-(Con sveltezza corretta e con una contemporaneità automatica, a guisa
di due macchinette identiche, un CAMERIERE serve l'antipasto, l'ALTRO
versa il vino. Quindi, restano, diritti, come due sentinelle, a uguale
distanza, l'uno dietro ERNESTO, l'altro dietro NINO.)-
-(ERNESTO e NINO turbati, impacciatissimi, non si decidono a cominciare.
A un tratto, simultaneamente, quasi sentissero qualcosa alle spalle, si
voltano. Ciascuno guarda il cameriere che gli è dietro. Ambedue i
CAMERIERI, vedendosi guardati, senza muoversi dal loro posto, anche
simultaneamente, voltano la faccia verso NINO ed ERNESTO e li guardano
in attesa di ordini. -- Allora NINO ed ERNESTO, come per un dovere,
urgentemente cominciano a mangiare.)-
-(Sipario.)-
ATTO SECONDO.
-Un elegante salotto in casa Ricchetti. -- Una sola porta a destra, una
sola porta a sinistra. Una gran porta alla parete in fondo.-
SCENA I.
TILDE, -la- CAMERIERA, -poi- BICE.
TILDE
-(giunge allora allora dalla campagna. Seguìta dalla CAMERIERA, che si
ferma aspettando gli ordini, entra dal fondo con passo affrettato.
Inquieta e pensosa, passeggia in silenzio su e giù per la stanza,
agitando l'ombrellino.)-
TILDE
-(dopo di aver passeggiato per un po')- Andate su dalla marchesa zia e
dite a mia sorella che io sono qui.
LA CAMERIERA
E alla signora marchesa, nulla?
BICE
-(nei suoi abiti di educanda -- entra festosamente, commossa, correndo ad
abbracciare e a baciare Tilde)- Tilde! Tilde! Tilde mia cara!
-(LA CAMERIERA via.)-
TILDE
-(ricambiando con freddezza l'abbraccio di Bice)- Mi hai visto giungere?
BICE
Sì, la zia ha ricevuto il tuo telegramma, e io t'aspettavo ansiosa alla
finestra. Sarei discesa immediatamente; ma ho creduto che tu andassi su
per parlare con lei.
TILDE
Mi preme più di parlare con te.
BICE
Come sei stata buona nel venire così presto!
TILDE
Trovi?
BICE
-(intimorita dal tono di lei)- O Dio, Tilde!... Non sei ben disposta?
TILDE
Tutt'altro che ben disposta.
BICE
Dio mio!
TILDE
Uscita da poco più d'un mese dal collegio, ti fai pigliare da questa
frenesia? Il primo uomo che ti si è messo innanzi t'è parso una
divinità! Ed ecco, all'impensata, la bomba del matrimonio!
BICE
-(paurosa)- Io t'avevo già avvertita che Franchesi era molto gentile con
me.
TILDE
Anzitutto, io non sapevo che costui fosse un compagno di scuola di mio
marito. E, d'altronde, non potevo immaginare che in quindici giorni
riuscisse ad accenderti la fantasia sino a farti scrivere di quelle
stupidaggini! Il mago! L'irresistibile!... La sirena!
BICE
-(quasi piangendo)- Tu mi mortifichi troppo!
TILDE
Ma no, angelo caro. Io non ho l'intenzione di mortificarti. Io ce l'ho
con la zia a cui ho avuto il torto di affidarti, e ce l'ho.... ce l'ho
con tutta quella mala gente, di cui noi donne non sappiamo fare a meno.
BICE
-(con schietta ingenuità)- Qual'è la mala gente?
TILDE
Gli uomini.
BICE
Ciò significa che lui... è un uomo eccezionale.
TILDE
Un uomo che è eccezionale non è un uomo! Intanto, quel che ho letto
nella tua lettera di stamane non depone certo in suo favore. Questo
signore, che alla sua età ti si offre come marito senza pensarci su due
volte e che, a quanto mi hai scritto, ti ha amato subito perchè t'ha
conosciuta in abito di educanda, è semplicemente un vizioso!
