Non fare ad altri... Roberto Bracco ROBERTO BRACCO TEATRO VOLUME PRIMO *NON FARE AD ALTRI...* -- LUI LEI LUI -- UN’AVVENTURA DI VIAGGIO -- UNA DONNA -- LE DISILLUSE -- DOPO IL VEGLIONE 2ª EDIZIONE. REMO SANDRON -- Editore Libraio della Real Casa MILANO-PALERMO-NAPOLI PROPRIETÀ LETTERARIA -I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello di Norvegia.- È assolutamente proibito di rappresentare questi lavori senza il consenso scritto dell’Autore -(Art. 14 del Testo Unico 17 Settembre 1882)-. Published in Palermo, 10th. June Privilege of Copyright in the United States reserved under the Act approved March 3rd. 1905, by Roberto Bracco and Remo Sandron. Off. Tip. Sandron -- 126 -- I -- 290312. -NOTA DELL’EDITORE.- -(Dalla edizione precedente)- -Compilando -- con un necessario ritardo -- il primo volume del «Teatro» di- Roberto Bracco, -ho voluto raccogliere, oltre le sue prime commedie in un atto e il dramma- «Una donna», -anche qualche curioso saggio della sua più spicciola e più leggera produzione scenica che andava fino alla fiaba con «couplets» alla francese e fino allo «scherzo comico» per «cafè-chantant». Mi è parso opportuno dare a questo primo volume la impronta fedele di quella varietà saltuaria con cui Roberto Bracco, tra una corrispondenza amena destinata al- «Capitan Fracassa» -e una canzoncina destinata alla festa di Piedigrotta, tra una novelletta e un articolo critico, inavvedutamente, cominciava ad esercitare le sue facoltà di commediografo. Erano prove involontarie, pigre e rade, non determinate che da circostanze occasionali.- -Alla ribalta esordì, infatti, scrivendo la breve commedia buffa- «Non fare ad altri...» -per soddisfare la insistente richiesta di Ermete Novelli, già in rinomanza di attor comico. Aveva pubblicate, dopo il volume delle- Frottole di baby, -alcune novelle dialogate, chiamandole «novelle in un atto» e ne dovette rifare due per la scena:- «Lui Lei Lui» -e- «Un’avventura di viaggio», -perchè Arturo Garzes volle rappresentare la prima, Pia Marchi la seconda. E i quattro atti di- «Una donna» -sarebbero rimasti -- com’è noto -- seppelliti nella sua scrivania, se un suo amico intimo, Valentino Gervasi, non li avesse rivelati alla gentile precocità artistica di Tina di Lorenzo, appena diciottenne. I fogli del manoscritto uscirono quasi ingialliti dal nascondiglio dove avevano dormito per quattro o cinque anni. L’autore li rinverdì mutando qualche cosa, e li consegnò al suggeritore.- -Queste poche notizie, e qualche altra che i lettori troveranno più avanti, mi sono sembrate necessarie a completare la fisonomia di questo primo volume del «Teatro» di- Roberto Bracco. -Intanto, mi compiaccio di annunziare la ristampa dei volumi già pubblicati: anche di quelli che sono ora alla seconda edizione. Sarà una ristampa che l’Autore curerà personalmente, sicchè alcune inesattezze del testo spariranno. Di qualche lavoro, come per esempio, del dramma- «Maternità», -qualche pagina sarà addirittura mutata, perchè il testo delle precedenti edizioni non è sempre identico a quello che l’Autore preferisce per le rappresentazioni.- Maggio, 1909. REMO SANDRON. ---- NON FARE AD ALTRI.... -Commedia in un atto- rappresentata per la prima volta al -Sannazaro- di -Napoli- da -Ermete Novelli-, la sera del -22 dicembre 1886-. PERSONAGGI: -Il Commissario di polizia.- -Il Brigadiere Malomone.- -La guardia Fasanisi.- -Oscar Gentiletti.- -La signora Betta.