Maschere (Dramma in un atto) Roberto Bracco ROBERTO BRACCO TEATRO VOLUME SECONDO =MASCHERE= -- INFEDELE -- IL TRIONFO 3ª EDIZIONE RIVEDUTA. REMO SANDRON -- Editore Libraio della Real Casa MILANO-PALERMO-NAPOLI-GENOVA-BOLOGNA-TORINO Copyright by Roberto Bracco and Miss Dircé St. Cyr in the United States of America PROPRIETÀ LETTERARIA -I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello di Norvegia.- È assolutamente proibito di rappresentare queste produzioni senza il consenso scritto dell'Autore (-Art. 14 del Testo Unico 17 Settembre 1882-). MASCHERE -Dramma in un atto- Rappresentato per la prima volta -- protagonista ERMETE ZACCONI -- dalla compagnia ZACCONI-PILOTTO-SCIARRA al teatro -Sannazzaro- di Napoli, il -5 maggio 1893-. -- Premiato al Concorso Drammatico Nazionale del 1893-94. PERSONAGGI: LUIGI PALMIERI, 42 anni. PAOLO, 35 anni. IDA, 14 anni. UN PRETORE. UN CANCELLIERE. UN DELEGATO DI PUBBLICA SICUREZZA. FRANCESCA, serva, 56 anni. TERESA, popolana, 75 anni. UN MEDICO. A Napoli. -- Epoca attuale. ATTO UNICO. -Un salottino modesto. Ambiente semplice. In fondo, due usci, quello per cui si entra venendo dalla porta di scala e quello -- nascosto dietro una pesante portiera -- della camera da letto. A sinistra, un altro uscio; a destra, un quarto uscio, e un caminetto con su un orologio e due candelieri senza candele. Una scrivania[1] con foglietti, buste, calamaio, penne, carta asciugante, ecc. Un divano, una tavola rotonda, altre poche suppellettili, e, sulla tavola, un vassoio di metallo con entro qualche giornale.- [1] La scrivania dev'essere posta sul davanti del palcoscenico, coi cassetti dalla parte della ribalta. Sicchè, la sedia presso la scrivania è collocata in modo che chi vi si siede resta con le spalle al pubblico. SCENA I. TERESA, FRANCESCA, -il- PRETORE, -il- CANCELLIERE, -il- MEDICO, -il- DELEGATO. -(Quando s'alza la tela, TERESA, tutta curva, compunta e come annichilita, con le braccia incrociate, siede sopra una seggiola messa apposta accanto all'uscio della camera da letto.)- TERESA -(biascica orazioni; e non alza la voce che per pronunziare in un sospiro le prime e le ultime parole della preghiera:)- Requiem aeternam dona ei, Domine; et lux perpetua luceat ei. Requiescat in pace. Amen. -- ... Requiem aeternam dona ei, Domine. Et lux perpetua luceat ei.... Requiescat in pace. Amen -- ... Requiem aeternam dona ei, Domine. Et lux perpetua, luceat ei.... FRANCESCA -(di dentro)- Venite appresso a me.... TERESA -(tra sè)- Finalmente!... Requiescat in pace. Amen. FRANCESCA -(ancora di dentro)- Oh, povera signora mia! Povera signora mia! -(Entra, zelante, con in mano due candele, seguita dal PRETORE, dal CANCELLIERE, dal MEDICO, dal DELEGATO)- Entrate, entrate qua.... Venite appresso a me.... TERESA -(si alza per andarsene, prudentemente.)- FRANCESCA Grazie, donna Teresa. -(Posa le candele sul tavolino.)