-(come per un accordo preso, gli fa cenno di chiudere.)- -Antonio- -(esce.)- SCENA VII. ANNA, ARTURO. -Anna- Entrare a quest’ora nella casa d’una signora, così, senza neppure farsi annunziare, è sconveniente. -Arturo- -(tranquillo, e, a un tempo, altero, galante e scherzoso)- Perfettamente giusto. -(Siede.)- Senonchè, voi non tenete conto di una circostanza piuttosto importante. -Anna- Cioè? -Arturo- Cioè... che io... sono vostro marito. -Anna- Per un marito poi..., giacchè ci tenete tanto a esserlo,... l’entrare a quest’ora, all’improvviso, nella casa della moglie, è un’imprudenza! -Arturo- Giustissimo anche questo. Ma trascurate un’altra circostanza non meno importante. Ed è... che la moglie... siete -voi-. -Anna- Fidate così ciecamente nell’onestà mia? -Arturo- Io fido, soprattutto,... nel tuo amore. -Anna- Codesta è megalomania, mio caro! -Arturo- Che paroloni! Chi te li insegna? Quel dottore?... Ma non è il caso. Si è amati, perchè si è amati, e non già perchè se ne sia degni. Tu mi ami, tu mi adori: ecco tutto. Dimostrami il contrario, se puoi. -Anna- Io te l’ho dimostrato da un pezzo il contrario! -Arturo- E io non me ne sono mai accorto. -Anna- Hai dimenticato che non appena mi seppi tradita mi allontanai dal domicilio coniugale? -Arturo- Ma s’intende! Per amore. -Anna- Hai dimenticato che lasciai anche la città che tu abitavi? -Arturo- Per amore. -Anna- E alla tua lettera, alla tua lettera umile in cui mi scrivevi che saresti venuto a cercarmi e a supplicarmi, non risposi forse seccamente che ti avrei scacciato? -Arturo- Per amore, bambina mia, per amore. -Anna- Ah, va benone! Con questi criteri fai presto a convincerti che io mi strugga per te. Ma il fatto è che tu mi hai trovata qui, sola, in una campagna disabitata, qui, felice, allegra, indipendente, in mezzo a un circolo di uomini d’ogni genere, ciascuno dei quali mi ci ha seguita col solo scopo di farmi la corte! -Arturo- Sono in cinque! -Anna- Io potrei averne scelto uno. -Arturo- Sarebbero andati via gli altri quattro. -Anna- Potrei averlo scelto oggi, potrei averlo scelto un quarto d’ora prima del tuo arrivo.... -Arturo- Ma che! Il mio arrivo ti ha così commossa! -Anna- Non mi ha commossa: mi ha turbata! -Arturo- Ti avverto, bambina mia, che ti affatichi inutilmente a suscitare in me dei sospetti. -Anna- -(seccata ch’egli non voglia sospettare e decisa d’indurlo furbescamente al dubbio, dopo una pausa, si alza, e gli si fa dappresso, interrogandolo più con gli occhi che con la parola:)- Dunque... voi non credete verosimile... che io abbia... un amante? -Arturo- Non lo credo verosimile. -Anna- -(con una intima rabbietta)- E non credete possibile che, mentre voi state a parlarmi con una così stucchevole alterigia, io nasconda lì, lì, nelle mie camere, un uomo che io ami o che mi piaccia? -Arturo- Non lo crederei neppure se lo vedessi. -Anna- -(ferocemente minacciosa)- Arturo!... Arturo!.. -Arturo- Evvia, non c’è ragione di fremere come una piccola belva in gabbia... -Anna- Pensate che se quello che vi sto dicendo fosse vero, nessun marito sarebbe stato mai più comico di voi. -Arturo- Dio buono, se fosse vero, tu non me lo diresti. -Anna- -(con una subitanea ispirazione)- E se io vi avessi detta la verità con la speranza di farvela parere una menzogna? -Arturo- -(si sente colpito, ma dissimula.)- -(Pausa.)- -Anna- -(intende, e, soddisfatta, lo guarda di sottecchi.)