-(animandosi)- Scherzava? E voialtri?
-Ziegler-
Ma noi! Noi!... Noi -- giacchè lo vuoi sapere -- non facciamo che evitare
le conversazioni troppo astruse che da qualche tempo ti seducono e che
tutti coloro i quali ti vogliono bene credono... molto inopportune! Mio
Dio! Perchè dobbiamo romperci il capo con tanti discernimenti
paradossali e stiracchiati? Quanto a me, non stiracchio che le corde del
mio violino, ed è perciò che esse si spezzano così spesso. Che, del
resto, la vita me la piglio com’è -- benchè non sia sempre di mio gusto,
te io assicuro io -- e desidererei che anche tu, che diamine!, non ti
prendessi la briga di capovolgere l’umanità e di trasformare il mondo.
Ascolta il consiglio mio: facciamo una partita a scopone, che è più
semplice.
-Nora-
Facciamola! Facciamola!
-Lucio-
Capovolgere l’umanità? Trasformare il mondo? Io non voglio capovolgere
nulla. Non voglio trasformare nulla! -(Accalorandosi)- Ho le mie idee,
ho le mie convinzioni e non ci rinunzio. E quando vedo che appunto per
una mia idea manifestata alla buona, senza nessuna pretesa,
incidentalmente, voialtri vi turbate, v’impensierite come se io avessi
detto chi sa che cosa orribilmente strana, -(tutto vibrante nella
persona e nella voce)- e mi spezzate la parola in bocca e m’impedite di
parlare con pretesti puerili, io mi cruccio, io mi addoloro, io mi
irrito, perchè mi pare che vogliate strapparmi il pensiero dal cervello,
come se per strappare questo pensiero bastasse sopprimere la parola; e
mi pare che vogliate esercitare su me un falso diritto, sì, un diritto
che non avete e non potete avere. Io vivo -dentro di me- una vita che
non ha niente di comune con tutto quello che attrae gli altri, una vita
che non subisce influenze esteriori e non subisce la volontà altrui! Non
mi importunate, dunque, non mi opprimete.... Lasciatemi vivere a modo
mio... Lasciatemi tranquillo... -(Emozionato, affaticato, cade a sedere
ansimando)- Lasciatemi tranquillo.
-Ziegler-
-(umile, affettuoso)- Ma, abbi pazienza, Lucio, a che proposito tutta
questa sovraeccitazione?
-Giovanni-
-(con lo stesso tono)- Difatti... chi è che crede di avere dei diritti
sull’animo tuo?
-Nora-
Nessuno! Nessuno!
-Lucio-
-(pentito, stringendosi la testa fra le mani)- Ho torto. Perdonatemi. Io
mi eccito per un nonnulla.... E, con voi, proprio non dovrei. Siete così
buoni. Mi perdonate, Nora?
-Nora-
Di che?
-Lucio-
... Sì.... Sono un po’ eccitabile... un po’ nervoso... I primi giorni di
primavera mi fanno questo effetto.... E ora poi... ecco... mi pare di
aver sonno.... Vedete, Nora, che avete calunniato il vostro caffè.
Stanotte, già, ho dormito male.... Riposerò un poco... Mi permettete?
-(S’avvia verso la porta a sinistra.)-
-Ziegler-
Ti pare!
-Giovanni-
È bene che tu riposi.
-Lucio-
Se ve ne andate tutti, consegnate la chiave giù al portinaio, per la
serva.
-Nora-
Ma no, io resterò ancora. A casa non ho nulla da fare.
-Lucio-
Allora, arrivederci presto. Mi basterà di riposare una diecina di
minuti.
-Nora-
-(esortandolo)- Un po’ di più.
-Lucio-
Lo sapete... non mi piace di dormire, perchè io diffido del sonno.
-(Esce ripetendo quasi fra sè:)- No... non mi piace di dormire... non mi
piace....
SCENA III.
GIOVANNI, ZIEGLER e NORA.
