sensazione di sorpresa che ho avuto stamane e che tu hai certamente male interpetrata, io ho sentito risvegliare il mio cuore, l'ho sentito battere come accanto al tuo, insieme col tuo. -(La circonda col braccio)- Via, Claudia!... Non ti accorgi del mio mutamento? Non ti accorgi che, oramai, io torno a essere... il marito innamorato che ero? -(La bacia.)- CLAUDIA -(levandosi con un atto di ribrezzo)- Ah, no! ALFREDO Claudia!... CLAUDIA No! No! No! Questa turpe commedia mi fa nausea! ALFREDO Silenzio, per carità! E rientra in te, Claudia, rientra in te! CLAUDIA Io avrei voluto parlarti con tranquillità, avrei voluto annunziarti pacificamente la risoluzione ferma e irremovibile di separarmi da te e d'andare a vivere sola, lontana da tutti.... ALFREDO Tu sei un'insensata! CLAUDIA Ma in poche ore mi si è così appesantita addosso quest'afa pestifera di transazioni, di finzioni e d'infamia, che non mi è più possibile nemmeno di serbare una calma relativa, non mi è più possibile di tacerti ancora quanto ti disprezzo. Io mi sento soffocare! Io mi sento morire d'asfissia! Aria! Aria! ALFREDO Abbassa la voce, maledizione! -(Chiude in fretta l'uscio a sinistra e torna a lei)- Abbassa la voce! CLAUDIA -(in tono più sommesso come per una concessione)- È completamente inutile, dunque, che tu ti dia la pena di fingere e di mentire. Io ho deciso di scavare un abisso fra me e te. E lo farò! ALFREDO -(padroneggiandosi)- Senti, Claudia, non è questo il momento di discutere la tua risoluzione. Ciò che per ora devo chiedere alla tua... cortesia è che tu mi risparmi adesso l'imbarazzo grave d'uno scandalo, che, tutto sommato, tu non puoi temere meno di me! Andiamo di là, Claudia.... Parleremo a nostro agio quando saremo soli in casa.... Andiamo di là.... CLAUDIA E tu fidi nella certezza che io tema lo scandalo? ALFREDO -(tentando di parer sempre mite e remissivo)- Forse non lo temi. Non hai ragione di temerlo. Sia pure. Ma una cosa è non temerlo e un'altra è invocarlo a dirittura. CLAUDIA Orbene, è proprio così! Io lo invoco! Io lo voglio! ALFREDO Ma nella tua ribellione, vedi, ci dev'essere un errore di fatto, ci dev'essere un equivoco CLAUDIA Nella mia ribellione c'è l'idea chiara ed esatta di ciò che è stato e di ciò che sarà. ALFREDO Appunto di questo ragioneremo. CLAUDIA Ciò che è stato, te lo dico subito. -(Parla rapido e concitato.)- Non erano trascorsi che pochi giorni dalle nostre nozze e io comprendevo già che mi avevi sposata per una capricciosa ostinazione di uomo corrotto dal quale una fanciulla non s'era lasciata prendere. La percezione della realtà incenerì a un tratto il mio amore o quel sentimento che avevo creduto amore. Eppure, rimasi al mio posto. Non per omaggio alle convenzioni sociali e nemmeno per rispetto al tuo nome che tu per il primo non rispettavi: no, no!; ma perchè non volevo rinunziare a un'ardente speranza, non volevo rinunziare a un'ambizione che tutta mi teneva. Io ero presa, ero dominata da un singolare istinto di maternità, che andava assumendo le proporzioni d'una necessità imprescindibile della mia vita e che era sempre stata la guida, la luce, la fiamma della mia esistenza! -(Più dolce)- Quando ero bambina, carezzando le mie bambole, io costruivo nella mia incoscienza qualche cosa che era assai più della tenerezza infantile, di cui, a quell'età, si circonda il giocattolo. E più tardi, mano mano che la mia