- -Arturo- -(rasserenandosi di nuovo, sinceramente sorride.)- Bah! -(Le si accosta, e le solleva il mento con le dita, come farebbe con una fanciulletta.)- Non si può essere nel medesimo tempo Desdemona.... e Jago. -Anna- -(deliberata a conseguire, comunque, l’intento di tormentarlo, comincia a mostrare d’essere rassicurata dalla fiducia di lui come se davvero ella dovesse nascondere qualche cosa a qualcuno.)- -Arturo- -(abboccando un po’ l’amo, senza confessarlo a se stesso)- Per essere Jago, bambina bella, si ha da avere, per lo meno,... la testa a posto. Non hai pensato che io ho avuto agio di vedere uscire dalla tua casa, uno per uno, i tuoi adoratori? -Anna- -(continuando il giuoco)- Tutti e cinque... naturalmente... -Arturo- Ma sì... tutti e cinque... -Anna- E li avrete anche visti giungere... tutti e cinque... sino alla porta dell’albergo... -Arturo- -(scosso)- Proprio sino alla porta dell’albergo, no... Non potevo mettermi alle loro calcagna. Ma che monta? -Anna- Oh, certo!... Che monta...? Una volta che siete sicuro ch’essi sono usciti di qui,... non avete bisogno di sapere null’altro. Questo è un particolare esauriente. -(Pausa.)- Ebbene, se è così,.. buona notte! -Arturo- -(lievissimamente preoccupato)- «Buona notte»!? -Anna- È tardi. È ora di andarvene. -Arturo- Andarmene, io! Lo dici per ischerzo. Antonio, che ci è devoto,... era d’accordo con me, e ha chiuso, indubbiamente, porta e cancello. Non vorrai constringermi a svegliare quel brav’uomo,... a umiliarmi dinanzi a un domestico... D’altronde, perchè non concedere a me, per una notte, l’ospitalità che, in campagna, avresti il dovere di offrire a ogni più estraneo forestiero? -Anna- -(sempre lasciando scorgere di stare sui carboni ardenti e ostentando la difficoltà di sembrare disinvolta)- Sì... ma... come fare?... Di là -(indica a destra)- non c’è che una stanzaccia senza mobili... che non si può abitare... Volete vederla?... Completamente vuota! E di qua -(indica a sinistra)- c’è il mio quartierino, così angusto... che..., per decidermi ad accogliervi un forestiero, non so davvero quali... connotati lillipuziani dovrebbe avere costui. -(Con artificiosa perplessità e relativa disinvoltura, chiude l’uscio della sua camera.)- In conclusione, sono dolente, ma non posso! -Arturo- -(osserva e diventa più preoccupato)- Eppure, io scommetto che se facciamo insieme una breve perlustrazione nel quartierino angusto, troveremo come risolvere questo problema. -Anna- -(simulando, con vigile furberia, uno scatto involontario)- Ma io non vi permetterò di perlustrare! -Arturo- Non esageriamo, non esageriamo... -(Inquieto)- Bambina mia, tu me lo dovrai permettere.... -(Cercando di fingersi ancora calmo e galante)- In qualità di... defunto marito, non è eccessivo ch’io abbia il desiderio... postumo... di cacciare uno sguardo nei segreti della mia vedovella. -Anna- -(con tono incalzante e con atteggiamento serissimo, sempre più felice ch’egli càpiti nel tranello)- Arturo! Non vi ostinate in questo desiderio... -Arturo- -(perdendo la pazienza)- Anna! Non vi ostinate a prolungare una burletta che sta per divenire fastidiosa per voi e per me... -Anna- -(mostrandosi assai agitata)- Difatti, sta per divenire fastidiosa... E io vi supplico di troncare... -Arturo- Sì, tronchiamo! -(Andando risolutamente verso la porta)- Io debbo entrare in quella stanza.... -Anna- -(nascondendo l’intima gioia nella tragicità apparente e mettendoglisi dinanzi per impedirgli di entrare)- Voi non ci entrerete! -Arturo- -(acceso d’ira)- Ah, basta, vivaddio! -(Le afferra un braccio.)