CLOTILDE -(raggiungendolo)- Voi siete pregato di tacere. Eretico! -(Indi, voltandosi)- Restate a colazione con noi, professore, se non avete altri impegni. -(Via per il parco, seguìta da Corrado.)- DON GIACINTO -(andando fino alla soglia, striscia riverenze su riverenze)- Grazie distinte, mia ottima signora! Invito graditissimo. Profitterò. Grazie distinte! Grazie distinte! SCENA SETTIMA. ENRICO -(entra, recando, con ostentazione, i suoi grossi libri. È pallidetto, d'un pallore di noia e di svogliatezza mal superata. Si avanza mentre Don Giacinto si sprofonda ancora in inchini sulla soglia.)- Sono qua, professore. -(A traverso il suo contegno reverente e untuoso traspare una certa vivacità contenuta.)- DON GIACINTO -(girando su sè stesso)- Finalmente, vi siete compiaciuto! ENRICO -(fa per baciargli la mano.)- DON GIACINTO -(la ritira con modestia)- Meno baciamani, e più studio, figliuolo! Svelto sveltino, al lavoro, al lavoro! -(Gli prende i libri e li depone sul tavolino.)- ENRICO ... E la mamma? DON GIACINTO L'ottima signora mamma è uscita in questo momento con l'ottimo signor Corrado. ENRICO -(correndo verso il parco)- Mamma! Mamma!... DON GIACINTO -(correndo dietro di lui e afferrandolo per la sottana)- Ma dove andate, adesso? ENRICO La mamma mi aveva promesso di raccomandarvi.... DON GIACINTO -(tenendolo pel braccio e avvicinandolo al tavolino)- So bene. So bene. So benissimo. Avete bisogno di riposo. Mettetevi a sedere, e riposatevi. Parlerò io, lavorerò io, mi affaticherò io. Ma poi sarete bocciato voi. ENRICO -(con umiltà artificiosa)- È interesse mio, professore, di sbrigarmi. Non vedo l'ora di dedicarmi alla missione che m'è stata assegnata. DON GIACINTO -(soddisfatto)- Questo è parlar da senno, questo è parlar da senno. Concentriamoci, dunque, mio ottimo Enricuccio, e procediamo. -(Siedono, dirimpetto, presso il tavolino.)- ENRICO -(si concentra.)- DON GIACINTO Continueremo, oggi, a lumeggiare il concetto substanziale del razionalismo e dell'idealismo nella dottrina di San Tommaso, che sarà sempre la nostra guida superna nell'immensurabile cammino che dobbiamo percorrere. Dicemmo ieri ciò che, per Lui, sono le «idee». -Idea in Deo nihil aliud est quam Dei essentia.- Ma... a questo punto soffermiamoci per non incorrere nelle confusioni del vulgo. -Per hoc excluditur quorundam error qui dicebant omnia ex simplici divina voluntate pendere absque aliqua ratione.- È chiaro? ENRICO -(che non ha capito nulla)- ... Non molto. DON GIACINTO -(paziente -- con una intenzione che vorrebbe essere persuasiva) Voluntas intellectum sequitur. Bonitatem suam ex necessitate....- ENRICO -(animandosi a un tratto e spezzandogli la frase)- Un'automobile, professore!... -(Si ode, infatti, di lontano, il fragore d'un'automobile a tutta velocità.)- DON GIACINTO Cerchiamo di non distrarci, figliuolo! -Bonitatem suam....- ENRICO -(tendendo gli orecchi)- Si sta fermando! DON GIACINTO Lasciatelo fermare. Non m'interrompete. -Bonitatem suam....- ENRICO Pare che si fermi dal lato superiore della villa. Chi sarà? DON GIACINTO Che volete che ne sappia, io? ENRICO Ecco: avete sentito?... S'è fermata. -(Scatta in piedi.)- DON GIACINTO -(grida)- Ma state cheto, Enricuccio! ENRICO Vado a vedere dal terrazzino. DON GIACINTO Io vi proibisco di muovervi! ENRICO Non arriva mai nessuna automobile fin qui. Un po' di curiosità, professore! -(Salta via, precipitosamente, per la porta a sinistra.)