Tragedie dell'anima Roberto Bracco ROBERTO BRACCO TEATRO VOLUME TERZO DON PIETRO CARUSO -- LA FINE DELL'AMORE -- FIORI D'ARANCIO -- *TRAGEDIE DELL'ANIMA*. 3ª EDIZIONE. REMO SANDRON -- Editore Libraio della Real Casa MILANO-PALERMO-NAPOLI-GENOVA Copyright by Roberto Bracco and Miss Dircé St. Cyr in the United States of America. ---- PROPRIETÀ LETTERARIA -I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello di Norvegia.- È assolutamente proibito di rappresentare queste produzioni senza il consenso scritto dell'Autore -(Art. 14 del Testo Unico 17 Settembre 1882)-. Copyright by Roberto Bracco and Miss Dircé St. Cyr in the United States of America. Off. Tip. Sandron -- 148 -- I -- 290514. ---- TRAGEDIE DELL'ANIMA -Dramma in tre atti-. Rappresentato per la prima volta al teatro -Paganini- di Genova dalla compagnia -Tina Di Lorenzo-Flavio Andò-, nel -gennaio- del -1899-. ---- PERSONAGGI: -Caterina Nemi- -Ludovico Nemi- -Francesco Moretti- -La signora Teresa-, -nonna di Caterina- -Elena- -Felsani- -Betta- -Luisa- -Lena- -Biagio- Epoca attuale. ATTO PRIMO. -In casa di Ludovico Nemi-. -Una camera severa. Forma ottagonale. Se ne vedono cinque pareti. Alla prima parete a destra, una porta. Un'altra porta alla seconda. Un'altra--che è la «comune»--alla parete in fondo. Alla prima parete a sinistra, un caminetto. Alla seconda a sinistra, una finestra. Quasi davanti al caminetto, un'ampia scrivania, con su molti libri. È sera.- SCENA I. LUDOVICO -e- FRANCESCO, -indi- BETTA. -Ludovico e Francesco sono seduti quasi nel mezzo della camera, Ludovico sopra una poltroncina, Francesco su una sedia. I loro ginocchi si toccano. Ludovico, con le braccia penzoloni, cerca di stare immobile. Francesco, con le braccia piegate, lo fissa negli occhi acutamente e il suo viso, cachettico, emaciato, ha, nell'atteggiamento dell'ipnotizzatore improvvisato, qualche cosa di comico e di sinistro. Con una sigaretta fra le labbra, fuma avidamente. Durante tutta la scena, egli fumerà di continuo: appena consumata una sigaretta ne accenderà un'altra.- -(Passa qualche minuto nel silenzio.)- -Ludovico- -(muove un po' il capo.)- -Francesco- E no!... Tu ti distrai.... Lo fai apposta. -Ludovico- Io ci metto tutta la mia buona volontà a non distrarmi. Sei tu che non vali niente. -(Passa ancora un minuto.) (Trattenendo il riso)- Ma sai che mi vien da ridere? -Francesco- -(celiando con acredine)- E dire che mi farebbe tanto piacere vederti piangere! -Ludovico- -(celiando, al contrario, bonariamente, si alza.)- Va' là che sei un impostore. -Francesco- Io non t'ho mica detto che sono sicuro di me. T'ho detto solamente che da un certo tempo in qua io credo di avere un po' di quella facoltà suggestiva che hanno gl'ipnotizzatori. -Ludovico- Neanche per sogno! -Francesco- E intanto, l'altra sera, ho fatto, senza volerlo, un bellissimo esperimento. -Ludovico- Con chi? -Francesco- Con la piccola Jeannette, la nuova pupilla inventata da quel rudero di Fanny.... Sono persone che tu non conosci. -Ludovico- E che cosa accadde? Sentiamo. -Francesco- O Dio! I tuoi orecchi casti non mi permettono di raccontartelo. -Ludovico- Ah! Ho capito di che genere è stato il tuo bellissimo esperimento. Di' un po': quanto ti è costato? Io non me ne intendo, ma suppongo che per quella gente lì non ci sia nulla di più suggestivo che un biglietto da mille. -Francesco- Non posso darti delle spiegazioni. Sei troppo ingenuo. A chi legge i tuoi libri, tu sembri un uomo di mondo, ma a me, che non li leggo, tu non sembri che