Nemmeno un bacio (Dramma in tre atti e un epilogo) Roberto Bracco ROBERTO BRACCO TEATRO VOLUME NONO IL PERFETTO AMORE -- =NEMMENO UN BACIO= REMO SANDRON -- Editore Libraio della Real Casa MILANO-PALERMO-NAPOLI-GENOVA-BOLOGNA-TORINO Copyright by Roberto Bracco, 1917. PROPRIETÀ LETTERARIA -I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello di Norvegia.- È assolutamente proibito di rappresentare queste produzioni senza il consenso scritto dell'Autore -(Art. 14 del Testo Unico 17 Settembre 1882)-. Copyright by Roberto Bracco, 1917. Off. Tip. Sandron -- 311 -- I -- 291117 NEMMENO UN BACIO. -Dramma in tre atti e un epilogo- rappresentato, la prima volta, dalla Compagnia Stabile del -Manzoni-, al Teatro Carignano di Torino, la sera del 12 Dicembre, 1912. Protagonista: TINA DI LORENZO. PERSONAGGI: NANETTA D'ALTUNA. CLOTILDE CARMINETI. ENRICO CARMINETI, suo figlio. CORRADO LIBERTI. CLAUDINE RANIER. ROSSANA MONTEFLORA. NINÌ. AMALIA. ALBERTINA. DON GIACINTO TABARRA. Il signor DE PLANES. La signora DE PLANES. Un domestico. -Nei tre atti l'azione è nei pressi di Napoli, nell'epilogo è a Napoli. -- Dal terzo atto all'epilogo passano circa sedici anni.- ATTO PRIMO. -Il salotto terreno d'una villa in campagna. In fondo, una gran porta centrale, spalancata, dà su un breve pianerottolo scoperto, digradante in un parco di cui si vede il verde delle querce, delle palme, dei cedri e si vedono i ricami smaglianti delle aiuole. -- Un'altra porta a destra, un'altra a sinistra. Tutti i mobili -- un canapè, un tavolino, sedie, sediolini, seggiole a bracciuoli, seggiole a dondolo -- sono di giunchi o di vimini, variamente dipinti, e compongono un allegro ambiente multicolore.- SCENA PRIMA. -(Compariscono, di là dalla gran porta in fondo, il signor DE PLANES e la signora DE PLANES, a braccetto. -- Lui è un uomo sulla quarantina, bassotto, rotondetto, con le guance rosse, con gli occhi piccoli e cilestrini. Lei, molto più giovane, quasi quasi gli somiglia. Belloccia, fresca, grassottella, ha una testolina che par fatta di succhero candito. Vestono tutti e due con accuratezza goffa. E, di comune, hanno anche il modo di gestire, di muoversi, di guardare. E si guardano tra loro a ogni istante come per consultarsi a vicenda, e fanno spesso, simultaneamente, la medesima mossa, il medesimo gesto. Quando lui parla, lei approva, tacendo, oppure gli fa l'eco. -- Senza staccarsi, si fermano. Non osano entrare.)- IL SIGNOR DE PLANES Sempre così in questa casa! Nessun domestico! -(Pausa. -- Si guardano.)- Vogliamo entrare? -(Pausa.)- Entriamo. LA SIGNORA DE PLANES Entriamo. -(Si avanzano -- Si fermano, di nuovo, nel centro della stanza. -- Guardano intorno e si guardano tra loro.)- IL SIGNOR DE PLANES Nessun domestico! -(Pausa.)- Vogliamo sedere? -(Pausa.)- Sediamo. LA SIGNORA DE PLANES Sediamo. -(Seggono, insieme, vicinissimi, sul canapè.)- IL SIGNOR DE PLANES Qualcuno verrà. -(Pausa.)- E di qui non ce n'andremo senza aver parlato con Donna Clotilde. LA SIGNORA DE PLANES -(approva.)- IL SIGNOR DE PLANES È lei che dovrà dare una lezione coi fiocchi a quel malcreato! LA SIGNORA DE PLANES -(approva.)- IL SIGNOR DE PLANES A quel farabutto. LA SIGNORA DE PLANES -(approva.)- IL SIGNOR DE PLANES A quel filibustiero. LA SIGNORA DE PLANES -(approva.)- -(Un silenzio.)- IL SIGNOR DE PLANES -(ripensandoci)- A quell'uomo infernale che mi vorrebbe far fare un... torto dalla mia pupa! LA SIGNORA DE PLANES -(accenna di sì, vivamente.)