- DON GIACINTO -(si alza, urla, si congestiona)- Enricuccio, dico!... Voi trattate il vostro maestro come se fosse un citrullo vestito! Non è questo il modo di comportarvi!... E che San Tommaso vi potete imparare, così? -(Poi, tra sè, agitandosi)- Io mi vedo perduto. Io mi vedo perduto. Il tempo stringe. La materia è ampia! E fa caldo, per giunta.... Fa caldo! -(Si soffia col suo cappelletto.)- SCENA OTTAVA. NANETTA -(di fuori, vociando)- Zia Clotilde!... Zia Clotilde!... -(Indi, più velocemente)- Zia Clotilde! Zia Clotilde! Zia Clotilde! Zia Clotilde! DON GIACINTO Oh Oh! Che carrucola! NANETTA -(entra a passi rapidi, ripetendo-:) Zia Clotilde! Zia Clotilde! Zia Clotilde! -(Vede Don Giacinto e, senza badargli, senza fermarsi, lo saluta appena)- Buon giorno, signore! -(Fa un giro per la stanza continuando vertiginosamente)- Zia Clotilde, zia Clotilde, zia Clotilde, -(infila la porta a destra)- zia Clotilde, zia Clotilde.... -(La sua voce si allontana.)- DON GIACINTO -(l'ha seguìta con lo sguardo, intontito.)- ENRICO -(tornando)- Ho visto slanciarsi dal cancello superiore del parco una signora; ma non ho capito chi è. DON GIACINTO Io, invece, l'ho capito. È una maniaca. Sicuro! Una maniaca che ripete cento volte in un minuto «zia Clotilde». ENRICO Una maniaca?!.. Ma no.... Dov'è?!.. DON GIACINTO Sta perlustrando liberamente tutta la casa. Eccola qui!... NANETTA -(di dentro)- Zia Clotilde, zia Clotilde, zia Clotilde.... -(Venendo diritta, s'incontra, di faccia, con Enrico e gli si ferma davanti)- Oh oh!... Il cuginetto prete, forse?... -(Vivacissima)- Io so d'avere un cuginetto prete, o quasi prete. Siete voi? ENRICO -(guarda impastoiato.)- NANETTA Se è certo che siete mio cugino, vi do subito del tu e vi abbraccio. ENRICO -(sempre più impastoiato)- ... Io sono Enrico. NANETTA Io sono Nanetta. ENRICO Ma sì.... Ora vi riconosco. Da che sono entrato in seminario non ho avuto più l'occasione di vedervi. Là per là, non potevo riconoscervi. NANETTA E io, ugualmente. Mi ti ricordavo un puttino, ti ritrovo uomo. Cioè... cioè: -uomo- non è la parola esatta. Vestito in cotesta maniera!... ENRICO È vero. DON GIACINTO -(preso da una specie di spavento, si agita più che mai, tentando di appartarsi. Sembra un pappagallo che, in allarme, si rabbuffi.)- NANETTA -(a Enrico, con brio crescente)- Intanto, non ti ho abbracciato. -(Fa per abbracciarlo.)- ENRICO -(evitando, arrossendo)- No, no.... Grazie.... NANETTA Guarda lì. Sempre lo stesso!... Nemmeno quando eri un mocciosetto ti lasciavi abbracciare da me. -(Si scioglie il fitto e abbondante velo che le avvolge la testa.)- E ricordo che me ne arrabbiavo, perchè i bambini erano la mia adorazione e la mia aspirazione. Avevo poco più di vent'anni e già avrei voluto esser madre di tre o quattro marmocchi. -(Con capricciosa mutevolezza, indicando Don Giacinto, abbassa la voce, ma non tanto che egli possa non udire.)- E dimmi: quel signore, che è più prete di te, chi sarebbe? ENRICO -(sulle spine -- presentandolo)- Il mio maestro di teologia: il professor Tabarra. NANETTA -(affrettandosi a presentarsi da sè e a stringergli la mano)- Nanetta d'Altuna, felicissima di conoscerla! Io non so bene di che si tratti, ma deve essere interessante la teologia.... DON GIACINTO -(con una gran voglia di svignarsela)- Sì.... È probabile. NANETTA Assisterò volentieri a qualche lezione. Purchè sia roba per signorine, beninteso,... come, per esempio,... -Il padrone delle Ferriere, Il romanzo d'un giovane povero....