentissi
attratta verso un uomo che mi ama... non invocherei contro questo amore,
nè i vincoli di famiglia, nè la religione, nè la morale!... Stenderei la
mano all'uomo amato... e gli direi semplicemente: «-Ti amo... sono
tua!-»
RICC. -(con islancio e passione)- Oh, se potessi udire quella parola!
SIL. Ma, il cuore è -morto-... e a risuscitarlo....
RICC. -(con islancio)- Non basterà la passione, la fede, l'entusiasmo,
l'idolatria?!
SIL. -(con abbandono, provocante)- Chi sa... forse!
SCENA X.
-=Ambrogio= e =detti=; indi =Esther=.-
AMB. -(consegnando a Riccardo le carte, date prima da questo al
Principe)- Il signor Principe le manda queste carte, e la prega di
scusarlo se non può trattenersi ora con lei.... La vedrà domani.
SIL. -(ad Ambrogio)- È uscito?
AMB. Sì, eccellenza... in carrozza.
SIL. -(vivace, turbata)- Solo?!
AMB. No, con la signora Marchesa...
SIL. -(con moto d'ira represso)- Ah!
AMB. E col signorino.
SIL. -(con impeto)- Enrichetto?!
AMB. Sì, eccellenza!
SIL. Ma non era andato a passeggio con Esther?!
AMB. Sono rientrati da pochi minuti.
SIL. -(agitatissima)- Chiamate subito madamigella Esther.
-(Ambrogio, via)-.
RICC. Si calmi, Duchessa!
SIL. -(al colmo dell'ira)- Un nuovo insulto... lo vede! E, con
l'insulto, il dileggio!... Non ho voluto riceverla... e il Principe...
per darle una soddisfazione... va a -Villa Borghese- con lei... e
conduce anche mio figlio!
ESTH. -(entrando)- La signora Duchessa mi vuole?
SIL. -(severa)- Perchè Enrichetto non è qui con voi?
ESTH. Rientrando, ha visto il signor Principe che saliva in carrozza...
è corso per abbracciarlo... ed è voluto andare con lui.
SIL. -(ironica)- E con Elena?!
ESTH. -(confermando, timida)- E con la signora Marchesa.
SIL. -(con alterezza)- Vi ho detto più volte: «Enrichetto non deve
uscire che con voi o con me!»
ESTH. -(scusandosi)- Il signor Principe se l'è preso in braccio... l'ha
messo egli stesso in carrozza... Potevo io oppormi?!
SIL. -(c. s.)- Sta bene, andate! -(Esther, via)-.
RICC. -(credendo di calmare Silvia)- Ha ragione.... È col nonno!
SIL. -(esasperata)- E il nonno, per dimostrargli il suo amore, lo fa
vedere a tutta Roma con Elena.... con -l'amante di suo figlio-!... Oh,
creda a me, ci vuole una grande virtù per tollerare in silenzio tutte
queste quotidiane punture di spillo!
RICC. È vero!... e io la comprendo e la ammiro!
SIL. Ma biasima, forse, in cuor suo, il mio primo atto di ribellione...
ed esita ancora a venire in mio soccorso!
RICC. -(con islancio e con passione)- Oh, non esito più!... Lei avrà la
sua -vendetta-.
SIL. -(con intenzione, tornando sorridente e molto lusinghiera)-
Badi!... forse, promette troppo!
RICC. -(sempre più esaltandosi)- No!... Il Principe mi ascolta... saprò
piegarlo.
SIL. -(c. s.)- Lui, forse, sì... ma Fabrizio... e gli altri?! Sono
forti... astuti....
RICC. -(c. s.)- Lotteremo!
SIL. -(c. s.)- Troverà una resistenza accanita!
RICC. Non mi fa paura!... Ho la fiducia degli azionisti... e il credito
della Società è nelle mie mani.
SIL. Avrà noje, dispiaceri... inquietudini d'ogni sorta....
RICC. Sopporterò tutto lietamente... se mi sorride una speranza...
SIL. -(lieta, trionfante)- Davvero?!
RICC. -(con islancio)- L'amo tanto!
SIL. -(c. s.; molto lusinghiera)- Dunque, -guerra a tutti-... e... -per
me-?!
RICC. -(esaltato)- E vittoria sicura... se m'incoraggia con una
parola... -(con passione)- Non vuol dirla?
SIL. -(con abbandono, intenzione e promessa quasi ingenua)- Vinca!
RICC. Oh, grazie!... -(le bacia la mano con effusione di cuore; poi,
via, lieto, esaltato dalla passione)-.