-Ziegler-
-(prende il cappello e la custodia del violino e dice a Giovanni,
sottolineando le parole:)- Andiamo, eh?
-Nora-
Sì, andatevene anche voi, Giovanni.
-Giovanni-
Grazie della premura!
-Nora-
Credevo....
-Giovanni-
Di farmi piacere?
-Nora-
Che so!...
-Giovanni-
Mi scacciate?
-Ziegler-
Vieni via! Che stai a fare lì?
-Giovanni-
Noioso!
-Ziegler-
Va bene: «noioso». -(Pausa)- Addio, Nora.
-Nora-
Ci si vedrà, domani?
-Ziegler-
Ma ci andate davvero da don Paolo?
-Nora-
-(preoccupata)- Se le mie allieve me lo permetteranno. E voi?
-Ziegler-
Io l’ho detto che non posso.... E invece chi sa ch’io non vada più
lontano....
-Nora-
Dove?
-Ziegler-
Lassù: a Colonia..., dal mio vecchio nonno che ho appena conosciuto e
che sempre mi scrive di volermi vedere prima di morire.
-Nora-
Che novità è questa?
-Ziegler-
La morte non è una novità. Basta: domani verrò a salutarvi o qui o alla
stazione. -(Si avvicina a Giovanni, e, battendogli la mano sulla spalla,
gli dice quasi sul serio:)- Con te, poi, faremo i conti!
-Giovanni-
-(con vivace risentimento)- Noioso! Noioso!
-Ziegler-
-(con vivace e sincera acredine)- Io, noioso. Ma tu... qualche cosa di
peggio!
-Giovanni-
-(infastidito)- Ziegler!
-Ziegler-
-(padroneggiandosi)- Niente, niente.... Scherzavo.... Di nuovo, Nora,
arrivederci.
-Nora-
Veniteci a salutare, vi raccomando.
-Ziegler-
Sì, sì, non dubitate. -(Esce.)-
SCENA IV.
NORA -e- GIOVANNI.
-Giovanni-
-(dopo un silenzio)- Ziegler è innamorato.
-Nora-
Non credo.
-Giovanni-
È innamorato di voi.
-Nora-
No.
-Giovanni-
Una volta, prima che vi conoscessi, lo ha confessato a me. Oggi, forse,
non lo confesserebbe neppure a sè stesso.
-Nora-
Dice sempre che gli uomini brutti come lui non devono innamorarsi.
-Giovanni-
E questo che significa? Significa che c’è capitato.
-Nora-
Me ne sarei accorta.
-Giovanni-
Non vedete ch’egli stenta a dissimulare la sua sofferenza? Non vedete
che è geloso?
-Nora-
Di chi?
-Giovanni-
Ah, non di Lucio, beninteso! Di me.
-Nora-
Giudicate assai male! Ziegler è d’una delicatezza singolare, e, se è
geloso, come voi dite, non lo è che per conto di Lucio.
-Giovanni-
Questo soddisfa la sua coscienza d’uomo buono e modesto, ma in fondo
egli non può esser geloso per conto di un uomo che vuole esservi
fratello....
-Nora-
Fratello?... Ziegler comprende bene che il povero Lucio è vittima d’un
equivoco creato dalle sue fisime spirituali,... dalla sua mente
malata....
-Giovanni-
Avete voi la convinzione che quello di Lucio non sia un affetto
fraterno?
-Nora-
Ne ho la convinzione.
-Giovanni-
Ah no! Siete voi che, per farmi indietreggiare, mi minacciate il
rimorso. E siete voi che a forza volete persuadermi che il mio amore è
una perfida insidia.
-Nora-
Una perfida insidia non è, o, almeno, non è una insidia premeditata. Di
ciò io sono sicura, Giovanni. Ma è certamente un errore. Un errore che
colpisce un’esistenza cara a voi ed a me....
-Giovanni-
Ed ecco la minaccia del rimorso!
