Mi hai costretto a parlare di cose, che volevo tenere per me, chiuse nel mio cuore. La voce e le parole le guastano... le rendono perfino ridicole.... Se ti preme ch'io non ti serbi rancore d'avermele strappate di bocca, fingi di scordarle e non costringermi a parlarne mai più. DON FIORENZO E pretenderesti che io restassi a contemplare inerte il compassionevole caso che minaccia di atrofizzare la tua giovinezza? Pretenderesti che io mi rassegnassi a non venire in tuo aiuto? GIULIO Tu non puoi mutar nulla! DON FIORENZO -(levandosi con uno slancio inconsapevolmente altero)- Ah, lo vedremo se non posso mutar nulla! Io voglio vederti felice, Giulio! Io voglio che ella intenda ed apprezzi profondamente questa adorazione che sinora le hai fatto ignorare! Io voglio che ella sia, in un giorno non lontano, la tua fedele compagna..., la tua sposa devota.... GIULIO Ma bada che diventi matto! DON FIORENZO -(infervorandosi sempre più del suo forte convincimento)- No che non divento matto!... Stai pur tranquillo! Non divento matto! Un nuovo dovere, diametralmente opposto a quello indicatomi dal mio pessimismo, e più urgente e più bello, mi è ordinato dalla tua rivelazione, e io ti garantisco che lo adempirò! Spetta a me di ottenere che lei ti ami come tu meriti. Spetta a me di ravvivare quel marmo e di farlo vibrare se le sue fibre non sono già, nascostamente, vive e vibranti. GIULIO Tu stesso non credi alla possibilità di quello che ti riprometti! DON FIORENZO -(congestionandosi in un impeto volitivo)- Io ci credo, ti dico, come credo alle cose tangibili che stanno davanti ai miei occhi!... Non vedi come sono agitato?!... Non vedi come mi squassano i battiti del cuore?... GIULIO Ma sì, lo vedo.... DON FIORENZO E sai tu che è questo? Lo sai? Lo sai? Lo sai?... È l'esultanza, è l'esultanza febbrile che provo quando mi sento -sicuro- di essere realmente un po' utile col semplice soccorso della mia logica e della mia volontà, senza le energie affibbiatemi dal Dottor Finizio e senza mettere a soqquadro le sfere celesti!... Per fortuna, potrò anche procedere speditamente, perchè lei è preparata ad avere proprio oggi, qui, non in chiesa, un colloquio decisivo con me.... GIULIO -(saltando in piedi)- Un colloquio decisivo?! DON FIORENZO Le ho mandato pocanzi un biglietto per mezzo di Barbarello... che, se non mi sbaglio, -(tendendo le orecchie)- è già di ritorno. La pregavo di recarsi in casa mia e l'avvertivo che prima di parlarle ti avrei interrogato per scrutare il tuo animo. Ah!... ora che io lo conosco a fondo, saprò farlo conoscere a lei come tu non sapresti mai! GIULIO Non secondare la tua illusione, Fiorenzo, te ne supplico! Non procurarmi il dolore e la mortificazione di un rifiuto reciso! DON FIORENZO -(con un involontario scatto di durezza)- Io so quello che faccio, e non mi lascerò trattenere dalla tua pusillanimità! -(Continuando ad agitarsi in una malsana vivacità esuberante)- E Barbarello perchè non sale?... Perchè non sale?... -(Va sul pianerottolo e chiama:)- Barbarello!... Barbarello!... Che aspetti lì?... Svelto!... Svelto!.. Svelto! SCENA III. BARBARELLO -(giunge affaccendato, zelante, e un po' sorridente. Nel vedere Giulio, si muta. Ha una espressione di diffidenza e di riluttanza e lo guarda in cagnesco.)