dell'avvenuto omicidio; che contro Battista Franceschelli detto -Carrozza-, causidico di Castel Bolognese, carcerato, risulta provata la sua pertinenza alla Sètta degl'Illuminati; di esser con effetto stato causa che altri si ascrivessero alla medesima, assistendo alla loro recezioni; di mantenuta relazione con i principali Carbonari di Faenza e di altri luoghi delle Legazioni; gravato pure di complicità nell'esimizione dalle mani della forza dei carabinieri dei consettarii Giuseppe Budini e Marco Pezzi arrestati nel luglio 1821, e finalmente convinto di correità nel citato omicidio Gamberini essendo risultato dal processo uno dei principali istigatori ed accaloratori del medesimo; gravemente anche indiziato d'aver provveduto una certa quantità d'oppio col quale furono attossicati gl'indicati biscottini che come si è detto furono apprestati all'ucciso; che Francesco Garaffoni soprachiamato -Barchetta- di Cesena, contumace, dalla concorrenza di tutte le prove ed indizi cumulati in processo a suo carico, rimase convinto qual autore dell'omicidio, colle gravanti qualità di mandato, avvenuto in odio di parte la sera del primo aprile 1822 a Cesena mediante colpo di stile a danno del cavaliere Don Angelo Bandi, per il qual delitto si rese immediatamente fuggiasco e si mantiene tuttora contumace; indiziato anche gravemente di appartenere alle Società degli Ermolaisti, che esisteva in quella città; abbiamo perciò condannato e condanniamo i nominati 1. -conte Giacomo Laderchi-; 2. -Onofrio Luigi Zubboli-; 3. -Gaetano Baldi-; 4. -Vincenzo Succi-; 5. -Pietro Barbieri-; 6. -Battista Franceschelli-; 7. -Francesco Garaffoni-, come rei di alto tradimento o di altri delitti capitali alla pena dell'ULTIMO SUPPLIZIO. Abbiamo inoltre dichiarato e dichiariamo -come convinti settari e gravati di complicità nel delitto di congiura- i seguenti individui; ma in vista di una piú o meno diretta ed efficace cooperazione nel medesimo e di una qualche circostanza piú o meno attenuante condanniamo i medesimi, cioè: 8. -Pier Maria Caporali- del morto Luigi, di Cesena, possidente, confesso di essere stato -Visibile- nella Sètta dei Carbonari, -istitutore- dell'altra segreta Società dei -Fratelli-artisti- e -del Dovere-, di aver mantenuta una stretta relazione con tutti i principali capi Carbonari delle Legazioni, di essere intervenuto al congresso tenuto a Cesena nell'agosto 1820 dai membri del Comitato centrale per trattare i piani di rivolta; 9. -conte Odoardo Fabbri- possidente, di Cesena, gravato ancora come uno dei principali autori di libello e calunnia a pregiudizio della giustizia e pubblica estimazione dei primi magistrati della provincia di Forlí, accusando questi, per giovare alla causa di piú detenuti settarii, di avere con false imputazioni a loro carico le politiche misure di arresto del 10 luglio 1821, del qual delitto si rese confesso limpidamente il correo Pietro Magnani di Ravenna, palesando che ad istigazione del prevenuto conte e da lui lusingato della sua mediazione per essere liberato dal carcere, ov'era condannato per titoli di truffa, trascrivesse piú fogli contenenti fatti inventati e calunniosi diretti a dimostrare l'ingiustizia degli arresti e la loro provocazione con dette imputazioni, quali fogli ricevuti dal prevenuto furono da lui diretti alla Segreteria di Stato; ricevimento e direzione nemmeno da esso impugnata, avendo di piú confessato di averli accompagnati al Supremo Dicastero con suo particolare scritto di alcune osservazioni onde fossero da quello vieppiú valutati; confessione rimasta verificata coll'altra del correo Magnani, coll'esistenza negli atti dei detti scritti riconosciuti legalmente ed identificati dagli autori de' medesimi, coll'insussistenza dei fatti in essi fogli contenuti e con altri indizi e legali risultanze, che assicurano della sua colpabilità, anche per questo titolo; 10. -dottor Luigi Montallegri- del fu Giovanni, di Faenza, medico militare reduce dalle disciolte armate d'Italia, pensionato; 11. -Francesco Torricelli- del fu Giovanni, possidente, di Meldola, gravato ancora di aver favorito in corrispondenza con settari di estero dominio la fuga dallo Stato di piú soci rei di piú atroci delitti col mezzo di falsi passaporti, uno dei quali venne ad esso perquisito nell'atto del suo arresto; sospetto inoltre di mandato nell'omicidio del suo germano Filippo Torricelli seguito a Meldola la sera 11 marzo 1823; 12. -Carlo- del fu Matteo -Balboni- di Faenza, domiciliato a Forlí, ufficiale reduce in pensione; 13. -cavalier Sante Montesi- di Cesena, ufficiale reduce in pensione; tutti carcerati; alla detenzione in perpetuo in un Forte dello Stato. 14. -Ruggero conte Gambi- di Ravenna, del vivente Paolo, possidente; 15. -Mauro Zamboni- del morto Ferrante, possidente, di Cesena; 16. -Luigi- del fu Cesare -Petrucci- di Forlí, avvocato, contro del quale non mancano pure negli atti gravi sospetti che all'epoca ch'era egli -Reggente- della Vendita Carbonica a Forlí venisse da questa ordinato l'omicidio del banchiere Manzoni; 17. -Giovanni- del fu Domenico -Gurioli- di Forlí; negoziante, carcerati; 18. -Luigi Bassetti- di Teodorano, possidente, dimorante a Cesena, contumace; 19. -Giovanni- del fu Carlo -Ghiselli- di Forlí, locandiere; 20. -Ermenegildo- di Luigi -Perlini- di Cesena, archibugiere; 21. -Antonio- del fu Alberto -Croci- di Meldola, avvocato, dimorante a Forlí; 22. -Antonio- del vivente Pietro -Gherardini-, detto -Buracina-, di Ravenna, oste; 23. -Girolamo Deny-, nativo di Grenoble, in Francia, arruotino, domiciliato a Ravenna, gravato anche di aver provvisto armi, ed arruolati quantità di stili per gli Americani di Ravenna, del qual delitto si rese qualificatamente confesso; 24. -Giovanni- del vivente Domenico -Barduzzi- di Brisighella, postiere di lettere, gravato di enormi bestemmie, di sediziosi discorsi contro il Governo ed insultanti sproloqui contro l'Augusta Persona del Capo Visibile della Chiesa; 25. -Mariano- del vivente Domenico -Savini-, detto l'-Oste delle Chiavi-, di Faenza, gravemente sospetto ancora nel già ricordato omicidio del vetturino Sante Bertazzoli; 26. -Gaetano conte Benati- del fu Domenico, di Bologna, possidente, oltre essere Reggente di una Vendita Carbonica in quella città, gravemente indiziato ancora complice nel ferimento qualificato seguito per opera di alcuni settari nella città suddetta la sera 28 marzo 1821 a danno del cavaliere Giacomo Greppi; tutti carcerati; alla detenzione in un Forte come sopra per anni venti. 