SIL. -(lo segue con lo sguardo, lieta, orgogliosa del trionfo, e
commossa)-.
-(Cala la tela)-.
FINE DELL'ATTO SECONDO
-ATTO TERZO-
Studio del Direttore della Società costruttrice. -- Scrivanie.
-- Uno scrigno; disegni di fabbriche appesi alle pareti; piante
topografiche ecc. ecc. -- Sulle scrivanie registri, cartelle,
carte, ecc. -- Due porte laterali, con grandi cortine. -- La
comune, a sinistra dello spettatore.
SCENA I.
-=Vittorio= e un =Usciere=.-
VITT. -(all'alzar della tela, ajutato dall'usciere, mette in ordine
carte e registri. -- È molto agitato)-. Porta delle sedie.... C'è
Consiglio... e ricordati di non lasciar entrare i soliti seccatori....
Non annunziarli nemmeno.... non è giornata da visite!
USC. Anche la signora Duchessa?!
VITT. No, per bacco, la signora no!
USC. Va bene: ma con gli appaltatori sarà un affare difficile!... Da
questa mattina vanno in cerca dell'Ingegnere....
VITT. Oggi non può parlare con nessuno.... Lo lascino tranquillo!
USC. L'assemblea è andata proprio male, eh?!
VITT. Malissimo!
USC. -(a bassa voce)- È vero!... Un gruppo d'azionisti ha fischiato il
Direttore!
VITT. -(con indignazione)- Già... gli stupidi!... Come se la crisi
l'avesse creata lui!
USC. Il capo-contabile, però, diceva che un po' di colpa ce l'ha anche
il signor Riccardo!
VITT. Ne ha una sola delle colpe, lui!... quella di tenere
degl'impiegati che gli fanno una guerra sordida.
USC. Oh!... -(protestando)-.
VITT. Già... già!... Nell'assemblea c'era chi aveva degli appunti,
forniti dal Contabile, contro la sua relazione!... Oh, se si tira
innanzi... quello là è il primo che salta!... Stava bene col vecchio
Direttore... perchè, con lui, si rubava!... -(battendo con la mano su'
registri)- Ne hanno fatti insieme de' pasticci!... Ma verrà fuori tutto!
USC. E per noi... crede che ci sia pericolo?!
VITT. Io non so nulla... ma quando si ha la coscienza netta... caschi
anche il mondo... poco importa!
USE. Ma il pane?!... Io sono sempre stato un galantuomo... e lei può
dirgli....
SCENA II.
-=Emma= e =detti=.-
EMMA. -(entrando)- È permesso?!
VITT. -(con vivacità)- Qui... no!
EMMA. Perchè?!
VITT. È lo studio del Direttore!
USC. Per ora, non c'è pericolo!... -(a Emma)- Resti pure... -(a
Vittorio)- Se viene... l'avviso. -(via)-.
VITT. Cosa vieni a fare?!
EMMA. Sgarbato!... a vederti!... Sono tre giorni che non ti fai vivo!
VITT. Ti ho scritto.... Abbiamo avuto da lavorare giorno e notte!
EMMA. Se ho visto tutti i tuoi compagni in giro!
VITT. Loro fanno l'orario... io lavoro col Direttore!
EMMA. Sei proprio diventato la sua ombra!
VITT. Mi vuol bene... e si fida di me.
EMMA. Tanto meglio... così ti aumenterà la paga!
VITT. Questo, per ora... credo che sarà impossibile!
EMMA. Ma, almeno, ti daranno gli arretrati!
VITT. Neppure!
EMMA. Bravo!... E il padrone di casa, che aspetta il -deposito-?!... E
il tappezziere che ha portato il conto?!
VITT. Sta' tranquilla!... Penseremo a tutti.
EMMA. -(con ironia)- Quando?!
VITT. Quando ci sarà un momento di tranquillità!... Non posso mica
seccarlo per delle miserie!
EMMA. -(risentita)- Ma se è danaro che ti devono....
VITT. Posso aspettarlo... non scappa!
EMMA. E sta bene!... Prendila con quella calma... e scapperà la pazienza
a me!
VITT. -(cercando di rabbonirla)- Sii bonina, Emma... e sta' cheta!
EMMA. -(alzando la voce)- Eh!... Si sono fatte le pubblicazioni... s'è
preso casa... abbiamo comperati i mobili... e, ora ch'è il momento di
prendere il danaro che hai lasciato accumulare da tre mesi... dici che
puoi aspettare!... Ma è una vera burletta!... -(irritandosi sempre
più)-. Se tu sei già pentito... dillo francamente... e mandiamo tutto
all'aria!
