-(stordita, senza rendersi conto di niente)- E mi vorresti poi bene, tu?
NUNZIO
Io ti vorrei bene, perchè tu saresti per me... quello che per gli altri
è la vista degli occhi.
PAOLINA
E tu per me che saresti?
NUNZIO
-(con una strana dolcezza nella voce)- Il destino è cieco come sono io.
E dunque io sarei il tuo destino. Non mi capisci?
PAOLINA
No.
NUNZIO
E che rispondi?
PAOLINA
-(semplicemente)- Sì, andiamo. -(Si alza.)-
NUNZIO
-(con gioia)- Davvero?
PAOLINA
Ma sùbito, perchè più tardi potremmo essere afferrati!
NUNZIO
-(alzandosi anche lui)- Sì, sì, sùbito! Hai ragione. Coraggio! Sùbito!
PAOLINA
E come si esce? La porta è chiusa con la chiave.
NUNZIO
-(misteriosamente)- Io ho una chiave nascosta. Il padrone ne aveva due:
una per lui, un'altra per la signora. Riuscii a rubarne una. La speranza
di potermene servire l'ho avuta sempre. Il momento è giunto.... Sia
ringraziato il Signore! -(Fruga sotto il panciotto, ne cava una
chiave.)- Piglia.
PAOLINA
-(Prende la chiave.)-
NUNZIO
Aspetta. -(Resta intento a origliare. Pausa.)- Essi dormono.
PAOLINA
E se non dormono?
NUNZIO
Dormono. Attraverso il soffitto odo bene il respiro affannoso del loro
sonno. Apri piano piano.
PAOLINA
-(ficca la chiave nella serratura.)-
NUNZIO
Sai fare?
PAOLINA
Sì. -(Apre un po' l'uscio.)- Come piove! -(Guarda il cielo.)-
-(Il vento tace. Si ode il rumor cupo della pioggia e il gorgoglìo della
lava sul lastricato. Lampeggia un poco.)-
PAOLINA
E il vento ha rotto il fanale dirimpetto.
NUNZIO
Sotto la scansia, dove hai preso il pasticcino, deve esserci il mio
cappello.
PAOLINA
Va bene. -(Trova il cappello, e va a darglielo.)-
-(Una ventata smorza la candela. Il buio fitto invade la bottega. La
strada è nera. In questo momento, nessun lampo.)-
PAOLINA
Ohè! La candela si è smorzata. Io non vedo più niente.
NUNZIO
-(con un certo orgoglio)- Fino alla strada, ti conduco io. -(Le piglia
la mano e la conduce lentissimamente. Arrivano alla porta.)-
-(Adesso, al chiarore d'un lampo succede lo scroscio d'un tuono. L'acqua
cade a torrenti.)-
-(NUNZIO e PAOLINA escono.)-
-(Sipario.)-
ATTO SECONDO.
-Il- boudoir -intimo del duca di Vallenza. Un'impronta di raffinatezza
aristocratica nella eleganza e nel- comfort. -Una- dormeuse, -delle
sedie a sdraio, delle poltrone. Verso il lato sinistro della stanza, un
grande specchio da- toilette. -Verso il lato destro, uno scrittoio
civettuolo, ma ben solido. Alla parete di fondo, un'ampia porta a due
battenti. Alla parete destra, un'altra porta. Alla parete opposta, un
flnestrone, molto visibile. Ninnoli, fiori, cimelii dappertutto.-
SCENA I.
-Il- DUCA, -il- PARRUCCHIERE, -il cameriere- BEPPE, -indi, il servo-
GAETANO -e l'avvocato- BARTOLETTI.