indole si è sviluppata, mano mano che il tumulto vario del mondo mi ha investita, una sola voce ho ben distinta, una sola voce m'è parsa limpida e convincente: quella che mi parlava della forza, della gioia e della gloria di sentirsi madre! Io porto oramai in me l'oggetto di tutti i miei sogni, di tutte le mie aspirazioni. Ho trionfato! Ho trionfato! Posso denunziare la tua indegnità! Posso respingerti come un intruso! Io basto a me stessa. E non devo chiedere più nulla a nessuno! Vattene. ALFREDO -(vorrebbe inveire contro di lei, vorrebbe metterle un bavaglio per costringerla a tacere; ma è lui costretto a frenarsi e ad ingoiare la rabbia che gli sale alla bocca.) (Una pausa.) (Indi, con un sorriso bieco)- Dopo tutto, mia cara Claudia, questo figlio, che già prima di nascere ti rende così orgogliosa e così battagliera, è anche mio. CLAUDIA -(seccamente)- Tu non lo credi che sia tuo. ALFREDO Ti ho detto io di non crederlo? CLAUDIA Non lo credi! ALFREDO E se pure io non lo credessi o se appena ne dubitassi, non ti affretteresti tu a protestare per il tuo decoro? CLAUDIA Il maggior decoro d'una donna al cospetto d'un marito come te è di potergli dire: ti ho tradito! ALFREDO -(fremendo e moderandosi con cinica dissimulazione)- Questo lusso di audacia non m'impedisce di credere che sia -mio- il figlio della donna che porta il mio nome. CLAUDIA La verità vera è un segreto che soltanto io posseggo! ALFREDO Ma dove pretendi di arrivare, tu? Quale illusione nascondi nella tua fatua impudenza? CLAUDIA Voglio distaccare da te la mia creatura. ALFREDO È una volontà pazza che la legge condanna a restare nel mondo della tua immaginazione. CLAUDIA Se mi sfidi, io saprò gridare a tutti che non sei il padre di mio figlio! ALFREDO E vorrai sopportare un giorno di sentirti rinfacciare da lui d'averlo fatto nascere col marchio dell'adulterio? CLAUDIA Gl'insegnerò io a non arrossirne. Per ora mi preme di sottrarlo alla profanazione della tua abiettezza, e sono pronta ad accusarmi. ALFREDO Fortunatamente, il Codice non attribuisce alcun valore alle confessioni di tal genere. CLAUDIA E il tuo nome, la tua stirpe, il tuo... il tuo onore... ti permetteranno di rassegnarti allo scandalo che poc'anzi temevi? Ti permetteranno di coprirti di ridicolo negando ciò che io affermerò? E anche ammesso che ti ci rassegni, che importanza ha il Codice nel caso nostro? Tu vuoi accettare una paternità di cui non sei convinto per carpire del danaro a un parente milionario. Ecco la profanazione alla quale io mi oppongo! Sei tu sicuro che la confessione mia non basterà a farti perdere la partita? ALFREDO -(offuscato dall'ira)- Non insistere, perdio, perchè, quando tu ti ostinassi a volermi rovinare, io non so che cosa accadrebbe. Un uomo, che è giunto dove sono giunto io, non ha e non deve più avere scrupoli di coscienza! CLAUDIA -(invasa dalla paura, sbarrando gli occhi)- Alfredo! ALFREDO Sì, io potrei essere capace dì tutto!... CLAUDIA -(indietreggiando)- Di percuotermi, anche?! ALFREDO Taci, te ne supplico! CLAUDIA -(serrando al corpo le braccia incrociate come per difendersi, grida:)- Sarebbe la distruzione! -(Poi, gridando più forte:)- Portatemi via! Portatemi via! -(IL DUCA e MAURIZIO accorrono.)