- -Anna- No! Non voglio! Non voglio!... -Arturo- Ma sono io che lo voglio!... -Anna- No, Arturo! Per pietà, no, no!... -Arturo- E vi giuro, Anna, vi giuro -(scostandola con violenza)- che ci entrerò! -Anna- -(getta un grido.)- -Arturo- -(si precipita nella camera.)- -Anna- -(battendo le mani bambinescamente, raggiante di esultanza)- Gliel’ho fatta! Gliel’ho fatta! Gliel’ho fatta! -(E resta a spiare, ansiosa.)- -(Un silenzio.)- -Arturo- -(rientrando, si ferma, annichilito.)- -Anna- -(nel vederlo, scoppia in una risata sonora)- Ah ah ah! Ah ah ah!... -Arturo- -(non sa egli stesso se è più arrabbiato del tiro birbone o più compiaciuto della innocenza di lei)- Non c’è che dire... Ci sono cascato! -Anna- -(ridendo più forte)- Ah ah ah!... Ah ah ah! -Arturo- Un capogiro... Un’istantanea allucinazione, e mi sono lasciato prendere... Mi darei degli schiaffi!... -Anna- -(ridendo a crepapelle)- Ah ah ah!... E siete voi che un momento fa non credevate possibile ch’io nascondessi un amante? Ah ah ah! Ah ah ah! Siete voi che dicevate che neppure vedendolo ci avreste creduto?... Ah ah ah!... Che ridere! che ridere!.. Tutto sommato,... un marito può anche essere una cosa molto divertente! -(Si abbandona come stanca su una sedia.)- -(Un silenzio.)- -Arturo- Se ti pare di aver riso abbastanza, vorrei proporti di parlare un poco sul serio. -Anna- Esattamente quello che io volevo proporre a voi. -Arturo- Io ho avuto dei torti... -Anna- Nientemeno che una confessione?! -Arturo- Questo l’ho sempre confessato. Ma se fui... piuttosto colpevole, ho poi, in compenso, tollerato tutte le bizzarrie della tua emancipazione senza misura e senza freni, e ho scontati i miei torti mettendomi a viaggiare il mondo, solo e derelitto! -Anna- -(interrompendolo)- Come se il mondo non fosse pieno di donne! -Arturo- Sarà pieno di donne, ma io non ne ho trovata neppure una! -Anna- Guarda che combinazione! Io invece non riesco a trovare un uomo! -Arturo- Allora, mi sono detto... -Anna- -(interrompendolo)- «Meglio quella che niente». -Arturo- Ma nossignora! Mi son detto: -(con gentilezza affettuosa)- «meglio... ricominciare da capo». -(Insinuante)- Anna, conveniamone: dal punto di vista sociale, io sono stato punito... Altre punizioni non ne merito... Ciò che possiamo fare di più logico è di ricominciare da capo, veramente. Vedi:... la notte... il silenzio della campagna... e questa dolce aria balsamica... sono le circostanze più propizie che si possano desiderare. -(Pausa.)- Vuoi?... -Anna- Eh!... Lo so.... La notte... il silenzio della campagna... il balsamo dell’aria... due anni di separazione!... Bella forza! È facile di vincere una donna così. È facile!... Se anche io fossi una fortezza, potrei... come si dice?... potrei capitolare... per mancanza di viveri. E io, che non poso a casta Susanna, non raccapriccerei mica a questo pensiero. Oh, no! Ma riflettete: è un matrimonio quello che contate di riorganizzare o è un -faux ménage-? Un matrimonio, nevvero?... E dunque, Arturo, ve ne prego, siate saggio. Se proprio intendete di ricostruire l’edifizio matrimoniale, aspettate... che io venga a voi. E se il nuovo edificio ha da essere... di carta, fate che la responsabilità