-(È l'ora del tramonto. La porta in fondo è spalancata. Si vede un-
fumoir -e, dopo il- fumoir, -una sala da pranzo. La tavola è imbandita
per molti commensali. Qualche cameriere vi si aggira intorno,
apparecchiando.)-
-(IL DUCA è seduto dinanzi allo specchio con sulle spalle quella specie
di accappatoio di lino bianco che i parrucchieri fanno adoperare per la-
toilette. -Egli è pallido, sofferente, di una sofferenza
indeterminabile, piena di malinconia dissimulata. Ha i calzoni e il
panciotto dell'abito nero, colletto all'ultima moda, cravatta bianca, e
indossa una giacca da camera, molto semplice e di buon gusto. IL
PARRUCCHIERE, atteggiato a devozione untuosa, lo pettina assai
accuratamente. Il cameriere BEPPE -- capelli grigi, brevi fedine, in
frac, ma non in livrea: figura di cameriere esperto e correttissimo --
resta in fondo alla scena, diritto, a ricevere ordini.)-
IL PARRUCCHIERE
-(dopo un lungo silenzio, pettinando)- Eppure, Eccellenza, poco fa mi
sono sbagliato. Adesso ricordo bene. La tintura che adoperava il conte
Argenti, buon'anima sua, non era francese, era americana. Tintura...
-(pronunziando la parola come è scritta)- Milley.
IL DUCA
Si pronunzia -Millé-, non -Millei-.
IL PARRUCCHIERE
Eccellenza, io poi non conosco la lingua... americana. Era una tintura
ottima. E si disse che la tintura lo aveva fatto impazzire. Ma tutte
storie inventate per scansare la concorrenza. Il primo -flacon- lo portò
lui stesso, il signor conte, da Nuova York, quando si decise a tingersi
i capelli.
IL DUCA
Lui si tingeva anche prima.
IL PARRUCCHIERE
E da quanto tempo, Eccellenza?
IL DUCA
Che so? Quello lì era nato tinto.
IL PARRUCCHIERE
-(ride)- Ah, ah, ah!... E morì tinto! Egli fece chiamare il suo
parrucchiere tre ore prima di morire.
IL DUCA
-(pigramente)- Fece bene. Provvide a parer bello anche sul cataletto.
IL PARRUCCHIERE
-(ride)- Ah, ah, ah! -(Pausa.) (Indi, serio)- E Vostra Eccellenza non
penserebbe a....
IL DUCA
A che? A morire?
IL PARRUCCHIERE
Vostra Eccellenza deve campare mill'anni! -(Abbassando un po' la voce)-
Volevo dire che... per questi pochi capelli bianchi si potrebbe....
IL DUCA
Pochi?
IL PARRUCCHIERE
Pochissimi.
IL DUCA
Va là che sono parecchi.
IL PARRUCCHIERE
Io avrei da proporre a Vostra Eccellenza....
IL DUCA
Lascia andare. Non sono i capelli bianchi che mi dànno noia. Altro che
capelli bianchi!
IL PARRUCCHIERE
Vostra Eccellenza vuole scherzare. La malattia di questi giorni è stata
una cosa da nulla. Oggi Vostra Eccellenza sta benissimo. Ha una cera di
giovinotto!...
IL DUCA
Sì sì. -(Cava di tasca un portasigarette e ne piglia una.)- Beppe, un
po' di fuoco.
BEPPE
-(prende un cerino da un portafiammiferi e rispettosamente glielo porge
acceso.)-
IL PARRUCCHIERE
-(zelantissimo, mette fuori contemporaneamente la sua scatoletta di
cerini e ne accende uno.)-
IL DUCA
-(si serve del cerino portatogli da Beppe, e caccia il fumo dal naso.)-
IL PARRUCCHIERE
-(dopo aver dato un ultimo colpo di spazzola ai capelli del duca, gli
toglie di dosso l'accappatoio.)- Servito, signor Duca.
IL DUCA
Beppe, il frac.
BEPPE
-(prende l'accappatoio ed esce a sinistra.)-
GAETANO
-(in livrea stringata, entra dalla porta a destra.)- Eccellenza, c'è
l'avvocato Bartoletti.
