PALEOLOGO Giovanni II, Imperatore. Ottiene il permesso di
regnare pagando un tributo, t. XII, p. 407. Suoi viaggi, t.
XII, p. 429. Suo zelo, t. XII, p. 443. S'imbarca sulle galee
del Pontefice, t. XII, p. 450. Accolto trionfalmente in
Venezia, t. XII, p. 456. In Ferrara, t. XII, 457. Suo
ritorno a Costantinopoli, t. XII, p. 471. Sua Lega cogli
Ungheri, tom. XIII, p. 22. Sua morte, t. XIII, p. 44.
PALEOLOGO Costantino, figlio di Giovanni, ed ultimo degli
Imperatori Romani o Greci, t. XIII, p. 44. Spedisce Franza
in ispeciale ambasciatore dal Sultano Amurat, t. XIII, p.
46. Suoi progetti falliti per la guerra de' Turchi, t. XIII,
p. 50. Nel momento dell'assalto generale di Costantinopoli,
dà l'ultimo addio ai Greci, t. XIII, p. 99.
-Palestina.- Sua descrizione, t. I, p. 37. Conquistata da
Cosroe, t. VIII, p. 383.
-Palmira.- Descrizione di questa città, t. II, p. 39. Assediata
da Aureliano, t. II, p. 41. Sua rivolta e sua rovina, t. II,
p. 44.
-Pandette- (le), ossia il Digesto; composte in tre anni sotto il
regno di Giustiniano, t. VIII, p. 199. Lode e censura delle
Pandette, t. VIII, p. 200.
-Pannonia.- Divisione dell'Illiria, come governata, t. I, p. 39.
-Paoliziani- o discepoli di San Paolo. Loro origine, t. XI, p.
8. Loro Bibbia, t. XI, p. 10. Semplicità della loro dottrina
e del loro culto, t. XI, p. 12. Ammettono i due principii
dei Magi e dei Manichei, t. XI, p. 15. Si stabiliscono
nell'Armenia e nel Ponto, t. XI, p. 17. Perseguitati
dagl'Imperadori greci, t. XI, p. 19. Loro ribellione, t. XI,
p 22. Affortificano Tefrica, t. XI, p. 23. Saccheggiano
l'Asia Minore, t. XI, p. 24. Venuti in decadimento, t. XI,
p. 26. Trapiantati dall'Armenia nella Tracia, t. XI, p.
-ivi-. Soggiornano in Italia e in Francia, t. XI, p. 30.
Persecuzione degli Albigesi, t. XI, p. 33. Caratteri e
progressi della riforma, t. XI, p. 35.
PAOLO di Tanis, Patriarca di Alessandria, t. IX, p. 126.
PAOLO Samosateno, Vescovo di Antiochia. Nella sua giurisdizione
ecclesiastica tutto era venale, t. III, p. 73. I Chierici da
lui dipendenti imitavano il loro Capo nella soddisfazione di
ogni sensuale appetito, t. III, p. 75. Alcuni errori da lui
ostinatamente sostenuti intorno alla dottrina della Trinità,
eccitano lo sdegno delle Chiese orientali, t. III, p. -ivi-.
Degradato della sua dignità episcopale, t. III, p. -ivi-.
Aureliano ne fa eseguire la sentenza, t. III, p. 77.
PAOLINO (San) successivamente monaco, e Vescovo, t. VI, p. 188.
Consacrò il resto de' suoi averi e de' suoi talenti al
servizio del glorioso martire San Felice, t. VI, p. 189.
-Papi- o Pontefici romani. Loro alleanza coi Re di Francia, t.
IX, p. 298. Donazioni loro fatte da Pipino e da Carlomagno,
tom. IX, p. 303. Stendonsi le decretali e la donazione di
Costantino, t. IX, p. 308. Si separano dall'Impero
d'Oriente, t. IX, p. 320. Autorità degli Imperatori nella
elezione de' Papi, t. IX, p. 347. Disordini, t. IX, p. 350.
Loro lunga e obbrobriosa schiavitù, t. IX, p. -ivi-. Riforma
e pretese della Chiesa a questo proposito, tom. IX, p. 354.
Essi scomunicano il Patriarca di Costantinopoli ed i Greci,
t. XII, p. 15. Ricevono dai Greci il giuramento d'abiura e
d'obbedienza, t. XII, pag. 206. Loro autorità temporale in
Roma, tom. XIII, p. 140. Fondata sull'affezione del popolo,
t. XIII, pag. -ivi-. Sul diritto, t. XIII, p. -ivi-. Sulle
virtù degli stessi Pontefici, t. XIII, p. 141. Sulle loro
ricchezze, tom. XIII, p. 142. Incostanza della
superstizione, t. XIII, p. 143. Rivolta in Roma contro i
Papi, t. XIII, p. 145. Gregorio VII, fondatore della
sovranità de' Papi, viene scacciato da Roma, t. XIII, p.
147. Pasquale II, investito da una grandine di pietre e di
dardi, t. XIII, p. 148. Gelasio II, preso pei capelli ed
incatenato, t. XIII, p. 149. Lucio II e III. Il primo,
percosso con un colpo di pietra nel cerebro, muore; ed il
secondo, vede assalito da mille ferite il suo corteggio, t.
XIII, pag. 150. Calisto II, proibisce l'uso delle armi, tom.
XIII, p. 151. Martino IV, t. XIII, p. 174. Elezione dei
Papi, t. XIII, p. 185. Diritti dei Cardinali stabiliti da
Alessandro III, t. XIII, p. 187. Gregorio X istituisce il
Conclave, t. XIII, pag. 188. I Papi s'assentano da Roma, t.
XIII, p. 192. Bonifazio VIII, tom. XIII, pag. 193.
Traslazione della Santa Sede ad Avignone, t. XIII, p. 195.
Instituzione del Giubbileo, o dell'Anno Santo, t. XIII, p.
198. Secondo Giubbileo, t. XIII, p. 202. Ritorno d'Urbano V
a Roma, t. XIII, p. 263. Gregorio XI ristabilisce la Santa
Sede a Roma, tom. XIII, pag. -ivi-. Elezione d'Urbano VI, t.
XIII, p. 266. Elezione di Clemente VII, t. XIII, p. 267.
Martino V ed Eugenio IV, t. XIII, pag. 277. Nicolò V ultimo
Papa frastornato dalla presenza d'un Imperatore Romano, t.
XIII, pag. 278. Assoluto dominio acquistato dai Papi in
Roma, t. XIII, p. 288. Loro governo ecclesiastico, t. XIII,
p. 293. Sisto V, suoi vizi e sue virtù, t. XIII, p. 294.
PAPINIANO. Celebre giureconsulto, e prefetto del Pretorio, t. I,
p. 186. Si rifiuta di fare l'apologia dell'assassinio di
Geta: rimane vittima della sua coraggiosa resistenza, e la
sua morte è compianta come una pubblica calamità, t. I, p.
201.
PARA, Re di Armenia. Sue avventure, t. V, pag. 93. Sua morte, t.
V, p. 106.
PARAPINACE, t. IX, p. 216.
-Parigi.- Descrizione di questa Capitale, t. III, p. 458.
PASQUALE II. Vedi -Papi-.
-Patrizii.- Origine del loro Ordine; loro privilegi, t. III, p.
271. Qual rango li distingueva a' tempi di Costantino, t.
IX, p. 300.
PELAGIO (l'Arcidiacono) presenta innanzi a Totila il Vangelo, e
la sua preghiera salva i Romani, t. VIII, p. 102.