-Nora-
A prescindere dal vostro rimorso, c’è un’altra circostanza che dovete
ben valutare, ed è questa: -(energicamente)- io non voglio che mi
amiate.
-Giovanni-
Non è vero!
-Nora-
Io non vi amo.
-Giovanni-
Non è vero!
-Nora-
Io amo Lucio.
-Giovanni-
Non è vero!
-Nora-
-(con un impeto di esasperazione)- Ma perchè non è vero?
-Giovanni-
-(dopo un breve silenzio)- Se lo amaste veramente, voi, senza
avvedervene, lo sottrarreste all’equivoco, ammesso che in lui l’equivoco
ci sia. Che sappiate essere un’eroina non ne dubito....
-Nora-
Parlate piano....
-Giovanni-
Non dubito che sappiate sacrificarvi a un’Idea, che sappiate
sacrificarvi a qualche cosa che voi medesima non potete determinare e
che è, secondo me, l’illusione indefinibile con cui le creature migliori
vorrebbero ribellarsi alle necessità della vita reale. Egli, oh!, è più
illuso di voi. Voi non fate che seguirlo, che secondarlo docilmente; e
voi confondete la docilità vostra con l’amore.... Ah! Nora!... volete
che ve lo dimostri?... Datemi la mano... -(Le prende una mano.)-
Così!... Lo sentite quello che c’è qui dentro, in questo sangue, in
queste fibre?... Lo sentite voi questo -contatto-?... Lo sentite? Sì.
Sì. Ebbene, ciò che provo io mentre la mia mano stringe la vostra, è lo
stesso di ciò che provate voi. E questa è la Realtà, Nora, questa è la
Realtà unica, ineluttabile. Non ce n’è un’altra. Fuori di essa non c’è
che il sogno, non c’è che l’inganno della fantasia. Sognando, voi
potrete ancora ripetermi: «non voglio che mi amiate»; ma io, io che non
saprò mai sognare, vi ripeterò mille volte: non è vero, non è vero!
-Nora-
-(umilmente)-.... E basta, adesso!... Basta! -(Con un intimo sforzo
energico libera la sua mano da quella di Giovanni.)-
-Giovanni-
Sì, basta.
-Nora-
-(scossa, perplessa, timida, e simulando disinvoltura, va a guardare
all’uscio della camera di Lucio.)-
-Giovanni-
Dorme?
-Nora-
Pare. -(Pausa)- Ed ora, andatevene, ve ne prego.
-Giovanni-
Me ne vado. -(Piglia il cappello e s’avvia.)-
-Nora-
Prima però debbo chiedervi un favore.
-Giovanni-
Dite.
-Nora-
Non venite in campagna, Giovanni!
-Giovanni-
Ho promesso al prete di accompagnarvi fin là.
-Nora-
Ma non ci resterete?
-Giovanni-
-(con lieve sorriso tra di sodisfazione e di rassegnazione)- Non ci
resterò.
-Nora-
Ve ne ringrazio.
-Giovanni-
-(sùbito)- Dunque, confessate?
-Nora-
Non confesso niente.
-Giovanni-
E perchè mi avete chiesto ch’io non resti con voi? Perchè mi
ringraziate?
-Nora-
Perchè è ridicolo che tanta gente estranea piombi in casa di quel
brav’uomo.
-Giovanni-
V’affaticate continuamente a negare il vostro pensiero.
-Nora-
-(con rabbia)- Per carità, Giovanni, finitela!
-Giovanni-
La mia presenza, lì, in campagna, vi annoierebbe?
-Nora-
Sì.
-Giovanni-
Molto vi annoierebbe?
-Nora-
Sì, molto.
-Giovanni-
Fino a riuscirvi insopportabile?
-Nora-
Fino a riuscirmi odiosa!
-Giovanni-
-(incalzando)- E la ragione? La ragione?
-Nora-
-(severa)- La ragione è che voi siete un egoista.
