VALENTINO
-(ha un moto di fastidio per la sciatta imprudenza di Stefano.)-
TERESA
Ero così felice del tuo successo!...
STEFANO
E che è accaduto da farti mutare? Devi avere perfino pianto! Io ti
domando se è bello che tu venga a rattristarmi proprio stasera.
VALENTINO
-(brontola tra sè:)- Se non me ne vado, io scoppio. -(Esce dal fondo per
prendere aria nel parco.)-
TERESA
... Quella parola mi ha turbata, mi ha offesa....
STEFANO
Quale parola?
TERESA
Quella che mi ha detta la principessa.
STEFANO
La principessa non ha avuta nessuna intenzione di offenderti. Dio buono,
tu eri un pochino grottesca, e lei, involontariamente, ha lasciato
scorgere la sua impressione. D'altronde, così imparerai a non uscir mai
fuori della tua nicchietta. Non è neppure delicato da parte tua il
mettere me in certi imbarazzi. E dire che in fondo tu hai l'illusione
d'essere una moglie perfetta!
TERESA
Non ho questa illusione, Stefano. Anzi, sospetto sempre di sbagliarmi.
Ma correggimi. Insegnami. Io non chiedo di meglio.
STEFANO
Ah! se devo passare il mio tempo a correggerti e a insegnarti!...
TERESA
Ma sarà per me un martirio senza nome il riuscirti molesta.
STEFANO
Ingègnati a modificarti da te.
TERESA
Vorrei sapere almeno con precisione in che cosa non ti accontento.
STEFANO
Stasera, per esempio, questi occhi rossi e questa voce piagnucolosa mi
sono insopportabili. Non ci vuol molto a intenderlo.
TERESA
Ebbene, cercherò d'essere allegra.... -(Sforzandosi)- Ecco, ecco, lo
vedi!... Sì, è verissimo, ero grottesca parlando con la principessa.
Adesso, anche a me sembra d'essere stata grottesca. E non me ne dolgo.
No. No. Ne rido.... Ne rido adesso... -(Comincia a ridere.)-
STEFANO
-(irritandosi)- Va bene.... Capirai che questa finzione è un rimedio
peggiore del male.
TERESA
-(ridendo forte)- No, no.... T'assicuro che rido.. T'assicuro che rido
di cuore....
VALENTINO
-(dal fondo)- Ah! il buon umore ritorna quando non ci sono io?
TERESA
-(il cui riso, nello sforzo doloroso, diventa convulso)- Se sapeste,
Valentino, se sapeste come sono stata buffa!...
VALENTINO
-(allarmato)- Ma, perbacco, questo non è un riso che fa buon sangue!
STEFANO
-(prorompendo)- Mi fate il favore di non importunarmi più oltre? È mai
possibile che non sentiate il dovere di rispettarmi come si conviene?!
-(Il riso di TERESA cessa a un tratto quasi ella fosse un automa di cui
si sia spezzato il congegno. Si piega nelle ginocchia, e automaticamente
siede.)-
-(Un lungo silenzio.)-
VALENTINO
-(timidissimo)- A me pare d'averti sempre rispettato, Stefano.
STEFANO
Non è di te che più mi lamento.
TERESA
Dunque,... sono io che ti manco di rispetto?
STEFANO
-(seguendo il filo delle sue idee con sincero convincimento)- Per poter
serbare il fosforo che mi abbisogna, io debbo concentrarmi nella mia
ispirazione, nel mio lavoro; debbo sfuggire, senza aver pietà di
nessuno, allo sfruttamento, sia pure affettuoso, d'ogni vita altrui che
voglia abbarbicarsi alla mia! Se la donna che tiene a chiamarsi mia
moglie non fosse una piccola creatura qualunque, saprebbe stare al mio
fianco, amorevole e vigile sì, ma vivendo della propria vita. Così come
ella è, non ha che un solo mezzo per rispettarmi nel senso intero e
nobile della parola: quello di rassegnarsi ad esistere il meno
possibile!