PERENNE, Ministro romano, t. I, p. 132.
-Perisabor-, o Anbar, città grande della Sorìa, alla distanza di
cinquanta miglia da Ctesifonte, t. IV, p. 339.
PEROZE, re di Persia. In una spedizione contro i Neftaliti,
insiem coll'armata, perde la vita, t. VII, p. 340.
-Persia.- Sue rivoluzioni, t. I, p. 283. I Barbari dell'Oriente
e del Settentrione, t. I, p. 290. Monarchia persiana
ristabilita da Artaserse, t. I, p. 292. Riforma della
religione de' Magi, t. I, p. 293. Teologia persiana: due
principii, t. I, pag. 295. Culto religioso, t. I, p. 297.
Cerimonie e precetti morali, t. I, pag. 298. Incoraggiamento
dell'agricoltura, t. I, p. -ivi-. Potere dei magistrati, t.
I, pag. 300. Spirito di persecuzione, tom. I, pag. 302.
Stabilimento dell'autorità reale nelle province, t. I, p.
303. Estensione e popolazione della Persia, t. I, p. 304.
Ricapitolazione, delle guerre tra i Parti ed i Romani, t. I,
p. 305. Calamità di Seleucia e di Ctesifonte, t. I, p. 306.
Conquista di Osroene fatta dai Romani, t. I, p. 308.
Artaserse riclama le province dell'Asia, e dichiara la
guerra ai Romani, t. I, p. 310. Relazione di questa guerra,
t. I, pag. 313. Forza militare dei Persiani, t. I, p. 314.
L'infanteria assai debole, ma la cavalleria eccellente, t.
I, pag. 315. Conquista dell'Armenia sotto la condotta di
Sapore, t. I, p. 400. Tiridate rimonta sul trono
dell'Armenia, t. II, p. 130. Ribellione del popolo e de'
Nobili, t. II, p. 131. I Persiani riprendono l'Armenia, t.
II, p. 133. Guerra fra i Persiani ed i Romani, t. II, p.
134. Disfatta di Narsete; negoziazioni per la pace, t. II,
p. 138. Avvenimento singolare di Sapore, t. III, p. 362.
Questo principe vuol riprendere dai Romani le province al di
là del Tigri; stato della Mesopotamia e dell'Armenia, t.
III, pag. 364. Morte di Tiridate, t. III, pag. 365. Guerra
coi Romani; battaglia Singara, t. III, p. 367. Negoziazioni
coll'Imperatore Costantino, t. III, pag. 425. Invasione
della Mesopotamia operata da Sapore, t. III, p. 429. Assedii
di Amida e di Singara, t. III, p. 430. Invasione della
Persia fatta da Giuliano l'Apostata, t. IV, p. 326. Sua
marcia nei deserti della Mesopotamia, e suoi successi, t.
IV, pag. 331. Invasione della Sorìa; assedii di Perisabor e
di Maogamalca, tom. IV, p. 338. Passaggio del Tigri,
ritirata e vittoria dell'armata romana, tom. IV, p. 348.
Guerra nell'Armenia e cattività della regina Olimpia, t. V,
p. 89. Morte di Sapore, t. V, p. 92. Avventure di Para re
d'Armenia, t. V, p. 93. Divisione di questo regno fra i
Romani ed i Persiani, t. VI, p. 327. Attila s'impadronisce
della Persia, t. VI, p. 373. Morte di Peroze re di Persia,
t. VII, p. 340. Guerra contro i Romani, t. VII, p. 342. Le
porte Caspie e le porte Iberie, t. VII, p. 344. Stato della
Persia nel sesto secolo, tom. VIII, p. 33. Regno di
Nushirwan, t. VIII, p. 35. Pace e guerra coi Romani, t.
VIII, p. 43. Guerra di Colchide o Lazica, t. VIII, pag. 53.
Rivoluzione dopo la morte di Cosroe, t. VIII, p. 339. Il
tiranno Ormouz suo figlio vien deposto, t. VIII, p. 350.
Usurpazione di Baharam, t. VIII, pag. 358. Fuga e
ristabilimento di Cosroe II, t. VIII, pag. -ivi-. Soggioga
la Sorìa, l'Egitto e l'Asia Minore, t. VIII, p. 388.
Spedizione de' Persiani ai tempi d'Eraclio, t. VIII, p. 401.
Pace coi Romani, t. VIII, p. 423. La Persia invasa dagli
Arabi, tom. X, p. 162. Battaglia di Cadesia, t. X, p. 164.
Fondazione di Bassora, tom. X, p. 168. Saccheggio di Modain,
t. X, p. 169. Fondazione di Cufa, tom. X, pag. 170.
Conquista della Persia, t. X, p. 171. Morte del suo ultimo
re, tom. X, p. 174. Annientamento dei Magi, t. X, pag. 303.
La Persia soggiogata dai Turchi o Turcomani, t. XI, p. 219.
Regno e carattere di Togrul-Beg, t. XI, pag. 221. Libera il
Califfo di Bagdad, t. XI, p. 225. Sua investitura, t. XI, p.
226. Sua morte, t. XI, p. 227. Regno d'Alp-Arslan, t. XI, p.
229.
-Pertinace-, Senatore consolare. Eletto Imperatore; sua origine,
t. I, 145. Riconosciuto dalle guardie pretoriane, t. I, p.
147. E dal Senato, t. I, p. 148. Virtù di Pertinace, t. I,
p. 149. Procura di riformare lo Stato, t. I, p. 150. Suoi
regolamenti, t. I, p. -ivi-. Sua popolarità, t. I, p. 152.
Per questo si suscita il malcontento fra i pretoriani, che
lo fanno assassinare, t. I, p. -ivi-. Congiura prevenuta, t.
I, p. 153. Sua morte, t. I, pag. 154. Il Senato gli rende
onori divini, t. I, p. 171. Suoi funerali e apoteosi, t. I,
p. 173.
PESCENNIO, Negro nella Sorìa, t. I, p. 165.
-Peste- dell'anno 542 in Oriente e nell'Occidente, t. VIII, p.
154. Sua origine e sua natura, t. VIII, p. 155. Sua
estensione e sua durata, t. VIII, p. 158.
-Petra.- L'assedio di questa città è un'impresa delle più
rimarchevoli di questo secolo, t. VIII, p. 66.
PETRARCA alla Corte d'Avignone. S'accinge con ardore allo studio
della lingua greca, e si lega in amicizia col celebre
Barlamo, t. XII, p. 478. L'Italia lo ammira come padre della
poesia lirica, t. XIII, p. 214. È incoronato a Roma, t.
XIII, p. 219. Impegna l'Imperatore Carlo IV a ristabilire la
repubblica, t. XIII, p. 259. Sollecita i Papi d'Avignone a
rimettere la Santa Sede in Roma, t. XIII, p. 260. Riferisce
ai Romani la distruzione degli antichi monumenti, t. XIII,
p. 261.
-Piacenza.- Concilio tenuto in questa città da Urbano II, t. XI,
p. 271.
PIERO l'Eremita, tom. XI, p. 268.
PIETRO di Courtenai, Imperatore d'Oriente, tom. XII, pag. 132.
Sua prigionia e morte, t. XII, p. 134.
PILPAI. Le favole morali e politiche di questo vecchio Bramino
si conservavano fra i tesori del re dell'Indie con un
misterioso rispetto, tom. VIII, p. 42.