VITT. Sei pazza!... Qual idea!... -(le prende con affetto la mano, che
Emma cerca di ritirare; e le dice con grande serietà e dolcezza)-
L'Ingegnere è molto inquieto, perchè gli affari vanno male!... In questi
giorni, capirai, non ho voluto dargli delle seccature; ma domani mi farò
dare il danaro.
EMMA. -(sostenuta)- Quanto a me non ti dico più nulla!... Fa' quello che
credi!
VITT. Via... smetti il broncio!... La settimana ventura ci sposeremo!
EMMA. Oh, le conosco le tue settimane!
VITT. Domani vengo da te con le cinquecento lire... e ti lascio carta
bianca!... Regolerai le cose a tuo modo.... Sei contenta?!
EMMA. -(tornando serena)- Sarò contenta... se farai sul serio!
VITT. Cattiva!... Non ti fidi?!... Ma ora vattene!... Vien gente!...
Corri... corri!
SCENA III.
-=Detti=; l'=Usciere=; poi =Riccardo=.-
USC. -(accorrendo)- Il Direttore....
EMMA. -(incontrandosi con Riccardo)- Troppo tardi! -(ride)-.
RICC. -(vedendo Emma. -- a Vittorio)- La vostra fidanzata?
VITT. -(confuso)- Sì!... Scusi, se la trova qui in Ufficio... È venuta a
portarmi alcune carte di premura.
RICC. -(sorridendo)- Conti da pagare?!
EMMA. -(fa cenno di sì, col capo)-.
VITT. No!... alcune carte....
RICC. -(a Emma)- Avete fatto benissimo a venire.... Così mi ricordate
che non abbiamo ancora regolato i conti con Vittorio....
VITT. -(pronto)- Ma... non c'è premura!... -(controscena- -di Emma,
lieta che Riccardo pensi a farli pagare)-.
RICC. -(serio, preoccupato)- Anzi, c'è urgenza!... -(a Vittorio)- Dovete
avere, credo... tre mesi?
VITT. Tre!
RICC. Fate eseguire il mandato... e dite che me lo portino per la firma.
VITT. Domattina?!
RICC. No, no, subito!... Desidero che possiate riscuotere oggi stesso...
-(come parlando a sè medesimo)- Domani... potrebbe essere tardi!
EMMA. -(lieta)- Grazie, signor Direttore!... -(via, con Vittorio)-.
RICC. -(agitato)- Troppo tardi?!... Speriamo di no! -(va alla
cassa-forte; l'apre e ne toglie delle carte, febbrilmente. -- Azione
silenziosa, per manifestare che, in quelle carte, è riposta ogni
speranza, avendo così nelle sue mani un'arma contro gli amministratori.
-- Si bussa alla porta di destra: entra Silvia)-.
SCENA IV.
-=Detto= e =Silvia=.-
RICC. -(sentendo bussare, ripone frettoloso le carte e corre ad
aprire)-. Oh, Silvia, quale imprudenza!
SIL. -(entrando)- Ero troppo inquieta!... Mi sarebbe stato impossibile
attendere fino a questa sera per aver notizie.... Ebbene?!
RICC. Non sono riuscito a nulla!... Ho trovato un'Assemblea ostile...
messa su principalmente contro di me!
SIL. Possibile?!
RICC. Proprio così!... Hanno combattuto la mia relazione punto per
punto... con un'acrimonia che m'ha fatto maraviglia.... Oh, impossibile
difendersi!
SIL. Ma di che cosa ti accusano?
RICC. Di tutto!
SIL. E di avermi restituita la dote?
RICC. Nessuno lo ha detto apertamente.... ma non hanno risparmiato la
più piccola allusione alla mia colpevole condiscendenza verso i
creditori privilegiati!
SIL. -(con disprezzo)- Gli sciocchi!... E hanno concluso?
RICC. Di liquidare!
SIL. -(con gioja mal celata)- Deciso?!
RICC. Quasi all'unanimità!
SIL. E questo t'addolora?
RICC. Sino a impazzirne!
SIL. Eh, via!... è assurdo!
RICC. No... no!... È una rovina cercata... voluta... perchè se gli
azionisti mi davano il danaro che ho loro richiesto, in meno d'un anno
avrei terminato il Quartiere... e non si sarebbe perduto un soldo del
capitale!... Ho messo nella discussione tutto il mio ingegno... tutta la
mia anima... per iscuoterli... per convincerli!