BICE
Perchè? Che vizio ha?
TILDE
... «Vizioso» è una parola generica.
BICE
Non è solo per questo vestito che si è innamorato di me.
TILDE
Ma io indovino che questo vestito non lo hai smesso ancora per secondare
la sua mania. E la bambola dov'è? Anche per la bambola che conservi da
quando eri bimba pare che costui si sia deciso a sposarti. Tutto ciò è
inaudito, piccina mia!
BICE
Ritorci le cose a modo tuo!... Sì, la bambola, l'abito di educanda, i
capelli pettinati con semplicità, le trecce sulle spalle, sono delle
cose che gli fanno un grande effetto. Non c'era abituato. Ma poi mi ama
per altre ragioni.
TILDE
-(sedendo)- Fuori le altre ragioni.
BICE
Mi ha assicurato che quando mi parla e io arrossisco, gli sembra...
-(cercando di ricordarne appuntino le parole)- gli sembra... di «fare un
bagno di verginità»....
TILDE
-(come fra sè)- Ricostituente!
BICE
... e che gli basta di guardare la punta del mio piede e il neo che ho
qui sul collo per capire... per capire... «com'è fatto il paradiso».
TILDE
E, avendolo capito, ti vuole sposare.
BICE
Mi vuole sposare,... «per darmi tutta la sua vita»....
TILDE
... e per pigliarsi la tua.
BICE
S'intende.
TILDE
Senonchè, la tua è ancora intera, e della sua non ne resta a lui che
poco o nulla.
BICE
Come se fosse un vecchio!
TILDE
Non ha che pochi anni meno di mio marito. Mio marito è un vecchio per
me. Egli sarebbe un vecchione per te.
BICE
Mi ha spiegato che gli uomini maturi sono i mariti migliori, perchè
hanno già vissuto molto.
TILDE
È la solita canzone. L'ho ascoltata anch'io. Ma ti persuade che chi ha
già fatto cento chilometri di strada possa proseguire con più lena di
chi non ne abbia fatti che due?
BICE
E l'esperienza non la conti? Franchesi ripete sempre ch'egli è forte
della sua esperienza.
TILDE
Piccina mia, credi a me, l'esperienza non rinforza: indebolisce.
BICE
Trovi a ridire a ogni sua parola, perchè non lo conosci.
TILDE
Senza averlo mai visto, io lo conosco come tu non lo conosceresti che
dopo d'averlo sposato. Ah! io vorrei potermi pentire della mia sfiducia.
Vorrei che egli non fosse di quelli che all'ultima ora ricorrono al
rossore delle fanciulle soltanto... per fare dei «bagni di verginità».
Vorrei che, malgrado l'età sua, fosse un uomo in buone condizioni...
-(ripigliandosi)- onesto, sincero, veritiero....
BICE
Allora, tu pensi che egli m'inganni?
TILDE
Prima d'ingannare te, inganna sè stesso. È pronto a sposarti?... Tante
grazie! O sposare o rinunziare. Ma, disgraziatamente, gli uomini, per
ammogliarsi, non devono presentare un certificato d'idoneità!
-(Attirandola a sè e mettendosela sulle ginocchia)- No, non ti turbare
così e non credermi ingiustamente severa. Vuoi comprendermi un po'? Vuoi
cercare di comprendermi, angelo caro?
BICE
-(fa cenno di sì.)-
TILDE
Supponiamo che egli, invece d'imbattersi in te, si fosse imbattuto in
un'altra fanciulla: e supponiamo che quest'altra fanciulla fosse stata
bella come te o anche meno bella, meno intelligente, meno virtuosa, e
avesse nondimeno arrossito come te e avesse avuto, come tu hai, la
freschezza dei diciotto anni, il profumo dell'innocenza, l'impronta
dell'educandato. Non ti pare che, nel vederla, nell'avvicinarla, egli
avrebbe avuto le medesime sensazioni?
