[329] -Invidiam tamen suscepti nominis C. P. imperatoribus super hoc
indignantibus magna tulit patientia, vicitque eorum contumaciam....
Mittendo ad eos crebras legationes, et in epistolis fratres eos
appellando.- (Eginardo c. 28. p. 128). E forse per cagion loro affettò
egli qualche ripugnanza coll'esempio d'Augusto a ricevere l'Impero.
[330] Teofane parla dell'incoronazione e dell'unzione di Carlo Καρουλλος
(-Chronograph.- p. 399), e del suo trattato di matrimonio con
Irene (p. 102) ignoto ai Latini. Il Signor Gaillard riporta i negoziati
di questo principe coll'Impero greco (t. II, p. 446-468).
[331] Osserva benissimo il Signor Gaillard, che quest'apparato non era
che una specie di farsa da fanciulli, ma che per altro era fatta al
cospetto e in grazia di fanciulli grandi.
[332] Si raffronti nei testi originali raccolti dal Pagi (t. III. A. D.
812. num. 7. A. D. 824, num. 10 ec.) la figura che fa Carlomagno e
quella del figlio. Quando gli ambasciatori di Michele, i quali per altro
furono riprovati, si volsero al primo, -more suo, id est lingua graeca
laudes dixerunt, imperatorem eum et βασιλεα appellantes-, e
all'ultimo applicarono quest'espressione: -vocato Imperatori Francorum-,
etc.
[333] -Vedi- questa lettera nei -Paralipomena- dell'anonimo autore
Salernitano (-Script. Ital.- t. II par. II. p. 243 254 c. 93-107) che fu
scambiato da Baronio (A. D. 871. num. 51-71) per Erchemperto, quando lo
copiò negli Annali.
[334] -Ipse enim vos, non- IMPERATOREM id est βασιλεα SUA LINGUA, SED
OB INDIGNATIONEM Ρηγα, -id est regem nostra vocabat.- (Luitprando,
-in Legat. in script. Ital.-, t. II. part. I p. 479). Il Papa esortò
Niceforo, Imperator dei Greci, a pacificarsi con Ottone, Augusto
Imperator de' -Romani.- QUAE INSCRIPTIO -secundum Graecos peccatoria
et temeraria.... Imperatorem inquiunt-, UNIVERSALEM, ROMANORUM,
AUGUSTUM, MAGNUM, SOLUM, NICEPHORUM, (p. 486).
[335] Si trova l'origine e i progressi del titolo di Cardinale nel
Tomassino (-Discipline de l'Eglise-, t. I. p. 1261-1298), nel Muratori
(-Antiquitat. Italiae medii aevi-, t. VI, Dissert. 61, p. 159-182) e nel
Mosheim (-Instit. Hist. eccles.-, p. 345-347), il quale indica
esattamente le forme della elezione e i cangiamenti successivi. I
Cardinali vescovi, tanto rispettati da Pier Damiano, sono caduti a
livello degli altri Membri del Sagro Collegio.
[336] -Firmiter jurantes, numquam se papam electuros aut ordinaturos,
praeter consensum et electionem Othonis et filii sui.- (Luitprando, l.
VI, c. 6. p. 472). Questa rilevante concessione può valere per
supplimento o per conferma al decreto del clero e del popolo romano con
tanta alterezza rigettato dal Baronio, dal Pagi e dal Muratori (A. D.
964), e sì bene propugnato e spiegato dal Saint Marc (-Abrégé-, t. II.
p. 808-816, t. IV, p. 1167-1185). Convien consultare questo storico
critico e gli Annali del Muratori sulla elezione o conferma d'ogni Papa.
[337] La storia e la legazion di Luitprando (-Vedi- p. 440, 450,
471-476, 479, ec.) dipingono con forza l'oppressione ed i vizi del clero
di Roma nel decimo secolo; è cosa assai strana vedere il Muratori inteso
a mitigare le invettive del Baronio contro i Papi; ma giova osservare
che quei Papi non erano stati eletti da Cardinali, ma da Laici.
