BICE Con le donne?! GUSTAVO -(lanciandogli un'occhiata)- Ernesto! ERNESTO -(subito, per rimediare)- No: è delizioso con gli uomini. TILDE Non faccia della modestia, signor Franchesi. Accanto a una fanciulla, io so che lei è... -un sireno-. A me sembra di sentirlo ciò che lei ha detto alla Bice: -(imitandolo un po')- «Il suo aroma, signorina, mi turba,... la sua ingenuità m'ipnotizza, i suoi piedini mi dànno alla testa...» ERNESTO -(interrompendo -- a Gustavo)- Ti dànno alla testa i piedini della Bice?! TILDE -(continuando a imitar Gustavo)- «Io dimentico per lei i miei impegni, io dimentico i miei doveri....» BICE No, questo non me l'ha mai detto! ERNESTO -(a Gustavo)- Tu avevi dei doveri?! GUSTAVO -(confondendosi)- Ma niente affatto! Me ne regala gentilmente... non so perchè... la signorina tua moglie! ERNESTO La signorina mia moglie?! TILDE Chiamandomi signorina, dopo nove anni di vita coniugale, lei offende crudelmente mio marito. ERNESTO -(a Gustavo)- È proprio vero che mi offendi! GUSTAVO Dio buono... mi sono sbagliato. Andiamo avanti, adesso, signora, se non le dispiace. TILDE Quanto poi ai doveri che lei tiene a rinnegare, io, invece, loderei molto l'uomo che all'età sua credesse di avere per lo meno quello di non andare a cercar moglie negli educandati. Perchè, senta, è qui che casca l'asino. ERNESTO È qui che casca l'asino. TILDE Lei mi chiede la mano di mia sorella Bice, a quel che pare. ERNESTO A quel che pare. GUSTAVO -(fa un lievissimo cenno con la testa.)- TILDE La chiede o non la chiede? GUSTAVO La chiedo, sì, la chiedo. TILDE E non trova che la sua età sia un ostacolo? GUSTAVO No. TILDE Ecco, ecco, questo è il punto su cui non siamo d'accordo. ERNESTO Questo è il punto. TILDE Ebbene... parliamone a lungo della sua età. GUSTAVO A lungo, poi, perchè?... La cosa non è eccessivamente complicata. ERNESTO -(con zelo)- Ne ha appena cinque meno di me. Io ne ho cinquantadue suonati; sicchè.... GUSTAVO -(con dissimulata rabbia)- Il conto è bell'e fatto! TILDE E non è confortante. Io sono convinta che lei, benchè uomo di moltissimo spirito, quando vuole esercitare i suoi incontestabili fascini su qualche fanciulla, sente la necessità di imitare le donne.... ERNESTO -(a Gustavo, accostandoglisi con la sedia)- Tu imiti le donne?! TILDE -(continuando)- Sente cioè la necessità di calarsi un pochino gli anni. ERNESTO -(a Gustavo, accostandoglisi ancora di più)- Ti cali gli anni? GUSTAVO Non mi seccare, tu. ERNESTO Io non capisco! -(A Gustavo, continuando ad accostarglisi)- Hai nascosta alla Bice la tua vera età?! TILDE Se l'abbia nascosta alla Bice non so... ERNESTO E allora a chi? GUSTAVO -(a Ernesto)- Fammi la grazia di non interloquire sempre! TILDE -(a Gustavo)- Lasci pure che mio marito la difenda. ERNESTO -(a Gustavo, urtando con la sua sedia in quella di lui)- Ma sì, lascia che io ti difenda. Oltre che alla Bice, su quali ragazze hai esercitati i tuoi incontestabili fascini? Su nessuna. Tu sei una persona così delicata, così scrupolosa, che se avessi fatta la corte ad altre fanciulle le avresti sposate. TILDE Tutte quante?! ERNESTO -(a Tilde)- Per modo di dire. Voglio intendere che l'unica fanciulla ch'egli abbia corteggiata è la Bice. BICE Me l'ha giurato! ERNESTO Glie l'ha giurato. TILDE Sarebbe disposto il signor Gustavo a confermare il suo giuramento dinanzi a me? GUSTAVO -(vorrebbe tergiversare, e non trova le parole)- Ma veda, signora.... BICE -(segue il dibattito in preda alla più viva emozione.)