-Una grande stanza rustica e pittoresca. Un ambiente assai pulito. In fondo, verso destra, un’ampia porta a due battenti. Una parete s’inoltra di sbieco dal fondo, formando un angolo ottuso con un’altra parete più avanzata, nella quale s’apre un finestrone arcuato. Alla parete che s’inoltra di sbieco è addossata una scaletta comoda, per la quale si accede a un breve corridoio scoperto che sormonta l’arco del finestrone, e questo breve corridoio confina a sinistra con l’uscio del quartierino di Don Paolo. Giù, due porte a destra e due a sinistra, la seconda delle quali è quella della stanza di Rosa e càpita proprio sotto l’uscio di Don Paolo. Tavole, stipi, scansìe di noce, seggiole impagliate. Su qualcuna delle tavole, scodelle, tazze, coltelli, cucchiai, forchette, una caffettiera, delle frutta, dei pani, un vecchio lume di ottone. Qua e là alle pareti, immagini della Madonna e di qualche santo.- -È sera. Il lume è acceso. Entra un bel chiaro di luna attraverso le invetriate della finestra.- SCENA I. ROSA -e- GIUSTINO. -Rosa- -(rassetta e ripone negli stipi biancheria e altra roba, mostrandosi indispettita.)- -Giustino- -(ha un garofano in petto ed è seduto sull’angolo d’una tavola, zufolando e facendo dondolare lo gambe.)- -Rosa- -(a un tratto)- Vuoi? -Giustino- -(stizzoso)- No. -Rosa- Crepa. -Giustino- -(continua a zufolare, poi s’interrompe:)- E sai perchè non voglio dartelo? Perchè quando mi pigli per un traditore io faccio tanta bile in corpo che vorrei crepare davvero. -Rosa- Buono per te. -Giustino- E per te, no? Ti mariteresti con un altro. -Rosa- Con chi? -Giustino- Non avresti che a scegliere. Don Paolo ti fa la dote. -Rosa- E tu per la dote mi sposi? -Giustino- Io ti sposo perchè mi piaci. -Rosa- Quand’è così, dammi quel garofano. -Giustino- Te lo do se mi giuri che non sospetti più. -Rosa- Lo portava oggi nei capelli Teresina. -Giustino- Come lo sai? -Rosa- Ho visto. -Giustino- Che hai visto? -Rosa- Le ho visto il garofano proprio qui. -(Indica con precisione dove le ha visto il fiore.)- -Giustino- E c’è un sol garofano in tutto il paese? -Rosa- Non lo so. Dammelo. -Giustino- E sospetti? -Rosa- Si, che sospetto. -Giustino- E allora, niente! -Rosa- Se non me lo dai con le buone, me lo prendo a forza. -Giustino- A forza?... Vediamo se ne sei capace! -(Rosa gli corre addosso. Giustino fugge di qua e di là. Rosa lo insegue. Casca una sedia. Giustino inciampa. Rosa ne approfitta.)- -Rosa- -(afferrando il fiore)- Ah! Ci sono! -Giustino- Ma ci sono anche io. -(La stringe nella vita.)- -Rosa- -(ride sgangheratamente.)- -Giustino- -(baciandola e ribaciandola)- Tè, tè!... Questo per castigo. SCENA II. ROSA, GIUSTINO -e- DON PAOLO. -Don Paolo- -(uscendo dal suo quartierino, con un breviario in mano, proprio mentre Giustino sta baciando Rosa, si ferma sull’alto del corridoio e, affacciato alla balaustra, sgrida:)- Al solito! Al solito! Ci siamo al baciucchiamento! Ci siamo! Eccoli lì.... -(Imita il rumore dei baci.)- -Giustino- -e- -Rosa- -(si staccano, arrossendo.)- -Don Paolo- È una vera sconvenienza! Senza dire poi che è anche una grulleria! Che bisogno c’è, santa pazienza!, che bisogno c’è di stare a baciucchiarsi ora, se dovete sposarvi apposta per questo? -(Scende la scaletta.)