[338] L'epoca a cui si riporta la papessa Giovanna (-papissa Johanna-) è
un po' anteriore a quella di Teodora e di Marozia; e i due anni del suo
papato immaginario sono notati fra Leon IV e Benedetto III; ma Anastasio
loro contemporaneo pone come indubitata cosa che l'elezion di Benedetto
succedesse immediatamente alla morte di Leone (-illico-, -mox.-, p.
247). Dall'esatta cronologia del Pagi, del Muratori e del Leibnitz son
collocati questi due avvenimenti nell'anno 857.
[339] Gli autori che sostengono esservi stata una papessa Giovanna
citano centocinquanta testimoni, o piuttosto centocinquanta eco del
quattordicesimo, del quindicesimo e del sedicesimo secolo. Moltiplicando
così le testimonianze somministrano una prova contro di sè e contro la
Leggenda; imperocchè ci dimostrano quanto sarebbe stato impossibile che
una storia sì stravagante non fosse ripetuta dagli scrittori d'ogni
fatta, dai quali doveva essere pienamente conosciuta. Un caso tanto
recente avrebbe fatto doppia impressione sull'animo di quelli del nono e
decimo secolo. Avrebbe mai Fozio trascurata una tale accusa? e
Luitprando avrebbe mai dimenticato uno scandolo simile? È inutile
discutere le varie lezioni di Martin Polonus, di Sigisberto di Gemblours
ed anche di Mariano Scotto; ma il passo della papessa Giovanna inserito
per sorpresa in qualche manoscritto od edizione del romano Anastasio è
d'una falsità palpabile.
[340] Questa storia debbe aversi per falsa, ma non però incredibile.
Supponiamo che il famoso cavalier Francese (La D'Eon), che ai nostri
giorni fece tanto rumore, fosse nata in Italia e fosse stata allevata
per la professione ecclesiastica; avrebbe potuto il merito e la fortuna
portarla sul trono di S. Pietro, ed ella avrebbe potuto darsi all'amore,
e sarebbe stata una disgrazia, ma non una cosa impossibile, che avesse
partorito in mezzo alla strada.
[341] Sino alla riforma fu ripetuta e creduta questa novella senza che
facesse ribrezzo a veruno; e la statua della papessa Giovanna stette
lungo tempo fra quelle dei Papi nella cattedrale di Siena (Pagi,
-Critica- t. III. p. 624-626). Bensì questo romanzo è stato distrutto da
due dottissimi protestanti Blondel e Bayle (-Dictionnaire critique- Art.
PAPESSE, POLONUS, BLONDEL); ma la lor Setta rimase scandalezzata di
questa giusta e ragionevole critica. Spanheim e Lenfant si studiano di
mantenere questo miserabile soggetto di controversia, e lo stesso
Mosheim vuol pure conservarne qualche dubbio (p. 289).
[342] -Si poteva, omettere questo sarcasmo intorno per altro a' fatti
veri, e riferire in vece semplicemente le parole dell'ingenuo storico
Cardinal Baronio, che senza negare i fatti, il che non poteva farsi,
toglie e leva ogni macchia, che per essi apparentemente sembra venire
alla Santa Sede romana.- Quam foedissima ecclesiae romanae facies, cum
Romae dominarentur potentissimae aeque ac sordidissime meretrices, cujus
arbitrio mutarentur sedes, darentur Episcopi, e intruderentur in sedem
Petri earum, amatores Pseudo-Pontifices, qui non sunt nisi ad
conservanda tantum tempora in Cathalogo Romanorum Pontificum scripti.
Baronio Annali anno 962. (Nota di N. N.)
[343] -Lateranense palatium.... prostibulum meretricum.... Testis omnium
gentium, præter quam Romanorum, absentia mulierum, quæ sanctorum
apostolorum limina orandi gratia timent visere, cum nonnullas ante dies
paucos, hunc audierint conjugatas viduas, virgines vi oppressisse.-
(Luitprando, -Hist.-, l. VI. c. 6. p. 471. Vedi pure per ciò che
riguarda al libertinaggio di Giovanni XII. p. 471-476.)