PIPINO libera Roma assalita dai Lombardi, t. IX, p. 294. Re di
Francia, t. IX, p. 297. Donazione di Pipino ai Papi, tom.
IX, p. 303.
PISONE (Calpurnio). Messo a morte dall'usurpatore Valente, t. I,
p. 412.
-Pittagora.- Quando questi inventò il nome di filosofo, ebbe
origine in Roma da Bruto I la libertà e il consolato, t.
VII, p. 356.
-Pitti- (i). Invadono la Calcedonia, t. V, p. 71. E la Gran
Brettagna, tom. V, p. 73.
PLACIDIA, figlia del gran Teodosio, t. VI, p. 195. Suo
matrimonio con Adolfo re dei Goti, t. VI, pag. -ivi-.
Barbaro ed ignominioso trattamento con lei praticato
dall'usurpatore assassino di suo marito, t. VI, p. 216.
Ricondotta con onore al palazzo di suo fratello Onorio, t.
VI, p. 117. Rimaritata a Costanzo ed associata all'Impero
d'Occidente, t. VI, pag. 330. Sua amministrazione dopo la
morte di questo principe e durante la minore età de' suoi
figli, t. VI, p. 336. Suoi due generali Ezio e Bonifazio, t.
VI, p. 339.
PLATONE. Suo genio nello scoprire la natura misteriosa della
divinità, t. IV, p. 82. Questa segreta dottrina insegnavasi
di soppiatto nei giardini dell'accademia, t. IV, p. 83. Con
minore riserva nella celebre scuola d'Alessandria, tom. IV,
p. 83.
PLAUZIANO. Ministro e favorito di Severo; nominato prefetto del
pretorio; suo infame dispotismo; massacrato sotto gli occhi
dell'Imperatore, t. I, p. 186.
-Plebei.- Stabilimento di quest'Ordine, t. III, p. 272.
PLINIO il Vecchio. Onora il secolo in cui fiorì, e il suo
carattere innalza la dignità della natura umana, t. II, p.
348. Trascurò il fenomeno più grande di cui l'uomo sia stato
testimonio dopo la creazione del Mondo, t. II, p. 351.
PLINIO il Giovane. Gloriosa è la sua memoria, tom. III, pag.
348. Traiano, suo signore ed amico, lo nomina governatore
della Bitinia e del Ponto, t. III, p. 39.
PLOTINO, filosofo della scuola di Platone, era riputato uno de'
più grandi maestri della scienza delle allegorie, t. IV, p.
243.
POGGIO, autore Italiano, t. XIII, p. 298. Osserva che Roma, fra
tutte le città del Mondo, è quella che nella sua caduta
offre un aspetto il più imponente insieme e il più
compassionevole, tom. XIII, p. 300.
-Politeismo.- Suo risorgimento circa il 400, t. V, p. 396. La
teologia semplice ne' primordii del Cristianesimo viene
sfigurata coll'introduzione di una mitologia popolare, t. V,
p. 399.
-Polizia- e -Tribunali-. Agenti o spie della Corte, t. III, p.
308. Uso della tortura, t. III, p. 310.
-Pollenzia- (la vittoria di), celebrata da Claudiano come il
giorno più glorioso nella vita del suo Signore, t. VI, p.
98.
-Polonia.- Cenni su questa provincia, t. XII, p. 301.
POMPEO il Grande. Come vincesse due milioni di nemici in una
battaglia ordinata, e riducesse mille cinquecento città dal
lago Meotide sino al mar Rosso, t. VIII, p. 6.
-Popolo- romano. Suo numero in proporzione della forza militare,
t. I, p. 155.
PORFIRIO, filosofo della scuola di Platone, assai stimato come
eruditissimo nella scienza delle allegorie, tom. IV, p. 243.
PORFIROGENETA, suoi scritti, t. X, p. 412. Loro imperfezione, t.
X, p. 415.
-Portoghesi- in Abissinia, tom. IX, p. 135.
-Poste.- Loro stabilimento nelle province romane, tom. I, p. 77.
POSTUMIO. Le virtù di questo principe sono la causa della sua
caduta, t. II, p. 30.
-Predicazione.- Resa libera e pubblica a' tempi di Costantino,
t. IV, p. 68.
-Prefetti- del Pretorio, t. III, p. 274. Di Roma e di
Costantinopoli, t. III, p. 277. Viceprefetti, t. III, p.
280.
PRETESTATO, prefetto e filosofo Pagano, pieno d'erudizione, di
gusto e di belle maniere, t. V, p. 54.
PRISCILLIANO, Vescovo d'Avila in Ispagna. Capo di una Setta
nominata i Priscillianisti, t. V, p. 300. Sua condanna
insieme a quella de' suoi compagni, t. V, p. 303.
PRISCO, lo storico, amico di Massimino. Coglie l'occasione della
sua ambasciata per esaminare da vicino la vita domestica di
Attila, t. VI, P. 393.
PROBO, della famiglia Anicia, Dopo il saccheggio di Roma si
ricovera sulle coste dell'Affrica, t. VI, p. 184.
PROBO, suo carattere e sua elevazione al trono, t. II, p. 69.
Sua condotta rispettosa verso il Senato, t. II, p. 70.
Vittorie da lui riportate sopra i Barbari, t. II, p. 72.
Libera la Gallia dall'invasione dei Germani, t. II, p. 73.
Porta le armi nella Germania, t. II, p. 75. Muraglia
fabbricata per suo ordine dal Reno al Danubio, t. II, p. 76.
Incorpora i Barbari fra le milizie romane, t. II, p. 78.
Estingue molte rivoluzioni nell'Oriente e nella Gallia colle
sue guerre, t. II, p. 80. Riceve gli onori del trionfo, t.
II, p. 83. Paralello tra la severa disciplina voluta da
Aureliano, e la più mite abbracciata da Probo, t. II, p. 84.
È barbaramente massacrato dalle sue truppe, t. II, p. 85.
Autorità del Senato perita con Probo, t. II, p. 87.
PROCLO. Si assicura che adoperasse dei medesimi mezzi
d'Archimede per distruggere nel porto di Costantinopoli i
vascelli dei Goti, t. VII, p. 353. Suoi successori, t. VII,
p. 354. Ultimo dei filosofi, t. VII, p. 355.
PROCOPIO. Sua ribellione contro l'Imperatore Valente, t. V, p.
22. Sua disfatta e morte, t. V, p. 27.
PROCOPIO, retore. Suo carattere e suoi scritti, t. VII, p. 7.
Compagno e Storico di Belisario, t. VII, p. 365.
-Proculiani.- Setta a' suoi tempi famosa, che divideva co'
Sabiniani la giurisprudenza romana, t. VIII, p. 191.
PROCULO, generale romano. Eccita le rivolte nella Gallia, t. II,
p. 82. Soccombe sotto il genio superiore dell'Imperatore
Probo, t. II, p. 83.
PROMOTO, generale d'infanteria che salvato avea l'Impero,
respingendo l'invasione degli Ostrogoti, tom. VI, p. 8.
-Propontide- (la). Descrizione di questa provincia, t. III, p.
240.
-Province- romane. Divise fra l'Imperatore ed il Senato, t. I,
p. 95. Governatori in esse spediti, t. I, p. 255.
-Puglia.- Conquistata dai Normanni, t. XI, p. 127. Oppressione
di questa provincia, t. XI, p. 131.
PULCHERIA, Imperatrice d'Oriente. Suo carattere e sua
amministrazione, tom. VI, p. 315. Erede del coraggio e dei
talenti del gran Teodosio, t. VI, p. -ivi-. Fa sposare
Eudossia a suo fratello Teodosio il Giovane, t. VI, p. 318.