- IL SIGNOR DE PLANES -(stringendosi di più a lei)- Ma la mia pupa non me lo farà, no! LA SIGNORA DE PLANES -(con uno scotimento del dito indice e del capo)- No, no! IL SIGNOR DE PLANES Perchè lei glie ne vuole, del bene, al suo maritino! LA SIGNORA DE PLANES Molto! IL SIGNOR DE PLANES Cara! -(L'abbraccia.)- SCENA SECONDA. ENRICO -(ventenne -- vestito da seminarista -- con in mano dei grossi libri, entra dalla porta a sinistra nel momento in cui il signor De Planes sta abbracciando sua moglie. Nel vedere la coppia, fa un piccolo salto, e cerca di deviare. Ma s'impappina e non sa più andare nè avanti ne indietro.)- -(Il signor DE PLANES e la signora DE PLANES si alzano confusi.)- ENRICO Restino comodi. IL SIGNOR DE PLANES Aspettavamo.... LA SIGNORA DE PLANES Aspettavamo.... ENRICO Forse, desiderano di parlare con mia madre? IL SIGNOR DE PLANES -(guarda la moglie.)- Già. Lo desideriamo. LA SIGNORA DE PLANES -(guarda il marito.)- Lo desideriamo. ENRICO Vado ad avvertirla. IL SIGNOR DE PLANES Grazie. LA SIGNORA DE PLANES Grazie. ENRICO -(esce difilato, a destra.)- IL SIGNOR DE PLANES Mi ha visto che t'abbracciavo. E che è? Non siamo coniugi? LA SIGNORA DE PLANES -(accenna di sì.)- IL SIGNOR DE PLANES E, allora, niente a ridire. LA SIGNORA DE PLANES Niente. SCENA TERZA. CLOTILDE -(premurosamente, dalla destra)- Una visita della coppia De Planes a quest'ora?... -(Strette di mano.)- Accomodatevi, prego. E spiegatemi subito a che cosa debbo questa visita inaspettata. Sono curiosa. -(Il signor DE PLANES e la signora DE PLANES tornano a sedere, vicinissimi, sul canapè. CLOTILDE siede su una seggiola a sdraio. -- Un silenzio.)- CLOTILDE Dunque? IL SIGNOR DE PLANES Questa visita inaspettata, Donna Clotilde, non è una visita. CLOTILDE No?... IL SIGNOR DE PLANES È una noia. LA SIGNORA DE PLANES Una noia. IL SIGNOR DE PLANES -(di scatto)- Per colpa del signor Corrado Liberti! CLOTILDE Oh! IL SIGNOR DE PLANES Perchè lui, iersera, durante la passeggiata che facemmo in carrozza,... importunò la mia pupa! CLOTILDE Io non me ne accorsi. In che modo la importunò? IL SIGNOR DE PLANES Coi piedi. CLOTILDE Coi piedi?! IL SIGNOR DE PLANES -(guardando la moglie)- Non è vero, pupa? LA SIGNORA DE PLANES -(guarda il marito e conferma)- Sì, sì, coi piedi. IL SIGNOR DE PLANES Coi piedi suoi, lui pestava i piedi della pupa, pestava! CLOTILDE -(meravigliata e scandalizzata)- Questo si permetteva?!.. -(Tentando di scusarlo)- Ma no.... Sarà stato per la mancanza di spazio. Eravamo quattro in una carrozzetta non più grande d'un canestro!... IL SIGNOR DE PLANES Altro che mancanza di spazio, Donna Clotilde! Lavorava sott'acqua come un palombaro... con la speranza che la pupa mi facesse un... torto! LA SIGNORA DE PLANES Un torto! IL SIGNOR DE PLANES E lei, che ha ingegno, lo capì, e, quando rincasammo, me lo spiattellò, piangendo, povera pupa, che pareva una grondaia. LA SIGNORA DE PLANES Una grondaia. IL SIGNOR DE PLANES -(accendendosi)- L'egregio signor Corrado Liberti crede d'essersi imbattuto in una delle tante che cominciano dai piedi e finiscono.... Non so se rendo l'idea! CLOTILDE La rendete perfettamente. IL SIGNOR DE PLANES Ma egli s'è sbagliato d'uscio, Donna Clotilde, e siete voi che dovete dargli una lezione coi fiocchi! -(Guarda la moglie.)- LA SIGNORA DE PLANES -(guarda il marito.)