un fanciullone. -Ludovico- Soltanto perchè non conosco Jeannette e Fanny? -Francesco- Ecco, tu ne parli con disprezzo, ed hai torto. -(Alzandosi e continuando con enfasi mefistofelica)- Le donne come quelle lì portano scritto in fronte il -menu- della loro esistenza. Niente d'impreveduto. Si sa quel che ci si trova. Sono, nel loro sesso, ciò che, fra i giuochi, è una brava partita al -whist- o all'-écarté-. Un po' di buona memoria, un po' di praticaccia... e si va avanti. I limiti della perdita o del guadagno sono fissati a principio di partita. Ma quelle altre--le oneste--non sono, mio caro, che dei giuochi di azzardo. Dove si arriva? Che cosa vogliono? Che cosa danno? Che cosa ci si può rimettere di nervi, di cervello, di cuore? Mistero! -(Pausa.)- No? -Ludovico- -(rabbuiandosi molto)- Eh!... C'è del vero in quello che dici! -Francesco- -(risedendo a cavalcioni d'una sedia)- Sì, ma non farmi quella faccia da vittima. In tutto questo, tu non ci entri per nulla. Tu sei un uomo ammogliato e il tuo matrimonio è già una partita vinta e stravinta. Non seccarmi con le tue lamentazioni, veh!... -(Un silenzio.)- -Ludovico- -(passeggia inquieto.)- -Francesco- Che c'è? Qualche novità? -Ludovico- Purtroppo, no. -Francesco- Perchè «purtroppo»? -Ludovico- Vieni a stuzzicarmi? Non lo sai che il contegno di lei mi esaspera? -Francesco- È la tua immaginazione. -Ludovico- Già, la mia immaginazione!... Stamane, ne ho parlato anche a sua nonna.... -Francesco- -(sùbito)- Che t'ha detto la nonna? -Ludovico- Ha convenuto perfettamente che Caterina non è tranquilla; e t'assicuro che quella vecchietta le sa leggere nell'anima come in un libro aperto. -Francesco- Se non t'ha detto altro, non mi pare che la sua lettura sia molto proficua. -Ludovico- Ma io non le ho poi fatto un interrogatorio. -Francesco- Male! Se io fossi al tuo posto.... -Ludovico- Che faresti? -Francesco- O non mi darei nessuna pena, o andrei diritto sino in fondo. -Ludovico- Che pensi, adesso?! Caterina è un angelo. -Francesco- Non sono io che lo nego. -Ludovico- Tanto meno io. -Francesco- E allora di che ti preoccupi? -Ludovico- Giusto perchè è un angelo la sua malinconia mi turba, la sua freddezza mi affligge. È virtuosa, è onesta, è fedele: di questo sono convinto.... -Francesco- -(interrompendolo)- Alla buon'ora! -Ludovico- Ma a che serve tutto ciò? Serve a garantire l'onor mio ed il suo. Serve, cioè, a un fatto che non ha niente di comune con la nostra vita interiore, con la nostra unione.... Io sono innamorato di mia moglie, capisci? Ne sono ogni giorno più innamorato; e se nel primo anno di matrimonio io potevo qualche volta astrarmi da lei e preferirle i miei studii e l'esercizio d'una chimerica missione umanitaria, adesso no, non lo posso, perchè al di sopra di ogni mio ideale io vedo lei--lei -moglie-, lei donna, donna nel senso più complesso della parola--e non so pensare al bene del prossimo che subordinatamente ad un egoismo, che non avevo mai provato e che in lei concentra l'attività più essenziale e più sincera del mio spirito. -Francesco- -(con umorismo freddo e sarcastico)- Glielo hai mai detto che ne sei innamorato? -Ludovico- Che sciocchezza! Non sono forse suo marito, io? -Francesco- Ragione di più per dirle delle cose di cui i mariti sono raramente capaci. Come fa una povera moglie a sapere che suo marito è innamorato di lei? Quando l'amore è un dovere, è molto facile dubitarne. -Ludovico- Caterina non ne dubita. -Francesco- Ma non ti contraccambia. -Ludovico- Non è esatto