- DON FIORENZO Hai trovata la signorina Annita? BARBARELLO -(pronunziando con minore stento del solito)- Sì... ho trovata. DON FIORENZO E il mio biglietto?... La mia lettera?... BARBARELLO Sì. DON FIORENZO L'ha letta? BARBARELLO -(con un superfluo gesto esplicativo)- L'ha letta. DON FIORENZO E non ti ha assicurato che sarebbe venuta sùbito? BARBARELLO -(avvivandosi in tutta la persona, trincia l'aria dall'alto in basso con l'indice della mano destra teso verso il pavimento)-.... Signorina è venuta, e sta giù. DON FIORENZO Bravo Barbarello! Ti si comincia a sciogliere lo scilinguagnolo! Progredisci che è una meraviglia! Falla salire, adesso, la signorina Annita! Falla salire! BARBARELLO -(con immediata obbedienza, esce frettolosamente.)- DON FIORENZO -(a Giulio)- Dunque, il tuo diavolo non è poi tanto brutto come tu lo dipingi. GIULIO Perchè? DON FIORENZO Lei non ha perduto tempo a venir qui. GIULIO -(con ironia)- Gran cosa! DON FIORENZO Non sarà -gran cosa-, ma è certo un piccolo indizio promettente. GIULIO Oh!... Molto piccolo! DON FIORENZO Sono spesso appena percettibili gl'indizii che preannunziano i fatti più importanti della nostra vita!... GIULIO -(troncando)- Il che, per altro, non m'impedisce di andarmene. -(Fa per allontanarsi.)- DON FIORENZO -(afferrandolo per il braccio)- Un momento almeno per salutarla. Non c'è scopo di essere un maleducato.... GIULIO Io preferisco di non incontrarmi con lei!... Non m'imporre questo incontro insopportabile! SCENA IV. ANNITA -(entrando, ode le parole di Giulio, e sta per ritrarsi.)- DON FIORENZO -(scorgendola con la coda dell'occhio e voltandosi d'urgenza)- Entrate, Annita!... Ve ne prego.... Può egli preferire di evitarvi, ma sono io che vi ho chiamata. ANNITA -(si avanza.)- -(Un silenzio.)- GIULIO -(rammaricato, imbarazzato)- Spero, signorina, che non abbiate attribuito alcun valore alle mie parole. Vi son potute parere sgarbate ed aspre, ma... non le dicevo che a me stesso... per la molestia che ho temuto di darvi incontrandomi con voi.... DON FIORENZO -(in un tono di gaiezza ostentata)- E siccome la signorina Annita si guarda bene dal protestare, a te non resta che sospenderle l'incomodo... della tua presenza. GIULIO Indubitatamente. -(Si avvia difilato verso il fondo.)- DON FIORENZO -(tra lo scherzoso e il serio)- Ah, no! Dove vai, ora?! È necessario che tu mi stia a portata di mano. Avrai la compiacenza di non prendere il largo e di trattenerti nelle stanze del -reverendo-, che ti autorizza anche a profumarle con le tue sigarette.... GIULIO Ma io mi annoio di rimaner sequestrato in quelle topaie!... DON FIORENZO -(accompagnandolo, fino all'uscio, con un braccio sulla spalla)- Ti metterai a passeggiare sul terrazzino e guarderai le rondini che s'inseguono. Non ti pare abbastanza divertente nemmeno questo? GIULIO -(uscendo triste e svogliato)- Sì, divertentissimo.... Te ne ringrazio!... SCENA V. DON FIORENZO -(chiude. Indi, si fa grave, preoccupato, e appare anche alquanto a disagio e disorientato. -- Ma a un tratto intensifica il suo pensiero e il suo proposito. Si rianima, si rieccita, e comincia vivamente:)- Ciò che sto per dirvi, figliuola mia, ha un'importanza che forse non saprò esprimere. Io vi esorto a intenderla, a sentirla, escludendo dalla vostra mente il dubbio che il mio affetto fraterno e la mia esaltazione ingrandiscano il vero. C'è un fatto della cui autenticità -io- mi rendo garante verso di voi. Giulio v'idolatra! Certo, nè io nè voi lo avremmo creduto suscettivo di questa idolatria, di questo meraviglioso amore che tanto si eleva dal basso livello di tutte le sensazioni e di tutti