-(tramortita, col fiato sospeso)- E... che potrei fare io?
LA SIGNORA MARNIERI
Ah, signora Giulia! -(Affannosamente incalzando)- Dal giorno in cui per
la prima volta osai bussare alla vostra porta, di tanto in tanto ci sono
tornata, paurosa, come avrebbe fatto lui se non avesse avuto l'eroismo
di fuggirvi. Di lui, paurosamente, vi ho intrattenuta quando ho avuto
l'impressione d'essere stata accolta volentieri. Come avrebbe fatto lui,
ho aspettato, ho aspettato pazientemente un vostro sorriso di benignità.
Tutto questo voi lo avete inteso; e oramai sapete che nella mia voce
parla il più grande amore che sia stato mai sentito da un uomo; e
sapete, come lo so io, che mio figlio, se non sarà trattenuto da voi,
correrà disperatamente alla morte!...
GIULIA
-(spasimando nel dibattito terribile)- Sì, trattenerlo!...
trattenerlo!... Ma poi?!...
LA SIGNORA MARNIERI
Voi potrete, col tempo, rinnovare la vostra esistenza....
GIULIA
-(mettendosi le mani aperte davanti agli occhi come per non vedere
qualche cosa che la spaventa)- No!...
LA SIGNORA MARNIERI
Voi potrete trovare nella sua gratitudine tutto un tesoro di tenerezze
che non avete mai conosciute....
GIULIA
Tacete, ve ne supplico! Non capite quello che io soffro? Non vi
accorgete che l'energia con cui vi ho respinta sinora sta per
abbandonarmi?
LA SIGNORA MARNIERI
-(irradiandosi di meraviglia e di speranza)- Vergine mia cara, sarebbe
possibile?!
GIULIA
-(in un veemente impeto come d'imprecazione)- Attraverso sua madre
questo innamorato lontano diventa inesorabile!... -(Poi si lascia cadere
sopra una sedia.)- Sono quattro anni che mi costringete a intuire le
lotte, la costanza, il supplizio di vostro figlio; sono quattro anni che
nella mia sepoltura mi scotete per trascinarmi alla speranza che io
possa risuscitare, e non avete il sospetto della vostra crudeltà!
LA SIGNORA MARNIERI
Senza questa crudeltà, non sarei riuscita ad avvicinarvi un poco a
lui....
GIULIA
-(con voce soffocata, ma aspra, violenta, sibilante di angoscia)- Voi
v'ingannate, signora Marnieri! Ciò che avete fatto voi non è che il
compimento dell'opera cominciata dallo stesso uomo che mi proibì di
amare, dallo stesso uomo che morì fra le mie braccia come in un rogo,
con le carni bruciate dalla gelosia. E questa, questa è stata la mia
crucifissione! Voi avete compiuta l'opera spietata, sì, ma fu lui che mi
rivelò l'adorazione di vostro figlio, fu lui che me ne fece tremare come
d'una fatalità orrenda, fu lui, fu lui che ne inchiodò il nome nella
vita mia! -(Breve pausa. Indi, ripiglia con accento fioco:)- E presso a
spirare, ancora di vostro figlio volle parlarmi. Biascicava le parole
con le labbra bianche, ma il nome temuto lo pronunziò intero e preciso,
e nel pronunziarlo spalancò le pupille spaventosamente e strinse come in
una tanaglia arroventata nelle sue mani le mie. Poi... a un tratto... le
lasciò cadere.... Tacque, e pianse morendo. -(Sulle guance di lei
scendono le lagrime del dolore antico e delle novelle torture.)- -(Un
silenzio.)- Ora, mi potete comprendere. Nessun giuramento mi rimorde,
perchè io non giurai.... Dio m'è testimone che rifiutai di giurare! Ma,
tuttavia, quel povero geloso, dopo aver creato egli stesso il destino
del mio cuore, quanto più tempo passa tanto più tenacemente mi tiene
incatenata!
LA SIGNORA MARNIERI
-(urgente, febbrile, compresa dal timore che ella le sfugga)- No,
Giulia! La necessità suprema di fare un bene che solamente a voi è
concesso di fare non vi permetterà l'abnegazione eterna che vi siete
imposta.
GIULIA
Sono perduta! Sono incatenata!