SIL. Sì, lo credo... e ti comprendo!... Ma, hai torto... sì torto... di
appassionarti tanto per della gente che non ti ha mai capito!... Peggio
per essi se l'impresa va in rovina!... Lascia piangere il Principe e
Fabrizio, che l'hanno creata!
RICC. Il Principe ne uscirà rovinato!
SIL. Ma Fabrizio, dopo di avere scatenato la tempesta... raccoglierà gli
avanzi del naufragio!.. Oh, io lo conosco... e tu sei bene ingenuo di
prendertela così a cuore per lui... e per gli altri!
RICC. Fabrizio è nelle mie mani!
SIL. Ah?!
RICC. Sai?... quelle carte che cercavo in questo labirinto d'imbrogli...
SIL. Ebbene?!
RICC. Le ho trovate!... -(mostrandole nel cassetto)- Eccole qui... C'è
ne per lui... e per gli altri!... Se mi vogliono perdere... guai a loro!
SIL. Bada, che sono astuti!... Occorreva loro l'uomo responsabile... e
hanno messo gli occhi sopra di te!... Sta' in guardia!
RICC. La vedremo!... E ora va'.... Aspetta che ti fo accompagnare...
-(chiama a sinistra)- Vittorio!
SIL. A questa sera!
VITT. -(presentandosi)- Mi ha chiamato?
RICC. -(indicando la destra)- Fate uscire di là la Duchessa, senza che
nessuno la veda.
VITT. -(precedendola)- Venga, signora!
SIL. -(a Riccardo, piano, nell'andarsene)- Coraggio!... E nessuna
indulgenza.... nessuna debolezza!... Ti hanno giocato?: véndicati... e
ti amerò cento volte di più! -(via)-.
SCENA V.
-=Moretti= e =Riccardo=.-
MOR. -(di dentro la comune, alzando la voce)- E io passo lo stesso!...
Ci vuol altro che una vecchia marmotta per chiudermi il passo!...
-(s'ode lo strepito interno d'una contesa)-.
RICC. -(andando verso la comune)- Cosa c'è?!
MOR. -(entrando)- Uno stupido che ho dovuto levar di peso... per
passare!
RICC. -(severamente)- L'usciere eseguisce gli ordini che ha ricevuti!
MOR. Cioè, di non far entrare i seccatori?!... Sta bene!: ma non già le
persone che vengono per affari!... Sono proprio questi i momenti buoni
da far anticamera!
RICC. Qui nessuno fa anticamera!... Ma, ora, c'è Consiglio... e io non
ho tempo!
MOR. Ah, c'è Consiglio?!... Ragione di più, perchè parli subito!
RICC. -(seccamente)- Allora... si spieghi... e si spicci!
MOR. -(piantando le mani su' fianchi)- Domani, eh!, si sospendono tutti
i lavori?
RICC. Tutti!
MOR. -(facendo il gesto di chi indica danaro)- Per mancanza di...
-farina-?
RICC. Già!
MOR. -(dopo una pausa)- E le Banche?
RICC. -(freddamente)- Hanno chiuso gli sportelli.
MOR. E non c'è altro modo, eh!, per tirare avanti?
RICC. Nessuno!
MOR. Dunque.... il fallimento?!
RICC. Pur troppo!
MOR. Però... in cassa... ci sarà ancora un po' di... -polvere-?...
Qualche migliajo di lire... non è così!?
RICC. Certo... ma che non bastano a pagare neanche una settimana di
lavori!
MOR. -(alzando le spalle)- Non importa!... Dia a me quattro... o cinque
mila lire... e penso io a farle riaprire il credito!
RICC. -(maravigliato)- E in che modo?!
MOR. -(piano, con tono di confidenza)- Tra i miei operaj... e fuori del
cantiere... ho un centinajo di -bulj-... con tanto di fegato... che non
hanno paura de' poliziotti!... Mi dia da distribuire... un po' di
-breccia-... e s'incaricheranno loro dell'-affare-.... Un pajo di
dimostrazioni all'aria aperta... e il Governo fa spalancare subito gli
sportelli!
RICC. Delle violenze... de' disordini!?
MOR. -(con grande indifferenza)- Qualche vetro rotto... qualche
legnata!... Oh, roba da nulla!
RICC. -(con indignazione)- Se ho capito, voi vorreste gettare in piazza
gli operaj... e spingerli alla ribellione?!
MOR. Ma no!... non occorre tanto!... Basta farli vociare un poco!...
Banchieri e ministri... -mollano- subito!
RICC. E voi osate di farmi una simile proposta!?
MOR. È il solo mezzo... ed è infallibile!
RICC. Oh, mai... mai!