[344] -Bisognava dire questo monaco zelante. È necessario per altro
convenire, in mezzo al conflitto di tanti scrittori partigiani, o
avversarii, del troppo famoso Papa Gregorio VII, che il primo de' suoi
due progetti, rettamente definito dall'autore dottissimo, è
giustificabile pienamente se si riguardi in ispeciale modo a tumulti, a
mali, a guerre che dall'influenza, e potere dagli Imperatori Germanici,
e dai partiti de' preti, e del popolo venivano quasi ad ogni elezione
all'eccelsa Sede papale; e che il secondo, il quale pur troppo le molte
volte ebbe luogo ne' tempi posteriori a Gregorio, secondo l'ardimento,
l'indole dei Papi, le circostanze, la timidità, le prevenzioni di
principi, e l'ignoranza in genere, e sempre recando terribili turbolenze
sanguinose, e disastri, e lunghe guerre in tutta Europa, a danno dei
diritti dei re, delle nazioni, e delle leggi degli Stati, è da
condannarsi grandemente, siccome hanno pensato e pensano oggidì tutti i
saggi illuminati monarchi, ed i prudenti governi, principiando da S.
Luigi IX re di Francia, che ricusò l'Impero d'Alemagna offertogli dal
Papa Gregorio IX che ne aveva spogliato Federico II.- (Nota di N. N.)
[345] Si può citare per un nuovo esempio de' mali originati
dall'equivoco, il -beneficium- (Ducange, t. 1, p. 617, etc.) che il Papa
concedette all'Imperatore Federico I, poichè il vocabolo latino potea
significare tanto un feudo legale quanto un favore o beneficio. V.
Schmidt, -Hist. des Allemands- t. III, p. 393-408; Pfeffel, -Abrégé
chronologique-, t. I, p. 229, 296, 317, 324, 420, 430, 500, 506, 509,
etc.
[346] -Vedi- su la Storia degl'Imperatori, in ciò che concerne Roma e
l'Italia, il Sigonio (-de Regno Italiae Opp.- t. II, colle note del
Saxius) e gli Annali del Muratori, il quale per altro poteva con più
precisione citare gli Autori nella sua gran Raccolta.
[347] -Vedi- la dissertazione del Le Blanc in fine del suo trattato
delle -Monete di Francia-, ove dà contezza di alcune monete romane
d'Imperatori francesi.
[348] -Romanorum aliquando servi, scilicet Burgundiones, Romanis
imperent?..... Romanæ urbis dignitas ad tantam est stultitiam ducta, ut
meretricum etiam imperio pareat?- (Luitprand. l. III, c. 12, p. 450.)
Sigonio (l. VI, p. 400) afferma positivamente che fu rimesso il
consolato; ma dai vecchi autori, Alberico è chiamato più spesso
-princeps Romanorum.-
[349] -Vedi- Ditmar, pag. 354; -apud- Schmidt, t. III, p. 439.
[350] Questo sanguinario banchetto è descritto in versi leonini nel
Panteon di Goffredo da Viterbo (-Scriptor. Ital.-, t. VII, p. 436, 437)
che visse su la fine del secolo dodicesimo (Fabricio, -Bibl. lat. Med.
et infimi aevi-, t. III. p. 69, edit. Mausi); ma il Muratori (Annali, t.
VIII, p. 177) diffida a ragione di tal testimonianza, che illuse il
Sigonio.
[351] Si trovano alcune particolarità dell'incoronazione
dell'Imperatore, e di qualche cerimonia del decimo secolo nel Panegirico
di Berenger (-Script. Ital.- t. II, part. 1, p. 405-414), illustrato
dalle note d'Adriano di Valois e di Leibnitz. Sigonio narrò in buon
latino, ma con alcuni sbagli di data e di fatto, (l. VII, p. 441-446)
tutto ciò che risguarda i viaggi di quegli Imperatori a Roma.
[352] In occasione d'una controversia sorta quando fu incoronato Corrado
II, Muratori prende la libertà di notare che: -Dovevano ben essere
allora indisciplinati Barbari, e- bestiali -i Tedeschi.- (-Annal.-, t.
VIII, p. 368.)