IL DUCA
Venga, venga. Fallo entrare qui.
GAETANO
-(quasi timidamente)- E c'è anche il sarto.
IL DUCA
A quest'ora viene il sarto?
GAETANO
Aspetta da un pezzo, Eccellenza.
IL DUCA
Perchè non me l'hai detto?
GAETANO
Ecco.... io l'ho annunziato, ma....
IL DUCA
-(turbandosi un po')- È vero, sì.... Non me ne ricordavo.... Entri anche
il sarto.
GAETANO
-(esce.)-
IL PARRUCCHIERE
Ha comandi da darmi il signor Duca?
IL DUCA
No.
IL PARRUCCHIERE
Servo, Eccellenza. -(Striscia una riverenza, e via dalla destra.)-
BEPPE
-(rientra col frac.)-
IL DUCA
Metti lassù, e va di là.
BEPPE
-(pone il frac sopra una sedia e sta per andare.)-
IL DUCA
Ehi, Beppe! Verrà la signora Blanchardt. L'aspetto qui, e non c'è
bisogno di annunziarla. Gli altri, nel salottino -Pompadour-. E chiudi
quella porta.
BEPPE
-(s'inchina ed esce dal fondo, chiudendo.)-
GAETANO
-(introduce prima l'avvocato Bartoletti, poi il sarto, e va via.)-
IL SARTO
-(porta sul braccio della roba avvolta in un panno scuro.)-
BARTOLETTI
-(un uomo sui sessantacinque anni, dall'aspetto severo e dignitoso)-
Sono ai suoi ordini, Duca.
IL DUCA
Grazie, caro Bartoletti.
BARTOLETTI
Ho ricevuto stamane la sua lettera con quel foglio... e i documenti
espositivi che ella ha creduto utile mandarmi, e naturalmente l'ho
servita senza por tempo in mezzo. Tuttavia....
IL DUCA
Un momentino, se non vi dispiace.
BARTOLETTI
Prego. -(Riordina e leggiucchia qua e là alcune carte che ha in mano.)-
IL DUCA
-(al sarto:)- Cosa c'è?
IL SARTO
Il -paletot-, Eccellenza.
IL DUCA
Quale -paletot-?
IL SARTO
Lo provammo una sola volta, Eccellenza, prima della sua malattia.
IL DUCA
-(turbandosi di nuovo)- Ah... già!
IL SARTO
L'ho terminato.
IL DUCA
Potevate consegnarlo al mio cameriere.
IL SARTO
Se il signor Duca permette, io vorrei rivederglielo un po' addosso.
IL DUCA
Come vi piace. -(Sbottona la giacca per togliersela.)-
IL SARTO
Tenga questa giacca, Eccellenza. Possiamo provare benissimo.
IL DUCA
-(parla con Bartoletti, mentre il sarto gl'infila il- paletot -e mentre
dinanzi allo specchio glielo aggiusta sul corpo e glielo guarda da tutti
i lati)- Dunque, avvocato, io non devo abusare del vostro tempo. Diciamo
subito quello che è necessario. Io vi ho incomodato perchè il Codice non
lo conosco che ad orecchio e -(con un lieve sorriso)- temevo che la
forma della mia prosa non fosse abbastanza esplicita e non escludesse
con certezza gli equivoci e le contestazioni.
BARTOLETTI
Io ho letto mal volentieri, ma attentamente.... -(guardando, il sarto,
esita.)-
IL DUCA
Parlate pure.
BARTOLETTI
-(continuando)-... le sue... disposizioni testamentarie.
IL DUCA
Perchè poi -mal volentieri-?
BARTOLETTI
Prima di tutto perchè quella dei testamenti non è la lettura che io
preferisco, specie se ne sono autori persone per le quali nutro una
devota amicizia....
IL DUCA
Che idee!