i sentimenti che la consueta mediocrità umana suole agguagliare all'amore. E io vi rivelo, oggi, l'uomo eletto che si è rivelato a me pocanzi, e davanti al quale, con devota ammirazione, io avrei voluto inginocchiarmi. Pensate, Annita! Pensate. È per voi che egli è uscito da quella mediocrità in cui era sempre vissuto, è a voi che egli deve di essersi nobilitato, è a voi che egli deve d'aver sollevato il suo istinto a una magnifica aspirazione!... ANNITA -(impressionata, ombrosa, quasi impaurita)- Ma io... non ho fatto nulla perchè ciò accadesse. DON FIORENZO E chi ne dubita? Il potere che una donna esercita sopra un uomo non emana dalle azioni di lei e nemmeno dalla sua volontà. È qualche cosa di ineluttabile che non ha nè cause, nè misura, nè freno, e che si compie con la stessa ineluttabilità con cui si compiono tutte le altre forze che governano il creato. Voi, così timida, così solinga, così involontaria, così immota nell'atmosfera dell'umanità, siete stata l'unica donna che lo abbia fortemente e nobilmente innamorato. Il caso..., credete a me,... non è eccezionale. -(Gli manca per un istante la lena. -- Poi continua:)- Ma, intanto, è così bello che non può lasciare indifferente una donna come voi. Nulla avete fatto, voi, perchè accadesse ciò che è accaduto, e appunto questa è la ragione -- se anche altre non ce ne fossero -- per la quale ciò che è accaduto... deve conquistarvi. ANNITA -(in un tono pauroso)- Conquistarmi?!... Conquistarmi, no. DON FIORENZO La vostra stessa bontà, la vostra stessa purezza, tutte le vostre virtù, vi trarranno verso l'uomo che le ha sapute rintracciare nei vostri silenzii, che le ha sapute circondare di un sogno tenero e ardente.... ANNITA -(temendo e difendendosi)- No, Don Fiorenzo!... Io sono molto grata al signor Giulio; ma, oltre della mia gratitudine, che può sperare egli?... che può sperare da me?... Diteglielo voi che si dia pace e che non me ne tolga.... Diteglielo voi che si allontani... che si allontani... che se ne vada!... DON FIORENZO -(come incalzato da un acuto tormento indeterminabile)- Voi lo scacciate?!... Lo scacciate come se egli volesse recarvi offesa?... come se egli volesse contaminarvi?... ANNITA Io non lo scaccio.... So bene che avrei torto di scacciarlo. -(Smaniando e stentando a precisare le sue idee)- Ma mi sembra... che dovrebbe allontanarsi per la sua tranquillità... se è vero che egli è tanto preso di me... come voi mi assicurate.... DON FIORENZO Io non lo farò muovere di qui, Annita, e voi dovete accoglierlo fiduciosamente, dovete accoglierlo con tutta la dolcezza di cui il vostro animo è capace.... ANNITA Cercherò d'indurlo a rassegnarsi.... DON FIORENZO Ma no! Non è questo che io voglio. ANNITA Gli sarò amica affettuosa.... DON FIORENZO Non è questo ch'io voglio!... ANNITA L'amicizia è pur sempre una cosa gentile, è pur sempre una consolazione.... DON FIORENZO La vostra amicizia non sarebbe che una irrisione per lui, che palpita, soffre, s'inebbria sotto il dominio della vostra persona inconsapevole. L'amicizia, no! no! no! Non è questo che io voglio! ANNITA E allora?!... DON FIORENZO -(diventando, immediatamente, solenne nella persona e pur quasi umile nella voce)- Annita, mio fratello, per mezzo mio, vi supplica... di essere la sua sposa. ANNITA La sua sposa? -(Sostenendosi al tavolino ha appena il fiato per articolare qualche parola, a cui cerca di dare un accento di volontà ferma e decisiva)-.... No.... Questo non è possibile!... Non sarà possibile... mai! DON FIORENZO -(la osserva con una fissità in cui convergono il suo pensiero, il suo udito e la sua vista. Indi le chiede lentamente:)- E desiderate che io gli riferisca sùbito la vostra risposta? ANNITA -(abbandonandosi, esausta, sopra una sedia)- Sì. DON FIORENZO Sta bene. -(Dopo averla, ancora, osservata lungamente, prende una sedia, le siede vicino -- e ricomincia a parlarle pacato, insinuante, con paterna intimità.)