[353] Dopo averli fatti bollire. I vasi destinati a tal effetto erano
compresi nel numero degli utensili indispensabili al viaggio; e un
Germano che facea bollire le ossa di suo fratello in uno di questi vasi,
lo promettea al suo amico, dopo che se ne fosse servito (Schmidt, t.
III, p. 423, 424). Il medesimo autore osserva che tutto il lignaggio
sassone s'estinse in Italia (t. II, p. 440).
[354] Ottone, vescovo di Freysingen, ci lasciò un passo rilevante sopra
le città d'Italia (l. 1, c. 13, in -Script. Ital.-, t. VI, p. 707-710),
e Muratori (-Antiquit. Ital. medii aevi-, t. IV, -Dissert.- 45-52, p.
1-675; -Annal.-, t. VIII, IX, X) spiega perfettamente la nascita, il
progresso e il governo di queste repubbliche.
[355] -Vedi- sopra questi titoli, Selden (-Titles of Honour-, vol. III,
part. I, p. 488), Ducange (-Glossar. latin.-, t. II, p. 140; t. VI, p.
776) e Saint-Marc (-Abrégé chronologique-, t. II, p. 179).
[356] I Lombardi inventarono il -carocium-, stendardo sopra un carro
tirato da buoi. (Ducange, t. II, p. 194, 195; Muratori, -Antiquit.-, t.
II, -Dissertat.- 26, p. 489-493.)
[357] Guntero Ligurino, l. VIII, p. 584 e segu; -apud- Schmidt, t. III,
p. 399.
[358] -Solus imperator faciem suam firmavit ut petram.- (Burcard., -De
excidio Mediolani-, -Script. Ital.-, t. VI, p. 917). Questo tomo di
Muratori contiene i monumenti originali dell'istoria di Federico I, da
confrontarsi fra loro, senza dimenticare la condizione e i pregiudizii
di quegli scrittori, sieno essi Germani o Lombardi.
[359] -Vedi-, sull'istoria di Federico II e sulla Casa di Svevia a
Napoli, Giannone, -Istoria civile-, t. II, l. XIV-XIX.
[360] Nell'immenso labirinto del Diritto pubblico d'Alemagna, debbo
citare un autor solo, o citarne mille; ed io amo piuttosto attenermi a
una sola scorta fedele, che trascrivere sulla parola una farragine di
nomi e di passi. Questa guida è il Signor Pfeffel, autore del -nouvel
Abrégé chronologique de l'Histoire et du Droit public d'Allemagne-,
Paris, 1776, 2 vol. in 4. Questa, a parer mio, è la migliore istoria
legale e costituzionale, che in alcun luogo siasi mai pubblicata. Egli
ha afferrate le cose più importanti con molta esattezza e sapere;
semplice e conciso, egli le ristringe in piccolo spazio; coll'ordine
cronologico che ha seguìto, ciascun fatto è posto sotto la sua vera
data, e un indice accurato li raccoglie sotto aspetti generali.
Quest'opera, sebbene forse meno perfetta quando venne alla luce la prima
volta, giovò molto al Dottore Robertson per formar quell'abbozzo di man
maestra, ove segna anche i cangiamenti che nei tempi moderni accaddero
nel Corpo germanico. Ho pur consultato il -Corpus Historiae germanicae-
dello Struvio con tanto maggior profitto, poichè questa voluminosa
compilazione riporta ad ogni pagina i testi originali.