BARTOLETTI
E anche perchè, francamente, quella decisione mi è parsa una... come ho
da dire?
IL SARTO
Le va, Eccellenza, questa larghezza di petto? C'è dello -chic-, ma forse
è un po' troppa.
IL DUCA
-(dandogli retta per ostentazione)- No, no, non è troppa. Piuttosto,
quelle spalle... non so....
IL SARTO
Ma ecco: il signor Duca, oggi, si curva un tantino. Non è la sua
abitudine. Se ha la pazienza di stare diritto....
IL DUCA
-(subito si drizza.)-
IL SARTO
Lo vede? Non c'è più niente.
IL DUCA
Difatti, mi curvavo un poco. Ora, va perfettamente.
IL SARTO
Eppure, dico la verità, non è di mia piena sodisfazione. E
-(togliendogli il- paletot-)- se il signor Duca mi concede ancora
qualche minuto, gliene vorrei mostrare un altro che ho imbastito.
IL DUCA
Ho ordinato anche questo?
IL SARTO
No, ma avendo ricevuto in questi giorni dalla Casa Scholt di Londra un
-overcoat- per campione, io mi son detto: voglio tagliarne uno identico
per il signor Duca. Che se poi non le piacesse....
IL DUCA
-(stanco di stare in piedi e distratto)- Vediamo. -(Siede.)-
IL SARTO
Vuole che torni domani?
IL DUCA
No. Perchè? -(Si alza.) (A Bartoletti:)- Dunque, dicevamo, vi è parsa
proprio una stravaganza la mia decisione? Cioè, voi stavate per
chiamarla... una follia.
BARTOLETTI
Non lo nego. Del resto, c'è sempre tempo di distruggere una carta.
IL DUCA
-(sottolineando tristemente)- Sempre, no.
IL SARTO
-(infilandogli l'-overcoat -imbastito, col bavero provvisorio di
fodera)- È un modello di una eleganza straordinaria. Guardi come veste!
IL DUCA
-(a Bartoletti:)- E dite, avvocato, avete fatto delle modificazioni o
era tutto in regola?
IL SARTO
-(fa dei segni col talco sul dorso, presso il bavero.)-
BARTOLETTI
Ho soltanto scritte qui -(mostrando un foglietto)- due clausole da
aggiungere in ultimo, per maggiore chiarezza.
IL DUCA
-(stendendo la mano verso Bartoletti, che è alle sue spalle)- Volete
compiacervi?
BARTOLETTI
-(gli porge il foglietto.)-
IL DUCA
-(lo prende e legge.)-
BARTOLETTI
E ripongo sullo scrittoio i documenti riguardanti la tenuta di
Sant'Angelo, che ho consultati. -(Esegue.)-
IL SARTO
Voglio che la spalla faccia questo. -(Pizzica l'abito sulla spalla come
per esperimentare la correzione.)- Il resto, non lo tocco. Sarà molto
inglese. Ha nulla da osservare il signor Duca?
IL DUCA
No.
IL SARTO
-(comincia a levargli di dosso l'-overcoat. -Tira la manica sinistra. E
poi, avendo il Duca nella mano dell'altro braccio il foglietto che
legge, il Sarto aspetta.)-
IL DUCA
-(se ne accorge, passa il foglietto alla mano sinistra, e, continuando a
leggere, commenta:)- Così è chiarissimo.
IL SARTO
-(tirando l'altra manica)- Per dopo domani sarà pronto. Valgo a
servirla, signor Duca?
IL DUCA
Addio.
IL SARTO
I miei rispetti.... -(Portando via l'abito imbastito, esce a destra.)-
IL DUCA
-(a Bartoletti, sorridendo:)- Me l'avete sempre storpiato il nome di
Livia Blanchardt.
BARTOLETTI
Non l'ho fatto apposta. Vuol dire... che questo nome non era molto
simpatico alla mia penna.