- Coi fiocchi! CLOTILDE Gli muoverò, senza dubbio, un forte rimprovero. Mi sentirà! Vi assicuro che mi sentirà! IL SIGNOR DE PLANES Non basta! Non basta! CLOTILDE «Non basta»?... Con un uomo che ha cinquant'anni sonati, basterà. E, d'altronde, egli è un mio vecchio amico, ed è anche, per me, un prezioso vicino. Nei mesi di villeggiatura mi allevia le pene della vita campagnola a cui, per due terzi dell'anno, mi obbligano, aimè, le falle del mio bilancio!... Non posso mica gridargli: fuori di casa mia perchè avete pestati i piedi della pupa del signor De Planes! Bisogna che siate ragionevole. IL SIGNOR DE PLANES -(scontento)- Ragionevole!... Ragionevole!... È una bella parola «ragionevole»!... Ma, intanto, quel filibustiero farà orecchie da mercante! LA SIGNORA DE PLANES Da mercante! CLOTILDE Fidate in me, mio buon De Planes. Da oggi innanzi, la vostra pupa sarà trattata... come se non avesse piedi. Fidate in me. SCENA QUARTA. CORRADO -(venendo dal parco)- Permesso? IL SIGNOR DE PLANES -(ha come un urto alla schiena e guarda immantinente la moglie.)- LA SIGNORA DE PLANES -(ha come il medesimo urto, simultaneo, e guarda immantinente il marito.)- CLOTILDE Permessissimo! -(Con una punta caustica)- Sempre bene accetto il nostro caro Liberti! IL SIGNOR DE PLANES -(si contorce e gonfia le guance.)- LA SIGNORA DE PLANES -(diventa scarlatta e non sa quale atteggiamento assumere.)- CORRADO -(avanzandosi)- Alle undici del mattino siete già in funzione, Donna Clotilde?... -(Le stringe la mano.)- CLOTILDE Questa simpatica coppia aveva qualche cosa da dirmi. IL SIGNOR DE PLANES -(rizzandosi sulle gambette come un galluccio che sia per lanciare il suo chicchirichì)- E l'abbiamo detta! LA SIGNORA DE PLANES -(si alza con lui, e, questa volta, non guarda lui, ma guarda a terra.)- CORRADO -(al signor De Planes)- Ve ne andate quando io arrivo!... Segno d'inimicizia.... Datemi almeno il tempo di ossequiare la vostra bella mogliettina. IL SIGNOR DE PLANES -(mettendosela subito a braccetto)- Donna Clotilde, noi ci facciamo un pregio di salutarvi, e vi leviamo l'incomodo. CLOTILDE Ma non ve ne scappate così, signor De Planes! -(Il signor DE PLANES e la signora DE PLANES, appiccicati tra loro, l'uno tutto impettito e con la testa eretta, l'altra tutta impastoiata e con la testa penzoloni, affrettano il passo ed escono dal fondo.)- SCENA QUINTA. CORRADO -(dopo averli seguiti con gli occhi, umoristicamente, si rivolge a Clotilde)- Carini tanto! CLOTILDE -(si leva minacciosa, piegando le braccia, dimenando il corpo dalla cintola in su.)- CORRADO Che hanno quei due? CLOTILDE Siete un portento d'innocenza! CORRADO È probabile. CLOTILDE Con i vostri capelli grigi e con i vostri dolori articolari dovreste vergognarvi di persistere nella professione del seduttore! CORRADO I dolori articolari li confesso quotidianamente, e non nego i capelli brizzolati, che, con gratuita esagerazione, vi compiacete di chiamare grigi; ma non ho di che vergognarmi, perchè la professione del seduttore, ammesso che io l'abbia esercitata, non la esercito più. CLOTILDE Seducete, oramai, involontariamente? CORRADO Non ho detto questo. CLOTILDE Peggio! Vorreste farmelo credere senza dirlo. Il colmo della vanità e della ipocrisia! CORRADO Ho inteso. È una di quelle giornate in cui sentite il bisogno di vilipendermi. Mi esibisco con l'abituale mansuetudine; ma permettetemi, vi prego, di sedere. I suddetti dolori articolari non mi consentono di ascoltare altrimenti che seduto le vostre insolenze. -(Si sdraia nella più comoda seggiola a dondolo.)