pesi tutta intera su me, affinchè voi, in ogni caso, possiate dirmi: «Sei tu che l’hai voluto!» Mi comprendete? -Arturo- In parola d’onore, no. Tu dovresti scrivere dei libri. Nessuno ti capirebbe, e così diventeresti celebre. Ma, per accontentarti, -(sospira)-... aspetterò! -Anna- -(festosissima)- Intanto... io non pretendo che voi andiate a umiliarvi dinanzi a un vecchio servo. La notte è breve; voi resterete in questo salotto; e il marchese di Fontanarosa è così perfetto cavaliere che sarà lieto di rispettare i limiti dell’ospitalità che gli concedo. -Arturo- In questo salotto?!... Solo... come un cane?! -Anna- Tra le braccia... di una poltrona! -Arturo- Ci vuol altro, ci vuole! -Anna- -(ripigliando il suo tono birichino e affaccendandosi gaiamente)- Anzi, anzi... voglio preparare io stessa il vostro letto... Lasciate fare a me... -(Al tavolino su cui sono lo scartafaccio di Albenga e una lampada, avvicina una delle poltrone più comode.)- -Arturo- Ma no, non ti dar pena, non ti dar pena... -Anna- Lasciate fare a me... -(Congiunge alla poltrona una sediolina tappezzata, formando una- dormeuse.) Così!... Così!... Benissimo... -(Spegne i lumi, eccetto quello che è sul tavolino, e piglia un paralume a ombrello)- Preferite la mezza luce o l’oscurità completa? -Arturo- Eh,... tanto... è lo stesso! Nella mia situazione!... -Anna- Facciamo la mezza luce? -Arturo- -(condiscendente)- Facciamola pure. -Anna- -(pone il paralume sulla lampada, e indica la poltrona)- E ora, qua! -Arturo- Oh Dio, mi ci collocherò quando sarai andata a dormire... -Anna- -(capricciosamente)- No no no no! Devo mettervi a posto con le mie mani. Altrimenti non ho la coscienza tranquilla. -(Lo prende per le braccia, lo trascina sino alla poltrona e lo fa sedere.)- Distendetevi. -Arturo- Santa pazienza! -(Distende le gambe sul sediolino)- Mi sono disteso. -Anna- Bravo!... Starete divinamente! E siccome la notte, in queste boscaglie, è sempre un po’ freschina, ecco il mio scialle. -(Lo odora un po’ graziosamente e lo fa odorare ad Arturo.)- Esso è abbastanza gentile e profumato. -(Gli copre i piedi e le gambe con lo scialle)- A meraviglia! E adesso che i diritti e i doveri dell’ospitalità sono salvi, marchese mio, buon riposo.... -(S’allontana.)- -Arturo- -(sospirando)- Altrettanto! -(Quando Anna sta per uscire, fa un movimento come per alzarsi.)- -Anna- -(severa)- Eh?! -Arturo- Non mi muovo! -Anna- -(sulla soglia, voltandosi a lui)- Alla cuccia! -Arturo- Se l’ho detto, io!... Come un cane! -Anna- -(esce e chiude a chiave la porta.)- -Arturo- Auff! -(Pausa.)- -(Guardando un po’ la porta di Anna)- È un incidente molto doloroso questo!... Imprevedibile!... Quando poi si dice: il focolare domestico!... -(Distrattamente, piglia di sopra il tavolino lo scartafaccio)- Che è?... Ah! dev’essere uno dei capolavori di quell’illustre autore -(Pensa:)- «Albenga!...» Mai sentito nominare! -(Legge:)- «Il palcoscenico rappresenta un parco incantevole. Nella gran luce meridiana, i fiori... appena sbocciati... effondono una fragranza sensuale, quasi palpabile.» -(Sbadiglia)- Interessante! -(Guardando un po’, un altra volta, la porta di Anna)- Se osassi.... -(Riflette)- No...!... -(Legge:)-... «Si ode il ronzio di una vespa!!! Poi un lungo, un lunghissimo silenzio. Scena prima: Camilla e Tullio.» -(Sbadiglia. -- Legge:)- «Essi entrano lentissimamente e seggono presso una fontana. Camilla: sollevando un poco il capo....» -(Gli occhi gli si chiudono -- Li riapre continuando a leggiucchiare:)- Era dolce iersera la vostra voce... la vostra voce... grigia... grigia... gri.... gri... -(È vinto dal sonno.)