- ERNESTO -(a Gustavo)- Io non t'ho mai visto così impacciato. Avevo in animo di patrocinare la tua causa, ma il tuo contegno avvilisce anche me. Io mi smonto facilmente, e quando non capisco, peggio di peggio. Vorrei sapere, se non altro, che cos'è che ti ha trasformato a tal punto. TILDE È evidente: la mia presenza. ERNESTO -(a Gustavo)- Difatti, nello scorgere mia moglie, hai allibito, hai tremato. M'è parso che ti cogliesse un malanno. Hai perfino pronunciato delle parole sconcludenti. GUSTAVO -(cercando un'intonazione di calma relativa)-.... Alla loro cortesia domanderei la sospensione di questa angosciosa seduta. -(Si alza.)- ERNESTO Ah no! Abbi pazienza: io desidero che tu mi dica subito la ragione per cui davanti a mia moglie non ti riesce di ritrovare il calore che avevi addimostrato per questo matrimonio. TILDE Ma parli, parli. Se ha qualche cosa da rivelare, la riveli. BICE -(agitatissima)- Parli, signor Gustavo. GUSTAVO -(comprimendosi)- Via, mi permettano di prendere licenza. -(Si alzano tutti.)- ERNESTO -(inquieto, irritato)- Non è il momento di prendere licenza questo. Qui sotto c'è un mistero. Mia moglie ti sfida a fare una rivelazione. Non so se questo sia segno della sua tranquillità d'animo o della sua audacia. Io sono all'oscuro. È da te che aspetto la verità. TILDE -(a Gustavo)- Lei è troppo cavalleresco per tollerare che mio marito continui a ferirmi con le sue bizzarre supposizioni. GUSTAVO -(fremendo)- Ah! è la verità che si vuole da me? La verità tutta intera?... -(A Ernesto)- Sì, io mi sono ostinato a tacerla sinora per non addolorare la signorina Bice, che non può vedere le cose nel loro vero aspetto, ma l'ho taciuta anche per deferenza verso tua moglie. Perchè, se il tranello che mi ha teso ha provata la mia balordaggine, non è poi di tal genere che una dama come lei se ne possa vantare! TILDE Lei mi attacca alla baionetta!? GUSTAVO -(a Tilde)- Corpo a corpo, come ha fatto lei. ERNESTO Corpo a corpo?! GUSTAVO -(a Ernesto, concitandosi)- Mediante un pretesto di cui scioccamente non ho scorto l'artificio, quando ero solo in questo salotto, mi si è cacciata dinanzi un fac-simile di educanda. TILDE -(seccamente)- Dolores. ERNESTO Una spagnuola? GUSTAVO Ma che spagnuola! Si chiamava Dolores come si sarebbe potuta chiamare Fifì, Mimì, Ninì, Lilì. Il nome non conta. Quello che conta è che costei mi ha tratto in una ragnatela invisibile con la più abile esperienza della seduzione femminile. Quello che conta è che, dopo tutto, questa educanda apocrifa, suscitando in me qualche vivacità galante e compiacendosi di qualche mia manifestazione imprudente, nell'insidioso giochetto ci ha rimesso del suo. TILDE -(energicamente)- No che non ci ha rimesso nulla! GUSTAVO -(con forza)- Ah sì, o signora. Una donna che si lascia stringere, sia pure per un istante, fra le braccia di un uomo che ha conosciuto da pochi minuti, perde nel breve contatto per lo meno quel tanto che egli ci guadagna. BICE -(prorompendo)- Ma dunque lei, signor Gustavo, non è che un mentitore?! GUSTAVO Un mentitore, no, perdinci! BICE Sì, mi ha mentito, mi ha ingannata.... E il giorno in cui doveva chiedere la mia mano, ha stretto fra le braccia la signorina Dolores... proprio come voleva fare con me ieri sera. ERNESTO -(interrompendo -- a Gustavo)- Proprio come volevi fare con lei!!! BICE Tilde! Tilde! Mi sento morire!... Sono morta! -(Si abbandona fra le braccia di Tilde, piangendo.)- ERNESTO -(a Gustavo)- Lo vedi quello che fai? Fai morire la gente. TILDE No, piccina mia, no,... non c'è da morire. Anzi, questa è la guarigione, è la salvezza. -(Sorreggendola e conducendola amorosamente)- Vieni, vieni... La tua Tilde ti spiegherà minutamente come sono andate le cose. Vedrai che sono andate molto bene; e vedrai che la signorina Dolores ti ha reso un gran servizio, come te l'avrebbe potuto rendere... una sorella. -(Escono a destra.)