- CLOTILDE Come mi diverto di vedervi invecchiare! CORRADO Questa, poi, è malvagità. Io, invece, vedendovi invecchiare, mi rattristo. CLOTILDE Impertinente!... Io sono vedova, e le vedove non invecchiano! CORRADO Per il marito morto, è indubitato che non invecchiano. CLOTILDE -(stizzita)- Ma parliamo delle vostre nuove gesta, piuttosto! CORRADO Parliamone. Non sono io che ho scantonato. CLOTILDE -(sedendogli vicina, con bruscheria)- Per le brevi, caro signore! Iersera, nella mia carrozza, durante tutto il tempo della passeggiata, i vostri piedi non cessarono mai di tormentare quelli della signora De Planes. CORRADO Se erano i suoi che tormentavano i miei! Mi dava delle pestate da farmi bestemmiare. CLOTILDE Bugiardo! Quella è una povera marionetta insospettabile. CORRADO Vi dico che è così. La signora De Planes ha le estremità intraprendenti. CLOTILDE Il fatto è che lei vi ha accusato a suo marito. CORRADO È furba la marionetta! Si vede che ha capito che io non ne ho voglia. CLOTILDE Siete stato capace d'aver voglia di tanta minutaglia che valeva meno di lei! CORRADO Ecco la vecchia storia!... Mi favorite questa calunnia fin dall'epoca dei nostri famosi amori: da circa un quarto di secolo! Io ero, allora, un certo omino che, via, poteva darsi il lusso di scegliere e che, scegliendo voi, aveva scelto tra quel che la piazza offriva di meglio, perchè voi eravate un fiore di bellezza, un fiore di eleganza.... CLOTILDE -(interrompendolo, con ironia)- Grazie, troppo gentile!... CORRADO -(proseguendo ed esasperandosi al ricordo)- Ebbene, ciò non ostante, anche allora, mi credevate disposto a ogni più sconcio passatempo. CLOTILDE Dispostissimo. CORRADO Il che sarebbe stato in completa antitesi con le mie abitudini e con la mia indole. È strano che le donne imparano subito a conoscere -l'uomo-, e non possono mai imparare a conoscere... -gli uomini!- Fanno una confusione maledetta. Di ciascuno, finiscono col sapere sempre la stessa cosa: cioè... che è un uomo. E, in fondo, non c'è caso che ne sappiano altro. CLOTILDE Per fortuna! CORRADO Avete torto. Conoscendoci meglio, le donne si procurerebbero non di rado qualche dispiacere di meno e qualche soddisfazione di più. CLOTILDE -(sbottando)- Vi sarei molto grata se mi diceste quale dispiacere di meno mi sarei procurato io, per esempio, conoscendo meglio la vostra pregevolissima persona! Mi piantaste da un giorno all'altro dopo d'avermi trascinata a tradire mio marito fino al punto di mettere al mondo un figlio vostro!... Avessi pure scoperte in voi le più peregrine virtù, non avrei potuto farmene che un empiastro! E poi, che ce ne importa, a noi donne, che ce ne importa delle virtù invisibili dell'uomo che a noi rivela, intanto, tutta la sua turpitudine, e che si regola con noi come l'ultimo dei mascalzoni? CORRADO -(placidamente)- Oserei osservare che oggi le vostre escandescenze offensive scoppiettano d'una terminologia alquanto più energica del solito. CLOTILDE -(con una frivolezza interiore che traspare dalla rabbia ostentata)- Sì, caro signore, perchè oggi, ritrovando in voi, più evidente del consueto, la bricconeria del donnaiolo ch'io sperimentai, mi sento salire alla gola tutto il fiele che mi faceste ingoiare e mi accorgo che, a traverso circa un quarto di secolo, non ho ancora digerita l'infamia che mi commetteste! CORRADO Avete la digestione lenta. CLOTILDE Come siete spiritoso! -(Con una alzata di spalle, levandosi)- Ma, già, è naturale che queste cose non vi facciano nessuna impressione. Avete perduta ogni sensibilità. Dentro di voi, siete mummificato! -(Fa una smorfia di disgusto)- Ih!... che roba!... Basti dire che non date segno d'una qualunque commozione nemmeno quando vi nomino vostro figlio, nemmeno quando egli stesso vi è innanzi! Io credo