neanche questo. Se tu sapessi quante volte io sorprendo, in un suo sguardo quasi furtivo, o in un tremito di voce, o nella frase interrotta, un sentimento uguale al mio, un orgasmo di vera femminilità palpitante! Se tu sapessi quante volte la vedo penare come me, più di me, in una tensione nervosa che pare l'attesa febbrile della passione! Eppure..., appena io mostro di essermene accorto, ella si chiude in sè e s'immerge sempre più nella sua malinconia glaciale e misteriosa. -Francesco- -(seguendo il corso delle proprie idee, sogghigna e ride un po')- Ah ah! -Ludovico- E tu ti diverti? -Francesco- Sì... piuttosto.... -Ludovico- Ti ringrazio. -Francesco- Ma non è di te che io mi diverto: è di me. -Ludovico- A che proposito? -Francesco- Idee che mi passano pel capo; non ci badare. -(Pausa.)- E la tua malinconica sfinge non è visibile, stasera? Già, con me ella è d'una scortesia deliziosa. -Ludovico- -(senza convinzione)- Con te? T'inganni! Probabilmente, non sa che tu sei qui. -(Tocca il bottone del campanello due volte.)- -Francesco- Che è? -Ludovico- La faccio chiamare. -Francesco- Ma no.... Ho scherzato.... E poi, vedi, me ne vado, me ne vado subito.... -Betta- -(entra dal fondo.)- -Ludovico- Dite alla signora Caterina che il signor Moretti, prima d'andarsene, vorrebbe salutarla. -Betta- -(esce per la prima porta a destra.)- -Francesco- Non era il caso d'incomodarla. -Ludovico- Lascia che venga. Fa piacere anche a me di trarla fuori dalle sue stanze. Quando vi si rincantuccia, diventa più lugubre del solito. -(Oltre la seconda porta a destra, si vede Betta attraversare la stanza attigua.)- -Francesco- Se è per l'incremento della felicità coniugale, sta benissimo. SCENA II. FRANCESCO, LUDOVICO -e la signora- TERESA. -Teresa- -(dalla prima porta a destra, fa capolino, curva, con la sua testa bianchissima, dal profilo sereno.)- È permesso? -(La sua vocetta è tanto dolce.)- -Francesco- -(piano, a Ludovico)- Ah ah! Viene la vecchia. -Ludovico- -(festosamente)- Avanti la bisnonna. -Francesco- Buona sera, signora Teresa! -Teresa- Vengo proprio per voi.... -Francesco- Un'eccellente idea! -Teresa- Eh! Lo so che non vi vado a genio. -Ludovico- Come! Come! -(A Francesco)- Non le fai più la corte? -Francesco- Se sono stato respinto! -Teresa- Meglio tardi che mai! -Ludovico- Ah dunque, fraschetta, lei confessa che ce n'è stato del tenero! -Teresa- Che volete! Con un seduttore di quella forza c'è poco da scherzare! -(Ride ostentatamente)- Ah ah ah! -Francesco- -(sarcastico)- Parlate d'oro, parlate! E la signora Caterina? -Teresa- Stavo appunto per dirvelo.... Sono qui per farvi le sue scuse. Il bimbo è un po' inquieto stasera, ed ella non si scosterà da lui se non quando lo vedrà addormentato. Ci è anche la balia, è vero, ma quattro occhi vedono meglio di due. -Francesco- È giusto, è giusto, è molto giusto! -(A Ludovico)- Mi duole, caro signor marito, ma non siamo riusciti a snidare la selvaggina. -Ludovico- Poveretta, se sta vicino al suo figliolo, bisogna perdonarla. -Teresa- E io chiedo licenza e vado a letto. -Francesco- Di già? Restate, restate un pochino con noi. Fate le veci di quella scontrosa di vostra nipote. Tanto, parlando con voi pare sempre di parlare, in certo modo, anche con lei. -Ludovico- È vero, è vero: due corpi e un'anima. -Francesco- Deve essere imbarazzante per quest'anima il trovarsi contemporaneamente in un corpo di venticinque anni e in un altro di.... Suggeritemi voi, signora Teresa.... -Teresa- Di ottantadue, se non vi dispiace. -Ludovico- Non