- Hanno fretta, hanno!... Sconvenienti e grulli! Sì, sì, lo ripeto: sconvenienti e grulli! -Giustino- -(confuso)- Avete detto sempre che.... -Don Paolo- Che cosa ho sempre detto, io?... -Giustino- Che... che la minestra per averla buona a tavola si ha da saggiarla in cucina. -Don Paolo- Ma se te la mangi tutta in cucina, briccone, a tavola ci vai senza minestra e senza appetito! Hai capito? -(Se li avvicina tutti e due, e, in mezzo ad essi, assume un’aria di mistero.)- La notte scorsa, mi sono accorto di tutto. -Giustino- -e- -Rosa- -(pudibondi)- Don Paolo... -Don Paolo- Ma io domando a voi: è una cosa decente quella che fate, o è una...? -(Mettendosi la mano sulla bocca)- Uhm!... me ne fareste dire delle grosse. E, intanto, adesso avremo gente in casa, e, se voialtri continuerete così, sarà uno scandalo. Che si penserà di me? Bel tutore!... E che prete modello!... -(Pausa. Vedendoli mortificati)- Be’.... Non importa: quello ch’è fatto è fatto... Ma per evitare le tentazioni, la notte chiuderò bene a chiave la porta d’ingresso. E per l’avvenire staremo tutti quanti più attenti. Giustino, vuoi dare il buon esempio? -Giustino- Sì. -Don Paolo- Saluta da quel bravo galantuomo che sei e piglia la via di casa. È ancora probabile che i miei ospiti arrivino stasera, e non voglio che a quest’ora ti si trovi qui. Per mio nipote non me ne preoccuperei, ma c’è qualche amico suo e c’è... quell’altra parente... con cui ho poca dimestichezza. Ho udito già da un pezzo il fischio del treno, e a venire dalla stazione non s’impiegano più di dieci minuti. Va, figliolo mio: sii ragionevole. Va a dormire. -Giustino- Obbedisco. -(Giustino gli bacia la mano. Si avvia. Poi indugia, guardando Rosa che a sua volta lo guarda. S’interrogano così, senza parlare, e sono sulle spine.)- -Don Paolo- -(li contempla e conclude quasi tra sè:)- Ho capito. -(Ride)- Ah, ah, ah! -(Indi a Rosa, con intenzione furbesca:)- Rosa, è tutto pronto nelle camere? Biancheria, acqua, candele? -Rosa- Se volete darci un’occhiata voi stesso.... I vostri occhi vedono meglio dei miei. -Don Paolo- E chi ne dubita? Vado e torno sùbito. -(A Giustino:)- E qui non ti ci voglio ritrovare. Mi spiego? Si saluta, e si va a casa a dormire.... Siamo d’accordo? -Giustino- -(col capo fa cenno di sì.)- -Don Paolo- E che il Signore t’accompagni. -(Esce per la prima porta a destra.)- -Rosa- -e- -Giustino- -(parlano frettolosamente sottovoce.)- -Rosa- Stanotte, come facciamo? -Giustino- Come al solito. -Rosa- Non potrai entrare. -Giustino- Perchè? -Rosa- Don Paolo chiude a chiave. -Giustino- Meglio! Resto qui addirittura. -Rosa- Dove? -Giustino- Mi nascondo nella tua stanza. -Rosa- E poi? -Giustino- E poi me la svigno per la tua finestra. Due uomini di altezza. -Rosa- Ma tu sei un uomo solo. -Giustino- Che fa? Di sotto ci sono anche gli alberi. -Rosa- E se da quella parte incontri il cane? -Giustino- Il cane mi conosce e non dice niente. -Rosa- Aspetta. -(Prende di su una tavola del pane, ne rompe un pezzo e glielo porge.)- To’, prendi. -Giustino- -(prendendolo)- Che è? -Rosa- È pane. Glielo dai a mangiare e abbaierà sottovoce. -Giustino- Vedremo. -Rosa- Presto, nasconditi. E non far rumore. -(Lo spinge verso la propria camera, che è la seconda a sinistra.)