-Giovanni-
Lo vedete: siamo da capo. Questa per me è una confessione. -(Pianissimo,
insinuante)- Voi temete che l’egoismo mio -- quello che voi chiamate così
-- vi faccia abdicare al vostro eroismo. -(All’orecchio di lei)- Voi
temete di diventare una egoista come me... Senza contare, poi, che,
essendo egoisti in due, non lo saremmo più nè io nè voi,... senza
contare che io potrò essere necessario alla vostra vita come già voi
siete necessaria alla mia.
-Nora-
No, Giovanni: voi siete un uomo quasi felice, voi non avete bisogno di
me. Egli, invece, egli è un infermo, è un infelice....
-Giovanni-
È un infelice perchè non vi ama! Quale che sia la mia amicizia per lui,
dovrò io cedergli un tesoro che egli non vuole avere? Non vi ama, o non
può o non sa amarvi, o sa amarvi male.... È lo stesso. Ma io, io vi -amo
bene-, vi amo completamente, vi amo tutta, e nell’ordine naturale delle
cose umane il vostro amante devo essere io....
-Nora-
-(con dolcezza implorante)- Giovanni, sono tanto stanca d’ascoltarvi....
-Giovanni-
-(continuando)- Devo essere io: e nessun proponimento sublime, badate,
nessun ragionamento, nessuna idealità, possono opporsi a questa affinità
sincera, che tende ad unirci....
-Nora-
Sono stanca d’ascoltarvi....
-Giovanni-
-(conchiudendo)-... e contro di essa, Nora, è inutile combattere!
-Nora-
Andatevene.
-Giovanni-
È inutile!
-Nora-
Andatevene.
-Giovanni-
Sì. -(La guarda ancora assai dappresso. Poi, rapidamente, esce.)-
SCENA V.
NORA, -indi- LUCIO.
-Nora-
-(è profondamente turbata. Appare dubbiosa, trepidante. Sembra voglia
sottrarsi al suo tormento. Risoluta, piglia di su una seggiola il suo
cappello e infila la porta in fondo.)-
-Lucio-
-(entra in tempo, e, vedendola uscire, la chiama:)- Nora!
-Nora-
-(fermandosi)- Oh, Lucio!
-Lucio-
Non mi avevate detto...?
-Nora-
Che sarei rimasta? Sì, ma poi... -(ritornando)- ho pensato di anticipare
la mia lezione alla piccola Vannuzzi, e giacchè dormivate....
-Lucio-
Dormendo, però, ho sentito che voi stavate per uscire....
-Nora-
Davvero?
-Lucio-
E mi sono svegliato di soprassalto. Ho dormito molto?
-Nora-
Un quarto d’ora, credo....
-Lucio-
Ah? Solamente?... -(Un silenzio. )- Avete un po’ letto, intanto, questo
libro che Giovanni mi ha imposto? -(Indica il libro.)-
-Nora-
In verità, non me n’è venuta l’idea...,
-Lucio-
Meglio. -(Con disgusto)- Figuratevi! È il libro d’uno scienziato: un
poveretto, che, come tanti altri, non si accorge d’avere una benda sugli
occhi, e gira, gira intorno ad una tavola convinto d’andar dritto e
molto lontano. Quando è stanco, si ferma, dicendo: -sono arrivato!- Ma
dov’è arrivato, se si trova allo stesso punto dal quale era partito?
-(Un silenzio.)- Volevo dirvi.... No, no.... Parleremo stasera.
-Nora-
Parliamo adesso.
-Lucio-
E la piccola Vannuzzi?
-Nora-
Aspetterà.
-Lucio-
... Una semplice domanda volevo farvi.
-Nora-
Fatela.
-Lucio-
-(Pensa. Indi le si avvicina, quasi con circospezione)- È poi così
strano che un uomo e una donna siano legati da un sentimento d’amicizia
più forte di quello che si chiama l’-Amore-?
-Nora-
Non è strano.