MOR. E perchè?!
RICC. Perchè sarebbe un'infamia!
MOR. E non è peggio... per voi altri... gettare sul lastrico centinaja
di famiglie?!
RICC. È una disgrazia!... non una colpa!
MOR. Parole... parole!
RICC. Ma pensate alle conseguenze!
MOR. E quali?!... Qualche giorno di carcere... che si buscano i più
stupidi, che si lasciano acciuffare... un centinajo di fannulloni
rimpatriati!... E, per una simile inezia, il pane assicurato... per
altri tre o quattro mesi... a mille operaj!
RICC. -(protestando, c. s.)- No!... no!
MOR. -(alzando la voce)- È la sua ultima parola?
RICC. -(risoluto)- L'ultima!
MOR. Sta bene!... Allora, lavoreremo per nostro conto... e peggio a chi
ne tocca!
RICC. -(severo)- Cosa intendete di dire?!
MOR. Che la dimostrazione, all'aria aperta, si farà lo stesso!...
Qualche biglietto rosso... c'è ancora!... -(toccando le saccocce)-
Basterà per pagar da bere agli amici!
RICC. Ma non avete capito che la Società si mette in liquidazione!?
MOR. Cosa volete che importi a noi!?... Le fabbriche son venute su.... O
voi altri... o i creditori... o le Banche... avete l'obbligo di
finirle!... State tranquillo, a questo ci penserà il Governo!
RICC. Badate... a ciò che fate!
MOR. È affar nostro!... Voi ci licenziate... e noi dobbiamo guadagnarci
da vivere!
RICC. Potrebbe costarvi salato!
MOR. Di questo, lei, non s'inquieti!... Il sale ce lo metteremo noi!...
Pensi, piuttosto, domani, a dare ordine che chiudano bene le imposte del
suo Ufficio... perchè la festa comincerà da qui!... Non ci volete
ajutare in nessun modo!?... Pagherete voi altri per i primi!
RICC. Dunque, siete proprio risoluti?!
SCENA VI.
-=Detti=; il =Principe=; =Tommaso=; il comm. =Ottavi=; poi
=Fabrizio=; =Gustavo=; il conte =Sereni=, e =due Signori=, che
entreranno con l'ordine più innanzi indicato.-
-(Il Principe entra appoggiato al braccio di Tommaso. -- Si
ferma nel fondo ad ascoltare le ultime parole di Moretti. -- Ha
l'aspetto d'uomo abbattuto e sofferente).-
MOR. -(interrompendo Riccardo)- A tutto!... Noi non siamo di quelli che
si fermano al primo ostacolo!... Abbiamo superato ben altra -crisi- che
questa, caro Ingegnere... -(sulle mosse per andarsene)- e se lei si
affoga in un bicchier d'acqua... io... vede... non mi affogo neanche...
se cascasse il diluvio! -(via, minacciando)-.
PRINC. -(avanzando verso il proscenio)- Perchè Moretti se ne va
minacciando?
RICC. Perchè gli ho negato il danaro che mi chiedeva per subornare gli
operaj!
PRINC. -(alterato)- Che vuol fare?!
RICC. Del chiasso, per la sospensione de' lavori!
PRINC. -(con dolore)- Ci mancherebb'altro!
RICC. È tipo da farlo anche senza il nostro ajuto!... Non intende
ragione!
PRINC. -(sedendo, accasciato)- Ah!... ma è la rovina completa, dunque?!
OTT. Via, Principe... non si accuori per ciò!
PRINC. Si crederà che siamo noi a provocare, sottomano, i disordini!...
Abbiamo tanti nemici!... Avete visto, questa mattina, all'Assemblea?!...
Non una voce in nostra difesa!... E, in fine, chi perde di più... sono
io!... La metà de' lavori è stata fatta col mio danaro!... Un terzo de'
terreni erano miei!... E chi alzava la voce non aveva sborsato nemmeno
diecimila lire!... Ma com'è accaduto, che le azioni... sottoscritte
tutte da amici... siano andate in mano di quella gente?!
TOMM. Giuochi di borsa!
OTT. Gli amici non avevano nessuna fiducia... e ci hanno traditi...
gettando tutte le azioni sul mercato!
PRINC. Oh, io non avrò la forza di sopportare questo colpo!
OTT. Via, Principe... coraggio!
RICC. -(combattuto)- Nel suo stato... farebbe molto bene a non trovarsi
al Consiglio!
PRINC. E perchè?!
RICC. Perchè dovrà sentire delle rivelazioni ancor più dolorose!