IL DUCA
La vostra penna ha avuto torto, perchè Livia Blanchardt è una donna
deliziosa.
BARTOLETTI
Evidentemente.
IL DUCA
Dunque, non mi resta a fare altro che copiare queste due clausole....
BARTOLETTI
E firmare.
IL DUCA
Niente notai?
BARTOLETTI
Per il testamento olografo non ce n'è bisogno. Il testatore può
conservare egli stesso il suo testamento. E sarà bene fare così.
Avendolo sott'occhio, le sarà più facile di distruggerlo. Le auguro...
di averne l'ispirazione.
IL DUCA
-(freddamente)- Intanto... io copio e firmo. -(L'aria si è man mano
rabbuiata. Egli volta la chiavetta della luce elettrica e due o tre
lampadine risplendono. Siede presso la piccola scrivania e si accinge a
scrivere.)-
BARTOLETTI
Pare che abbia fretta la signora Livia Blanchardt.
IL DUCA
Ho fretta io, mio caro avvocato. -(Scrive.)-
BARTOLETTI
-(lo contempla, scrollando il capo.)-
SCENA II.
-Il- DUCA, -l'avvocato- BARTOLETTI, LIVIA BLANCHARDT.
LIVIA
-(dal fondo, restando di là dall'uscio e aprendone un po' i battenti per
sporgere la testa)- Io entro?
IL DUCA
-(voltandosi)- Vi aspettavo.
LIVIA
-(oltrepassa la soglia, e richiude l'uscio.)- Lo so. -(Ella è tutta
avvolta in un gran mantello ricchissimo. Ha un'aria di sfinge, e mette
nell'ambiente la nota, non gaia, bensì quasi fatale, della sua eleganza
squisita, della sua grazia serpentina e del suo raccoglimento pensoso.)
(Avanzandosi)- Quando m'invitate a pranzo, è il solo caso in cui io
possa permettermi di credere che mi aspettiate. Disturbo?
IL DUCA
Tutt'altro. -(Senza alzarsi, accennando a Bartoletti)- È il mio avvocato
ed anche una vecchia conoscenza di casa: il signor Bartoletti.
BARTOLETTI
-(s'inchina lievemente.)-
IL DUCA
Si parlava di affari. Ma abbiamo finito. -(A Bartoletti, presentando:)-
La signora Livia Blanchardt.
BARTOLETTI
-(fa un altro lieve inchino)- Domando scusa alla signora se io vado via
proprio quando ella arriva; ma....
IL DUCA
-(a Livia, indicando Bartoletti:)- Le donne lo hanno sempre messo in
fuga.
BARTOLETTI
Questo non è esatto, signora. Mia moglie è madre di otto figliuoli; e li
ho fatti io. Ma gli è che l'ora del desinare è giunta anche per me.
IL DUCA
-(con un sorriso scherzoso)- Volete pranzare con noi, avvocato? Sarete
in buonissima compagnia. Molte belle donnine. Dateci una prova di essere
ancora un cultore del gentil sesso.
BARTOLETTI
Alla mia età....
IL DUCA
Garantisco che ringiovanirete.
BARTOLETTI
Non garentisca, Duca. Per fare un dottor Faust, ci vuole per lo meno una
Margherita; e non credo che.... Con permesso, signor Duca. Con permesso,
signora.
IL DUCA
Senza complimenti?
BARTOLETTI
Senza complimenti. -(Esce a destra.)-
SCENA III.
-Il- DUCA -e- LIVIA.
IL DUCA
-(scrivendo)- Finisco subito, sapete.
LIVIA
Cos'è? Lavorate?
IL DUCA
Un poco. E lavoro per voi.
LIVIA
Per me? -(Sarebbe tentata di avvicinarsi per guardare; ma si trattiene.)