- La scena è in una piccola città di provincia. N. B. Quando questa farsa fu scritta, il -Commissario di Polizia- si chiamava -Ispettore-. Ma nel testo della farsa qui riprodotto, essendo quello ancora talvolta recitato da qualche attor comico, è adottato l’attuale titolo di -Commissario-. ATTO UNICO. -Il gabinetto del- -Commissario di Polizia-: -- -scrivania, scaffali, seggiole-, ecc. SCENA I. IL COMMISSARIO, IL BRIGADIERE, LA GUARDIA. -(Il Commissario è seduto presso la sua scrivania con aria grave e autorevole. Ritti, innanzi a lui, stanno il brigadiere Malomone, che è molto grasso, fornito di foltissimi mustacchi, di foltissime sopracciglie, di occhi truci, e la guardia Fasanisi, che è un omino magro, sottilissimo.)- -Il Commissario- -(ai due)- Continuate, dunque, continuate. -Il Brigadiere- Erano circa le undici, quando io attraversavo per caso quella via... -Il Commissario- Questo particolare me lo avete già favorito parecchie volte. -Il Brigadiere- E mi trovavo a una quarantina di passi dal luogo del disastro. -Il Commissario- Quale disastro? -Il Brigadiere- La caduta dell’uomo dall’alto del muricciolo. -Il Commissario- Voi accorreste al tonfo... -Il Brigadiere- Al tonfo?... -(Riflette)- Al tonfo?... Non lo so. -Il Commissario- Ma che cosa non sapete? -Il Brigadiere- -(con stupida importanza)- Non so se fu proprio un... tonfo. -Il Commissario- Non sentiste cadere l’uomo? -Il Brigadiere- Feci di più, signor Commissario: sentii e vidi: ma, quanto al tonfo, in coscienza, non posso dire nulla di esatto. -Il Commissario- Bestia! -Il Brigadiere- Proprio così. «Siete una bestia!»... dissi io alla guardia Fasanisi, perchè non s’era trovata puntualmente un poco prima al posto dove l’uomo doveva cadere. Un buon piantone certe cose le prevede; e Fasanisi, ieri sera, era precisamente lui di piantone alla strada che rasenta il giardino appartenente alla Signoria Vostra. -Il Commissario- Ed egli accorse con voi, che..., come mi avete fatto sapere, attraversavate... -Il Brigadiere- -e- -Il Commissario- -(insieme)-... per caso quella via. -La Guardia- Io accorsi prima di lui. -Il Commissario- Andate avanti, Malomone! -Il Brigadiere- Sì, signor Commissario: avanti, sempre! -Il Commissario- Che pensaste quando vedeste quell’uomo precipitato giù dal muro che separa la strada dal giardino di casa mia? -Il Brigadiere- Io subito pensai: quest’uomo... è un uomo precipitato giù dal muro che separa la strada dal giardino del signor Commissario di polizia. -Il Commissario- Evidentemente, egli, dal giardino, voleva uscire di nascosto... -Il Brigadiere- Ed io, senza perdere tempo, gli domandai: perchè volevate uscire di nascosto dal giardino del signor Commissario di polizia? -Il Commissario- L’uomo s’imbarazzò? -Il Brigadiere- -(riflette)- Non lo so... perchè era ancora disteso a terra. -Il Commissario- E che rispose? -Il Brigadiere- Rispose: -(riflette)- «Ho un fianco rotto.» Allora io gli dissi: «voi siete un ladro.» Allora egli mi disse: «sì, sono un ladro.» Allora io gli dissi: «voi siete in arresto.» Allora egli mi disse: «sì, sono in arresto.» -Il Commissario- Non oppose resistenza? -Il Brigadiere- Signor Commissario, si lasciò arrestare come un galantuomo. Io e Fasanisi, gentilmente, lo afferrammo per il collo e lo andammo a depositare in prigione. -Il Commissario- Cammin facendo, che aspetto ebbe? -Il Brigadiere- -(riflette)- Signor Commissario, nessun aspetto! -Il Commissario- Dio buono, voglio dire: che contegno serbò? -Il Brigadiere- Ah! il contegno non lo so. -Il Commissario- -(canzonando)- Perchè forse era ancora disteso a terra? -Il Brigadiere- No. Cammin facendo, non era più disteso a terra. Era... -Il Commissario- In piedi? -Il Brigadiere- Nemmeno. Era... zoppicante. -Il Commissario- -(alla guardia)- E voi, Fasanisi, avete altro da aggiungere? -La Guardia- Sì, signor Commissario. -Il Commissario- Aggiungete! -La Guardia- -(a voce alta)- Io accorsi prima di lui. -Il Brigadiere- Non è vero! -La Guardia- -(alzando viepiù la voce)- Io accorsi prima di lui... -Il Commissario- Basta così, Fasanisi! Il brigadiere ha ragione, perchè è vostro superiore. E questo è tutto ciò che avevate da aggiungere? -La Guardia- Questo. -(Continua a dire per conto suo, borbottando:)- Io accorsi prima di lui... Io accorsi prima di lui... -Il Commissario- Ora è necessario -(scrivendo in fretta un biglietto)- ch’io sappia che cosa è riuscito a rubarmi quel farabutto. Fasanisi, questo biglietto a casa mia. -(Glielo consegna.)