Sue controversie con questa principessa, e sua vendetta, t.
VI, p. 323. Suo matrimonio con Marciano, t. VI, p. 327. Sua
morte, t. VI, p. 510.
Q
-Quadi.- Guerra contro di questo popolo, t. III, p. 421. Loro
guerra a' tempi di Valentiniano, t. V, p. 103.
QUINTILII (fratelli). Vittime della crudeltà di Commodo, t. I,
p. 132.
QUINTILIO. Sua usurpazione e sua caduta, t. II, p. 17.
R
RADAGAISO, Re de' Germani confederati. Invade l'Italia, t. VI,
p. 79. Assedia Firenze, t. VI. p. 81. Minaccia Roma, t. VI,
p. 82. Il suo esercito è vinto e distrutto da Stilicone, t.
VI, p. -ivi-. La morte di questo illustre prigioniero
disonora il trionfo di Roma e del Cristianesimo, t. VI, p.
86.
RADIGERO, Re de' Varni, tribù dei Germani che abitavano i
dintorni del Reno e dell'Oceano, t. VII, p. 167.
RAIMONDO di Tolosa, t. XI, p. 305.
-Ravenna.- Assedio di questa città operato da Belisario, tom.
VII, p. 387. Cenni su l'Esarcato, tom. VIII, p. 312.
RECAREDO, primo re cattolico. Dal suo regno sino a quello di
Witiza furono celebrati sedici Concilii nazionali, t. VII,
p. 65.
-Religione cristiana.- Suoi progressi, ed importanza di tale
ricerca, t. II, p. 245. Cinque cagioni dell'accrescimento
del Cristianesimo, t. II, p. 247. Intolleranza de' primitivi
Fedeli provenuta dalla religione giudaica, t. II, p. 247.
Zelo di religione più liberale nei primitivi tempi, t. II,
p. 253. Abborrimento in cui ebbero i primi Cristiani la
idolatria, t. II, p. 268. Esteso anche agli uffizii e
pratiche del civil vivere, t. II, p. -ivi-. Alle arti, t.
II, p. 270. Alle pubbliche feste, t. II, p. 271. Opinioni
sulla fine del Mondo, t. II, p. 279. Dell'incendio di Roma e
del Mondo, t. II, p. 282. Tali timori utili a' progressi
della religione cristiana, t. II, p. 283. Ricapitolazione
delle cinque cagioni, t. II, p. 327. Debolezza del
politeismo, t. II, p. 329. Lo scetticismo del Mondo pagano
riuscì favorevole alla nuova religione; come pure la pace e
l'unione dell'Impero romano, t. II, p. 331. Prospetto
istorico dei progressi della religione cristiana in Oriente,
t. II, p. 332. Chiesa d'Antiochia, t. II, p. 334. Egitto, t.
II, pag. 336. Roma, t. II, p. 337. Affrica e province
Occidentali, t. II, p. 337. Paesi posti oltre i confini
dell'Impero romano, t. II, pag. 341. La religione cristiana
è odiata dagli Imperatori romani, t. III, p. 6. Cagioni da
cui questi potevano essere mossi, t. III, p. 7. La religione
cristiana accusata d'ateismo è mal conosciuta dal popolo e
dai filosofi, t. III, p. 12. Le assemblee che si teneano dai
suoi seguaci riguardate come adunanze di cospiratori, t.
III, p. 16. La religione cristiana si propaga nell'Armenia,
t. III, p. 365. È rispettata dai Goti, t. VI, p. 174.
Esposizione generale della persecuzione nell'Affrica, t.
VII, p. 50. Frode de' Cattolici, t. VII, p. 57. Si diffonde
nel Nord, t, XI, p. 105.
-Religione ebraica.- Rapidità de' suoi progressi, t. II, p. 247.
Più opportuna alla difesa che alla conquista, t. II, p. 251.
Ostinazione degli Ebrei convertiti e ragioni della medesima,
t. II, pag. 254. Chiesa Nazarena di Gerusalemme, t. II, p.
256. Ebioniti, t. II, pag. 259. Gnostici, t. II, p. 261.
Altre Sette ebree; progressi ed effetti che produssero nel
Mondo, tom. II, p. 264.
-Reliquie.- Il Clero, istrutto dall'esperienza, che le reliquie
de' Santi più valevano che non l'oro e le pietre preziose,
si sforza di accrescere con esse il tesoro della Chiesa,
tom. V, p. 393.
-Rezia.- Divisione dell'Illiria, e come governata, tom. I, p.
33.
RICCARDO, re d'Inghilterra, nella Palestina, t. XI, p. 432.
Trattato conchiuso dal medesimo e sua partenza, t. XI, p.
437.
RICIMERO, Capo dei Barbari; sua origine, suoi servigi e suo
potere, t. VI, p. 485. Depone Avito, t. VI, p. 486. S'oppone
all'Impero di Maioriano, t. VI, pag. 487. Governa l'Italia
col titolo di Patrizio, t. VI, p. 490. Sacrifica Maioriano
alla sua ambizione, t. VI, p. 503. Regna in Occidente sotto
il nome di Severo, t. VI, p. -ivi-. Il suo orgoglio umiliato
alla Corte di Costantinopoli, t. VI, p. 508. Sua discordia
con Antemio, t. VI, pag. 531. Saccheggia Roma, t. VI, p.
534. Sua tirannia e sua morte, t. VI, p. 536.
RIENZI-GABRINI (Nicola). Sua nascita, carattere e divisamenti
patriottici, t. XIII, p. 222. Si arroga il governo di Roma,
t. XIII, pag. 227. Assume il titolo e gli ufizi di Tribuno,
t. XIII, p. 229. Leggi del -Buono Stato-, t. XIII, p. -ivi-.
Libertà e prosperità della repubblica di Roma, t. XIII, p.
232. Il Tribuno rispettato in Italia, t. XIII, p. 235.
Celebrato dal Petrarca, t. XIII, p. 237. Suoi vizi e sue
follie, t. XIII, p. 238. Ricevuto cavaliere, t. XIII, p.
240. Sua incoronazione, t. XIII, p. 243. Incute spavento ai
Nobili di Roma che lo detestano, t. XIII, p. 244. Questi si
armano contro il Rienzi, t. XIII, p. 247. Abdica il governo,
e fugge dal palazzo dello Stato, t. XIII, p. 250. Varie
sommosse accadute in Roma, t. XIII, p. 252. Nuove avventure
del Rienzi, t. XIII, p. 254. Prigioniere ad Avignone, t.
XIII, pag. 255. Spedito a Roma col titolo di Senatore, t.
XIII, p. 256. Muore nello stesso anno, t. XIII, p. 259.
-Riflessioni- d'ignoto autore sopra i capitoli 17, 18, 19, 20,
21, 22, 23, 24, e 25 della Storia della decadenza e rovina
dell'Impero romano di Edoardo Gibbon, divise in tre lettere
dirette ai signori Foothead e Kirk, Inglesi cattolici, t. V,
p. 113. Altre del medesimo sopra i capitoli 26, 27, e 28
della medesima Storia, divise pure in tre lettere dirette
agli stessi Signori, t. V, p. 402. Altre del medesimo sopra
i capitoli 29, 30, 31, della stessa Storia in una lettera
diretta agli stessi signori, t. VI, p. 232.
-Riforma;- indole e conseguenze, t. XI, p. 40.