TOMM. -(al Principe)- Sì... sì... sarebbe un'imprudenza!... È già tanto
agitato!
PRINC. -(agitatissimo)- No!... Voglio saper tutto!... E subito!.. -(con
impazienza)- Cosa fanno, che non vengono?!
TOMM. -(udendo un rumore di passi)- Eccoli, Eccellenza!.. Io mi
ritiro... -(entrano Fabrizio, Gustavo, Sereni e due Signori)-.
PRINC. -(a Tommaso, con tono imperioso)- No... resta!
-(I nuovi arrivati salutano affettuosamente il Principe e
Ottavi: -- i due Signori, e Sereni, rispondono freddamente al
saluto di Riccardo: -- Fabrizio e Gustavo non lo salutano).-
GUST. -(al Principe)- Dunque, caro zio... eccoci qui tutti... rassegnati
a sentire quali altre disgrazie ci ha preparato il nostro Direttore!
RICC. -(freddo)- Sono ai loro ordini!
-(A un cenno del Principe tutti prendono posto. -- Il Principe
rimane dove si sarà seduto entrando. -- Riccardo resta in
piedi. -- Durante questa scena, Fabrizio, Gustavo e Ottavi
sederanno, per restar poi in piedi. -- Sebbene la scena
rappresenti un Consiglio, è necessario dare a esso un grande
movimento, secondo l'azione. -- Nella prima parte, uno de' due
Signori prenderà degli appunti; e cominciata la disputa,
smetterà di scrivere).-
[Illustrazione:
-(Porta d'ingresso)-.
-(Cassa forte)-. -(Scaffale, coi protocolli
degli esercizi, col numero
dell'annata)-.
Riccardo
1.º Signore-(poltrona)-
-(Gran tavola di Consiglio)-.
-(Porta)-2.º Signore
Fabrizio Sereni-(Caminetto)-.
Gustavo Ottavi
-(poltrona)-.
Principe -(in poltrona)-.
Tommaso -(in piedi)-.
SUGGERITORE.
-(Le indicazioni dalla destra del Suggeritore)-.]
PRINC. -(a Riccardo)- Dica pure.
RICC. -(freddo, sostenuto, sforzando di serbarsi tranquillo)-
Nell'ultimo Consiglio ho esposto la -situazione-... e ho spiegato
come... dopo il rifiuto della Banca di darci altro danaro... riuscisse
impossibile di continuare i lavori, senza un nuovo sacrifizio da parte
degli azionisti.... Non ostante i miei sforzi... e non ostante l'esempio
del Principe... la maggioranza ha determinato di liquidare la Società.
GUST. Se questa determinazione è stata presa, si deve all'imprudente
restituzione del milione di lire alla Duchessa... restituzione che ha
irritato quanti siamo!
FABR. La sola vera causa del disastro!
RICC. Domando scusa... ma quella restituzione fu approvata dalla
maggioranza del Consiglio!
OTT. Perchè si fece credere che non avrebbe danneggiato l'azienda!
PRINC. Questo è vero!
RICC. -(severo, freddo, contenendosi)- Sì, è vero!... Ed è vero anche
che ne furono dette le ragioni, e furono indicati i modi co' quali si
doveva, da allora in poi, proseguire.... E avete votato anche questi!...
Ecco il verbale firmato!... Perchè non si volle, perchè non si potè
adoperarli.... lo vedremo.... Io accetto la mia responsabilità... ma
soltanto se gli altri assumeranno la loro!
PRINC. Sì... ma dopo che lei avrà reso il conto!
RICC. -(interrompendo)- Di tutto!... Li ho convocati per questo!
PRINC. -(agli altri)- Lasciatelo, dunque, parlare!
RICC. Una volta determinata la liquidazione, io non dovrei far altro che
presentare, a' liquidatori, i miei registri... ma....
PRINC. Ebbene!?
RICC. Se non si rimedia in tempo, dal loro esame risulteranno gravi
irregolarità, che possono anche far dichiarare doloso il fallimento!
-(Azione e movimento generale).-
PRINC. Non comprendo!
RICC. Quando ho assunto la direzione, ho trovato un grande disordine
amministrativo... ma non credevo che potesse nascondere delle vere
frodi!
TUTTI. -(con grande protesta)- Frodi?!
RICC. -(accennando Gustavo)- Il Marchese, lo sospettava!
GUST. -(con grande vivacità)- Non ho mai detto questo!
RICC. -(contenendosi, c. s.)- Sì... ed è in seguito a' suoi
avvertimenti, che son voluto andare al fondo di ogni cosa.... Esaminando
le carte di tutta l'azienda... ho trovato che il male era più grave di
quanto si poteva temere.
