Sì, non lo nego; ma... per una ragione... molto più allegra. -Anna- È inutile, è inutile: più parli e più sento nella tua voce l’ansia e il tormento di chi, invaso da un dubbio atroce, è avido di vedere, di cercare, di frugare... -Arturo- Ma tu vaneggi! Io non sono stato mai tanto tranquillo come questa sera. -Anna- Ebbene... -(si stacca da lui, e, con energia, chiude l’uscio, come ha fatto al secondo atto, mettendo in evidenza un’emozione da commediante che nasconde quella vera)-... se desideri ch’io mi persuada d’essermi ingannata, non entrare in quella camera! -Arturo- -(dopo un istante di riflessione, battendosi la fronte e schiamazzando con giocondità trionfale)- Ah, perbacco, ci sono! Stai ricominciando la burletta famosa di quella sera!⁴ ⁴ Da questo punto sino alla fine della scena, l’attore dovrà essere di una vivacità sconfinata e il dialogo dovrà essere serrato e scoppiettante. -Anna- No.... -Arturo- Ti dico di sì! Tu mi monti la macchina.... Mi metti dinanzi la trappola.... Ma questa volta, per quanto è vero che io sono qui, non mi ci pigli! -Anna- Ne sei sicuro?! -Arturo- Fatica sprecata!... -Anna- Eppure, rifletti un po’: che manovra carina sarebbe il fingere una burletta come te la feci quella sera, per nascondere veramente qualcuno! -Arturo- Tu sei una gran furba.... -Anna- Lo so. -Arturo- E dopo questa minaccia, nessun marito resisterebbe alla tentazione di far capolino lì dentro.... -Anna- -(sussultando)- Lo vedi?! -Arturo- Ma io..., per non farti divertire a mie spese, non voglio nemmeno guardarlo quell’uscio! In trappola, mia cara, non ci capito più!... E, rinunziando a ciò che stasera molto mi sorrideva,... rimando la continuazione a un’altra volta. -Anna- -(rassicurandosi e fingendosi piccata)- Nulla di urgente, eh? -Arturo- -(ride)- Ah ah ah! L’hai voluto tu! Tienti il tuo seduttore... o il tuo sedotto.... Io mi rassegno alla mia cameretta da scapolo.... -(Andandosene, ride sempre più forte)- Ah ah ah.... -Anna- -(con un sincero scatto nervoso)- Via, non ridere troppo! -Arturo- Non mi ci pigli! Non mi ci pigli! Vado a dormire... coi miei pensieri.... È la minore punizione ch’io ti possa infliggere. Ah! ah! ah!... Volevi farmi il -bis- della canzonatura, volevi? Ma me n’è bastata una! -(Sulla soglia)- Io ti saluto,... traditrice! -Anna- Va’ là.... chè dormirai sulle spine.... -Arturo- E tu non certo sulle rose! Ah ah ah! -(Ridendo e ridendo, esce a destra, e chiude l’uscio.)- -Anna- -(in un misto di alterigia, di pietà e di disprezzo, resta a guardare l’uscio chiuso.)- SCENA III. DIONIGI, ANNA, ARTURO. -Dionigi- -(entra cauto e frettoloso, in preda all’orgasmo, e, accostandosi ad Anna, pianissimamente le dice:)- Povera Anna!... Povera Anna mia!... Voi avete camminato sull’orlo d’un precipizio.... -Anna- -(piano come lui)- Ma per far piacere a voi, non ci sono caduta.... -Arturo- -(di dentro, contemporaneamente, canticchia la nota romanza del- Rigoletto-:)- «La donna è mobile, Qual piuma al vento...» -Dionigi- Io temo, per altro, ch’egli lo abbia qualche sospetto.... -Arturo- «Muta d’accento e di pensiero....» -Anna- Io sono sicura del contrario.... -Dionigi- -(in gran fretta)- Ma è bene profittare di questa tregua.... Il mio dovere, Anna, è di salvare voi a ogni costo. Cercherò di aprire il cancello,... di scavalcare un muro,... di sottrarmi,... di sparire, insomma, in un modo qualunque.... -Anna- -(esterrefatta)- Ah sì?! -Dionigi- A domani, dunque, Anna. A domani. -Anna- No, Sandro!... -(Pausa)-.... -(Quasi solenne)- A mai più! -Dionigi- Perchè!?... -Anna- Non lo so.... Ma prima che mi salviate, caro Sandro, voglio dimostrarvi che egli non sospetta di niente. Aspettate lì, un momento solo.... -(Lo spinge un po’ verso il fondo. Poi si avvicina alla camera di Arturo e chiama:)- Arturo! Arturo! -Dionigi- -(allarmato, agitatissimo)- Che fate? -Arturo- -(continuando il motivo:)- «La llarà lallà là La llarà lallà... là» -Anna- Arturo, non rispondi? -Arturo- -(di dentro, in tono scherzoso)- Che vuoi, traditrice? Che vuoi? -Anna- Bada che ho avuto già il tempo di farlo fuggire.... -Arturo- Male! Se è fuggito, è un pessimo amante!... -Anna- E lo sai tu chi era? -Arturo- No, angelo mio, no.... -Anna- Era... il conte Dionigi.... -Arturo- -(di dentro, ridendo ancora)- Ah ah ah! Il più imbecille! -Dionigi- -(vivamente offeso)- Oh! -Arturo- Non mi ci pigli! Non mi ci pigli! -Anna- -(a Dionigi, molto dappresso, a bassa voce, sottolineando argutamente)- Avete udito... tutto? -Dionigi- -(livido, fremendo d’ira, minaccioso, feroce)- Ma io potrei!... -Anna- -(fredda, imponendogli silenzio)- Sss! Senza tragedie!... Non sarebbe di buon gusto! -Dionigi- -(frenando la rabbia)- Addio, Anna! -(Verso la porta a destra rivolge un gesto di fiera minaccia ed esce rapido dalla comune.)- -Anna- -(in una espressione di profondo disgusto, lo segue con lo sguardo; quindi, prende il lume e, scrollando il capo, si avvia a sinistra per ritornare nelle sue stanze. Fermandosi un istante, riflette:)- E dicono che sia così difficile il serbarsi oneste!...⁵ ⁵ Nota per l’attrice. L’ultima frase l’attrice dovrà dirla al pubblico, come nelle commedie antiche. SIPARIO. -(Fine della commedia.)- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264