- DON GIACINTO -(storce il viso, fa gli occhi d'un bue.)- NANETTA -(gettando, a molta distanza, sul canapè, il velo che s'è tolto e la borsetta di viaggio)- A scanso d'equivoci, professore, io sono ancora una signorina. Forse lei ne ha dubitato vedendomi giungere qui, tutta sola, in automobile. Ma io, oramai, americaneggio, sa. Ho fatto per troppo tempo la signorina italiana. N'ero stufa! Due piedi in una scarpa.... Capirà!... E poi ce l'ho nel sangue un po' d'America. Mia madre -- la moglie dello zio di Enrico -- è un'americana. A lei, professore, evidentemente, non piacciono le signorine americaneggianti come me. DON GIACINTO Se non ho aperto bocca!... NANETTA Scusi: perchè non le piacciono?... DON GIACINTO Chiedo licenza.... I miei rispetti, i miei rispetti, i miei omaggi, i miei ossequi.... -(Se la svigna verso il parco, tenendosi con una mano la pancia, mettendosi con l'altra il cappelletto sul cocuzzolo.)- ENRICO E la lezione, professore?! DON GIACINTO -(allungando le gambe e uscendo)- Tornerò! Tornerò, figliuolo! Tornerò. Tornerò. SCENA NONA. NANETTA È buffo il tuo professor Tabarra! ENRICO -(timido)- E voi... voi siete... piuttosto allegra, mi pare. NANETTA Altrochè.... -(Effimera)- Allegrissima! E sin dalla nascita sono allegrissima! Di solito, si nasce piangendo?... Mi è stato assicurato che io, viceversa, nacqui ridendo. -(Col pensiero saltellante)- Ma, dunque, che n'è di questa zia Clotilde? Dove si cela? ENRICO La mamma è uscita insieme col signor Liberti. NANETTA Ahi... Col signor Corrado? ENRICO Lo conoscete molto? NANETTA -(con una particolare intonazione)- Sì, abbastanza!... Che siano andati alla stazione per ricevermi?... È possibile, perchè io avevo annunziato alla zia il mio arrivo senza avvertirla che sarei venuta in automobile. ENRICO Mi duole che la mamma non sia in casa.... NANETTA Mentre sto ad aspettarla, mi terrai compagnia tu, spero. ENRICO Come volete. NANETTA E sarai, certamente, molto cortese, molto galante. Ti è proibito di essere galante? ENRICO -(confuso)- Non credo. NANETTA Se non ti è proibito, comincia col togliermi questa spolverina. -(Svoltandosela già sulle spalle)- Articolo primo della galanteria: «L'uomo deve togliere la spolverina alla donna». ENRICO -(preoccupato)- Mi proverò. NANETTA Animo, cuginetto, chè pericoli non ce ne sono! ENRICO -(goffamente, cerca di eseguire.)- NANETTA Aspetta, che mi laceri qualche cosa. Ciò non è prescritto dal codice della galanteria. Anzi! Divieto assoluto di lacerare!... Pianino pianino.... Bravo!... Così!... ENRICO -(soddisfatto)- Devo togliere altro? NANETTA Ah, no!... Togliere altro, no! E adesso, tu mi inviti a sedere, e io seggo: io t'invito a sedere, e tu siedi. ENRICO -(resta lì, immobile, attento, a guardarla, tenendo la spolverina, delicatissimamente, come se fosse una preziosa ragnatela, con la punta delle dita.)- NANETTA Non hai inteso? ENRICO -(scotendosi)- Ho inteso, sì! Ecco.... -(D'urgenza, pone la spolverina sul canapè, afferra una sedia e gliela offre.)- NANETTA -(siede)- Benissimo. -(Indi, con i gesti, gli dice di pigliare un'altra sedia e di sedere presso di lei, dirimpetto.)- ENRICO -(obbedisce.)- NANETTA Benissimo! -(Pausa. E, d'un subito, assillata da un'impellente curiosità, vivamente comincia)- Sicchè... -(Ma s'interrompe e si trattiene per non rivelarsi.)