TERESA
-(credendo di celare lo strazio infinito che la consuma)- Se è per il
tuo bene, io cercherò di sparire addirittura.
STEFANO
Brava! Per maggiore consolazione, ora mi minacci la tragedia del
suicidio.
TERESA
No, Stefano! No. Non intendevo parlarti di questo. Il suicidio... non è
per me. Io ti dicevo solamente che potrei... che potrei andarmene.
STEFANO
-(fermandosi sull'idea da lei espressa)- Dove?
TERESA
Che so?... In un convento.
STEFANO
Ma che convento!
TERESA
Oppure dalla zia.
-(Breve pausa.)-
STEFANO
Io,... naturalmente,... te lo impedirei. Nondimeno, convengo che se tu
volessi andartene da tua zia, non per sempre, beninteso, ma per un po'
di tempo..., avrei torto d'impedirtelo. Ella abita qui vicino.... Ci
potremmo vedere spessissimo.... Intanto io lavorerei un poco nella
solitudine per terminare almeno l'opera che ho promessa; e tu, temprata
dalla lontananza di qualche mese, ritorneresti più disposta ad essere
come io ti desidero.
TERESA
-(scoppiando a piangere)- Per sempre, per sempre, Stefano!... Io ti sono
di peso.... È da un pezzo che lo vedo e mi sono affaticata a negarlo a
me stessa.... Io sono il tuo incubo.... È meglio che me ne vada per
sempre!
STEFANO
Teresa, per carità! Non tormentarmi anche con le tue lagrime!
VALENTINO
-(che finora ha taciuto a stento)- Ma santissimo cielo, stai per
mandarla via e non vuoi permetterle nemmeno di piangere?!
STEFANO
-(fa un gesto di esasperazione)- Oh!... -(E, uscendo per la prima porta
a destra, con violenza la chiude.)-
TERESA
-(piange, ora, dirottamente)- Per sempre, per sempre, perchè egli non
può sopportare più la mia presenza.
VALENTINO
Ma no. È una serata di burrasca eccezionale. Credete a Valentino.
TERESA
-(con un'angoscia più intima, più chiusa, a cui il suo pianto cede)- Io
non sono degna di essere sua moglie. Questa è la verità. Perciò è
necessario... che lo liberi di me.
VALENTINO
Domani, a mente calma, ci rifletterete. E sono sicuro che....
TERESA
Ma io non aspetterò sino a domani. Perderei il coraggio che ho in questo
momento, e non saprei più muovermi di qui.
VALENTINO
È appunto questo che deve accadere.
TERESA
-(lenta nella voce piena di terrore)- E così, dopo avergli guastata
tutta la vita, io mi struggerei, mi struggerei di rimorso, e sarei da
lui odiata e maledetta come una nemica! -(Poi, scatta stranamente
vibrante)- No!... Non voglio, non voglio!... Non voglio!
VALENTINO
-(impressionato)- Ecco che vi lasciate prendere ancora da quella
frenesia ingiustificata, che mi dà i brividi!
TERESA
-(senza badargli, in una crescente sovraeccitazione)- No, no.... Voi non
sapete.... Voi non vedete come vedo io.... -(Alzandosi)- Presto!...
Presto!... Fuori, sulla strada, ci deve essere il -coupé- con cui siete
venuto qui. È una circostanza propizia e io ne approfitto. -(Si mette il
cappello che era sopra una sedia, tremando in tutta la persona.)-
VALENTINO
Per amor di Dio, per amor di Dio, signora Teresa, rientrate in voi!
-(Nel più vivo orgasmo, si avvicina urgentemente alla porta a destra.)-
Stefano!... La signora Teresa vuole andarsene adesso! -(Un silenzio.)-
Stefano!...
TERESA
Lo vedete che non risponde.
VALENTINO
-(chiamando più forte)- Stefano!