- -Giustino- -(dandole un bacio in faccia)- Questo è senza rumore. E tu, sbrigati. Hai capito? -(Esce.)- -Rosa- -(chiude subito la porta, e, accorgendosi che Don Paolo ritorna, va alla finestra, fingendo di salutare con amore)- Buona notte, Giustino! Buona notte, Giustino mio bello! Pensa a me. Buona notte! -Don Paolo- Non tante smancerie dalla finestra. -Rosa- Salutavo. -Don Paolo- Era dispiacente d’andarsene? -Rosa- Eh!... -Don Paolo- Se non vi avessi lasciati ancora un momento soli, poveretto, non si sarebbe deciso ad andar via. Il... -(ammiccando)- bacino della staffa, non è vero? -Rosa- Già. -Don Paolo- Te la consuma la faccia quello lì! S’ha da affrettare questo benedetto matrimonio, altrimenti.... Con la primavera c’è poco da scherzare! -Rosa- Perchè? -Don Paolo- «Perchè?» -(Diventando quasi grave, accenna al cielo con gli occhi e con le mani)- Perchè siamo stati fatti così! SCENA III. DON PAOLO, ROSA, NORA, LUCIO -e- GIOVANNI. -(Dalla strada, arrivano le voci di Lucio, di Nora e di Giovanni.)- -Lucio- Zio! Zio! -Nora- Siamo qui! -Giovanni- Siamo qui, Don Paolo, siamo qui! -Don Paolo- Oh! Eccoli! Benone! Eccoli! -(A Rosa:)- E tu muoviti.... Andiamo.... -(Esce, correndo, dal fondo.)- -Rosa- -(lo segue.)- -(Si odono ancora le voci di fuori, ma più vicine.)- -Don Paolo- Finalmente! Finalmente! -Lucio- Viva lo zio! -Giovanni- E fuori i lumi! -(Entrano, portando in mano chi un fagotto, chi una borsa da viaggio, chi un valigiotto, chi una scatola.)- -Nora- Speravamo d’esser ricevuti per lo meno con le fiaccole. -Don Paolo- Vi ho preparato questo po’ po’ di luna piena. Altro che fiaccole!... Qui, qui tutto. -(Accumula la roba sopra una tavola.)- E poi avreste meritato veramente ch’io vi facessi trovare la porta chiusa. Come! Proprio con l’ultimo treno? V’aspettavo col penultimo.... Son venuto anche alla stazione, son venuto! -Lucio- E il mio telegramma? -Don Paolo- Che telegramma? -Lucio- L’ho fatto io. -Don Paolo- Rosa, ti è stato consegnato un dispaccio quand’io ero alla chiesa? -Lucio- -(vedendo Rosa che era rimasta indietro)- Oh, Rosina! -Rosa- -(si fa avanti tutta spaurita, cava di tasca un dispaccio... e con timidità lo mostra.)- È questo. -Don Paolo- -(prendendo il dispaccio e irritandosi un poco)- Santa pazienza!... -Rosa- Non sapevo che.... -Don Paolo- Che la tua testa è diventata un arcolaio! -Lucio- Eh, via, non importa! Come s’è fatta grande! -Don Paolo- Ventun’anno, sai. E si sposa fra giorni. Vedrai che tocco di fidanzato! -- Signorina Nora, signor Giovanni, questa è la pupilla di cui parlammo ieri. -Nora- Un tipo assai gentile! -Giovanni- Molto bellina. -Don Paolo- -(serio)- Il suo babbo e la sua mamma mi furono amici preziosi, quando io, come prete e come agricoltore, venni qui ad amare gli uomini e la terra. -(Con qualche reticenza)-.... Sì, la mamma, morendo, l’affidò a me. E adesso ella... ella dimentica in saccoccia i miei telegrammi, è verissimo, ma in fondo poi mi vuol bene. -Rosa- Tanto! -Nora- -(si toglie il cappellino.)- -Rosa- -(lo mette in un canto.)