BICE
No, no, Tilde! Certamente no!
TILDE
Ah! se avessimo il mezzo di metterlo alla prova, come ti convinceresti
del contrario!
BICE
Prima di far la corte a me non l'aveva mai fatta a una fanciulla.
TILDE
-(riflettendo, con un lampo negli occhi)- Dovremmo assicurarci che egli
sarebbe incapace di farla adesso a qualcuna.
BICE
Io ne sono più che sicura! Altrimenti, non l'amerei come l'amo.
TILDE
E quali indagini hai potuto compiere, tu, piccina mia? Lascia, lascia a
me l'incarico d'indagare un po' seriamente....
BICE
In che modo?
TILDE
-(celando il suo pensiero)-... Interrogherò delle persone....
BICE
Bisogna per altro guardarsi dalle calunnie. È così calunniato!
TILDE
Da chi è calunniato?
BICE
Dalle donne.
TILDE
Poveretto!
BICE
Si vendicano, sai, perchè da un certo tempo in qua egli ha sempre detto
di no a -tutte-!
TILDE
-(ironica)- Buon segno! Ma io non interrogherò nessuna donna.
BICE
Mi permetterai di assistere al colloquio che avrai con lui?
TILDE
Forse, te lo permetterò, ma.... -(risoluta)- a condizione che tu non gli
comparisca davanti in questi abiti ridicoli. Ti devi accertare che egli
sia innamorato di te, non della tua veste. Comincia dunque con lo
smetterla e col dirle addio per sempre. Poi, vattene su, buona buona,
dalla zia, e aspetta che io ti chiami.
BICE
-(alzandosi, inquieta, malcontenta)- Ti obbedisco.
TILDE
E fida in tua sorella, che ha il dovere di farti da mamma. -(Si alza
anche lei, e la carezza ancora affettuosamente.)- In fondo, io non ho
nulla contro di lui. Io ho in odio bensì l'istituzione dei mariti troppo
vecchi, che sono una vera piaga sociale, e la combatto ora con
accanimento perchè tu, piccina cara, ne sei minacciata. Se mi accorgerò
che nel signor Franchesi questa istituzione è meno infetta che in altri,
chiuderò un occhio e gli aprirò le braccia... le tue, beninteso.
SCENA II.
TILDE, BICE, ERNESTO, NINO.
ERNESTO
-(entra brioso e scherzoso)- Tu mi fuggi, e io t'inseguo.
TILDE
Tu qui?!
ERNESTO
T'inseguo, t'inseguo!
NINO
-(entra come Ernesto, a brevissima distanza da lui, quasi cercando di
giustificare con lo scherzo la sua indiscretezza)- La inseguiamo!
TILDE
Anche lei?!
ERNESTO
-(mal celando il fastidio che gli arreca la presenza di Nino)- Dopo la
colazione, mi sono precipitato perchè ho saputo che c'era da
Castellammare un diretto bis, e lui -(indicando Nino)- si è precipitato
con me.
TILDE
Disapprovo completamente.- (A Ernesto)- E la colpa è tua. Tu non
ignoravi ch'io sarei stata occupatissima tutto il giorno. Perchè non
restare tranquilli a Sorrento? Caro signor Nino, io non posso darle
nemmeno un minuto.
NINO
Gli è che... le dovevo far leggere necessariamente... una lettera della
mamma...
TILDE
Quando mi sarò sbrigata. Adesso no, non è possibile.
BICE
Io vado, Tilde?
TILDE
Sì, piccina.... Ma aspetta: una presentazione a tutta velocità. -(A
Bice)- Il signor Nino Lovigiani. -(A Nino)- Mia sorella.
BICE
-(fa una piccola riverenza.)-
NINO
-(s'inchina.)-
TILDE
-(a Bice)- Va, e ricorda bene ciò che abbiamo concluso. Non farmi
arrabbiare.