- -(Di nuovo il rumore delle chiave nella serratura.)- -Anna- -(in un accappatoio bianco, con i capelli un poco scinti, sporge la testolina dall’uscio semi-aperto e chiama sommessamente:)- Arturo! Arturo!... -(Pausa. -- Tra sè:)- Possibile?!... -(Si avanza sulla punta dei piedi sino a lui. Di dietro la poltrona, dall’alto, lo guarda. Spalanca gli occhi dallo stupore.)- Dorme!!... -(Pausa.)- Dopo due anni!... -(Coi pugni stretti sta quasi per picchiargli la testa, ma si trattiene. Con una fisonomia di sdegno e di disprezzo, piano piano, si avvia per uscire a sinistra. Dinanzi alla porta, si volta, sogguardandolo ancora)-.... Ed ecco i mariti! -(Esce.)- -Sipario.- ATTO TERZO -La medesima stanza, inondata festosamente dalla luce del sole.- SCENA I. ANTONIO, FILIPPO, ARTURO. -Arturo- -(dorme, disteso sulla poltrona. Il lume è tuttora acceso.)- -Antonio- -(con passo lieve, si accosta al tavolino, prende il lume e lo spegne. Indi, senza far rumore, comincia a rassettare.)- -Filippo- -(entrando)- O don Antonio, ho da farvi una domanda.... -Antonio- -(molto sommessamente)- Abbassa la voce, Filippo. Non vedi che c’è qualcuno che dorme? -Filippo- -(curiosando)- Una faccia nuova! -Antonio- -(misteriosamente)- È il mio padrone: il marito della signora marchesa. -(Restano presso la porta comune, parlottando col fiato.)- -Filippo- E quando è arrivato? -Antonio- Iersera; ma acqua in bocca! -Filippo- Perchè? -Antonio- Credo che, per ora, non se ne debba dir niente. -Filippo- Sono una tomba! Ma che è? Non poteva andare a dormire -(indicando furbescamente l’uscio delle stanze di Anna)- un po’ meglio di così? -Antonio- Ignorante! Per chi lo pigli? -Filippo- O bella! È o non è suo marito? -Antonio- Si, ma... fra i nobili... non c’è più quest’uso. -Filippo- Ah!... Ognuno per conto suo? -Antonio- Si capisce!... Sbrigati con la domanda. -Filippo- Volevo dirvi.... Laggiù, all’albergo, si parla di partenza. -Antonio- Be’? -Filippo- Quel signore ammalato.... -Antonio- Il signor Rivoli? -Filippo- Appunto. Che roba è? -Antonio- Come sarebbe a dire? -Filippo- Sono due mesi che mia moglie e la mia figliuola gli lavano la biancheria, glie la stirano, lo servono... proprio di tutto, e sinora, neanche un soldo! -Antonio- Fatti pagare, Filippo, perchè quello lì, o che parta o che resti, muore da un momento all’altro!!! -Filippo- Per San Crisostomo! -(Esce correndo.)- -Antonio- -(ridendo tra sè)- Poverino! -(Continua a rassettare, sulla punta dei piedi.)- SCENA II. ANTONIO, ANNA, ARTURO. -Anna- -(in elegante- toilette -di mattina, entra dalla sinistra e, vedendo Arturo, esclama.)- Dio mio! Dorme ancora!!! -Antonio- -(inchinandosi)- Eccellenza! -Anna- Portate una tazza di caffè al signore. -Antonio- Era pronta, eccellenza. -(Via.)- -Anna- -(va dinanzi a uno specchio aggiustandosi i capelli.)- -Antonio- -(ritorna recando il vassoio con la tazza di caffè, e chiama con mitezza:)- Eccellenza! Eccellenza! -Anna- Più forte, Antonio, più forte! -Antonio- -(alzando la voce)- Eccellenza! -Arturo- -(con un soprassalto)- Eh!... Che accade? -Anna- -(assiste alla scenetta restando indietro, in modo che Arturo non la veda.)