- -Don Paolo- -(cambiando tono)- Be’! Sic rebus stantibus, patti chiari. Nessuna cerimonia, nessun complimento. Questa è casa vostra. Ne più nè meno. La camera della signorina Nora è lì, accanto a quella di Rosa. Tu, Lucio, da questo lato. -(Indica il lato opposto.)- Eh! Eh! Eh! Il signor nipote starà come un principe. Egli avrà il suo studiolo per leggere e contemplare, e laggiù, laggiù, bene appartata, la sua camera da letto, che è un vero paradiso. Per l’amico Giovanni, poi.... -Giovanni- Un altro paradiso? -Don Paolo- -(dandogli un buffetto)- Di paradisi, mio caro, non ce n’è che uno. -Giovanni- Per conto mio, non voglio incomodare nè Dio nè il diavolo. Ho bisogno d’una poltrona per aspettare l’alba e di null’altro. Ve li ho consegnati, e domani, col primo treno, via! -Don Paolo- E siete pittore, voi? E dopo aver visto questo meraviglioso paesaggio al chiaro di luna, non vi sentite affascinato e costretto a rimanere? Del resto, io vi ricatto. -(Accennando il motivo della Norma:)- «-In mia mano alfin tu sei!-» O un bozzetto fatto sotto i miei occhi, o la vita! -Giovanni- A scanso d’equivoci, vale più il bozzetto. -Don Paolo- Dunque, rimarrete? -Lucio- Ma sì... -Don Paolo- -(insistendo)- Rimarrete? -Nora- -(non vista, sdegnosamente fissa Giovanni.)- -Giovanni- -(senza lasciarsi scomporre dallo sguardo di lei)- Va bene!... Rimarrò per qualche giorno. -Lucio- Oh! Bravo! -Don Paolo- Adesso sì che siete un grande pittore! -(Affaccendandosi)- Ecco: a voi, il numero uno. -(Indica la seconda porta a destra.)- Non sono un albergatore coi fiocchi? -Nora- Davvero! -Lucio- Mostratemi la mia reggia, zio. -Don Paolo- Aspetta. Tu, Rosa, prendi la roba di questi signori, e mettila a posto. -Rosa- Qual’è la vostra, signor Lucio? -(Tutti intorno ai fagotti e alle valigette.)- -Lucio- -(con insolita giocondità)- Non v’incomodate. Faccio io. Questa è della signorina Nora.... -Giovanni- Io non ci ho che una borsa e un -nécessaire-. -Don Paolo- Per ora!... -(Sempre più affaccendato)- Vieni, Lucio. -Lucio- -e- -Don Paolo- -(prendono alcune valigette ed escono per la prima porta a destra.)- -Rosa- -(con in mano qualche altra valigia e qualche scatola, esce per la prima porta a sinistra.)- -Nora- -(severamente e rapidamente, a Giovanni:)- Voi dunque non mantenete la vostra parola! -Giovanni- Se sono stato pregato.... -Nora- Ma non dovete restare. -Giovanni- Sarebbe una scortesia. -Nora- Quello che fate è disonesto. -Giovanni- È umano. -Nora- È turpe, vi dico. -Giovanni- Non esagerate. -Nora- È tutta una premeditazione. -Giovanni- Io vi adoro. -Nora- -(con rabbia)- E io vi sfuggirò anche a costo di.... -Giovanni- -(vedendo venir Lucio e Don Paolo)- Badate.... -Nora- -(si ricompone d’un sùbito e finge di prorompere in una risata)- Ah! ah! ah! ah! -Giovanni- -(secondandola, ride come lei.)- -Lucio- Cos’è? Cos’è? Voglio ridere anch’io. -Rosa- -(frettolosa, rientra, prende la borsa e il nécessaire di Giovanni e li porta nella camera destinata a lui.)- -Don Paolo- E anch’io. Cos’è? Sarebbe strano che questa volta proprio io non ridessi. -Nora- È Giovanni..., è Giovanni che me ne dice di tutti i colori. -Don Paolo- Naturale! Un pittore come lui! -(E ridono tutti, chi di buona e chi di mala voglia.)