BICE
(esce per la porta a destra.)
ERNESTO
-(si accosta a Tilde per dirle qualche cosa. Si accorge che Nino si è
avvicinato anche lui e che gli è proprio alle spalle, quasi
toccandogliele col naso. Mite e supplichevole, gli chiede:)- Lei... mi
permetterebbe di dire una parola a mia moglie?
NINO
Anzi. -(Resta da parte, guardando il soffitto.)-
ERNESTO
-(a Tilde, sottovoce)- A quale espediente debbo io ricorrere per
liberarmi da questo giovanotto, che mi si è appiccicato addosso come una
mosca cavallina?
TILDE
-(pianissimo)- Per ora, è assolutamente indispensabile che tu lo conduca
via. Giungerà tra poco Gustavo Franchesi e, per una mia idea, voglio che
qui non ci si trovi nessuno. Bada che ci conto. -(Con severità quasi
minacciosa)- Fa a modo mio, se ti è cara la tua pace!
ERNESTO
Io vorrei almeno capire....
TILDE
-(troncando)- Sono cose di cui non ti devi occupare affatto.
ERNESTO
Però, di questo seccatore che non mi lascia respirare, sono costretto,
purtroppo, ad occuparmene.
TILDE
Lo inviterò io a pranzo per stasera, e così tu avrai agio di pranzare
solo al Circolo. Va bene?
ERNESTO
Ma che va bene! Il rimedio è peggiore del male. Tu pranzerai con me, non
con lui.
TILDE
Perchè con te?
ERNESTO
Ho il mio programma da svolgere e ti prego di non persistere nel tuo
ostruzionismo.
TILDE
Io non posso trascurare quel povero ragazzo, che mi è stato caldamente
raccomandato...
ERNESTO
-(interrompendo)- Da sua madre.
TILDE
E parla con rispetto di quella santa donna!
ERNESTO
Se non ho detto nulla!
TILDE
-(alzando la voce e rivolgendosi a Nino)- Insomma, signor Nino, mio
marito vorrebbe proporle di fare con lui una bellissima passeggiata.
ERNESTO
-(a Nino)- Ma pensavo che lei potrebbe passeggiare anche senza di me.
Non avrà mica paura dei veicoli!
NINO
Il passeggiare con lei mi riescirà mille volte più gradito.
TILDE
-(a Ernesto)- Egli non è abbastanza pratico di Napoli. Gli farai da
cicerone. Andate già così d'accordo voi due! Con permesso, signor Nino.
I miei doveri mi reclamano. A più tardi.
NINO
-(malcontento)- A più tardi.
TILDE
-(esce a destra.)-
SCENA III.
ERNESTO, NINO, -poi- GUSTAVO.
NINO
-(siede.)-
ERNESTO
Dunque?
NINO
Dunque?
ERNESTO
Questa passeggiata?
NINO
Non vuole?
ERNESTO
È lei che non vuole. Si è seduto.
NINO
-(senza alzarsi)- Io sono ai suoi ordini. Se lei va, io vado; se lei non
va, io non vado.
ERNESTO
Torno a ripeterle che io pensavo invece di lasciarla in libertà.
NINO
Ma che dice mai? Io non desidero che di dedicare a lei tutta la mia
giornata.
ERNESTO
-(a denti stretti)- Veda, tutta la sua giornata è troppo. Io non
l'accetto. Si fa un piccolo giro insieme e poi...
NINO
E poi si torna qui. Lei sa che mi preme di far leggere alla signora
Tilde la lettera della mamma.
ERNESTO
Ah già! C'è la lettera della mamma.
NINO
-(lentamente, s'alza.)-
ERNESTO
È molto affezionato lei alla mamma?
NINO
Immensamente.
ERNESTO
Sicchè, immagino, non vede l'ora di ritornarsene a Roma.