-Lucio-
È un’anomalìa che il grande affetto per una creatura purissima si
astragga dalle attrattive che accomunano lei, suo malgrado, a tutta una
folla di femmine?
-Nora-
Certamente no.
-Lucio-
Ecco... Voi potete comprendermi, soltanto voi... Io non voglio
trasformare il mondo, come mi dice Ziegler. Io cerco, bensì, di non
attaccarmi a ciò che esso ha di più tangibile, di più precario, di più
caduco...
-Nora-
-(secondandolo)-... e di meno bello!
-Lucio-
Benissimo!... «Di meno bello!» -(Riflettendo)- Se di una donna si amano
-(analizzandola senza volere)- gli occhi, i capelli, la bocca... tutto
quanto costituisce le sue prerogative appariscenti, il suo fascino
materiale, che garanzia ha questo amore? Nessuna. Il fascino materiale
può esaurirsi a poco a poco, o può cessare a un tratto per mille
ragioni, e allora che resta? Niente. E considerate a quali circostanze,
a quali innumerevoli vicende è sottoposta la nostra carne. E debbono
esse mutare o diminuire o distruggere il nostro affetto? E c’è di più.
Una momentanea condizione morbosa, un fatto eccezionale, che so io?, un
fenomeno fisiologico, un caso accidentale qualunque può lasciare senza
difesa il corpo di una donna... anche d’una donna sublime!, può
spingerlo, può trascinarlo in un istante solo alla perdizione; e noi
vorremmo concentrare in esso le speranze, i desideri, le aspirazioni, le
esigenze, le soddisfazioni del nostro essere?
-Nora-
-(vivissimamente)- No! no!
-Lucio-
E dunque, perchè mi si dà del pazzo?
-Nora-
-(timidamente)- Perchè... perchè siete -diverso- dagli altri.
-Lucio-
E voi pure siete diversa dalle altre.
-Nora-
Io?
-Lucio-
Così diversa che proprio voi con la vostra assistenza avete saputo
impedire che dal palpito di questa seconda vita ch’io vivo risorgesse in
me l’uomo spregevole, fatto -- come gli altri -- di vecchie volgarità! E
non, forse, proprio voi vorrete, ancora, ancora, e sempre, ch’esso non
risorga?... -(Pausa.)- Norina, io sarei oramai felice, felice della
redenzione, felice della perfezione, se non avessi un’intima paura:
-(confessandosi)- la paura di tornare indietro. Il giorno in cui la
nostra amicizia -(con terrore)- diventasse amore, io sarei perduto! È
vero, avrei la vostra bellezza, questa bellezza giovane, piena di grazie
e piena di misteri; ma per quanto tempo l’avrei? E in essa che cosa
troverei di durevole e di sicuro per la mia felicità, che cosa troverei
di benefico per il mio spirito?... No, no, no! Ciò non sarà! È
necessario che ciò non sia. E voi, Nora, mi aiuterete. Mi aiuterete a
non guastare quello che insieme abbiamo voluto, quello che insieme
abbiamo creato. Voi, voi mi aiuterete! -(Tace assorto.)-
-Nora-
-(si nasconde la faccia fra le mani e piange senza singhiozzare.)-
-Lucio-
-(quando s’accorge che ella piange, soavemente le solleva la testa)-
Norina? Che è?
-Nora-
-(piangendo)- Nulla. Noi donne... esprimiamo... con le lagrime tante
cose che non sappiamo dire con le parole....
-Lucio-
-(contemplandola)- Già!... Tante cose!
-Nora-
-(si calma, si asciuga gli occhi, sorride)- E questo è tutto.
-(Una violenta scampanellata li scuote.)-
-Lucio-
Eh, che maniera! -(Esce dal fondo.)-
SCENA VI.
NORA, LUCIO, ZIEGLER.
-Lucio-
-(di dentro, annunziando)- È Ziegler. -(Poi, rientrando con lui)- Che
hai? Sei pallido, sconvolto....
-Nora-
-(ansiosa)- Che vi è accaduto, Ziegler?