- Subito! -La Guardia- -(va via borbottando ancora:)- Io accorsi prima di lui... -Il Commissario- Eh, perbacco! Un ladro che va a rubare in casa del Commissario di polizia deve essere un bel cretino! Che ne dite, Malomone? -Il Brigadiere- Ecco, signor Commissario. Una volta mi avvenne un fatto simile. Un mariuolo, senza curarsi ch’io ero un brigadiere di polizia, mi rubò il fazzoletto dalla saccoccia. -Il Commissario- Oh! imbecille! -Il Brigadiere- Chi? -Il Commissario- Voi! -Il Brigadiere- -(piantandosi da bravo militare)- Precisamente! L’imbecille è sempre il derubato! -Il Commissario- -(seccato)- Malomone, introducete l’arrestato. -(Il brigadiere esce.)- E adesso facciamo la conoscenza di quest’altro bell’arnese! -(Pensando e ricordandosi)- Sicuro! Alle undici pomeridiane, io entro in casa... È evidente: il ladro teme di essere sorpreso, si dà alla fuga, e patapuffete! giù dal muricciolo. Si lascia arrestare perchè... ha un fianco rotto, e, cammin facendo, serba, come assicura Malomone, un contegno... zoppicante. Tutto mi è completamente chiaro, e con me non c’è troppo da scherzare... SCENA II. IL COMMISSARIO, IL BRIGADIERE -e- OSCAR. -Il Brigadiere- -(entra, tirando pel braccio Oscar Gentiletti, che è un bel giovine sulla trentina, elegantemente vestito.)- Ecco il malfattore! -Oscar- Eh! non c’è bisogno di trascinarmi così... -Il Commissario- -(a Oscar, in tono burbero e dignitoso)- Avanzatevi! -Oscar- -(lievemente zoppicando, si avanza e s’inchina cortesemente)- Servo suo, cavaliere. -Il Commissario- -(con orgogliosa compiacenza)- Ma come fate a sapere che sono cavaliere? -Oscar- Le si legge in fronte. -Il Commissario- Grazie! -(Dopo averlo guardato attentamente da capo a piedi, chiama a sè il brigadiere:)- Malomone, venite qua. -(Il brigadiere gli si accosta.)- Sentite, -(Sottovoce, all’orecchio)- Siete certo d’avermi introdotto l’individuo che arrestaste iersera? -Il Brigadiere- Vostra Signoria mi crederebbe capace d’introdurle un individuo per un altro? -Il Commissario- No, ma gli è che quegli abiti... quel volto... quel... quel... -Il Brigadiere- Gli si vede subito il delinquente, signor Commissario. -Il Commissario- Credete che gli si veda subito? Quand’è così, -(disponendosi a scrivere)- procediamo all’interrogatorio. -(A Oscar, bruscamente)- Ehi! dico, il vostro nome? -Oscar- Oscar Gentiletti. -Il Commissario- Età? -Oscar- Trent’anni. -Il Commissario- -(piano, al brigadiere)- Malomone, trent’anni! Non li dimostra. -Il Brigadiere- -(con profonda convinzione e sicurezza)- Ma li ha! -Il Commissario- -(a Oscar)- Domicilio? -Oscar- Strada San Petronio, numero sette, primo piano, porta a destra. -Il Commissario- Professione? -Oscar- -(subitamente)- Ladro. -Il Commissario- -(annotando, tra sè)- Evviva la franchezza! -(Con disgusto)- Sicchè, voi avete dedicata la vostra vita...? -Oscar- A rubare. -Il Commissario- -(violentemente)- Vergogna! -Oscar- -(con delicatezza insinuante)- Scusi, cavaliere, abbia la cortesia di astenersi da qualunque commento o rimbrotto. Veda, è questione di vocazione: lei fa il Commissario di polizia, io faccio il ladro. E in questo momento, ne sono tanto più lieto, inquantochè, essendo