- ERNESTO -(che ha ascoltato dappresso, e con acuta attenzione, ciò che Tilde ha detto a Bice, riflette, e quindi afferma:)- Io... non ho capito perfettamente nulla! In conclusione, che c'è di vero in tutta questa faccenda? GUSTAVO -(uscendo fuori dai gangheri)- E dàgli ad annoiarmi, e dàgli a vessarmi, e dàgli a farmi dire tutto ciò che non vorrei. Ti ho raccontata la verità. Che altro pretendi da me? ERNESTO -(con violenta asprezza)- Pretendo di sapere chi era la sedicente educanda, che ha avuta la spudoratezza di farsi abbracciare! TILDE -(tornando dalla destra.)- Presente! ERNESTO -(con tragico furore)- Disgraziata! -(Si frena. Pausa.)- Sta bene! -(Un silenzio.)- GUSTAVO -(freddamente, a Tilde)- È soddisfatta? TILDE -(con pari freddezza)- Io, sì. E lei? GUSTAVO -(vorrebbe rispondere. Ingoia la risposta.)- Riverisco, signora! TILDE Rrrriverisco! GUSTAVO -(rabbiosamente)- Addio, Ernesto. ERNESTO -(fra i denti)- Addio! GUSTAVO -(esce.)- SCENA VII. ERNESTO, TILDE, NINO. ERNESTO -(si avvicina a Tilde, grave e minaccioso, con le braccia incrociate, e le si ferma dinanzi)-. Ed ora... a noi due! NINO -(non visto da lui, con in mano una stecca di bigliardo, a passo lieve, entra dalla porta a sinistra, e si avanza sino alle spalle di Ernesto, a cui la punta della stecca sfiora quasi l'orecchio.)- TILDE -(a Ernesto, con semplicità, indicando Nino)- Cioè... a noi tre! ERNESTO -(si volta, e, vedendo Nino, ha il solito sussulto)- Eh?!... -(Con subitanea risoluzione, andando via rapidamente dal fondo)- Ah no! Ah no!... Ah no! -(Sipario.)- ATTO TERZO. -Lo stesso salotto -- illuminato. La porta di fondo, aperta. Si notano nella stanza, proprio dinanzi alla porta contigua, dei grandi specchi che nell'atto precedente non c'erano.- SCENA I. GUSTAVO -ed- ERNESTO GUSTAVO -(è solo, in un canto, sdraiato su d'una gran poltrona. Accende un avana. Fuma. Sbadiglia.)- ERNESTO -(entra a lenti passi da una porta laterale, cogitabondo. Vedendo Gustavo)- Solo soletto, eh? GUSTAVO Solo soletto. Ho cenato bene e faccio il mio chilo. ERNESTO Io, no. GUSTAVO Perchè ti sarai abbandonato alle danze. ERNESTO Ho altro che danze per la testa! GUSTAVO Non mi dire quello che hai... per la testa, perchè non me ne importa niente! ERNESTO -(sogghignando)- Il signor Nino mi va fuggendo. Tutta stanotte non ha fatto che evitarmi. GUSTAVO E te ne rammarichi? Ti adiravi tanto del suo ostinato attaccamento! ERNESTO Va bene, me ne adiravo. Ma se ora mi va fuggendo, significa che ha la coscienza lesa. E significa pure che non ha più bisogno di appiccicarmisi addosso. È chiarissimo. Ha gettata l'àncora in porto! GUSTAVO Sei troppo tortuoso nei tuoi sillogismi. -(Sbadigliando)- Mi confidi piuttosto perchè hai dato questo ballo? ERNESTO Non l'ho dato io, lo ha dato mia moglie. GUSTAVO In occasione di che? ERNESTO Per fare esordire in società sua sorella: la tua ex fidanzata. GUSTAVO Ah, ecco. ERNESTO -(per punzecchiarlo)- Non l'ami più? GUSTAVO Dopo sette mesi!?... Capirai che è la vista della tavola apparecchiata ciò che stuzzica un po' l'appetito a chi soffre d'inappetenza. Tua moglie si prese la briga di sparecchiarmela, e io mi sono rassegnato all'inappetenza cronica. ERNESTO -(siede sospirando)- Mah! GUSTAVO -(sospira anche lui)- Mah! -(Pausa.)