TERESA
-(guarda intensamente l'uscio.)-
VALENTINO
-(è tuttora lì in attesa, ma non osa più chiamare.)-
-(Un più lungo silenzio.)-
TERESA
-(come se avesse ascoltata la sua condanna)- Non risponde.
VALENTINO
-(risoluto a secondarla)- Orsù, dopo tutto, visto che non andate che
dalla zia, io ho torto di preoccuparmi tanto. Voi dite: «per sempre», e
io sono convinto che sarà «per un giorno solo». -(Prendendo il paltò e
il mantello)- Vi accompagno.
TERESA
No, Valentino. Al contrario: io desidero che restiate presso di lui.
Egli è così nervoso, stasera....
VALENTINO
Ma fra venti minuti sarò di ritorno....
TERESA
Io mi sentirò tranquilla -soltanto- se restate. -(Si avvia.)-
VALENTINO
-(ostinatamente va per seguirla.)-
TERESA
-(si volta, energica)- Vi supplico di non venire!
VALENTINO
-(fermandosi desolato)- È destino che io non debba mai agire a modo mio!
TERESA
-(appoggiata con una spalla allo stipite della porta centrale --
lasciando in ogni parola un pezzo del suo cuore)- E dite a Stefano...
che io... anche lontana da lui... vivrò sempre con lui... e che se egli,
un giorno, mi perdonerà... d'averlo importunato per tanto tempo... avrà
fatto per me... molto più di quanto io avrò sperato.... Vi saluto,
Valentino -(Esce.)-
VALENTINO
-(solo, asciugandosi qualche lacrima)- E no!... Così non va!... -(Quasi
inconsciamente, corre verso il parco; ma si ferma poco di là dalla
soglia e mormora con rassegnazione:)- Sparita. -(Torna indietro, lento,
scoraggiato. Tocca il bottone del campanello.)-
ROMOLO
-(dalla comune, assonnato.)-
VALENTINO
Hai chiuso tutto dall'altra parte?
ROMOLO
Ho chiuso.
VALENTINO
Qui chiudo io. Puoi andare a letto.
ROMOLO
-(via.)-
STEFANO
-(entra turbatissimo, lugubre. Indossa una elegante e semplice giacca da
camera.)-
VALENTINO
Troppo tardi vieni. La signora Teresa se n'è già andata.
STEFANO
Lo so. L'ho sentito.
VALENTINO
Ha preso il tuo coupé, per farsi condurre da sua zia. -(Chiude l'uscio
in fondo, e mette la spranga ai battenti.)-
STEFANO
Credevo che tu l'avresti accompagnata.
VALENTINO
Non ha voluto. -(Dopo una breve pausa, non potendo comprimersi)- Sei un
ingrato!
STEFANO
-(nervosamente)- Ingrato perchè? Ingrato a chi?! Non debbo nulla a
nessuno. E nessuno mi è stato e mi sarà mai indispensabile!
VALENTINO
Neanche lei?!
STEFANO
Lei meno di ogni altro!
VALENTINO
Ah sì? Ed è per questo che sei così turbato?
STEFANO
Ciò che mi turba è solo il pensiero che ella soffra molto. Non ho
nell'anima tanta cattiveria quanta ne mostro in certi momenti. -(Severo
e tagliente)- Ma che Teresa mi sia indispensabile, è falso ed è
inverosimile!
VALENTINO
-(con un accento insinuante)- La più umile donna può essere
indispensabile all'uomo più orgoglioso.
STEFANO
-(asprissimo)- Tu sei il filosofo degli inetti. Va' al diavolo!
-(Un silenzio.)-
STEFANO
-(siede alla scrivania.)-
VALENTINO
Ti disponi a lavorare?
STEFANO
... Sì.
VALENTINO
E potrai lavorare?
STEFANO
-(con alterigia non sincera)-... Sì.
VALENTINO
-(accende la lampada elettrica che è sulla scrivania e spegne tutte le
altre lampade.)-
STEFANO
-(coi gomiti sulla scrivania, pensoso, abbattuto, poggia la testa tra le
mani.)-
VALENTINO
Buona notte. -(Si avvia per uscire a sinistra. Di botto si arresta.)-
Stefano!... Qualcuno raschia alla porta.