27. -Camillo conte Laderchi- del vivente Giacomo, di Faenza, confesso di pertinenza alla Carboneria e Massoneria ed alla Società degli Illuminati, essendo stato di questa ultima anche Maestro, e di relazione e corrispondenza cogli altri settari delle Legazioni; confessione da lui poscia tentata di revocare, senza però addurre o giustificare alcuna causa di errore, essendo invece questa stata a suo carico verificata dal complesso delle risultanze processuali ed in particolare da piú confessioni di altri correi; 28. -Francesco- del fu Giovanni -Pasotti- d'Imola, ufficiale reduce pensionato; 29. -Giuseppe Budini- del fu Domenico, detto -Zampetta-, di Castel Bolognese; 30. -Sebastiano Montallegri- del fu Giovanni, di Faenza, ufficiale reduce in pensione; 51. -Domenico- del fu Giovanni -Garavini-, detto -Mingone-, di Castel Bolognese, fornaro, indiziato ancora di complicità nell'omicidio di Francesco Gamberini suddetto; 32. -Andrea- del vivente Sebastiano -Baroncelli- di Faenza, ex gendarme del cessato regime; 33. -Teodoro- del vivente Domenico -Tabanelli-, oste e pizzicagnolo, di Faenza; 34. -Battista Tabanelli-, germano del precedentemente nominato, di Faenza, gravemente ancora sospetto di complicità nell'omicidio del nominato vetturino Bertazzoli; 35. -Francesco- del vivente Marco -Baldassarri-, detto -Chiccoia-, di Faenza, gravemente indiziato ancora di avere accettato da alcuni settari il mandato per uccidere un pubblico funzionario di Castel Bolognese, sospeso poi per fini particolari dal Reggente della Società; 36. -Giacomo- del fu Domenico -Batuzzi- di Ravenna, possidente; 37. -Giacomo- del fu Vincenzo -Ravaioli-, possidente, di Forlí, maestro di scherma, tutti carcerati; 38. -Domenico Profili- di Faenza, detto -Mingone-, caffettiere della Speranza, contumace; alla detenzione come sopra per anni quindici. 39. -Antonio Biancucci- di Meldola, possidente; 40. -Francesco- di Giovanni -Zoli- di Forlí, possidente; 41. -Pietro- del fu Anacleto -Raboni- di Casumaro, domiciliato a Bologna; 42. -Pier Paolo- del fu Giovanni -Pasquali- di Forlí, medico; 43. -Massimino Morosi- del vivo Carlo, di S. Laudecio, avvocato: 44. -Paolo Perlini- del vivente Ermenegildo, di Cesena, pittore; 45. -Vincenzo- del fu Battista -Zoli- di Forlí, possidente; 46. -Domenico- del fu Giuseppe -Monti-, maniscalco di Faenza: 47. -Antonio Carpegiani-, sopradetto -Faro-, del fu Cristoforo, falegname, di Castel Bolognese; 48. -Giovanni- del fu Domenico -Calura- di Ravenna, fornaio; 49. -Giovanni- del vivente Pietro -Bandini-, detto -della Pozza-, di Faenza, canepino: 50. -Giacomo- del fu Girolamo -Sangiorgi-, sopra chiamato -dei Boschi-, di Faenza, oste; 51. -Bartolomeo- del vivente Francesco -Venturi- di Faenza, mugnaio; 52. -Vincenzo- del fu Pietro -Gamberini- di Ravenna, possidente; 53. -Giuseppe- del fu Francesco -Boesmi- di Faenza, falegname; 54. -Domenico- del fu Giovanni -Maioli-, detto -Bargamino-, di Ravenna, oste; 55. -Gaetano- del fu Domenico -Mazzesi-, detto -Babalotto-, locandiere, di Ravenna, ambedue questi ultimi gravemente indiziati ancora di doloso confugio ed occultazione alle indagini della Giustizia dell'autore del ferimento del già ricordato cavaliere Giovanni Greppi di Bologna; 56. -Lorenzo- del fu Matteo -Zuccadelli- di Ravenna, scavapozzi; 57. -Giovanni- del fu Domenico -Bassi-, detto -Giuracco-, macellaio, di Ravenna; 58. -Romualdo- del fu Domenico -Cavalieri-, bottaro, di Ravenna; 59. -Giuseppe- del fu Lazzaro -Magni- di Forlí, domiciliato a Bologna, prevenuto ancora di complicità nel ferimento Greppi; tutti carcerati; alla detenzione in un Forte come sopra per anni dieci; ordinando che rapporto al Magni per il titolo di complicità nel ferimento sia ritenuto come dimesso col precetto -novis vel non novis-. 60. -Giuseppe Capra- del morto Luigi, di Castel Bolognese, tintore, carcerato, alla detenzione in un Forte per anni sette. 61. -Luigi Poletti- del quondam Michele, di Modena, Custode sospeso delle carceri di Forlí, sospetto ancora di prestati favori a danno della Giustizia a piú detenuti settari commessi alla sua custodia; 62. -Gabrielle- del fu Luigi -Spada-, sensale, di Faenza, condannato anche per altro titolo in Imola; 63. -Giuseppe Bertolotti Vigna-, ufficiale reduce in pensione, di Bologna, imputato puranco di complicità nel suddetto ferimento Greppi, carcerato; alla detenzione in un Forte come sopra per anni cinque, dichiarando inoltre perpetuamente inabilitato il Poletti ad esercitare l'officio di Custode carcerario nello Stato e che rapporto al Bertolotti non costa della sua colpabilità per il titolo del ferimento suddetto. Attese le loro pessime qualità e per essersi anche resi debitori piú e meno alla Giustizia e gravati per altri delitti, oltre i già accennati, in vece della detenzione in un Forte abbiamo condannato e condanniamo: 64. -Giuseppe Toschi-, detto -il Rosso della Topa-, del fu Antonio, muratore; 65. -Giovanni- di Giuseppe -Morini-, soprachiamato -Morinino-, sensale; 66. -Pietro Tonducci- del fu Nicola, detto -il figlio di Sant'Orsola-; di Faenza, carcerati, gravati di aver fatto parte delle conventicole notturne armate dei faziosi, che inquietarono nell'anno 1820 e 1821 quella città; urgentemente indiziati complici nelle ferite con appensamento seguite a Faenza a danno di Francesco Manini soprachiamato -Baluga-, per spirito di partito, la sera del venti maggio 1820, e nell'omicidio superiormente ricordato del vetturino Bertazzoli; diffamati nella pubblica opinione quai sicari della Sètta; risultando di piú dagli atti il nominato Morini non leggermente sospetto d'intelligenza e preordinazione nell'altro omicidio qualificato seguito in detta città la sera del 29 luglio 1820 a danno del Sacerdote Don Domenico Montevecchi, ed il Tonducci gravemente sospetto pure di aggressione e d'insidia a causa di partito contro piú individui della città di Faenza reputati di contraria opinione; 67. -Giuseppe Marini- di Faenza, impiegato al Canal Naviglio, contumace, gravato in processo di complicità nel proditorio omicidio del mentovato Francesco Gamberini, risultando dal complesso degli atti preordinatore ed accaloratore dell'omicidio medesimo e di essersi in specie piú volte egli recato a mezza strada di Faenza, ai cosí detti Stradoni di Lugo, nei giorni precedenti al delitto per trattare e predisporre il medesimo coll'uccisore Pietro Barbieri; 68. -Giacomo Pediani-, detto -Sgrappagnello-, di Castel Bolognese, falegname, già condannato per l'altro titolo di fuga qualificata dalla Rocca d'Imola, gravato pure della stessa intelligenza e preordinazione dello stesso omicidio Gamberini e di complicità nel tentato veneficio, di cui si è tenuto proposito parlando del condannato Barbieri; essendosi dalle circostanze processuali rilevato che egli giuocasse al Caffè di Castello coll'indicato Barbieri alcuni biscottini, onde frammischiarli fra quelli fabbricati a Faenza con sostanza venefica, per trarre in inganno l'ucciso; 69. -Vincenzo Rossi-, sopranominato -Coltellaccio-, di Forlí, caporale di finanza, contumace, gravato nella qualità di capo