- TERESA Eh! Il Signore la benedica! -(E, mogia mogia, camminando lenta, se ne va, sempre brontolando:)- Requiem aeternam.... IL PRETORE -(a Francesca)- Chi è? FRANCESCA Non ci badate: è la mamma del portinaio. IL PRETORE Dov'è la suicida? FRANCESCA Signor Pretore, io non ne so niente com'è successo! Io non ne so niente! IL PRETORE -(infastidito)- Vi domando: dov'è la suicida? FRANCESCA Non c'è nessun altro in casa.... E ch'io possa perdere la vista degli occhi se.... IL PRETORE Dov'è la morta, insomma? Come debbo dire? FRANCESCA Ah? La morta? Sta là dentro: nella camera da letto. IL PRETORE Ora cominciamo a intenderci! FRANCESCA E queste candele sono proprio per lei. Il Crocifisso ce l'ho già messo. -(Con un sospiro)- Che ve ne pare, eccellenza? -(Dandosi da fare per ficcare le due candele nei candelieri)- Il Signore se la sarà ricevuta? IL PRETORE E lo volete sapere da me! -(al Medico)- Dottore, giacchè ho avuto il piacere d'acchiapparvi subito, procediamo immediatamente alle formalità. Avrete quindi la cortesia di constatare il decesso e di dare uno sguardo alla suicida per assodare la causa della morte. Non si sa mai!... IL MEDICO Sì, sì, vedrò io di che si tratta. Già, francamente, come medico, veh!, la conoscevo un po' questa signora. Buona donna, ma così strana! Per dire la parola alla moda: così -nevrotica-!... Forse, il marito... un uomo pregevole, dicono, ma francamente.... Basta! -(A Francesca)- Di': era malata la tua padrona? FRANCESCA Stava meglio di me, eccellenza. Non è morta di malattia; è morta col veleno! IL MEDICO Questo l'ho capito: me l'hai già ripetuto cento volte! FRANCESCA E allora? IL MEDICO Va, che sei una sciocca! Francamente! -(Al Pretore)- Vi precedo. -(Esce per la porta della camera da letto.)- IL PRETORE -(al Delegato)- Voi, signor Delegato, fatemi il favore d'evitare che la casa sia ingombra di curiosi. IL DELEGATO -(con sussiego)- Non dubitate. -(Va all'uscio comune e parla in tono di comando:)- Ehi! Guardia Finzi!... Attento alla porta di scala, voi! Se viene gente indiscreta, mandatela al diavolo. Qua non c'è nulla da vedere. Non stiamo a teatro, qua. -(Al Pretore)- I parenti li facciamo entrare? IL PRETORE S'intende. IL DELEGATO I -reporters- dei giornali? IL PRETORE Ma no! Ma no! IL DELEGATO -(alla guardia)- Giornalisti, niente! IL PRETORE -(al cancelliere)- E voi, Cancelliere, tenetevi pronto. IL CANCELLIERE -(si è già seduto alla scrivania, ha cavato dalle saccocce i suoi grandi fogli di carta, un calamaietto tascabile e una penna, che s'è messa sùbito sull'orecchio, e si dispone a scrivere.)- Pronto. FRANCESCA -(ha ficcate le due candele nei candelieri e le ha posate, provvisoriamente, sulla tavola. Ed ora con un fiammifero ne accende una.)- IL PRETORE -(a Francesca)- A voi.... Lasciate stare le candele, adesso. Date retta a me. Nome, cognome e paternità. FRANCESCA Francesca Attanasio fu Giuseppe. IL CANCELLIERE -(scrivendo)- Di anni? FRANCESCA Quarantatrè. IL CANCELLIERE -(guardandola)- Ma che quarantatrè! FRANCESCA Mettetene quarantaquattro. IL CANCELLIERE Ne metto sessanta, io! IL PRETORE Be', non ci perdiamo in chiacchiere. -(A Francesca)- Dove siete nata e dove abitate? FRANCESCA In casa dei miei padroni abito, e sono nata... un poco qua, un poco là.... IL PRETORE Via, sarete nata a Napoli. -(Il CANCELLIERE scrive.)- FRANCESCA Come comanda vostra eccellenza. IL PRETORE Per istrada, m'avete detto, mi pare.... FRANCESCA -(sta per accendere l'altra candela.)