- SCENA IV. IL DUCA, MAURIZIO, CLAUDIA -e- ALFREDO. ALFREDO No... nulla di grave, zio. Non vi spaventate. Una crisi nervosa che.... CLAUDIA Non è vero! Egli mi ha minacciata di violenze inaudite! IL DUCA -(ad Alfredo)- Tu! ALFREDO Zio, io conto sul vostro buon senso. Questa donna è in preda a un accesso di follia, di cui mi sfugge la causa. Ella vi dice e vi dirà delle cose enormi. Ma sono certo che voi non le presterete fede. CLAUDIA -(affannosamente, assorgendo, esaltandosi)- Duca di Vigena, voi siete tornato tra noi per amore di pace e di concordia?... Vi hanno ingannato! Io vi giuro che detesto mio marito e che egli mi detesta. Voi avete scelto a erede mio figlio come continuatore della famiglia illustre a cui mio marito appartiene? Ebbene, sappiatelo: mio marito è convinto che questo figlio non è suo! IL DUCA -(impetuosamente)- Un'accusa che voi respingete?! CLAUDIA -(accesa di frenetica baldanza)- Se avessi voluto respingerla non l'avrei rivelata a voi. Io sono qui per confermarla, e nessuno la sosterrà con più fervore di me! ALFREDO -(con sfrontata temerità)- Non bisogna crederle, zio! Io non ho mai sospettato di lei! CLAUDIA -(incalzando)- Fino a stamane, mentre cercava di riconquistare il vostro affetto raccontandovi i suoi ravvedimenti e le mie virtù, egli mi faceva seguire, mi faceva spiare; e un'ora fa ha dovuto avere la certezza che appunto stamane io mi sono recata di nascosto in casa d'un uomo! -(Siede affranta.)- IL DUCA -(furente, ad Alfredo)- Dunque ti rassegnavi a tutto?! MAURIZIO Ah, vivaddio, io non devo permettere che la signora marchesa si lasci andare al capriccio di accusarsi così ingiustamente! Ella conta sulla mia timidità? Ella conta sulla mia prudenza egoistica? Ma io parlerò, perbacco! Io parlerò! Anche perchè, dopo di aver parlato, mi sentirò meglio! È proprio in casa mia che ella si è recata stamane. Se la spia è stata diligente, Alfredo non può ignorare ciò. Questa mattina, sì, la marchesa di Montefranco mi ha onorato di una sua visita, per ragioni che spiegherò più tardi se sarà utile e che adesso sarebbero fraintese. Io non sono l'amante della marchesa di Montefranco. Ecco quello che per ora è necessario sapere. E lo affermo in perfetta coscienza, impegnando la mia parola di gentiluomo. ALFREDO -(che lo ha guardato dissimulando la sua completa incredulità, si affretta ad aggiungere:)- È la verità, zio! IL DUCA -(ironicamente)- Ed era lui, infatti, il solo che ce la potesse dire. -(Cambiando tono)- Io credo che da quando esiste l'istituzione dell'infedeltà coniugale, sia questa la prima volta che un marito si convince che sua moglie non ha un amante esclusivamente perchè è l'amante stesso che glielo garantisce. MAURIZIO Ma sono bene io che posso sapere di non esserlo! IL DUCA Voi non fate che compiere, nel modo più rudimentale, il vostro dovere, e cercate, se non altro, di seguire la tradizione. Chi se ne guarda dal seguirla è mio nipote. E me ne felicito molto con lui. Egli è un innovatore! La prammatica gli suggeriva di mettervi alla porta questa sera e di ammazzarvi, possibilmente, domani.... MAURIZIO Non ci mancherebbe altro! IL DUCA -(continuando)- Ma chetatevi, perchè ciò non avverrà. Egli, invece di pensare ad ammazzarvi, vi ha chiamato in suo soccorso, e, tacitamente, vi ha domandato: Sei l'amante di mia moglie? Voi gli avete risposto di no. E tutto si è appianato. -(Diventando sempre più solenne)- Il che significa che sullo scandaloso teatro dell'odierno sfacelo morale, dove perfino i più degeneri dei suoi pari, tra i disastri del tappeto verde e