della Turba di Forlí di avere preso parte attiva nelle conventicole di faziosi e nei tumulti delle sere 3 e 19 marzo 1821 con insulti e resistenza alla pubblica forza; di fuga qualificata dal Forte di Pesaro avvenuta la notte cinque marzo 1822; e di essere non leggermente sospetto negli omicidi Lolli e del banchiere Manzoni di quella città; 70. -Girolamo Bellenghi-, detto il -Mongo-, del vivente Raffaello, di Faenza, archibugiere, carcerato, gravato di aver fatto parte qual fazioso nelle conventicole armate; di aver costrutto quantità di cartucce per la Sètta, avendone sottratte da circa trecento mazzi delle già preparate alle indagini della Giustizia nell'atto che praticavasi da questa una perquisizione; di attentati ed insidie alla vita di persone reputate di opposto partito; 71. -Pietro- di Giuseppe -Berti-, di Faenza, carcerato, gravato ancora di ferimento qualificato con pericolo di vita in pregiudizio di Giuseppe Numai di Forlí, dimorante allora a Faenza, seguito per spirito di parte in quella città la sera del 12 marzo 1821 mediante colpo di pistola; 72. -Michele- del fu Giovanni -Antonioli- di Cesena, impiegato a Forlí, contumace, gravato di complicità negl'indicati tumulti delle sere 3 e 19 marzo 1821; di avere attentato per spirito di parte alla vita di piú persone; convinto di duplice fuga qualificata dal Forte di Pesaro, ove era detenuto; 73. -Giuseppe- del fu Domenico -Dassani-, soprachiamato -Fenina-, rigattiere, di Forlí, carcerato, gravato ancora di aver fatto parte dei tumulti nelle ripetute sere 3 e 19 marzo 1821 e delle conventicole notturne armate, che, come piú volte si è detto, inquietavano anche la città di Forlí negli anni 1820 e 1821; di essersi pubblicamente appalesato per uno dei piú esaltati per la rivoluzione; 74. -Bartolomeo- del fu Giovanni -Rondini-, detto -Balasso-, di Forlí, locandiere, contumace, gravato anch'egli di avere avuto parte attiva nei citati tumulti delle sere 3 e 19 marzo, nell'ultimo de' quali si era fatto direttore della turba dei faziosi; di ritenzione di deposito d'armi per i settari; di qualificata evasione per ben due volte dal Forte di Pesaro; 75. -Marco Pezzi-, detto -Marchino-, di Castel Bolognese, senza mestiere, contumace, prevenuto ancora di esplosione d'armi da fuoco con appensamento, in complicità del contumace Pietro Barbieri, seguita la notte del 21 maggio 1821 in quella terra in odio di partito a danno del custode carcerario Vincenzo Gentilini; alla Galera in perpetuo. 76. -Luigi Giulianini-, detto il -Matto Sarto-, del fu Giuseppe, di Cesena, calzolaio, gravato di complicità nell'omicidio del ricordato cavalier Don Angelo Bandi di Cesena, alla stessa pena della Galera in perpetuo, e colla stretta custodia, attese le parziali gravanti circostanze a suo carico. 77. -Cesare- del fu Girolamo -Berghinzoni-, possidente, di Ravenna, gravemente indiziato ancora di preordinazione del qualificato omicidio accaduto a Ravenna pel solito spirito di parte nella sera degli 8 decembre 1820 sulla pubblica strada che conduce al Quartiere di S. Vitale a danno dell'in allora Comandante della Piazza, capitano Luigi Del Pinto; complicato in altri gravi delitti e pubblicamente diffamato per la sua pessima condotta; 78. -Agostino Venturi-, detto -Longanesi-, nativo di Russi, officiale reduce in pensione, contumace; 79. -Antonio Morri- di Faenza, possidente, contumace; 80. -Gio. Battista Orioli- del vivente Luigi, di Faenza, impiegato alle porte, carcerato; 81. -Angelo- del fu Paolo -Baldini-, sartore, di Faenza, carcerato; 82. -Francesco- del vivente Giuseppe -Bettoli-, detto -Boldura-, carcerato; 83. -Giuseppe- del fu Giacomo -Rusconi-, imbianchino, di Faenza; gravati tutti ancora di complicità nel piú volte ricordato omicidio qualificato del vetturino Sante Bertazzoli, e di aver fatto parte nelle conventicole armate dei faziosi, rimanendo a particolar carico del Rusconi succitato gravi sospetti di preventiva intelligenza nell'altro omicidio del Sacerdote Montevecchi; 84. -Michele Bettoli- di Faenza, del vivente Giuseppe, calzolaio, contumace, convinto di ferimento con premeditazione per spirito di parte contro il giovane Francesco Mamini, che assalí la sera del 20 maggio 1821 sussidiato da altri settari nella propria abitazione e precisamente nella camera ad uso di cucina, per il qual delitto si rese immediatamente fuggiasco, rimanendo tuttora contumace; gravemente indiziato di ferita semplice a danno di Domenico Lama e di attenti alla sicurezza di altri individui di quella città reputati di contrario partito; 85. -Francesco Borghi-, detto -Chiccoia della Zucchina-, merciaio, di Faenza, carcerato, convinto di aver fatto parte delle conventicole dei faziosi e di complicità nel predetto ferimento Mamini, come ausiliatore al principal feritore Michele Bettoli preaccennato; 86. -Francesco- del vivente Giovanni -Mantellini-, detto -l'Appuntatore-, di Faenza, carcerato, convinto ancora di ferimento qualificato con pericolo di vita seguito a Faenza la sera del 9 decembre 1820 in odio di partito a danno di Michele Ghirlandi di quella città; 87. -Giosuè- del fu Sebastiano -Monti-, faentino, calzolaio, carcerato, gravato di aver avuto parte attiva nelle conventicole dei faziosi; di ferite semplici a danno di Luigi Ravaioli; di complicità nell'aggressione ed attentato alla vita di una guardia di polizia la sera del 26 novembre 1820; non leggermente anche indiziato di correità nell'omicidio Bertazzoli; 88. -Antonio- di Lorenzo -Severi- di Forlí, computista; 89. -Ciro- del fu Pellegrino -Bratti-, di Forlí, falegname; 90. -Giuseppe- del fu Luigi -Cantoni-, di Forlí, ebanista; 91. -Luigi- di Natale -Taraborelli-, di Forlí, fattore di campagna; carcerati, gravati di aver fatto parte nelle conventicole armate e nei tumulti delle sere 3 e 19 marzo 1821, gravemente pregiudicato nella pubblica opinione per delitti, rimanendo inoltre a carico esclusivo del Taraborelli la complicità anche dell'altro tumulto insorto nel pubblico Teatro di quella città nell'autunno 1820; 92. -Giuseppe- di Ermenegildo -Paolini-, di Cesena, maestro di lingua francese, carcerato, convinto ancora di fuga qualificata dal Forte di Pesaro, che effettuò la notte del 5 marzo 1822, ed indiziato pure di aver procurate armi per i settari; alla pena della Galera per anni venti. 93. -Antonio- del fu Domenico -Dessani- di Forlí, oste, carcerato, convinto inoltre di doppia fuga qualificata dal Forte di Pesaro, ov'era egli custodito con altri detenuti politici; di delazione d'arme proibita, -quo ad omnia-; gravemente indiziato d'insulto a piú individui reputati di opposto partito; 94. -Lattanzio- del fu Domenico -Ferali- di Forlí, pettinaro, convinto di correità nel tumulto della sera 3 marzo 1821, sospetto anche in altri delitti; 95. -Sebastiano Vignuzzi-, detto -Bastianino-, fabbro ferraio, di Ravenna, condannato per proditorio ferimento a sette anni, convinto pure di fabbricazione di stili per la Sètta degli Americani di Ravenna, sospetto in altri gravi delitti; 96. -Giuseppe- del vivo Antonio -Carrara- di Cesena, cursore camerale, carcerato, gravato di complicità nel delitto di libello famoso in concorso del conte Odoardi Fabbri di Cesena, di cui precedentemente si è fatto menzione; alla Galera per anni quindici. 