credere a ciò che ti dice questa civettona. Ne ha appena... ottantuno. L'accrescersi gli anni è una civetteria della vecchiezza. -Francesco- Non è una noia il vivere a quest'età, signora Teresa? -Teresa- -(con devota dolcezza, guardando il cielo)- Si vive per obbedire a Dio. -Francesco- E questo è il divertimento! -Teresa- -(avviandosi per uscire)- Vado a dormire, io, vado a dormire.... -Francesco- E chi dorme non fa peccati. -Teresa- -(uscendo)- Ah, se dormiste un poco di più, voi! SCENA III. FRANCESCO, LUDOVICO. -Francesco- -(astioso)- È arguta la vecchietta! -Ludovico- Tu la tormenti troppo. -Francesco- Di': perdo di rispetto anche alla vecchiaia? Non è così? Fammi una predica, adesso. -Ludovico- Volentieri. -Francesco- -(alzandosi)- Ma io ti saluto, caro. -(Prende il paltò.)- -Ludovico- Te ne vai davvero? -Francesco- Eh sì. Ti ho già troppo distolto dal tuo lavoro. -Ludovico- Nulla di urgente. -Francesco- -(infilando il paltò)- E poi, qua dentro fa un freddo indemoniato. -Ludovico- Accenderò il caminetto. -Francesco- Lasciami andar via. Sono aspettato. -Ludovico- A quest'ora? -Francesco- A quest'ora. -Ludovico- E da chi? Ah! Capisco: hai delle donne.... -Francesco- -(accendendo ancora una sigaretta)- Può darsi. -Ludovico- Ma bada che ciò è rovinoso per la tua salute. -Francesco- Oramai!... -Ludovico- Ed è ridicolo, per giunta. Dopo tutto, sei un uomo d'ingegno. -Francesco- Secondo te, le donne sono il monopolio dei cretini? -Ludovico- Non fingere di fraintendere. Se fosse sempre la stessa donna, non avrei niente a ridire. -Francesco- Ma, scusa, per non cambiare di donne dovrei io trovarne una che non cambiasse di uomini. E questo è il problema! Cercherò di fabbricarmela da me. -Ludovico- Non si tratta di fabbricarsela. In fondo, tutto sta ad innamorarsi. -Francesco- E ad innamorare. -Ludovico- Comincia con l'innamorarti tu. -Francesco- E che ne sai ch'io non l'abbia già fatto? -Ludovico- Troppe volte. -Francesco- Una volta sola! -Ludovico- E lei? -Francesco- Lei? -(Ride amaramente)- Eh eh eh! -(Pausa.--Poi, a un tratto, prendendo il cappello)- Be', buona notte, Ludovico. -Ludovico- No, non voglio che tu te ne vada, ora. Vieni qua.... Fammi le tue confidenze.... E non fumare tanto: mi sembri un fumaiuolo. Siedi. Parliamo tra noi. -Francesco- -(obbedendo di malavoglia, resta, senza sedere.)- Mi secchi. -Ludovico- Ma come! Io ti dico ogni mio segreto, io ti metto a parte di tutto ciò che mi riguarda, io ti mostro ogni piega dell'animo mio, e tu, invece, sei così poco espansivo con me, così misterioso, così... autonomo.... -Francesco- -(interrompendolo)- Magnifica parola: «autonomo»! -Ludovico- -(continuando)- E io vedo che dentro di te c'è un altro mondo, e che questa aridità che t'imponi ti rende peggiore. È un grande conforto il poter rivelare a qualcuno le proprie angosce. Quando l'anima trova nella voce e nella parola l'espressione d'un suo dolore, tutto quel che c'è in esso di più acre se ne va, e ne resta quel tanto che può essere almeno sopportato con una certa rassegnazione. Non mi credi? -Francesco- Sicuro! Ma ci sono degli uomini che provano una voluttà particolare appunto in ciò che il dolore ha di più acre. -(Si eccita morbosamente.)