STEFANO
-(come a sè stesso, in ansia)- Chi è?
-(Tutt'e due ascoltano.)-
VALENTINO
Il rumore continua... -(Si slancia per aprire.)-
STEFANO
-(in fretta lo raggiunge, lo scosta, toglie la spranga e spalanca i due
battenti.)-
TERESA
-(che era lì, aggrappata ai battenti, col corpo stecchito, le braccia
erette, la capigliatura strappata dal cappello perduto nella corsa
precipitosa, all'aprirsi della porta, perde il sostegno, dall'alto del
gradino si piega su lui, e scivola ai suoi piedi come in ginocchio.)-
STEFANO
-(dà un grido:)- Teresa! -(La solleva, la trascina sino a una poltrona e
ve l'adagia.)-
VALENTINO
-(resta appartato, temendo d'essere di troppo, ma è intento, palpitante,
trepidante.)-
TERESA
-(senza parola, senza fiato, immobile, dilata le pupille che non hanno
più lucentezza. Il suo volto è cadaverico.)-
-(Qualche istante di solenne sospensione.)-
STEFANO
Teresa!... Tu non parli?... Perchè non parli?...
TERESA
-(in una specie di risveglio confuso)- Ho visto... ho visto... un bimbo
sperduto nel bosco.... -(Con subitaneo mutamento la sua fisonomia ha
un'espressione di tremebondo stupore.)- E come infuriava il vento!...
-(Indi, con voce carezzevole)- Ma tutte le cose del mondo sono belle!...
STEFANO
-(scattando nel tumulto delle emozioni)- Valentino!... Che è questo?...
VALENTINO
-(inorridito, con le mani nei capelli, in una intensa invocazione
spasmodica)- Dio mio!
TERESA
Tutte le cose del mondo sono belle!
-(Sipario.)-
ATTO III.
-(La stessa scena dell'atto precedente. È il pomeriggio. L'uscio del
fondo è aperto.)-
SCENA I.
VALENTINO, POI IL VECCHIO MENDICANTE.
VALENTINO
-(è solo, fumacchiando la sua pipetta, intento ad incollare della carta
sopra un gran pezzo di cartone quadrato che è a terra. È inginocchiato,
spalmando di gomma il cartone. Poi vi stende su dei fogli bianchi e
appiana con la mano per toglierne le pieghe. Borbotta celiando con sè
stesso:)- Il lavoro nobilita l'uomo: e siccome, tutto sommato, io sono
un uomo.... -(S'interrompe sollevando un po' il cartone e guardandolo.)-
Per la grandezza mi pare che vada bene. Ma viceversa va male, perchè non
ci sta tutto. -(Rimette a terra il cartone e accenna col dito indice le
parole che dovrà dipingervi, pronunziando le sillabe a una a una:)- «Si
ven-de sin da og-gi que-sto vil-li-no con tut-ti i mo-bi-li». .... No,
non ci sta. Omettiamo il «sin da oggi», chè, tanto, il lettore
intelligente lo legge tra le linee. -(Si leva e prende di su la
scrivania un grosso calamaio.)- Qui dentro dovrebbe esserci
dell'inchiostro. -(Torna a mettersi ginocchioni e mediante un
pennellaccio che ha sotto mano comincia a dipingere con l'inchiostro,
continuando a celiare.)- Una «-esse-» portentosa!...
LA VOCE DEL VECCHIO
A chi ha cento io cerco tre...
Tutto a voi e un poco a me.
VALENTINO
Oh oh!... Il mio collega è ancora vivo!
LA VOCE DEL VECCHIO
-(più vicina)- Fate la carità a un povero vecchio marinaio. -(Egli
comparisce nel parco. È più logoro, più curvo, più stanco.)-
VALENTINO
Favorisca, caro collega. Io non posso venire a ossequiarla nel parco,
perchè sto lavorando: cosa che lei non fa mai! Se vuole concedermi
l'onore della sua fiorita conversazione, si avanzi, si appropinqui!