97. -Giuseppe- del vivente Gaetano -Gardenghi-, soprachiamato -l'Imperator Superbo-, di Faenza, sartore; 98. -Natale- di Sante -Mattarelli-, cuoco, di Faenza, 99. -Francesco- del fu Vincenzo -Caldesi-, spacciatore di sali e tabacchi, di Faenza, carcerati; gravati di aver presa parte attiva nelle conventicole e complotti dei faziosi; gravemente indiziati ancora nel tante volte mentovato omicidio del vetturino Bertazzoli; 100. -Giovanni- del vivente Luigi -Carrara- di Ravenna, carcerato, convinto inoltre di aggressione con stilo ed attentato alla vita del garzone di molino Pietro Morigi Strocchi a motivo che avesse questi sparlato degli Americani, del qual fatto si rese colpevole nella Quaresima 1821 di pieno giorno sulla strada detta di S. Mamante; 101. -Carlo- del vivente Tommaso -Cappuccini- di Forlí, senza mestiere, carcerato, indiziato gravemente anche nel ferimento a danno di Stefano Piolanti accaduto a Forlí la sera 14 marzo 1821 ed insulti ad altri individui in odio di partito; 102. -Antonio- di Luigi -Assiari-, maniscalco; 103. -Luigi- del fu Domenico -Gambi-, fattore di campagna; 104. -Giuseppe- del fu Francesco -Assiari-, pizzicagnolo; 105. -Battista- del vivente Giuseppe -Savelli-, vetraro; 106. -Pellegrino- del quondam Marco -Gaudenzi-, cappellaro; 107. -Francesco- del fu Antonio -Gandolfi-, staderaio; 108. -Giuseppe- del fu Antonio -Acquisti-, dedito a' studi: 109. -Pietro- del vivente Giuseppe -Feralli-, sartore; 110. -Felice Feralli- del vivente Giuseppe, sartore; 111. -Vincenzo- del fu Antonio -Saragoni-, tutti di Forlí, carcerati, gravati di complicità nei tumulti e conventicole notturne di faziosi superiormente descritte; 112. -Domenico Serti- del vivente Cristofaro, arruotino, carcerato, gravato anch'egli di aver fatto parte del tumulto nella sera 3 marzo 1821 e di aver ridotto piú fioretti da scherma ad uso di stilo per i settari; alla Galera come sopra per anni dieci. 113. -Domenico Parentelli- di Cesena, sartore; 114. -Vincenzo Stefani-, detto -Paggetto-, del morto Petronio, di Cesena, contumace, convinti ancora di fuga qualificata presa nella notte 25 agosto 1823 dal Forte di Pesaro ov'erano custoditi con altri detenuti politici; 115. -Luigi- del fu Francesco -Assiari- di Forlí, pizzicagnolo, gravato di correità nei tumulti 3 e 19 marzo 1821 nei quali a suo favore concorsero però circostanze attenuanti la mancanza; alla Galera per anni sette. 116. -Domenico- del fu Francesco -Celli-, fornaro, di Ravenna, carcerato, gravato di complicità nell'aggressione e minacce ad necem a danno del sopranominato Pietro Morigi Strocchi, in concorso del sopracitato Giovanni Carrara, alla Galera per anni cinque. Abbiamo poi condannato e condanniamo alle seguenti pene piú miti in riflesso delle circostanze che piú o meno diminuiscono la gravezza del reato i sottodescritti imputati: 117. -Gio. Battista Segorini- del fu Antonio, guardiano di campagna, condannato recentemente per omicidio e tradotto a scontar la pena; 118. -Luigi Segorini-, figlio del sopranominato Gio. Battista, anch'esso guardiano di campagna, minore di età, carcerato; 119. -Antonio Orioli- del vivente Giuseppe, beccaio, di Ravenna, carcerato; gravemente indiziati di pertinenza alla Sètta degli Americani e di essersi pubblicamente negli anni 1820 e 1821 fatti conoscere esaltati per la medesima, alla Galera per anni tre il primo cioè Gio. Battista Segorini, ed alla detenzione in un Forte per un anno gli altri due. Confermiamo il precetto di esilio, col quale furono espulsi dallo Stato: 120. -Vittorio Arrigotti- piemontese, fabbricatore di nitri e polveri a Forlí; 121. -Costanzo Magliano-, dei stessi Stati di Piemonte, impiegato in detta città; gravati ambedue di avere appartenuto alla Sètta dei Carbonari, essendo il primo negli atti gravemente indiziato ancora di fabbricazione di quantità di polvere sulfurea per fornirne i rivoltosi, e di aver facilitata l'evasione di vari inquisiti per delitti politici dalle Romagne e di averne procurati i mezzi per la via di Toscana; ordinando la loro perpetua espulsione dai Domini pontifici sotto pena di anni dieci di Galera nel caso che infrangessero il divieto d'esilio contro loro emanato, da incorrersi irremissibilmente anche alla prima sola contravvenzione. Abbiamo dichiarato e dichiariamo come bastantemente puniti col sofferto carcere od esilio ed assoggettati al Precetto politico-morale di prim'ordine: 122. -Giacomo Cicognani-, sopranominato il -Lampo-, di Ravenna, domestico; 123. -Angiolo Emiliani- di Faenza, tintore; 124. -Carlo Berti-, calzolaio; 125. -Paolo Poggi- causidico; 126. -Giuseppe Baldrati-, detto -Titira-, calzolaio; 127. -Giuseppe Conti-, oste; 128. -Vincenzo Sangiorgi-, oste; 129. -Giovanni Caselli-, oste; 130. -Sebastiano Placci-, scrittore, tutti di Faenza; 131. -Vincenzo Canè- d'Imola, fabbro ferraio; 132. -Gioachino Cavazzuti- di Castel Bolognese, flebotomo; 133. -Marcello Prati- di Forlí, tintore, già carcerati, abilitati dal carcere con precedenti provvisorie disposizioni; 134. -Michele Nannini- di Faenza, sensale; 135. -Antonio Amaducci-, detto -Banchittone-, di Cesena, sartore; 136. -Nicola Foschi- di Cesena, possidente; 137. -Luigi Comandini- di Cesena, tintore, carcerati; 138. -Francesco Fornioni- d'Imola, impiegato nel dazio carni; 139. -Giuseppe Silvestrini- di Castel Bolognese, già cancelliere a Faenza; 140. -Gentile Fabbri- di Ravenna, sostituto criminale nello stesso Governo, esiliati; e riguardo al Silvestrini e Fabbri, comeché ancora indiziati non leggermente di prestato favore a piú settari detenuti in quel Governo per cause comuni, ordiniamo la loro remozione ed inabilitazione all'esercizio negl'impieghi finora sostenuti. Bastantemente puniti in egual modo col sofferto carcere e sotto Precetto politico-morale di second'ordine dichiariamo: 141. -Antonio Biffi- di Faenza, vetturino, abilitato provvisoriamente dal carcere; 142. -Giuseppe Navicchia- di Cesena, carcerato; e dimessi coll'altro Precetto di rappresentarsi, -novis vel non novis-: 143. -Giovanni Simonetti- di Cesena, possidente; 144. -Antonio Bartolotti- di Bologna, ebanista, abilitati provvisoriamente, imputato il primo di complicità nel già ricordato omicidio di Don Antonio Bandi di Cesena, prevenuto il secondo di correità nel ferimento qualificato del cavalier Giacomo Greppi di Bologna. Ordiniamo pure