- IL PRETORE -(pazientemente, tira a sè Francesca)- Per istrada m'avete detto, mi pare, che il marito, il signor Palmieri, è in viaggio.... -(Resta accesa una sola candela.)- FRANCESCA Da tanto tempo! IL PRETORE ... E che doveva arrivare in questi giorni. FRANCESCA Credo. Qualche volta il padrone ha detto una cosa e ne ha fatta un'altra, ed è arrivato all'impensata per fare una bella sorpresa alla signora.... IL CANCELLIERE -(annotando distrattamente)- «Per fare una bella sorpresa alla signora». IL PRETORE Avete detto anche, se non mi sbaglio, che stamane essa vi ha ordinato d'andare a consegnare due lettere. FRANCESCA Nossignore: una lettera. IL CANCELLIERE -(annotando)- «... una lettera». IL PRETORE A chi? FRANCESCA Alla figlia sua, che è in collegio. Io l'ho data al guardaportone del collegio perchè era l'ora della lezione e con la ragazza non si poteva parlare. Bisognava aspettare mezzogiorno. Ih, quante seccature in questi collegi! IL CANCELLIERE -(continuando distrattamente ad annotare)- «... quante seccature in questi collegi!» IL PRETORE -(al Cancelliere)- Don Gustavo, non fate il fonografo! Poi vi dirò io quel che si deve scrivere. IL CANCELLIERE Segnavo, così, qualche appunto; non facevo... quella cosa che credete voi. IL PRETORE -(a Francesca)- Quando poi siete tornata a casa.... FRANCESCA Ah, non me ne parlate, eccellenza! Entrando, ho sentito i lamenti.... Sono corsa e l'ho trovata a terra che faceva come una serpe e, con rispetto parlando, pareva che volesse cacciare anche l'anima dalla bocca. «Aiutami, aiutami, Francesca...» e mi si è attaccata alla gonnella.... Ah, signor Pretore, io mi sono sentita morire peggio di lei, e non so come ho fatto a pigliarmela in collo e a portarla sino al letto!... Voleva parlare quella disgraziata e... -(si stringe la gola con una mano)- e non poteva.... M'ha detto soltanto: «Mi sono avvelenata». E mi ha detto pure: «Francesca, tu mi sei stata fedele, e io ti lascio la mia veste di seta nera»:... quella nuova. Non trovava requie... si faceva fredda fredda... e m'è morta, così, nelle braccia.... -(Scoppia a piangere.)- IL PRETORE Ricordatevi bene. Non ha aggiunto altro? FRANCESCA Ah, povera signora mia! Povera signora mia!... IL PRETORE Andiamo avanti, ora. Piangerete più tardi. Ditemi un'altra cosa.... SCENA II. LUIGI, FRANCESCA, -il- CANCELLIERE, -il- PRETORE, -il- DELEGATO, -poi il- MEDICO. LUIGI -(di dentro, come un forsennato)- Ma che è accaduto in casa mia? Che è accaduto? Non è possibile! Non è possibile! FRANCESCA Uh! Il padrone!... Madonna santa!, che succederà adesso?! IL PRETORE -(rapidamente)- Ma la signora lo sapeva che egli arriverebbe proprio oggi.... FRANCESCA -(sincera)- Vi direi una bugia. LUIGI -(entra, gridando, con gli occhi stralunati, seguìto da un facchino, che posa a terra, in un canto, due grosse valige e va via.)- Noi... Non è possibile!... Non è vero!... IL MEDICO -(entra anche lui, accorrendo ai gridi.)- FRANCESCA -(voleva andare incontro al padrone e, vedendolo comparire, si è fermata, senza avere il coraggio di parlare.)