-Ziegler-
-(ha il volto bianco, la voce tremolante)- Son venuto appunto per
dirvelo.... Ma non vi spaventate. Un incidente piuttosto grave....
-Nora-
Mio Dio! Dite!
-Ziegler-
Ho litigato con Giovanni.
-Nora-
-(impressionata)- Oh!
-Lucio-
E come?!
-Ziegler-
L’ho incontrato quaggiù per caso.... Anzi, no.... Con voi non voglio
mentire.... Ho cercato apposta di incontrarlo... perchè dovevo parlargli
molto sul serio....
-Lucio-
Di che?
-Ziegler-
Questo è inutile che lo sappiate. In sostanza, gli ho rivolta una
preghiera... per un fatto che assai mi stava a cuore... -(con forza)- ma
che non riguardava me, ve lo giuro! E il suo contegno, vedete, è stato
tale che io ho perduto la mia calma abituale... e ho pronunciato parole
durissime.... Sì, ne convengo, gli ho detto cose orribili, orribili!,
che hanno fatto male più a me che a lui. -(Disperandosi)- Fra due
compagni che si dividono la camera e il pranzo, fra due vecchi amici
come noi!... Capite!?
-Nora-
-(ascolta, intende, allibisce, e si concentra in sè stessa.)-
-Lucio-
Ma calmati, ora.... Non esagerare. Che diavolo! Giacchè tu riconosci
d’aver ecceduto, andrai lealmente da lui. Ci andremo insieme, se
vuoi.... O lo pregherò di venire qui, da me. Insomma, con un po’ di
buona volontà aggiusteremo tutto.
-Ziegler-
No, non aggiusteremo niente. Per quanto concerne le formalità, gli ho
già fatte le scuse prima di separarci. Le formalità non mi preoccupano.
Ma quel che ho detto, purtroppo, io lo penso!... Io lo penso!... Ed è
perciò che ne sono torturato. Oramai, non c’è rimedio. E, tant’è,
Giovanni ed io non saremo più amici, e probabilmente... non ci vedremo
più.
-Lucio-
Nientedimeno!
-Ziegler-
Sì, ho deciso di partire stasera.
-Lucio-
Partire stasera? Va là! Il litigare con un compagno è senza dubbio molto
doloroso, ma non si parte per questo.
-Ziegler-
Avevo già il progetto d’andarmene per qualche tempo a Colonia, da mio
nonno che mi chiama presso di sè.... Voi lo sapete, Nora....
-Nora-
È vero, sì, lo sapevo....
-Ziegler-
E dopo quello che è accaduto, ho presa una risoluzione definitiva.
-Lucio-
Va bene:... del tuo progetto avevi parlato anche a me. Ma partire così,
da un momento all’altro,... è stranissimo!
-Nora-
-(sforzandosi)- Certo!...
-Lucio-
-(con fermezza)- Ziegler, noi vogliamo che tu ci dica tutt’intera la
verità....
-Ziegler-
Una parte della verità... è quella che avete intesa. Ma la verità tutta
intera... vi confesso che non la so neanche io.... Ho un’oppressione, un
incubo..., un presentimento inesplicabile,... ed ho nelle orecchie, da
dieci minuti in qua, una voce che mi dice: «Vattene, Ziegler!
Vattene!...» E io me ne vado.
-Lucio-
E tu sei l’uomo che ti pigli la vita come viene?
-Ziegler-
-(sorridendo malinconicamente)- E quando fra me e la mia vita c’è
un’evidente incompatibilità, io, che non posso cambiare la vita, faccio
il tentativo di cambiare me stesso.... Tenterò di ridiventare
tedesco....
-Lucio-
Aspetta almeno il nostro ritorno dalla campagna.
-Ziegler-
-(scattando un po’)- Il vostro ritorno? -(Poi, pentendosi dello scatto)-
Che che! A certe risoluzioni non bisogna ripensare. Stasera! Stasera!...