l'espulsione dall'impiego di custode e secondino rispettivamente e perpetua inabilitazione ad esercitarlo in qualunque parte dello Stato di 145. -Michele Perfetti-, custode delle carceri politiche di Forlí e 146. -Natale Mariani-, secondino nelle carceri criminali di detta città; ambedue indiziati non leggermente di appartenere a segrete unioni, il primo a quella dei Carbonari, il secondo all'altra della Turba; gravemente sospetti di avere favoreggiato piú detenuti politici commessi alla loro custodia a scapito della Giustizia. Atteso il difetto di prove e la tenuità degli indizi, ordiniamo che siano rimessi in piena libertà: 147. -Pio Sangiorgi- di Faenza, negoziante; 148. -Angelo Lassi- domestico, di Faenza, dimorante a Ravenna; 149. -Luigi Galassi- di Morciano, carabiniere a cavallo; 150. -Giulio Bartolotti- d'Imola, fornaro; 151. -Francesco Gamberini- del Mancino di Castel Bolognese, pizzicagnolo; 152. -Giuseppe Aguccini- di Bologna, negoziante; 153. -Angelo Luciani- di Ravenna, domestico; 154. -Giuseppe Brini- d'Imola, cursore; 155. -Domenico Bottini- genovese, domiciliato a Rimini, studente a Bologna all'epoca della sofferta imputazione; 156. -Luigi Valdrà- di Castel Bolognese, caffettiere, carcerati tutti, provvisoriamente abilitati dal carcere; 157. -Paolo Borsi- di Lugo; 158. -Gregorio Bajetti- di Cesena, tuttora detenuti; 159. -Giuseppe Piavi- di Ravenna, possidente; 160. -Don Giuseppe Severi- sacerdote, di Ravenna; 161. -Achille conte Laderchi- di Faenza; 162. -Antonio marchese Cavalli- di Ravenna; 163. -Antonio de Stefanis-, detto -Giro-, di Ravenna; 164. -Tommaso Albanesi- di Faenza, direttore di quella Posta; 165. -Anastasio Melonà-, domiciliato a Ravenna; 166. -Giovanni Cardinali- avvocato, d'Imola; 167. -Gaetano Monghini- possidente, di Ravenna; 168. -Roberto Braghini- di Ravenna; 169. -Don Marco Severi- sacerdote, di Ravenna; 170. -Sante Mirri- possidente, d'Imola; 171. -Luigi Sangiorgi- di Castel Bolognese; 172. -Ignazio Tassinari- di Castel Bolognese; 173. -Battista Utili- possidente, di Brisighella; 174. -Angelo Spoglianti- cursore, di Brisighella: 175. -Gaetano Fabri- di Ferrara, possidente; 176. -Vincenzo Pirazzoli- di Ravenna, possidente; 177. -Giuseppe Ranuzzi Zaccaria- di Ravenna; 178. -Carlo Lodovichetti- di Ravenna, sostituto cancelliere; 179. -Sebastiano Fusconi- medico, di Ravenna; 180. -Giovanni Sgubbi- avvocato, d'Imola; 181. -Bartolomeo Pianori- di Brisighella, cancelliere; 182. -Vincenzo Vincenti- di Bologna, cancelliere al Governo d'Imola; 183. -Antonio Piancastelli- di Brisighella, cursore; 184. -Sebastiano Garavini- di Brisighella, scrittore; 185. -Giuseppe Malvezzi- di Brisighella, esattore; 186. -Arduino Succi- d'Imola, avvocato; 187. -Domenico Farini- di Russi, notaro; tutti allontanati dallo Stato colle misure 10 luglio 1821. Abilitiamo a rientrare nello Stato, a condizione però di presentarsi nelle forze del Governo entro le ventiquattro ore che vi saranno pervenuti, per procedere sui loro addebiti ed al giudizio su di essi a termini di ragione: 188. -Giovanni Matteucci- di Ravenna, possidente; 189. -Vincenzo Gallina- negoziante, di Ravenna; 190. -Pietro conte Gambi- di Ravenna; 191. -Francesco conte Ginnasi- possidente; 192. -Giuseppe Benedetti- possidente; 193. -Sebastiano Baccarini- ufficiale reduce, possidente: 194. -Carlo Villa- notaro; 195. -Giuseppe Gardi- appaltatore dell'illuminazione notturna, tutti di Faenza; 196. -Carlo Cerotti-; 197. -Domenico Casamurata-; 198. -Domenico Mugolti-; 199. -Giuseppe conte Orselli- possidente; 200. -Domenico Virgili- possidente; 201. -Paolo Roti- possidente; 202. -Lorenzo Rossi- possidente; 203. -Giuseppe Faentini- possidente, tutti di Forlí; 204. -Luigi Fabbri- possidente, di Cesena; 205. -Gio. Battista Masotti- avvocato, di S. Laudecio; 206. -Francesco Giuccioli- di S. Laudecio, impiegato di finanza. Come che gravemente indiziati a cattura nel delitto politico superiormente riferito, abbiamo ordinato ed ordiniamo il mandato d'arresto contro: 207. -Pietro Roncaldier- di Ravenna, negoziante; 208. -Giuseppe conte Rondenini-, detto -il Gobbo-; 209. -Francesco Zambelli- ufficiale reduce; 210. -Angelo Querzola- carrozzaro; 211. -Luigi Ghinassi- possidente, tutti di Faenza; 212. -Benedetto Visibelli- di Bologna, negoziante; 213. -Gaetano Marchesini- di Bologna, già impiegato alla Posta; 214. -Luigi Assiari- flebotomo; 215. -Matteo Bentivogli- facchino; 216. -Raffaele Frampolesi- impiegato al dazio carni; 217. -Luigi Fiorini- negoziante; 218. -Lorenzo Gaudenzi- ministro; 219. -Gaetano Lucchini- possidente: 220. -Andrea Matteucci- possidente; 221. -Gaetano Orioli- vetraro; 222. -Girolamo Zignani- libraio; 223. -Pietro Barberini- scrittore; 224. -Giovanni Petresi- tenente di linea; 225. -Pietro Laudi- capitano di linea, tutti di Forlí; 226. -Pietro Bondini- possidente; 227. -Giuseppe Bonini- possidente, di Cesena; 228. -Francesco Raspi- possidente, di Faenza; 229. -Pacifico Giulini- di Pesaro, dimorato a Ferrara. Ordiniamo similmente che siano assoggettati al Precetto politico-morale di prim'ordine ed alla sorveglianza della Polizia perché complicati anch'essi in causa: 230. -Andrea Moschini- già ispettore dei boschi, di Ravenna; 231. -Atanasio Montallegri- possidente, di Faenza; esiliati, già da tempo riabilitati a dimorare nello Stato; 232. -Giuseppe Strocchi- oste; 233. -Francesco Morri- possidente; 234. -Francesco Rondenini- ufficiale reduce; 235. -Pietro conte Laderchi- possidente; 236. -Carlo Marij- già soldato provinciale; 237. -Antonio Lapi- chirurgo; 238. -Carlo Martini- medico; 239. -Filippo Regoli- impiegato in dogana; 240. -Giuseppe conte Tampieri- possidente; 241. -Francesco Strocchi- oste; 242. -Paolo Giangrandi- possidente; 243. -Luigi Maccolini- parrucchiere; 244. -Francesco Piazza- sartore; 245. -Giovanni Tosi- finanziere; 246. -Giuseppe Liverani- chirurgo, tutti di Faenza; 247. -Gio. Battista Pirazzoli- d'Imola, medico; 248. -Vincenzo Pediani- di Castel Bolognese, falegname; 249. -Gio. Battista Cocchi- di Minerbio; 250. -Luigi Amaducci- scrittore; 251. -Francesco Acquisti- falegname; 252. -Girolamo Boccetti- possidente; 253. -Giacomo Bardelli- di Ravenna; 254. -Battista Bertini- ufficiale reduce; 255. -Giuseppe Bonini-, detto -Piva-, falegname ed oste; 256. -Giovanni Bendandi- bigliardiere; 257. -Giovanni Balsani- orefice; 258. -Angelo Calletti- avvocato; 259. -Pietro Cicognani- cancelliere vescovile; 260. -Bernardo Covich- militare reduce; 261. -Marcello Danesi- militare reduce; 262. -Alessandro Francia- negoziante; 263. -Giovanni Francia- negoziante; 264. -Gaetano Ghinnasi- tornaro; 265. -Domenico Cardini- impiegato nel Tribunale Criminale; 266. -Francesco Gallina- facocchio; 267. -Lorenzo Morgagni- ufficiale reduce; 268. -Filippo Mangelli- possidente; 269. -Pietro