quelli dei mercati usurarii, tra il ludibrio della prostituzione profumata e quello delle tresche, hanno saputo talvolta rappresentare l'episodio tragico della loro decadenza facendosi saltare le cervella in omaggio all'antica purezza del blasone, egli, iniziatore della degenerazione allegra, ha preferito fare del suo stemma il simbolo del buon umore, l'insegna della più grottesca comicità! ALFREDO -(con risentimento)- Zio! IL DUCA Vi proibisco di chiamarmi zio. Io sono stato bensì per un giorno il vostro zimbello. Non saprei rimproverarne voi. Ma ne chiedo scusa a me stesso. E me ne vado. -(Rivolgendosi a Claudia)- Donna Claudia.... CLAUDIA -(sorpresa che il Duca le rivolga la parola, si alza rispettosamente.)- IL DUCA Io..., superfluo il dirlo,.... non ho nessuna predilezione per l'adulterio. Mi è sempre parso una cosa abbastanza.... vile. Ma devo convenire che, nei limiti inalterabili dell'errore, voi lo avete alquanto nobilitato. Se tutti i mariti del bel numero fossero come vostro marito, e se tutte le mogli adultere fossero come voi, ho paura... ho paura... che l'adulterio... finirebbe col piacermi. Vi saluto, Donna Claudia. -(Fa un inchino.)- CLAUDIA -(si inchina anche lei)- Duca. IL DUCA -(esce dal fondo.)- SCENA V. MAURIZIO, ALFREDO -e- CLAUDIA. MAURIZIO Ed ora, marchesa, spero che vi unirete a me nel dare delle spiegazioni a vostro marito. ALFREDO -(con la bile sulle labbra)- Io non ti chiedo nessuna spiegazione e te ne dispenso. MAURIZIO Ma non me ne dispenso io. ALFREDO Mi hai seccato. MAURIZIO Non mi pare. ALFREDO Mi hai seccato! MAURIZIO -(vivacemente)- Io ripeto che non sono.... ALFREDO -(con maggiore vivacità)- Se tu non fossi l'amante di mia moglie, saresti qualche cosa di peggio! MAURIZIO Tu impazzisci! ALFREDO Saresti il traditore pettegolo e malvagio d'un amico di vent'anni, senza nessuna attenuante! MAURIZIO Ma lasciami dire.... ALFREDO Io preferisco di non crederti tale! E, non per fare della tragedia, come vorrebbe mio zio -- perchè, già, tanto, il farla con te sarebbe un bel -tour de force- -- , ma per essere pratico e spicciativo, ti prego di risparmiare a me, da oggi innanzi, l'incomodo della tua presenza. MAURIZIO Ah, questa è la conclusione? -(A Claudia)- Io ne piglio una malattia! -(Poi, ad Alfredo)- Ma prima di ammalarmi definitivamente e prima di lasciare per sempre questa casa, giacchè ti fa tanto piacere che io sia l'amante di tua moglie, mi affretto a renderti felice, mi affretto a colmarti di gioia! Sì, sì, io l'adoro, ella mi adora, noi ci adoriamo come due pazzi sfrenati; e, se si continua di questo passo, con l'aiuto della divina provvidenza, andremo tutti e due al manicomio, dove ci adoreremo con la camicia di forza. Il che sarà semplicemente delizioso! E buona sera! -(Esce difilato.)- SCENA VI. CLAUDIA, ALFREDO, IL SERVO. ALFREDO Buffone! -(Breve pausa. Si stringe nelle spalle cinicamente. Si avvia verso il fondo come per uscire.)