LA SIGNORA MARNIERI
Le spezzerò io le vostre catene per la salvezza di mio figlio! Voi
verrete con me!... Voi mi seguirete coraggiosamente come per un dovere
di carità cristiana. Basterà ch'io vi mostri a lui affinchè egli risenta
in un istante solo il bisogno di vivere!
GIULIA
Come mi sapete vincere!...
LA SIGNORA MARNIERI
E voi come sapete ancora resistermi!...
GIULIA
-(con gli occhi spenti, senza fiato, abbandonandosi)- Non è vero,... non
è vero,... perchè io ci verrò!
LA SIGNORA MARNIERI
-(in una esultanza umile, rivolgendo al cielo lo sguardo luminoso di
trionfo e di riconoscenza)- Dio, ti ringrazio!
GIULIA
-(accesa da un coraggio istantaneo e quasi temendo di perderlo, si leva
agitatissima)- Andiamo.... Andiamo.... Andiamo....
LA SIGNORA MARNIERI
Si, andiamo finalmente!
GIULIA
-(pervasa, suggestionata dall'atmosfera che la circonda, parlando senza
voce, col respiro mosso e con celerità vertiginosa)- Ma per carità, che
qui non si sospetti di nulla! Precedetemi di qualche minuto.... Io,
intanto, prendo il mio scialle e, uscendo sola, mi sarà più facile
evitare d'essere veduta dalle mie amiche....
LA SIGNORA MARNIERI
Il tempo stringe, Giulia!
GIULIA
D'altronde, è anche necessario che egli oda dalla vostra bocca, prima
che io giunga, quello che non potrei dirgli io stessa....
LA SIGNORA MARNIERI
A ben presto, dunque!
GIULIA
A ben presto.
LA SIGNORA MARNIERI
-(velocemente esce.)-
SCENA ULTIMA.
GIULIA, LA SIGNORA MIRELLI.
GIULIA
-(appena uscita la signora Marnieri, tremando dal capo ai piedi come se
si preparasse a compiere un delitto e sentendo l'urgenza di sottrarsi a
quel chiarore, col volto terreo, contratto e con gli occhi fissi alla
lampada che pende dal soffitto, rapidamente volta la chiavetta della
luce elettrica, e si precipita nella stanza sulla cui porta è scritto:
«Direzione».)-
-(Il camerone resta nel buio. Soltanto, dall'ampia finestra, uno scialbo
riverbero del cielo stellato, attraverso la caligine dell'afa estiva,
segna una striscia pallida sul pavimento.)-
LA SIGNORA MIRELLI
-(aprendo l'uscio, risponde con gentilezza vivace ad un ultimo saluto
della Ferrucci:)- No! La parola «addio» non ve la dico. È una brutta
parola. Non ve la dico. -(Richiude l'uscio. Si accosta al tavolino.
Prende il merletto della Marchesa e la scatola dei ricami e, lieve,
lenta, tranquilla, s'inoltra nell'oscurità del corridoio.)-
GIULIA
-(tornando sùbito, con addosso e un po' sulla testa un leggero
scialletto, scorge alle spalle la signora Mirelli e si arresta.
Acquattata, con gli sguardi diritti su quell'ombra che s'inoltra
nell'ombra, aspetta che sparisca. Quando non la vede più, si dirige
verso la scala. Ma nel mezzo della camera si ferma di botto.
Rabbrividisce. Ha in tutti i suoi sensi l'impressione che un ostacolo le
impedisca di andare oltre. Nello sforzo e nel terrore mormora:)- Non
posso! -(Con le braccia protese in avanti, le mani aperte, ritenta.
Retrocede.)- Non posso!... -(Si sente soffocare. Vacilla. Cade
ginocchioni. E, convulsamente, disperatamente, si abbatte con la faccia
a terra, scoppiando in singhiozzi e facendo urlare la sua anima
soccombente:)- Non posso!... Non posso!... Non posso!...
-(Sipario.)-
FINE DEL DRAMMA.
OPERE DI ROBERTO BRACCO
PUBBLICATE DALLA CASA EDITRICE REMO SANDRON
TEATRO
-(Raccolta completa di tutta la produzione teatrale)-
VOLUME I.
NON FARE AD ALTRI. -- Commedia in un atto.