IL VECCHIO
-(entrando lentamente)-
Senza barca, e senza rete.
Muore di fame, e muore di sete.
VALENTINO
Ma questa è roba stantia, perbacco! Lei manca di qui da più d'un anno,
mi pare.
IL VECCHIO
-(senza rendersene conto)- Da più d'un anno, sissignore.
VALENTINO
E, in tanto tempo, non ha composto niente di nuovo? Le stesse strofette,
le stesse parole....
IL VECCHIO
Eh!
VALENTINO
Ho capito. Non soffia buon vento per i poeti. Anche lei, signor mio, non
ha corrisposto all'aspettativa. Quando poi si dice: «i giovani di belle
speranze!» -(Dopo aver guardato attorno)- E la sua illustre consorte?...
Cosa ne ha fatto lei di sua moglie?
IL VECCHIO
È morta.
VALENTINO
O diavolo! Perciò hai quell'aria malinconica. Del resto, non c'è che
fare!... Tua moglie era meno forte di te, e ti ha preceduto.
IL VECCHIO
Eh, no. Non è morta di morte naturale.
VALENTINO
E come è morta?
IL VECCHIO
Sotto un tram.
VALENTINO
Davvero!?
IL VECCHIO
Laggiù, alla svolta di Mergellina.
VALENTINO
Questo poi non è giusto.
IL VECCHIO
Se Dio se la fosse chiamata, pazienza! Ma così.... -(Piange un poco)-
No, no! Così, no!
VALENTINO
E perchè non sei più venuto da queste parti?
IL VECCHIO
Quello stesso giorno, mi presero e mi portarono in prigione.
VALENTINO
In prigione?!
IL VECCHIO
Sissignore. Non è una prigione l'ospizio?
VALENTINO
Ah, all'ospizio ti portarono. E poi, te ne hanno scacciato?
IL VECCHIO
Nossignore. Di nascosto... sono fuggito.
VALENTINO
Hai fatto male. Lì un letto e una minestra ce l'avevi.
IL VECCHIO
La libertà, signore! La libertà prima di tutto!
VALENTINO
Lo so, ma si ha anche da campare.
IL VECCHIO
Campare, si campa sempre. La gente di buon cuore c'è. Se uno dice di no,
un altro dice di sì. Ci sono delle persone che a me non hanno detto mai
di no.
VALENTINO
-(si alza frugando nelle saccocce)- Io, in generale, dico di no, perchè
quella del buon cuore non è una faccenda che mi riguarda. Ma visto che
oggi, per continuare un'antica consuetudine... non mia, voglio dirti sì,
approfitta. -(Gli dà un soldo.)- E march! -(Torna alla bisogna.)-
IL VECCHIO
-(senza averne la forza, cerca di abbozzare il suo balletto:)-
llà, llà, llà,
llà, llà, llà....
-(Ma non può.)-
VALENTINO
Non darti pena, non darti pena. Ti dispenso.
IL VECCHIO
Non posso, capite, perchè non c'è più quella che mi portava la battuta.
-(Una pausa.)-
VALENTINO
Ma se stai lì ad aspettare degli altri proventi, vecchio mio, sprechi il
tuo tempo. Perchè quell'altro tuo collega -- il collega in letteratura --
non è in casa; e, quanto alla signora, non sperare che ti dia retta. Se
ti vede, non avrà neppure la più vaga idea d'averti conosciuto.
IL VECCHIO
-(sorridendo un po')- Eh eh!... Vi piace di scherzare.
VALENTINO
Questo è probabile; ma provvisoriamente non ischerzo.
IL VECCHIO
Mi voleva tanto bene, la signora!
VALENTINO
Senonchè, sotto il sole, le cose non vanno sempre allo stesso modo. Ne
accadono di tutti i colori. Laggiù, a Mergellina, ti muore la moglie
sotto un tram, e qui, a Posillipo, la signora che ti voleva bene
impazzisce. Non c'è da fidarsi, mio caro amico.