- E se io vi dicessi, Annita, di non esser convinto che voi non possiate, più tardi, pentirvi del vostro rifiuto? ANNITA Crederei di trovarmi, oggi, innanzi a una persona che non mi conosce, non dinanzi al mio confessore, che legge ogni giorno nella mia coscienza. DON FIORENZO Alla vostra coscienza sfugge assai di frequente quello che si chiude nell'enigma del vostro spirito. Limitandomi a leggere in essa, ignorerei di voi tutto quello che voi medesima ignorate. Io vi ho scorti, dianzi, sul viso, i segni di una intima lotta, che appunto sfuggiva alla vostra coscienza. Era una lotta inconsciente e confusa, ma tale che tutte le vostre fibre ne risentivano, torcendosi come fili d'erba sopra un suolo arroventato. E, quando vi ho chiesto categoricamente se dovessi riferire a mio fratello il vostro diniego assoluto, voi avete fatto cadere dal labbro un triste monosillabo, abbattendovi come se, insieme, fosse irreparabilmente caduta tutta la vostra vita. ANNITA Perdonatemi, ma voi... date un'interpretazione erronea a una mia sofferenza passeggera. Siete stato voi che mi avete messa al supplizio. Io ho dovuto lottare contro il vostro fervore, contro la vostra insistenza.... Perciò soffrivo tanto! DON FIORENZO Ma avreste ugualmente sofferto per negare la vostra mano a un altro uomo,... a un altro innamorato, del quale io fossi stato l'interprete con la stessa insistenza, con lo stesso fervore? ANNITA No.... Avrei sofferto meno.... -(Correggendosi)- Mi sarebbe stato meno penoso. DON FIORENZO E questo non basta a farvi sospettare che amate mio fratello?! ANNITA Ma io non so amare, non posso amare. DON FIORENZO Voi, oramai, lo amate, Annita, e, secondo me, cominciaste ad esserne conquistata fin da quando lo conosceste. Io ricordo che, raccontandomi, talvolta, nella confessione, i colloqui a cui egli vi induceva con pretesti meditati, mentre le vostre parole volevano dinotare una costante serenità, voi eravate molto commossa. Parlavate così fiocamente che si sarebbe potuto credere che temeste d'essere ascoltata dall'aria. Eppure, quel susurrio sommesso non dissimulava al mio orecchio, come forse al vostro, la singolare commozione della vostra voce. ANNITA Se di quei colloqui io mi fossi compiaciuta, ve l'avrei detto. DON FIORENZO Sentivate, per altro, il bisogno di confessarvene! ANNITA Mi pareva che sarebbe stato meglio evitarli. E siccome non avevo questa energia, me ne confessavo... sperando da voi una proibizione per la quale li avrei immancabilmente evitati. DON FIORENZO Speravate una proibizione da me?!... ANNITA Sì. L'aspettavo, anzi. DON FIORENZO -(con un forte sobbalzo di maraviglia)- E perchè?!... Io non mi son mai proposto d'impedire nè che vi si amasse, nè che voi v'innamoraste! ANNITA Ma da quando venni a pregarvi di aiutare la mia povera anima che andava a tentoni in una oscura solitudine, voi l'aiutaste avvicinandomi a Dio, come voi, insieme con voi. La vostra fede incrollabile creò in me la persuasione