NINO
No, perchè la mamma crede opportuno che io mi stabilisca per qualche
tempo a Napoli. E io non la contraddico mai.
ERNESTO
Si stabilirà... si stabilirà... a Napoli?
NINO
Mi stabilirò. Tanto più che ho avuto il piacere e l'onore di trovare in
lei e in sua moglie... come ho da dire?...
ERNESTO
Quello che ha trovato in mia moglie non lo so; ma mi pare che in me non
abbia trovato gran cosa. Io sono un po' bisbetico. Ho delle abitudini
così personali, dei gusti così strani, -(esagerando)- così ostici!...
NINO
Eppure, noi due combaciamo in tutto.
ERNESTO
Combaciamo?
NINO
... Combaciamo.
ERNESTO
-(concludendo, siede rassegnato)- Combaciamo.
NINO
-(siede subito di nuovo anche lui.)-
-(Silenzio)-
ERNESTO
-(si alza)- Si va?
NINO
-(si alza)- Si va.
ERNESTO
Benchè... passeggiare con questo caldo...
NINO
Difatti, fa un caldo indiavolato.
ERNESTO
-(nervosissimo)- Avrei bisogno..., avrei bisogno di una bevanda molto
fresca!
NINO
È il solo ristoro possibile.
ERNESTO
D'estate, veramente, le bevande fresche non fanno che aumentare i
sudori!
NINO
È innegabile che se ne ha un refrigerio, ma si suda di più.
ERNESTO
Quasi quasi, preferirei un tè bollente.
NINO
Un tè bollente è più adatto.
ERNESTO
Ma con questa temperatura è poco piacevole.
NINO
È spiacevole addirittura.
ERNESTO
Tutto considerato, è meglio crepare di sete.
NINO
Indubbiamente.
ERNESTO
E creperemo! -(Esce difilato per la porta in fondo.)-
NINO
-(lo segue con passo affrettato.)-
-(Sulla soglia, s'incontrano con GUSTAVO.)-
GUSTAVO
-(a Ernesto)- Dove vai così di corsa? Il domestico m'ha detto che tua
moglie è uscita, ma che io devo aspettarla. Tienimi compagnia un po' tu,
almeno.
ERNESTO
-(in gran furia)- Addio, addio! Sono cose di cui non devo occuparmi
affatto. Io vado a passeggiare. Ho il dovere di passeggiare. E se ti è
cara la mia pace, mettiti bene in mente che qui non hai trovato nessuno,
non hai visto nessuno: nè me, nè questo signore, nè il diavolo che mi
porti!
-(ERNESTO va via velocemente, seguito da NINO.)-
GUSTAVO
-(attento, li segue con lo sguardo. Dopo una pausa)- Non c'è che dire:
sono stato ricevuto con molta cordialità! -(Si avanza. Pazientemente,
siede borbottando fra sè:)- Farò un solitario a memoria.
SCENA IV.
TILDE, GUSTAVO.
TILDE
-(di dentro, con una voce festosa e una intonazione quasi infantile)-
Bice! Bice! Bicetta! Dove sei?
GUSTAVO
-(tra sè)- Chi è che chiama Bice?
TILDE
-(ancora di dentro)- Sono io, Bicetta! Mi fai fare il giro di tutta la
casa! -(Vestita da educanda, i capelli ravviati con semplicità, in mano
un piccolo cappellino tondo, entra correndo.)- Dove ti sei nascosta?-
(Nel vedere Gustavo si arresta)- Uh! perdoni.
GUSTAVO
-(alzandosi)- La signorina Bice non c'è. Credo che sia fuori con sua
sorella. Suppongo che non tarderanno troppo.
TILDE
-(con timidità)- È strano che nè il domestico, nè la cameriera mi
abbiano avvertita. È vero che io mi sono cacciata dentro all'impazzata,
ma...
GUSTAVO
No, no, ho notato anch'io: c'è un po' di confusione.