(Un lungo silenzio.) (Ella sguscia dal suo mantello, che lascia cadere
sopra una poltrona.) (È- décolleté, -in gran- toilette, -piuttosto
severa, ma splendida, d'un gusto sopraffino: il suo corpo si delinea
snello e flessuoso, promettitore di voluttà morbosamente acri.)-
IL DUCA
-(alzando un po' gli occhi)- Siete magnifica!
-(Ancora un breve silenzio.)-
LIVIA
Avete invitata molta gente?
IL DUCA
Non molta. I nostri amici.
LIVIA
Lolotte?
IL DUCA
Sì, ma con lui. -(Pausa.) (Firmando)- Ecco fatto. -(Lacera la bozza
dell'avvocato e la getta in un cestino. Ripone in un cassetto dello
scrittoio la carta scritta e chiude a chiave.)-
LIVIA
-(segue attentamente con la coda dell'occhio tutti i movimenti di lui.)-
E questo pranzo, perchè?
IL DUCA
-(alzandosi)- È la mia festa. Oggi, cinquant'anni. E poi, un po' di
nostalgia. Era da tanto tempo che non vedevo più nessuno!
LIVIA
Neanche me.
IL DUCA
Questo, per colpa vostra.
LIVIA
Sono stata in casa, aspettandovi, venti giorni. Ho inviato ogni mattina
il mio servo a chiedere notizie della vostra salute. Mi avete fatto
rispondere che stavate bene e... nient'altro. -(Si aggira con
disinvoltura intorno allo scrittoio guardando, indagando.)-
IL DUCA
Se invece d'inviare il vostro servo, foste venuta voi stessa, ne avrei
avuto molto piacere.
LIVIA
Dimenticate le mie abitudini. In casa vostra non sono mai venuta senza
che voi mi abbiate chiamata.
IL DUCA
Per un orgoglio alquanto esagerato.
LIVIA
Per un'esagerata umiltà, se mi permettete. O, almeno, per una speciale
delicatezza. C'è già chi crede che io tenti di raggirarvi.
IL DUCA
-(sdraiandosi in una poltrona)- Per far che? Non vi preoccupate. Si sa
perfettamente che tutte le sciocchezze che ho commesse ho voluto sempre
commetterle io. E, d'altronde, raggirar me! Adesso? Non ne varrebbe la
pena.
LIVIA
-(stendendosi tutta sopra una- dormeuse-)- Si dice perfino che io cerchi
di diventare vostra moglie.
IL DUCA
Si dice questo?
LIVIA
Sì, sì.
IL DUCA
-(tranquillissimo)- È una calunnia che potete completamente
disprezzare... tanto più che non diventerete mia moglie. I fatti vi
daranno ragione. Del resto, sono sicuro che ciò non vi sorriderebbe.
LIVIA
O Dio, per una donna come me sarebbe, dopo tutto, una graziosa vittoria
svegliarsi un bel giorno duchessa di Vallenza. Ma, visto che il Duca di
Vallenza siete voi, non è il caso. Con voi non ho ambizioni.
IL DUCA
Ah!?... Mi amate?
LIVIA
Se pure vi amassi, non saprei nè come convincerne voi, nè come
convincerne me stessa. Ma mi sento legata a voi più che non mi sia
sentita legata ad altri. Questo è più semplice, ed è più convincente.
IL DUCA
È più convincente, difatti, perchè, senza dubbio, qualche cosa di simile
sento io per voi.
LIVIA
Sul serio?
IL DUCA
Sul serio. E, anzi, a questo proposito vi voglio dare una notizia che...
potrà interessarvi. Mi sono deciso a fare il mio testamento.
LIVIA
-(ha una scossa quasi impercettibile.)-
IL DUCA
Non l'avreste immaginato.
LIVIA
-(dissimulando bene una pungente curiosità)- Ma me lo spiego. Siete in
un quarto d'ora di -spleen-.
IL DUCA
Non si tratta di -spleen-. Al vostro servo, in questi giorni, per ordine
mio, non fu mai detta la verità. Io sono stato molto male....