perfino che non vi ricordiate mai d'avere un figlio, in lui. CORRADO -(diventando serio, senza smettere la sua aria di pigra placidezza)- Siete sempre una gran chiacchierina, mia buona amica! CLOTILDE Chiacchierina, io? CORRADO E sì! Parlate sempre un po' troppo e un po' a vanvera. La vostra loquacità scorrazza come un puledro sul prato e va a sbattere spesso... dove non dovrebbe. CLOTILDE Non vi fa comodo ch'io vi parli di vostro figlio?... CORRADO Proprio no. CLOTILDE Il rimorso! CORRADO -(urtato)- Ma che rimorso!... Rimorso di che?... Vostro marito, per il quieto vivere o per quella sua floscezza di bigotto, finse di credersene il padre, e, grado grado, gli si affezionò come un padre autentico. Sicchè, a questo ragazzo, l'essere nato di straforo non ha arrecato e non arrecherà nessun danno. -(Accalorandosi)- Il doloroso è per me che addirittura lo perderei di vista se non simulassi di villeggiare tre o quattro mesi dell'anno in questo paesucolo infetto, dove egli è appiccicato al vischio d'un seminario. Il doloroso è per me, è per me, che, non potendo influire su lui, debbo rassegnarmi a saperlo avviato, dal bigottismo del suo falso padre, verso una vita che è fuori la vita!... Voi, amica mia, non comprendete nulla di tutto ciò, perchè... vivete soltanto delle vostre parole, come le cicale vivono del loro gridìo. Di tanto in tanto, vi eccitate a freddo per una qualche scempiaggine, e, con quella inconsapevolezza che vi distingue, nello sfogo ozioso, spifferate una frase che mi colpisce dove si nasconde una piaga. -(Pausa.)- CLOTILDE -(mortificata, mite, e, purtuttavia, volontariamente caparbia)- Io come io non vi ritengo sincero. Sarò... una cicala, ma una cicala con parecchie dita di cervello, checchè sembri a voi. E ragiono a fil di logica, io. Se ci fosse un fondo di sincerità nelle vostre smanie paterne, perchè non avreste cercato di legarvi un poco di più a quel ragazzo?, perchè non avreste cercato di acquistare il diritto di trattarlo diversamente da come si tratta un estraneo? CORRADO -(guardandola, dubitoso)- Che diamine dite? CLOTILDE -(con la leggerezza che le è propria)- Dico... che vi sarebbe stato facile diventarne, almeno,... il secondo padre. CORRADO Adesso, parola d'onore, sono io che non comprendo. CLOTILDE -(affrettandosi per non perdere il coraggio d'esprimere il suo pensiero)- Quando morì mio marito, nessuno vi avrebbe vietato di sposarmi.... CORRADO -(tornando alla sua calma umoristica)- Questo è innegabile; ma, cosa volete!,... non ci pensai. CLOTILDE -(con prosopopea burlesca)- ... Potreste... pensarci ancora. CORRADO -(si alza immediatamente)- Vi saluto, amica mia. CLOTILDE -(d'urgenza)- Badate che ho scherzato. CORRADO -(flemmatico)- Lo so, lo so. Ma sono di quegli scherzi che fanno venire i brividi della febbre terzana!... Vo' a prendermi qualche raggio di sole. Mi sentirò meglio. CLOTILDE -(rintuzzando per chiasso)- Sono brutti scherzi davvero! Non mi ci mancherebbe altro che di finire i miei giorni con voi! CORRADO I giorni, poco male. Ma le notti!... Quelle, le finireste male assai! CLOTILDE E voi troppo bene! CORRADO Custode notturno di antichità nazionali! -(Fa per andare)- A rivederci. CLOTILDE Aspettate un momento, «ultimo dei mascalzoni». Mi metto un cappello ed esco anch'io. -(Con un'aria misteriosamente solenne per stuzzicare la curiosità di lui)- Ho da recarmi alla Stazione. Voi mi accompagnerete soltanto per un tratto di strada. E, tra un'ora, vi permetterò di far colazione con noi. Siete invitato. CORRADO Vi recate