IL VECCHIO
Sempre vi è piaciuto di scherzare.
VALENTINO
E dàgli!
SCENA II.
VALENTINO, IL VECCHIO MENDICANTE, TERESA.
TERESA
-(di dentro)- Chi è che mi calpesta lo strascico?... È l'abito bello
questo!... Me lo sciupate.
IL VECCHIO
-(contento, a Valentino)- Adesso lo vedrete se ancora mi vuole bene!
TERESA
-(entra dalla prima porta a destra. Indossa assai disordinatamente un
magnifico abito da festa di color chiaro. Ha le braccia e il collo nudi.
Ha i capelli scompigliati, stranamente annodati un po' sulla nuca, e tra
essi, quasi sulla fronte, spicca un qualche enorme fronzolo bizzarro di
color vivo. Porta ai piedi delle vecchie scarpe sbottonate, e cammina
piano piano con una ingenua compiacenza di bambina ben vestita,
guardandosi lo strascico. È pallidissima. I suoi lineamenti hanno una
immobilità di statua marmorea, senza alcuna traccia di sofferenza.)-
IL VECCHIO
-(inchinandosi)- Il povero vecchio marinaio....
VALENTINO
Taci, che è inutile. -(A Teresa, cercando di farsi intendere)- State
attenta, signora Teresa. Qui c'è dell'inchiostro. -(Tra sè)- Ma sarà
meglio traslocare la baracca. -(A lei, raccogliendo gli oggetti e
alzandosi)- Così non correrete il rischio d'insudiciare il vostro abito.
TERESA
Sei molto gentile, tu. Da chi hai imparato?
VALENTINO
Ho imparato da voi, signora Teresa.
TERESA
E dove mi hai incontrata?
VALENTINO
Un po' dovunque, credo.
TERESA
E come ero vestita?
VALENTINO
-(facendo spazio sulla scrivania fra i libri, le carte e i giornali)-
Non come oggi. Oggi, siete più elegante.
TERESA
-(soddisfatta)- Sì, sì! Certamente!
VALENTINO
Siete vestita con più lusso.
TERESA
Grazie! -(Guarda minutamente la sua veste.)-
IL VECCHIO
-(insistendo per attirare l'attenzione di Teresa e dando un accento
d'implorazione ai suoi versetti)-
Chiudi gli occhi -- sopra il mare,
Apri gli occhi -- sulla terra...
TERESA
-(che a queste parole si è voltata, dopo una breve pausa, compie la
strofa con una intonazione monotona, che è come l'inconscia reminiscenza
della voce del vecchio mendicante:)-
Sulla terra -- non far guerra;
guarda attorno -- notte e giorno.
VALENTINO
-(ha un moto di sorpresa e dice tra sè:)- È strano!
IL VECCHIO
-(felice d'esser da lei ricordato)- Evviva! Evviva!
TERESA
-(gli si accosta, curiosa, esaminandolo.)-
VALENTINO
-(s'interessa al fenomeno del ricordo inatteso e va a lei come per fare
un altro esperimento.)- Signora Teresa, volete dare questi soldi al
vostro mendicante? -(Le offre dei soldi.)-
TERESA
-(macchinalmente, li piglia. Poi fa un passo avanti con l'aria di
cercare qualcuno che non vede.)-
VALENTINO
-(indicando)- A lui, a lui!
IL VECCHIO
-(stende la mano, ansioso.)-
TERESA
-(gli sorride. Tituba.)-
VALENTINO
E dunque?
TERESA
Più tardi.
IL VECCHIO
-(ritirando la mano scoraggiato)- Da quando ho perduta la mia vecchia,
non ho più fortuna!
VALENTINO
Se ti ha promesso «più tardi», puoi essere sicuro che te li darà. -(A
Teresa)- È vero che glie li darete?