[361] -Qui poi l'Autore è in errore preciso quanto alla Casa de' Conti
d'Absbourg autori della regnante eccelsa Casa d'Austria; poichè Rodolfo
I d'Absbourg Capo-stipite della Casa d'Absburgo-Austria, eletto
Imperatore Romano Germanico, specialmente per la sua pietà l'anno 1273,
si segnalò col terminar vittoriosamente la guerra da lui giustamente
incontrata contro Ottocaro Re di Boemia; fu notato dagli storici per le
azioni, per le sue gesta qual principe valoroso, prudente, politico,
conoscitore delle cose governative, e premuroso che fosse resa
giustizia. Non volle andare a Roma per farsi coronare Imperatore dicendo
che nessuno de' suoi predecessori vi era andato senza aver perduto de'
suoi diritti, e della sua autorità; prese tutte le città che attaccò, e
guadagnò quattordici battaglie ordinate. Alberto I suo figlio simile a
lui pel vigore e per la mente, per l'intrepidezza e pel coraggio fu
eletto pure Imperatore, e seppe uscir vincitore da ogni contesa
venutagli dagli inquieti abitanti di Vienna, di Salisburgo, dagli
Ungari, e dai Boemi. Sarebbe assai lungo il noverare i meriti de'
sovrani dell'eccelsa Casa d'Absbourg-Austria. Sono piene le Storie
dell'Imperatore Carlo V, e Ferdinando II, e di Ferdinando III,
specialmente nella guerra de' trent'anni: vegga il lettore il Plutarco
Austriaco.- (Nota di N. N.)
[362] Carlo IV per altro non dee, per la sua persona, essere considerato
come un Barbaro. Dopo aver avuto l'educazione in Parigi, ripigliò l'uso
della lingua boema, ch'era la sua naturale, e parlava e scriveva con
pari facilità il francese, il latino, l'italiano e il tedesco (Struvio
p. 615, 616). Petrarca ne parla sempre come d'un principe pulito e
dotto.
[363] Oltre le particolarità che sulla spedizion di Carlo IV si trovano
negli storici d'Alemagna e d'Italia, vien essa dipinta in una foggia
vivace ed esatta nelle memorie sulla vita del Petrarca (t. V. p.
376-430) dell'Abate de Sade, opera curiosa, la cui prolissità non sarà
di leggieri biasimata da chi accoppii il gusto e l'amore
dell'erudizione.
[364] -Vedi- la descrizione di questa cerimonia nello Struvio p. 629.
[365] La repubblica dell'Europa col Papa e coll'Imperatore per Capi non
fu mai rappresentata con più dignità, quanto nel Concilio di Costanza.
-Vedi- l'Istoria di quest'assemblea scritta dal Lenfant.
[366] Gravina, -Origines Juris Civilis- p. 108.
[367] Furon trovate seimila urne che servivano per gli schiavi e pei
liberti d'Augusto e di Livia. Tanta era la moltiplicità degl'impieghi,
che uno schiavo per esempio non aveva altra incumbenza che di pesare la
lana filata dalle fantesche di Livia, un altro d'aver cura del cane ec.
(-Camere sepolcrali ec.- del Bianchini. -Vedi- pure l'estratto della sua
opera nella Biblioteca Italica, t. IV, p. 175, e l'elogio fattone da
Fontanelle, t. VI. p. 356). Ma quei servi avean tutti lo stesso grado, e
forse non erano più numerosi di quelli di Pollione o di Lentulo. Provano
solamente quanta fosse in generale la ricchezza della città di Roma.
FINE DEL VOLUME NONO.
INDICE DEI CAPITOLI E DELLE MATERIE CHE SI CONTENGONO NEL NONO VOLUME
CAPITOLO XLVII. -Storia Teologica della dottrina
dell'Incarnazione. Natura umana e divina di Gesù
Cristo. Inimicizia dei Patriarchi d'Alessandria
e di Costantinopoli, S. Cirillo e Nestorio. Terzo
Concilio generale tenuto in Efeso. Eresia d'Eutiche.
Quarto Concilio generale tenuto in Calcedonia.