profonda che non c'è salvezza fuori di Lui. Il vostro pensiero distaccò il mio da ogni miseria della terra, lo innalzò, lo purificò. Io provai ben presto una letizia senza paura, senza dubbi, senza restrizioni,... e nessun sentimento terreno avrebbe potuto mai più trionfare di me! DON FIORENZO -(invaso a poco a poco dal terrore della verità)- Ma, dunque?!... Il responsabile del rifiuto che avete opposto a mio fratello sono io!? ANNITA -(con inconscienza)- No.... DON FIORENZO Ma sì! Questo è evidente! Questo è evidente! ANNITA E se anche fosse?... Il signor Giulio si persuaderà che tante donne sono più di me meritevoli del suo immenso amore, e guarirà, mi dimenticherà. Di che vi rammaricate? DON FIORENZO -(scoppiando di angoscia)- Io mi rammarico di essere il suo nemico, mi rammarico di essere il vostro oppressore! ANNITA Il mio oppressore voi, che mi avete assicurato un bene infinito?! DON FIORENZO Il più funesto degli oppressori! È una REALTÀ terribile che non avevo mai veduta, e me la fanno vedere adesso le parole semplici con cui avete finalmente giustificata la vostra resistenza! -(Disperandosi)- Me la fanno vedere flagrante! Me la fanno vedere incontestabile!... ANNITA Ma che vi hanno detto le mie parole?! Vi hanno detto che io sono felice. DON FIORENZO -(con un accento feroce e lacerante)- Voi mi odierete il giorno in cui i vostri istinti scuoteranno il giogo del fanatismo religioso. ANNITA -(sorpresa, spaventata)- Don Fiorenzo! DON FIORENZO E avrete ragione di odiarmi! Sì! Avrete ragione di esecrarmi! Chi sa quale abisso avrà aperto allora il tempo fra voi e mio fratello! Chi sa quali circostanze vi avranno messi su due cammini divergenti. Egli avrà già dispersi in un pantano i fiori superstiti del suo giardino devastato, e voi sarete lontana da lui, e comprenderete inutilmente di averlo amato sempre e vi struggerete, vi struggerete udendo la voce di questo amore sepolto vivo!... ANNITA Voi non fate che prevedere il peggio per aver motivo di martirizzarvi, per aver motivo di accusarvi.... DON FIORENZO -(con una veemenza frenetica)- E non mi accusa, forse, anche più severamente, lo spirito di vostra madre, dalla quale mi foste affidata e di cui siete voi stessa... l'ombra perenne?!... Io vi ho condotta con una benda sugli occhi fuori del mondo, io vi ho sottratta al fascino di mio fratello col fascino del misticismo, io ho separate l'una dall'altra due esistenze il cui destino era probabilmente di fondersi e di completarsi a vicenda nella benefica comunione della famiglia! -(Deprecando, nella disperazione estrema, con gli sguardi al cielo e le mani sul capo arrovesciato)- Dio onniveggente, punitemi voi! Non abbiate indulgenza per me! ANNITA -(perduta nello sbigottimento)- Ciò che voi mi dite non arriva al mio povero cervello, e intanto mi sconvolge, mi sgomenta, mi getta in una nuova desolazione.... È come se, all'improvviso, in una notte nera, una mano invisibile mi trascinasse via da una casa ospitale, da un asilo tranquillo, da un asilo sicuro.... DON FIORENZO Lasciatevi trascinar via! Lasciatevi trascinar via! Liberatevi dalla mia suggestione.... Siete ancora in tempo per riafferrare la vostra libertà e la vostra sincerità. La gioia del sacrifizio non è in voi che un equivoco, non è in voi che un deviamento. Nelle estasi ascetiche, si tramuta e prorompe la vostra sensibilità, che è tutta femminile. In quelle estasi i battiti del cuore vi spezzano il petto, la febbre vi