- ERNESTO Hai mai fatta la cura dell'elettroterapia? GUSTAVO La sola cura possibile è quella che volevo fare io cominciando con l'adornare di fiori d'arancio una bella fanciulla estremamente fanciulla. ERNESTO -(con enfasi triste)- Per poi finire con l'esserne estremamente adornato in un modo diverso! GUSTAVO Sei diventato molto malinconico. Sembri l'Amleto dei mariti. ERNESTO Perchè l'«Amleto»? GUSTAVO «Essere o non essere»! ERNESTO Essere o non essere... che cosa? -(Nervoso)- Aggiungi pure la brutta parola che hai omessa per convenienza. Non me ne ho a male. Anzi! GUSTAVO Hai una gran voglia di sfogarti. Ma io non ho nessuna voglia di ascoltare i tuoi sfoghi. ERNESTO -(si alza e gli si accosta confidenzialmente, quasi misteriosamente. Poi, lo interroga:)- A te che te ne pare: -- Lo sono o non lo sono? GUSTAVO -(con serietà)- Dio, meriteresti di esserlo. Ma si vedono tante ingiustizie su questo mondo! ERNESTO Insomma, di quel signor Nino, tu che ne pensi? GUSTAVO Penso che è un bravo ragazzo e che non può darti più nessun fastidio visto che da un paio di mesi si è dedicato completamente alla tua cognatina. ERNESTO Alla tua ex fidanzata?! È una finta, caro mio. È una manovra! GUSTAVO Io sono il suo consigliere. A me risulta che non è una finta. ERNESTO E tu ti fai infinocchiare da quel ragazzo?! GUSTAVO Come sei noioso! Lasciami un po' dormire, che ho sonno. E poi non senti il vocìo degl'invitati che cominciano ad andarsene? Avresti il dovere di salutarli, almeno. ERNESTO Perchè? GUSTAVO Non sei il padrone di casa? ERNESTO Io sono il padrone di casa? Ah già, me n'ero dimenticato! -(S'avvia verso il fondo. Giunto alla porta, si ferma. Quindi, ritorna d'un subito, prende una sedia e siede immediatamente dietro alla poltrona di Gustavo)- Io sono convinto che il ragazzo si è dedicato a mia moglie e non a mia cognata. GUSTAVO E se ne sei convinto, a che scopo, santo cielo, vieni ad affliggere me? ERNESTO Senza nessuno scopo, ma tu non puoi lavartene le mani. Non hai forse contribuito non poco alla mia disgrazia? GUSTAVO Ma che altro vai arzigogolando, adesso? ERNESTO Sicuro. Il giorno della famosa canzonatura che ti fece mia moglie, tu, inferocito verso di lei, caricasti le tinte del tuo racconto; e io, credendo che fosse accaduto chi sa che cosa, mi ruppi definitivamente con lei. GUSTAVO Ebbene? ERNESTO Se quel giorno io avessi invece ripresa la posizione, avrei sbarrata la strada al nemico! Il quale non sarebbe padrone del campo! GUSTAVO -(svogliato)- Ma lascia andare! ERNESTO -(scattando in piedi, furibondo)- Che io lasci andare?! Ti garantisco, perdio, che appena questo piccolo furfante me ne dà l'incentivo, faccio scoppiare una catastrofe! Io non cerco che un pretesto, e lo troverò. Oh se lo troverò! GUSTAVO Commetteresti semplicemente una corbelleria. Quando non ci sono delle prove.... ERNESTO -(accalorandosi sempre di più)- Ma io dico: che interesse hai tu a fare il salvatore del signor Nino? Non ne cavi nulla, per tua norma. Se non ci sono delle vere prove, ci sono degl'indizi gravissimi. Ah sì, quando, sul principio, il ragazzo mi assediava con le sue cerimonie, io, lo confesso, non vedevo in lui che un precoce seccatore: il seccatore nato, il seccatore di genio! Ma ben presto ebbi il sospetto ch'egli assediasse me per espugnare mia moglie. Seguendola dovunque, si atteggiava a figlioccio. Era un figlioccio eccessivamente devoto ed eccessivamente servizievole. E mille altre sfumature hanno alimentato man mano il mio convincimento: ora un'occhiata di mia moglie, ora l'imbarazzo di lui, ora l'imbarazzo di tutti e due.... GUSTAVO Tu sei impressionabile. Te lo sento ripetere da tanto tempo! Data la tua impressionabilità, questi sono degli indizi che non hanno alcuna importanza. ERNESTO No, mio caro Gustavo, questa volta non c'entra la mia impressionabilità. -(Arrabbiandosi)- Non m'irritare di più con le tue attenuanti! Io sento di essere quello che sono e non c'è da discutere. È inutile! Su ciò non ammetto discussioni! GUSTAVO Dunque, non discutiamo. ERNESTO -(incalzando)- Convieni che il giovanotto si fa giuoco di me? GUSTAVO -(perdendo la pazienza)- Sì! ERNESTO Convieni che io sono ingannato come l'ultimo dei mariti? GUSTAVO Sì! ERNESTO Convieni che ho ragione d'esserne convinto? GUSTAVO Sì! ERNESTO -(con furore)- E credi giusto ch'io sia preso per un imbecille? GUSTAVO Sì!! ERNESTO Va all'inferno anche tu! -(Esce correndo dal fondo.)