- -Antonio- Il caffè, eccellenza. -(Gli mette la tazza davanti.)- -Arturo- -(tutto assonnato)- Perchè il caffè? Ah già.... Ma no!... Ho forse dormito, io? -Anna- -(avanzandosi)- Hai dormito dieci ore! Per un marito che veniva a sedurre sua moglie, hai fatta una brillantissima figura! -Antonio- -(esce.)- -Arturo- Si dice che chi dorme non pecca. Io... non ho peccato. -Anna- -(sospirando)- E nemmeno io! -Arturo- -(sorseggia il suo caffè.)- -(Un silenzio.)- -Anna- Hai finito di sorseggiare? -Arturo- Finito. -Anna- E adesso, una buona stretta di mano e rimettiti in viaggio. -Arturo- Niente affatto, carina mia. Se credi d’essertela cavata con una tazza di caffè!... -Anna- -(interrompendolo con bontà amicale)- Ascolta, Arturo: tutto sommato, il tuo sonno è stato provvidenziale. Senza di esso, io avrei forse finito col commettere... una follia, e ciò mi avrebbe poi disgustata, per la semplice ragione che io non ti amo più e che tu non mi amasti mai. Intanto, visto che a questa faccenda dell’amore noi donne non abbiamo ancora il buon senso di rinunziare, ciò che presto o tardi dovrà accadere a me tu puoi prevederlo.... -Arturo- A te non accadrà nulla, Anna, se nulla ti è accaduto sino ad oggi. -Anna- -(incalzante)- Ma nulla mi è accaduto sino ad oggi perchè gli uomini dei quali mi sono circondata non hanno saputo amarmi neppur loro. È inutile! Non se ne trova più uno che sappia amare! -Arturo- Ebbene, che speri? che vagheggi? che aspetti? Giacchè siamo tutti uguali, oggi è per te come ieri, domani sarà come oggi. E tu passerai di delusione in delusione aspettando la mosca bianca, l’araba fenice, l’uomo eccezionale, il nuovo apostolo dell’amore!... -Anna- -(incalzando ancora più)- E quando avrò atteso lungamente l’uomo eccezionale che non c’è, verrà un giorno in cui, non potendo più rassegnarmi alla rinunzia, mi deciderò a transigere. -Arturo- Transigi con me, dunque, bambina mia, e se non avrai conseguita tutta la felicità che sognavi, avrai in compenso compiuto il tuo dovere di donna onesta! -Anna- Questo è ciò che più accomoderebbe a te.... -Arturo- E anche a te, se la transazione è inevitabile.... -Anna- -(recisamente)- Io comprendo che si possa transigere con un amante, ma con un marito -mai-! -Arturo- Hai torto, perchè con un marito, almeno, la cosa resta in famiglia! -Anna- Arturo, non impedirmi di volerti salvare. Ti ho già mascherato al cospetto di quei signori per non subire la imposizione della tua presenza. Non hai che a profittare del mio espediente così ben riuscito per andartene in santa pace. Separato da me, checchè avvenga, tu sarai... abbastanza salvo: se non altro, nessuno potrà ridere alle tue spalle. Ma vicino a me, che cosa ci staresti a fare? O diventeresti il solito marito ingannato, o saresti l’eterno candidato all’inganno! -Arturo- Spauracchi bambineschi! L’adulterio, cara mia, ha fatto il suo tempo.... Oramai, le mogli pervertite tradiscono i loro amanti per i loro mariti, e quelle virtuose, come te, per i loro mariti tradiscono i loro adoratori. Che cosa starei a fare vicino a te?... Starei a dimostrarti che un matrimonio non si liquida come si liquiderebbe un bazar: no, no, perbacco!, e che io -(con serietà energica)- ho qui una moglie alla quale non mi piace di rinunziare, e ho un diritto che -voglio- esercitare! -Anna- Ah!... -Lalà!...