infiamma le vene, gli occhi velati di spasimo pérdono la percezione delle cose che vi sono estranee.... ANNITA È vero! DON FIORENZO La mente vi si offusca.... ANNITA È vero! DON FIORENZO Voi non ragionate più, non pensate più.... ANNITA È vero! DON FIORENZO Tutto il vostro essere si abbandona a un delirio di cui vorreste morire perchè vi sembra di vivere, in quei momenti, la vostra vita più bella.... ANNITA -(commovendosi, inebbriandosi)- È vero! È vero! DON FIORENZO -(con un grido soffocato)- Ebbene, questo è l'amore, Annita! Datelo a chi vi ama sulla terra, voi che lo potete! -(Poi spalanca le pupille come atterrito dalle sue parole, e rettifica, spiega, ansimando, smarrendosi)-.... Io vi parlo così... perchè Dio non vuole l'adorazione delle anime deliranti in una ibrida follia, che gli mentisce, che lo insulta, che lo profana.... È necessario, dunque, che da questa follia profanatrice, alla quale oramai so di avervi sospinta,... io stesso vi salvi. ANNITA -(con la voce fioca che le si rompe nel pianto)- Ditemi quello che devo fare.... Ditemelo voi.... Io non desidero che di obbedirvi.... DON FIORENZO E sia! Accetto ancora la vostra obbedienza, perchè credo fermamente che, questa volta, accettandola, io non vi farò obbedire che al vostro cuore. Voi sposerete mio fratello,... al più presto possibile. La sua giovinezza ridarà alla vostra il bel sorriso scomparso. Nella sua casa troverete una sicurtà e una pace molto più vere di quelle che vi pareva di aver trovate nella tristezza di un confessionale. E tutto ciò avrà risparmiata una menzogna alla religione di Cristo,... un rimorso a me. -(Stanco; trafelato, col respiro affannoso)- Avete inteso, Annita?... Avete inteso?... ANNITA -(con sottomissione, frenando il pianto)- Sì.... Ho inteso. DON FIORENZO -(respirando come si respira in una tregua dell'asma)- Grazie! -(Dopo un breve indugio, risolutamente affretta il passo, va fino alla porta a sinistra, l'apre, e, sulla soglia, con la voce abbastanza chiara, grida:)- Giulio!... Vieni. SCENA VI. GIULIO -(comparisce.)- DON FIORENZO -(se lo stringe al petto fortemente. Poi, se ne distacca, e, avviandolo con dolce atto verso lei, dolcemente lo esorta:)- Va.... Parlale tu, ora. ANNITA -(sospesa nell'orgasmo strano, non piange più.)- GIULIO -(attonito, dubbioso)- Ma che vuol dire questo?!... DON FIORENZO ... Vuol dire... che ella... sarà tua moglie. GIULIO -(ha un fremito di stupefazione esultante, ma sùbito ridiventa dubbioso. Le si accosta a poco a poco. Con estrema timidità le siede accanto, e vorrebbe interrogarla:)-.... Annita.... DON FIORENZO -(rimane indietro, lontano, rimpicciolendosi, contemplandoli.)- ANNITA -(trema e china il capo. -- Di nuovo alcune lagrime le rigano il viso.)- GIULIO -(le guarda, e pare che le conti. -- Non può, non osa continuare.)- DON FIORENZO -(si sottrae d'un tratto alla contemplazione. Ma ha tuttora gli occhi fissi, come gli occhi aperti di un cieco. -- E, quasi come un cieco, dopo aver preso il cappello dall'attaccapanni, più lieve di un'ombra, inavvertito, per la porta in fondo, dilegua.)- (SIPARIO.) ATTO QUARTO. -La medesima camera.- -La porta in fondo è socchiusa. -- Il balcone è spalancato.- SCENA I. -(Nella camera, nessuno. Ma dalle scale penetra un cinguettio femminile, gaio e pettegolo. Qualche urletto, qualche risatina quasi fanciullesca sembrano il linguaggio festoso dei frizzanti raggi di luce meridiana che inondano quel vuoto.)