TERESA
-(dolce)- Non so.
VALENTINO
Sì, glie li darete, perchè voi siete una di quelle tali persone che non
gli hanno mai detto di no.
TERESA
... Sono così piccola!...
VALENTINO
-(indugia un istante a contemplarla)- Già! -(Indi si scuote, si sottrae
vivamente a sè medesimo, torna alla scrivania, riprende il pennellaccio
e continua a dipingere il cartellone, ripetendo sotto voce:)- «Si vende
questo villino con tutti i mobili».
TERESA
-(al Mendicante come per rassicurarlo)- Anche tu sei gentile!
SCENA III.
VALENTINO, TERESA, IL VECCHIO MENDICANTE, STEFANO.
STEFANO
-(entra dal fondo, emaciato, accigliato. Passando, ha per Teresa, di
sfuggita, uno sguardo più bieco che pietoso, e, senza badare al
Mendicante, che s'inchina al suo passaggio, siede.)-
VALENTINO
Hai girato molto?
STEFANO
Sì.
TERESA
-(vedendo entrare Stefano ha avuto l'atteggiamento della scolaretta che
teme la presenza del maestro severo, e ora, sommessamente, portando il
dito indice alla bocca, consiglia al Mendicante di tacere:)- Sss!...
zitto!... Vieni! Vieni con me. -(Lo prende per un braccio, quasi gli si
aggrappa come per farsene difendere, e lo conduce verso il parco,
bisbigliando:)- Cammina piano piano....
STEFANO
-(con la coda dell'occhio, osserva Teresa e il Mendicante che escono.)-
STEFANO
Da quanto tempo era qua?
VALENTINO
Chi? La signora Teresa?
STEFANO
Lei, s'intende.
VALENTINO
Da qualche minuto.
STEFANO
-(con una vaga diffidenza)- S'intratteneva.... col mendicante?
VALENTINO
Un po' con lui, un po' con me.
STEFANO
E se ne è andata perchè sono venuto io?
VALENTINO
Bada che a voler cercare un nesso qualunque fra le sue azioni o fra le
sue parole, ci sarebbe da impazzire peggio di lei.
STEFANO
E no. Fa sempre così. Quindi un certo nesso c'è.
VALENTINO
-(per mutar discorso, terminando il suo lavoro)- Lo appiccichiamo al
cancello che dà sulla strada questo affaruccio o su, a una finestra del
piano superiore? Io direi meglio al cancello. È più in vista. Te l'ho
eseguito con la mano del cuore. E sono sicuro che appena sarà letto le
richieste pioveranno. Qui, a Posillipo, non c'è mai da comperare un
palmo di terreno. E se comparisce il forestiero quattrinaio....
STEFANO
Non t'incomodare. Il villino è venduto.
VALENTINO
Ecco! Per una volta che avevo lavorato sul serio! Ih! -(Ha un gesto
sgarbato pel cartellone.)- Sicchè, quando hai preso la risoluzione di
vendere avevi già il tuo uomo?
STEFANO
C'era già una richiesta importante.
VALENTINO
Allora, non c'è dubbio: il tuo uomo... era una donna.
STEFANO
Non fare basse insinuazioni, imbecille!