E senza altri addii, senza solennità!... Ci saluteremo adesso... così...
allegramente... e -(s’interrompe, dà un’occhiata a Nora ed escogita un
pretesto per allontanar Lucio)- ...A proposito, Lucio, prima di
andarmene vorrei....
-Lucio-
Che vorresti?
-Ziegler-
Vorrei il manoscritto della mia -Tarantella grottesca-..., quella che
suonai qui l’altro ieri.
-Lucio-
Te lo portasti via.
-Ziegler-
No!... Mi pare che lo conservasti tu, nella tua camera.
-Lucio-
Vedrò, ma non credo.... -(Esce a sinistra.)-
-Ziegler-
-(a Nora, sùbito, parlando piano e concitato)- Scusatemi se mi son
permesso di ricorrere all’espediente del manoscritto per potervi dire
una parola da solo a sola. Nora, io ho fatto quanto mi era possibile per
impedire che Giovanni commetta un’azione che ritengo ignobile.... Non ci
sono riuscito, e -tutto- fatalmente accadrà!
-Nora-
Non accadrà, Ziegler. Non deve accadere.
-Ziegler-
Accadrà. -Egli- ne è sicuro.... Accadrà, ma io non sarò ne complice, nè
spettatore.... Non ci resiste --
-Lucio-
-(ritornando)- Fra le mie carte non c’è. Io ricordo perfettamente che te
lo portasti via....
-Ziegler-
Allora, sarà così. -(Lunga pausa.)- Dunque, Lucio, noi ci separiamo. Ci
separiamo forse per un paio d’anni,... forse per dieci anni... chi
sa!... forse... per sempre! Dipenderà da molte circostanze.... Tu,
tieniti su.... Hai capito?... Tieniti su! E, ti raccomando, cura la tua
salute.... Questo è l’essenziale.... -(Trattenendo le lagrime, lo
abbraccia assai forte e lo bacia.)-
-Lucio-
Ziegler!... -(Con gli occhi rossi anche lui, penosamente)- Te ne vai
davvero?...
-Ziegler-
A voi, Nora, nessuna raccomandazione. Ma salutiamoci bene. Qua la vostra
mano....
-Nora- -e- -Ziegler-
-(si stringono lungamente la mano.)-
-Nora-
-(ha un brivido per tutto il corpo.)-
-Ziegler-
Di voi due sono stato... e continuerò ad essere amico.... Senonchè... da
lontano -(la voce gli si rompe in gola)-... da lontano non potrò più far
nulla per voi due.... -(Piangendo)- Nulla!
-Lucio-
Ziegler!...
-Ziegler-
-(con uno sforzo)- Addio!... Addio! -(Ed esce.)-
-Lucio- -e- -Nora-
-(restano sinistramente commossi, in silenzio.)-
-Lucio-
-(come invaso da un timor panico, quasi tremando)- Nora!...
-Nora-
Lucio!
-Lucio-
-(lentamente)- È un triste fatto questa partenza....