- -La voce di LISETTA- Ma che fai? Dove vai? ROSARIA -(apre un po' più i battenti e fa capolino. -- Poi, ritraendo la testa, chiama con zelo giocoso:)- Vieni qua, Lisetta! Vieni! Vieni! -La voce di LISETTA- Che si vede? ROSARIA La casa di Don Fiorenzo! -La voce di LISETTA- Veramente?! -(Chiamando alla sua volta:)- Mariuccia! Carmela!... Titina!... Reginella!... La casa di Don Fiorenzo!... E chiamate le altre.... Chiamate le altre.... LISETTA, MARIUCCIA, TITINA, CARMELA -e- REGINELLA -(asserragliandosi alle spalle di Rosaria)- La casa di Don Fiorenzo!... La casa di Don Fiorenzo!... ROSARIA Tutte sulle mie spalle vi siete messe? MARIUCCIA Ne sei tu sicura, Rosaria, che è questa la casa del santo? ROSARIA -(con la testolina fra i battenti)- Primo piano, porta a sinistra.... Me lo ha detto la mia nonna che abita qui, a Roverano. -(Si affaticano a parlare sottovoce, puerilmente, guardinghe e misteriose.)- MARIUCCIA -(allungando il collo per veder bene)- Ma pare una casa qualunque. LISETTA -(spiegando)- Lui poi non è proprio un santo vero. MARIUCCIA Perchè? LISETTA I santi veri non campano mai. ROSARIA Tutte sulle mie spalle come tanti sacchi!... LISETTA Se entrassimo un poco?... ROSARIA Aspettate.... Debbo entrare prima io. LE COMPAGNE Entra! Entra! ROSARIA -(si avanza sulle punte dei piedi, guardando attorno.)- LE COMPAGNE -(liete e curiose, imitandola, la seguono a distanza.)- -(Son tutte contadinotte non povere e piuttosto incivilite. Hanno i vestiti della festa, freschi e luminosi. Reca ognuna un piccolo fascio di fiori ottobrini. -- La più giovane è REGINELLA. Potrà avere quindici anni appena, ed è fine, signorile, timida, bionda.)- REGINELLA -(perde l'equilibrio e si appoggia improvvisamente a Mariuccia.)- MARIUCCIA -(alzando la voce senza volerlo)- Ohè, Reginella! Che ti piglia? Mi cadi addosso!... REGINELLA Non ci so camminare sulle punte dei piedi. ROSARIA E zitte! Non fate chiasso! MARIUCCIA Ma, per sapere: chi è che ci sente? Certo, Don Fiorenzo è in chiesa con gli sposi a quest'ora. CARMELA Io li ho visti passare per la piazza gli sposi, ma Don Fiorenzo non li accompagnava. MARIUCCIA Non li accompagnava? Avrà anticipato. ROSARIA -(chinandosi presso l'uscio della camera accanto per spiare dal buco della serratura)- E se non c'è lui qua dentro, può esserci lo scemo. LISETTA -(le sta dietro con la speranza di spiare anche lei.)- REGINELLA -(voltandosi e vedendo lo scarabattolo)- Uh!... Quanto è bello!... TITINA, MARIUCCIA -e- CARMELA. -(s'affrettano ad ammirare.)- MARIUCCIA Questa sì che è roba da santo! TITINA. Gesù in croce!... CARMELA Con la Madonna che piange! MARIUCCIA Sembrano vivi tutti e due! LISETTA -(a Rosaria che spia)- Vedi nessuno? ROSARIA Nessuno. TITINA La Madonna ha i capelli tuoi, Reginella! REGINELLA -(dolce e modesta)- Eh!... Volesse Iddio! ROSARIA -(spaventata)- Dal vano d'una finestra esce una mano che muove una sedia! -(Tutte si allarmano gioiosamente.)- CARMELA Per carità! Se è lo scemo, stiamoci attente! Dicono che è tanto cattivo! TITINA Cattivo lo scemo?!... Al contrario!... Io lo conosco. Fossero buoni tutti i cristiani come quel poveretto! REGINELLA Buono dev'essere perchè il santo gli comanda l'anima e il corpo. CARMELA Sì, e come fu che uccise con una mazza di ferro il cane di Mastro Michele? TITINA Lo uccise per causa che quel cane abbaiava sempre a Don Fiorenzo. LISETTA -(con accento accusatore)- L'ho visto io, lo scemo, strangolare una gallina per due