Mangelli- possidente; 270 -Angelo Mamini- possidente; 271. -Vincenzo Mattiucci- chirurgo; 272. -Angelo Pasini- ministro; 273. -Francesco Petrignani- impiegato in Legazione; 274. -Domenico Pascucci- ufficiale reduce; 275. -Nicola Regnoli- segretario comunale; 276. -Valeriano Regnoli- impiegato di finanza; 277. -Baldassarre Regnoli- impiegato in casa Gaddi; 278. -Pietro Romagnoli- calzolaio; 279. -Domenico Sangiorgi- ufficiale reduce; 280. -Francesco Sangiorgi- impiegato; 281. -Nicola Sughi- oste; 282. -Alessandro Vinelli- possidente: 283. -Luigi Zambianchi- possidente; 284. -Pietro Aleotti- possidente; 285. -Antonio Acquisti- detto -il Zoppo Zignana-, sartore; 286. -Alessandro Bensoni- possidente; 287. -Giuseppe Balducci- sartore; 288. -Luigi Baldini- avvocato; 289. -Luigi Beltini- maniscalco; 290. -Pietro Bucchi- sartore; 291. -Vincenzo Castelli- cursore; 292. -Andrea Cristini- ufficiale pensionato; 293. -Pellegrino Canestri- scrittore; 294. -Giovanni Casali- stampatore; 295. -Massimiliano Casamurata- studente; 296. -Nicola conte Corbizzi- possidente; 297. -Antonio Castelli- assistente al dazio carni; 298. -Vincenzo Caracchetti- vetturino; 299. -Giuseppe Danesi- falegname; 300. -Luigi Danesi- ferraro; 301. -Paolo Donati-, detto -Birinaccio-, sartore; 302. -Giuseppe Foschi- suonatore di violino; 303. -Vincenzo Francia- detto -il Roscio-; 304. -Francesco Fabri-, detto -Pignattaro-, possidente; 305. -Michele Fiori-, detto -il Zoppo-, sartore; 306. -Evaristo Frasinetti- sartore; 307. -Pellegrino Lepori- calzolaio; 308. -Giuseppe Martini- falegname; 309. -Paolo Masotti- impiegato all'Ipoteche; 310. -Vittorio Magliano- suonatore; 311. -Giuseppe Marioni- pescivendolo; 312. -Ignazio Mazzolini- sartore; 313. -Michele Mazzolini- vetturino; 314. -Vincenzo Masotti-, detto -Masottino-, legale; 315. -Pietro Montanari-, detto -Ficcafava-, possidente; 316. -Domenico Piazzoli- possidente; 317. -Enrico Pettini- scrittore; 318. -Alessandro Pettini- scrittore; 319. -Antonio Panzarotta- ex impiegato; 320. -Giorgio Regnoli- chirurgo; 321. -Francesco Rossi- suonatore di violino; 322. -Pasquale Romagnoli-, soprachiamato -Riminino-, scrittore; 323. -Giovanni Reggiani- possidente; 324. -Antonio Sandi- sediaro; 325. -Biagio Severi- impiegato alla prenditoria del Lotto; 326. -Giovanni Scannelli- possidente; 327. -Cristoforo Serfi- arruotino; 328. -Giuseppe Signorini- marmorino; 329. -Fabrizio Tamberlich- speziale; 330. -Arcangelo Tappacelli- ferraro; 331. -Pellegrino Reggiani- maestro di carattere; 332. -Pellegrino Varoli- beccaio; 333. -Francesco Maroncelli- medico; 334. -Giovanni Zattoni- impiegato all'Acque e Strade; 335. -Giuseppe Losanna- caffettiere; 336. -Benedetto Forlivesi-, allontanato, abilitato, tutti di Forlí; 327. -Annibale Rondenini- di Brisighella, militare reduce; 338. -Antonio Pasotti- di Castel Bolognese, senza mestiere; 339. -Giuseppe Arrighi- militare reduce; 340. -Giacomo Fattiboni- possidente; 341. -Giuseppe Ferretti- finanziere; 342. -Sante Venturi-; 343. -Giuseppe Ragonesi- avvocato; 344. -Giuseppe Moschini- possidente; 345. -Pietro Cacciaguerra- possidente; 346. -Michele Bordi-; 347. -Girolamo Paggi-; 348. -Vincenzo Pio-; 349. -Giuseppe Zondini-; 350. -Simone Nardi-, detto -Tutrino-, tutti di Cesena; 351. -Cesare Valbonesi- segretario comunale di Meldola; 352. -Pellegrino Silvestrini- oste a Meldola; 353. -Nicola Partisetti - possidente, di Meldola; 354. -Biagio Abbati- di Savignano ingegnere; 355. -Giuseppe Negri- avvocato a Bologna; 356. -Placido Sarti- ex militare, di Bologna; 357. -Marco Mariani- di Bagnacavallo, locandiere a Lugo; 358. -Francesco Manzieri- possidente, di Lugo; 359. -Melchiorre Ricci- di Forlimpopoli, avvocato; 360. -Giulio Chiaraffoni- possidente, di Ferrara; 361. -Luigi Andreati- militare reduce, di Ferrara; 362. -Domenico Armari- militare reduce, di Ferrara; 363. -Carlo Imperiali- ingegnere, di Ferrara; 364. -Luigi Armuzzi- di Faenza, soldato provinciale; 365. -Bernardo Biagioli- setacciaro, soldato provinciale, di Faenza; 366. -Gaetano Bianchini-, già ispettore di polizia a Ravenna; e rapporto ai sopraenunciati due soldati prescriviamo la loro immediata espulsione dal Corpo provinciale. Alla stessa sorveglianza della Polizia ed al Precetto politico-morale di second'ordine prescriviamo che siano assoggettati: 367. -Gio. Batt. conte Della Volpe- d'Imola; 368. -Giovanni Orioli- curiale, di Ravenna; 369. -Antonio Ducci- possidente; 370. -Angelo Strocchi- oste; 371. -Francesco Fanti- dottore; 372. -Natale Foschini- scrivano in casa del conte Rondenini; 373. -Giuseppe Foschini- scrivano; 374. -Carlo Traversari- maestro di ballo; 375. -Gallo Marcucci- possidente; 376. -Luigi Benazzoli- possidente; 377. -Francesco Biagioli- legatore in oro; 378. -Ignazio Mengolini- possidente; 379. -Marco Mengolini- possidente; 380. -Giuseppe Azzalli- possidente; 381. -Pietro Martini- scrittore; 382. -Francesco conte Naldi- possidente; 383. -Carlo Gardi- appaltatore dei lumi notturni; 384. -Alberigo Alberighi- possidente; 385. -Angelo Guidi- possidente; 386. -Antonio Bucci- possidente; 387. -Luigi Baldi- negoziante; 388. -Carlo Bazzica- macellaro; 389. -Giuseppe Orioli- vetraro; 390 -Andrea Tabanelli- oste; 391. -Michele Fregnani-, detto -Michelotto-; 392. -Sebastiano Caselli- oste; 293. -Ferdinando Rampi- possidente; 394. -Giuseppe conte Pasolini Zannelli- possidente; 395. -Michele Pasi- possidente, tutti di Faenza; 396. -Leonardo Orioli- legale, di Ravenna; 397. -Marco Ortolani- possidente, di Ravenna; 398. -Carlo Artosini- possidente; 399. -Giuseppe Artosini- possidente; 400. -Domenico Bartolazzi- chirurgo; 401. -Francesco conte Bensi- possidente; 402. -Luigi Bordandini- stampatore; 403. -Giuseppe Bargozzi- sellaro; 404. -Andrea Bertoni- giovane di negozio; 403. -Angelo Bertoni- ebanista; 406. -Emidio Belloni- impiegato nel dazio carni; 407. -Vincenzo Bondandi- domestico; 408. -Giuseppe Bandini- falegname; 409. -Vincenzo Bentivogli- calzolaio; 410. -Tommaso Capaccini- possidente: 411. -Nicola Cerchioli- calzolaio; 412. -Ottavio Capilli- orefice; 413. -Pietro Cicognani- scrittore; 414. -Fabio Cortesi- studente; 415. -Giacomo Cassani- speziale; 416. -Guglielmo Cappuccini- calzolaio; 417. -Domenico Costa- impiegato; 418. -Giacomo Cicognani- possidente; 419. -Sebastiano Croci- argentiere; 420. -Domenico Cerchioli- capo dei lavori stradali; 421. -Domenico Cicognani-, detto -Piccolino-, sellaro; 422. -Vincenzo Danesi- impiegato alle Poste; 425. -Luigi Danesi- calzolaio; 424. -Antonio Denti- impiegato nell'Ipoteche; 425. -Luigi Dulcini- impiegato particolare; 426. -Antonio Donati- sartore; 427. -Antonio Francia- negoziante; 428. -Gaetano Francia- negoziante; 429. -Pietro Frampolesi- assistente al dazio carni; 430. -Sireno Fanti- stampatore; 431. -Domenico