- CLAUDIA Dunque? ALFREDO -(si volta. Dopo un'altra pausa, con accento freddo e secco)- Sta bene. Ci siete riuscita. Ci separeremo. CLAUDIA Legalmente? ALFREDO Legalmente. CLAUDIA E la vostra paternità? ALFREDO Riconosco che l'arbitra naturale siete voi. Voi la negate; e quindi io la negherò. CLAUDIA È quello che desidero. Ma dovrete esibire delle prove convincenti. ALFREDO Senza dubbio. CLAUDIA -(riflettendo)- Quali? ALFREDO Se non ce ne sono, bisognerà inventarne. CLAUDIA Stabilirete... delle circostanze, delle date, dei confronti.... ALFREDO Ma badate che anche per inventare queste prove io non potrò che lasciarmi dirigere da voi, perchè i confronti, le date, le circostanze, si devono coordinare a un fatto molto intimo... di cui soltanto voi possedete il «SEGRETO». È il trionfo delle vostre idee. CLAUDIA E allora? ALFREDO Ci metteremo d'accordo. CLAUDIA Vogliamo parlare adesso? ALFREDO Parliamo adesso. CLAUDIA -(tocca il bottone del campanello.)- IL SERVO -(comparisce subito dal fondo.)- CLAUDIA Non siamo in casa per nessuno. IL SERVO -(via.)- CLAUDIA -(siede presso un tavolino.)- ALFREDO -(paziente, prende una sigaretta, l'accende. Poi siede dirimpetto a Claudia)- Sono a voi. CLAUDIA -(con un lieve gesto, severamente avverte)- Prego.... ALFREDO È vero, sì! -(Getta via la sigaretta.)- -(Sipario.)- ATTO TERZO. -In campagna. -- È il pomeriggio di una bella giornata settembrina. Una camera spaziosa nitida, gaia, piena di aria e di luce. L'ambiente è quasi rusticano, ma raggentilito da una signorilità semplice e modesta. -- Una porta a destra, una porta a sinistra. Un'altra porta, molto ampia, a due battenti, si apre nel mezzo della parete in fondo e scopre il verde scintillante di un pergolato. A poca distanza dalla porta, tra il fogliame della vigna, spicca la tinta biancastra del parapetto d'un pozzo e mettono un luccichìo più vivo la secchia tersa e la carrucola che pende dal ferro arcuato. -- Un finestrone è accanto all'uscio di fondo e s'apre anch'esso sulla vigna. La camera è mobiliata per le bisogne domestiche. Una credenza carica di stoviglie, di biancheria, di posate. Qualche stipo, qualche pianta di rosa in un vaso grezzo. Una piccola tavola per il desco. Una tavola grande coperta da un panno bianco, e sopra di essa alcune scatole in cui sono ammonticchiati bavaglini, camicine, cuffiette. Accanto a questa tavola, un cestino da lavoro.- SCENA I. CLAUDIA -e- TERESINA. CLAUDIA -(in piedi presso la tavola coperta dal panno bianco, vi stende su nastrini, tulle, mussola. È sola. Chiama:)- Teresina! TERESINA -(di dentro)- Signora! CLAUDIA Che non sia freddo addirittura cotesto ferro. TERESINA -(entra portando un ferro da stirare. Lo accosta un po' alla faccia)- Per stirare robetta leggera, basta com'è. CLAUDIA Dammi. TERESINA Faccio io. So fare. Voi vi affaticate troppo. CLAUDIA Ma di che t'impicci, tu? Non sono mica ammalata, per tua norma. -(Prende il ferro, lo strofina sopra una pietra che è sulla tavola e stira accuratamente.)- TERESINA Un poco ammalata, siete. Ieri, per esempio.... CLAUDIA Che ne sai di ieri? TERESINA Si vedeva. CLAUDIA -(stirando)- Non c'era niente da vedere, hai capito? TERESINA Avevate la faccia come la carta che era una pietà a guardarvi! CLAUDIA Ma che me ne importa di ieri se oggi sto benissimo? Sto meglio di te, sai. TERESINA E no! Tutte le donne sono un po' malate quando fanno i figliuoli. CLAUDIA Vorrei sapere chi te le insegna queste sciocchezze! TERESINA Il curato. CLAUDIA Mi meraviglio di lui che parla di certe cose alle ragazze. TERESINA Ce ne parla a fin di bene. Egli ci dice sempre che il fare figliuoli è una malattia. -(Imitando la voce del curato)- «State attente, ragazze, state attente a non cadere in peccato. Fatelo almeno per la salute.» CLAUDIA -(sorridendo)- Se dice così, dice giusto. Ma resta a capire quand'è che si cade in peccato. TERESINA Da noi, non si cade in peccato solamente quando ci si marita. Ho da riscaldarlo un altro ferro? CLAUDIA No, grazie, non mi serve. Apparecchia piuttosto e pensa a darmi da pranzo. TERESINA Ho già messo a cuocere i ceci. CLAUDIA Mi dai la buona minestra paesana? TERESINA Quella vi do. -(Apparecchiando la tavola per il pranzo, indugia ogni tanto a parlare.)