FABR. -(pronto, vivace)- Il debito lasciato dal primo Direttore!
OTT. -(c. s.)- Qualche cambiale non pagata!
RICC. E anche ben altro!
PRINC. -(agitatissimo)- Che cosa?!... In nome di Dio, lo dica!
RICC. -(osservando degli appunti)- Abbiamo, prima di tutto, in
circolazione, 400 azioni... dal n.º 6400 al 6800... che non furono mai
pagate... e perciò si sarebbero dovute annullare!
PRINC. E chi le ebbe?
RICC. -(pronto)- Dugento, il commendator Ottavi....
OTT. -(pronto, vivace)- Mi furono regalate, per le concessioni che seppi
ottenere dal Governo!
RICC. Ma ciò non risulta!
PRINC. -(interponendosi)- È vero... lo ricordo!... Ho proposto io stesso
questo compenso.
RICC. Che il Consiglio però... non poteva fare!
OTT. -(alzando la voce)- E perchè?!
RICC. Perchè non ne ha la facoltà!... -(tutti protestano vivacemente)-
In ogni modo, bisognava registrare... sotto un titolo qualunque... la
somma corrispondente... al passivo... e liberare le azioni... mentre,
così, figurano emesse illegalmente!
PRINC. -(a Riccardo)- E le altre!?
RICC. -(accennando Gustavo)- Le ebbe il Marchese!
GUST. -(pronto, vivace, risoluto)- Non lo nego!... E costituiscono un
mio debito!... Ecco tutto!
RICC. Ho paura che il tribunale non lo chiamerà un debito!
GUST. -(con vivacità, c. s.)- Che cosa, dunque!?
RICC. Una frode!... -(proteste generali, vivacissime)- Certo, perchè si
tratta di -titoli senza valore-.... venduti alla Borsa!
SER. È una illegalità che si può sempre sanare!
TUTTI. -(meno Riccardo, con alte grida)- Certo... certo!... sì... sì!
PRINC. Vediamo che cosa c'è d'altro!?
RICC. Molte cambiali di capomastri immaginarj, che figurano d'aver
ricevuto delle anticipazioni per lavori non mai eseguiti!
OTT. Ma sono passività antiche!
RICC. -(pronto, energico)- Che nel fare i conti ritorneranno a galla!
OTT. Sì... ma con vantaggio di nessuno!
RICC. Sia pure!... ma non senza grave danno... morale... di chi ha
ottenuto lo sconto di quegli -effetti-... cioè... -(notando le parole)-
di tutti loro!
TUTTI. -(eccetto il Principe e Riccardo, con alta protesta)- Noi!?...
come?!... perchè?!
RICC. Alle cambiali sono uniti gli appunti e le lettere... di chi le ha
raccomandate!
-(Parlano tutti, protestando calorosamente e rapidamente).-
OTT. Che si è pensato bene di conservare?!
FABR. A quale scopo, poi!?
GUST. Da chi!?
RICC. -(dominando tutte quelle voci)- Dal cassiere e dagl'impiegati...
per giustificarsi!
OTT. Non ne hanno di bisogno!
SER. Sono carte, che si possono sempre bruciare!
OTT. Ma certo... certo!
TUTTI. Sì... sì!
PRINC. -(a Riccardo, c. s.)- Ed è tutto qui?!
RICC. Ci sono, inoltre, parecchi contratti che si possono anche
impugnare... di falso.
TUTTI. -(come, sopra, con animazione crescente)- Di falso?!
RICC. -(alzando la voce; fiero, energico)- Sì... perchè si tratta di
ricomprare, a prezzi esorbitanti, de' terreni venduti... qualche mese
prima... a uomini di paglia!
FABR. -(scattando in piedi; pronto, vivace)- Ciò non è facile a
provarsi!
OTT. E nessuno farà una simile ricerca!
RICC. -(dominando con la sua la voce di tutti)- La faranno gli azionisti
danneggiati... la farà il tribunale!
GUST. -(urlando)- Sono spauracchi!
RICC. -(c. s.)- No!... sono pericoli... che è dover mio di svelare!
PRINC. -(a Riccardo)- E che cosa propone lei per isventarli?
RICC. Il pagamento dell'ammontare delle azioni, emesse illegalmente...
il ritiro delle cambiali fittizie!
GUST. -(sempre gridando)- Ma, per far questo, non basta mezzo milione!
RICC. -(pronto, energico, fiero)- Che tutti insieme potranno trovare!...
Pensino che è questione d'onore!