soldi avuti dalla mia nonna, che, alla vigilia di Natale, non ebbe cuore di strangolarla lei stessa. E abbaiava forse a Don Fiorenzo quella gallina? TITINA Ma che vuol dire questo? Una gallina non si strangola mai per farle male. ROSARIA -(che s'è rimessa chinata presso l'uscio a spiare, dà di nuovo l'allarme)- Anche un piede! REGINELLA -(vedendo ora il cappello del reverendo sopra una sedia e prendendolo e mostrandolo sùbito, in grande orgasmo, alle compagne)- Non è uscito il reverendo perchè questo è il cappello suo!... ROSARIA -(balzando)- È lui! È lui! Andiamo via! Scappiamo! -Tutte- Scappiamo! Scappiamo! -(In iscompiglio, si dànno alla fuga; ma DON FIORENZO comparisce in tempo.)- SCENA II. DON FIORENZO -(infastidito e severo)- Che c'è, qui?! -(LE RAGAZZE che stavano per uscire si fermano e si voltano, mortificate e confuse.)- DON FIORENZO Io non vi conosco nemmeno. Che volete? Che facevate? REGINELLA -(gli si trova più presso delle altre, e, poichè, nello scompiglio, stava per portare seco il cappello, ora, tutta tremante, nascondendoselo sul dorso, indietreggia un poco e cerca le mani di qualche compagna.)- Niente facevamo, Padre Fiorenzo!... Siamo venute per.... ROSARIA -(intervenendo)- Per lo sposalizio della signorina Annita siamo venute. Da noi, sempre che c'è uno sposalizio in un villaggio, tutti i villaggi vicini, lo sapete, mandano una ragazza per dare alla sposa i fiori del mese.... È l'usanza. LISETTA -(intervenendo)- E poi, è tanto cara la signorina Annita!... Quando compariva per le campagne, pareva la santa Vergine della Saletta.... TITINA -(intervenendo)- Reginella, che è devota come lei, la incontrava anche al santuario dei Cappuccini. Erano diventate amiche.... MARIUCCIA -(intervenendo)- Ed è Reginella che dirà alla sposa gli augurî del rito. -(Rivolgendosi con grazia a Reginella)- Fagli sentire, a Padre Fiorenzo, come sai dirli bene. -(Incoraggiandola)- «Sposa bella, -- non catene e dolci anella».... Fagli sentire!... REGINELLA -(occupata a consegnare, finalmente, il cappello nelle mani di Carmela, 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617 618 619 620 621 622 623 624 625 626 627 628 629 630 631 632 633 634 635 636 637 638 639 640 641 642 643 644 645 646 647 648 649 650 651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 720 721 722 723 724 725 726 727 728 729 730 731 732 733 734 735 736 737 738 739 740 741 742 743 744 745 746 747 748 749 750 751 752 753 754 755 756 757 758 759 760 761 762 763 764 765 766 767 768 769 770 771 772 773 774 775 776 777 778 779 780 781 782 783 784 785 786 787 788 789 790 791 792 793 794 795 796 797 798 799 800 801 802 803 804 805 806 807 808 809 810 811 812 813 814 815 816 817 818 819 820 821 822 823 824 825 826 827 828 829 830 831 832 833 834 835 836 837 838 839 840 841 842 843 844 845 846 847 848 849 850 851 852 853 854 855 856 857 858 859 860 861 862 863 864 865 866 867 868 869 870 871 872 873 874 875 876 877 878 879 880 881 882 883 884 885 886 887 888 889 890 891 892 893 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 904 905 906 907 908 909 910 911 912 913 914 915 916 917 918 919 920 921 922 923 924 925 926 927 928 929 930 931 932 933 934 935 936 937 938 939 940 941 942 943 944 945 946 947 948 949 950 951 952 953 954 955 956 957 958 959 960 961 962 963 964 965 966 967 968 969 970 971 972 973 974 975 976 977 978 979 980 981 982 983 984 985 986 987 988 989 990 991 992 993 994 995 996 997 998 999 1000