ROBERTO Guiscardo. V. Guiscardo.
-Rogaziani.- Setta la quale sosteneva che Cristo non
riconoscerebbe la purità della sua dottrina che nella
Mauritania Cesarea, tom. IV, p. 81.
-Roma.- Sua libertà, tom. I, p. 50. Trionfante e soggiogata
dalle arti della Grecia, t. I, pag. 59. Suoi monumenti, t.
I, p. 66. Dissensioni civili fomentate dalla sua politica
nella Germania, t. I, p. 349. Fame e peste in questa città,
t. I, p. 414. Cerimonie superstiziose, t. II, p. 27. Sue
fortificazioni, t. II, p. 28. Rivolta in occasione della
riforma della moneta, ed osservazioni in tale proposito, t.
II, p. 50. Giuochi del Circo e dell'anfiteatro sotto i regni
di Carino e di Numeriano, t. II, p. 95. Roma cessa d'essere
la Capitale dell'Impero, t. II, p. 145. Suo abbassamento, t.
II, p. 149. Malcontento in tale proposito, t. II, p. 182.
Progressi del Cristianesimo in Roma, t. II, p. 337. Incendio
di questa città sotto il regno di Nerone, t. III, p. 25.
Prefetti di Roma, t. III, pag. 280. Torbidi religiosi, tom.
IV, p. 158. Il popolo esclama: -un Dio, un Cristo, un
Vescovo-, t. IV, p. -ivi-. Indagini fatte in Roma pel
delitto di magìa, t. V, p. 29. Stato del Paganesimo, t. V,
p. 359. Conversione di Roma, t. V, p. 366. Minacciata dai
Germani, e liberata da Stilicone, t. VI, pag. 82. Marcia di
Alarico contro questa città, t. VI, pag. 116. Annibale alle
sue porte, t. VI, p. 119. Sua nobiltà, t. VI, pag. 125. Suoi
bagni e suoi giuochi pubblici, t. VI, pag. 146. Sua
popolazione, tom. VI, p. 149. Primo assedio fatto dai Goti,
t. VI, pag. 153. Fame, t. VI, p. 154. Peste e superstizione,
t. VI, p. 156. Liberazione dall'assedio e negoziazioni
inutili, t. VI, p. 157. Secondo assedio, t. VI, p. 166.
Terzo assedio e saccheggio di Roma, t. VI, p. 173.
Devastazione ed incendio di questa città, t. VI, pag. 176.
Schiavi o fuggitivi, t. VI, p. 181. Saccheggio di Roma dato
dalle truppe di Carlo V, t. VI, p. 185. Pace coi Goti, e
regolamento per sollevare questa città dai passati
infortunii, t. VI, p. 192. Saccheggiata nuovamente dai
Vandali, t. VI, pag. 471. Sua prosperità sotto Teodorico,
tom. VII, p. 230. Giustiniano abolisce il Consolato di Roma,
t. VII, p. 371. Entrata in questa città di Belisario; è
assediata dai Goti, t. VII, p. 428. Lutto generale della
città, t. VII, p. 438. Liberata dal giogo dei Barbari, t.
VII, p. 444. Nuovamente assediata dai Goti, t. VIII, p. 166.
Oppressione generale e crudele carestia, tom. VIII, p. 167.
I Goti padroni di Roma, t. VIII, p. 169. Ripresa da
Belisario, t. VIII, p. 173. Nuovamente dai Goti, t. VIII, p.
182. Espugnata da Narsete, t. VIII, p. 200. Miseria ed
avvilimento di questa città, t. VIII, p. 358. Tombe e
reliquie degli Apostoli, t. VIII, p. 402. Repubblica di
Roma; governo dei Papi, t. IX, p. 288. È investita dai
Lombardi, t. IX, p. 291. Liberata da Pipino, t. IX, p. 294.
Invasa dai Saracini, t. X, p. 379. Assediata da Enrico III,
Imperatore d'Oriente, t. XI, p. 172. Stato e rivoluzione di
Roma dopo il secolo duodecimo, t. XIII, p. 135. I successori
di Carlo Magno e degli Ottoni s'accontentano del titolo di
Re di Germania e d'Italia sino all'epoca in cui vennero
incoronati Imperatori di Roma, t. XIII, p. 137. Giuravano
essi tre volte di mantenere e proteggere la libertà di Roma,
t. XIII, p. 138. Rivolta di Roma contro i Papi, t. XIII, p.
145. Arnaldo di Brescia, monaco, è il primo che tenta di
risvegliare la libertà romana, t. XIII, p. 153. Sostiene,
che la clava e lo scettro appartengono al magistrato civile,
tom. XIII, p. 155. Ristabilimento della repubblica, t. XIII,
p. 157. Morte di Arnaldo di Brescia, t. XIII, p. 159. È
ristabilito il Senato, t. XIII, p. 160. Descrizione del
Campidoglio, t. XIII, p. 163. Monete, t. XIII, p. 164.
Prefetto della città, t. XIII, p. 166. Forma d'elezione dei
membri del Senato, tom. XIII, p. 167. Branca Leone, podestà,
t. XIII, p. 171. Carlo d'Anjou successore, t. XIII, p. 173.
Luigi di Baviera, Imperatore romano, accetta quest'ufficio
municipale nell'amministrazione della sua propria Metropoli,
t. XIII, p. 175. Corrado III, t. XIII, p. -ivi-. Federico
Barbarossa suo successore, t. XIII, p. 177. Discorso fatto a
questo Imperatore dagli ambasciadori di Roma, t. XIII, p.
177. Orgoglio dei nobili o baroni romani, t. XIII, p. 203.
Litigio dei Colonna e degli Orsini, t. XIII, p. 207.
Ristabilimento della libertà e del governo di Roma operato
dal Tribuno Rienzi, t. XIII, p. 222. Carlo IV scende dalle
Alpi per farsi incoronare Imperatore e Re d'Italia, t. XIII,
p. 259. Mali di Roma, t. XIII, p. 270. Ultima rivoluzione di
Roma, t. XIII, p. 278. Federico III, ultimo Imperatore di
Germania coronato in Roma, t. XIII, p. 280. Statuti e
governo di Roma, t. XIII, pag. -ivi-. Cospirazione di
Porcaro, t. XIII, p. 283. Disordini della nobiltà sotto il
regno di Sisto IV, t. XIII, p. 287. La maggior parte
d'Italia riconosce la sovranità dei Papi di Roma, t. XIII,
p. 289. Vantaggi e difetti del governo ecclesiastico, t.
XIII, p. 293. Descrizione che fa il Poggi delle rovine di
Roma, tom. XIII, pag. 298. Deperimento per grado delle opere
dell'antichità, t. XIII, p. 302. Quattro cause di
distruzione, t. XII, p. 304. I. Guasti operati dal tempo e
dalla natura, t. XIII, p. -ivi-. II. Devastazioni dei
Barbari, t. XIII, p. 309. III. Uso ed abuso de' materiali
che offrivano i monumenti romani, t. XIII, p. 312. I marmi
di Ravenna e di Roma decorarono il palazzo fabbricato da
Carlo Magno a Aix La Chapelle, t. XIII, p. 315. Le guerre
intestine dei Romani, t. XIII, p. 319. Colosseo o anfiteatro
di Tito, t. XIII, p. 324. Giuochi di Roma, t. XIII, p. 321.