Discordia civile ed ecclesiastica. Intolleranza di
Giustiniano. I tre Capitoli. Controversia dei
Monoteliti. Sette dell'Oriente: prima i Nestoriani,
seconda i Giacobiti, terza i Maroniti, quarta gli
Arminiani, quinta i Cofti e gli Abissinii.-
A. D.
Incarnazione di G. C.-pag.- 5
Gesù Cristo nato solamente uomo secondo
gli Ebioniti 8
Sua nascita e suoi effetti 11
Gesù Cristo un Dio in tutta la sua purità
secondo i Doceti15
Il suo corpo incorruttibile17
La doppia Natura di Cerinto20
La divina Incarnazione d'Apollinare 22
Assenso degli ortodossi al decreto della
Chiesa cattolica, e disputa sulle parole
con cui si esprimerebbe questo domma 26
412-444 San Cirillo, Patriarca d'Alessandria28
413-415 Suo dispotismo tirannico30
428 Nestorio, Patriarca di Costantinopoli 35
429-431 Sua eresia 37
431 Primo Concilio d'Efeso 43
Condanna di Nestorio 46
Opposizione dei Vescovi d'Oriente47
431-435 Vittoria di San Cirillo 49
435 Esilio di Nestorio53
448 Eresia d'Eutiche 56
449 Secondo Concilio d'Efeso57
451 Concilio di Calcedonia 60
Decreti del Concilio di Calcedonia 64
451-482 Discordia dell'Oriente 67
482 L'Ennotico di Zenone 69
508-518 Il Trisagion, e la guerra di religione fino
alla morte d'Anastasio73
514 Prima guerra religiosa 77
519-565 Carattere teologico di Giustiniano:
particolarità sulla sua amministrazione
nelle materie della Chiesa 77
Sue persecuzioni 79
Contro gli Eretici80
I Pagani 81
Gli Ebrei82
Sua ortodossia 84
532-698 I tre Capitoli 85
553 Quinto Concilio generale87
564 Eresia di Giustiniano88
629 La controversia monotelita 90
639 L'Ectesi d'Eraclio91
648 Il Tipo di Costanzo 91
680-681 Sesto Concilio generale, il secondo di
Costantinopoli 93
Unione delle Chiese greca e latina 97
Separazione perpetua delle Sette dell'Oriente99
I Nestoriani 101
500, ec. Soli padroni della Persia 104
500-1200 Loro missioni in Tartaria, nell'India e
nella China 106
883 I Cristiani di S. Tommaso nell'India 110
518 I Giacobiti114
I Maroniti 119
Gli Armeni 122
I Cofti o gli Egiziani 125
537-568 Il Patriarca Teodosio 126
538 Paolo126
Separazione e decadenza degli Egiziani129
625-661 Beniamino, Patriarca giacobita 131
Gli Abissinii e i Nubii132
530 ec. Chiesa d'Abissinia 134
1525-1550 I Portoghesi in Abissinia 135
1557 Missione dei Gesuiti137
1626 Conversione dell'Imperatore 138
1632 Espulsione finale de' Gesuiti140
CAPITOLO XLVIII. -Disegno del rimanente dell'Opera.
Successione e carattere degl'Imperatori greci di
Costantinopoli dal tempo d'Eraclio a quello
della conquista dei Latini.-
Difetti della Storia bizantina 141
Sua unione colle rivoluzioni del Mondo politico143
Disegno del rimanente dell'Opera144
638-641 Secondo matrimonio e morte d'Eraclio 148
641 Costantino III150
641 Eracleone 150
641 Punizione di Martina e d'Eracleone 152
641 Costanzo II152
668 Costanzo IV, soprannominato Pogonate 154
685 Giustiniano II156
695-705 Suo esilio 158
705-711 Suo ritorno al trono e sua morte159
711 Filippico 162
713 Anastasio II 163
716 Teodosio III 163
718 Leone III, l'Isaurico 164
741 Costantino V, Copronimo165
775 Leone IV168
780 Costantino VI ed Irene 170
792 Irene172
802 Niceforo I 174
811 Stauracio 174
811 Michele II, Rangabo 174
813 Leone V, l'Armeno176
820 Michele II, soprannominato il Balbo178
829 Teofilo 180
842 Michele III183
867 Basilio I, o il Macedone 186
886 Leone VI, il Filosofo 193
911 Alessandro, Costantino VII, Porfirogenito195
919 Romano I, Lecapeno 196
Cristoforo, Stefano, Costantino VIII 196
945 Costantino VII197
959 Romano VI, il Giovane 199
963 Niceforo II, Foca200
Giovanni Zimiscé, Basilio II e Costantino IX202
976 Basilio II e Costantino IX204
1025 Costantino IX 206
1028 Romano III, Argiro 207
1034 Michele IV, il Paflagonio 208
1041 Michele V, o Calafate 209
1042 Zoe e Teodora 209
1042 Costantino X, o Monomaco 210
1054 Teodora 210
1056 Michele VI, o Stratiotico 211
1057 Isacco I, Comneno211
1059 Costantino XI, Ducas214
1067 Eudossia214
1067 Romano III, Diogene 215
1071 Michele VII, Parapinace, Andronico I,
Costantino XII 216
1078 Niceforo III, Botoniate218
1081 Alessio I, Comneno 220
1118 Giovanni, o Calo Giovanni 223
1143 Manuele 225
1180 Alessio II 230
Carattere, e prime avventure d'Andronico 230
1183 Andronico I, Comneno II241
1185 Isacco II, soprannominato l'Angelo 245
CAPITOLO XLIX. -Introduzione, culto e persecuzione
delle Immagini. Ribellione dell'Italia e di Roma.