- GUSTAVO -(respirando)- Ah! -(Prende un cuscino e lo mette sulla spalliera della poltrona. Vi si sdraia più comodamente come per sonnecchiare.)- -(La spalliera di questa poltrona è molto alta, e alti ne sono i bracciuoli. Sicchè, chi entra dal fondo, non può accorgersi della presenza di GUSTAVO).- SCENA II. GUSTAVO, BICE, NINO. BICE -(di dentro)- Dove mi conducete? NINO -(sulla soglia della porta in fondo)- Io voglio imparare. In questo salotto recondito potrete darmi scrupolosamente la vostra lezione di boston. -(Entra.)- GUSTAVO -(tra sè)- Cupìdo in flagrante! BICE -(arrestandosi presso l'uscio)- Qui siamo soli a dirittura. Tilde ci sgriderà. NINO La signora Tilde non se ne avvedrà neppure. È intenta agli onori di casa. Venite. Mi dicevate ch'io faccio il passo troppo stretto? BICE -(avanzandosi)- Troppo stretto. Ed è perciò che restate sempre al medesimo posto. NINO Insegnatemi il passo più lungo. BICE Voi fate così... -(Esegue.)- NINO -(canticchia la musica del boston per darle il ritmo.)- BICE E invece, no, no. Bisogna fare così.... -(Esegue di nuovo per precisare i passi della danza.)- NINO -(canticchiando, guarda attentamente.)- GUSTAVO -(alzandosi)- E facendo così, non c'è più pericolo di restare al medesimo posto. BICE -(fermandosi quasi impaurita)- Oh! NINO -(sorpreso)- Eravate qui? Non vi si vedeva punto in quella poltrona. GUSTAVO Ma io mi sono affrettato a mostrarmi. Sarebbe stata una indelicatezza da parte mia assistere, non visto, ad una lezione di boston data da una bella fanciulla a un bel giovanotto. BICE ... Ritorniamo in sala, signor Nino! Andiamo via. GUSTAVO Perchè? Spetta a me di andar via. Tanto, ci sono abituato. Oltre di che, sono troppo buon amico di Nino per avere la crudeltà di sottrarlo all'insegnamento... del passo più lungo. -(A Nino)- Del resto, benchè la signorina Bice non lo creda, sono anche uno zelante amico di lei. Voi, Nino, potete attestarlo. BICE Io la supplico, signore, di non occuparsi di me. GUSTAVO Ecco l'ingratitudine! NINO Non la mia. GUSTAVO Ah! l'ingratitudine vostra poi non la sopporterei. Siete già in condizione di esercitarvi al boston in un salotto recondito: non negherete, spero, che io abbia un po' contribuito coi miei suggerimenti a questi rapidi progressi. -(In mezzo, tra l'uno e l'altra, rivolgendosi a Bice)- Non contesto di certo l'efficacia del reciproco fascino. Ma gli è che una fanciulla dotata di grazie e di virtù eccezionali è per l'uomo come una plaga remota, come una terra sconosciuta. Lo sapete voi quello che accade in fatto di terre sconosciute? Un bel giorno, qualcuno ha un'ispirazione geniale e indica all'umanità un punto inesplorato del globo. Se egli avesse i mezzi per esplorare, non ci penserebbe due volte e, fiducioso, si metterebbe in cammino. È su per giù la storia di Cristoforo Colombo. Orbene, quello della ispirazione sono stato io. I mezzi non li avevo e nessuno poteva darmeli. Ma avrò sempre il diritto di vantarmi d'avervi additata a questo ardente viaggiatore, il quale non ha che a volere.... per compiere degnamente l'impresa gloriosa! -(A Nino)- Dico giusto, mio giovane amico? NINO -(confuso)- In verità.... io non intendo... GUSTAVO Ma che cosa c'è da non intendere? La plaga