VALENTINO
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
61
62
63
64
65
66
67
68
69
70
71
72
73
74
75
76
77
78
79
80
81
82
83
84
85
86
87
88
89
90
91
92
93
94
95
96
97
98
99
100
101
102
103
104
105
106
107
108
109
110
111
112
113
114
115
116
117
118
119
120
121
122
123
124
125
126
127
128
129
130
131
132
133
134
135
136
137
138
139
140
141
142
143
144
145
146
147
148
149
150
151
152
153
154
155
156
157
158
159
160
161
162
163
164
165
166
167
168
169
170
171
172
173
174
175
176
177
178
179
180
181
182
183
184
185
186
187
188
189
190
191
192
193
194
195
196
197
198
199
200
201
202
203
204
205
206
207
208
209
210
211
212
213
214
215
216
217
218
219
220
221
222
223
224
225
226
227
228
229
230
231
232
233
234
235
236
237
238
239
240
241
242
243
244
245
246
247
248
249
250
251
252
253
254
255
256
257
258
259
260
261
262
263
264
265
266
267
268
269
270
271
272
273
274
275
276
277
278
279
280
281
282
283
284
285
286
287
288
289
290
291
292
293
294
295
296
297
298
299
300
301
302
303
304
305
306
307
308
309
310
311
312
313
314
315
316
317
318
319
320
321
322
323
324
325
326
327
328
329
330
331
332
333
334
335
336
337
338
339
340
341
342
343
344
345
346
347
348
349
350
351
352
353
354
355
356
357
358
359
360
361
362
363
364
365
366
367
368
369
370
371
372
373
374
375
376
377
378
379
380
381
382
383
384
385
386
387
388
389
390
391
392
393
394
395
396
397
398
399
400
401
402
403
404
405
406
407
408
409
410
411
412
413
414
415
416
417
418
419
420
421
422
423
424
425
426
427
428
429
430
431
432
433
434
435
436
437
438
439
440
441
442
443
444
445
446
447
448
449
450
451
452
453
454
455
456
457
458
459
460
461
462
463
464
465
466
467
468
469
470
471
472
473
474
475
476
477
478
479
480
481
482
483
484
485
486
487
488
489
490
491
492
493
494
495
496
497
498
499
500
501
502
503
504
505
506
507
508
509
510
511
512
513
514
515
516
517
518
519
520
521
522
523
524
525
526
527
528
529
530
531
532
533
534
535
536
537
538
539
540
541
542
543
544
545
546
547
548
549
550
551
552
553
554
555
556
557
558
559
560
561
562
563
564
565
566
567
568
569
570
571
572
573
574
575
576
577
578
579
580
581
582
583
584
585
586
587
588
589
590
591
592
593
594
595
596
597
598
599
600
601
602
603
604
605
606
607
608
609
610
611
612
613
614
615
616
617
618
619
620
621
622
623
624
625
626
627
628
629
630
631
632
633
634
635
636
637
638
639
640
641
642
643
644
645
646
647
648
649
650
651
652
653
654
655
656
657
658
659
660
661
662
663
664
665
666
667
668
669
670
671
672
673
674
675
676
677
678
679
680
681
682
683
684
685
686
687
688
689
690
691
692
693
694
695
696
697
698
699
700
701
702
703
704
705
706
707
708
709
710
711
712
713
714
715
716
717
718
719
720
721
722
723
724
725
726
727
728
729
730
731
732
733
734
735
736
737
738
739
740
741
742
743
744
745
746
747
748
749
750
751
752
753
754
755
756
757
758
759
760
761
762
763
764
765
766
767
768
769
770
771
772
773
774
775
776
777
778
779
780
781
782
783
784
785
786
787
788
789
790
791
792
793
794
795
796
797
798
799
800
801
802
803
804
805
806
807
808
809
810
811
812
813
814
815
816
817
818
819
820
821
822
823
824
825
826
827
828
829
830
831
832
833
834
835
836
837
838
839
840
841
842
843
844
845
846
847
848
849
850
851
852
853
854
855
856
857
858
859
860
861
862
863
864
865
866
867
868
869
870
871
872
873
874
875
876
877
878
879
880
881
882
883
884
885
886
887
888
889
890
891
892
893
894
895
896
897
898
899
900
901
902
903
904
905
906
907
908
909
910
911
912
913
914
915
916
917
918
919
920
921
922
923
924
925
926
927
928
929
930
931
932
933
934
935
936
937
938
939
940
941
942
943
944
945
946
947
948
949
950
951
952
953
954
955
956
957
958
959
960
961
962
963
964
965
966
967
968
969
970
971
972
973
974
975
976
977
978
979
980
981
982
983
984
985
986
987
988
989
990
991
992
993
994
995
996
997
998
999
1000