Frisoni- carabiniere; 432. -Giuseppe Golfarelli- sartore; 433. -Alberico Gardini- sartore; 434. -Giuseppe Lacchini- sartore; 435. -Alessandro Mazzoni- studente; 436. -Alessandro Miglietti- studente; 437. -Carlo Miglietti- flebotomo; 438. -Giuseppe Montanari-; 439. -Antonio Marozzi- stampatore; 440. -Giuseppe Mirri- possidente; 441. -Andrea Micheletti-, detto -Nasaccio-, sartore; 442. -Antonio Moschini- pittore; 443. -Pietro Placucci- ex militare; 444. -Giuseppe Palmieri- tenente di linea; 445. -Carlo Piazzoli- possidente; 446. -Giuseppe Piolanti- tenente di linea; 447. -Giovanni Paci- calzolaio; 348. -Giacomo Paci- calzolaio; 449. -Sebastiano Presenziani- detto -Barzellone-, rigattiere; 450. -Agostino Rossi- studente; 451. -Girolamo Romagnoli- cocchiere; 452. -Angelo Rondoni- impiegato di Dogana; 453. -Luigi Randi- sediaro; 454. -Luigi Rota- quartiermastro dei Carabinieri; 455. -Giuseppe Reggiani- pittore; 456. -Nicola Rivali- falegname; 457. -Antonio Ravaioli- falegname; 458. -Giacomo Ravaioli-, detto -Ciamino-, negoziante; 459. -Michele Rosa- Intendente di finanza; 466. -Pietro Ravaioli- ebanista; 461. -Giacomo Rossi- impiegato in Comunità; 462. -Giuseppe Rossi-, detto -San Lazzaro-; 463. -Giovanni di Francesco Reggiani- possidente; 464. -Sebastiano Sansavini- studente; 465. -Vincenzo Scardi- maestro d'armi; 466. -Antonio Silvegni- fornaro; 467. -Luigi Severi- studente; 468. -Giuseppe Tamberlicchi- speziale; 469. -Tommaso Tamberlicchi- veterinario; 470. -Salvatore Turchi- barbiere; 471. -Camillo Turchi- barbiere; 472. -Giuseppe Turchi- vetturale; 473. -Stefano Respignani- falegname; 474. -Battista Vitali- chincagliere; 475. -Giovanni Villa- ministro nel negozio Gurioli; 476. -Sante Reggiani-, detto -Ghisino- calzolaio; 477. -Decio Valentini- studente, 478. -Ruffillo Vallicelli- sartore; 479. -Camillo Versari- studente di medicina; 480. -Aleandro Zamboni- studente in Bologna; 481. -Gaetano Zampighi-, detto -Tanti-, cocchiere; 482. -Marco Zignani- studente; 483. -Lazzaro Zoli- possidente; 484. -Giovanni Zoli- impiegato alle Porte; 485. -Antonio Zoli- scrittore; 486. -Luigi Zoli- fattore dello Spedale, tutti di Forlí; 487. -Vincenzo Sbrighi- possidente; 488. -Giovanni Bellotti- impiegato di finanza; 489. -Gio. Battista Milani- possidente; 490. -Agostino Neri- possidente; 491. -Giuseppe Pio- cancelliere sostituto nel Governo di Cesena; 492. -Gaetano Pio- impiegato in quella Comunitá; 493. -Giovanni conte Roverella-; 494. -Paolo Ugolini- inverniciatore; 495. -Mauro Venturi- cursore comunale; 496. -Luigi Trentini- carabiniere, tutti di Cesena; 497. -Giovanni Amaducci- vetturale, di Meldola; 498. -Andrea Pistocchi- sartore, di Meldola; 499. -Antonio Vangelli- possidente, di Meldola; 500. -Girolamo conte Cicognara- di Ferrara, possidente; 501. -Giuseppe Fugarelli- locandiere alle Tre Corone di Ferrara; 502. -Gio. Battista Pasti- ex giudice, di Ferrara; 503. -Antonio Rinieri- ingegnere, di Ferrara; 504. -Agostino Taveggi- di Ferrara, avvocato; 505. -Alessandro Carnevali- di Lugo, avvocato; 506. -Giulio conte Graziani- di Bagnacavallo, possidente; 507. -Giuseppe Dadi- di Bologna, negoziante; 508. -Domenico Fantozzi- di Savignano, speziale; 509. -Pietro Mazzolani- di Bologna; 510. -Francesco Piana- avvocato, di Bologna; 511. -Giuseppe Patuzzi- avvocato, di Bologna; 512. -Gaetano Saragoni- cameriere di locanda, di Bologna; 513. -Pietro Manzieri- ex ufficiale; e riguardo ai già nominati ufficiali di linea capitano Pietro Landi, Girolamo Petresi tenente, contro i quali si è rilasciato il mandato a cattura, e Giuseppe Palmieri. Giuseppe Piolanti, Luigi Rota quartiermastro, Luigi Trentini carabiniere semplice assoggettati al Precetto politico-morale, ordiniamo la loro immediata espulsione dai rispettivi Corpi dell'Arma, ai quali sono addetti. Condanniamo poi a tutte le spese processuali ed a quelle del presente Giudizio gl'individui superiormente descritti, contro de' quali si è proceduto alla pena capitale ed alle altre afflittive di detenzione e di Galera. Finalmente una Processura maggiore di quante altre mai per gravezza di soggetto, per complicazione di resultati e per numero di Prevenuti ha dovuto necessariamente riuscire di straordinaria lunghezza, a qualche carico specialmente di quelli che per i primi furono colpiti d'arresto; e però volendo Noi temperare questa specie di sofferenza, che per le circostanze è stata del tutto indispensabile, con un partito di piacevolezza e di equità ordiniamo e decretiamo che oltre i dieciotto mesi da Noi considerati necessari alla fabbricazione del Processo in rapporto a ciascun prevenuto, il rimanente tempo di prigionia venga calcolato in diminuzione dell'ulteriore pena a cui ciascheduno respettivamente sarà stato condannato. Cosí abbiamo giudicato definitivamente, ed inappellabilmente sentenziato, come giudichiamo e sentenziamo; ordinando l'impressione della presente Sentenza in N. di 500 Esemplari e l'affissione sí in Ravenna, che in tutti i luoghi dello Stato; e che questa Sentenza affissa e pubblicata nelle solite legali forme debba aversi come particolarmente intimata a tutti i prevenuti in essa nominati. Fatta, chiusa, giudicata e firmata a Ravenna il giorno, mese ed anno suddetti. A. CARD. RIVAROLA LEGATO -A LATERE-. A. GRANELLA Notaro della Com. TENORE DE' PRECETTI. PRECETTO POLITICO-MORALE DI PRIM'ORDINE. -D'Ordine ecc.- Si fa Precetto, ed espressamente si comanda a Voi N......, inquisito per affari Politici, di applicarvi a stabile mestiere[13]; di non allontanarvi dalla Città e Provincia di.......[14] senza speciale permesso in iscritto di questa Legazione, o Delegazione; di non associarvi a persone sospette, inquisite, precettate, o che abbiano conosciuti pregiudizi politici, e criminali; di non accedere ad unioni o luoghi sospetti; di dichiarare la Casa di vostra stabile abitazione, e di ritirarvi nella medesima all'un'ora di notte, e non sortirne prima della levata del Sole[15]; di presentarvi ogni quindici giorni all'Incaricato di Polizia, e dove questo mancasse al Governatore locale, per dar conto di Voi, e del vostro sistema di vita; di non offendere, insultare, e minacciare chicchessia, con gesti, detti, e molto meno con fatti; di rilasciare ogni mese alla Polizia l'attestato di un Confessore approvato di esservi presentato al Tribunale di Penitenza, di avere adempito al Precetto Pasquale, e di aver anno per anno fatti gli Esercizi spirituali per tre interi giorni almeno in un ritiro ad arbitrio di Monsignor Vescovo Diocesano, sotto la comminatoria d'anni tre di Opera pubblica[16] da incorrersi irremissibilmente, anche in caso di prima contravenzione, a qualunque ed anche ad una sola delle parti e condizioni del presente Precetto[17]. [13] Questa condizione si metterà se sarà un Artiere, o un Giornaliero, o