- ENRICO Sicchè?... NANETTA Di che cosa vogliamo discorrere, cuginetto? ENRICO A vostro piacere. NANETTA Discorriamo un po'... discorriamo un po'... del signor Corrado. Eh? ENRICO Discorriamo un po' del signor Corrado. NANETTA Qui, in campagna, lo vedete spesso, voialtri? ENRICO Assai spesso lo vediamo. Egli è di casa. E poi il villino suo è attaccato alla nostra villa. I due parchi ne formano quasi uno solo. Non li divide nemmeno una siepe. NANETTA -(arzigogolando per conto suo, tace.)- -(Un silenzio.)- ENRICO -(per prolungare il discorso)- Se non m'inganno, una volta, anche quel villino apparteneva a noi: alla famiglia Carmineti.... E, una ventina d'anni fa, egli deve averlo comprato dal mio babbo, di cui era intimo amico.... Perciò i due parchi.... NANETTA No, vedi, di tutto questo non me ne importa niente. ENRICO -(con semplicità)- Discorrevo del signor Corrado per accontentarvi. NANETTA -(irrequieta, bisbetica)- Te ne ringrazio, ma.... passiamo oltre. Basta di lui! Sì, basta, basta! Perchè non ci occupiamo di te, invece? Ne so così poco! Desidero saperne un tantino di più. ENRICO -(con una certa emozione)- Non ne vale la pena.... NANETTA -(canzonandolo graziosamente)- O cielo! Com'è modesta Sua Eminenza!... -(Mutando)- Ma sai che quanto più ti guardo più mi sembri diverso da tuo fratello primogenito? Siamo stati insieme, a Napoli, parecchie ore, di recente. Posso far bene il raffronto. Nessuna rassomiglianza tra voi due. Nessuna! E io preferisco te. Egli, si capisce, ha i vantaggi che gli dànno l'uniforme d'ufficiale di marina e il suo tenore di vita brillante. In complesso, intendiamoci, è un amore di giovanotto. Ma in te c'è più fondo: c'è un non so che di più intrinseco. Ho l'occhio esperto, io!... È proprio un peccato che ti sei fatto prete! ENRICO Cioè... cioè... mi farò prete. Non lo sono ancora. NANETTA A vederti si direbbe di sì. ENRICO Ce ne vuole del tempo prima ch'io sia in grado d'ordinarmi -in sacris-. Per ora, sto chiuso in seminario. NANETTA Io t'ho trovato qui. Hai l'ubiquità di Sant'Antonio?! ENRICO Ho avuto una licenza per ragioni di salute. NANETTA Per ragioni di salute!... Povero figliuolo!... Di che sei malato? ENRICO Non saprei.... Lì, in seminario, avevo dei turbamenti, dei capogiri, degl'incubi.... NANETTA Oh, che brutta storia è questa!... Ma di' a Nanetta, ragazzo: in sostanza, te la senti o non te la senti la vocazione? ENRICO Quale? NANETTA Dio benedetto, la vocazione del sacerdote! ENRICO Me la sento, me la sento. NANETTA In coscienza? ENRICO In coscienza. NANETTA La mia impressione è che quella non sia una faccia di sacerdote. ENRICO A poco a poco, lo diventerà. NANETTA Lo diventerà se ti truccherai, come fanno gli attori. Ma, sotto la truccatura, ci resterà sempre una faccia destinata... a tutt'altro. ENRICO A che? NANETTA Auff!... Che domanda oziosa! ENRICO Io non capisco. NANETTA Neanche approssimativamente? ENRICO -(abbassando gli occhi)- E come potrei capire, cugina? NANETTA -(con un lieve sgarbo, alzandosi)- Vai, vai!... Vedo che in seminario ti hanno già inoculati... -i semi- della finzione! ENRICO -(mostrando un improvviso rammarico)- Non dovete, per un nonnulla, formarvi un cattivo concetto di me. NANETTA È inutile. La finzione non mi garba, non mi piace. È inconciliabile col mio temperamento. Guarda: io ero felice del nostro incontro come se avessi ritrovato, dopo una lunga lontananza, un fratellino fatto grande; e quel tuo contegno di monacella al confessionale mi guasta