Combattimento del toro al Colosseo, t. XIII, p. 327. Guasti
del Colosseo, t. XIII, p. 330. Consacrazione del Colosseo,
t. XIII, p. 332. Ignoranza e barbarie dei Romani, t. XIII,
p. -ivi-. Riparazioni ed abbellimenti di Roma sotto il Papa
Martino V, t. XIII, p. 336. Bellezza e splendore della nuova
città, XIII, p. 337.
-Romani.- Quarant'anni dopo la riduzione dell'Asia, ottantamila
Romani furono in un sol giorno massacrati per ordine del
crudele Mitridate, t. I, p. 54. Loro felicità sotto principi
saggi e virtuosi, t. I, p. 118. Natura precaria della
medesima, t. I, p. -ivi-. Somma loro miseria sotto i
tiranni, t. I, p. 120. Spirito illuminato dei Romani e
memorie della loro libertà, t. I, pag. 121. L'estensione del
loro Impero toglieva loro ogni asilo, t. I, pag. 123. Loro
pace e prosperità sotto Settimio Severo, t. I, p. 118.
Oppressi da Caracalla, t. I, p. 200. Felicità generale sotto
Alessandro Severo, t. I, p. 228. Osservazioni sulle loro
finanze, dai bei secoli della repubblica sino al regno di
questo principe, t. I, p. 236. Oppressione sotto Massimino,
t. I, p. 258. Guerre coi Persiani, t. I, pag. 305. Conquista
di Hosroene, t. I, p. 308. Guerra persiana, t. I, p. 309.
Alleanza coi Goti contro Attila, t. VI, p. 432. Privilegi
dei Romani nella Gallia, t. VII, p. 136. Nuova guerra
persiana, t. VII, p. 340. Carattere dei Romani, secondo S.
Bernardo, t. XIII, p. 152. Spediscono ambasciadori a Corrado
III, e a Federico I, t. XIII, p. 175. Distruggono le città
poste in vicinanza di Roma, t. XIII, p. 181. Battaglia di
Toscolano, t. XIII, p. 184. Battaglia di Viterbo, t. XIII,
p. 185.
ROMANO. Comandante militare nell'Affrica. La sua tirannia eccita
una rivoluzione, t. V, p. 79. Sua impunità, t. V, p. 86.
ROMANO I, Lecapeno, t. IX, p. 196.
ROMANO II, Argiro, t. IX, p. 207.
ROMANO III, Diogene, imperatore d'Oriente, t. IX, p. 205.
Sconfitto dai Turchi, t. XI, p. 233. Fatto prigioniere e
liberato, tom. XI, p. 236. Sua morte, t. XI, p. 240.
ROMANO VI il Giovane, t. IX, p. 199.
ROSMUNDA, moglie d'Alboino re de' Lombardi. Fa assassinare suo
marito, tom. VIII, p. 195. Sua fuga e morte, t. VIII, p.
298.
RUFINO, favorito di Teodosio. Suo carattere ed amministrazione,
t. VI, p. 7. Sue crudeltà, t. VI, p. 9. Opprime l'Oriente,
t. VI, p. 12. Deluso nella speranza di maritare sua figlia
coll'Imperadore Arcadio, t. VI, p. 15. Sua caduta e morte,
t. VI, p. 25. Discordia fra i due Imperi, t. VI, p. 26.
RUGGERO il Conte. Conquista la Sicilia, t. XI, p. 150. Invade
l'impero d'Oriente, t. XI, p. 155.
RUGGERO, gran Conte di Sicilia. Suo regno e sua ambizione, t.
XI, pag. 181. Duca della Puglia, t. XI, p. 182 Primo re di
Sicilia, t. XI, p. 183. Sue conquiste nell'Affrica, t. XI,
p. 185. Invade la Grecia, t. XI, p. 188. Il suo ammiraglio
libera Luigi VII, re di Francia, t. XI, pag. 189. Insulti
portati sotto le mura di Costantinopoli, t. XI, p. 190.
Respinto dall'Imperatore Manuele, tom. XI, p. 191.
RURICIO Pompejano, comandante a Verona, t. II, p. 208. Disfatto
da Costantino e trovato fra i morti, t. II, p. 210.
-Russia.- Uso singolare nel matrimonio del Czar, t. IX, p. 67.
Origine della sua Monarchia, t. XI, p. 80. Geografia e
commercio di questo paese, t. XI, p. 85. Spedizioni navali
de' Russi contro Costantinopoli, tom. XI, p. 89. Prima, t.
XI, p. 91. Seconda, t. XI, p. 92. Terza, t. XI, p. 93.
Quarta, t. XI, p. 94. Negoziazioni e profezie, tom. XI, p.
-ivi-. Regno di Swatoslao, t. XI, p. 96. Disfatta de' Russi
data da Giovanni Zimiscè, t. XI, p. 99. Sua conversione,
tom. XI, pag. 101. Battesimo di Olga, t. XI, p. 102. Di
Wolodimiro, t. XI, p. 104.
S
-Sabei.- Loro introduzione presso gli Arabi, t. X, p. 39.
-Sabellianismo-, t. IV, p. 99.
SALADINO, Sultano. Regno e carattere di questo principe, t. XI,
p. 414. Conquista il regno di Gerusalemme, tom. XI, p. 420.
Prende la città nel medesimo anno, t. XI, p. 423. Assedia
Tiro e San Giovanni d'Acri, tom. XI, p. 428. Sua morte, t.
XI, p. 440.
-Salerno-, sua scuola, t. XI, p. 148.
-Salona- nella Dalmazia. Descrizione di questa città e de' suoi
dintorni, t. II, p. 164. Palazzo di Diocleziano, t. II, p.
166.
-Samanidi-, t. X, p. 399.
SAPORE re di Persia. Sue vittorie sui Romani, t. I, p. 401.
Invade la Sorìa, la Cilicia e la Capadoccia, t. I, p. 403.
Arditezza e successi di Odenate contro di lui, t. I, p. 405.
Storia singolare delle sue avventure, t. III, p. 362. Dopo
la morte di Costantino dichiara la guerra ai Romani, tom.
III, pag. 364. Carnificina che ne fa, t. III, p. 369. Suo
figlio preso dai Romani nel suo campo, frustato, posto alla
tortura, e pubblicamente ucciso, t. III, pag. 370. Sue
negoziazioni con Costanzo, t. III, pag. 425. Invade la
Mesopotamia, t. III, p. 428. Assedia Amida, t. III, p. 430.
Poi Singara, t. III, p. 433. Condotta dei Romani, t. III, p.
435. Vinto dai Romani sulle rive del Tigri; riprende forza,
li sconfigge e li costringe a ritirarsi, t. IV, p. 348.
Entra nell'Armenia, e conduce prigioniera la regina Olimpia,
t. V, p. 89. Sua morte, t. V, p. 91.
-Saracini.- Loro condotta nella guerra di Sorìa, t. X, p. 179.
Loro progressi in Affrica, t. X, p. 263. Assediano
Costantinopoli, t. X, p. 317. Abbandonano quella città, t.
X, p. 328. Invadono la Francia, e sono disfatti da Carlo
Martello, t. X, p. 340. Si ritirano davanti i Francesi, t.
X, p. 343. Soggiogano le isole di Creta e di Sicilia, t. X,
p. 374. Invadono Roma, t. X, p. 379. Loro carattere e loro
tattica, t. X. pag. 465. Loro lotta in Italia coi Franchi,
t. XI, p. 109.
-Sardica.- Sua assemblea, t. IV, p. 133.