- -Rosa- -(ritornando)- Ogni cosa è in ordine. Ho acceso pure le candele nelle camere della signorina Nora e del signor Giovanni. -Don Paolo- Hai fatto bene; ma non credo che questi signori vogliano rintanarsi a quest’ora. Per noi campagnuoli, è diverso. Perciò, chiedi licenza, tu, e vattene a letto. -Nora- -(piano, a Lucio:)- Vi debbo parlare. -Lucio- -(sussulta.)- -Giovanni- -e- -Don Paolo- -(osservano.)- -Rosa- Felice notte a tutti. -Nora- Altrettanto a voi, bella ragazza. -Giovanni- -e- -Lucio- Altrettanto, altrettanto! -Rosa- -(bacia la mano a Don Paolo e si avvia.)- -Don Paolo- -(quand’ella è presso l’uscio)- Le orazioni, eh? -Rosa- -(con umiltà religiosa)- Me le vado a dire. -Don Paolo- Benedetta! -Rosa- -(esce.)- -Don Paolo- E io, figliuoli miei, faccio lo stesso. Si avvicina la mezzanotte, e domani è domenica e ci ho la messa dell’alba. Voialtri potete starvene qui finchè v’aggrada. Io me ne salgo lassù, e dove dormo io non c’è pericolo che giungano i rumori di questo basso mondo. -(Ride)- Ah! ah! ah! Ricordatevi che siete in casa vostra. Parlate, gridate, fate quello che vi pare e piace, e, soprattutto, cercate di stare allegri. Io non v’impongo di rinunziare alle vostre abitudini; ma umilmente vi consiglio di sperimentare le mie. La signorina Nora -(con bonaria ironia)- ha inaugurata la villeggiatura con una gran risata risonante. L’aria comincia a produrre i suoi buoni effetti.... Meno male! Vado a dormire contento. -Giovanni- E io v’imito. -Don Paolo- Sul serio andate già a dormire? -Giovanni- A dormire no, ma a rintanarmi e a dire le orazioni come la vostra Rosina. -Don Paolo- Scomunicato! -Giovanni- Arrivederci, Lucio. Arrivederci, Nora. A voi, Don Paolo, ho da baciare la mano? -Don Paolo- Si capisce! -(Gli mette il dorso della mano sul muso celiando.)- -Giovanni- -(gliela bacia comicamente.)- -Don Paolo- -(ne approfitta per domandargli piano:)- Che novità c’è fra quei due cipressi? -Giovanni- -(pianissimo)- Novità, credo, nessuna. -Don Paolo- Lasciamoli alle loro elucubrazioni. -Giovanni- Beninteso! -Don Paolo- -(forte, a Lucio, a Giovanni e a Nora:)- Dunque, felicissima notte! -(Comincia a salire.)- -Nora- Buon riposo, Don Paolo! Buon riposo, Giovanni! -Lucio- E buoni sogni! -Giovanni- -(scherzando)- Grazie, ma i sogni non sono il mio forte. -(Esce per la seconda porta a destra.)- -Don Paolo- -(già sul corridoio, si ferma e borbotta:)- Uh! Santa pazienza! Dimenticavo le visite notturne di Giustino. Ma l’ha da fare con me! -(Pazientemente, ridiscende e va a chiudere la gran porta in fondo. Gira due volte la chiave, e se ne ode il rumore nella serratura.)- La chiave, qui, in saccoccia. -(Se la caccia in tasca. Indi, risalendo la scaletta)- Non crediate che io abbia paura dei mariuoli, veh! Da noi, mariuoli non ce ne sono.... Cioè, ce ne sono e non ce ne sono.... So io!... So io!... E quando mi ci metto!... -(Apre l’uscio del suo quartierino, dà un’occhiata a Lucio e a Nora, e, prima di scomparire, furbescamente, si affaccia e li risaluta:)- Di nuovo, felice notte! -Lucio- -e- -Nora- Felice notte! Felice notte! SCENA IV. LUCIO -e- NORA. -Lucio- Voi avete qualche cosa da dirmi, Nora? -Nora- Sì. -Lucio- Bene. È un pezzo che preferite i