- Vi piace? CLAUDIA Molto. E mi ti raccomando per la carne, Teresina. Ricòrdati che devo mangiarne spesso; e tenera ha da essere. TERESINA Don Fabiuccio Nasti, che nella macelleria del padre comanda lui, me n'ha portato un tocco da fare alla cacciatora, tenero come il burro. CLAUDIA Un quarto di chilo? TERESINA Pago sempre per tanto; ma siccome lui amoreggia con me, io ne profitto e me ne prendo di più. CLAUDIA Ciò non va bene. TERESINA Io me lo sposo. CLAUDIA E che vuol dire che te lo sposi? TERESINA Vuol dire... che gli darò più di quello che ho preso. CLAUDIA E della malattia, non ne hai paura? TERESINA Eh! Presto o tardi ci si ha da passare, penso io. Siamo donne per questo. CLAUDIA Hai ragione. -(Ha finito di stirare. Raccoglie e piega i nastrini, il tulle, la mussola.)- È vero che la Madonna di Roccaromita protegge le mamme?... TERESINA Sì che le protegge. Avete fatto bene a venirvene a Roccaromita. CLAUDIA Ma io -(dissimulando)-... non ne sapevo nulla. Ci sono venuta perchè qui ho trovato da acquistare questa casetta per pochi soldi. TERESINA La Provvidenza vi aiuta. CLAUDIA -(animandosi)- Certo che mi aiuta! -(Il suo viso si contrae un poco. Ella si sorregge a una sedia.)- TERESINA Lo vedete?!... CLAUDIA No, no, t'inganni. TERESINA -(si affretta a soccorrerla.)- CLAUDIA Ma no.... Inezie! -(Un silenzio.) (Siede.) (Le passa sulla fronte come un'ombra. Indi scuote la testa. Si rianima.)- Ecco. Più niente. -(Si dispone ad agucchiare-.) TERESINA -(terminando di apparecchiar la tavola)- Frutta ne ho da comperare? CLAUDIA E guarda! Abbiamo lì quel po' po' di uva moscadella. TERESINA Se la nuova massaia non se ne dispiace.... CLAUDIA Non può dispiacersene. L'uso di questa piccola vigna me lo sono riserbato per me. TERESINA Allora ve li colgo due grappoletti maturi? CLAUDIA -(festosamente)- Io! Io! -(Si alza e corre al pergolato.)- TERESINA -(curiosando, tocca e guarda i nastri, i merletti, le cuffiette, le camicine, i bavaglini già cuciti.)- Gli fate un corredo coi fiocchi al piccino! CLAUDIA -(dal pergolato, mentre sceglie i grappoli da cogliere)- Non guastare, Teresa. TERESINA Non guasto, no. -(Continuando a guardare)- Ma, perchè poi tanto tempo prima? CLAUDIA Com'è bionda! Sembra tutta sparsa di polvere d'oro. -(Tornando con i grappoli in mano e assaggiando qualche chicco d'uva)- E com'è dolce! Prendi, Teresa. TERESINA -(stacca anche lei qualche chicco e gusta.)- Dolce assai. CLAUDIA -(mette l'uva sulla tavola da pranzo e si asciuga le dita alla tovaglia.)- TERESINA -(con riflessione)-... A voi che ve ne pare? Sarà un maschio o sarà una femmina? CLAUDIA -(stringendosi nelle spalle, tutta sorrisi in volto)- Mah! -(Siede presso il cestino.)- TERESINA Non ce l'avete messa l'intenzione? CLAUDIA -(infilando l'ago)- No. TERESINA Quando sarà il momento, io ce la metterò, perchè il primo figlio lo voglio maschio. CLAUDIA -(cominciando a ornare una cuffietta)- E se lo sposo ce ne metterà un'altra? TERESINA L'intenzione dell'uomo non conta! CLAUDIA Ah no? -(Si volta e la guarda.)