-Sarmati.- Costumi di questi popoli, t. III, p. 347. Loro
stabilimento vicino al Danubio, t. III, p. 349. Sostenuti da
Costantino nella loro guerra contro i Goti, t. III, p. 351.
Loro espulsione, t. III, p. 354. Guerra loro fatta da
Giuliano, t. III, p. 421. Costanzo gli fa guerra, e gli dà
un re, t. IV, p. 404. Loro scorrerie nella Pannonia e
nell'Illirico, t. V, p. 103. Loro guerra a tempi di
Valentiniano, t. V, p. 103.
-Sassoni.- Loro origine e loro stato a' tempi di Valentiniano,
t. V, p. 64. Loro discesa, t. VII, pag. 147. Stabilimento
dell'Enarchia Sassonica, t. VII, p. 149.
SATURNINO. Sua ribellione nell'Oriente, t. II, p. 81.
SCANDERBEG, principe Albanese. Sua nascita ed educazione, t.
XIII, p. 36. Tradisce il Sultano, e fa la guerra ai Turchi,
t. XIII, p. 38. Suo valore, t. XIII, p. 40. Sua morte, t.
XIII, p. 42.
-Schiavoni.- A' tempi di Giustiniano, t. VIII, p. 13. Loro
scorrerie, tom. VIII, p. 16.
-Scisma- Greco dopo il Concilio di Firenze, t. XIII, p. 10.
-Scisma- d'Occidente, t. XIII, p. 269. Negoziazione per la pace
e per la riunione degli Scismatici, tom. XIII, p. 271.
-Sciti-, ossia Tartari. Loro costumi pastorali, tom. V, p. 174.
Loro vitto, t. V, p. 176. Abitazioni, t. V, pag. 179.
Esercizii, t. V, pag. 181. Governo, t. V, p. 184. Loro
guerre a tempi di Teodosio il Giovane, t. VI, p. 379. Stato
degli schiavi, t. VI, p. 382.
-Scizia-, o -Tartaria-. Sua situazione ed estensione, t. V, p.
187. Conquiste degli Unni nella Scizia, t. V, pag. 192. Sue
rivoluzioni, t. VI, p. 75. Sottomessa da Attila, t. VI, p.
371.
-Scotti- e -Pitti- a' tempi di Valentiniano, tom. V, p. 69. Loro
invasione della Brittania, t. V, p. 73.
SEBASTIANO, usurpatore. Sua caduta e decapitazione, t. VI, p.
208.
-Selgiucidi.- Loro parteggiamento dell'Impero, t. XI, p. 248.
Fondano il regno di Rum, t. XI, p. 252.
-Senato- romano. Sua riforma sotto Augusto, t. I, p. 90. Le
province romane divise fra lui e l'Imperatore, t. I, p. 96.
Il diritto d'eleggere i Magistrati conferito da prima al
popolo, poi attribuito a questo corpo, t. I, p. 99. È fatto
utile e maneggevole strumento del dispotismo dei Cesari, t.
I, p. 101. Suo tentativo dopo la morte di Caligola, t. I, p.
108. Sua giurisdizione legale contro gl'Imperadori, t. I, p.
148. Dichiara infame la memoria di Commodo, dopo avergli
prostituite grandissime e vilissime lodi, t. I, p. 149.
Condanna a morte l'usurpatore Giuliano, e rende divini onori
a Pertinace, t. I, p. 172. I soldati di Caracalla lo
costringono ad annoverare questo principe nel numero degli
Dei, t. I, p. 206. Consacra all'infamia la memoria di
Elagabalo, t. I, p. 222. Dichiara l'Imperatore Massimino
pubblico nemico, e ratifica l'elezione fatta in Affrica dei
due Gordiani; assumendo intanto il comando di Roma e
dell'Italia, t. I, p. 265. Suoi preparativi onde sostenere
una guerra civile, t. I, p. 266. Dopo la morte di Gordiano
dichiara Imperatori Massimo e Balbino, t. I, p. 267.
Costretto dal popolo a nominare un terzo Imperatore, il
giovane Gordiano, t. I, p. 270. Respinge i Barbari appostati
sotto le mura di Roma, t. I, p. 386. Servizio militare
interdetto ai Senatori da Galieno, t. I, p. 387. Vendetta
presa dai Senatori contro la famiglia e gli amici di questo
principe, t. II, p. 11. Singolare contesa fra il Senato e
l'esercito per la scelta d'un Imperatore, t. II, p. 55.
Autorità e prerogative di questo corpo, t. II, pag. 62. Si
estingue l'una e le altre con Probo, t. II, p. 87.
Abbassamento del Senato, t. II, p. 149. Eccitano i Senatori,
e favoreggiano il pubblico malcontento contro gli Imperatori
d'Italia, t. II, p. 183. Domandano il ristabilimento
dell'altare della Vittoria, t. V, p. 363.
-Serapide-, di cui in Alessandria vi era un tempio. Questa
divinità non sembra che avesse un culto particolare, o che
appartenesse alla superstizione degli Egizii, t. V, p. 375.
Descrizione del suo Tempio, t. V, p. 376. La sua statua
colossale avvolta nelle rovine del suo tempio e della sua
religione, t. V, p. 379.
-Seta.- Uso della seta presso i Romani, t. VII, p. 290.
Trasporto della seta dalla Cina per terra e per mare, t.
VII, p. 295.
-Sette- Cristiane. Loro indole generale, t. IV, p. 169.
SEVERO, favorito di Galerio, dichiarato Augusto da questo
principe, t. II, p. 181. Viene a Roma, e vi trova gli animi
avversi alla sua autorità, tom. II, p. 185. Fugge a Ravenna;
sua disfatta e sua morte, t. II, p. 186. Crudeltà di Licinio
esercitata contro i figli di questo principe, tom. II, p.
221.
SEVERO Alessandro; dichiarato Cesare da Elagabalo, è ben presto
spogliato di questo titolo e degli onori, e vien protetto
dalle guardie Pretoriane, t. I, p. 219. Suo esaltamento al
trono, t. I, p. 223. Potere di sua madre Mammea, t. I, p.
323. Sua amministrazione saggia e moderata, tom. I, p. 225.
Sua educazione, e suo virtuoso carattere, t. I, p. 226.
Giornale della sua vita, t. I, p. 226. Fa la felicità dei
Romani, t. I, p. 228. Rifiuta il nome di Antonino, t. I, p.
-ivi-. Intraprende la riforma dell'esercito, t. I, p. 229.
Rivolta delle guardie Pretoriane; a' suoi piedi e nel suo
proprio palazzo vien massacrato il Prefetto Ulpiano, t. I,
p. 230. Dione Cassio lo Storico da lui sottratto al furore
de' Pretoriani medesimi, t. I, p. 231. Tumulto delle
legioni; sua singolar fermezza in quest'occasione, t. I, p.
232. Difetti del suo regno e del suo carattere, t. I, pag.
234. È assassinato dalle sue truppe, t. I, p. 255. Sua
pretesa vittoria sui Persiani, t. I, p. 310. Stato dei
Cristiani sotto il regno di questo principe, e de' suoi
successori, t. III, p. 97.
SEVERO Libio. Imperatore di Occidente. Suo regno oscuro e senza
gloria, t. VI, p. 503.
SEVERO Settimio. Generale dell'armata della Pannonia, si
dichiara contro l'usurpatore Giuliano, t. I, p. 162. Suo
carattere, t. I, p. 167. Dichiarato Imperatore dalle
legioni, t. I, p. 168. Sua marcia in Italia, tom. I, p. 169.