LUI, LEI, LUI. -- Commedia in un atto.
DOPO IL VEGLIONE, O VICEVERSA. -- Scenette.
UN'AVVENTURA DI VIAGGIO. -- Commedia in un atto.
LE DISILLUSE. -- Fiaba in un atto.
UNA DONNA. -- Dramma in quattro atti.
in-16, pagg. VIII-348 -- L. 3,50.
VOLUME II.
MASCHERE. -- Dramma in un atto.
INFEDELE. -- Commedia in tre atti.
IL TRIONFO. -- Dramma in quattro atti.
-2ª edizione riveduta.-
Un volume in-16, pagg. 364 -- L. 4.
VOLUME III.
DON PIETRO CARUSO. -- Dramma in un atto.
LA FINE DELL'AMORE. -- Satira in quattro atti.
FIORI D'ARANCIO. -- Idillio in un atto.
TRAGEDIE DELL'ANIMA. -- Dramma in tre atti.
-2ª edizione riveduta.-
Un volume in-16, pagg. 382 -- L. 4.
VOLUME IV.
IL DIRITTO DI VIVERE. -- Dramma in tre atti.
UNO DEGLI ONESTI. -- Commedia in un atto.
SPERDUTI NEL BUIO. -- Dramma in tre atti.
-3ª edizione riveduta.-
Un volume in-16, pagg. 370 -- L. 4.
VOLUME V.
MATERNITÀ. -- Dramma in quattro atti.
IL FRUTTO ACERBO. -- Commedia in tre atti.
-2ª edizione riveduta.-
Un volume in-16, pagg. 336 -- L. 3.
VOLUME VI.
LA PICCOLA FONTE. -- Dramma in quattro atti.
FOTOGRAFIA SENZA.... -- Scherzetto.
NOTTE DI NEVE. -- Dramma in un atto.
LA CHIACCHIERINA. -- Monologo.
Un volume in-16, pagg. 282 -- L. 4.
VOLUME VII.
I FANTASMI. -- Dramma in quattro atti.
NELLINA. -- Dramma in tre atti.
Un volume in-16, pagg. 308 -- L. 4.
IL PICCOLO SANTO
DRAMMA IN CINQUE ATTI
-Un vol. in-16, pagg. 304, in edizione speciale- -- L. 3,50.
SMORFIE GAIE
(Seconda Edizione)
FALSA PARTENZA
SUL MARCIAPIEDE
UN COLPO DI RIVOLTELLA
IL PRIMO CONVEGNO
AMORE BENDATO
CONFESSORE IN IMBARAZZO
POLITICA INTERNA
UN «MODUS VIVENDI»
UN PESSIMO AFFARE
TELEFONO NAPOLI-ROMA
INTERMEZZO: IL GIGANTE
STASERA: UGONOTTI
IL SUCCESSORE
L'IDEALE DELLE FANCIULLE
UNA TAZZA DI TÈ
TUTTE E DUE
CINQUE MINUTI DI FERMATA
L'ORLO DEL BICCHIERE
IN FUMO
UN BACIO AL BUIO
UNA MANO LAVA L'ALTRA
LA PRINCIPESSA
Un elegante volume in-16, di pagg. 304
L. 3,50.
SMORFIE TRISTI
(Seconda Edizione)
LA CANZONETTA DELL'ALBA
UN MURO
LA PICCOLA LADRA
LA SARTA DELLA SIGNORA «ZULIA»
IL SORTEGGIO
IL NEONATO
NELLA NEBBIA
LA RIVALE
NELL'OMBRA
LA PRIMA FINZIONE
IL FIDANZATO
PICKMANN
IL NOTTAMBULO
LEIT-MOTIV
«IN MANUS TUAS»
IL TESTIMONE
TRAMONTO
L'ARTICOLO OTTAVO
IL MOSTRO
L'ULTIMA LEZIONE
LA LOTTA
Un elegante volume in-16, di pagg. 328
L. 3,50.
SCRITTI VARII -- VOL. I.
VECCHI VERSETTI
CON PREFAZIONE DELL'AUTORE NOTE DELL'EDITORE E GLOSSARIO
-Un volume in-16, di pagg. 180- -- L. 3.
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Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
senza annotazione minimi errori tipografici.
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