ladro, io ho il piacere di poterle dedicare la mia servitù. -Il Commissario- -(imbarazzandosi)- Oh!... troppo buono... Accomodatevi... si accomodi... prego... segga... deponga... il cappello. -Oscar- -(sedendo e posando il cappello)- Per accontentarla... -Il Commissario- Dunque..., signor ladro..., voi confessate... lei confessa che ieri sera s’intromise nel giardino di casa mia per... -Oscar- -(premuroso)- Per commettere un furto. -Il Commissario- Ma... -Oscar- -(con risentimento)- Metterebbe ella in dubbio la mia parola? -Il Commissario- Oh no!, tutt’altro! Le pare! Ma..., ed ecco ciò che stavo per dire,... come va, egregio signor ladro, come va che le saltò il ticchio di commettere un furto proprio in mia casa, -- in casa del Commissario di polizia? -Oscar- Le dirò... I pubblici funzionarii sono la mia specialità. -Il Commissario- Ah! me ne compiaccio. E..., perdoni, veh, se l’importuno con tante domande, ma, sa, se io non domandassi, lei non mi risponderebbe... Dunque, dicevo: come fece per intromettersi nel giardino? -Oscar- In un modo semplicissimo: sfuggendo alla vigilanza d’una guardia... che dormiva, e scavalcando il muro dove questo è molto basso. -Il Commissario- -(al brigadiere)- Malomone, sentite, eh? -Il Brigadiere- Sento, signor Commissario. -Il Commissario- La guardia dormiva. -Il Brigadiere- Signor Commissario, quella guardia che dormiva era la guardia Fasanisi. Potevano essere circa le undici quando io attraversavo.... -Il Commissario e Il Brigadiere- -(insieme)-... per caso quella via. -Il Commissario- Lo so. Tacete, ora. -(A Oscar)- E... se non sono troppo indiscreto..., dica: perchè, poi, nella fuga, ella andò a scavalcare il muro dove esso è più alto? -Oscar- Capirà: non avevo mica l’intenzione di capitombolare, io. Ma gli è che non ero pratico del giardino. Era quella la prima volta che ci mettevo il piede, e, nel buio, correndo, sbagliai la strada. -(Involontariamente)- Un’altra volta, starò più attento... Pardon... dico per dire.... -Il Commissario- -(alzandosi e avvicinandosi a Oscar)- E se dice per fare, s’inganna a partito, perchè, sa, con tutto il rispetto dovuto a un ladro per bene come lei, la giustizia provvederà. -Oscar- Torniamo a bomba, cavaliere. Su questo, siamo d’accordo. Io m’intromisi nel suo giardino per commettere un furto. -Il Commissario- Benone! -(Con furberia ed intimità, sedendogli accanto)- Dal giardino, ella passò nel salottino di casa mia.... -Oscar- Appunto: in quel grazioso salottino turco... con quei ventaglioni... quei tappeti... quelle anfore... quel microscopico scrignetto di madreperla.... -Il Commissario- Sì, lo scrignetto è carino. L’ho comperato all’Esposizione di Parigi, e ci tengo! -Oscar- Ha ragione!... E quei -biscuits- civettuoli!... E quei gingilli!... Oh! un salottino delizioso! -Il Commissario- Pih! non c’è malaccio; ma, per ora, sa, è abbozzato. Bisogna che io faccia ancora delle spese.... E se lei mi onorerà... -(correggendosi e impacciandosi)- Cioè... no: se lei... mi ruberà... cioè.... -Oscar- -(vivamente)- Io ho già rubato, cavaliere! Ho già rubato! -Il Commissario- Dunque, reo confesso? -Oscar- Nè più, nè meno. -Il Commissario- -(dopo aver ammiccato al brigadiere)- Tanto meglio! Ci dica, ora, che cosa ha rubato. I danari contenuti nello scrigno? -Oscar- No! -Il Commissario- I ninnoli d’argento? -Oscar- No! -Il Commissario- Gli oggetti d’avorio? -Oscar- No! -Il Commissario- Il tamtam giapponese? -Oscar- No! -Il Commissario- I ventagli? le anfore? i tappeti? le seggiole? i muri? -Oscar- No! No! -Il Commissario- -(infuriato)- Ma allora che diavolo ha rubato, lei? -Oscar- Già! Che diavolo ho rubato, io? -Il Commissario- Probabilmente, ella tentò