- LUIGI -(s'arresta, guarda intorno con le pupille dilatate e dopo un istante di silenzio generale, esclama:)- Tutta questa gente!... Tutta questa gente!... Che fa in casa mia?... È una congiura contro di me!... Mi si vuol fare impazzire!... -(Silenzio. -- A Francesca)- E tu non dici nulla? Sei tu che l'hai chiamata questa gente? IL PRETORE -(con rispettosa mitezza)- Perdoni. Io sono il Pretore, e, sa, trattandosi d'un suicidio, d'un avvelenamento, sono costretto, mio malgrado, a procedere alla prova specifica legale. La povera morta è là.... LUIGI -(lo guarda ancora, sospeso. Indi, paurosamente, ripete:)- La povera morta!... -(E con una intonazione da forsennato, come dianzi, con una intonazione quasi bambinesca, ricomincia:)- No!... No!... Perchè avvelenarsi?... Perchè morire?... Per quale ragione?... Non è... non può esser vero!... -(E, risoluto, si precipita nella stanza da letto chiamando forte, quasi gridando:)- Gilberta! Gilberta! Gilberta!... -(Poi si ode, di lontano, la sua voce soffocata e vibrante di terrore)- Gilberta!.. Gilberta!... -(Lungo silenzio.)- IL PRETORE Dunque, dottore?... IL MEDICO -(che ha in mano un po' di carta ravvolta)- Francamente a me pare certo che si sia avvelenata con l'arsenico.... La boccettina del veleno era a terra, frantumata. Io ne ho qui delle schegge -(Mostra l'involtino.)- Vedremo. Intanto, ho guardato un po' la suicida.... IL PRETORE Ebbene? FRANCESCA -(va in fondo a parlottare col Delegato.)- IL MEDICO Niente di notevole.... A meno che non vi sembri notevole che ella era madre... da quattro o cinque mesi. FRANCESCA -(ha un movimento di sorpresa spiacevole.)- IL PRETORE Notevole no, ma bisogna tenerne conto. E non fate nessuna riserva? IL MEDICO -(con sussiego)- Francamente, so quello che dico. FRANCESCA Ma, scusate.... IL MEDICO -(interrompendola)- Zitta tu, scioccona! IL PRETORE -(al medico)- Allora, preferite scrivere voi stesso il verbale o lo dettate al cancelliere?? IL MEDICO Scriva, scriva lui..., francamente; poi firmerò io. -(Si avvicinano al CANCELLIERE tutti e due, con le spalle rivolte alla porta della stanza da letto.)- -(Il DELEGATO resta in disparte con FRANCESCA.)- IL PRETORE Scrivete, don Gustavo. LUIGI -(con gli occhi infossati, i capelli scompigliati, in un aspetto di desolazione, comparisce e senza avanzarsi, resta muto, come uno scimunito, ad ascoltare.)- IL MEDICO -(dètta in fretta, a bassa voce)- «Constatato il decesso, mi risulta che la signora Gilberta Palmieri si è avvelenata con l'arsenico e che..., dato questo avvelenamento, il suo corpo non presenta nulla di anormale. Mi risulta inoltre....» IL CANCELLIERE Un momento.... -(Scrive e fa l'eco:)- «anormale». IL MEDICO «Mi risulta inoltre che... che....» IL CANCELLIERE -(facendogli un po' la caricatura)- «Che... francamente....» IL MEDICO Ma qui non c'entra il il «-francamente-». «Mi risulta inoltre che la suicida era... in istato interessante da quattro o cinque mesi, o poco più». LUIGI -(trasalendo con raccapriccio)- Lei! IL MEDICO E IL PRETORE -(si voltano.)- LUIGI -(si frena subito, e, in un'angoscia mortale, finge di non avere altra emozione che quella prodottagli dal dolore.)- Dicevate, dottore, che la mia povera moglie.... IL MEDICO Sì, purtroppo, la sventurata, lasciandovi, vi ha portato via anche un figlio.... LUIGI -(quasi temendo di tradirsi arrischiando altre interrogazioni)- E... ne siete sicuro? IL MEDICO Vi pare! Sicurissimo. Del resto, se lo volete voi, potremo fare ulteriori osservazioni.... LUIGI -(di scatto)- No! Non le fate.... -(Frenandosi di nuovo.)