alla Stazione?... Chi è che arriva? CLOTILDE Se non ve l'ho detto, è chiaro che non ve lo voglio dire. CORRADO -(animandosi e turbandosi)- Vostra nipote Nanetta?! CLOTILDE Ah? Lo sapevate, furfante? CORRADO -(con una certa dissimulazione)- Un mese fa, a Napoli, mi annunziò che sarebbe venuta, ma io non le prestai fede. CLOTILDE -(caricatamente)- Ci viene! Ci viene! Sissignore!... E ci viene in piena funzione di signorina emancipatissima: sola e libera come una farfalla al vento! CORRADO Sarà una semplice visita di qualche giorno. CLOTILDE No, caro, perchè, in una lettera che ho ricevuta stamane, mi dà le seguenti notizie. Quel rammollito, che lei ha per padre e che io ho per fratello, va a scoprire la Scandinavia e la Russia; quella matta di mia cognata va a imperversare in casa dei suoi parenti a Boston; e lei, Nanetta -- che dovrebbe volersi un po' sbizzarrire anche lei per consolarsi dei suoi crudeli trentasei anni -- ha deciso invece -(sottolineando)- di passare tutta la stagione estiva in questa misera cittaduzza campestre, dove non è mai stata. CORRADO -(sempre più turbato e nervoso)- Tutta la stagione estiva?! CLOTILDE Ma io ne sono felicissima! Le voglio molto bene, a Nanetta, per regola vostra. CORRADO Non ne dubito.... CLOTILDE -(con intensione maliziosa)- E le ho fatto preparare un bel quartierino civettuolo, a cui si accede dal parco per una scaletta speciale. Così, la mia bella nipote potrà lasciarsi rapire comodamente, senza che il suo rapitore adoperi la scala di seta.... CORRADO -(irritandosi)- Ma smettete, Dio buono! Smettete! CLOTILDE -(vuotando il sacco all'improvviso)- Se lei stessa mi ha scritto che spasima per voi! CORRADO -(preso da un'intima agitazione)- La signorina Nanetta ha, in certo modo, l'imprudente frivolezza di tutta la vostra famiglia, e, come voi, attribuisce poca importanza alle parole. Stupisco, non pertanto, che neppure questa volta le sia sembrato opportuno di misurarle! CLOTILDE Oh, questa poi è nuova!... Ce l'avete con lei?... Ne parlate con voce adirata!... Siete perfino diventato pallido!... CORRADO -(ha tutti i nervi in sussulto e prorompe)- Non ce l'ho con lei, ma non posso dissimulare che il suo arrivo mi preoccupa, mi sconcerta, mi dà fastidio. Lei non è per me una donna come un'altra. Fa male a venir qui ed è incredibile e deplorevole che non ne abbia la coscienza! CLOTILDE -(lo guarda stupita. Indi, levando gli occhi e le mani al cielo, con comicità)- Santi del paradiso, se veramente quest'uomo ha trovato una donna che gli mette la tremarella addosso, vuol dire che è venuta la fine del mondo! -(Esce a destra.)- CORRADO -(tra sè -- dandosi rabbiosamente un pugno al petto)- Con venti anni di meno, forse non tremerei! SCENA SESTA. DON GIACINTO -(entra dal fondo, frettolosamente, strisciando riverenze)- Riverisco, signor Corrado. Servo suo. Riverisco. -(È un prete alto, dalla testa piccola, dalle spalle strette, e disarmonicamente fornito di una abbondantissima pancia, d'una grossa pappagorgia e d'un lungo naso che gli s'inarca sulla bocca. Pancia, pappagorgia e naso paiono posticci, quasi estranei a quella sua figura di spilungone. Egli parla rapidamente, accompagnando le parole con molti gesti analoghi, e si muove e cammina con la sveltezza d'una persona magra. Indossa una zimarra leggera, sotto cui, a ogni suo movimento, il pancione tremola, come una enorme palla gelatinosa.)