di rubare, ma non potette consumare il furto. -Oscar- Che ho da dirle...? -Il Commissario- -(in tono confidenziale)- E sa lei perchè non riescì a consumarlo? -Oscar- No.... -Il Commissario- Lei non riescì a consumarlo, perchè verso le undici.... -Il Brigadiere- ... io attraversavo per caso quella via.... -Il Commissario- Zitto, Malomone! Non è questa la ragione. -(A Oscar)- Lei non riescì a consumare il furto perchè verso le undici sentì un rumore. -Oscar- -(di scatto)- Verissimo! -Il Commissario- Ebbene, -(con alterigia)- quel rumore... ero io! -Oscar- Ahimè, cavaliere, le giuro sul mio onore che ella giunse a tempo! -Il Commissario- Sicchè, lei ritira la confessione? -Oscar- La ritiro! -Il Commissario- -(tutto tronfio, ritornando alla scrivania)- E adesso, Malomone, facciamo il nostro dovere e procediamo alla regolare perquisizione dell’arrestato. -Oscar- Ma sono già stato perquisito ieri sera. -Il Commissario- Malomone, trovaste armi bianche? -Il Brigadiere- No, signor Commissario. -Il Commissario- Armi da fuoco? -Il Brigadiere- Da fuoco, soltanto una scatola di fiammiferi. -Il Commissario- Frugaste nelle saccocce? Sequestraste oggetti, carte, grimaldelli? -Il Brigadiere- Non sequestrai, signor Commissario, perchè non frugai. -Il Commissario- Cosicchè, è necessaria una seconda e minuta perquisizione. -Il Brigadiere- -(s’avvicina a Oscar.)- -Oscar- -(in orgasmo)- Le assicuro, cavaliere, che se avessi qualche cosa da esibire alla giustizia, mi farei un pregio di offrirla a lei. Ma è inutile fare una perquisizione quando non c’è nulla da trovare... -Il Commissario- -(con sussiego)- Le perquisizioni si fanno quasi sempre allo scopo di non trovare niente! Malomone, perquisite. -Il Brigadiere- -(mette le mani addosso a Oscar.)- -Oscar- -(ribellandosi)- Ah! questo poi no! -(cerca di svincolarsi.)- -Il Commissario- -(con austerità e calore)- Signor ladro, lasciate che l’autorità competente eserciti pienamente il suo potere sulla vostra persona! -Oscar- -(convellendosi)- Ma mi fa il solletico! -Il Brigadiere- -(cacciandogli le mani nelle saccocce e palpandolo dappertutto)- Taci, furfante! -Oscar- Ah ah ah... mi fa il solletico.... -Il Brigadiere- -(cavando fuori gli oggetti a uno a uno)- Signor Commissario, un orologio -(con solennità)- à remontoir. Catena... idem! La scatola di fiammiferi... suddetta! Un portasigari... senza sigari! Un fazzoletto -(annusandolo)- profumato, molto profumato... -(Porge tutto al Commissario.)- -Il Commissario- -(annusando anche lui il fazzoletto)- Opoponax! -Il Brigadiere- -(spalancando gli occhi come per una allarmante scoperta)- Perdio! -(Indi, continua a frugare.)- -Oscar- Basta, ora! Basta! -Il Brigadiere- Taci, furfante! -(palpa ancora)-... E questo è un portafogli... gravido anzi che no! -(Lo consegna al Commissario.)- -Oscar- -(pallidissimo)- È fatta! -Il Commissario- Non c’è altro? -Il Brigadiere- Non c’è altro. -Il Commissario- -(con grande gravità)- Esaminiamo i reperti. -(Osserva l’orologio, la catena, la scatola, il fazzoletto, il portasigari, e borbotta:)- Orologio à remontoir, -- catena... idem, -- eccetera... eccetera... -(Quindi, apre il portafogli e ne guarda il contenuto, mentre Oscar, affisandolo, allibisce e, senza fiatare, aspetta. -- A un tratto, il Commissario, cavando una fotografia da una busta, spalanca gli occhi, e, con un gesto di raccapriccio, esclama tra sè:)- Il ritratto di mia moglie! -Il Brigadiere- -(notando l’emozione)- Il signor Commissario ha forse trovato...? -Il Commissario- -(furibondo)- Un corno! -Il Brigadiere- Del signor Commissario? -Il Commissario- -(padroneggiandosi)- Ritiratevi, voi! -Il Brigadiere- -(andandosene)- Sarà un oggetto di grande valore. -(via)-. SCENA III. IL COMMISSARIO -e- OSCAR. -Oscar- -(resta immobile, con gli sguardi fissi a terra.)