lunghi silenzi, mentre una volta, ricordate?, voi riempivate i silenzi miei con la vostra parlantina di bambinona gaia. Dite. Dite. -Nora- Non sarò gaia neanche ora. -Lucio- Poco fa, ridevate.... -Nora- Giovanni mi faceva ridere, ma... io non ne avevo punto voglia.... -Lucio- Mi spaventate. -Nora- Spaventarsi è male. Io vi chiedo, invece, una saggia serenità. -Lucio- Contateci. -Nora- Lucio, io sono venuta qui, con voi, perchè... perchè, forse, senza di me, voi non vi sareste deciso a questo cambiamento d’aria e d’ambiente che era indispensabile per la vostra salute. Son venuta in casa di vostro zio, che è un uomo di mondo e che sa comprendere e compatire. Ma non posso non riconoscere.... -Lucio- Nora! -Nora- Mi avete promesso d’essere sereno. Non posso non riconoscere la bizzarria del fatto. -Lucio- Vi lascerete vincere, voi, da un gretto convenzionalismo? -Nora- Da nessun convenzionalismo mi lascio vincere. Io non mi disdico, io non muto le mie convinzioni. Ieri, mi domandaste se io credessi strano il vostro affetto fraterno e io vi risposi di no. Questo pensavo, e questo penso. Ma venire a vivere in casa di vostro zio, con voi, sia pure per quindici, per dieci giorni, conveniamone, Lucio, è una cosa molto diversa! -Lucio- E volete andarvene? -Nora- Debbo andarmene. -Lucio- E vi pare possibile che io guarisca lontano da voi? -Nora- Verrò a trovarvi. -Lucio- Non basterà. -Nora- Verrò a trovarvi spesso. -Lucio- Non basterà, non può bastare. -Nora- Eppure, secondo i vostri ideali, dovrebbe bastare. -Lucio- -(come un bambino, accalorandosi)- Ho bisogno di voi, oramai. -Nora- Ma non della mia presenza. -Lucio- Ho bisogno di sapervi vicino a me. -Nora- Il mio spirito starà con voi anche quando non ci starà la mia persona. -Lucio- Ma alla vostra persona voi mi avete abituato. -Nora- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617 618 619 620 621 622 623 624 625 626 627 628 629 630 631 632 633 634 635 636 637 638 639 640 641 642 643 644 645 646 647 648 649 650 651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 720 721 722 723 724 725 726 727 728 729 730 731 732 733 734 735 736 737 738 739 740 741 742 743 744 745 746 747 748 749 750 751 752 753 754 755 756 757 758 759 760 761 762 763 764 765 766 767 768 769 770 771 772 773 774 775 776 777 778 779 780 781 782 783 784 785 786 787 788 789 790 791 792 793 794 795 796 797 798 799 800 801 802 803 804 805 806 807 808 809 810 811 812 813 814 815 816 817 818 819 820 821 822 823 824 825 826 827 828 829 830 831 832 833 834 835 836 837 838 839 840 841 842 843 844 845 846 847 848 849 850 851 852 853 854 855 856 857 858 859 860 861 862 863 864 865 866 867 868 869 870 871 872 873 874 875 876 877 878 879 880 881 882 883 884 885 886 887 888 889 890 891 892 893 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 904 905 906 907 908 909 910 911 912 913 914 915 916 917 918 919 920 921 922 923 924 925 926 927 928 929 930 931 932 933 934 935 936 937 938 939 940 941 942 943 944 945 946 947 948 949 950 951 952 953 954 955 956 957 958 959 960 961 962 963 964 965 966 967 968 969 970 971 972 973 974 975 976 977 978 979 980 981 982 983 984 985 986 987 988 989 990 991 992 993 994 995 996 997 998 999 1000