- Se tu avessi... cominciato col parlarmi così, io non avrei avuto niente a ridire! -(Risatina)- Un diritto da esercitare? È la legge, dunque, che invochi? Niente meno che la legge?!... Ma va benissimo. Siamo d’accordo! Ed io ti esorto a non perdere più un minuto di tempo e a prendere possesso immediatamente del tuo ufficio. Soltanto, deploro che per riconquistarmi tu non abbia saputo fare che queste tre cose: -- -prima-: chiedermi un’avventura, così, su due piedi; -seconda-: addormentarti saporitamente; -terza-: chiamare in tuo soccorso la legge. Dei mezzi veramente irresistibili! -Arturo- -(siede, e, con la sua aria negligente, accende una sigaretta, voltando le spalle ad Anna.)- -(Un silenzio.)- -Anna- Resti? -Arturo- Lo vedi. -Anna- E poi? -Arturo- E poi... fumo. -Anna- Bisogna convenire che hai ridotto il matrimonio alla più semplice espressione! -(Esce a sinistra.)- -Arturo- -(tra sè)- Santa pazienza! SCENA III. ANTONIO, ARTURO, -indi- ANNA. -Antonio- Eccellenza. -Arturo- Che c’è? -Antonio- -(annunzia in un tono stentoreo da usciere tribunalesco:)- Il conte Dionigi, il dottore Salvetti, il signor Giuliano D’Alma, il signor Gustavo Rivoli, il signor Renato Albenga. -Arturo- Nessun altro? -Antonio- Nessun altro, eccellenza. -Arturo- E che vogliono da me? -Antonio- Da vostra eccellenza, proprio nulla. -Arturo- E allora, annunzia alla marchesa. -Anna- -(rientrando, calma e cinica)- Ho già sentito, ho già sentito!... -Arturo- -(ad Anna, sinceramente meravigliato)- Ma cos’è? A quest’ora si principia qui? -Anna- A qualunque ora. Anzi, stupisco che si facciano annunziare. Hanno l’ingresso libero. -(Con caricata deferenza)- Ma se tu vuoi ch’io non li riceva, non hai che da comandare. Sei ritornato in carica, e una delle prime attribuzioni di un marito è quella di regolare... l’-entrata- e l’-uscita- degli amici della moglie. -Arturo- -(noncurante)- Ma che escano! Ma che entrino! Ma che facciano quello che vogliono! Se aspetti che io mi occupi di loro, hai un bell’aspettare! Antonio, mandate a prendere le valige che ieri sera lasciai all’albergo; 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617 618 619 620 621 622 623 624 625 626 627 628 629 630 631 632 633 634 635 636 637 638 639 640 641 642 643 644 645 646 647 648 649 650 651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 720 721 722 723 724 725 726 727 728 729 730 731 732 733 734 735 736 737 738 739 740 741 742 743 744 745 746 747 748 749 750 751 752 753 754 755 756 757 758 759 760 761 762 763 764 765 766 767 768 769 770 771 772 773 774 775 776 777 778 779 780 781 782 783 784 785 786 787 788 789 790 791 792 793 794 795 796 797 798 799 800 801 802 803 804 805 806 807 808 809 810 811 812 813 814 815 816 817 818 819 820 821 822 823 824 825 826 827 828 829 830 831 832 833 834 835 836 837 838 839 840 841 842 843 844 845 846 847 848 849 850 851 852 853 854 855 856 857 858 859 860 861 862 863 864 865 866 867 868 869 870 871 872 873 874 875 876 877 878 879 880 881 882 883 884 885 886 887 888 889 890 891 892 893 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 904 905 906 907 908 909 910 911 912 913 914 915 916 917 918 919 920 921 922 923 924 925 926 927 928 929 930 931 932 933 934 935 936 937 938 939 940 941 942 943 944 945 946 947 948 949 950 951 952 953 954 955 956 957 958 959 960 961 962 963 964 965 966 967 968 969 970 971 972 973 974 975 976 977 978 979 980 981 982 983 984 985 986 987 988 989 990 991 992 993 994 995 996 997 998 999 1000