- -Il Commissario- -(abbandona la testa fra le mani, e, dopo una lunga pausa, si risolve, dignitosamente e autorevolmente, a parlare.)- Questo, o signore, è il ritratto di mia moglie. -Oscar- No! -Il Commissario- Come «no»? Non mi verrete voi a insegnare la faccia di mia moglie! -Oscar- Ebbene, ne convengo: questo è... presso a poco... il ritratto di sua moglie. Ma... l’ho rubato. Glie l’avevo detto io. Cavaliere, la prego di credere che io sono un ladro. -Il Commissario- Oh! finiamola! C’è la dedica che vi smentisce. -(legge:)- «Al mio Oscar -- Betta». E poi, più sotto: «Ore dieci e mezzo, 25 ottobre 1883»: la data di ieri. -(Continuando a leggere:)- «Prologo del nostro amore». -- Orrore!... -(si mette le mani nei capelli.)- -Oscar- Via, cavaliere, non si disperi così! Che cos’è, poi, un prologhetto?! -Il Commissario- -(con solennità)- Come vedete, o signore, voi non siete più un ladro; -(con disprezzo)- voi siete semplicemente un uomo come un altro! -Oscar- -(desolato)- Sventurato me! -Il Commissario- Ed io non sono più il Commissario di polizia: no! -(Con pari disprezzo)- io sono un marito... come tanti altri! -(Pausa.)- Prendete i vostri oggetti, signore. -(Glieli rende.)- Questo ritratto mi basterà per fare arrossire quella donna! -(Lo rimette nella busta, e lo caccia in una tasca interna del soprabito.)- Sarò inesorabile! -Oscar- Cavaliere, lei mi è testimonio che io ho fatto tutto il possibile per salvarla. Le raccomando: glielo dica; mi giustifichi lei; non mi faccia fare una cattiva figura! -Il Commissario- -(con gentilezza)- Oh! non dubiti! Lei si è regolato benissimo: da perfetto gentiluomo. -Oscar- Grazie, cavaliere! SCENA IV. IL COMMISSARIO, OSCAR, BETTA -e- LA GUARDIA. -La Guardia- -(di dentro)- È permesso? -Il Commissario- Entrate. -La Guardia- -(fermandosi sulla soglia)- Signor Commissario, ho consegnato il biglietto alla sua signora. Ella è qui! -Oscar- Lei! -Il Commissario- Giunge a proposito. Dite che favorisca. -La Guardia- -(va via.)- -Betta- -(entra disinvolta)- Son venuta io stessa a... -(Sorpresa e sconcertata, tra sè)- Oscar!... -(Al commissario, sforzandosi di nascondere l’impressione ricevuta)- Son venuta io stessa a.... -Il Commissario- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617 618 619 620 621 622 623 624 625 626 627 628 629 630 631 632 633 634 635 636 637 638 639 640 641 642 643 644 645 646 647 648 649 650 651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 720 721 722 723 724 725 726 727 728 729 730 731 732 733 734 735 736 737 738 739 740 741 742 743 744 745 746 747 748 749 750 751 752 753 754 755 756 757 758 759 760 761 762 763 764 765 766 767 768 769 770 771 772 773 774 775 776 777 778 779 780 781 782 783 784 785 786 787 788 789 790 791 792 793 794 795 796 797 798 799 800 801 802 803 804 805 806 807 808 809 810 811 812 813 814 815 816 817 818 819 820 821 822 823 824 825 826 827 828 829 830 831 832 833 834 835 836 837 838 839 840 841 842 843 844 845 846 847 848 849 850 851 852 853 854 855 856 857 858 859 860 861 862 863 864 865 866 867 868 869 870 871 872 873 874 875 876 877 878 879 880 881 882 883 884 885 886 887 888 889 890 891 892 893 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 904 905 906 907 908 909 910 911 912 913 914 915 916 917 918 919 920 921 922 923 924 925 926 927 928 929 930 931 932 933 934 935 936 937 938 939 940 941 942 943 944 945 946 947 948 949 950 951 952 953 954 955 956 957 958 959 960 961 962 963 964 965 966 967 968 969 970 971 972 973 974 975 976 977 978 979 980 981 982 983 984 985 986 987 988 989 990 991 992 993 994 995 996 997 998 999 1000