- Essi non ammettono la rassegnazione, ed è forse per questo che non vogliono crearne nemmeno la possibilità. Per essere espansivi, s'ha da essere buoni come sei tu. Io, per esempio, io sono cattivo, e mi compiaccio d'esserlo. Mi ci trovo bene. L'uomo buono, guarda, è un creditore dell'umanità; l'uomo cattivo ne è un debitore: e la parte del creditore non mi conviene nè punto nè poco, visto che l'umanità non paga mai i suoi debiti. -(Eccitandosi sempre più)- Insomma, se ti credessi tale da sapermi trasformare, io ti pregherei di non incomodarti e di lasciarmi essere tranquillamente una canaglia. Mi sono spiegato? Mi hai capito? No? No?... E non ci capiremo mai, e non è proprio necessario di capirci. Tu stai al nord, io al sud. Tu ami, io invidio. Tu vedi tutto roseo, io tutto nero. Tu sei un fortunato, io un disgraziato. Tu sei un uomo sano, io un infermo. Tu sei uno sciocco che ha del genio, e io sono un uomo d'ingegno che non ha niente! Ed ora, mettiti a lavorare, e a rivederci domani. -(Esce.)- SCENA IV. LUDOVICO, CATERINA, -poi- LUISA. -Ludovico- -(riflettendo e scrollando il capo)- È veramente un infelice, povero Francesco! -(Si scuote, si alza, si decide a fare un po' di fuoco nel caminetto. Mette la legna, accende la carta e col soffietto ravviva le fiamme.)- -Caterina- -(di dentro, canta fievolmente la ninna-nanna, che è una monotona e semplice cantilena:)- Ninna-nanna, un vecchio canuto ha trovato il sonno perduto. -Ludovico- -(resta in ascolto, quasi assorto, come se quella cantilena fosse per lui una carezza.)- -Caterina- -(di dentro)- Ninna-nanna, al bimbo egli viene e gli porta col sonno ogni bene.[1] [1] -Le note della cantilena- sono a pagina 320. -Ludovico- -(vedendo la legna accesa, si frega le mani)- Ottimamente: dove c'è fuoco, c'è vita!... -(Si accosta al primo uscio a destra e chiama:)- Caterina! -Caterina- -(dietro l'uscio)- Che c'è? -Ludovico- Si è addormentato? -Caterina- Sta per addormentarsi. -Ludovico- Vengo a dargli un bacino? -Caterina- Ma no! Se vieni tu, spalanca tanto d'occhi e siamo da capo. -Ludovico- Ci vengo? -Caterina- -(impaziente)- Ti dico di no! -Ludovico- Ih!... Hai paura che me lo mangi? -(S'allontana e poi, sorridendo, pensa tra sè:)- Però, questa volta ha ragione lei. -(Siede presso la sua scrivania. Borbotta scherzosamente:)- Laboremus! -(Apre uno scartafaccio e si riconcentra nella riflessione.)- -Caterina- -(di dentro)- Ninna-nanna, un vecchio canuto ha trovato il sonno perduto. Ninna-nanna, al bimbo egli viene e gli porta col sonno ogni bene. -Ludovico- -(guardando ciò che aveva scritto)- Che volevo dire, qui? -(Leggendo le ultime parole:)- «Assodata la differenza essenziale tra il perdonare e il dimenticare, noi ci rivolgiamo una domanda dalla cui sottigliezza, a prima giunta, siamo turbati...» -(Pensa)- Ah, ecco, ci sono! -(Scrive.)- -Caterina- -(entra.--Ha l'aria preoccupata. Sta per chiudere la porta e dà ancora uno sguardo nella stanza donde è venuta, chiamando sottovoce:)- Luisa! Luisa! -Luisa- -(si avvicina all'uscio e resta sulla soglia.)- -Caterina- Spegni il lume e accendi la lampada da notte. -Luisa- Sì, signora. -(Via.)- -Caterina- -(chiude l'uscio con precauzione.)- -Ludovico- -(vedendola)- Che onore! -Caterina- Sei solo? -Ludovico- -(scherzando)- Crederei di sì. -Caterina- Il tuo amico è andato via? -Ludovico- Non lo vedi? -Caterina- -(attraversa la stanza, va sino alla porta in fondo e guarda fuori.)- -Ludovico- Oh, che ti salta in mente? Ch'egli si metta a spiare dietro gli usci? -Caterina- Stai lavorando? -Ludovico- -(lasciando la penna)- Cominciavo appena.... -Caterina- -(tossendo un po')- Quanto fumo in questa camera! Si soffoca.... -Ludovico- Abbi pazienza: è Francesco che ha divorato una decina di sigarette. Apri un po' la finestra. Fa rinnovare l'aria. -Caterina- -(eseguendo)- Ma lèvati di là, tu: viene la corrente alle spalle. -Ludovico- Che che! Non ne ho paura, io. -(Scrive di nuovo.)