tutto. ENRICO -(per giustificarsi)- Eppure, cugina... se voi vi metteste nei miei panni.... NANETTA Sarei un seminarista alquanto sospetto in seminario! ENRICO No, non scherzate su questo!... Se vi metteste nei miei panni, intendereste voi stessa che qui dentro -(accenna agli abiti che porta)- si finge un po', è vero, ma si finge inconsciamente.... NANETTA E, per giunta, ti ostini a darmi del -voi-, il che mi riesce opprimente!... Come si fa a dare del -voi- a una cugina?... E poi, è così bello il -tu-! È così buono! Aiuta a diventare schietti, a diventare leali.... ENRICO Ma non è rispettoso e il dover mio è di rispettarvi. NANETTA Obbligatissima! Non voglio essere rispettata. Il rispetto mi accresce gli anni. Ne ho già abbastanza. ENRICO Vorrei averli io gli anni che avete voi! NANETTA Perchè tu, con gli anni che ho io, saresti per lo meno vescovo; ma io non lo sono. -(Con burlesca imperiosità)- Insomma, poche chiacchiere: se da oggi innanzi non mi dai del -tu-, ti abolisco come fratello! ENRICO -(animandosi, levandosi)- «Da oggi innanzi» avete detto?... -(Correggendosi e ripetendo per abituarsi:)- «hai, hai detto», «hai detto». NANETTA Da oggi innanzi: precisamente. ENRICO -(giubilante)- Ciò significa che resterai un pezzo con noi! NANETTA Chi lo sa! -(Sospirando)- Io lo spero!... Dipenderà da un affaraccio! ENRICO Da un affaraccio?!.. NANETTA Purtroppo, cuginetto! Tutta la mia vita dipende, oramai, da uno di quegli affaracci che càpitano addosso, quando il diavolo ci mette la coda. Lo conosci personalmente, tu, il diavolo? ENRICO -(sorridendo con riservatezza)- Personalmente, no. NANETTA Io, sì. Tu vedessi che po' po' di coda!... Ci si inciampa e non c'è più modo di trovare l'equilibrio. -(Con una scherzosa aria di mistero)- Sono innamorata, pretino mio!... Accidenti all'amore e a chi lo inventò!... Non furono mica Adamo ed Eva, sai. Quei due lì inventarono una faccenda più pratica. ENRICO -(di nuovo imbarazzatissimo, riabbassa gli occhi.)- NANETTA Vieni qua! Vieni qua! -(Espansiva, quasi gioconda, tirandolo per la tonaca, lo fa risedere, accanto a lei, sul canapè ingombrato dal velo, dalla borsa, dalla spolverina.)- Ora che siamo intimi, possiamo tornare utilmente al nostro degno signor Corrado. Raccontami tutto! Mettimi al corrente!... Come impiega il suo tempo?... Sempre attorno alle donne, immagino! Sempre in cerca d'avventure! E, in mancanza di meglio, si -arrangia- coi prodotti campestri! Non ho indovinato? ENRICO -(col fiato corto, arrossendo)- Sono cose che io ignoro. NANETTA No, cuginetto bello! Se ricominci a fare l'ingenuo, mi casca il pane di bocca!... Tu devi secondarmi. Devi agevolarmi anche! ENRICO In quello che mi è permesso.... NANETTA Santa pazienza! Questa tua futura mitria è un castigo di Dio.... Be', mi darai, almeno, delle informazioni d'altro genere. -(Tutta accesa, le pupille sfavillanti)- Per esempio, dimmi, dimmi: parla mai di me, lui, con la zia? E, se ne parla, come ne parla?... Mi loda? Mi ammira? Mi biasima? Mi disprezza? ENRICO In verità, non mi consta che con lei parli di voi.... Uh! m'è scappato il voi per isbaglio. NANETTA Vile! ENRICO Chi? NANETTA Lui. ENRICO -(genuinamente)- Il signor Corrado è vile?! NANETTA Vilissimo. Già, tutti gli uomini sono vili. E quando, eccezionalmente, non sono vili, sono uomini per metà. ENRICO Forse, cugina, è per l'inconveniente della viltà che sinora non ti sei voluta maritare? NANETTA -(con un