a qualunque che non abbia conosciuti mezzi per vivere; si lascierà per i Possidenti, o per qualunque altro che tragga dalla personale industria un'agiata, o bastevole sussistenza. [14] Se non sarà abitante della Città si dirà di non allontanarsi dal nativo Paese, o dalla Casa Paterna, o dal suo ordinario domicilio. [15] Questa clausola servirà strettamente per le persone del Popolo, per i Braccianti, e per quelli che si possono considerare come facinorose; mentre per le persone civili, e per quelli che esercitano certe Arti, o mestieri coi quali avverrebbe che fosse incompatibile la fissazione dell'ora, bisognerà dire di non vagare di Notte oltre le ore necessarie all'esercizio dell'arti medesime; per le Persone Civili oltre le consuete delle oneste conversazioni, e della fine del Teatro. [16] Questa frase servirà per le persone del Popolo, e verrà cangiata nella ritenzione in un Forte per le persone Civili. [17] Oltre alle sopraespresse dichiarazioni, sarà riservato alli E.mi Signori Cardinali Legati, ed a Monsignor Delegato di Urbino e Pesaro l'accordare qualche ulteriore modificazione ai precetti medesimi, secondo i casi e le diverse circostanze e impensate eventualità del Precettato. PRECETTO POLITICO-MORALE DI SECOND'ORDINE. -D'Ordine ecc.- Si fa Precetto[18], ed espressamente si comanda a voi N...... di non allontanarvi dalla Provincia....... senza speciale permesso in iscritto di questa Legazione, o Delegazione; di non associarvi a persone sospette, inquisite, o precettate, o che abbiano conosciuti pregiudizi politici, o criminali; di non accedere ad unioni, o luoghi sospetti, di non offendere, insultare, o minacciare chicchessia, né con gesti, né con detti, e molto meno con fatti; di rilasciare ogni mese alla Polizia l'attestato di un Confessore approvato, d'esservi presentato al Tribunale di Penitenza, di avere adempito al Precetto Pasquale, e di aver fatti gli Esercizi Spirituali per tre interi giorni almeno nella prossima Settimana Santa in un ritiro ad arbitrio di Monsignor Vescovo Diocesano, sotto la comminatoria di sei mesi di reclusione, da incorrersi irremissibilmente, anche in caso di prima contravvenzione, a qualunque ed anche ad una sola delle parti o condizioni del presente Precetto. [18] Le avvertenze marginali del Precetto Politico-Morale di Prim'Ordine, varranno all'uopo ancora di questo Secondo. EDITTO. AGOSTINO -di Sant'Agata alla Suburra, della Santa Romana Chiesa Diacono Cardinal- RIVAROLA, -della Città e Provincia di Ravenna Legato- a Latere. Dopo di avere disimpegnato con quello zelo, e quella maturità di consiglio, che ogni piú sacro dovere esigeva da noi, la grave commissione della quale fummo dalla speciale Benignità della Santità di Nostro Signore, PAPA LEONE XII, felicemente regnante onorati; dopo di aver rassegnato al Suo Trono i risultati del nostro giudizio sui Processi da molto tempo istituiti, contro molti prevenuti di delitti politici portati a compimento, a nulla di piú lusinghiero potevamo aspirare se non che il nostro lavoro potesse incontrare il Sovrano gradimento, ed approvazione; ma di molte maggiori grazie ha voluto colmarci la generosa grandezza di Nostro Signore, essendosi degnato d'autorizzarci coll'oracolo della Sua viva Voce, a temperare il giusto rigore di una Sentenza con qualche luminoso tratto di Clemenza, che può solo dalla Sovrana Podestà derivare; che però fatti noi Ministri delle dolci disposizioni del Paterno Cuore di Sua Santità accordiamo, alle pene decretate nella nostra Sentenza, sotto questo stesso giorno pubblicata, le seguenti grazie, e modificazioni: I. È fatta grazia della vita ai Rei condannati a morte, e permutata la loro condanna in venticinque 25. anni di reclusione in un Forte dello Stato. Non restano compresi in questa permutazione e diminuzione di pena -Francesco Garaffoni- riconosciuto, e giudicato assassino del Cavaliere Don Angelo Bandi, e -Pietro Barbieri- assassino di Francesco Gamberini. II. A quelli che sono condannati alla Detenzione sia in vita, sia per qualche numero d'anni, non assegnamo una diminuzione determinata di tempo, restando raccomandati alla luminosa Clemenza di Nostro Signore per la loro piú o meno sollecita liberazione, che dovranno invocare con Supplica dalla stessa Santità Sua, e meritarla con una condotta savia, e morale, che dia fondata lusinga di loro ravvedimento. III. Quelli, che sono rubricati in Sentenza sotto le clausole--abilitati a rientrare nello Stato con obbligo di costituirsi entro le 24 ore dal momento del loro arrivo, per essere assoggettati a' regolari costituti, e giudicati a seconda delle risultanze--quelli, che sono assoggettati al Precetto politico-morale di primo, o second'ordine--restano senza alcuna variazione soggetti al disposto nella Sentenza. IV. A quelli, che hanno contro di loro il---Procuretur captura---sono accordati due mesi di tempo per presentarsi alla Commissione speciale residente in Ravenna per dar conto di loro, e per dileguare in qualche modo le risultanze che li gravano; in seguito di che se risulteranno pienamente innocenti saranno rimandati con un'onorevole dichiarazione; se daranno delle spiegazioni scusanti, ma non bastevoli ad escludere la reità, resteranno assoggettati al Precetto politico di primo, o second'ordine in proporzione delle maggiori o minori risultanze medesime; finalmente se persisteranno in una negativa complessiva, o generale, come 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617 618 619 620 621 622 623 624 625 626 627 628 629 630 631 632 633 634 635 636 637 638 639 640 641 642 643 644 645 646 647 648 649 650 651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 720 721 722 723 724 725 726 727 728 729 730 731 732 733 734 735 736 737 738 739 740 741 742 743 744 745 746 747 748 749 750 751 752 753 754 755 756 757 758 759 760 761 762 763 764 765 766 767 768 769 770 771 772 773 774 775 776 777 778 779 780 781 782 783 784 785 786 787 788 789 790 791 792 793 794 795 796 797 798 799 800 801 802 803 804 805 806 807 808 809 810 811 812 813 814 815 816 817 818 819 820 821 822 823 824 825 826 827 828 829 830 831 832 833 834 835 836 837 838 839 840 841 842 843 844 845 846 847 848 849 850 851 852 853 854 855 856 857 858 859 860 861 862 863 864 865 866 867 868 869 870 871 872 873 874 875 876 877 878 879 880 881 882 883 884 885 886 887 888 889 890 891 892 893 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 904 905 906 907 908 909 910 911 912 913 914 915 916 917 918 919 920 921 922 923 924 925 926 927 928 929 930 931 932 933 934 935 936 937 938 939 940 941 942 943 944 945 946 947 948 949 950 951 952 953 954 955 956 957 958 959 960 961 962 963 964 965 966 967 968 969 970 971 972 973 974 975 976 977 978 979 980 981 982 983 984 985 986 987 988 989 990 991 992 993 994 995 996 997 998 999 1000