LIVIA
La solita idea fissa!
IL DUCA
Già, ma io ho finalmente costretti i miei medici a non mentirmi sul
viso, e sono riuscito a carpir loro la verità, che io avevo intuita da
un pezzo. Ci siamo, mia cara! La vita che ho voluto vivere non poteva
essere più lunga di così. -(Si alza, prende una sigaretta e l'accende.)-
Certo, con le donne si passa il tempo assai bene; ma il tempo che si
passa con le donne è sempre un prestito che si contrae. Ora, la scadenza
della mia cambiale è prossima. Una scadenza bizzarra. Senza data. E
senza dilazione. Pagamento repentino. -(Risiede.)- Pagherò.
LIVIA
Sicchè, se tutto ciò fosse vero, io sarei una di quelle che vi hanno
abbreviata l'esistenza.
IL DUCA
Siete indubbiamente quella che più me l'ha abbreviata, mia buona amica.
LIVIA
-(sempre fredda, sempre indagando)- E allora dovreste odiarmi.
IL DUCA
Sarebbe una contraddizione. Io ho amato in voi appunto questa potenza
distruggitrice.
LIVIA
Un vampiro!
IL DUCA
No. Ma nella categoria di donne a cui appartenete, siete la più
completa. E io -(sorridendo con una vaga amarezza)-... io premio la
vostra superiorità. Non avete ancora indovinato in che modo?
LIVIA
-(eccedendo nella finzione)- Io, no.
IL DUCA
Volete provare il godimento dell'annunzio ufficiale? E sia. Il mio
testamento è tutto a favor vostro.
LIVIA
-(non ha neppure un batter di palpebre. Tuttavia, passa sul suo volto
come un'onda luminosa.)-
IL DUCA
Lo vedete: non ve ne siete sorpresa.
LIVIA
Se lo avessi indovinato, avrei finto di sorprendermi.
IL DUCA
E non mi ringraziate?
LIVIA
Mi sembrerebbe disgustevole.
IL DUCA
Neanche un po' di curiosità?
LIVIA
-(stringendosi nelle spalle, fa appena col capo cenno di no.)-
IL DUCA
Vi ammiro. Ma io devo pur comunicarvi ciò che dite di non voler sapere.
LIVIA
-(ascolta acutamente, con la testa arrovesciata sulla breve spalliera
della- dormeuse, -guardando il soffitto, nell'atteggiamento di chi si
rassegni mal volentieri ad ascoltare.)-
IL DUCA
Non sarete erede, aimè, d'una gran fortuna. Quello che mi resta.
Nondimeno, avrete di che vivere con discreta agiatezza. Non si sa mai!
Potreste..., potreste... anche essere stanca di avventure....
LIVIA
Possibilissimo.
IL DUCA
Sarà in tutto un patrimonio di circa settecentomila lire. Senza pesi.