clamoroso slancio di sincerità)- Non mi son voluta maritare io? Dio degli dei, io ne ho avuta costantemente la buona intenzione! Sull'inconveniente della viltà sarei stata prontissima a chiudere gli occhi! Che diamine! ENRICO E allora?... NANETTA Ti pare strano ch'io sia rimasta a terra? Hai ragione! Si vede che sei un ragazzo molto intelligente. E bada che sono stata amata da un'enorme quantità di uomini.... Un esercito!... Senonchè, quei pochi ch'erano disposti a sposarmi mi disgustavano tanto ch'io non me li sarei presi per marito neppure con la certezza d'avere un regno, e tutti gli altri poi mi amavano svisceratamente... a condizione di non sposarmi. ENRICO -(sbigottito)- Oh!... E perchè? NANETTA T'interessa di saperlo? ENRICO Sicuro che m'interessa! NANETTA Ma, caro il mio pretino, tu sei un tesoro!... Finalmente trovo qualcuno che mi autorizza a parlare dei miei guai! Mi sembra di togliermi un bavaglio!... Una disgraziata fanciulla matura, tra gli altri suoi tormenti, ha quello di dover serbare un disinvolto silenzio sulle sue disgrazie antimatrimoniali! C'è da morirne!... Tu mi domandi perchè mi hanno amata a condizione di non sposarmi? Te lo dico subito: perchè io ho i connotati della donna poco sposabile. ENRICO -(protestando)- Ma che! NANETTA È così. Dev'essere così, pretino mio. È la sola spiegazione logica. Io riconosco che mi si debba credere disadatta al matrimonio da quando, per dispetto, faccio il comodo mio; ma se non mi fossi persuasa d'avere dei connotati speciali io non potrei spiegarmi quel che mi è accaduto anche prima, quel che mi è accaduto sempre! Appena giovinetta, già sentii intorno a me qualche cosa di molesto, qualche cosa di offensivo. E al primo uomo da cui ebbi una dichiarazione d'amore parve naturalissimo di slanciarsi per darmi un bacio. ENRICO -(quasi interrogandola con gli occhi pieni d'ira)- Ma non te lo diede!... NANETTA Ah, no! Fui più svelta io a dargli uno schiaffo. ENRICO -(con fiera soddisfazione)- Perbacco! NANETTA E quanti altri ho dovuto darne fino a oggi! ENRICO -(esaltandosi di ammirazione e cercando le parole)- Ma, dunque,... tu sei... tu sei... NANETTA Io sono, nè più nè meno, come dovrai essere tu se ti metterai sul serio a fare il sacerdote. ENRICO Già! NANETTA A ogni donna che vorrà regalarti un bacio, -ttà-, un ceffone. ENRICO -(ostenta una risatella)- Eh eh eh eh! NANETTA Ci ridi?... Meglio non riderci, caro. Se ne danno magari cento con un gusto matto, ma è probabile che il centunesimo si dia di mala voglia, perchè... a lungo andare... So io quello che dico! -(Infervorandosi e infervorandolo)- Vuoi un consiglio da Nanetta, pretino?... Giacchè sei ancora in tempo, smettila! smettila! SCENA DECIMA. -(Dalla porta del parco, DON GIACINTO, inosservato, fa capolino come per spiare.)- ENRICO -(emozionatissimo, continua a ridere ostentatamente)- Sì, smetterla!... Come se fosse niente!... A consigliare si fa presto!... NANETTA Chi ti obbliga?... Fammi capire. Chi ti obbliga?... La mamma, forse, soffiata da quel pappagallone del professor Tabarra? DON GIACINTO -(che, attratto dall'argomento, si è avanzato fino alla soglia, trasalisce allungando il naso e, sulla punta dei piedi, tutta la persona.)