- -Caterina- -(guardando la finestra)- Nevica. -Ludovico- -(in tono buono)- Meglio. Il gelo della strada ci fa amare di più il tepore della casa. -Caterina- Oh, come nevica! -Ludovico- Attenta che il freddo non s'insinui nelle stanze da letto. -Caterina- Le porte sono ben chiuse. -Ludovico- E il tuo piccolo padrone che fa? -Caterina- -(serrando la finestra)- Adesso sì che dorme. -Ludovico- -(alzandosi giovialmente)- E adesso sì che ci vado. -Caterina- No, lascialo stare. -Ludovico- Neanche vederlo? Che gelosa! Che gelosa! -Caterina- Come c'entra la gelosia? -Ludovico- Sì, sì: proprio gelosa. Ogni volta che mi accosto a quel bambino, non so che ti piglia; e se riesco a baciarlo, uh!, apriti cielo! Sei un bel tipo, sai? E anche ora... guàrdati in uno specchio.... Vedi che cèra hai fatta! E perchè?... Perchè io volevo dare la buona notte al piccino. -Caterina- E corri.... Io non te l'impedisco.... Ma se me lo fai svegliare.... -Ludovico- Va' là, che glie la ricanto io la ninna-nanna. -(Canzonandola affettuosamente:)- Ninna-nanna, un vecchio canuto.... Che credi? Non è una cosa tanto difficile.... -Caterina- E corri.... Fa il comodo tuo.... -Ludovico- Dio! Che faccia di rabbia! -(Pausa.--Diventando triste)- Ma sta tranquilla: non ci andrò. Non mi piaci più quando metti quel muso. -(Risedendo presso la scrivania e celiando come se parlasse tra sè:)- Andate a fare dei figliuoli sul serio, vedete quel che vi capita! -(A lei, in tono fanciullesco)- Del resto, io mi vendico; e come mi vendico!... Gli dedico dei versi.... -Caterina- A chi?! -Ludovico- Oh bella! A mio figlio. Da che campo, è la prima volta che commetto questa corbelleria. Ma che vuoi! Ho capito che in certi casi si debba sentire il bisogno di... verseggiare. Decisamente, ci sono cose le quali non si possono pensare che in versi.... Siedi, siedi vicino a me. Te ne voglio offrire un saggio.... È tanto tempo che non mi stai vicino mentr'io lavoro! -Caterina- -(sedendogli dirimpetto)- Per non farti distrarre.... 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617 618 619 620 621 622 623 624 625 626 627 628 629 630 631 632 633 634 635 636 637 638 639 640 641 642 643 644 645 646 647 648 649 650 651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 720 721 722 723 724 725 726 727 728 729 730 731 732 733 734 735 736 737 738 739 740 741 742 743 744 745 746 747 748 749 750 751 752 753 754 755 756 757 758 759 760 761 762 763 764 765 766 767 768 769 770 771 772 773 774 775 776 777 778 779 780 781 782 783 784 785 786 787 788 789 790 791 792 793 794 795 796 797 798 799 800 801 802 803 804 805 806 807 808 809 810 811 812 813 814 815 816 817 818 819 820 821 822 823 824 825 826 827 828 829 830 831 832 833 834 835 836 837 838 839 840 841 842 843 844 845 846 847 848 849 850 851 852 853 854 855 856 857 858 859 860 861 862 863 864 865 866 867 868 869 870 871 872 873 874 875 876 877 878 879 880 881 882 883 884 885 886 887 888 889 890 891 892 893 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 904 905 906 907 908 909 910 911 912 913 914 915 916 917 918 919 920 921 922 923 924 925 926 927 928 929 930 931 932 933 934 935 936 937 938 939 940 941 942 943 944 945 946 947 948 949 950 951 952 953 954 955 956 957 958 959 960 961 962 963 964 965 966 967 968 969 970 971 972 973 974 975 976 977 978 979 980 981 982 983 984 985 986 987 988 989 990 991 992 993 994 995 996 997 998 999 1000