Senza noie. Ma badate, non vorrei aver l'aria di quel che non sono, cioè
d'un uomo troppo generoso o troppo stravagante. Il fatto è che non ho
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
61
62
63
64
65
66
67
68
69
70
71
72
73
74
75
76
77
78
79
80
81
82
83
84
85
86
87
88
89
90
91
92
93
94
95
96
97
98
99
100
101
102
103
104
105
106
107
108
109
110
111
112
113
114
115
116
117
118
119
120
121
122
123
124
125
126
127
128
129
130
131
132
133
134
135
136
137
138
139
140
141
142
143
144
145
146
147
148
149
150
151
152
153
154
155
156
157
158
159
160
161
162
163
164
165
166
167
168
169
170
171
172
173
174
175
176
177
178
179
180
181
182
183
184
185
186
187
188
189
190
191
192
193
194
195
196
197
198
199
200
201
202
203
204
205
206
207
208
209
210
211
212
213
214
215
216
217
218
219
220
221
222
223
224
225
226
227
228
229
230
231
232
233
234
235
236
237
238
239
240
241
242
243
244
245
246
247
248
249
250
251
252
253
254
255
256
257
258
259
260
261
262
263
264
265
266
267
268
269
270
271
272
273
274
275
276
277
278
279
280
281
282
283
284
285
286
287
288
289
290
291
292
293
294
295
296
297
298
299
300
301
302
303
304
305
306
307
308
309
310
311
312
313
314
315
316
317
318
319
320
321
322
323
324
325
326
327
328
329
330
331
332
333
334
335
336
337
338
339
340
341
342
343
344
345
346
347
348
349
350
351
352
353
354
355
356
357
358
359
360
361
362
363
364
365
366
367
368
369
370
371
372
373
374
375
376
377
378
379
380
381
382
383
384
385
386
387
388
389
390
391
392
393
394
395
396
397
398
399
400
401
402
403
404
405
406
407
408
409
410
411
412
413
414
415
416
417
418
419
420
421
422
423
424
425
426
427
428
429
430
431
432
433
434
435
436
437
438
439
440
441
442
443
444
445
446
447
448
449
450
451
452
453
454
455
456
457
458
459
460
461
462
463
464
465
466
467
468
469
470
471
472
473
474
475
476
477
478
479
480
481
482
483
484
485
486
487
488
489
490
491
492
493
494
495
496
497
498
499
500
501
502
503
504
505
506
507
508
509
510
511
512
513
514
515
516
517
518
519
520
521
522
523
524
525
526
527
528
529
530
531
532
533
534
535
536
537
538
539
540
541
542
543
544
545
546
547
548
549
550
551
552
553
554
555
556
557
558
559
560
561
562
563
564
565
566
567
568
569
570
571
572
573
574
575
576
577
578
579
580
581
582
583
584
585
586
587
588
589
590
591
592
593
594
595
596
597
598
599
600
601
602
603
604
605
606
607
608
609
610
611
612
613
614
615
616
617
618
619
620
621
622
623
624
625
626
627
628
629
630
631
632
633
634
635
636
637
638
639
640
641
642
643
644
645
646
647
648
649
650
651
652
653
654
655
656
657
658
659
660
661
662
663
664
665
666
667
668
669
670
671
672
673
674
675
676
677
678
679
680
681
682
683
684
685
686
687
688
689
690
691
692
693
694
695
696
697
698
699
700
701
702
703
704
705
706
707
708
709
710
711
712
713
714
715
716
717
718
719
720
721
722
723
724
725
726
727
728
729
730
731
732
733
734
735
736
737
738
739
740
741
742
743
744
745
746
747
748
749
750
751
752
753
754
755
756
757
758
759
760
761
762
763
764
765
766
767
768
769
770
771
772
773
774
775
776
777
778
779
780
781
782
783
784
785
786
787
788
789
790
791
792
793
794
795
796
797
798
799
800
801
802
803
804
805
806
807
808
809
810
811
812
813
814
815
816
817
818
819
820
821
822
823
824
825
826
827
828
829
830
831
832
833
834
835
836
837
838
839
840
841
842
843
844
845
846
847
848
849
850
851
852
853
854
855
856
857
858
859
860
861
862
863
864
865
866
867
868
869
870
871
872
873
874
875
876
877
878
879
880
881
882
883
884
885
886
887
888
889
890
891
892
893
894
895
896
897
898
899
900
901
902
903
904
905
906
907
908
909
910
911
912
913
914
915
916
917
918
919
920
921
922
923
924
925
926
927
928
929
930
931
932
933
934
935
936
937
938
939
940
941
942
943
944
945
946
947
948
949
950
951
952
953
954
955
956
957
958
959
960
961
962
963
964
965
966
967
968
969
970
971
972
973
974
975
976
977
978
979
980
981
982
983
984
985
986
987
988
989
990
991
992
993
994
995
996
997
998
999
1000