Patrimonio temporale dei Papi. Conquisto dell'Italia
fatto dai Francesi. Istituzione delle Immagini.
Carattere e incoronazione di Carlomagno.
Ristabilimento e decadenza dell'Impero romano in
Occidente. Independenza dell'Italia. Costituzione
del Corpo germanico.-
Introduzione delle Immagini nella Chiesa
cristiana253
Loro Culto 256
L'Immagine d'Edessa 258
Copie dell'Immagine d'Edessa 262
Opposizione al culto delle Immagini264
726-840 Leone l'Iconoclasta e suoi successori 266
754 Il Concilio di Costantinopoli268
Loro professione di Fede 270
726-775 Persecuzione delle Immagini e dei monaci 271
Stato dell'Italia275
727 Epistole di Gregorio II all'Imperatore279
728, ec. Rivoluzione dell'Italia283
Repubblica di Roma 288
730-752 Roma assalita dai Lombardi291
754 Sua liberazione per opera di Pipino294
774 Conquisto della Lombardia fatto da Carlomagno 297
751-768 Pipino e Carlomagno re di Francia 297
Patrizi di Roma 300
Donazioni di Pipino e di Carlomagno ai Papi 303
Donazione di Costantino inventata 307
780 ec. Immagini in Oriente rimesse in onore
dall'Imperatrice Irene 312
787 Settimo Concilio generale o sia secondo Niceno 314
841 Definitivo stabilimento delle Immagini sotto
l'Imperatrice Teodora316
794 Ripugnanza de' Franchi e di Carlomagno318
774-800 I Papi si separano dall'Impero d'Oriente 320
800 Incoronazione di Carlomagno come Imperatore
di Roma e dell'Occidente323
768-814 Regno e carattere di Carlomagno 326
Ampiezza del suo Impero in Francia 332
Spagna 334
Italia 334
Alemagna335
Ungheria336
Suoi vicini e suoi nemici 338
Suoi successori 340
814-840 Luigi il Pio 341
840-856 Lotario I 341
888 Divisione dell'Impero 342
962 Ottone Re di Germania rinnova e s'appropria
l'Impero d'Occidente 342
Transazione dell'Impero d'Oriente e di
quello d'Occidente344
800-1060 Autorità degl'Imperatori nell'elezione dei Papi347
Disordini 350
1073 ec. Riforma e pretensioni della Chiesa 353
Autorità che godeano gl'Imperatori in Roma 354
992 Ribellione d'Alberico 355
967 Del Papa Giovanni XII 356
998 Del console Crescenzio 357
774-1250 Il regno d'Italia359
1152-1190 Federico I 361
1198-1250 Federico II362
814-1250 Independenza dei principi d'Alemagna 363
1250 Costituzione germanica 366
1347-1378 Debolezza e povertà dell'Imperator Carlo IV 367
1356 Sua pompa 370
Potere e modestia d'Augusto in contrapposto
a lui 372
FINE DELL'INDICE.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le
grafie alternative (agonia/agonìa e simili), correggendo senza
annotazione minimi errori tipografici. Le citazioni in greco sono state
trascritte integralmente, senza apportare alcuna correzione per
eventuali inesattezze ortografiche o grammaticali. Nell'elenco di popoli
a pag. 147 (Capitolo XLVIII) manca il numero 8 nell'originale.
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