- CORRADO -(freddo)- Buongiorno, professor Tabarra. DON GIACINTO Un po' caldo, oggi, per chi ha fretta. Son venuto di corsa. -(Soffiandosi col cappelletto rotondo)- Otto minuti di ritardo! Dico otto, saranno sette. Ma son troppi ugualmente! Son troppi ugualmente! -(Chiamando una volta a destra, una volta a sinistra)- Enrico!... Enricuccio!... -(Poi, di nuovo, a Corrado)- Meno di un'ora per una lezione! Come si fa? Come si fa, ottimo signor Corrado? La materia è ampia, gli esami si avvicinano, Enricuccio è fuori di seminario, e temo che si sbandi, che si sbandi! Ha avuto il permesso per malattia.... Uhm! Uhm! Malato di pigrizia, starei per dire. -(Chiama una volta a destra, una volta a sinistra)- Enrico!... Enricuccio! CORRADO Potrebbe darsi che non si senta nato per la vita che gli si è voluta tracciare. DON GIACINTO Ah, no! Ah, no! Ah, no! La stoffa c'è, ottimo signor Corrado. La stoffa c'è. Natura spirituale, natura ascetica! Tal e quale suo padre. CORRADO -(con un piccolo soprassalto)- Cosa?!.. DON GIACINTO Asceta vero, asceta puro, asceta purissimo quell'ottimo amico mio, rapito immaturamente alla devota prole e alla fedele consorte! Marito non infecondo per doverosa osservanza del settimo sacramento, ma dentro di lui!... l'asceta c'era, l'asceta c'era. E ne aveva tutta l'infinita bontà. -(Estasiandosi)- Era buono! Era buono! Era buono! CLOTILDE -(rientrando)- Chi era buono tre volte, professore? DON GIACINTO -(con un profondo inchino d'ossequio)- Suo marito, signora. CLOTILDE Lasciatelo in pace dove si trova, quel poveretto. DON GIACINTO Spiegavo all'ottimo signor Corrado l'affinità ereditaria tra Enricuccio e l'ottimo defunto. CLOTILDE Bravo!... Un pensiero felicissimo! -(Per deviare)- Intanto, Enrico non sa che siete qui. -(Chiamando forte)- Enrico!... C'è il professor Tabarra. Vieni subito. LA VOCE D'ENRICO Sì, mamma. CLOTILDE Vi raccomando, Don Giacinto: non troppo rigore. Quel ragazzo ha tanto bisogno di riposo! DON GIACINTO Rigore, no. Rigore, no. E, col degno figlio di Don Ubaldo Carmineti, sarebbe superfluo. Ma sa, mia ottima signora, mia eccellentissima signora: teologia!... Materia ampia! CLOTILDE Restringetela voi un poco. CORRADO -(che è già presso l'uscio in fondo, aspettando e sbuffando)- Gliela dia in pillole. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617 618 619 620 621 622 623 624 625 626 627 628 629 630 631 632 633 634 635 636 637 638 639 640 641 642 643 644 645 646 647 648 649 650 651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 720 721 722 723 724 725 726 727 728 729 730 731 732 733 734 735 736 737 738 739 740 741 742 743 744 745 746 747 748 749 750 751 752 753 754 755 756 757 758 759 760 761 762 763 764 765 766 767 768 769 770 771 772 773 774 775 776 777 778 779 780 781 782 783 784 785 786 787 788 789 790 791 792 793 794 795 796 797 798 799 800 801 802 803 804 805 806 807 808 809 810 811 812 813 814 815 816 817 818 819 820 821 822 823 824 825 826 827 828 829 830 831 832 833 834 835 836 837 838 839 840 841 842 843 844 845 846 847 848 849 850 851 852 853 854 855 856 857 858 859 860 861 862 863 864 865 866 867 868 869 870 871 872 873 874 875 876 877 878 879 880 881 882 883 884 885 886 887 888 889 890 891 892 893 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 904 905 906 907 908 909 910 911 912 913 914 915 916 917 918 919 920 921 922 923 924 925 926 927 928 929 930 931 932 933 934 935 936 937 938 939 940 941 942 943 944 945 946 947 948 949 950 951 952 953 954 955 956 957 958 959 960 961 962 963 964 965 966 967 968 969 970 971 972 973 974 975 976 977 978 979 980 981 982 983 984 985 986 987 988 989 990 991 992 993 994 995 996 997 998 999 1000