- Sarebbero superflue. IL PRETORE Ed ora, signor Palmieri, io sono proprio dolente d'importunarla in questi momenti: ma il dovere lo esige. Anche lei deve dirci qualche cosa, e se vorrà avere un po' di pazienza.... LUIGI -(fremendo)- Ma che debbo dire, io? Che pretendete da me?... E perchè delle persone che non mi conoscono e che io non conosco, delle persone estranee alla mia casa, vengono qui a circondarmi? a offendermi? a frugare, a frugare nei segreti della mia famiglia? a frugare nel mio dolore? -(Allucinato)- Perchè? Perchè? Andate via tutti!... Lasciatemi solo! Per pietà, lasciatemi solo. -(Si lascia cadere sopra una seggiola.)- IL PRETORE -(dopo una pausa -- con cortesia)- Si calmi, signore. Noi non siamo qui per frugare... e tanto meno per offenderla. Non comprendo in qual modo abbiamo potuto arrecarle offesa. La sua giusta commozione le crea non so quali fantasmi.... Siamo qui per ragioni d'ufficio: ecco tutto. E anche a lei deve importare che la grave sventura sia chiarita in ogni particolare.... Nondimeno, signore, noi vogliamo rispettare lo stato dell'animo suo. Passeremo di là, in una stanza lontana, per redigere i nostri appunti. E quando avremo finito, ci permetteremo di tornare da lei per riempire qualche lacuna che possa riguardarla. Se ce ne andassimo, saremmo poi obbligati a incomodarla peggio, facendo venir lei oggi stesso in pretura. È persuasa? IL MEDICO -(borbottando, al Pretore:)- Io non sono abituato a essere trattato così, francamente! Ho fatto quel che dovevo fare, e me ne vado. Buongiorno! IL PRETORE -(al Medico che si avvia per uscire)- V'aspetto in pretura, eh? E voi, signor Delegato, se non volete perder tempo, io non vi trattengo. Ma lasciate, vi prego, una guardia alla porta. IL DELEGATO Naturalmente! -(Escono l'uno dopo l'altro il DELEGATO e il MEDICO.)- IL PRETORE Andiamo, don Gustavo. IL CANCELLIERE -(paziente)- Andiamo. -(Raccoglie carte e calamaio e si mette sull'orecchio la penna.)- IL PRETORE -(a Francesca)- Voi, venite con me.... FRANCESCA Vengo subito. LUIGI No. Tu resta... se il signor Pretore permette. -(Il Pretore si stringe nelle spalle in atto di condiscendenza cortese.)- FRANCESCA -(con ostentato zelo)- Nella camera in fondo, eccellenza, -(accennando a destra)- troverete l'occorrente per scrivere. IL PRETORE Va bene, va bene. -(Per la porta a destra escono il PRETORE e il CANCELLIERE)- SCENA III. LUIGI -e- FRANCESCA. LUIGI Francesca.... FRANCESCA Signore. -(Resta indietro.)- LUIGI Fatti avanti. FRANCESCA Son qua. LUIGI Tu, già, non sai niente. FRANCESCA Niente. LUIGI Non sai perchè si è uccisa la tua padrona?... FRANCESCA Come posso saperlo io, che sono la serva? LUIGI -(fingendo)- Ha avuto forse dei dispiaceri in questi giorni? FRANCESCA Dispiaceri? E che dispiaceri? Nessuno. LUIGI È accaduto qualche cosa a Ida? FRANCESCA Alla signorina Ida! Ma che vi pare? Quell'anima di Dio era la gioia della mamma! LUIGI E da quanto tempo la mamma non era andata a trovarla in collegio? FRANCESCA Da domenica. Sicuro! Ogni