- ENRICO Nessuno mi obbliga, ma io so che ci teneva molto la buon'anima del babbo. NANETTA -(con crescente animazione)- Non importa! La buon'anima del babbo ti assolverà. Mandagli delle scuse all'altro mondo, e getta al vento il collarino! Hai avuto il piacere di nascere uomo, perdinci, e vai a cacciarti nella medesima galera, nei medesimi ceppi da cui sono martirizzate le povere donne senza marito! -Enrico- -(ride più di prima, ma il suo riso è divenuto nervoso)- Non dire così, cugina, che mi spaventi con le tue parole... NANETTA -(presa da una bizzarra giocondità aspra e chiassosa)- Viva la libertà, pretino mio! Io lo grido come dal fondo di una prigione, tu puoi gridarlo all'aperto, con l'impeto d'una locomotiva in partenza! -Enrico- -(in una repentina ebbrezza d'eroismo bambinesco)- Orbene, cosa credi? Che io abbia paura di gridarlo?.. T'inganni a partito. Io so averne del coraggio, se voglio. Viva la libertà! NANETTA -(che, in questo momento, con la coda dell'occhio ha scorto Don Giacinto)- E abbasso il professor Tabarra! DON GIACINTO Eeeh?!... -(Fa un salto e, all'istante, se la dà a gambe.)- ENRICO -(voltandosi, spaurito)- Chi è? NANETTA -(dissimulando)- Nessuno. ENRICO Io ho udita una voce. NANETTA Io non ho udito niente. ENRICO -(corre alla porta e allibisce.)- Era proprio il professore! NANETTA -(raggiunge Enrico, battendo le mani, schiamazzando)- L'avevo visto, sai! Faceva la spia... L'avevo visto!... Guarda, guarda come l'ho messo in fuga!... -(E, mentre si diverte a guardarlo fuggire, ha una forte scossa e cessa di schiamazzare.)- Cugino!... È lui o non è lui? ENRICO È il professore: te l'accerto. NANETTA Ma no! Non parlo più di quel coso. Dico: laggiù, nell'altro viale... ENRICO Ah, nell'altro viale è il signor Corrado. Si avvia appunto da questa parte. NANETTA -(assalita da un orgasmo folle, va di qua e di là per la stanza)- Poveretta me! Sono tutta devastata dalla polvere... Sono tutta scarruffata... Avresti potuto condurmi nella stanza di toilette della zia, piuttosto che chiacchierare di tante sciocchezze! ENRICO Sei stata tu a volerne chiacchierare! NANETTA Non so perchè, io non mi aspettavo che venisse adesso! Pretino mio, che sbattimento di cuore! Vuoi sentire?... ENRICO Non è necessario: me l'immagino... NANETTA 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617 618 619 620 621 622 623 624 625 626 627 628 629 630 631 632 633 634 635 636 637 638 639 640 641 642 643 644 645 646 647 648 649 650 651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 720 721 722 723 724 725 726 727 728 729 730 731 732 733 734 735 736 737 738 739 740 741 742 743 744 745 746 747 748 749 750 751 752 753 754 755 756 757 758 759 760 761 762 763 764 765 766 767 768 769 770 771 772 773 774 775 776 777 778 779 780 781 782 783 784 785 786 787 788 789 790 791 792 793 794 795 796 797 798 799 800 801 802 803 804 805 806 807 808 809 810 811 812 813 814 815 816 817 818 819 820 821 822 823 824 825 826 827 828 829 830 831 832 833 834 835 836 837 838 839 840 841 842 843 844 845 846 847 848 849 850 851 852 853 854 855 856 857 858 859 860 861 862 863 864 865 866 867 868 869 870 871 872 873 874 875 876 877 878 879 880 881 882 883 884 885 886 887 888 889 890 891 892 893 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 904 905 906 907 908 909 910 911 912 913 914 915 916 917 918 919 920 921 922 923 924 925 926 927 928 929 930 931 932 933 934 935 936 937 938 939 940 941 942 943 944 945 946 947 948 949 950 951 952 953 954 955 956 957 958 959 960 961 962 963 964 965 966 967 968 969 970 971 972 973 974 975 976 977 978 979 980 981 982 983 984 985 986 987 988 989 990 991 992 993 994 995 996 997 998 999 1000