remota -(indicando Bice)- è già, viceversa, alle viste. Avanti, dunque! Preparatevi a dare il vostro nome, come Amerigo Vespucci, alla terra su cui farete fiorire... la civiltà coniugale. -(Mutando tono: paternamente a tutti e due)- Sentite a me, ragazzi miei: non vi perdete in danze inutili. Seguite l'impulso del vostro cuore, non quello dei vostri piedi. E se riuscirete, com'è presumibile, a mettervi d'accordo, non dimenticate che io, in un modo o nell'altro, sono stato un po', tra voi, il tratto d'unione. Non crediate che io abbia l'idea di esserlo anche in avvenire. Non mi ci divertirei. Ma, in compenso, nei vostri momenti felici... rivolgete un pensiero all'amico lontano! -(Li guarda.)- BICE -e- NINO -(abbassano gli occhi.)- -(Un silenzio)- GUSTAVO No?... Pazienza: nemmeno questo! -(Via dal fondo.)- SCENA III. BICE -e- NINO. -Poi- GUSTAVO -e- TILDE. BICE -e- NINO -(restano a gran distanza, molto impacciati e alquanto sbalorditi.)- BICE -(dopo una pausa)- Signor Nino... NINO Signorina Bice.... BICE Io vorrei che mi diceste una cosa. NINO Io vorrei dirvene cento. BICE -(con urgenza)- Vorrei che mi diceste schiettamente schiettamente, ma proprio schiettamente... -(pentendosi d'aver cominciato)- che ora è. NINO -(consulta il suo orologio)- Non ho nessun motivo per nascondervi... che sono le quattro e mezzo meno due minuti. BICE Meno due minuti?!... NINO -(sospirando malinconicamente)- Sì. BICE Siete triste? NINO Un poco. BICE Ed è perciò che volevo domandarvi... -(s'interrompe.)- NINO -(cava fuori di nuovo l'orologio.)- BICE No, basta con l'orologio! NINO Credevo che.... BICE -(a un tratto)- Perchè vi hanno turbato le parole del signor Franchesi? NINO Non so.... Tutta quella faccenda dell'esplorazione: l'impresa gloriosa... la plaga remota... la terra sconosciuta... Cristoforo Colombo... Amerigo Vespucci... BICE Quel signore diceva delle sciocchezze per tormentarci. NINO Questo no, non mi pare. È lui che mi ha spinto verso di voi. Ciò che mi turbava era il riflettere che su questo mondo non si può sempre... far fiorire la civiltà... dove si vuole. BICE L'avete, dunque, capito che c'è un ostacolo? NINO -(sorpreso, ansiosissimo)- Io l'ho capito, ma... quale sarebbe secondo voi? BICE -(dolorosamente, con semplicità)- Mia sorella. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617 618 619 620 621 622 623 624 625 626 627 628 629 630 631 632 633 634 635 636 637 638 639 640 641 642 643 644 645 646 647 648 649 650 651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 720 721 722 723 724 725 726 727 728 729 730 731 732 733 734 735 736 737 738 739 740 741 742 743 744 745 746 747 748 749 750 751 752 753 754 755 756 757 758 759 760 761 762 763 764 765 766 767 768 769 770 771 772 773 774 775 776 777 778 779 780 781 782 783 784 785 786 787 788 789 790 791 792 793 794 795 796 797 798 799 800 801 802 803 804 805 806 807 808 809 810 811 812 813 814 815 816 817 818 819 820 821 822 823 824 825 826 827 828 829 830 831 832 833 834 835 836 837 838 839 840 841 842 843 844 845 846 847 848 849 850 851 852 853 854 855 856 857 858 859 860 861 862 863 864 865 866 867 868 869 870 871 872 873 874 875 876 877 878 879 880 881 882 883 884 885 886 887 888 889 890 891 892 893 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 904 905 906 907 908 909 910 911 912 913 914 915 916 917 918 919 920 921 922 923 924 925 926 927 928 929 930 931 932 933 934 935 936 937 938 939 940 941 942 943 944 945 946 947 948 949 950 951 952 953 954 955 956 957 958 959 960 961 962 963 964 965 966 967 968 969 970 971 972 973 974 975 976 977 978 979 980 981 982 983 984 985 986 987 988 989 990 991 992 993 994 995 996 997 998 999 1000