FABR. -(scattando in piedi, e alzando la voce)- È una pazzia!
SER. Certo... certo!
GUST. -(c. s.)- Ci sono tanti modi per riparare!
TUTTI. -(parlando insieme, con grande animazione)- Sì!... sì!
RICC. -(c. s.)- Quali?!... Non li vedo!
GUST. -(pronto, vivace)- Si aggiustano... i registri!
SER. Si sopprimono le carte inutili!
FABR. E si presentano solo gli ultimi contratti!
OTT. Ben inteso.... con le partite già liquidate!
GUST. E i bilanci in regola!
TUTTI. -(c. s.)- Sì... sì!
GUST. -(accalorandosi, sempre più)- È questione di un po' di lavoro!
OTT. -(pronto, vivace)- E tutto si accomoda!
SER. -(pronto, vivace)- Ma sicuro!
RICC. -(contenendosi a stento: quasi fremente)- Sicchè, io dovrei...
secondo loro... alterare i registri?!
OTT. -(pronto)- No... correggerli!
RICC. -(c. s.)- Fare sparire i documenti?!
SER. -(stringendosi nelle spalle)- Basta non mostrarli!
RICC. -(c. s., al colmo dell'esasperazione)- Cioè... mentire cogli
azionisti... co' giudici!... falsificare le carte!... rendermi complice
di tutti i loro... pasticci!... assumere la responsabilità morale di
tutte le frodi commesse dal giorno che fu impiantata la Società?!
OTT. -(gridando)- Nessuno le dice di far questo!... Si tratta solo di
riparare al male!
RICC. -(c. s., fremente)- Che io non ho fatto... e del quale non devo
rispondere!... Sono un uomo onesto, io... e mi fa maraviglia che si
possano farmi simili proposte!... Ho svelato loro i pericoli, a' quali
vanno incontro... perchè riparino... se vogliono... onestamente...
finchè ne hanno il tempo!... Non già per ajutarvi a coprire, con nuove
frodi, le vecchie!... Vi ho dato il mio lavoro... il mio ingegno... la
mia influenza... ma non vi ho venduto il mio onore!... Mi avete
sfruttato in tutti i modi... ma non mi farete diventare nè un ladro...
nè un falsario!...
-(Durante la sfuriata di Riccardo, l'azione dev'essere animata
da parte di tutti. -- Il Principe si agita sempre più:
Tommaso cerca di calmarlo: gli altri, in piedi, minacciano
Riccardo, protestando, interrompendo, ecc. ecc.).-
Devo agli azionisti la verità intera... e la sapranno!... Questi
documenti... che nessuno di voi altri vuol riscattare... anderanno al
tribunale!... Essi proveranno che l'idea grandiosa del Principe non è
fallita per colpa mia... nè per forza di eventi... ma perchè, sino dal
primo giorno, egli ebbe la disgrazia di circondarsi d'uomini senza
scrupoli... veri parassiti!
TUTTI. -(fuorchè il Principe, protestando, con alto clamore)- Non è
vero!... menzogna!... è falso!... calunnie!
RICC. -(continuando, senza badare a nessuno, e dominando tutti con la
sua voce)- Mi duole per il Principe... che lo scandolo sarà enorme... e
colpirà persone che gli sono care.... Ma chi ha rotto deve pagare!... E
tanto peggio per tutti, se... credendo di trovar qui un ingenuo... hanno
provocata la ribellione di un galantuomo... e lo hanno spinto... per
liberarsi dal fango che si vuol gettare sopra di lui... a denunziare i
veri colpevoli!
TUTTI. -(Urli, e proteste generali)-.
PRINC. -(tremante dalla commozione, con uno scoppio violento d'ira)- Lei
non denunzierà nessuno... non farà scandoli... non getterà la vergogna
sopra un'impresa creata da me!
OTT. Bravo! }
SER. Bravo! } -(tutti insieme, con alte grida
}di approvazione)-.
GUST. Così... così!}
PRINC. -(continuando)- Se ci sono de' colpevoli... io solo ho il diritto
di giudicarli!... Io, che ho dato alla Società il mio nome, e de'
milioni... non chi è stato pagato per il suo lavoro!... -(approvazioni
generali, clamorose. -- Dopo breve pausa)- Se il fallimento è una
disgrazia inevitabile... lo scandolo non avverrà fin che io vivo!... Se
nessuno riparerà le colpe di un'Amministrazione disordinata... pagherò
io per tutti!... -(con ira generosa, a Riccardo)- A me quelle carte...
che lei non ha il diritto di gettare in pascolo alla folla!... -(fa un
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