domenica ci andava. Era il suo primo pensiero. LUIGI Sicchè, in otto mesi, in otto lunghi mesi ch'io sono stato lontano dalla casa mia, nessun dispiacere, nessun disappunto, nessuna noia.... e tutto è andato bene. FRANCESCA Sissignore. LUIGI E stamattina, prima che la tua padrona si avvelenasse, tu non hai sospettato niente, non ti sei accorta di niente? FRANCESCA Eh! se ci fossi stata io in casa.... Chi sa! LUIGI Tu non c'eri? FRANCESCA No che non c'ero. LUIGI Dov'eri andata? FRANCESCA A portare una lettera al collegio. LUIGI Avrà scritto alla figlia annunziandole il suicidio; e tu le hai portata una tale lettera?!... FRANCESCA Che ne sapevo io? Quando scriveva, proprio là, povera signora, l'ho vista con la faccia più tranquilla del solito.... LUIGI E solamente la lettera alla figlia ha scritta? -(Pausa)- Rispondi! FRANCESCA Io poi certamente non potevo andare a vedere i fatti suoi. LUIGI È giusto! È giusto! Ma... hai detto d'aver consegnato una sola lettera.... FRANCESCA Nossignore, io non ho detto questo. LUIGI E quante ne hai consegnate? FRANCESCA -Una- al collegio.... È la verità. LUIGI -Una- al collegio? FRANCESCA Sissignore. LUIGI E... e l'altra?... A un parente? FRANCESCA Voi stesso lo capite: a un parente. LUIGI -(contenendosi)- Ma parla, parla! Perchè bisogna affaticarsi a tirartele di bocca le parole? A quale parente? FRANCESCA Al signor Paolo, al vostro socio, che per voi è più che un parente.... Che c'è di male? LUIGI -(là per là ne ha un'impressione mista: il nome del socio non gli desterebbe nessun sospetto se la serva non si fosse imbarazzata. Ripete quasi fra sè:)- Che c'è di male! Difatti... che c'è di male?... -(Poi, fissando qualche idea nel cervello)- Paolo.... -(A Francesca)- Tu, però, non volevi dirmelo. FRANCESCA Io! LUIGI Non volevi dirmelo. FRANCESCA Credevo che.... LUIGI Che credevi? Che credevi? FRANCESCA Certe volte la fantasia cammina.... Ma io vi giuro che sono innocente!... LUIGI -(dopo breve silenzio)- Non volevi dirmelo.... -(Fra sè:)- Paolo!... FRANCESCA -(intimorita, vuole svignarsela)- Se mi date licenza, io vado a mettere davanti al letto, almeno per ora, le due candele che ho comprate.... Qua non ce n'era più neanche mezza.... LUIGI -(se la fa avvicinare)- Senti. FRANCESCA Comandate. LUIGI -(sottovoce, minacciosamente)- Vattene da questa casa, e non ci rimettere più il piede. FRANCESCA E che ho fatto io?... Perchè debbo essere scacciata? Io sono innocente!... LUIGI Zitta, non gridare.... Io non ti scaccio.... Fingerai d'andartene per volontà tua. Ti pago tre mensili, ma vattene! FRANCESCA Quand'è così, me ne vado. LUIGI -(convulso, misteriosamente, cava dal portafogli il danaro e glielo mette nelle mani.)- A te.... Prendi.... E via! FRANCESCA Ma prima d'andarmene voglio vederla un'altra volta. -(Piagnucolando)- E poi... m'ha lasciato... due vesti... perchè le fui sempre fedele.... Sono parole sue.... E se mi date il permesso, io me le vado a prendere.... LUIGI Le fosti fedele?... Il compenso è meritato.... Pigliati le vesti, pigliati quello che vuoi.... Ma bada: -(sempre sottovoce)- tu non parlerai più di lei, non parlerai più di me, con nessuno. Hai capito bene? FRANCESCA Sissignore. LUIGI Va. FRANCESCA -(entra nella stanza mortuaria.)