TILDE
-(come per andare)- Permetta...
GUSTAVO
Faccia pure, ma se preferisce accomodarsi...
TILDE
-(indugia.)-
GUSTAVO
Lei è evidentemente una compagna di collegio della signorina Bice.
TILDE
-(ha gli sguardi a terra e la voce lievemente tremula)- Dal collegio...
io sono uscita un mese dopo di lei.
GUSTAVO
Ah sì?
TILDE
Perchè dovevo riparare.
GUSTAVO
Cosa aveva da riparare?!
TILDE
La geografia.
GUSTAVO
E ha riparato?
TILDE
No.... Ho brigato perchè mi si cambiassero i punti.
GUSTAVO
Ha fatto bene.
TILDE
Bice fu approvata a tutti gli esami. Ma ha circa un anno più di me. Per
forza doveva essere più brava.
GUSTAVO
È logico. E adesso? Niente più studio?
TILDE
Adesso, ci sarebbe da fare il corso di perfezionamento. Bice se la
-scappotta-. E me la -scappotto- anch'io.
GUSTAVO
Non conta di perfezionarsi?
TILDE
Mi perfezionerò, ma non in collegio. Io ci ho miss Katie. La conosce?
GUSTAVO
No, miss Katie non la conosco.
TILDE
Quattro lingue.
GUSTAVO
Perbacco!
TILDE
Oltre la filosofia.
GUSTAVO
Miss Katie è filosofa?
TILDE
Certamente. Se sentisse quello che dice!
GUSTAVO
Deve essere interessante.
TILDE
Filosofia per signorine, s'intende.
GUSTAVO
Filosofia leggera, insomma.
TILDE
Sì sì, leggera: i diritti della morale, i diritti della donna, i diritti
dell'uomo....
GUSTAVO
Sono i più numerosi, m'immagino.
TILDE
Veramente non lo so, perchè non li ho imparati ancora. E poi...
-(ricordando)- i diritti della Società... i diritti della Natura...
GUSTAVO
Anche? È una scienziata di prim'ordine!
TILDE
Sicuro.
GUSTAVO
E quando glie l'insegna tutti questi diritti?
TILDE
Per la strada.
GUSTAVO
Per la strada?!
TILDE
È la mia accompagnatrice.
GUSTAVO
Sicchè è miss Katie che l'ha accompagnata qui?
TILDE
-(con zelo)- Se desidera conoscerla... -(Chiama)- Miss Katie! Miss
Katie!
GUSTAVO
-(affrettandosi a farla tacere)- No, no, la lasci stare. Non c'è
premura. Ci sarà tempo.
TILDE
-(lo guarda in un attimo per fargliene accorgere, e riabbassa gli occhi
come per celare d'averlo guardato.) (Un silenzio) (Timidissimamente)- In
tal caso... a rivederla.- (Fa per uscire.)-
GUSTAVO
Ma perchè se ne va? Lei aspetta la signorina Bice, io aspetto la signora
Tilde sua sorella. Aspettiamo insieme.
TILDE
Non le do noia?
GUSTAVO
Al contrario.
TILDE
-(con una piccola riverenza)- Grazie.
GUSTAVO
-(dopo una breve pausa)- Nessuno ci vieta di sedere. -(Avvicinandole una
sedia)- Prego.
TILDE
-(piccola riverenza)- Grazie -(Siede.)-
GUSTAVO
-(sedendo)- Intanto, mi presento da me: Gustavo Franchesi.
TILDE
-(si alza. Altra riverenza, e torna a sedere.)- E io sono Dolores.
GUSTAVO
Soltanto?
TILDE
No. Dolores... di Torrecaduta.
GUSTAVO
Di Torrecaduta?
TILDE
-(stupidamente)- Già.
-(Ancora un silenzio.)-
GUSTAVO
E così,... lei mi diceva che ha circa un anno meno della Bice?
TILDE
Non si vede?
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