- E questo chi te l'ha insegnato? TERESINA Nessuno. Lo so da me. -(Si odono di dentro tre colpi alla porta.)- CLAUDIA Picchiano, Teresa. Sono tre colpi. Sarà il signor Maurizio. TERESINA Vado. -(Esce a sinistra.)- -(Un silenzio.)- TERESINA -(senza comparire, dalla stanza attigua)- È lui: il signor Maurizio. CLAUDIA -(celiando)- La marchesa non riceve. SCENA II. CLAUDIA -e- MAURIZIO MAURIZIO -(porta gli occhiali verdi. Indossa un costume dalle tinte gaiette e un paltoncino col bavero alzato. Entrando:)- Riceviate o no, io sono qua. CLAUDIA Ancora?! MAURIZIO Come -ancora-? È un pezzo che non mi vedete. CLAUDIA Da ieri l'altro. MAURIZIO Ma non da ieri. Ce n'era abbastanza per credere che voi aveste il più vivo desiderio di vedermi. CLAUDIA Venite qua. Sedete. -(Gli porge la mano, che Maurizio stringe con tutt'e due le sue.)- MAURIZIO -(piglia una sedia e sta per sedere accanto al cestino.)- CLAUDIA Toglietevi, per favore, quel paltò, quegli occhiali.... Siete opprimente così imbacuccato! MAURIZIO Gli occhiali me li tolgo subito, perchè qui dentro, se Dio vuole, polvere non ce n'è. Ma quella strada maestra!... L'altro ieri mi sono rovinato gli occhi. Guardate qui. -(Allargando le palpebre con le dita)- Ho una minaccia di congiuntivite! Lasciare le strade maestre in quello stato è un'infamia! Ma che cosa fanno i consiglieri della Provincia? Che cosa fanno i deputati? Che cosa fanno i ministri? -(Siede.)- CLAUDIA E il paltò? MAURIZIO No. Vi domando perdono, ma il paltò, per ora, mi abbisogna. Ho fatto di corsa quest'ultimo tratto di via, che mi sembra il Calvario, e, se non mi sbaglio, sono un tantino sudato. Aggiungete poi che questa non è mica una camera: è una ghiacciaia. CLAUDIA Potevate fare a meno di correre. MAURIZIO Eh!... Di tante cose si potrebbe fare a meno! CLAUDIA Per esempio? MAURIZIO Per esempio, di venire fin quassù tre volte la settimana. CLAUDIA Perchè ci venite? MAURIZIO Io non lo so. CLAUDIA -(ridendo un po')- Ah, ah, ah! MAURIZIO Che c'è da ridere? 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617 618 619 620 621 622 623 624 625 626 627 628 629 630 631 632 633 634 635 636 637 638 639 640 641 642 643 644 645 646 647 648 649 650 651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 720 721 722 723 724 725 726 727 728 729 730 731 732 733 734 735 736 737 738 739 740 741 742 743 744 745 746 747 748 749 750 751 752 753 754 755 756 757 758 759 760 761 762 763 764 765 766 767 768 769 770 771 772 773 774 775 776 777 778 779 780 781 782 783 784 785 786 787 788 789 790 791 792 793 794 795 796 797 798 799 800 801 802 803 804 805 806 807 808 809 810 811 812 813 814 815 816 817 818 819 820 821 822 823 824 825 826 827 828 829 830 831 832 833 834 835 836 837 838 839 840 841 842 843 844 845 846 847 848 849 850 851 852 853 854 855 856 857 858 859 860 861 862 863 864 865 866 867 868 869 870 871 872 873 874 875 876 877 878 879 880 881 882 883 884 885 886 887 888 889 890 891 892 893 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 904 905 906 907 908 909 910 911 912 913 914 915 916 917 918 919 920 921 922 923 924 925 926 927 928 929 930 931 932 933 934 935 936 937 938 939 940 941 942 943 944 945 946 947 948 949 950 951 952 953 954 955 956 957 958 959 960 961 962 963 964 965 966 967 968 969 970 971 972 973 974 975 976 977 978 979 980 981 982 983 984 985 986 987 988 989 990 991 992 993 994 995 996 997 998 999 1000