- SCENA IV. LUIGI, -solo-. -(In preda alle smanie più roditrici, volge lo sguardo intorno, rovista nella scrivania, esamina i foglietti, le buste, la carta asciugante. Nel cestino piglia qualche pezzo di carta, lo guarda e mormora:)- Nulla.... Nulla.... -(Indi, si avvicina al caminetto e vi scorge della carta quasi tutta divorata dalle fiamme)- Ah!... -(Ne raccoglie un po' e, con uno sforzo di pazienza, cerca di leggere su qualche piccolissimo lembo non interamente incenerito.)- Caratteri di lei! -(Riflettendo)- Lettere restituite e bruciate.... -(Riesce a leggere soltanto alcune sillabe)- «io... non... sono...» E più nulla! Nulla!... -(Guarda qualche altro pezzettino)- «se... il... tuo...» -(Ripete, riflettendo acutamente e tormentosamente:)- «se il tuo...» -- «se il tuo».... -(Ma non riesce a raccapezzarsi, e, assorto, muove appena il capo come se dicesse ancora tra sè: nulla! nulla!)- SCENA V. IDA -e- LUIGI. IDA -(vestita da collegiale, pallidissima, e con gli occhi pieni di lagrime, resta un momento, non vista dal padre, sotto l'arco della porta comune, quasi temendo di chiamarlo e d'interrogarlo. Poi si decide:)- Babbo?... LUIGI -(con un sussulto, si volta sùbito, nascondendo i pezzettini di carta.)- Ida! IDA -(gli si getta fra lo braccia, piangendo dirottamente.)- Dunque, è vero? -(Si stringono l'uno all'altra. Egli la bacia e la ribacia. -- Pausa.)- LUIGI Sì, è vero. IDA Ma come? Come?... Come ha potuto far questo?... Papà mio, papà mio, io non voglio perderla, io non voglio vivere senza di lei.... -(E piange più convulsamente.)- LUIGI Ida, abbi coraggio, per carità! Pensa che sei tu che devi darne anche a tuo padre... a tuo padre che soffre tormenti atroci.... IDA Dov'è? Dov'è la mamma mia cara?... Fammela vedere.... 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617 618 619 620 621 622 623 624 625 626 627 628 629 630 631 632 633 634 635 636 637 638 639 640 641 642 643 644 645 646 647 648 649 650 651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 720 721 722 723 724 725 726 727 728 729 730 731 732 733 734 735 736 737 738 739 740 741 742 743 744 745 746 747 748 749 750 751 752 753 754 755 756 757 758 759 760 761 762 763 764 765 766 767 768 769 770 771 772 773 774 775 776 777 778 779 780 781 782 783 784 785 786 787 788 789 790 791 792 793 794 795 796 797 798 799 800 801 802 803 804 805 806 807 808 809 810 811 812 813 814 815 816 817 818 819 820 821 822 823 824 825 826 827 828 829 830 831 832 833 834 835 836 837 838 839 840 841 842 843 844 845 846 847 848 849 850 851 852 853 854 855 856 857 858 859 860 861 862 863 864 865 866 867 868 869 870 871 872 873 874 875 876 877 878 879 880 881 882 883 884 885 886 887 888 889 890 891 892 893 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 904 905 906 907 908 909 910 911 912 913 914 915 916 917 918 919 920 921 922 923 924 925 926 927 928 929 930 931 932 933 934 935 936 937 938 939 940 941 942 943 944 945 946 947 948 949 950 951 952 953 954 955 956 957 958 959 960 961 962 963 964 965 966 967 968 969 970 971 972 973 974 975 976 977 978 979 980 981 982 983 984 985 986 987 988 989 990 991 992 993 994 995 996 997 998 999 1000