-Nora-
-(con la faccia bianca, con lo sguardo fisso a terra, scrolla il capo.)-
(-Sipario.-)
ATTO TERZO.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
61
62
63
64
65
66
67
68
69
70
71
72
73
74
75
76
77
78
79
80
81
82
83
84
85
86
87
88
89
90
91
92
93
94
95
96
97
98
99
100
101
102
103
104
105
106
107
108
109
110
111
112
113
114
115
116
117
118
119
120
121
122
123
124
125
126
127
128
129
130
131
132
133
134
135
136
137
138
139
140
141
142
143
144
145
146
147
148
149
150
151
152
153
154
155
156
157
158
159
160
161
162
163
164
165
166
167
168
169
170
171
172
173
174
175
176
177
178
179
180
181
182
183
184
185
186
187
188
189
190
191
192
193
194
195
196
197
198
199
200
201
202
203
204
205
206
207
208
209
210
211
212
213
214
215
216
217
218
219
220
221
222
223
224
225
226
227
228
229
230
231
232
233
234
235
236
237
238
239
240
241
242
243
244
245
246
247
248
249
250
251
252
253
254
255
256
257
258
259
260
261
262
263
264
265
266
267
268
269
270
271
272
273
274
275
276
277
278
279
280
281
282
283
284
285
286
287
288
289
290
291
292
293
294
295
296
297
298
299
300
301
302
303
304
305
306
307
308
309
310
311
312
313
314
315
316
317
318
319
320
321
322
323
324
325
326
327
328
329
330
331
332
333
334
335
336
337
338
339
340
341
342
343
344
345
346
347
348
349
350
351
352
353
354
355
356
357
358
359
360
361
362
363
364
365
366
367
368
369
370
371
372
373
374
375
376
377
378
379
380
381
382
383
384
385
386
387
388
389
390
391
392
393
394
395
396
397
398
399
400
401
402
403
404
405
406
407
408
409
410
411
412
413
414
415
416
417
418
419
420
421
422
423
424
425
426
427
428
429
430
431
432
433
434
435
436
437
438
439
440
441
442
443
444
445
446
447
448
449
450
451
452
453
454
455
456
457
458
459
460
461
462
463
464
465
466
467
468
469
470
471
472
473
474
475
476
477
478
479
480
481
482
483
484
485
486
487
488
489
490
491
492
493
494
495
496
497
498
499
500
501
502
503
504
505
506
507
508
509
510
511
512
513
514
515
516
517
518
519
520
521
522
523
524
525
526
527
528
529
530
531
532
533
534
535
536
537
538
539
540
541
542
543
544
545
546
547
548
549
550
551
552
553
554
555
556
557
558
559
560
561
562
563
564
565
566
567
568
569
570
571
572
573
574
575
576
577
578
579
580
581
582
583
584
585
586
587
588
589
590
591
592
593
594
595
596
597
598
599
600
601
602
603
604
605
606
607
608
609
610
611
612
613
614
615
616
617
618
619
620
621
622
623
624
625
626
627
628
629
630
631
632
633
634
635
636
637
638
639
640
641
642
643
644
645
646
647
648
649
650
651
652
653
654
655
656
657
658
659
660
661
662
663
664
665
666
667
668
669
670
671
672
673
674
675
676
677
678
679
680
681
682
683
684
685
686
687
688
689
690
691
692
693
694
695
696
697
698
699
700
701
702
703
704
705
706
707
708
709
710
711
712
713
714
715
716
717
718
719
720
721
722
723
724
725
726
727
728
729
730
731
732
733
734
735
736
737
738
739
740
741
742
743
744
745
746
747
748
749
750
751
752
753
754
755
756
757
758
759
760
761
762
763
764
765
766
767
768
769
770
771
772
773
774
775
776
777
778
779
780
781
782
783
784
785
786
787
788
789
790
791
792
793
794
795
796
797
798
799
800
801
802
803
804
805
806
807
808
809
810
811
812
813
814
815
816
817
818
819
820
821
822
823
824
825
826
827
828
829
830
831
832
833
834
835
836
837
838
839
840
841
842
843
844
845
846
847
848
849
850
851
852
853
854
855
856
857
858
859
860
861
862
863
864
865
866
867
868
869
870
871
872
873
874
875
876
877
878
879
880
881
882
883
884
885
886
887
888
889
890
891
892
893
894
895
896
897
898
899
900
901
902
903
904
905
906
907
908
909
910
911
912
913
914
915
916
917
918
919
920
921
922
923
924
925
926
927
928
929
930
931
932
933
934
935
936
937
938
939
940
941
942
943
944
945
946
947
948
949
950
951
952
953
954
955
956
957
958
959
960
961
962
963
964
965
966
967
968
969
970
971
972
973
974
975
976
977
978
979
980
981
982
983
984
985
986
987
988
989
990
991
992
993
994
995
996
997
998
999
1000