S'avanza sino a Roma, t. I, p. -ivi-. Viene riconosciuto dal
Senato, t. I, p. 171. Nega la sua protezione a' Pretoriani,
t. I, p. 172. Suoi successi contro Negro ed Albino, t. I,
pag. 174. Esito delle guerre civili, t. I, p. 177. Deciso da
una o due battaglie, t. I, p. 178. Sua animosità contro il
Senato, t. I, p. 181. Saviezza e giustizia del suo governo,
t. I, p. 182. Pace e prosperità generale, t. I, p. 183.
Rilasciamento della militar disciplina, t. I, p. -ivi-.
Forma una nuova guardia Pretoriana, t. I, p. 185. Fa
massacrare alla sua presenza Plauziano, suo ministro e
favorito, t. I, p. 186. Opprime il Senato con un dispotismo
militare, tom. I, p. 187. Nuove massime della prerogativa
imperiale, t. I, p. -ivi-. Sua grandezza e suoi dispiaceri,
t. I, p. 189. L'Imperatrice Giulia sua consorte, t. I, p.
-ivi-. I due loro figli Caracalla e Geta, t. I, p. 191. Loro
scambievole avversione, t. I, p. -ivi-. Tre Imperatori, t.
I, p. 172. Morte di Severo Settimio, t. I, p. 195.
SIAGRO, Re de' Romani, disfatto da Clodoveo, t. VII, p. 79. Sua
morte, t. VII, p. 80.
-Siberia.- Cenni su questa provincia, t. XII, p. 305.
-Sicilia.- Disordini di questa Isola, t. I, p. 416. Invasa e
soggiogata da Belisario, t. VII, p. 414. Dagli Arabi, t. X,
p. 377. Conquistata da Ruggero, t. XI, p. 150.
Dall'Imperatore Enrico VI, t. XI, p. 203. Se ne impadronisce
Carlo d'Anjou, fratello di S. Luigi, t. XII, p. 211.
Tiranneggia i Siciliani, t. XII, p .212. Rivolta de'
Siciliani animata da Michele Paleologo, t. XII, p. 213.
Incoraggiata da Procida, t. XII, p. 215. Vespero Siciliano,
tom. XII, p. 217. Pietro d'Aragona, Re di Sicilia, t. XII,
p. 218. Morte di Carlo d'Anjou, t. XII, p. 219.
-Soffaridi-, t. X, p. 398.
SOFIA (Santa). Chiesa in Costantinopoli. Sua fabbrica, t. VII,
p. 319. Sua descrizione, t. VII, p. 321. Marmi, t. VII, p.
323. Ricchezza, t. VII, p. 325.
SILVANO. Suo fine infelice t. III, p. 416.
SILVERIO Papa. Sua intelligenza coi Goti di renderli padroni di
Roma: suo esilio, t. VII, p. 441.
SIMMACO, Senatore Romano. Sua ambasciata a Teodosio per
addimandargli il ristabilimento dell'altare della Vittoria,
t. V, p. 363. Esiliato, t. V, p. 366. Sua morte, t. VII, p.
252.
SOLIMANO. Figlio di Baiazetto, t. XII, p. 398.
-Sorìa.- Soggiogata dai Romani, t. I, p. 37. Spedizione
d'Aureliano, t. II, p. -ivi-. Invasa da Cosroe I, Re di
Persia, t. VIII, p. 46. Conquistata da Cosroe II, t. VIII,
p. 388. Invasa dagli Arabi, t. X, p. 178. Assedio di Bosra,
t. X, p. 172. Di Damasco, t. X, p. 185. Battaglia
d'Aiznadin, t. X, p. 188. Damasco presa d'assalto dopo di
essere stata presa per capitolazione, tom. X, p. 195. Si
inseguono i suoi abitanti, t. X, p. 197. Fiera d'Abila, t.
X, p. 200. Assedio d'Eliopoli e d'Emesa, t. X, p. 203.
Battaglia d'Iermuck, tom. X, p. 207. Conquista di
Gerusalemme, t. X, p. 211. D'Aleppo e d'Antiochia, t. X, p.
216. Fine della guerra di Sorìa, t. X, p. 225. Progressi de'
vincitori, t. X, p. 228. Invasa da Niceforo Foca e da
Zimiscè, t. X, p. 407. I Greci riprendono Antiochia, t. X,
p. 408.
-Spagna.- Sua divisione in tre province Romane, tom. I, p. 29.
Vicende posteriori e Monarchia, t. I, p. 74. Sottomessa da
Costantino, t. VI, p. 96. Sue rivoluzioni, t. VI, p. 204.
Invasa dagli Svevi, dagli Alani e dai Vandali, t. VI, p.
211. Liberata dai Goti, t. VI, p. 216. Spedizione di
Teodorico, t. VI, p. 482. Conquiste de' Visigoti, t. VI, p.
524. Assemblea legislativa di questo paese, t. VII, p. 142.
Codice dei Visigoti, t. VII, p. 145. Conquista de' Romani,
t. VII, p. 405. Primi disegni degli Arabi sulla Spagna, t.
X, p. 276. Loro discesa, t. X, p. 280. Musa conquista la
Spagna, t. X, p. 289. Prosperità della Spagna sotto gli
Arabi, t. X, p. 297. Decadenza e rovina del Cristianesimo in
questo paese, t. X, p. 310.
SPEDALIERI Nicola. Saggio di confutazione dell'Istoria di Gibbon
spettante all'esame del Cristianesimo, t. III, p. 115.
SPIRITO SANTO. Processione di questa Persona dalla Santissima
Trinità, t. XII, p. 7.
STAURACIO, t. IX, p. 174.
STEFANO di Chartres, t. XI, p. 303.
STILICONE. Ministro e generale dell'impero d'Occidente; suo
carattere, t. VI, p. 18. Sua integrità nell'amministrazione
militare, t. VI, p. 20. Durante la minorità di Onorio e
d'Arcadio è a lui conferita la reggenza dei due imperi
d'Oriente e d'Occidente, t. VI, p. 22. Rufino suo rivale
fatto da lui assassinare, t. VI, p. 24. Intrighi ed
artificii contro di lui; dichiarato nemico dello Stato dal
Senato di Costantinopoli, tom. VI, p. 28. Sua condotta
all'epoca della rivolta di Gildone in Affrica, tom. VI, p.
29. Scaccia i Goti e i Germani dall'Italia, t. VI, p. 82.
Sue negoziazioni con Alarico, t. VI, p, 98. Intrighi del
Palazzo contro di lui, t. VI, p. 102. Sua disgrazia e sua
morte, t. VI, p. 104. Sua memoria resa infame, t. VI, p.
107.
-Storia- Bizantina. Suoi difetti, t. IX, p. 141. Sua unione
colle rivoluzioni del Mondo politico, t. IX, p. 143. Disegno
su questa Storia di Gibbon, t. IX, p. 144.
SVATOSLAO. Suo Regno, t. XI, p. 96. Sconfitta da lui avuta dalle
armi di Zimiscè, t. XI, p. 98.
-Svevi.- Loro origine e loro fama, t. I, p. 384. Diverse tribù
assumono il nome di Alemanni, t. I, p. -ivi-. Invadono la
Gallia e l'Italia, t. I, p. 385. Il Senato ed il popolo li
respingono da Roma, t. I, p. 385.
SULPICIANO, Governatore di Roma, ed avo di Pertinace. Sue
pretese al trono dopo la morte di questo Principe, t. I, p.
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